giovedì 11 aprile 2013

Il ritorno dei Beady Eye futuristi e psichedelici. Liam Gallagher: "In una canzone lancio frecciatine a Noel"

BEADY EYE'S SECOND COMING

A due anni dal primo disco, la band di Liam Gallagher ci riprova con un nuovo album, BE, in uscita il 10 giugno. Stavolta con un nuovo produttore, un nuovo stile e una determinazione più forte che mai. Hamish MacBain di ShortList scopre come "il più folle bastardo con occhiali con montatura spessa dai tempi di mio nonno", il produttore Dave Sitek, ha trasformato Liam Gallagher e i Beady Eye da feticisti degli anni Sessanta a futuristi psichedelici. 


Come sempre, sono molte le cose per le quali Liam Gallagher è elettrizzato. L'abilità sempre maggiore del figlio Gene alla batteria (adesso fa parte di una band) e il fatto che il mese scorso Reni degli Stone Roses gli ha regalato un nuovo set di bacchette. C'è il grandioso servizio fotografico di oggi. Il nuovo bassista dei Beady Eye, l'ex Kasabian Jay Mehler, ha dato buca a causa di una varicella. "Il suo arrivo nei Beady Eye è come quello di Van Persie allo United", spiega Liam.
C'è l'ultimo singolo dei Suede ("Cazzo di pezzo! Alla scuola dove va mio figlio mi sono imbattuto in Brett. Non ho problemi con lui: mi lanciava attacchi e io lanciavo attacchi a lui, ma poi ti fai grande: almeno non abbraccio Damon Albarn né faccio fottuti concerti con lui"). Ci sono - sempre, comunque - gli Stone Roses, che ha visto a Dubai qualche settimana fa. E se i Palma Violets non lo elettrizzano - "Ho visto una foto in cui indossavano una strana camicia" - è ancora preso da Justin Bieber.

A marzo la 19enne popstar canadese si era presentata sul palco della O2 Arena di Londra con due ore di ritardo, suscitando le ire dei genitori degli adolescenti, che avevano accompagnato i figli al concerto, oltre a fischi e insulti. Ufficialmente si era parlato di "problemi tecnici", ma pare che Bieber si fosse svegliato in ritardo per poi chiudersi in camera a giocare con i videogame. Sull'episodio Noel Gallagher aveva detto: "È rock'n'roll fare due ore di ritardo prima di salire sul palco? Dipende da cosa ha fatto in quelle due ore. Ha sniffato cocaina con delle prostitute? Ha giocato a bridge? Non è molto rock 'n' roll, no? Il mio gatto sembra più rock 'n' roll di lui".

Liam non è dello stesso avviso: "Chiunque si presenti sul palco con due ore di ritardo secondo me ha ragione, cazzo", afferma convinto mentre il servizio fotografico volge al termine. "Tutte queste cosiddette rock band che si siedono nel backstage dicendo: 'Ehi, aspettiamo 15 minuti' ... vadano a fanculo. Aspetta 2 ore e 15 minuti! Ha spaccato i culi, cazzo, nessuno mai lo batterà! Quindi fuori dalle palle, lasciatelo in pace. Amico, sono un Belieber!".

Non divaghiamo. Liam e il resto della band - gli ugualmente entusiasti Gem Archer e Andy Bell e il più taciturno Chris Sharrock - sono eccitati dal loro nuovo brano, Flick Of The Finger, che quando leggerete questo articolo sarà già stato diffuso da qualche giorno. Il pezzo deriva da una vecchia demo di una canzone di Liam di nome Velvet Building. "Era su cassetta, quindi immagina quanto era vecchio il demo", dice Gem. Si tratta di un brano reso irrilevante dall'interruzione sul nascere della collaborazione con i Death In Vegas, che, com'è noto, avevano iniziato il lavoro di produzione del sesto album degli Oasis nel 2004, ma senza portarlo a compimento perché i risultati non erano soddisfacenti, fatto che aveva indotto la band a rinunciare al rapporto di collabroazione. La canzone, però, è stata completamente reinventata nella musica, con un'altisonante sessione di ottoni, e nel testo, con nuove parole di Andy e Gem. Lasciamo che siano loro a spiegare.

Andy: "Dovremo cominciare i concerti con questo pezzo. Dobbiamo! È un biglietto da visita".
Liam: "È incalzante, ti va dritto in faccia. È semplicemente folle. Per me è come uno tsunami che aspetta semplicemente di venire fottutamente da te e poi ti prende".
Gem: "È come Bruce Lee su una tavola da surf nel mezzo di uno tsunami".
Chris: "... con gli ottoni. Salvia da ardere".

