mercoledì 15 ottobre 2014

Il ritorno di Noel Gallagher: "Le mie canzoni? Scene di un film romantico. E vi dico la mia su Glastonbury, Morrissey a Johnny Marr"

Intervistato da Jo Whiley su BBC Radio 2 (AUDIO ALLA FINE DEL POST), Noel Gallagher ha parlato di molte cose, soprattutto del suo nuovo disco Chasing Yesterday, i cui dettagli sono stati annunciati lunedì in una videochat tenutasi nella sala londinese di Facebook. L’album uscirà il 2 marzo 2015 e sarà pubblicato dai Noel Gallagher’s High Flying Birds, il nome della band che il 47enne ha costituito dopo aver lasciato gli Oasis. Ecco una traduzione della chiacchierata.

Di cosa parla il nuovo lavoro di Noel? “È un disco ancora molto diretto”, spiega Noel. “Delle persone della mia vita? Tutte le canzoni d’amore parlano della mia bellissima moglie Sara. E non lo dico perché me lo fa dire lei. Sai, nelle canzoni si era già parlato di tutto già prima che arrivasse Elvis”. 

“In fin dei conti è tutta poesia, stai solo raccontando di nuovo la storia. Tutte le canzoni, tranne il primo singolo, che è un po’ un intruso e un altro pezzo che è un intruso, sono tutte canzoni molto dirette su di me e su di te, su di noi, sai. Le canzoni le vedo sempre come scene di film, un film romantico. Non scene di commedie romantiche, non amo le commedie. Sono l’ultimo dei romantici, è una cosa su cui insisto da tutta la vita, perché credo ancora nel potere della musica e della gioia. Mia moglie sentendo questo probabilmente ora si starà soffocando in un bar.

Quale canzone del nuovo disco preferisce sua moglie? “A lei piace The Dying Of The Light, un pezzo molto emozionante ed esaltante che parla di me e di lei. Forse è la canzone più sincera che abbia mai scritto. Poi ce n’è un’altra, quella di chiusura, di cui non ricordo il titolo, ma è quella dove suona la chitarra Johnny Marr. È un po’ alla Echo & The Bunnymen e un po’ disco. Johnny lo conosco da prima che avessi un contratto discografico, per molti versi è stato il primo fan degli Oasis. È un tipo eccezionale, ha suonato per dischi degli Oasis e ha uno stile particolare. Quando il produttore in studio ti chiede di fare una cosa alla Johnny Marr io dico: ‘Nessuno suona come lui, non potrei. Posso solo chiamare lui in persona’. Avevo provato a chiamarlo per il disco precedente, ma era indaffarato, così l’ho chiamato per questo. Suona anche nell’ultima canzone della tracklist, che sarà il secondo singolo (Ballad Of The Mighty I, ndr)”.

“Non ho un contratto discografico”, aveva spiegato Noel all'inizio dell'intervista. “Il mio management ha dovuto mettere il disco in valigia e girare per il resto del mondo come un ambulante. Ci sarebbero voluti mesi e mesi per stipulare i contratti giusti per i vari territori, perché per stipularne uno bisogna farlo a livello mondiale”. Quindi ora si sente un uomo d’affari? “No, quando diventerò un uomo d’affari sarà finita. Non sono un uomo d’affari, mi interessa solo la musica”.

“Se mi sento in un nuovo mondo con questo album? Ogni volta che pubblico un disco – e questo succede da 15 anni – per me è una nuova partita”, ha detto Noel. “Questo album ho iniziato a comporlo forse un anno fa e quando l’ho finito, il 14 luglio scorso, tutte le cose che avevo pianificato erano sparite, le avevo cambiate. Non credo che oggi il music business abbia idea di cosa sta succedendo. Mi sembra che non ci siano più regole prestabilite. Per quindici anni queste regole hanno funzionato e ora … di recente ero ad un meeting con il mio management e si parlava di ‘come pubblicare il disco’. Era la mia casa discografica e ho provato una  frustrazione tale che mi stavo quasi appisolando. Si parlava di cosa pubblicare su iTunes, i singoli … Penso che si stesse dedicando troppo tempo a discutere di come pubblicare il disco. Lo si pubblichi e basta! Andiamo in tour e vediamo cosa succede. Sia chiaro, ho fiducia nella gente che lavora nel mio ufficio, loro vivono per questa cosa, capisci? Hanno prodotto Primal Scream, Stereophonics, Black Rivers, ma sono esperti di quel settore. Io non tollererei che venissero da me in studio a dirmi se il fa che va dopo il sol minore è una buona idea. Loro mi dicono cosa vogliono, io glielo dò e se fanno casino sono licenziati!”. 

“La composizione delle canzoni è sempre la parte facile. La parte difficile è stata registrare a Londra, non facevo un disco a Londra da oltre dieci anni e qui è difficile registrare perché le distrazioni sono tante, hai voglia di uscire”. 

"Il disco l’ho prodotto da me, perché non ho trovato un produttore che volesse produrre il mio album. Quattro persone hanno rifiutato la mia proposta, ma non perché non lo apprezzavano, ma perché ai produttori piace lavorare ad un disco dall’inizio. Insomma cosa volete da me? Produrre un pezzettino, ascoltare il disco e poi sedervi e poi spillarmi quattro milioni di sterline prendendovi tutti i meriti?”. 

