giovedì 25 dicembre 2014

Noel Gallagher: "Mio fratello Liam deve fare un disco solista. Mi dispiace che i Beady Eye si siano sciolti"

In un'intervista rilasciata per l'ultimo numero del mensile Q Noel Gallagher (qui a lato fotografato il 23 dicembre all'uscita dai magazzini Harrods di Londra) ha parlato dello scioglimento dei Beady Eye, la band che il fratello Liam ha dichiarato defunta il 25 ottobre scorso con un messaggio su Twitter

"Sono molto fottutamente triste per i Beady Eye", ha confessato, "perché so che loro volevano proprio far sì che la cosa che funzionasse. Lo volevo io per loro".

"Ascolta", ha aggiunto. "L'altra sera ero in giro con Gem. La sensazione che ho io è che sia stato uno shock, anche se non l'ha colto del tutto di sorpresa. Sono strabiliato dal fatto che Liam abbia deciso di smettere, ma non resterà lontano dalle luci della ribalta per molto. Penso che Liam dovrebbe fare un disco solista, tirare fuori le sue carte, mettere il suo nome sotto i riflettori e scegliere di farlo".

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Nuovo singolo per Noel Gallagher, nel video c'è l'ex bassista dei Beady Eye

"Ho appena finito di girare il video per il nuovo singolo, cercatelo all'inizio di gennaio. Buon Natale da tutti quelli del quartier generale di Noel Gallagher". 

Con questo messaggio il musicista ha augurato buone feste ai suoi fan. Il prossimo singolo, pubblicato a gennaio, sarà Ballad of the Mighty I, il pezzo frutto della collaborazione tra Noel e Johnny Marr, anch'egli nel video. Il nuovo album di Noel, Chasing Yesterday sarà nei negozi dal 2 marzo 2015. 

Nella foto dal set del video, che il team di Noel ha pubblicato su Facebook insieme al messaggio, compare anche Jeff Wootton, bassista dei Beady Eye dal 2010 al 2013. 

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giovedì 18 dicembre 2014

Noel Gallagher racconta: "Ecco come compongo le mie canzoni. Seguo le melodie che piovono dal cielo"

Nel corso di una chiacchierata fiume con BBC Radio 4 per la serie Mastertapes (di cui vi abbiamo già parlato nei giorni scorsi), Noel Gallagher ha fatto alcune interessanti considerazioni sulle modalità secondo le quali compone i suoi brani. 

Il 47enne ha dapprima rievocato il giorno in cui ha composto il suo brano Everybody's on the Run, traccia di apertura del suo album di debutto come solista. 

"Ero lì a strimpellare nella mia stanza di albergo in Venezuela. La security ci disse di non uscire fuori, non a causa di Liam o di cos'altro, ma perché laggiù spesso ci sono rapimenti, e così cosa potevo fare? Ero lì seduto a guardare la TV venezuelana ... presi la chitarra e composi Everybody's on the Run". 

"Non so come me ne sia uscito con quei versi", ha raccontato Noel. "Di solito quando compongo le canzoni succede questo: una volta che ho trovato i primi tre accordi dell'intro, faccio: 'Wow, fantastici!'. A quel punto, una volta che ho definito la melodia, riesco a dare alla melodia una stabilità. Passo dunque al ritornello, che non è mai determinato dagli accordi, ma dalla melodia. Dopo l'esplosione di due, tre, quattro o cinque accordi, prende il sopravvento la melodia e a quel punto la canzone si scrive da sé. E la cosa mi stupisce tanto quanto stupisce chi ci sta ascoltando, perché io metà delle volte non so davvero da dove mi venga. Quando ho terminato di comporre questo brano, ho pensato che fosse incredibile e molto cinematografico". 

"Con l'ultimo disco degli Oasis avevo fatto un accenno a quel tipo di cosa", ha detto ancora Gallagher. "Quel coro che poi ho utilizzato per Everybody's on the Run, grazie a quell'ensemble che avevo visto cantare per Ennio Morricone alla Royal Albert Hall. Quando, però, fai un disco su commissione in una band con cinque persone e a tre persone non va giù l'idea del coro allora la cosa non va in porto per il disco. Devi fare la roba tua, così puoi fare ciò che vuoi, sai".

