giovedì 7 luglio 2016

Video: Noel Gallagher intervista Pep Guardiola, introdotto sul palco sulle note degli Oasis


Noel Gallagher ha intervistato, presso il centro di allenamento del Manchester City, il nuovo allenatore della squadra, Pep Guardiola, introdotto qualche giorno fa sul palco sulle note di Morning Glory degli Oasis (guarda i due video qui sotto). L'ex Oasis ha esposto tutte le sue curiosità sulla futura gestione tecnica del club, che dovrà tenere in considerazione non solo l'ambizione nazionale ed europea, ma anche l'accesa competizione con il Manchester United e José Mourinho. Tutto comincia con la domanda "perché Manchester, perché il City?"
Ho scelto quest'avventura perché il club ha sempre dimostrato la ferrea volontà di affidarmi la panchina, non solo nell'ultimo periodo. Sono rimasto colpito dall'ammirazione che hanno nei miei confronti. Adesso non vedo l'ora di cominciare: poter contare su Txiki Begiristain (direttore sportivo, ndr) e Ferran Soriano (direttore generale, ndr) è una grande fortuna, li conosco da tanto tempo e sono sicuro che mi aiuteranno a farmi sentire a casa fin da subito. Il City parte sempre per vincere, bisogna convincere i giocatori di questo: il mio obiettivo è quello di giocare nel miglior modo possibile, i successi devono diventare la conseguenza di quanto facciamo durante la settimana.
Dopo Liga e Bundesliga, la Premier League è una sfida inedita e ricca di difficoltà. L'approccio ad un campionato del genere passa dalle esperienze precedenti, con l'ambizione di scoprire nuovi dettagli e rendere la propria idea di gioco compatibile con squadra e campionato. Alla domanda di Gallagher Guardiola non nasconde le possibili insidie:
Non voglio basarmi sui preconcetti che il campionato inglese trasmette a chi si trova all'esterno. Ciò che conta è l'esperienza sul campo, nessuno può arrivare qui e dire agli altri come si gioca. Sono venuto in Inghilterra per vincere, certo, ma anche per imparare e migliorarmi. Sono sempre convinto del mio modo di intendere il calcio, ma in Germania ho dovuto adattarlo alle dinamiche imposte dalla Bundesliga. Non c'è un metodo infallibile, quindi anche la Premier avrà le sue differenze e le sue trappole rispetto agli altri campionati. Ho mantenuto ugualmente la sicurezza e l'entusiasmo di voler provare questa nuova esperienza, per vedere se la mia idea tattica si sposa con le esigenze britanniche. Staremo a vedere.
La sfida principale di Pep, a quanto pare, è quella di aprire un ciclo vincente alla guida dei Citizens. Dal 2009 nessuna squadra è riuscita ad imporsi per due stagioni consecutive:
Credo che la differenza tra la Premier e gli altri campionati sia il livello d'intensità che caratterizza l'intera stagione. A Barcellona e Monaco sono riuscito a creare continuità, cosa che in Inghilterra manca da uno degli ultimi cicli di Ferguson allo United. Negli ultimi 7 anni non c'è stata una squadra capace di imporsi per due anni di fila, dev'essere questo il nostro obiettivo. Molte persone hanno sminuito il lavoro fatto in Liga e Bundesliga, dicendo che con Barça e Bayern è troppo facile. Adesso sono qui, il livello è più alto e diversificato: il Leicester ha dimostrato che è un campionato estenuante, che si può vincere solo con il duro lavoro.
Un compito reso ancor più arduo dalla competizione sulle panchine. I migliori manager del mondo sono in Premier League e il confronto con Josè Mourinho sull'altra sponda di Manchester sarà tra i temi roventi del prossimo campionato:
È vero, mancano all'appello soltanto Ancelotti e Simeone. Dopo tutte le battaglie che abbiamo disputato in questi anni, ognuno conosce alla perfezione le strategie dell'altro. A prescindere dalle qualità degli allenatori, è importante poter contare su una rosa valida, capace di mantenere il ritmo per tutta la durata della stagione. Per quel che riguarda il rapporto con i miei colleghi, non ho alcun problema. Sarò felice di scambiare due chiacchiere prima e dopo averli affrontati in partita. Manchester, in particolar modo, vedrà un approccio mediatico molto complicato per i manager, ma credo di poter sopravvivere.
Non sarà solo una questione di Premier. Il Manchester City è reduce da una semifinale di Champions League in cui ha tenuto testa agli attuali campioni d'Europa. Guardiola non può limitare la sua ambizione al ritorno sulla vetta nazionale:
L'asticella degli obiettivi si è alzata sensibilmente ormai da diversi anni, ancora prima della semifinale contro il Real Madrid, ragion per cui diventa ovvio guardare ad ogni competizione. Sono andato via da Monaco raccogliendo la stima di tanti giocatori, ma alla fine conta quanti e quali trofei porti a casa. In un ambiente come Manchester, in cui i media osservano le vicende della squadra ogni minuto, non ci si può permettere di tralasciare questo o quell'obiettivo. È un dovere che abbiamo nei confronti dei tifosi, che all'Etihad hanno sempre dimostrato un grande supporto e l'ho potuto sperimentare da avversario. A loro chiedo il sostegno per questa esperienza, noi ci impegneremo al massimo per renderli orgogliosi di tifare per il City.
Infine, un aneddoto d'altri tempi. Gallagher tira in ballo il rifiuto di Stuart Pearce, all'epoca allenatore dei Citizens, circa un contratto da proporre al 34enne Guardiola, che adesso risponde:
Sono venuto al City più di 10 anni fa ed incontrai alcune persone al vecchio campo d'allenamento. Per chi arriva a 33-34 anni in certe condizioni, cambiare stile di gioco e di vita è sempre un disastro. Stuart fu intelligente ad opporsi, anche se giocare in Premier League era un sogno che poi è rimasto nel mio cassetto. Evidentemente, era destino che le nostre strade si incrociassero nuovamente. Sento di essere arrivato a Manchester in un momento estremamente migliore, l'entusiasmo non mi manca. Cercherò di essere una figura presente, sempre disponibile con i giocatori della prima squadra e con i ragazzi dell'Academy, oltre che con dirigenza, staff, media e tifosi. Da buon latino, voglio immedesimarmi nei tifosi e capire cos'è meglio per loro. Il mio obiettivo è quello di vincere, ma anche di farmi rispettare per quello che sono.
Per Noel Gallagher, nelle vesti di rappresentante dei tifosi, la promessa del massimo impegno da parte di Pep Guardiola. Il Manchester City è chiamato a compiere il definitivo salto di qualità, non solo con la riaffermazione in Premier League, ma anche e soprattutto ricoprendo un ruolo da protagonista nell'Europa che conta, a cominciare dai preliminari di Champions. La sfida è aperta.

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Noel Gallagher intervista Pep Guardiola - PHOTOGALLERY QUI
 




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