Del pezzo colpisce pure il finale, in cui un brano parlato si intreccia con la musica. È una citazione di Jean-Paul Marat, rivoluzionario francese del Settecento, contenuta nel libro Street Fighting Years: An Autobiography Of The Sixties del saggista e romanziere pakistano Tariq Ali. Contiene questa frase: "le cui armi si sono rapidamente evolute per mano di scienziati servili e diventeranno più mortifere fino a che, con un semplice schiocco delle dita (flick of the finger, ndr), ridurranno un milione di voi in pezzi". La voce è quella del protagonista del programma TV britannico Fonejacker, l'iraniano Kayvan Novak.

Gem: "Dovevamo comunque registrarlo di nuovo. E per farlo è venuto a bordo Kayvan. Amo questo pezzo pesantemente verboso e che sia Fonejacker a farlo".
Liam: "Fonejacker è l'unico guest dell'album. E la prima cosa del nostro nuovo materiale che la gente sentirà sarà la sua voce che dice: 'Di' quello che credi'. Quindi è fortunato, lo stronzetto!".

Ora i Beady Eye sono felici ed entusiasti, ma un anno e mezzo fa non era così. Il loro album d'esordio, Different Gear, Still Speeding, pur essendo disco d'oro e avendo riscontrato numerosi pareri positivi, non aveva - a giudizio di Liam e compagni - fatto il botto in termini di vendite e apprezzamenti. "Alla fine della fiera", aveva spiegato a gennaio il 40enne frontman, "la gente non l'ha fottutamente comprato, non l'ha capito non ci si è connessa".
Liam racconta che, dopo che la band ha interrotto il contratto con il proprio management (lo stesso che si occupa di Noel), ha vissuto una fase difficile. "Gli ultimi concerti (quelli finali del tour del 2011, ndr) sono stati fottutamente dolorosi. In molti di questi passavo davvero dei momentacci. Voglio dire: noi eravamo fantastici, ma era semplicemente ...". Gem: "La situazione e la circostanza, amico. La gente diceva che non ce l'avremmo mai fatta ad arrivare alla fine del tour. Noi facevamo: 'Ce la faremo, cazzo!'.

Nel dicembre 2011 i Beady Eye ce l'avevano fatta a concludere il tour, ma sapevano che era tempo di rifare gruppo. Non avrebbero suonato di nuovo prima del giugno 2012 e comunque si sarebbe trattato non di un tour vero e proprio, ma di fare da supporter agli Stone Roses. Eppure nel giugno scorso la band è apparsa rivitalizzata, in parte per merito del nuovo management, in parte perché avevano leggermente sconfessato la decisione di non suonare canzoni degli Oasis. A Heaton Park, alla fine di giugno, la band ha proposto dal vivo Rock'N'Roll Star e Morning Glory, brani scritti da Noel Gallagher, ma, come si dice nello showbiz, resi famosi da Liam Gallagher. 
"Io la vedo così: bisogna dare alla gente qualcosa che valga il prezzo dei soldi spesi. Quaggiù i tempi sono difficili e se la gente vuole sentire un paio di canzoni fottute fa forse male a qualcuno? Non lo stiamo facendo per andare a suonare nelle arene e non lo stiamo facendo per abbandonare dei buchi di merda. E, sai, se la gente non vuole sentirle allora ... le faremo comunque!"

Andy: "A quel punto eravamo sicuramente pronti e avevamo già circa 12 canzoni nuove. Saremmo potuti andare in studio allora, ma abbiamo pensato: 'Scriviamo un altro po' di canzoni' ". 
Liam: "Sapevamo che per l'album successivo avremmo dovuto rivoltare le cose come un calzino. Non sapevamo come farlo, non sapevamo da cosa cominciare a farlo, quindi a quel punto abbiamo tutti avuto la sensazione che quello che dovevamo fare era scrivere delle buone canzoni. Avevamo, però, bisogno di un po' di fottuto aiuto. Il produttore dell'ultimo disco non aveva fatto le cose per bene e se l'era svignata. Il disco ha finito per mixarlo Gem e per quello che era è uscito fuori grandioso, ma avevamo bisogno di un grande produttore".

