mercoledì 15 luglio 2015

Ecco il video di Lock All The Doors, il nuovo singolo di Noel Gallagher in uscita il 28 agosto

Il 28 agosto 2015 uscirà Lock All The Doors, il nuovo singolo dei Noel Gallagher's High Flying Birds estratto dall'album Chasing Yesterday. Lo si può preordinare dallo store ufficiale nella versione vinile 45 giri al prezzo di 7,99 € + spese di spedizione. 

Ecco la tracklist: 

A. Lock All The Doors 
B. Here's A Candle (For Your Birthday Cake) 

Ecco il videoclip promozionale associato alla canzone, diffuso l'altro ieri, e la copertina del singolo. 




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martedì 14 luglio 2015

Noel Gallagher: "Il futuro della musica è tetro, è sconvolgente che ai festival si esibiscano i DJ. Kasabian bravi, Arctic Monkeys bravi ma se la tirano"

Noel Gallagher ha concesso una bella chiacchierata a Xfm Radio (audio nel primo video qui sotto) dietro le quinte del T in the Park, festival che si tiene ogni anno a Kinross, in Scozia. Nell'intervista ha dapprima ricordato le sue esperienze al T in the Park con gli Oasis (come fece tre anni fa, secondo video qui sotto), e poi ha discusso dello stato attuale del music business, esprimendo la sua disapprovazione per la electronic dance music e per app come Spotify, che hanno contribuito, a suo dire, ad ammazzare i negozi di dischi.

"Ricordo la prima volta che suonammo qui. Erano le due del pomeriggio e suonammo sotto un tendone con la gente che assiepava il posto", racconta. "Arrivammo in treno perché un cretino aveva rifornito con la benzina il nostro furgoncino diesel. Eravamo a Leeds e prendemmo il treno per venire qui in Scozia".

"Era appena uscita Supersonic. Ricordo che il nostro manager venne da me e mi disse: 'Canzone fottutamente grandiosa, ma dovete tagliare i vuoti tra le canzoni, sono troppo lunghi'. E io gli risposi: 'Che cazzo dici? Perché troppo lunghi? Sai dove siamo? Non hanno il concetto di tempo questi, sono fottuti cani drogati. Chi cazzo sa che ore sono?'. Porca troia, è la cosa peggiore che mi abbiano mai detto dopo 'Abbassa gli alti sul secondo verso di Rock 'n' Roll Star', frase che mi disse Alan McGee. Cosa gli risposi? Gli dissi di andare a fanculo. Temo che allora me lo disse tanto per dirmi qualcosa". 

Noel analizza la scena musicale odierna con queste parole: "Trovo sconvolgente per il futuro dei festival di Serie A (e in un certo senso della cultura giovanile) che tutto si riduca ad un tizio con un cappello e un paio di false console per DJ che preme play su un lettore CD. Non lo so, trovo che sia un futuro piuttosto tetro".

Il T in the Park quest'anno vede tra gli headliner anche David Guetta e Avicii.

"Penso sia piuttosto eloquente e direi un po' triste - ma forse è una parola forte - che la maggiore attrazione in ogni festival cui assisti siano ancora band che sono in giro da dieci anni, come i Kasabian per esempio", prosegue Noel. "Radiohead, Coldplay, Prodigy, Chemical Brothers. Sono tutte band che sono in giro da quindici anni, per cui una volta che quella generazione di band degli anni Novanta alla fine avrà deciso che ha guadagnato abbastanza denaro e si ritirerà dalle scene, cosa ci rimarrà?".

"Non c'è più il 'tribalismo'. Quell'aspetto della cultura giovanile è praticamente morto oggi. Non penso che qualcuno ora si alzi la mattina e pensi: 'Sì, cazzo, sono fan dei Catfish & The Bottlemen!'. Capisci? E con questo non intendo stroncarli, mi piacciono quei tizi, ma all'epoca quando ti alzavi al mattino ed eri fan degli Smiths significava qualcosa, capisci?".

"Non penso che quella sia la cosa prevalente oggi. Ora i negozi di dischi hanno chiuso e ci sono i servizi di streaming come Spotify, inventati da e per gente che non apprezza la musica. Lo streaming è per gente che non è presa dalla musica. Non capirei nessuno che amasse la musica e che non comprasse i dischi".