"Quando scrivo una canzone comincio sempre con la musica, con la melodia, mai con il titolo. Morrissey dice che inizia dal titolo? Credo sia tipico di un autore, di chi compone i testi. I chitarristi iniziano sempre con la musica. Io inizio sempre con la musica e seguo la melodia, le parole poi spariscono un po', fungono solo da punto di partenza per farmi partire con la melodia. I titoli sono irrilevanti, non servono a nulla. Non scarteresti una bella canzone sol perché ha un titolo schifoso. Per esempio adesso sto cercando un titolo per il mio prossimo disco. Non c'è nessuno che rinunci a comprare un disco perché ha un titolo schifoso e allo stesso modo nessuno lo comprerà grazie al suo titolo". 

L'ex Oasis non ama comporre i testi dei suoi brani, ma predilige crearne le melodie. "I titoli, i testi ... Ho smesso di scrivere molto tempo fa. Non mi piace scrivere, è una cosa troppo rigida per me. Il solo pensiero di scrivere qualcosa richiede troppo impegno per me. Quando vado in studio in testa mia so come suona un testo, perché l'ho cantato a me stesso migliaia di volte, ma ho sempre l'impressione che poi non mi suoni grandioso se lo risento con la melodia".

"Molti cantautori scrivono prima gli accordi, ma gli accordi sono noiosi, è una cosa che è già stata fatta in passato, capisci? Le melodie, invece, piovono dal cielo ed è una cosa sensazionale".  

"Non ho mai studiato l'arte di comporre canzoni. C'è un libro fantastico che si chiama Isle of Noises: Conversations with great British songwriters. Un tizio intervista un sacco di cantautori britannici: me, Paul Weller, Pete Townshend, Ray Davies, Paul McCartney, Sting, ... ognuno ha un modo diverso di comporre, non c'è una regola prestabilita, è un dono. È la cosa più straordinaria che mi sia accaduta, il dono di fare questo".

Noel ha risposto in modo divertito alla domanda se abbia sempre una canzone in testa. "Sì, sempre. Anche quando sono a cena al ristorante con mia moglie. Inizio a dare colpi sulle bottiglie di vino, sui bicchieri di tutti i tipi. Di fronte a tutti. E poi lei tira fuori il suo telefono: 'Facci un fischio quando arrivi al bridge della canzone' ...". oasisnotizie


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sabato 13 dicembre 2014

Noel Gallagher, spiraglio per la reunion degli Oasis: "Un giorno potrebbe avvenire, ma su Internet in troppi si fingono insider"

In ogni intervista sono una costante, un passaggio inevitabile e in un modo o nell'altro Noel Gallagher deve rispondere. Le domande sulla reunion degli Oasis continuano, l'ultima è stata fatta al 47enne cantautore ieri, nel corso di uno speciale show prenatalizio condotto con Steve Lamacq su BBC Radio 6 (AUDIO ALLA FINE DEL POST). 

Noel ha parlato dell'origine di alcuni suoi brani inseriti nel disco di prossima pubblicazione, dicendo in larga parte cose già note da precedenti interviste rilasciate nelle settimane precedenti, ma rivelando anche qualche aneddoto interessante. Poi è giunto il momento della domanda circa la possibilità che la band della sua vita torni insieme. "Ti devo fare quest'ultima domanda", ha detto Steve a Noel dopo settanta minuti di chiacchierata, "altrimenti la gente mi urlerà contro per strada". A questo proposito Noel ha per la prima volta parlato dello scioglimento dei Beady Eye, anche se di straforo.

"Dal punto di vista creativo una reunion degli Oasis non mi interessa, perché sono più che felice di trovarmi dove mi trovo adesso. Detto questo, se qualcuno mi facesse la più psichedelica delle offerte di denaro, allora ovviamente sarei un idiota a rifiutarla, ma ... non lo so. Sembra che Liam sia andato in pensione anticipata, Andy è tornato con i Ride, Gem non so cosa stia facendo ... l'altra sera ero con lui ... in realtà non so cosa stia facendo Gem. Reunion degli Oasis? Un giorno potrebbe succedere, credo che finché tutti sono vivi e hanno un buon taglio di capelli, tutto è possibile. Non sarò mai io a spingere, capisci? Ho già quasi pronto il prossimo disco. Amo davvero quello che sto facendo".

