venerdì 15 luglio 2016

Video: Ryan Adams coverizza Morning Glory e Supersonic in un anfiteatro dove suona Noel

Qualche giorno fa Noel aveva dichiarato che, con la cover del celebre brano degli Oasis, Ryan Adams gli ha fatto ripensare Wonderwall in chiave blues e malinconica.

Martedì 12 luglio, sul palco del Meadow Brook Amphitheater di Rochester Hills, negli Stati Uniti, i due si sono ritrovati e si sono salutati.

Noel era in tour con la sua band, gli High Flying Birds, e Ryan per l'occasione ha proposto dal vivo, oltre al suo repertorio, anche due brani degli Oasis, Morning Glory e Supersonic. GUARDA I VIDEO QUI SOTTO

PHOTOGALLERY NOEL GALLAGHER E RYAN ADAMS LIVE A ROCHESTER HILLS - CLICCA QUI





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domenica 10 luglio 2016

Noel Gallagher: "Il rock 'n' roll? Morto e sepolto. Il rock invece vive. Ecco come Ryan Adams mi ha fatto cambiare Wonderwall"

Noel Gallagher e Ryan Adams sono buoni amici da oltre dieci anni. Nel 2004 la cover di Wonderwall che Adams presentò gli fece vincere un Grammy Award e a quella cover si è ispirato Noel per una "nuova" versione acustica del brano, proposta più volte nei suoi tour dopo lo scioglimento degli Oasis.

Martedì 12 luglio Adams e gli High Flying Birds di Noel saranno sul palco del Meadow Brook Amphitheatre di Rochester Hills, Michigan. 

"La scaletta che seguo è divisa in tre sezioni: il primo terzo è la roba nuova, il secondo terzo è un misto di nuovo e vecchio e poi la terza parte è i vecchi Oasis", spiega Noel, 49 anni, 18 dei quali trascorsi in una delle più grandi band del Regno Unito. "Quindi a seconda di quale sia il tuo gusto c'è qualcosa per tutti".

Intervistato dal Detroit Free Press prima del concerto al Meadow Brook, Noel parla delle sue vecchie hit, di come Ryan Adams gli abbia fatto cambiare il modo di suonare Wonderwall, della sua nuova canzone scritta con Paul Weller per i Monkees e della distinzione che fa tra "rock 'n' roll" e "rock" di oggi.

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Tu e Ryan Adams siete noti per essere ... diciamo così, personalità elettriche. Andate d'accordo?

Tanto d'accordo quanto potresti sperare, sì. Sono sempre andato d'accordo alla grande con lui. Penso che lui potrebbe essere un po' più complicato di me. L'ho visto indossare calzini di colori diversi, sai? No, non so cosa significhi, ma io indosso sempre calzini dello stesso colore, sai? Prendila per quel che può valere. Ma lui mi piace. Quando escono i suoi dischi ci dò sempre un ascolto e possiedo il disco uscito di recente. Assumendo che non ne abbia fatti altri sei nel frattempo, che è quello che fottutamente fa.

Che ne pensi della sua cover di Wonderwall? È l'unica cover di quella canzone di cui ti ho sentito parlare bene.

Ci ha messo dentro la tristezza, la malinconia. Scrissi quella canzone e poi la registrai molto rapidamente. Poi alcuni anni dopo lui ne faceva una versione dal vivo e qualcuno che era lì in quel luogo mi chiamò e mi disse: "Sta facendo questa canzone!". Ci ha messo dentro proprio la malinconia, la tristezza. E devo dire che rimasi sbalordito quando la sentii. Veramente sbalordito. Cazzo, l'ha fatta alla grande.

Ti ha ispirato nel modo in cui ora ti approcci a quella canzone? 

Sì, ho modificato leggermente la melodia proprio per come la cantava lui. Il modo in cui Liam la cantava era fantastico, è la versione del disco e ha cambiato la vita alle persone e bla bla bla, ma quando ho sentito Ryan cantarla l'ho modificata leggermente. Ora è più blues triste, la faccio così per via di Ryan. E per questo lo ringrazio.

Ti senti ancora in grado di investire emotivamente nelle vecchie canzoni? Siamo a 25 anni da alcuni di quei brani. 

