giovedì 14 marzo 2013

Noel Gallagher: "Coglioncelli mi chiedono di scrivere canzoni con loro. Il 23 marzo suonerò con i Blur a Londra e forse farò una nuova canzone"


Sono trascorsi tredici anni dalla prima edizione dei concerti benefici organizzati da Teenage Cancer Trust, associazione attiva da anni nella lotta alle malattie che colpiscono gli adolescenti. In quell'occasione il padrino dell'evento, il mitico Roger Daltrey degli Who, volle sul palco anche Noel Gallagher. Nel 2002 e nel 2003 all'evento parteciparono gli Oasis e nel 2007 Noel, spalleggiato da Gem Archer, tornò a prendere parte all'iniziativa con uno show acustico, da cui fu tratta la raccolta The Dreams We Have As Children, nome tratto da un verso del brano Fade Away. 

Martedì 19 inizia l'edizione 2013 del TCT. Noel, che domani suona a Dubai, quest'anno è nelle vesti di curatore e performer. Si esibirà, infatti, con Damon Albarn e Graham Coxon sul palco della Royal Albert Hall di Londra, e nel contempo si è occupato, a nome di Daltrey, di reclutare gli artisti per lo spettacolo. Come aveva confessato qualche giorno fa, il ruolo non sembra entusiasmarlo, dato che "si tratta di bussare a molti camerini" e questo comporta molte seccature e rifiuti, ma Noel è contento di dare una mano e di "veder venire su la cosa".

Shortlist lo ha raggiunto per un'intervista.

Com'è stato reclutare band per una settimana piena di concerti? Stressante?

Be', la maggior parte del lavoro l'ho fatta l'anno scorso, perché ero in giro per i festival, quindi molte delle band le ho reclutate allora, ma andare a bussare ai camerini di alcune delle band più famose del mondo e chiedere se potevano farlo, se si sentivano all'altezza di farlo, ha tirato fuori un lato di me che non mi piace.

Di che artisti parliamo?

Parlavo ad Ed Sheeran e ai Mumford & Sons pensando: "Le sette serate me le faccio da solo, cazzo. Che cazzo lo sto chiedendo a fare a queste persone?". E ho ricevuto molte delusioni. Tutti in faccia ti dicono di sì. Tutti. E poi l'agente chiama, ti chiama il loro management, poi ti chiama il loro PR e dice: "Ah, saranno in Australia in quel periodo". Davvero? Be', a me non l'hanno mai detto. Quello che è interessante è che tutte le band della classe operaia mi hanno detto di sì sul momento, senza neanche accennare per un cazzo a quando era in programma. Le band della classe media mi hanno detto di sì e hanno liquidato la faccenda. Non so cosa voglia dire, ma deve voler dire qualcosa. È stata un'estate interessante, ma ti dirò che se la gente che mi ha snobbato ma ha detto che lo farà l'anno prossimo lo farà davvero allora potrebbe essere dell'evento più grandioso dai tempi di Woodstock. 

Chi tra quelli a cui hai chiesto non sta partecipando?

Volevamo simbolicamente reclutare Jake Bugg, perché è un adolescente. E per un adolescente aiutare gli adolescenti sarebbe stato un momento enormemente simbolico, penso. Ma non poteva farlo perché è in tour. I Metallica: sono un'altra band che da due anni promette che lo farà l'anno successivo, ma alla fine li avremo. Conosco Lars: ogni tanto lo chiamo e mi messaggia. È un gran fottuto tipo. È uno svitato. Lo amo quando fa Some Kind Of Monster e lui è proprio così, ma è fantastico. Ovviamente la gente fa sempre: "Tu e Lars? Che cazzo è tutta questa cosa?", ma io faccio: "Senti, amico, lui è mio amico, cazzo, lascialo stare". 

Parlando di amici, hai reclutato anche Paul Weller e i Kasabian. Loro devono essere stati schietti. 