Noel rincara la dose: "E tutta questa idea è stata inventata da tizi con scarpe economiche, odiosi pantaloni chino e una polo che sono da qualche parte in America. È disgustoso. Come dici? La qualità del suono è migliorata? Lascia stare la qualità del suono. E la qualità delle canzoni? Una grande canzone è sempre una grande canzone, anche se la qualità del suono è una merda".

"Viviamo in un mondo dove non ci sono più band. È un periodo buffo e terribile", è l'amara sentenza di Gallagher. "Venti o venticinque anni fa noi venivamo dagli Stone Roses, che provenivano dagli Smiths, che provenivano dai Jam, che provenivano dai Sex Pistols. C'era una discendenza. Anche le band venute fuori con l'effetto a cascata, come i Primal Scream, i Verve, erano band fottutamente incredibili. Surclasserebbero qualunque band di oggi".

Noel Gallagher con Sergio Pizzorno dei Kasabian
"Qual è stata l'ultima grande canzone prodotta da una band?", si chiede Noel. "Non me ne viene in mente neanche una, una che sia divenuta parte del tessuto sociale, capisci? I Kasabian scrivono grandi canzoni, ma le parole cosa significano? Qualcuno lo sa? Penso non lo sappia neanche Sergio. Gli Arctic Monkeys scrivono grandi brani, ma sono too cool for school, se la tirano. Non riesco a pensare a nulla in cui perdersi per molto tempo. I Libertines? Sì, forse ... o forse no".

 Come mai Noel ha dedicato Riverman, suo nuovo brano, a Morrissey?

Noel in azione al T in the Park domenica 12 luglio
"Quella canzone deve la sua esistenza a Morrissey", ha spiegato l'ex Oasis. "È una lunga e buffa storia fatta di bevute. Per farla breve una sera ero in giro a Los Angeles e lui mi fece ascoltare una canzone di un tizio di nome Brian Protheroe, Pinball. Quella canzone mi diede l'ispirazione per scrivere Riverman. Fu una serata fantastica, non se eri Russell Brand però, perché lui lo bullizzammo ... Anche Kevin Bridges (comico scozzese, ndr) si è meritato una citazione da parte mia sul palco perché è un gran fottuto tipo".

Sui programmi futuri: "Mi prenderò una pausa il 29 luglio. A novembre ho in programma delle esibizioni acustiche, non sono concerti veri e propri. Non tornerò on the road prima dell'anno prossimo. Poi andrò in Sudamerica, in Australia, poi tornerò negli States e poi tornerò a fare altri concerti in Inghilterra. E poi forse a settembre avrò un mini-infarto e morirò di morte improvvisa in bagno. Potrei fondare una band di nome Ministrokes ...".

"Sì, mia moglie è qui. Ieri era il cinquantesimo anniversario dei miei suoceri, per cui ieri mi sono sentito con loro. Praticamente ormai sono fottutamente scozzese", ha detto Noel in chiusura.

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lunedì 13 luglio 2015

Audio - Noel Gallagher a Radio Città Futura: "Torno in studio tra 5 settimane per il nuovo album. E se fossi stato italiano ..."

"Tornerò in studio per il mio nuovo album tra circa cinque settimane. Farò dei lavori per l'album prima della fine dell'anno. Spero di ultimarlo entro la fine dell'anno. Suonerà diverso da ciò che ho fatto finora, ma sarà comunque melodico".

Noel Gallagher con Fabio Luzietti di Radio Città Futura
Lo ha rivelato Noel Gallagher in un'intervista concessa a Roma a Radio Città Futura giovedì 9 luglio, prima dell'esibizione al Rock in Roma. Potete riascoltarla qui sotto.

Qual è il tuo rapporto con l'Italia e con Roma?

"Ho sempre amato l'Italia. Roma, in particolare, è un fottuto capolavoro psichedelico. Cazzo, amico, mentre sei in auto guardi tutti quei palazzi, cazzo wow! Non cessa mai di stupirmi. Mia moglie, che è rimasta a Londra, è molto invidiosa di me perché domani ho un giorno libero (10 luglio, ndr)".

Una volta hai detto che se fossi nato in Italia non avresti mai scritto belle canzoni.