"Di recente ho concesso molte interviste", ha proseguito Noel, "e trovo offensivo l'atteggiamento dei giornalisti che ti fanno: 'OK, hai questo nuovo album, ma quando tornerete insieme?'. Ma quello che sto facendo ora è questo, perché mi offendi dicendo così? Pensi che io stia facendo dischi per farmi due risate? Mi godo quello che sto facendo e penso sia fantastico. Una delle cose più orribili di Internet è che ognuno pensa di essere un insider, di avere informazioni che non ha, tipo uno che lascia un commento in cui dice: 'Il gatto di Noel mi ha detto un pomeriggio che gli Oasis torneranno nel 2017'. Come faccia a saperlo non lo so". 

"Queste cose prendono fuoco molto rapidamente", rileva Noel, "e poi Liam con i suoi tweet non aiuta. Quando twittò le lettere della parola O A S I S in cinque tweet consecutivi, il mio telefono andò in tilt per tutto il giorno. Internet è pieno di sedicenti esperti e ben informati, ma questa cosa non è proprio all'orizzonte".

In chiusura Noel ha scherzato con Steve che si augurava di rivederlo quando l'album sarà uscito, a marzo. "Oh, Dio buono, 'mungeremo la vacca' per pù di un anno con questo album", ha detto l'ex Oasis, facendo intendere, con il sorriso, di voler sfruttare a pieno l'appeal mediatico del disco per far parlare di sé.

Per lo show Noel ha selezionato una playlist che include dei pezzi meno noti al grande pubblico. "Non volevo scegliere i pezzi che scelgo di solito, She Bangs the Drums e così via, ma qualcosa di diverso", ha spiegato. Interessanti le scelte musicali del chitarrista, che pubblichiamo qui di seguito.

Vi racconteremo anche gli aneddoti di Noel. Stay tuned.




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venerdì 12 dicembre 2014

Noel Gallagher: "Dopo Kasabian e Arctic Monkeys c'è il vuoto. La classe operaia non esprime più musica"

Noel Gallagher ha rilevato con amarezza come il successo di band quali Arctic Monkeys e Kasabian non abbia fatto da apripista per una new wave di band della classe operaia.

Nel corso della stessa intervista di cui vi abbiamo parlato ieri (leggi qui), Noel (nella prima foto qui a destra ieri alla Alison Jacques Gallery di Londra per la presentazione della collezione autunno/inverno di Edun) ha risposto alla seguente domanda: qual è lo stato di salute della musica britannica oggi? È in buona salute o necessita di ispirazione?

"Be', basta guardare le chart", ha risposto il musicista. "Alla fine degli anni '90 c'erano tutte queste band - noi, i Manic Street Preachers, i Pulp, i Verve, i Suede e i Blur - ed eravamo tutti nella top ten, ma dopo le band di questo tipo sono state messe ai margini. Adesso c'è X Factor e tutte quelle cose lì. Riusciresti a nominarmi l'ultima grande band venuta fuori da questo paese? Negli ultimi 10 anni non c'è stata una grande band".

Forse gli One Direction? Viste le proporzioni del loro successo, potrebbero rientrare nella definizione usata da Gallagher, ma il cantautore non è d'accordo. "Non sono una band, sono un gruppo e buona fortuna a loro. Band sono Arctic Monkeys e Kasabian, ma parliamo di dieci anni fa, e peccato che queste due band non abbiano ispirato nessun altro. La classe operaia non ha una propria voce, sembra che non provenga più nessun rumore dalle case popolari, sai cosa intendo?".

"La musica", ha rilevato Noel, "è una roba molto da classe media. Negli anni '90 i Bastille io me li sarei mangiati vivi in un pomeriggio. In un'intervista. Li avrei distrutti, fatti sparire, in modo che nessuno parlasse più di loro. Facile, me li sono mangiati a colazione. Il mio bassista ha riassunto così. Diciamo sempre: 'Da dove viene la prossima band?'. E lui giustamente dice:  'Lasciamo stare la band, le persone dove sono?' ...".

"Quando volevo entrare nelle chart e stravolgerle, tipo sbattere fuori dalle chart Phil Collins e gli Wet Wet Wet, dovevano andarsene. Tutta quella roba anni '80 non ci serviva più. Ora non vedo nulla della classe operaia, semplicemente non riesco a vederla".

Intanto noelgallagher.com ha annunciato che Noel e gli High Flying Birds si esibiranno sabato 28 marzo 2015 sul palco della Royal Albert Hall di Londra per l'annuale appuntamento con il concerto benefico organizzato da Teenage Cancer Trust. I biglietti saranno messi in vendita alle 10 (ora UK) di martedì 16 dicembre.

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