Ho semplicemente chiamato Sergio e mi ha detto: "Guarda, io lo farò, cazzo, così lo farai anche tu". Sono stati i primi a confermarlo, in realtà. Paul l'aveva fatto l'anno scorso, ma pensavo fosse un po' scortese non chiederglielo, dato che è il mio fottuto vicino di casa. E tra me e me ho pensato: uno che ha due figli gemelli ha bisogno di uscire di casa a fare cagate subito. Così ha reclutato i Palma Violets e penso che convincerà un po' di gente a salire sul palco con lui. Quindi dovrebbe andare bene.

Ti piacciono i Palma Violets, così pompati dai media?

Sì, mi piacciono. Non li disprezzo, mettiamola così. Va bene ascoltare band su iTunes o vederle su YouTube, ma so decidere solo quando li vedo dal vivo. Per l'anno prossimo, tuttavia, c'è tutto un mucchio di nuove band, come i Temples o i Tame Impala, che non saranno in grado di fare il tutto esaurito alla Albert Hall. Quindi quello che proveremo a fare, nella settimana che conduce ai concerti della Albert Hall, è prendere un luogo più piccolo come il Club 100 e far fare alle giovani band una settimana. Perché penso che se lo portiamo ad un pubblico più giovane a lungo andare sarà meglio per la causa benefica.

Quest'anno, però, hai, ehm, i Rizzle Kicks e i Labirinth.

Sì, e quella sera anche Rita Ora.

Risenti dell'influenza di tua figlia?

Be', Damon Albarn ha incontrato i Rizzle Kicks nel tour African Express e ha detto: "Sono sorprendentemente bravi". Non so niente su di loro e niente di loro, ma i promoter, visto che il pop non è roba mia, sono venuti e mi hanno detto: "Queste band sono disponibili". E io sono andato da mia figlia: "Tra questi chi sono i migliori?". Mi ha detto: "I Rizzle Kicks" e poi ho preso il telefono e ho detto: "I Rizzle Kicks". Tutto qui, in realtà.

Ci sono state delle serate particolarmente ardue da organizzare?

L'esibizione che doveva aprire la serata dei Primal  Scream è stata difficile, perché la gente che era disponibile era odiata dai Primal Scream. Be', loro odiano più o meno tutti e la gente che piace a loro o è morta o non è disponibile. A qualcuno è venuta in mente la brillande idea di chiedere agli Echo And The Bunnymen e io ho fatto: "Sicuramente non lo faranno", ma abbiamo chiesto a Ian McCulloch e lui ha semplicemente detto di sì. E ora, per me, è quella la serata migliore. Lasciamo perdere quella in cui ci siamo io, Damon e Graham.

Tu che condividi il palco con metà dei Blur è la cosa di cui la gente parla di più, però. Quando l'hai organizzato dovevi saperlo che sarebbe stato così, no?

L'idea era mettere in vendita i biglietti prima di Natale, quando la gente non è al verde. Così abbiamo pensato: "Ci serve qualcosa che faccia rimanere a bocca aperta". E poi ho pensato: "Be', i Blur non hanno mai partecipato, quindi chiederò a loro". Fortunatamente ero in tour con Graham, quindi gliel'ho chiesto. Mi ha detto che al momento i Blur erano stati accantonati, ma che avrebbe chiesto a Damon. Quindi devo ringraziare Graham per questo. È stato un bel momento quando ho ricevuto la telefonata che diceva: "Lo faranno sicuramente". Volevo che facessero da headilner, con me che mi esibivo dopo di loro, ma non penso che fossero a loro agio, così la sera prima dell'annuncio abbiamo invertito il programma. Non so cosa faranno in realtà. Ne parlavo con Damon ai Brits ed è stato un po' schivo, ma ha detto che faranno qualcosa di "unico e speciale". Penso che sarà una di quelle serate dopo le quali la gente potrà dire "io c'ero".

Com'è stata la tua serata insieme a lui ai Brits? Avete condiviso un tavolo, no?

Sì, eravamo entrambi ospiti di War Child. Ci siamo sbronzati ruggentemente e abbiamo detto agli One Direction di andarsene a fanculo, il che è stato divertente. Finisce che dopo 20 anni in cui abbiamo sparlato l'uno dell'altro siamo colleghi in rapporti piuttosto amichevoli. È incredibile cosa l'età e la paternità facciano alla tua testa.

