mercoledì 27 giugno 2018

Recensioni del concerto di Liam Gallagher all'I-Days di Milano

Varie recensioni del concerto di Liam Gallagher all'I-Days di Milano, il 21 giugno scorso nell'Area Expo Experience di Rho. 
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Liam inizia alle 19:30 e finisce alle 20:44 con un concerto teoricamente di "apertura" agli headliner Killers, ma che di concerto di apertura ha avuto ben poco, perché la risposta del pubblico è stata memorabile. All'inizio nemmeno Liam credeva che sarebbe andata così bene, tanto che ha dovuto (piacevolmente) prolungare lo show di una decina di minuti rispetto al previsto...Quando parte l'intro Fuckin in the bushes, il pubblico impazzisce letteralmente, Liam entra, si avvicina al microfono, saluta i presenti e inizia alla grande con Rock 'n' Roll star. In molti in fila ai gazebo delle bibite iniziano a scalpitare perchè il concerto è già iniziato e loro non sono in postazione.... I momenti degni di nota sono tanti e risultano molto soggettivi. Liam ha cantato alla grande, non lo si vedeva cosi (come in questo tour) da almeno 16 anni, ed ha interagito più del solito con il pubblico. Ha parlato dei mondiali, ha dedicato Wonderwall alla gente che veste "Stone Island", ha confessato di essere felice di tornare a cantare a Milano, e tante altre cose che proprio non siamo riusciti a comprendere dal suo linguaggio. Liam sembra stia facendo risorgere il Britpop spingendolo nuovamente ad alti livelli, ricevendo forte consenso dalle masse. Ourkid tornerà in Italia a novembre e pubblicherà il nuovo album il prossimo anno, ma prima dovrebbe arrivare (a spezzare l'attesa) il docufilm dedicato alla sua grande "resurrezione" dal titolo AS IT WAS.

Cristian (Devoti di Liam Gallagher)

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Alle 19:30 ci si sposta a Manchester: è la volta di Liam Gallagher, che resiste stoicamente in parka per tutta l’esibizione nonostante il caldo cocente. Il live è di prim’ordine: Gallagher conferma la nostra impressione di qualche tempo fa, ovvero quella che lo vede in questa nuova veste solista più a suo agio in contesti più grandi rispetto al classico club. Nonostante sia di poche parole, la chimica con il pubblico (davvero numeroso, giunto principalmente per lui e non per gli headliner di giornata) è totale. I momenti degni di nota del live sono parecchi, ma vanno ricordate in particolar modo l’imperiale esecuzione di D’You Know What I Mean? dove la sua ottima band mostra i muscoli e Listen Up, b-side amatissima dai fan ripescata dopo vent’anni di oblio. Gallagher è promosso a pieni voti ed è davvero curioso pensare a questa reunion a distanza degli Oasis che si consumerà all’I-Days: dopo Liam, sabato il fratello Noel accompagnato da Gem Archer e Chris Sharrock, preceduto dai Ride di Andy Bell.

Karol Firrincieli (ilcibicida.com)

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Sono passate da poco le 19.30 e il minore dei fratelli Gallagher fa il suo ingresso accolto dall’ovazione dei fan degli Oasis, che non l’hanno dimenticato, e da quelli dell’ultima ora, più giovani, che sanno a memoria anche l’ultima fatica solista di Liam Gallagher, quell’”As You Were” campione di vendite che il cantautore di Manchester porta a Milano insieme alle canzoni che l’hanno fatto conoscere al mondo, su tutte “Whatever”, “Supersonic”, “Some Might Say”, “Live Forever” e “Wonderwall”, che Liam canta in sequenza in chiusura del suo set. Lo spirito rock’n’roll non ha mai abbandonato lo spavaldo musicista, che rimarca la sua appartenenza a quel mondo aprendo il concerto con il pezzo degli Oasis “Rock’n’Roll Star”, eseguito davanti a una scenografia che porta la scritta “Rock’n’roll”. E poi c’è la posa, quell’attitudine da mattatore rock che lo ha sempre caratterizzato e oggi, sotto parka giallo e occhiali scuri, non fa eccezione. Il pubblico lo chiama in coro, Liam è di ottimo umore: ringrazia spesso, in italiano, e dice qualche bonaria parolaccia che scatena puntualmente la folla, felice di riconoscere il suo uomo. La voce di “(What’s The Story) Morning Glory” non si scompone nemmeno quando la band sbaglia l’attacco di “For What It’s Worth” – singolo tratto dal suo album solista, del quale Liam proporrà anche “Greedy Soul”, “Wall of Glass”, “Bold”, “I’ve All I Need” e “You Better Run” – e ci scherza su, prendendo un po’ in giro i suoi compagni e proseguendo con uno show che vede il gruppo sempre un po’ esitante, la cui velata insicurezza fa da contraltare alla solidità granitica di Gallagher. Il set si chiude al calar delle luci del giorno.

Erika Manniello (rockol.it)

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Pausa di una mezz’oretta e il cambio della guardia vede avvicendarsi sul palco niente popò di meno che Mr. Liam Gallagher. Come per magia, basettoni e t-shirt degli Oasis si moltiplicano nel pit sotto al palco. Con un tipo come Liam non c’è tempo da perdere, si inizia subito col botto: Rock n Roll Star e Morning Glory mandano in estasi il pubblico, che nel frattempo sembra essere cresciuto a dismisura. Our Kid sembra essere in ottima forma e totalmente a suo agio, pur rimanendo tutto il concerto avvolto in un parka giallo non esattamente adatto per il mese di giugno, almeno in Italia.

Con la consueta posa con le mani unite dietro la schiena, Liam sputa fuori tutto il suo veleno sulle note di veri e propri inni generazionali che stringono il cuore di molti dei presenti, alcuni dei quali in lacrime. C’è spazio anche per alcune canzoni di As You Were, il suo ultimo disco pubblicato nell’ottobre dello scorso anno. Greedy Soul, Wall of Glass e For What it’s Worth, con quest’ultima sbagliata nell’attacco e fatta ripartire, animano la parte centrale del suo concerto.
L’indole stupendamente arrogante della rockstar di Manchester viene fuori ogni qual volta si rivolge al pubblico, così come il suo accento inglese incomprensibile per gran parte dei presenti. La scaletta è perfettamente bilanciata tra pezzi del repertorio Oasis e canzoni del suo progetto solista. “Preferite che faccia Live Forever o Wonderwall?” chiede ad un certo punto. Domanda retorica in effetti, il Parco EXPerience è ancora affamato e lui lo sa bene. C’è ancora tempo per un’ultima scarica di adrenalina. “Ok, le faccio entrambe”. Saranno queste le ultime due canzoni del live milanese di Liam Gallagher che, pur con qualche sbavatura tecnica, regala a tutti i presenti una parentesi di rock senza fronzoli. Il tramonto fa da sfondo a uno dei momenti più impressionanti della giornata, con più di diecimila persone con le braccia al cielo che intonano le stesse quattro parole: YOU’RE MY WONDERWALL.


Michelangelo Paolino (onstageweb.com

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Scaletta

Rock 'n' Roll Star (Oasis)
Morning Glory (Oasis)
Greedy Soul
Wall of Glass
Bold
For What It's Worth
Bring It on Down (Oasis)
Listen Up (Oasis)
D'You Know What I Mean? (Oasis)
I've All I Need
You Better Run
Whatever (Oasis)
Supersonic (Oasis)
Some Might Say (Oasis)
Live Forever (Oasis)
Wonderwall (Oasis)

PHOTOGALLERY QUI




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