giovedì 11 febbraio 2016

Noel Gallagher: "I giovani d'oggi? Sono dei succhiacazzi. Il terzo disco? Sono a metà dell'opera e vi spiego com'è cambiato il mio processo creativo"

È di qualche settimana fa la notizia che Noel Gallagher è al lavoro per il suo terzo album da solista. Il cantautore si divide dunque tra le prove per il tour di Chasing Yesterday, che ricomincia l'8 marzo in Messico, e le registrazioni del nuovo disco. Il sito web australiano music.theaureview.com ha incontrato l'ex Oasis, che ha concesso una lunga e interessante intervista.

La composizione di un album come solista è per te ancora un compito piuttosto arduo?

Le cose vanno a rilento e io sono un uomo molto, molto impaziente. Se ho un pensiero, un minimo ghiribizzo, devo agire all'istante e prevederne la logica conseguenza. Con questo disco ci sono ancora un sacco di idee che fluttuano nella fottuta aria e la cosa sta iniziando a seccarmi sul serio. Non mollerò, cazzo, non mi lamenterò. Andrò avanti per i ragazzi, ecco cosa farò.

Entrare in studio senza aver scritto prima le canzoni è per te un fatto inedito e sembra un salto nell'ignoto. Com'è stato l'approccio creativo al nuovo disco?

La forza più grande che questo disco (quello di prossima uscita, ndr) ha è anche la sua più grande debolezza. Io e il mio produttore abbiamo fatto un patto: non avrei scritto alcuna canzone prima, semplicemente saremmo venuti in studio senza niente. Avremmo buttato lì idee e poi le avremmo fatte incontrare e avremmo composto, qualcosa che non ho mai fatto prima. 
La parte che non mi piace di questo è che non sai mai che cazzo stia succedendo da un giorno al successivo. Di solito entro in studio con 30 canzoni, le registro e so come suonerà. Scelgo le migliori e dò all'album un certo flusso. Sono a metà delle lavorazioni per questo nuovo disco e non ho la minima fottuta idea di come finirà! Neanche la più pallida idea. Non so come saranno le prossime sette canzoni perché non le ho ancora scritte.

E quali cambiamenti ci sono stati rispetto alle lavorazioni per i dischi precedenti?

Questo mi ha reso più fiducioso nelle mie capacità, se mai mi fosse mancata la fiducia in me stesso! Ogni volta che sono a metà del lavoro per un album, ogni volta che mi sia trovato a metà del lavoro per un album, sapevo esattamente quale sound avrebbe avuto. 
Con questo non ne ho idea, cazzo. Questa cosa in sé è fantastica, però, perché è davvero eccitante non sapere con cosa te ne verrai fuori. Quei lampi di ispirazione. Canzoni che, mentre vengono scritte, cambiano costantemente e tu scrivi costantemente nuove parti e pensi: 'Be', se faccio quella parte lì allora quella parte deve cambiare'. 
Ho scritto sette canzoni, cinque delle quali sono state registrate. Direi che c'è ancora un pochino di lavoro da fare su quelle cinque, ma niente di rilevante. Direi che sono a metà dell'opera. Devo scrivere altre sette canzoni e ci sono, cazzo.

Tutto questo ha riaffermato il mio credo in qualcosa che comunque ho sempre pensato: sono le canzoni che contano. Se sei stato abbastanza fortunato da imbatterti in gruppi su gruppi di canzoni che la gente ha portato nella sua vita, il resto non conta. Puoi solo riflettere troppo sulle cose e fare comunque le cose in modo merdoso, capisci? Devi semplicemente alzarti e fare del tuo meglio. 
Non sono il più grande cantante al mondo e non sono il più grande chitarrista al mondo. Non sono il più grande paroliere e non sono il più grande cantautore, ma sono davvero bravo, cazzo, ad essere me. 
Nel cominciare questo viaggio, se effettivamente si tratta di un viaggio, pensavo: 'Be', basterà quello'. Se la gente vuole venire a vedermi, be' allora non c'è nessuno più bravo di me ad essere me, di sicuro! Chi è migliore di me?

Parteciperai anche al Bluesfest, in Australia. I tuoi concerti di quest'anno saranno diversi?