Sì, finché va avanti io lo faccio ancora. Perché molte di quelle canzoni furono scritte e registrate molto rapidamente. Quindi non sono mai invecchiate in studio. E, volendo essere brutalmente onesti su molte delle canzoni degli Oasis, a me non piace come sono state registrate. Non avevamo proprio idea di cosa stessimo facendo in studio. Eravamo molto giovani. Quindi tiri ancora fuori parti migliori, capisci? Per me quelle canzoni sono ancora molto vive. Non invecchiano. 
E, onestamente, quando guardi e tra il pubblico vedi un gruppo di ragazzi che non erano neanche nati quando l'hai scritta, e loro hanno preso questo brano e l'hanno portato nelle loro vite, non puoi permetterti di farlo invecchiare. La tua prossima generazione di fan - che sono fottutamente fortunato ad avere, il pubblico continua ad rigenerarsi - sono loro che lo mantengono giovane. Lo ascolti attraverso le loro orecchie per la prima volta. Quindi provi a non perderlo mai di vista.

Che ne pensi dello stato attuale del rock 'n' roll?

Il rock è vivo e scalcia e urla e grida. Il rock 'n' roll è morto e sepolto, tesoro. E c'è una enorme differenza. Vallo a chiedere a Keith Richards. È come se il rock fosse da qualche parte a urlare e gridare in pantaloncini corti. 
Il rock 'n' roll è suonato da vecchi come me e non sono molte le giovani band che sanno fare rock 'n' roll. Sanno fare rock. Sono sicuro che anche Justin Bieber ha una canzone rock. Quando tutte queste pop star attaccano la spina e fingono di suonare una Les Paul (fa una voce acuta, ndr): "Ehi, facciamo rock, amico!".
Rock 'n' roll è il tuo modo di camminare e il tuo modo di parlare e di fumare e il tipo di occhiali che indossi e il tuo taglio di capelli. E il rock è più di un amplificatore Marshall e una bottiglia di jack Daniel's. Anche se il Jack Daniel's aiuta (ride, ndr). 
Qualunque cosa sia artificiosa non è rock 'n' roll, no? Vedi queste mamme che accompagnano i figli e questi hanno l'obbligatoria maglietta del tour del 1972 dei Rolling Stones, che hanno comprato da Gap. Quindi dovremmo adorare i vecchi dischi e quelle cose lì.

Se ci pensi può risultare un po' triste.

Be', sì. Solo quest'anno abbiamo perso Prince, uno dei più grandi. Abbiamo perso Bowie, uno dei più grandi. Abbiamo perso Lemmy, uno dei più grandi. Ti chiedi: ci sarà lo stesso clamore il giorno in cui morirà uno dei Maroon 5? Non penso. Ce ne sono ancora un sacco: Neil Young, Iggy Pop, John Lydon, Paul Weller. Ancora grandiosi. McCartney è ancora grandioso. Di recente ero ad una festa e si è presentato David Gilmour e ha suonato, ed è stato fantastico. È un peccato. Di rado vai in un posto e vedi una band di ventenni di fronte a cui fai: "Wow!". Alcuni di loro indossano gli abiti giusti e suonano di merda. Alcuni di loro suonano bene, ma non indossano i vestiti giusti.

A proposito di Paul Weller, puoi parlarci della canzone che con lui hai scritto per i Monkees, inserita nel loro nuovo album Good Times?

Per quanto possa sembrare bizzarro, è proprio così. Allora, io e Paul Weller siamo amici da oltre 20 anni. Siamo vicini di casa, viviamo l'uno dietro l'angolo dell'altro a Londra. Talvolta ci ritroviamo insieme in studio e cazzeggiamo, scriviamo canzoni. Abbiamo scritto questa canzone intitolata The Birth of an Accidental Hipster (La nascita di un hipster casuale). Non l'abbiamo finita in tempo per inserirla nel disco che stava facendo Paul e poi neanche per il disco che stavo facendo io. Quindi è rimasta lì in uno stato di "semiscritta". Non sapevamo cosa farne. 
Poi un giorno un tizio mi ha mandato una e-mail di punto in bianco e mi ha detto: "I Monkees stanno facendo un nuovo disco, stanno chiedendo alla gente di scrivere canzoni per loro". Io ho pensato: "Chi diavolo è questo tizio? I Monkees? Pensavo fossero tutti morti". Poi mi è capitato di parlarne con Paul Weller e lui mi ha chiesto: "Che ne dici di quella canzone che abbiamo?". Siamo andati ad ascoltarla e ci siamo detti: "Sai che c'è? Suona veramente come qualcosa dei Monkees". Così abbiamo mandato loro un demo e a loro è piaciuto. 