Liam lo definisce "il più folle bastardo con occhiali con montatura spessa dai tempi di mio nonno". È Dave Sitek, architetto del sound avventuroso dei TV On The Radio, la sua band, e produttore innovativo e progressista, come riconosciuto da riviste e critici. Tra i suoi lavori ricordiamo la produzione degli album di Brooklyn, band dell'avanguardia d'élite newyorchese quali gli Yeah Yeah Yeahs e i Liars e i suoi remix influenzati dal free jazz. Una volta fece un album di rock spaziale con Scarlett Johansson che cantava cover di Tom Waits. Quindi tutto meno che un produttore che ti saresti immaginato che collaborasse con una band che nell'ultimo disco aveva inserito una canzone di nome Beatles & Stones, che aveva il sound degli Who e dei Kinks.
Andy: "La gente dirà che lui viene da un mondo e noi da un altro, ma in realtà siamo piuttosto simili. Musicalmente ci siamo trovati d'accordo su molte cose: la roba che ci piace, la roba che suonavamo nella stanza per divertimento". 
Gem: "All'inizio è stato tipo: 'Perché vogliono me?', ma gli abbiamo mandato delle canzoni e lui ha fatto: 'Oh, lo capisco: vogliono andare in quella direzione'. E voleva fare del rock'n'roll alla sua maniera. Quindi è stato un atto di fede che ha funzionato".

Liam: "Lo amo: è un fuorilegge. Di sicuro non è venuto a Londra per vedere la regina, sai cosa intendo? È venuto per fare un buon disco. Quando la gente usa la parola 'sperimentazione' pensa che ci si debba sforzare fottutamente tanto, ma noi non ci siamo sforzati così tanto, amico. Abbiamo messo le cose in chiaro. Lui ci ha fatto: 'Non sono qui per far sì che i demo suonino meglio, sono qui per buttarli in aria e vedere cosa succede'. E l'ha fatto, ma la sperimentazione non è andata oltre quel punto. Non ce ne stavamo mica seduti lì a fare: 'Bene, dobbiamo fare più cose di questo tipo' o chissà cos'altro, perché tutte quelle merdate le trovo fottutamente faticose".

Quale che sia la procedura e il risultato, il sound è molto diverso rispetto ai primi Beady Eye. Le canzoni sono ancora spaccone e dirette, ma adesso ci sono molti strati di colore che imprimono ai pezzi delle svolte impreviste. E la voce di Liam è una rivelazione: è mixata secca, quasi senza alcun effetto, in modo da fartela sentire in fronte. "È così che suono a casa mia o sulla schiena di un cammello o dovunque", dice. "Sono stufo degli idioti che dicono che non so cantare. Si spera che ora me li toglierò dai piedi".  Gli occhi di Liam e Dave Sitek si sono incrociati per la prima volta agli State Of The Ark Studios di Richmond, nella zona di Londra, ed è stata subito intesa, aiutata dal fatto che nessuno dei due conosceva il pregresso musicale dell'altro. Da parte di Sitek non c'è stata neanche un po' della reverenza che ci si poteva attendere nei confronti di quattro quinti degli Oasis. Liam: "Non è stato tutto fottute rose e fiori, questo sicuramente. Abbiamo avuto dei battibecchi, di sicuro. Nessuna scazzottata, ma ci sono stati molti ...". 
Andy: "... strattonamenti. Noi abbiamo strattonato lui e lui ha strattonato noi".
C'è stato del materiale che voi avete portato e di fronte al quale lui ha detto: "No, grazie?".
Liam: "Sì, senza dubbio. E sai come vanno quelle cose. Fa: 'Non mi piace', e io, aggressivo: 'Bene, a me sì, cazzo'. E poi lui continua e fa 'un esperimento musicale' e tu fai: 'Hmm, non suona affatto male, in realtà. Per me può andare'. E c'erano altri pezzi dove facevamo: 'Stai perdendo la testa, dobbiamo tornare nella terra degli Hare Krishna' ".
Andy: "A volte abbiamo vinto, a volte abbiamo vinto, ma ogni volta per la singola canzone ha vinto la persona migliore".
Liam [con la voce da comico snob]: "Ragazzi, è il disco che ha vinto. Ha vinto la musica!".

