giovedì 17 marzo 2016

Noel Gallagher: "Ora nei miei live conta il rapporto tra le canzoni e la gente, con gli Oasis questo non contava ed era una lotta permanente"

Impegnato in questi giorni in un tour in Sudamerica, Noel Gallagher è stato intervistato da El Observador, giornale uruguaiano.

Prima di tutto chiariamo definitivamente questa leggenda: è vero che sei stato a Montevideo con gli Inspiral Carpets nel 1991?

Sì, l'unica cosa che ricordo è che quando siamo arrivati all'aeroporto e siamo passati dalla costa abbiamo fatto lo stesso percorso che abbiamo fatto ieri. Ricordo che feci questo percorso seduto sul retro di un bus, fumando e ascoltando alla radio Herp Albert and the Tijuana Brass. Non ricordo nient'altro. Penso che sia una città molto antica. In Brasile ho trovato qualcosa di più moderno, qui sembra veramente un viaggio indietro nel tempo.

Parliamo proprio di questo. Mesi fa hai affermato che il senso di questa fase da solista non è riempire gli stadi, ma "fare le cose nel miglior modo possibile". Come si misura questa cosa?

Credo che si tratti soltanto di fare questo nel miglior modo possibile, perché ... (riflette, ndr) non lo so, è una cosa istintiva. Gli Oasis sono sempre stati una specie di lotta e corsa ad ostacoli. Era una lotta permanente, sia a livello creativo che con gli altri membri della band. Questo è molto di più un lavoro basato sul rapporto tra le canzoni che faccio e le persone che vengono ad ascoltare queste canzoni. Onestamente negli Oasis non contava nulla di tutto questo.

Nel 2014, però, hai detto che del tuo ultimo disco, Chasing Yesterday, ti annoiavano già le canzoni e lo stesso titolo dell'album. Qual è oggi il tuo rapporto con quelle canzoni?

Credo che suonino bene e la maggior parte possono essere suonate dal vivo. Quello che succede è che quando si va in tour a suonarle ci sono alcune canzoni che in questa versione non suonano bene. Ballad of the Mighty I è una di quelle canzoni. La amo, ma non sopporto di suonare questa dannata canzone dal vivo. L'ho fatta troppo lineare e lunga. Mi succede anche con altri brani, ma ci sono canzoni che già quando ero in studio sapevo che avrebbero suonato benissimo dal vivo, come The Mexican. Direi che il mio rapporto con questi pezzi è buono, anche se avendo già metà del prossimo disco registrato in Inghilterra, non voglio disperatamente suonare dal vivo. I concerti sono stati i migliori dall'anno scorso, in particolare anche qui in America Latina, quindi penso di poter continuare a suonare alcune di queste canzoni senza affrettare le altre. 

Ovunque nel mondo le tue canzoni sono ascoltate più di quanto lo siano quelle epiche degli Oasis. Speravi che accadesse questo?

Credo che questo accada perché sono dannatamente incredibile e non ci sono molte persone nel mondo che possano fare quello che faccio io. E penso che pochissime persone al mondo siano benedette dal talento necessario per fare ciò che riesco a fare io. Ora con gli High Flying Birds ho un certo stile, che non ha nulla a che fare con quello che sto registrando, questo è certo. Uno stile che sta ispirando giovani a venire ai concerti e che stanno anche scoprendo quello che negli Oasis non potevano vedere. Se sapessi esattamente come farlo, pagherei qualcun altro per farlo e rimarrei a casa, onestamente. 

Proprio di questo hai parlato un bel po'. Dici che oggi non c'è una pop star che possa raccogliere la tua eredità. Davvero non vedi nessuno all'orizzonte? 

Credo che l'unico che potrebbe essere all'altezza della mia eredità sia uno dei miei figli (ride, ndr). Uno ha otto anni e l'altro cinque. In realtà mi piacerebbe di più che quello di otto si occupasse di numeri, perché è abbastanza bravo in questo, e che quello di cinque sia l'incaricato della sicurezza, buttando fuori a calci tutti quanti. Sarebbe un buon tour manager. Riguardo alla musica pop, credo che al giorno d'oggi tutto suoni uguale. Sono sicuro che nella musica pop ci sia molta integrità morale e roba del genere, bla, bla, bla. A me, però, piace il rock 'n' roll e tra coloro che hanno tra i 30 e i 40 e qualcosa anni non vedo nessuno che stia facendo qualcosa di abbastanza rilevante.

Ci resta una sola domanda e nel tuo camerino è appesa una bandiera del Manchester City, la tua squadra. Quale giocatore uruguaiano vorresti che giocasse oggi nel City?