"Forse sì. Forse se fossi nato in Italia sarei andato in giro con lo scooter in pantaloncini e infradito e una bellissima ragazza seduta dietro. Avrei mangiato fottuta pasta e guardato partite. Sì, probabilmente non avrei mai avuto il tempo di scrivere canzoni. C'è un motivo per cui le grandi band provengono tutte da Manchester, perché piove fottutamente sempre, quindi sei chiuso a casa e devi pur fare qualcosa".

Come sta andando il tour?

"Sembra stia andando bene. È una fottuta rottura di coglioni perché i nuovi testi hanno troppe parole. È strano: all'inizio del tour odiavo In the Heat of the Moment, non sopportavo il fatto di doverla suonare ogni sera, mi rendeva triste, mentre amavo fottutamente Ballad of the Mighty I. Ora è il contrario. Amo fottutamente In the Heat of the Moment e odio fottutamente Ballad of the Mighty I, ma la amo in versione disco. A suonarla è una bastarda".

Potresti cantarla con un leggio.

"No, non è consentito. Lo fanno solo i vecchi".

Quante possibilità ci sono di riformare gli Oasis?

"Forse l'1% di possibilità. Dovrebbero verificarsi delle circostanze straordinarie, perché artisticamente non lo farei, non mi servono soldi e non devo vendere dischi. Non riesco a pensare a motivazioni valide per cui lo farei. Che senso avrebbe?".

Noel parla anche di come scrive le sue canzoni e della genesi e del successo di Don't Look Back in Anger.

Grazie a Fabio Luzietti per la segnalazione.




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domenica 12 luglio 2015

Audio - Noel Gallagher a 105 Mi Casa: "Il nuovo album? Ho registrato qualcosa. L'Italia? Meravigliosa. Mia moglie pensa che io sia un idiota"

Noel Gallagher è stato intervistato da 105 Mi Casa, su Radio 105. L'intervista, che potete riascoltare integralmente qui sotto, è stata mandata in onda venerdì 10 luglio nella puntata dello show condotto da Max Brigante. Eccone i punti salienti.

Hai un rapporto molto speciale con il pubblico italiano.

"Sì, è magico. Non saprei come dirlo con le parole. Dai tempi in cui venivo qui con gli Oasis l'Italia è stata sempre fantastica, è stato sempre un posto dove non vedevamo l'ora di venire, perché era leggermente più folle di qualunque altro posto. È dovuto al fatto che i fan sono straordinari. Ho bellissimi ricordi dei concerti italiani. È un posto meraviglioso".

Sei una delle più grandi rock star del pianeta. Senti questa responsabilità o non ci pensi? Non pensi mai a chi sei, a quello che stai facendo, a quello che hai fatto?

"Penso che se uno dovesse alzarsi ogni mattina, guardarsi allo specchio e fare 'Sono una delle più grandi rock star del mondo' sarebbe un coglione. Quindi sono semplicemente me stesso e ho la responsabilità del concerto che faccio stasera o di quale sera sia. E basta. È bello che la gente mi dica che sono una grande rock star, ma per i miei bambini non sono una rock star, per mia figlia non sono una rock star, sicuramente per moglie non lo sono. Lei pensa che io sia un idiota, per cui ... uno è se stesso e basta". 

Ci sono in giro tanti "figli di Noel Gallagher". C'è qualcuno che ti piace delle band di oggi?

"I Kasabian. Penso che gli Oasis siano stati una grande influenza per loro".

Stai scrivendo un nuovo album?

"Sì, ho già cominciato. Ho già registrato qualcosa, un bel po' di tempo fa a dire il vero. Lo scorso Natale. Ti dico proprio quando ho iniziato: il giorno che il Chelsea e il Manchester City hanno pareggiato a Stamford Bridge. E poi sono andato a lavorare con un cattivo umore". 

Uscirà l'anno prossimo?

"Non lo so".

Cosa rende una canzone una hit? Hai scoperto il segreto per scrivere una canzone da hit?

"Ciò che mi spinge ad andare avanti è la consapevolezza che un giorno scriverò la più grande canzone di tutti i tempi e quando arriverà quel giorno mi ritirerò dalle scene. E spero che quel giorno non arrivi mai. Provi costantemente ad arrivare lì, ma se mi chiedi cosa sia ciò che rende una canzone grandiosa non lo so. Come dice Pharrell Williams, non è il compositore che fa le hit, è la gente che le rende tali. È successo con la sua canzone, Happy, grande canzone per la quale neanche lui stesso avrebbe previsto quel successo enorme. Tu le scrivi e le diffondi. È una magia ed è la gente che fa propria la canzone e ne decreta il successo. A volte ho scritto canzoni per degli album e ho pensato che una particolare canzone sarebbe stata una hit, ma alla fine è non è stata quella, ma è stata un'altra la hit".