Vi avevano fotografato insieme ai Brits dell'anno scorso, ma le foto di voi due insieme fanno ancora un po' di sensazione, no?

La gente continua a parlarne, ma quando qualcuno viene e mi dice: "Posso fare una foto?" io non penso tanto alle conseguenze, non me ne fotte proprio un cazzo. C'era gente che veniva al tavolo e faceva: "Ooh, strano vedervi insieme", ma sono troppo vecchio per quelle cose ora. Ci siamo già passati, siamo dall'altra parte ora. E ti guardi attorno nella stanza di tutte le 'luci fulgide' dell'industria musicale britannica e tutte le cose alla moda e la merdata in voga in questo momento e pensi: "Noi avevamo qualcosa di diverso".

Si è fatto ricorso alla parola "noioso" in riferimento ai Brits di quest'anno.

Penso che i Brits abbiano raggiunto un momento critico. Bisogna fare qualcosa. È una cosa merdosa da dire per un uomo di mezza età - "Be', non è bello quanto lo era ai miei tempi" - ma, sai, sono ancora abbastanza alla moda per pensare: "Era meglio". La categoria Miglior Album nel 1996 comprendeva Verve, Oasis, Blur e Radiohead o qualcosa del gemere [in realtà comprendeva Blur, Pulp, Radiohead e Paul Weller, ndr]. E guarda ora la categoria Best Album. Paloma Faith? Fammi il piacere. Ch cazzo ha deciso che è una star? Emeli Sandé? Quella è fottuta musica per nonnine. Non la afferro. E poi c'è l'altra faccia della medaglia: gli One Directon. Che balzano lassù e suonano una canzone dei Blondie e per quello si prendono un premio. Per quanto possano essere dei bravi ragazzi, vadano a fanculo. Il che è esattamente ciò che abbiamo detto loro. Si sta trasformando nella grande finale di X Factor, il che è esattamente quello che vuole Simon Cowell.
E c'è un'altra cosa. Devono avermi chiesto di scrivere canzoni per altre persone almeno 20 volte. "Ehi, amico, dovremmo scrivere una canzone insieme". Fanculo, scriviti le tue canzoni da solo. Ho trascorso 46 anni a farmi il culo per arrivare qui, lavorando sodo su ogni verso di canzone per un mese. Quindi no, cazzo, non scriverò una canzone con te, coglioncello. Vattene a fanculo! Mi dà sui nervi e basta.


E per quanto riguarda te, Damon e Graham? Potreste fare qualcosa insieme la sera in cui suonerete insieme?

Ne abbiamo parlato. Ne ho parlato con Graham. Ne ho parlato con Damon ai brits, ma francamente eravamo sbronzi e mi sono dimenticato di quello che ha detto. Penso si sia trattato di: "Decideremo la sera stessa". Sono sereno. Riesco a immaginarci tutti sul palco ad un certo punto, ma se non succede non succede. C'è abbastanza merda su cui la gente potrà mettere i denti.

Prima o dopo hai suonato con molti degli artisti che si esibiranno quest'anno. Ti unirai a qualcuno di loro in qualche serata?

Weller mi ha chiesto di salire sul palco. Riformulo: Weller mi ha detto che salirò sul palco. Onestamente quasi nessuno mi ha chiesto di salire sul palco con loro. Ryan Adams mi stressa per farmi salire sul palco. Devo presentare ogni band ogni sera. E senza dubbio ci sarà una chitarra in giro, quindi non si sa mai. E nella serata mia, oltre a Damon e Graham, c'è Gruff Rhys dei Super Furry Animals, quindi si spera che ci possa essere un po' di We Are The World alla fine.

E la serata comica con Russell Brand? Cos'è questa storia di lui che nei suoi spettacoli fa ascoltare il messaggio che gli hai lasciato nella segreteria telefonica?