Suppongo che sul tuo curriculum ci sia un bel rigo piccolino: "Ha collaborato ad un disco dei Monkees".

È la cosa più bizzarra che mi sia capitata in vita mia.

Eri fan di questi tizi da ragazzino?

Be', ero fan della trasmissione televisiva e tutta quella roba lì. E Porpoise Song resta uno dei grandi momenti psichedelici di cui si abbia notizia nella storia. È una canzone incredibile. Sai, sentire Mike Nesmith e Mickey menzionare il mio nome in un'intervista per Rolling Stone è stato tipo: "Wow, è fuori di testa! È pazzesco". I Monkees! È pazzesco.


Negli ultimi due anni hai detto che all'orizzonte vedi un termine, che forse tra 10 anni ti stancherai di andare in tour. Operi con un reale orizzonte temporale definito nella tua testa?

Non penso che farei tour tanto per farli. Penso che se ancora stai facendo musica sei obbligato a registrarla e pubblicarla. Perché Dio solo sa ... c'è tanto di quel dolore e sofferenza e barbarie nel mondo che pubblicare musica è ancora un atto rivoluzionario. Dovrebbe essere fatto il più possibile. Quindi finché continuerò a pubblicare canzoni continuerò a farlo.
Se smettessi di scrivere canzoni non sono il tipo di persona che se ne starebbe seduto a casa a pensare: "Oh, mi piacerebbe andare in tour perché è ciò che faccio". Finché avrò degli album andrò ancora in tour.

Fonte: Detroit Free Press - traduzione oasisnotizie

Noel Gallagher live in Atlanta - 1 July 2016 - GALLERY
Noel Gallagher live in New York - 6 July 2016 - GALLERY


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sabato 9 luglio 2016

Video: il commosso tributo di Noel Gallagher all'amica attrice Caroline Aherne


"Voglio dedicare la prossima canzone ad una mia amica che è morta questo pomeriggio. Si chiamava Caroline ed era una donna molto, molto, molto spiritosa. Usò questa canzone per una sit-com inglese eccezionale di nome The Royle Family. Quindi, ovunque tu sia ... ".

Con queste parole sabato 2 luglio un commosso Noel Gallagher sul palco del Ryman Auditorium di Nashville, negli USA (video qui sotto), ha dedicato Half the World Away, brano degli Oasis, a Caroline Aherne, brillante attrice britannica, ideatrice della serie The Royle Family, una sitcom del 1998, i cui dialoghi oggi sono oggetto di studio nelle scuole di cinema. Al termine del brano Noel ha rivolto l'indice verso il cielo, gesto cui la folla ha risposto con un sentito applauso.

La Aherne, morta a 52 anni nella sua casa di Timperley (Manchester), sconfitta dal cancro, era una delle attrici comiche più amate della Gran Bretagna anche grazie al personaggio di Mrs Merton, vera e propria eroina della classe operaia senza peli sulla lingua e protagonista di un talk show della BBC. È scomparsa dopo una lunga battaglia con il cancro che le avevano diagnosticato due anni fa, che l'ha colpita prima alla retina e quindi alla vescica, al polmone e infine alla gola.




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giovedì 7 luglio 2016

Video: Noel Gallagher intervista Pep Guardiola, introdotto sul palco sulle note degli Oasis