Suárez, senza dubbio. Anche quello che gioca nel PSG, però. Come si chiama? Cavani, lui. Però anche quello che gioca nell'Atlético, Godín, è abbastanza bravo, è un gigante. Ma il primo che sceglierei è senza dubbio Suárez. È tra i primi cinque al mondo. Non è il migliore, però forse è il secondo. O il terzo.

Fonte: El Observador

GALLERY del concerto al Teatro de Verano di Montevideo

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mercoledì 16 marzo 2016

Noel Gallagher: "Reunion degli Oasis? Non ora, ma alla fine avrò bisogno di soldi e allora sì. Com'è oggi? Adele fenomeno pop del mondo. E ho detto tutto"

Noel Gallagher ha rilasciato alcune dichiarazioni alla radio brasiliana Radio Rock 89FM in occasione del concerto tenuto domenica a San Paolo. Ecco la nostra traduzione. AUDIO ALLA FINE DEL POST

Qual è la tua opinione sulla cultura brasiliana e i fan brasiliani?

Il Brasile è un posto dove ogni volta non vedo l'ora di tornare. Qui non ho mai fatto un brutto concerto. Dopo i concerti ho trascorso delle bellissime nottate e incontrato della gente incredibile. Il Brasile è uno dei posti migliori dove venire a suonare ed è per quello che ci torniamo sempre. 

Sei famoso anche per essere appassionato di calcio. Tifi per qualche altra squadra oltre che per il Manchester City?

Tifo solo per il Manchester City. C'è solo un'altra squadra che sostengo ed è la squadra femminile del Manchester City.

Come vedi la scena musicale odierna?

L'industria musicale in cui fui coinvolto nel 1993 non esiste più. La gente andava a comprare i dischi, ora i dischi vengono da te. Tutto ciò che devi fare e premere un bottone ed eccotelo lì. Quindi qualcosa è cambiato in meglio, per il consumatore, e qualcosa in peggio, per l'artista, ma la qualità della musica pop sta decadendo di molto. Sai, il maggiore fenomeno pop del mondo è Adele. E ho detto tutto. Ma non mi siedo a lamentare la perdita dell'industria musicale. Io me la passo ancora bene ed è questo tutto ciò che conta per me.

Qual è la fase della creazione di un album che ti piace di più?

Sono tutte fasi molto importanti, per varie ragioni. Trascorrere del tempo in studio e registrare un album - e lo senti da questa musica che sta venendo fuori dalle casse, che sai già che la gente apprezzerà - è una cosa grandiosa. E poi salire sul palco e suonare quella musica alle persone e vederle reagire come speravi è anche quella una cosa incredibile.  

La cosa che preferisco, però, credo sia la più difficile delle tre: creare musica dal nulla. Ed è quella la cosa più appagante. È la cosa più difficile, a volte può essere la cosa più frustrante, perché magari scrivi una canzone per dieci anni e non la completi mai, ti fa impazzire. Altre, invece, le scrivi in cinque minuti. 

Quindi delle tre fasi preferisco la composizione, ma suonare dal vivo è una cosa talmente preziosa e meravigliosa che non riesci mai a smettere di farlo. Non smetterò di esibirmi dal vivo finché sarò fisicamente in grado di farlo, perché interagire con un pubblico e commuoverlo è fantastico. 

Qual è stata l'ispirazione per Chasing Yesterday? E di quali pezzi vai più orgoglioso?

La mia ispirazione viene dalla mia collezione di dischi, capito? Penso che Ballad of the Mighty I sia una gran bella registrazione, e lo sono Riverman e The Girl With X-Ray Eyes. Quando ultimo i dischi non mi siedo ad ascoltarli per andarne orgoglioso, dato che già quando entro in studio mi aspetto che il disco sia fantastico, sai. E se sento che è grandioso allora è solo quello che ci si aspetta che io faccia. Per questo motivo non mi sconvolgo dicendo tra me e me: 'Wow, ho fatto un disco grandioso! Ne vado così fiero'. Mi aspetto che sia fantastico.  

Durante la carriera degli Oasis, la gente apprezzava i tuoi brani più di quanto tu sperassi o è il contrario?

Vent'anni fa, quando gli Oasis pubblicavano singoli come Wonderwall o Don't Look Back in Anger e Some Might Say, ed ero in studio a comporre i lati b, non pensavo molto al fatto che quelli sarebbero stati lati b. Lati b come Talk Tonight, Half the World Away, Listen Up e The Masterplan sono divenute canzoni talmente apprezzate dai fan che la cosa mi ha colpito vent'anni dopo, quando ho pensato: 'Wow, non avrei mai pensato che quelle canzoni avrebbero significato qualcosa per qualcuno'. Ed è quella la cosa meravigliosa: quando i fan della mia musica, anche se adorano Wonderwall o Don't Look Back in Anger e quelle lì, amano fottutamente anche altra roba che forse altra gente non conosce neanche. È una bellissima sensazione, in qualche modo hai segnato la vita della gente senza neanche provarci. 