Il disco, a proposito, si chiama BE. Liam voleva chiamarlo Universal Gleam, bagliore universale, ma "certe persone" (Chris) hanno messo il veto. Liam dice che con un titolo come quello che voleva lui "avresti potuto ritirare fuori la stronzata della coca, ma con questo (BE, ndr) non puoi dire molto. È così e basta".
"La mia teoria", aggiunge, "è che in copertina ci sarà BE e poi sul retro I-E-B-E-R". A questo punto si alza e intona a mo' di coro da stadio: " Biiiiieee-ber! Cazzo, il retro è così, amico!".
Come mai oggi insisti tanto con Justin Bieber?
"Non lo so, cazzo, no? È meglio che insistere sugli Strypes o uno di quegli stronzi là, no?".


Parliamo di una canzone tra tutte. Una ballata liamiana sparata nello spazio e supportata da sitar elettrico. Il titolo potresti leggerlo 'Don't Bother Me', ma in realtà è 'Don't Brother Me'. Perché chiamare una canzone Don't Brother Me?
Liam: "Be', Don't Sister Me, suona di merda, o no? Specialmente quando non hai una sorella".
Dovrebbe sapere, Liam, che la gente penserà subito al brother Noel come destinatario della canzone.
Liam: "Sì, sì, la gente ci ricamerà su, ma sono pronto. Quindi sì: parla di Our Kid (Noel, ndr)".

Sei pronto a continuare a rispondere a domande su Noel per il prossimo anno e per buona parte della tua vita futura?
Liam: "Ma la canzone è la canzone, amo la canzone più di quanto ami andare a parlare della canzone stessa. Avrei potuto provare a chiamarla in un altro modo, ma è quello. [Canta, ndr] 'Don't brooo-ther meee'. Ed è quello. È una canzone fottutamente adorabile. Amo la canzone. Non le cambierò il titolo per facilitarmi l'esistenza".
Alcuni dei versi - "Come on now, give peace a chance" ("Forza, adesso dai una possibilità alla pace"); "In the morning, I'll be calling, hoping that you’ll understand" ("Al mattino ti chiamerò, sperando che tu capisca") sembrano suggerire un ramoscello d'ulivo, come già avvenuto in Kill For A Dream, brano pubblicato nel precedente disco ("La vita è troppo corta per non perdonare / puoi serbare rancore, ma non ti lascerà vivere"). 
Liam: "Be', come mi ha detto Andy, è un po' contraddittorio. C'è molto amore e molto fottuto ...".
Un verso fa: "Sono stufo di tutte le tue menzogne/trame e dei tuoi pianti". 
Liam: "Sì, ma le menzogne, le trame e i pianti potrebbero non riferirsi a lui. Potrebbero riguardare qualcuno vicino a lui. O potrebbero riguardare me. Potrebbe essere lui quello stufo delle mie trame, delle mie menzogne e dei miei pianti. Comunque c'è molto amore nella canzone, ma ci sono anche un paio di frecciate, scherzose credo. Non c'è nulla di malvagio perché non è nella mia natura. Vorrei essere capace di scrivere una canzone malvagia. Se sapessi farlo, cazzo, lo sapresti bene, ma non ne sarei capace".
In che senso?
Liam: "Ahh, sto scherzandi, amico, ma non ci riuscirei. E un titolo come 'Tu, Tu sei uno Stronzo' suona merdoso come titolo, no? Inoltre lui l'ha già sentito prima. Tutti l'hanno sentito prima". 