“Di chi mi fido? Del mio ingegnere del suono, Mike Rowe, quello con cui ho fatto un sacco di demo, lati b e tutto questo. È stato l’ingegnere del suono di questo album. Lavora con me dal 1997 e durante il tour di Be Here Now ha suonato la tastiera. Mi fido di lui, ma in realtà se sono arrivato a far sentire un pezzo a qualcuno significa che sono già soddisfatto del pezzo”. 

“Devo ammettere che l’unica cosa dura da decidere è stata il titolo, ho esitato fino a due giorni prima, quando ho dovuto per forza comunicarlo. Per me i titoli non significano niente e forse l’ho cambiato dodici volte. Alla fine un ragazza del mio ufficio mi fa: ‘Domani va in pre-ordine, quindi che nome gli diamo?’. Ho dovuto quindi sedermi, leggere dei testi e dopo che l’ho scelto mi sono detto: ‘Lo odio!’. Il mio manager diceva che la cosa non gli ispirava fiducia. Magari qualcuno su iTunes avrebbe fatto: ‘Ho sentito dire che è un album grandioso, ma per via di questo titolo non lo toccherò neanche’. I titoli degli album sono come i nomi delle band, nessuno di questi è grandioso”.

“Sono ancora un assiduo consumatore di musica, è la cosa per cui spendo più soldi e alla quale dedico più tempo. Per esempio ultimamente a Later with Jools Holland ci sono state delle band incredibili, cose che ho sentito e sono andato direttamente a comprare”.

“Quest’anno sono stato al Festival di Glastonbury per tre giorni, ma non ho visto nessuna band dal vivo, le ho viste tutte in TV su BBC iPlayer seduto in poltrona, quando sono tornato a casa. È stata una cosa bellissima quest’anno. Ho visto questa band, i Jungle e ho comprato il loro album. Hanno melodie uniche e cantano tutti. Poi li ho visti alla Roundhouse e ho pensato che fossero assolutamente strabilianti”. 

“A Glastonbury sono andato con la signora Sara (la moglie, ndr) e un po’ di persone. Puoi andare a Glastonbury anche senza pensare tanto alla musica, ma per te stesso. Non credo che quest’anno la lineup del festival fosse particolarmente grandiosa. Sono andato a vedere i Cuban Brothers nella Theatre Tent e sono stati molto un grande spasso, erano in grandissima forma. Ci sono troppe cose a Glastonbury”. 

“Se mi sono accampato lì? Ovvio che no, quando vado a Glastonbury io risiedo in un hotel a 5 stelle a venti minuti da lì! Qualcuno mi ha chiesto se mi ero accampato lì e io gli dicevo: ‘Prego? Io ho venduto 75 milioni di album, non mi accampo per nessuno io’ … Comunque adesso è veramente sbalorditivo, perché da qualche anno vivo il momento in cui dopo le 14 si aspetta che imbrunisca e si esce fuori, è grandioso”. 

“Se rifarò Glastonbury l’anno prossimo? Non mi è stato chiesto, ma sono disponibile. Sì, mi hanno spedito sul mio computer il calendario delle cose che farò nel prossimo anno ed è una cosa rassicurante. Penso: ‘Bene, qui c’è del lavoro da fare’ …”.

“Per voi ho scelto questo pezzo di Brian Protheroe, Pinball”, ha proseguito Noel, che poi ha spiegato com’è nato il suo amore per questa canzone poco nota. 

A questo proposito l’ex Oasis ha raccontato di una notte trascorsa a Los Angeles con Morrissey e Russell Brand. “Quando sono andato a Los Angeles a trovare il mio produttore Dave Sardy, siamo usciti con Russell Brand, che fa film merdosi e quindi è stato contestato laggiù. Eravamo io, Russell e Morrissey. Morrissey è l’uomo più divertente che abbia mai incontrato in vita mia. Fa spanciare dalle risate. Non ha una buona parola per nessuno, è molto tagliente. Ha praticato del bullismo nei confronti di Russell! Povero Russell, credo che non si sia ancora ripreso da quella sera … Comunque eravamo insieme in un bar e Morrissey con sé aveva portato un CD contenente vari brani. L’ha fatto mettere su nel locale e mi ha fatto sentire questa canzone presentandomela così: ‘Questa arrivò al 16esimo posto in classifica nel 1974 … si chiama Pinball ed è di Brian Protheroe’”.

"Sei mesi dopo ero in studio e stavo lavorando ad un mio lato b che sa molto di Bob Dylan, con il finger-picking. Una sera ero con il mio tastierista e Jeremy Stacey, il gemello del mio vecchio produttore Paul, che suona la batteria nella mia band e che mi fa: ‘Hai mai sentito questo pezzo, Pinball di Brian Protheroe?’ e io dissi ‘No’. Così lo ascoltammo e mi venne un’illuminazione, pensai: ‘E se provassi a risuonare questo mio pezzo con questo stile?’. E poi andai a casa quella sera, la riscrissi un po’, tornai in studio e così è nata River Man. È la traccia di apertura del mio nuovo disco ed è incredibile. Quando rivedrò quel grand’uomo di nome Morrissey dovrò ringraziarlo”.

Chiusura dedicata alla figlia Anais, 14 anni, che conduce da alcuni mesi un programma per bambini di nome Friday Download, in onda su CBBC. Nella trasmissione la ragazzina fa parte di un team che dà consigli di moda ai suoi coetanei. “Lo trovo molto divertente, lei si chiede come mai io rida quando la vedo in TV”.

Article by oasisnotizie


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