Quello è venuto dopo che aveva condotto le Olimpiadi ad una conclusione scioccante con la sua versione di I Am The Walrus. "Un ossico con un cilindro per cappello, su un bus, che ammazza i Beatles - hmm". Il messaggio continuava in questi termini. Lui, però, l'ha fatto ascoltare al suo pubblico durante il suo tour mondiale. La sua serata è un'improvvisazione con Noel Fielding di nome 'The Goth Detectives'. E io, Russell e Matt [Morgan, autore dei testi insieme a Russell, ndr] il venerdì prima che cominci faremo una trasmissione radiofonica di tre ore su Xfm in cui ci sarà musica inframmezzata da me e Matt che distruggiamo il personaggio hollywoodiano di Russell.


Com'è Russell? Lo abbiamo messo in copertina di recente, posava nelle vesti di Gesù ...

Sì, tutta questa roba sta diventando noiosa ora, no? Hare Krishna di qua, fottute scemenze su Gesù di là. E tutto lo yoga. Mi stressa con tutte queste merdate. Farò una trasmissione televisiva con lui giovedì sera [7 marzo, ndr]. Conduce una trasmissione televisiva americana di nome Brand X. Gli ascolti devono essere caduti sottoterra, quindi mi hanno chiesto di parteciparvi in diretta da Londra. Però l'ultima volta che l'ho visto aveva un bell'aspetto. Si comporta come un inglese a Los Angeles: in altre parole come un ridicolo buffone.

Infine la tua scaletta. Farai nuove canzoni? 

Può darsi che ne faccia una nuova e poi farò da solista una o due che non ho mai fatto prima. E un paio di canzoni degli Oasis che non ho mai fatto prima. Queste serate alla Albert Hall sono speciali, quindi bisogna fare qualcosa di diverso. Ho fatto 11 concerti a Londra l'anno scorso, per cui non posso fare di nuovo la stessa scaletta.

E poi hai finito per quest'anno?

Sì, non farò nulla per un po'. È stato bello fare le prove sapendo che ci sarebbe stato solo un concerto piuttosto che un altro anno on the road. Non sono ancora pronto per quello. Lo sarò, forse, l'anno prossimo, quando comincerò a fare di nuovo merdate, penso. Ad essere perfettamente onesti, ho appena ordinato dei bellissimi mobili da giardino e intendo sedermici su per tutta l'estate.

oasisnotizie - via Shortlist
 

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lunedì 11 marzo 2013

Liam lancia un nuovo pezzo dei Beady Eye in un club di Londra con Andy Bell alla console

Qualche altra novità sul fronte Beady Eye. Com'è noto, giorni fa era stata confermata la notizia dell'ingresso di Jay Mehler, chitarrista dei Kasabian, nei Beady Eye come bassista. Ebbene, sabato sera c'era  anche lui al pub Queen of Hoxton di Londra per This Feeling, una serata speciale il cui protagonista era Andy Bell, che faceva il DJ. 

Nel corso della serata Liam ha dato il via libera a Andy, che ha quindi fatto partire una nuova canzone dei Beady Eye che si pensa possa essere il prossimo singolo.

Disponibilissimo con gli avventori del pub, Liam ha stretto mani ed è parso in ottima forma.

"Ero stonato, ma ricordo che la canzone aveva una gran bella sessione di ottoni e che la voce di Liam era grandiosa, rock 'n' roll psichedelico che ti arriva dritto in faccia. Era fottutamente grandiosa e tutto il posto è andato in visibilio quando l'hanno messa su", ha detto Tom Rowlett dei Dexters, che ha aggiunto: "Dicono sempre che è meglio non incontrare il tuo eroe, ma lui è stato eccezionale. Ci ha trascinato con lui nell'area VIP e ci siamo fatti qualche birra insieme. Fremeva all'idea del nuovo disco e fremiamo anche noi".

Bell e Arveene saranno i DJ della serata This Feeling al FAC251 di Manchester il 23 marzo.

Fonte: NME.com 








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I Muse: "Noel allibito dalla nostra sigaretta elettronica? Noi seguiamo il testo di Live Forever"

"Ho visto il batterista dei Muse fumare una sigaretta elettronica. Una sigaretta con dentro la batteria. Ho dovuto dirgli: 'Davvero? Davvero? È con queste cose che sei alle prese? Fammi un favore, amico, fumatene una vera qui fuori o non fumartela'. S'è accesa di verde quando ha fatto una tirata. Insulso. Mi ha detto quella frase immortale: 'Oh, sai cos'è, amico'. E io gli ho detto: 'Mi dispiace, amico, ma non lo so proprio'". 