[per l'intervista completa ascolta il file audio allegato]


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sabato 11 luglio 2015

Noel Gallagher accende l'estate romana, foto e recensione del live al Rock in Roma

"Grazie mille, grande Roma. Passate tutti una buona serata e … arrivederci alla prossima volta!". Sono state queste le parole pronunciate alla fine del concerto all'Ippodromo di Capannelle di Roma del celebre cantautore e chitarrista inglese Noel Gallagher, ex frontman del celebre gruppo rock britannico degli Oasis.

Ad assistere al concerto anche Fedez, J-Ax e i Kolors, qui sotto immortalati in compagnia di Noel.

L’artista si è esibito giovedì sera sul palco del festival Rock in Roma.

Reduce dall'entusiasmo raccolto alla Summer Arena di Assago (Milano) e all'Anfiteatro Camerini di Piazzola sul Brenta (Padova), il 48enne ha iniziato il concerto - non preceduto stavolta dall'esibizione di Omar Pedrini, come avvenuto a Milano - con due brani tratti dal primo album da solista, (Stranded On) The Wrong Beach e Everybody’s on the Run. A seguire ecco due pezzi contenuti nella sua ultima fatica in studio, Chasing Yesterday, album uscito a marzo: Lock All The Doors e In The Heat of the Moment. A quel punto il pubblico intona il ritornello di Live Forever degli Oasis e il cantante risponde con il suo tipico tono irriverente: "Ma che bella canzone! Bravi! Chi l'ha scritta? Chi è il fottuto genio che l'ha scritta?". 

Il trio di fiati si scatena sulle successive Riverman, The Death of You and Me e You Know We Can't Go Back, quest'ultima accompagnata da alcune foto dell'infanzia di Gallagher. In scaletta non potevano comunque mancare i pezzi che hanno reso celebre Noel Gallagher con gli Oasis: Don't Look Back in Anger, in classica versione elettrica, e due rivisitazioni di Champagne Supernova e The Masterplan.

Un concerto fuori dall'ordinario, a cominciare dalla mancanza del solito scroscio d'applausi, sostituito con una serie di cori degni di un derby, inneggianti a Noel ("Olé, olé, olé, olééé! Noeeel! Noeeel!") e ai suoi successi.  

Dopo Champagne Supernova una ragazza si sente poco bene e viene accompagnata fuori dalla security. Il cantante, evidentemente non al corrente del motivo per cui la giovane viene condotta fuori dalla calca, chiede: "Già te ne vai? Beh, grazie di essere venuto! Sei fatto? Sei sotto acidi? Etere? L'etere è meraviglioso! Ma almeno hai comprato una maglietta? No? Va bene, cazzo."

The Dying of the Light, AKA ... Broken Arrow e Dream On passano un po' in sordina rispetto a Whatever, Digsy's Dinner e If I Had a Gun, ormai anch'essa diventata un inno oasisiano. 

Un'ora e mezza trascorre in un soffio e si arriva al bis con The Masterplan, AKA.. What a Life! e, dulcis in fundo, un canto unisono su Don't Look Back In Anger.

PHOTOGALLERY DEL CONCERTO DI ROMA - CLICCA QUI

Noel è stato avvistato fuori dall'hotel romano dove ha alloggiato anche nel pomeriggio di venerdì 10 luglio. 

È uscito poco dopo le 15, si è concesso ai fan per gli autografi e le classiche foto di rito e se n'è andato tranquillamente a spasso per la città. Ha fatto compere da Stone Island, negozio già visitato nel 2012, ed è rientrato in albergo - si dice - verso le 19.30. 

Il cantautore ha pubblicato sul proprio profilo Instagram @themightyi tre foto scattate in città, l'ultima delle quali stamane alle 6, una veduta panoramica dalla sua stanza d'albergo con il sole dell'alba, prima della partenza per l'Inghilterra.

Grazie a comingsoon.it

Queste le prossime date del tour dei Noel Gallagher's High Flying Birds.

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