Sono uno dei più eminenti artisti blues di tutti i tempi, cazzo se lo sono! Te lo dico io, cazzo, Eric Clapton non è nessuno in confronto a me. 
I concerti saranno fantastici, cosa posso dire? Non vedo l'ora che inizino, so che sarà fantastico. Saranno un po' diversi da quelli fatti nel Regno Unito, perché ho cambiato un po' la scaletta. Tutto quello che posso dire è: preparatevi a rimanere stupefatti, cazzo!

Come gestisci la pressione?

Quando sono alle prese con i progetti, i progetti non mi entusiasmano. È solo una cosa che fai. I risultati finali sono buoni, quindi è quella la cosa fondamentale. 
Il peso delle aspettative l'ho sentito già una volta, quando provai a fare seguito a (What’s the Story) Morning Glory?. Con il senno di poi, sentii che faticavo un po'. Dopo quella volta, di quello non mi è davvero mai importato. 
Se consideriamo a parte la mia avventura solistica, allora neanche minimamente. In questo gioco o in questo campo puoi rendere questo mestiere tanto difficile o tanto facile quanto vuoi tu.

Puoi rimuginare praticamente su tutto. Su quali cazzo di scarpe indossi, su che aspetto hanno i tuoi capelli, su quali cereali stai fottutamente mangiando, se sei troppo grasso, se le canzoni sono fottutamente buone. Puoi dare di matto o puoi semplicemente fare il cazzo che fai e lasciare che decida la gente. 
Ho sempre fatto dischi, li ho sempre pubblicati e non me ne fotte un cazzo di quello che dicono i giornalisti in merito. Veramente, non me ne fotte un cazzo. Se alla gente piace, andiamo in tour. Se alla gente non piace, non andiamo in tour. Ecco tutto.

Il successo di Chasing Yesterday ha seguito quello del tuo disco d'esordio come solista. Ti aspettavi questo successo così immediato?

Cosa posso dire? Non me lo sarei mai aspettato. Quando ho lasciato gli Oasis e ho avuto quei due anni di pausa non facevo nulla. Me ne stavo seduto e non pensavo di fare proprio nulla. Avevo lasciato una delle più grandi band di tutti i tempi ed ero felice di esserne fuori, mi godevo il resto. Una volta che ho deciso che avrei fatto un disco, quando ho ultimato quel disco sapevo che quel disco era grandioso. Sapevo che quel primo disco (l'eponimo Noel Gallagher’s High Flying Birds, ndr), accostato a qualunque album degli Oasis io abbia fatto, avrebbe superato la prova del tempo.

Passato il giorno in cui fu pubblicato, si trattava semplicemente di partire da lì, capisci? Questo disco, Chasing Yesterday, ha seguito quello e quello che sto facendo ora segue questo. Non penso a me come ad un artista solista o ad un ex membro degli Oasis. Ormai ho fatto l'abitudine a questo e d'ora in poi non potrà che andare meglio. Penso che io stia recuperando il tempo perduto. Ho sprecato un sacco di fottuto tempo a cazzeggiare negli ultimi dieci anni! Sto recuperando il tempo perduto e alla gente sta piacendo, che è la cosa fondamentale.

Passiamo ad un altro argomento. Che ne pensi delle giovani band di oggi?

Le giovani band riflettono la mia opinione sui giovani in generale. Sono dei succhiacazzi. A parte i giovani che vengono ai miei concerti, che sono incredibili, ogni altro giovane è una testa di cazzo. In particolare i ragazzi. Loro sono particolarmente ... testoline di cazzo. Sì, è quella la parola che cercavo.
 
Ma cos'è che più di ogni altra cosa ti dà la spinta ad andare avanti come cantautore? 

Sai, tu in quanto giornalista ... si scrivono un sacco di parole e io in quanto artista dico un sacco di parole. Sono tutte davvero irrilevanti. La gente ascolta i dischi a casa, è fantastico, ci ha speso dei soldi e se ne fa un'opinione, ma ciò che veramente conta è la serata lì nel posto (dove si tiene il concerto, ndr), tra la folla. Quando siamo tutti insieme e quando proviamo la stessa sensazione. Non è fottutamente speciale? Se hai la sensazione che dovresti trovarti altrove, allora dovresti trovarti altrove. Se hai la sensazione che sia il centro dell'universo, allora Dio ti benedica, cazzo, amico. Io vivo proprio per quelle serate, capisci? 

traduz. oasisnotizie

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