lunedì 12 marzo 2012

Noel Gallagher elogia i Kasabian e ricorda i giorni di gloria: "Oasis influenzati dai Beatles? Sì, come da tante altre band"

Sotto il post l'audio dell'intervista a Noel Gallagher per la stazione radio scozzese Clyde 1. Jim di In:Demand ha raggiunto Noel prima del concerto per pochi intimi al Grand Ole Opry di Glasgow il 28 febbraio scorso. Ecco la traduzione di una lunga chiacchierata.

Noel ha esordito dicendo: "Con gli Oasis suonavamo direttamente nelle arene e negli stadi, questo sì ... è uno dei luoghi più strani in cui abbia mai suonato".

Poi il chitarrista ha rievocato la sera del maggio 1993 in cui gli Oasis suonarono al King Tut's di Glasgow, dove furono scoperti dal produttore Alan McGee. "Non c'è mito, è tutto vero. Arrivammo qui con alcuni amici, una band di Manchester. C'erano solo tre band in scaletta, i nostri amici dissero che erano d'accordo nel farci suonare. Noi andammo lì, dicemmo che volevamo suonare e loro dissero che non avevano il permesso per far suonare quattro band. In furgone da Manchester portammo molta gente, eravamo dieci o quindici. Dopo un po' di discussioni ci fecero suonare per quindici minuti all'inizio. Il caso volle che lì ci fosse Alan McGee, che aspettava un treno per tornare a Londra. Entrò, noi salimmo sul palco. Dopo il concerto venne da me e mi disse: 'Come vi chiamate?'. 'Oasis'. 'Avete un contratto discografico?'. 'No'. 'Ne volete uno?'. 'Sì, per favore'. Il giorno dopo tornammo a Manchester. Partì da lì, il resto è storia".

"Se sentivo che fossi sul punto di sfondare? No, ero sempre dell'idea che non avremmo dovuto andare da nessuno, ma lasciare che gli altri venissero da noi. E so che eravamo bravi abbastanza, si trattava solo di ... devo dire che allora ero piuttosto presuntuoso su questa cosa, si trattava solo di vedere quando sarebbe successo. Parte di me pensava: 'Sì, saremo al più grande band dell'universo', ma un'altra parte di me pensava: 'A gente come noi questo non succede. Forse resteremo in questo posto per sempre'. Ma, detto questo, di musica sapevo abbastanza da poter scrivere canzoni come Supersonic, Live Forever e roba simile, sai cosa intendo?".

Il giornalista ha ricordato quando anche lui ricevette una copia del demo di Columbia, la celebre Columbia edizione White Label Demo, distribuita a dj e produttori radiofonici dell'epoca a scopo promozionale: "Ricordo che la misi per una radio di Aberdeen e la gente venne da me a chiedermi chi fosse questa nuova band, gli Oasis". Ecco i ricordi che ha Noel di quel periodo: "Facemmo dei demo in uno studio di Liverpool. Non era neanche uno studio, era una sala prove di una band di nome The Real People, con cui diventammo amici. Registrammo una musicassetta che non avevamo mai mandato a nessuno, con incise dieci tracce. Ne facemmo dieci copie, non dieci ... cinque. Alan McGee ne ha una, penso che ne abbia una Johnny Marr, una forse Bonehead, io no. Quando firmammo per la Creation loro volevano pubblicare qualcosa immediatamente, una cosa underground. Non avevamo niente. Dissero: 'Che ne dici di questa versione di Columbia?'. Io acconsentì e poi fu subito su Radio 1, sai cosa intendo? Fu un periodo eccitante. Ogni giorno succedeva qualcosa, erano gli anni gloriosi. All'epoca vivevo con Bonehead, ero stato sfrattato e vivevo nel suo attico con lui e il suo ragno, il suo animale domestico, una tarantola".

Noel ha poi parlato del suo legame con la Scozia, a partire dalla moglie Sara MacDonald, originaria di Edimburgo e definita da Noel "a posh Scot", ai molti amici scozzesi e all'esibizione alla prima edizione del T In The Park, nel 1994. "Venivo qui già quando ero roadie per gli Inspiral Carpets. Tutte le band dicono la stessa cosa: è proprio difficile fare un brutto concerto in Scozia".

La b-side del singolo Cigarettes & Alcohol era I Am The Walrus. "La registrammo in un hotel a Gleeneagles, ma non pubblicammo quella versione. Quando firmammo per la Creation in realtà firmammo per la Sony, firmammo prima per la Sony. La Creation aveva un complicato contratto discografico con la Sony che riguardava il mercato americano. Finì che dovemmo fare questa esibizione a Gleeneagles, facemmo anche I Am The Walrus. La registrazione era eccezionale, ma non pensavamo fosse figo che fosse registrata a Gleeneagles, così mentimmo. Il rumore del pubblico che si sente lì in realtà è tratto da un album di Rod Stewart penso ... ".

Sugli eccessi di quel periodo: "Per quel concerto forse m'ero scolato metà bottiglia di gin già per le undici di mattina, eravamo giovani. Ce la spassavamo. Credo che Liam minacciò di buttarmi giù dal palco dicendo: 'Chi è quell'idiota?', ma fu tutto bello".