Noel Gallagher ha intervistato, presso il centro di allenamento del Manchester City, il nuovo allenatore della squadra, Pep Guardiola, introdotto qualche giorno fa sul palco sulle note di Morning Glory degli Oasis (guarda i due video qui sotto). L'ex Oasis ha esposto tutte le sue curiosità sulla futura gestione tecnica del club, che dovrà tenere in considerazione non solo l'ambizione nazionale ed europea, ma anche l'accesa competizione con il Manchester United e José Mourinho. Tutto comincia con la domanda "perché Manchester, perché il City?"
Ho scelto quest'avventura perché il club ha sempre dimostrato la ferrea volontà di affidarmi la panchina, non solo nell'ultimo periodo. Sono rimasto colpito dall'ammirazione che hanno nei miei confronti. Adesso non vedo l'ora di cominciare: poter contare su Txiki Begiristain (direttore sportivo, ndr) e Ferran Soriano (direttore generale, ndr) è una grande fortuna, li conosco da tanto tempo e sono sicuro che mi aiuteranno a farmi sentire a casa fin da subito. Il City parte sempre per vincere, bisogna convincere i giocatori di questo: il mio obiettivo è quello di giocare nel miglior modo possibile, i successi devono diventare la conseguenza di quanto facciamo durante la settimana.
Dopo Liga e Bundesliga, la Premier League è una sfida inedita e ricca di difficoltà. L'approccio ad un campionato del genere passa dalle esperienze precedenti, con l'ambizione di scoprire nuovi dettagli e rendere la propria idea di gioco compatibile con squadra e campionato. Alla domanda di Gallagher Guardiola non nasconde le possibili insidie:
Non voglio basarmi sui preconcetti che il campionato inglese trasmette a chi si trova all'esterno. Ciò che conta è l'esperienza sul campo, nessuno può arrivare qui e dire agli altri come si gioca. Sono venuto in Inghilterra per vincere, certo, ma anche per imparare e migliorarmi. Sono sempre convinto del mio modo di intendere il calcio, ma in Germania ho dovuto adattarlo alle dinamiche imposte dalla Bundesliga. Non c'è un metodo infallibile, quindi anche la Premier avrà le sue differenze e le sue trappole rispetto agli altri campionati. Ho mantenuto ugualmente la sicurezza e l'entusiasmo di voler provare questa nuova esperienza, per vedere se la mia idea tattica si sposa con le esigenze britanniche. Staremo a vedere.
La sfida principale di Pep, a quanto pare, è quella di aprire un ciclo vincente alla guida dei Citizens. Dal 2009 nessuna squadra è riuscita ad imporsi per due stagioni consecutive:
Credo che la differenza tra la Premier e gli altri campionati sia il livello d'intensità che caratterizza l'intera stagione. A Barcellona e Monaco sono riuscito a creare continuità, cosa che in Inghilterra manca da uno degli ultimi cicli di Ferguson allo United. Negli ultimi 7 anni non c'è stata una squadra capace di imporsi per due anni di fila, dev'essere questo il nostro obiettivo. Molte persone hanno sminuito il lavoro fatto in Liga e Bundesliga, dicendo che con Barça e Bayern è troppo facile. Adesso sono qui, il livello è più alto e diversificato: il Leicester ha dimostrato che è un campionato estenuante, che si può vincere solo con il duro lavoro.
Un compito reso ancor più arduo dalla competizione sulle panchine. I migliori manager del mondo sono in Premier League e il confronto con Josè Mourinho sull'altra sponda di Manchester sarà tra i temi roventi del prossimo campionato:
È vero, mancano all'appello soltanto Ancelotti e Simeone. Dopo tutte le battaglie che abbiamo disputato in questi anni, ognuno conosce alla perfezione le strategie dell'altro. A prescindere dalle qualità degli allenatori, è importante poter contare su una rosa valida, capace di mantenere il ritmo per tutta la durata della stagione. Per quel che riguarda il rapporto con i miei colleghi, non ho alcun problema. Sarò felice di scambiare due chiacchiere prima e dopo averli affrontati in partita. Manchester, in particolar modo, vedrà un approccio mediatico molto complicato per i manager, ma credo di poter sopravvivere.
Non sarà solo una questione di Premier. Il Manchester City è reduce da una semifinale di Champions League in cui ha tenuto testa agli attuali campioni d'Europa. Guardiola non può limitare la sua ambizione al ritorno sulla vetta nazionale:
L'asticella degli obiettivi si è alzata sensibilmente ormai da diversi anni, ancora prima della semifinale contro il Real Madrid, ragion per cui diventa ovvio guardare ad ogni competizione. Sono andato via da Monaco raccogliendo la stima di tanti giocatori, ma alla fine conta quanti e quali trofei porti a casa. In un ambiente come Manchester, in cui i media osservano le vicende della squadra ogni minuto, non ci si può permettere di tralasciare questo o quell'obiettivo. È un dovere che abbiamo nei confronti dei tifosi, che all'Etihad hanno sempre dimostrato un grande supporto e l'ho potuto sperimentare da avversario. A loro chiedo il sostegno per questa esperienza, noi ci impegneremo al massimo per renderli orgogliosi di tifare per il City.
Infine, un aneddoto d'altri tempi. Gallagher tira in ballo il rifiuto di Stuart Pearce, all'epoca allenatore dei Citizens, circa un contratto da proporre al 34enne Guardiola, che adesso risponde:
Sono venuto al City più di 10 anni fa ed incontrai alcune persone al vecchio campo d'allenamento. Per chi arriva a 33-34 anni in certe condizioni, cambiare stile di gioco e di vita è sempre un disastro. Stuart fu intelligente ad opporsi, anche se giocare in Premier League era un sogno che poi è rimasto nel mio cassetto. Evidentemente, era destino che le nostre strade si incrociassero nuovamente. Sento di essere arrivato a Manchester in un momento estremamente migliore, l'entusiasmo non mi manca. Cercherò di essere una figura presente, sempre disponibile con i giocatori della prima squadra e con i ragazzi dell'Academy, oltre che con dirigenza, staff, media e tifosi. Da buon latino, voglio immedesimarmi nei tifosi e capire cos'è meglio per loro. Il mio obiettivo è quello di vincere, ma anche di farmi rispettare per quello che sono.
Per Noel Gallagher, nelle vesti di rappresentante dei tifosi, la promessa del massimo impegno da parte di Pep Guardiola. Il Manchester City è chiamato a compiere il definitivo salto di qualità, non solo con la riaffermazione in Premier League, ma anche e soprattutto ricoprendo un ruolo da protagonista nell'Europa che conta, a cominciare dai preliminari di Champions. La sfida è aperta.