Si inserisce Gem: "La vita non è in bianco e nero, no? Ci sono molte sfumature di grigio".
Liam: "Il miglior verso per me è 'Did you shoot your gun?' (Hai sparato con la tua pistola?) ".
Perché?
"Semplicemente penso che sia figo. Parla sempre di pistole, o no? If I Had A Gun ... Bene, poi hai fottutamente sparato?"
Gem: "Guarda, non l'ho capito neanche io".
Quindi il senso è quello, no?
Liam: "E c'è il verso 'You're always in the sun/With your Number One' (Sei sempre sotto il sole / con il tuo Numero Uno). Mi riferisco al tabloid The Sun, che scrive sempre delle cosette su di lui".
L'hai incontrato (Noel, ndr) per puro caso durante un party la sera della chiusura delle Olimpiadi (dove i Beady Eye si sono esibiti con Wonderwall, ndr), no?
Liam: "Sì, be' è stato lui ad imbattersi in me". 
Com'è andata?
Liam: "Tutto bene. Non ero proprio ubriaco fradicio, mi ero fatto soltanto ... quattro bottiglie di champagne".
Gem: "Sapevo che saremmo arrivati a questo".
Liam: "Penso di essere stato piuttosto piacevole, sai cosa intendo? Gli ho detto: 'Allora che cosa te ne pare della nostra performance, stronzo?'. E lui ha fatto: 'Uh, sì, andava bene'. Poi gli ho detto: 'Ho visto i tuoi amici lì, sono venuti a salutarci'. E lui ha fatto: 'Chi?'. E io: 'I Take That'. E lui: 'Urggh'. E basta, poi gli ho voltato le spalle e mi sono fatto un drink. Poi tutti mi hanno fatto: 'Hey, compare: parla con lui'. E io ho detto: 'No, mi voglio fare un cazzo di drink', e basta".
Hai detto che è stata una cosa relativamente figa?
Liam: "Be', non era Jerry Springer o Jeremy Kyle. Era più Montell".
Intendi dire che Montell è meno 'violenza tale da cavarsi gli occhi reciprocamente'?
Liam: "Montell è un figo della Madonna. Almeno sa di cosa parla. Sai cosa intendo? Non può essere che uno zotico dica ad un altro zotico di chiudere il becco, no? Montell è un cazzo di gran tipo: è passato da certe cose, le ha viste. E indossa polo con il colletto di fronte al pubblico di una performance dal vivo in studio".

Sembra un momento buono per abbandonare il discorso su Noel. I Beady Eye si siedono attorno ad un tavolo e discutono del videoclip. Gem mi mostra sul suo telefonino la copertina del disco, uno scatto tratto da una rivista degli anni Settanta di nome Nova, che, come dice Gem stesso, "non venderebbero mai da Tesco".
Andy parla di come nuove band quali Strypes e Temples suonerebbero curiosamente vecchio stile se paragonate al nuovo album dei Beady Eye. Il secondo album della band nata dalle ceneri degli Oasis è un'avventura in un territorio un po' più inesplorato, ma comunque "dispiacerebbe se non arrivasse al primo posto delle classifiche". Liam non vede l'ora di esibirsi di nuovo: "Abbiamo dei concerti interessanti in programma". Ci sono idee ovunque e la netta sensazione di una band rivitalizzata e rinvigorita, che guarda avanti.

I Beady Eye avevano bisogno di lanciare il dado e imprimere una svolta. Potrebbero essere davvero ripagati.

oasisnotizie - via Beady Eye interview on ShortList

LA TRACKLIST DI "BE"

Data di uscita: 10 giugno 2013

    01. Flick of The Finger
    02. Soul Love
    03. Face The Crowd
    04. Second Bite of The Apple
    05. Soon Come Tomorrow
    06. Iz Rite
    07. I'm Just Saying
    08. Don't Brother Me
    09. Shine A Light
    10. Ballroom Figured
    11. Start Anew

LE CANZONI NELLE PAROLE DI LIAM, ANDY E GEM

01. Flick of the Finger
Liam: "Quella da cui abbiamo dovuto cominciare. In questa sento un po' l'atmosfera di I Wanna Be Adored".
Andy: "Per me è un momento alla Gimme Shelter".

02. Soul Love

Liam: "È iniziata come una cosa alla Songbird, ma l'ho cambiata la sera prima che la registrassimo".

03. Face The Crowd
Liam: "Face The Crowd è una cazzo di ...".
Gem: "Una bomba".

04. A Second Bite of the Apple

Liam: "Questa è quella che Sitek ha modificato di più ... C'è molta più magia in questo album".

05. Soon Come Tomorrow

Andy: "Uno dei miei brani, una cosa più calma, più lenta"
Liam: "Bellissima canzone hendrixiana".

06. Iz Rite

Liam: "I Beatles in MI"

07. I'm Just Saying
Andy: "Se qualcuno ha desiderio di un po' di Oasis dell'epoca Morning Glory, questa è per loro".

08. Don't Brother Me
Liam: "È una cazzo di canzone bellissima e mi piace il titolo che ha. Non volevo cambiarlo".

09. Shine a Light
Andy: "L'intro l'abbiamo definita 'il pezzo alla Scarface': come un vecchio film in bianco e nero. Molto teatrale".

10. Ballroom Figured
Liam: "È un po' alla Marley per me: Redemption Song. Bellissima".

11. Start Anew
Andy: "Per me la canzone del disco che ha la migliore parte vocale. È epica: comincia come canzone acustica, poi finisce come Neil Young nello stadio del Boca Juniors a 35°C con i fuochi d'artificio in corso".

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