Il fatto che la gente continui a dire che gli Oasis copiavano i Beatles infastidisce Noel? "Lo dice chi non capisce nulla di musica. Chiunque prenda in mano una chitarra è influenzato dai Beatles. Non è che noi fossimo meno influenzati dai Beatles di quanto non lo siano ... diciamo i Muse. Solo che noi l'influenza l'abbiamo resa pubblica ed evidente. Chi dice che sembravamo i Beatles è un idiota. Perché avevamo anche lo stesso sound di Pistols e degli Slade e degli Who e dei Kinks, di tutto il guitar rock britannico degli anni '60, ma ovviamente tutti parlano dei Beatles, perchè all'inizio degli anni Novanta, finché non arrivammo noi, nessuno si interessava ai Beatles. Abbiamo rimesso in circolo ogni singolo pezzo di memorabilia dei Beatles".

Tra tutte le band che citano gli Oasis come influenza, quale canzone 'oasisiana' sceglierebbe Noel? "Mi piacciono i Coral, che sono miei grandi amici e sono eccezionali, ma direi Club Foot dei Kasabian. Chi li ha visti dal vivo sa che con un loro live otterrà quanto di più vicino ci possa essere all'esperienza degli Oasis, penso. Li ho visti dal vivo innumerevoli volte, ero tra la folla e pensavo questo".

Poi Noel ha ripetuto: "Gli High Flying Birds non sono una band, non c'è una dinamica di gruppo. È una cosa mia e tutti mi aiutano a fare la cosa mia. Questi sono musicisti che lavorano per sbarcare il lunario, forse questi tizi non saranno disponibili per il mio prossimo tour. Sono solo io in realtà". Il musicista ha aggiunto: "Se mi preoccupa il fatto che questo mio disco non possa avere lo stesso impatto che ebbero gli Oasis? No, perché il primo album degli Oasis vendette cinque milioni di copie. Non posso avere quello stesso impatto, perché ora tutti sanno chi sono. Allora arrivammo come un'esplosione ... Supersonic e Definitely Maybe, quello cambiò l'industria musicale. Il mio disco ha venduto più copie di qualunque altro disco pubblicato in quella stessa settimana ed è ancora nella top 20, è andato molto molto oltre le mie aspettative. Non mi sarei aspettato di suonare già adesso nelle arene".

"Se mi mancano gli Oasis? È complicato rispondere. Mi manca stare in una grande rock band, quello sicuramente. Mi mancano gli autoarticolati che erano lì per i concerti a Wembley, ecc. Mi ci sono voluti cinque minuti per decidere di lasciare gli Oasis, ma la roba che ha portato a quello durava da un po' e succedeva dietro le quinte. Non ho fatto: 'Grandioso. A proposito, me ne vado'. Non lasci una band come quella a cuor leggero, ma penso che vada bene a tutti questa cosa".

"Per quanto gli Oasis fossero grandiosi, era una cosa che sfuggiva dal controllo e quella cosa mi manca un po'. Non direi che preferisco questo a quello. Quello era il passato, il presente è questo. Non penso che potrei tornare a fare quella cosa una volta che ho fatto questa. Ripensateci a casa e lo capirete. È come stare in business class e poi andare in prima classe e fare: 'Oh, non c'è nessuno in first class, è tutto calmo e pacifico'. La business class è un falò ... non mi importa di fare economia, come fanno i Libertines".

Sulla battaglia con i Blur, culminata nella battaglia dei singoli pubblicati il 14 agosto 1995 finita in prima pagina su giornali e telegiornali. "Verso Natale mi sono incontrato con Damon Albarn. Se ora i Kasabian e i Muse pubblicassero un singolo nello stesso giorno nessuno se ne fregherebbe, è inimmaginabile. Allora non era necessario ... c'era troppa animosità da ambo le parti, le guerre verbali e tutte quelle scemenze. Ma avere sedici anni allora doveva essere straordinario, andare al negozio di dischi e ... ma non era una cosa creata ad arte. Era ridicolmente grandiosa quella cosa, un milione di singoli venduti o una cosa del genere, e per la canzone degli Oasis più merdosa di sempre (Roll With It, ndr) e forse uno dei peggiori singoli dei Blur (Country House, ndr)!".

Sulla serata ai Brit Awards, il 21 febbraio scorso. "Il momento chiave della serata? Io e Chris Martin sul palco, senza dubbio. Me la sono goduta a pieno: io, Sara, i nostri amici ... siamo rientrati alle cinque del pomeriggio successivo ... roba da vecchi tempi, amico".

Sulla reunion degli Stone Roses: "Sono felice per loro. E finalmente potranno fare un po' di soldi, sono anni che ripetono che sono stati fregati. Ora potremo mettere questa cosa da parte. Mani potrà farsene una ragione alla fine". Poi Noel ha chiesto di mandare in onda la versione completa della canzone Fools Gold (9 minuti), ma non è stato accontentato.

Noel ha raccontato un curioso episodio sul T In The Park 1994, prima edizione del festival. "Ci portarono in furgone sul luogo del concerto. Guidava il tizio che ci aveva accompagnato alla serata al King Tut's Wah Wah, quello di quella band di Manchester. Il guidatore, però, non ricordava se il furgone andasse a benzina o fosse diesel. Sbagliò a fare rifornimento e dieci minuti dopo il furgone si piantò. Dovemmo prendere la linea A-A per andare alla stazione per prendere il treno. Dovemmo portarci dietro tutto il materiale, amplificatori sui sedili e tutto il resto. Non eravamo molto famosi allora. Qualcuno sapeva chi fossimo, ma non eravamo così famosi ... fu grandioso".

by oasisnotizie

youtube.com/frjdoasistv

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