Ci sarà una reunion degli Oasis?

Ai fan piacerebbe molto che succedesse, ma a me non importa, capisci? Sono stato negli Oasis per vent'anni. Abbiamo fatto tutto ciò che dovevamo fare. Se dovessimo riformarci sarebbe per soldi - e non c'è niente di male, io i soldi li amo fottutamente - ma non ho bisogno di soldi. Quando, però, avrò bisogno di soldi - e alla fine avrò bisogno di soldi - fidatevi di me: ci riformeremo fottutamente, per soldi penserei!

C'è ancora qualche obiettivo da raggiungere nella tua carriera, qualcosa che non hai fatto e che vorresti fare?

Le cose che avrei voluto che succedessero - e che potrebbero ancora succedere - sono fuori dal mio controllo. Per esempio sarebbe stato bello avere un album al primo posto in America. Ho solo avuto due dischi al secondo posto. Sarebbe stato bello se avessi potuto andare ai Grammy e vincere un Grammy. Sarebbe bello scrivere una canzone per un film e vincere un oscar, così potrei portare mia moglie agli oscar e potrebbe dimostrare che è più bella di qualunque attrice del mondo, giusto? Ma tutte queste cose sono fuori dal mio controllo, quindi spetta alla gente decidere.

Personalmente mi piace proprio tanto il processo che prevede sedersi, scrivere una canzone e registrarla. In quel senso non mi siedo a pensare: 'Oh, avrei voluto fare un album reggae!', capisci? Non faccio - qual è il termine? - mosse musicali del tipo: 'Dovrei scrivere un album dance'. Semplicemente scrivo canzoni regolarmente e quando vado in studio scelgo le migliori canzoni. Ho un certo stile e amo suonare la chitarra e basta. E penso che se alla mia età, adesso, dovessi fare un album reggae o dance sembrerei un po' un cazzo di idiota. Quindi scrivo le migliori canzoni che riesco a scrivere con la mia chitarra e semplicemente provo a spassarmela. 

Un saluto ai nostri ascoltatori?

Ciao, sono Noel Gallagher e state ascoltando Radio 89. E ascoltate, non sto sparando cagate: è senza dubbio una delle migliori radio rock del Brasile! Viva o Rock! No, non è un nome di un rocker irlandese. 

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martedì 15 marzo 2016

Video integrale: Noel Gallagher dal vivo a San Paolo del Brasile (con foto)

Il concerto che Noel Gallagher ha tenuto a San Paolo del Brasile per il Lollapalooza, festival itinerante sudamericano, è stato registrato e trasmesso in TV e in streaming su Internet. Ecco il video completo dell'esibizione. 

Nota: ci sono alcuni problemi con l'audio del concerto. In alcuni punti si passa da stereo a mono. Dipendono dalla trasmissione originaria, non ottimale.

Clicca qui per conoscere tutte le date del tour dei Noel Galagher's High Flying  Birds e vedere le photogallery dei concerti.


Setlist:

0:24 Everybody's on the Run
5:31 Lock All the Doors
9:07 In the Heat of the Moment
12:48 Riverman
18:30 The Death of You and Me
21:48 You Know We Can't Go Back
26:08 Champagne Supernova
32:25 Dream On
36:10 Listen Up
40:55 The Mexican
44:45 Digsy's Dinner
47:15 If I Had a Gun...
51:05 Wonderwall
55:30 AKA... What a Life!
59:55 Don't Look Back in Anger




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venerdì 11 marzo 2016

Jake Bugg: "Noel Gallagher sparla di me? Lo conosciamo. Il suo ultimo abum è una merda"

Lui, ha assicurato, non è risentito per i commenti poco lusinghieri - ma non offensivi - che Noel Gallagher gli riservò dopo aver scoperto la partecipazione di due co-autori alla stesura dei brani dei suoi due primi dischi. Jake Bugg, tuttavia, in una recente intervista al New Musical Express, non ha usato mezzi termini per definire l'ultima prova in studio del musicista di Manchester. 

"L'ultimo disco di Noel Gallagher è proprio una merda, no?", dice il 22enne. "Non sono arrabbiato con lui, perché lui è Noel. Sparla di Ed Sheeran e la settimana dopo va con lui ad una festa. Lui è fatto così. Di sicuro è stato un'influenza musicale per me, ma non mi interessa quello che dice la gente. Io faccio musica come voglio". 

C'eravamo tanto amati, verrebbe da dire, dato che il cantautore di Nottingham, nel 2012, aveva accompagnato in tour Gallagher, che lo aveva lanciato come una delle speranze della musica di oggi.  

