venerdì 10 gennaio 2014

Alan McGee: "Gli Oasis forse torneranno insieme nel 2020. Con loro fu amore a primo ascolto"

Per Alan McGee la reunion dei fratelli Gallagher potrebbe esserci, ma bisogna ancora aspettare tanto, forse sei anni. 

Nel libro Come ho resuscitato il brit rock - Storia di Alan McGee e della Creation Records di Paolo Hewitt, edito di recente da Arcana, il 53enne, già capo dell'etichetta Creation Records, da lui fondata nel 1983, ha ricordato la sera del 29 maggio 1993, quando a Glasgow scritturò gli Oasis.

"È stato un vero colpo di fortuna che li abbia scoperti. Ero là a vedere un mio gruppo, i 18 Wheeler, il gruppo della mia Debbie Turner che suonava quella stessa sera.  Ti guardavi in giro e ti fissavi su questo tizio, lui se ne stava seduto in Adidas come un giovane Weller, capito? E non potevi che pensare: questo tipo è maledettamente figo. Ma pensavo che fosse uno spacciatore e che il cantante del gruppo fosse un tizio che sembrava un muratore prossimo alle calvizie.  E io pensavo: ok, la canzone era piuttosto buona. Il cantante ha carisma, ma il chitarrista sarà capace di … L’assolo di chitarra è stato grandioso. Era Bring It On Down. Ho pensato: cazzo! E poi ho detto a Susan: questi sono davvero bravi. Sai, ero rimasto scioccato. E poi hanno incominciato Up In the Sky e l’assolo è stato indimenticabile. Dissi: io li ingaggio".

"Se mi sento ancora con i fratelli Gallagher? Sì, sento abbastanza Noel", ha detto di recente McGee intervistato da rumoremag.com. "Non sento più Liam, ma è soltanto perché vivo in Galles e lui vive a Londra, quindi non ci incontriamo mai. Poi sono stato 5 anni fuori dalla musica, quindi le nostre strade non si incrociano, però con Noel sono rimasto in contatto".

“"Reunion degli Oasis nel 2015 per il ventennale di (What’s the Story) Morning Glory? No, non credo. Forse nel 2020, ci vorrà del tempo", conclude.

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