Leggi anche: Noel Gallagher: "Guardiola piace alle donne, io e Sara gli leccheremo la faccia". Liam punge: "Fai progressi, prima leccavi culi" 

Noel Gallagher intervista Pep Guardiola - PHOTOGALLERY QUI
 




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venerdì 1 luglio 2016

Liam Gallagher: "Reunion? A Noel non entusiasma. Io miliardario per merito suo? Semmai il contrario, facce di cazzo. È un mediocre"

Liam a Cannes il 14 maggio 2016
Liam Gallagher ha smentito le ennesime voci di una reunion degli Oasis, ma sembra aver confermato quelle secondo cui starebbe lavorando a nuove canzoni. Lo ha fatto con il suo consueto linguaggio colorito, non risparmiando insulti ad un utente che gli aveva indirizzato dei tweet provocatori (vedi foto in basso).

Stanotte il cantante, molto attivo sul suo profilo Twitter, ha prima citato Richard Ashcroft e il titolo della sua canzone C'mon People (We're Making It Now) e poi ha scritto: "È ufficiale. Il rock 'n' roll è tornato".

Liam ha poi scritto: "Ascoltate, non ci sarà nessuna reunion degli Oasis. A Ourkid la cosa non entusiasma. A me sì, ma lui è troppo impegnato ad essere noioso. Nuovi suoni. Rimanete fighi e soprattutto rilevanti". Evidente il riferimento alle recenti parole di Noel sul bisogno di Liam di "rimanere rilevante".

E subito dopo il frontman ha polemizzato vivacemente con un utente che lo aveva invitato a smetterla di "frignare fintamente" e di smetterla di "vivere sulle spalle del talento del fratello, che ti ha reso multimilionario". Questo il tweet di replica di Liam: "Il contrario, faccia di cazzo. Io ho reso lui tale e ho reso te tale. Ora vai a giocare con la tua bambola di Noel, fanatichello". E ha rincarato la dose: "Tu dici, stronzo sdolcinato? Lui è un mediocre e tu lo sai. Tieni le orecchie pronte e preparati a rimanere abbagliato, fro*io".

Il 29 giugno Liam era tornato a definire Noel "patata", stavolta con l'aggettivo "imbronciata", pubblicando una sua foto del 2011.

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