"Ricordo quando Jake venne in tour con me. È stato grande, era come 'La grande speranza bianca', per coniare una frase. Mi ha dato il suo album, nel backstage, nel bel mezzo dell’Europa. Stavo sfogliando il booklet e ho pensato: 'Chi cazzo è l’altro ragazzo il cui nome è scritto nei crediti?'. Fu un colpo mortale, un cazzo di colpo mortale", aveva dichiarato Noel un anno fa. E anche di recente, in Messico, Noel è tornato ad attaccare gli artisti che "non scrivono da soli le canzoni", definendoli degli "idioti".

Fonte: NME

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mercoledì 9 marzo 2016

Noel Gallagher in Messico: "Il documentario? Pronto a settembre. Oggi nessuno si scrive le canzoni, sono degli idioti"

Noel Gallagher ha tenuto lunedì 7 marzo una conferenza stampa a Guadalajara, città messicana da cui l'8 marzo è ripartito il tour degli High Flying Birds. Noel ha fornito in questa occasione nuovi dettagli sulla pubblicazione del nuovo documentario sugli Oasis di cui parlammo.

"Quest'anno ricorre il ventennale dei grandi concerti che facemmo a Knebworth", ha detto. "Mi hanno intervistato venti volte. Io non l'ho visto e non ci sarà tutta la band, ma sono sicuro che sarà molto bello". 

Noel ha poi criticato l'industria musicale moderna e ha accusato gli artisti di oggi di non scrivere più da soli le proprie canzoni. Nel mirino, ancora una volta, Adele, già accusata - mesi fa - di "fare musica per nonnetti".

"L'industria di cui io mi innamorai non esiste più, dato che dagli anni Novanta è cambiata a causa di Internet", dice Gallagher. "Ora è irriconoscibile, ma al mio livello c'è ancora gente a cui importa fare buona musica".

"A quelli che sono sulla scena oggi, gente come Adele e altri, interessa vendere dischi e fare affari, non fare buona musica", accusa Noel. "Vendere dischi è diverso da fare musica. Ora comporre è più facile di allora. Andate a vedere chi firma i testi di Adele. Vedrete che non sono suoi. Io mi considero di un'altra epoca, un'epoca in cui comporre significava veramente qualcosa. Io quando registro scelgo le migliori canzoni che ho scritto, e non ascolto mai il disco precedente. E cerco di fare del mio meglio per continuare a fare quello che faccio per molti anni ancora. I musicisti che oggi hanno meno di 30 anni sono degli idioti, perché non sono coinvolti nella composizione dei brani".

Noel si sente un genio? "Sì, sono un grande genio ed è qualcosa di meraviglioso", afferma. Che livello di creatività sente di avere in questo momento? "Su una scala di creatività da 1 a 10 direi che mi sento 8 e mezzo". Collaborerebbe con qualche artista? "Oggi non c'è nessuno con cui mi interesserebbe collaborare, ma sono aperto a eventuali proposte", dice. "Mi sarebbe piaciuto collaborare con John Lennon o Bob Marley".

Spazio anche per una frecciata ai Rolling Stones, che di recente hanno annunciato per il 25 marzo un grande concerto gratuito a L’Avana, capitale di Cuba, anche con finalità benefiche: raccogliere fondi destinati - in collaborazione con aziende quali Gibson, Gretsch, Boss, Roland - all'acquisto di strumenti musicali per i musicisti locali.

"Suono la chitarra e questo ha un costo", ha detto il musicista di Manchester. "Questa conferenza stampa è gratuita. Jagger deve avere molto denaro".

"Quali band hanno influenzato questo album? Se dovessi citarle dovrei procedere canzone per canzone, ma posso dire che David Bowie ne ha influenzata una. E David Bowie è la mia maggiore influenza musicale".
E a specifica domanda sul suo prossimo album, Noel ha risposto: "Spero di completarlo entro dicembre, in modo da pubblicarlo nel 2017".

"Pep è incredibile", dice Noel a proposito di Guardiola, ribadendo quanto affermato a Sky Sport nell'intervista fattagli da Jamie Carragher. "Si vede che è una grande persona. L'idea che verrà in Inghilterra mi emoziona e spero che vinceremo molti trofei. I calciatori guadagnano molti soldi, però in fondo io preferisco fare il musicista".

Alla domanda "come sono i tuoi rapporti con Liam?", Noel risponde: "Oggi non ho controllato il profilo Twitter di mio fratello, quindi non lo so ...". Anche di recente Noel era stato oggetto di alcuni tweet non proprio carini del fratello. 

Un paese che desidereresti conoscere? "In questo momento la Siria", dice Noel. 

Qui la scaletta del concerto di Guadalajara.

Fonte: publimetro.com



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