martedì 18 novembre 2014

Se gli Oasis ti segnano la vita - di Davide Piermattei


Riceviamo e pubblichiamo

Io ero un neonato quando, nel 1992, nelle strade di Manchester si aggiravano 5 tipi con un'idea in testa. Ma andiamo avanti di 7 anni, in una normalissima Fiat Uno Bianca con un mangianastri (era full optional!). Mio padre scende dalla macchina per andare a fare delle compere e rimango da solo con la musica. È incredibile come delle melodie ti segnano la vita, io quel momento me lo ricordo ancora: ero dietro in macchina e c'era una cassetta degli Oasis (che in seguito scoprii essere l'album Be Here Now). 

Non so se sia stato quell'episodio o il fatto di aver promesso a me stesso che avrei ascoltato tutto tranne Laura Pausini, Gigi D'Alessio o Eros Ramazzotti (visto che in casa mia non si sentiva altro) che mi spinse ad interessarmi agli Oasis. Sia chiaro, a 7 anni non potevo certo capire bene chi erano, come suonavano o altri particolari, fatto sta che in un modo o nell'altro hanno accompagnato la mia vita, come una colonna sonora di un film di cui io sono il protagonista (a volte). 

Gli anni passano e inizio a comprarmi tutti i loro CD, imparare a memoria tutti i testi, ascoltare le canzoni inedite e all'età di 18 anni, un po' troppo tardi, inizio a suonare la chitarra. Iniziai subito con Songbird, per poi passare a Live Forever, Don't Look Back in Anger, Supersonic ... beh tutte! Non facevo altro che sponsorizzarli a destra e a manca perché diciamocelo: in Italia meriterebbero molta più attenzione! Allora i miei amici iniziavano ad ascoltarli e soprattutto uno di loro divenne un appassionato: io gli ho fatto conoscere gli Oasis e lui gli Arctic Monkeys, uno scambio equo, no?

Non voglio fare un articolo sdolcinato o altro ma questo aneddoto è divertente: nei primi anni delle superiori scrissi sul retro di una sedia “Oasis” con lo sbianchino (ok ok, non si fa) e dopo anni vado in un aula a fare un esame di abilitazione e pensate, tra migliaia di sedie trovo davanti a me quella scritta, “Oasis”. Non credo nel destino, affatto, era solo per dire che è stato grandioso!

A volte penso che sarebbe stato bello nascere un po' prima, magari riuscire ad andare ad un loro live nel Regno Unito, chissà, però poi rifletto sul fatto che questo periodo è ancora più straordinario: ho assistito allo scioglimento della band, è vero, ma assisterò anche alla reunion, questo è CERTO!

Davide Piermattei


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