Così aveva parlato Noel Gallagher discutendo della sua partecipazione alla cerimonia dei Brit Awards del 20 febbraio (foto qui) in un'intervista con un giornale di Dubai. 

La risposta dei Muse non s'è fatta attendere. Via Twitter il cantante Matt Bellamy ha scritto: "Dom (il batterista, ndr) ha preso i versi 'I want to live I don't want to die', 'maybe I just want to breath' e 'you and I are gonna live forever' alla lettera. Ora sta passando alle sigarette vere, basandosi sull'evidente inversione a U di Noel".

oasisnotizie - via NME.com


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sabato 9 marzo 2013

Noel Gallagher contro Justin Bieber: "Il mio gatto è più rock 'n' roll di lui"

Lunedì scorso aveva destato scalpore il comportamento della pop star canadese Justin Bieber. Il 19enne si era presentato sul palco della O2 Arena di Londra con due ore di ritardo, quindi all’orario in cui il concerto sarebbe dovuto finire, suscitando così l'indignazione dei genitori dei giovanissimi fan. Molti genitori avevano abbandonato la O2 arena stizziti e spazientiti, portando via i loro figli che l'indomani avrebbero avuto un impegno scolastico. Lo stesso Bieber era stato accolto con fischi e insulti al suo arrivo sul palco. 

"È il mio show e vengo fuori quando voglio", avrebbe detto così Justin Bieber prima del concerto. Alla base del ritardo che ha fatto infuriare i suoi fan ci sarebbe un capriccio dell’artista che per questo motivo avrebbe litigato anche con il suo entourage e con sua madre. Il cantante canadese, dopo essersi svegliato in ritardo lunedì mattina, si era chiuso in camera a giocare ai videogame, provocando i primi ritardi sulla tabella di marcia della giornata che prevedeva il suo arrivo all’O2 di Londra già alle 3 del pomeriggio per alcuni incontri. Bieber aveva parlato di "problemi tecnici" nel chiedere scusa ai suoi fans su Twitter, ma si trattava di pretesti.

Noel Gallagher ha detto la sua. Ecco le sue parole, riportate dal Sun: "Mi sarei sentito sollevato a non essere il padre di uno dei suoi fan. Sarebbe dispiaciuto anche a me vedere i bambini piangere. È rock ‘n’ roll fare due ore di ritardo prima di salire sul palco? Dipende da cosa ha fatto in quelle due ore. Ha snfifato cocaina con delle prostitute? Ha giocato a bridge? Non è molto rock 'n' roll, no? Il mio gatto sembra più rock 'n' roll di lui".

"Conosco solo il suo nome: Justin", ha aggiunto Noel. "Non so niente di lui. So che la gente lo odia maledettamente, no?".

Source: "Bieber? My cat is more rock ’n’ roll", says Noel Gallagher


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venerdì 8 marzo 2013

Noel Gallagher: "Il mio comico preferito? Mio figlio. Ora organizzo concerti, ma non è l'ideale: in vita mia non ho mai chiesto niente a nessuno"

Il 6 marzo Noel Gallagher si è esibito sul palco della Wembley Arena di Londra per lo show benefico Comic Relief. Tre le canzoni suonate: AKA ... What A Life!, If I Had a Gun e Don't Look Back in Anger.

Qui sotto il video di Don't Look Back in Anger e l'audio dell'intervista rilasciata a Jo Whiley di BBC Radio 2 con traduzione.

A Noel è stata fatta una domanda sulla gemma incastonata nell'anello che porta all'anulare. "Dove l'ho preso? È uno di quegli anelli che ti danno in America quando lasci la scuola. In Inghilterra, invece, quando lasciamo la scuola cosa ci danno? Certificati ... ", ha detto Noel, ribadendo quanto espresso in questa occasione.

"L'ho comprato in un emporio in Giappone negli anni Novanta. Credo che appartenesse ad un gendarme statunitense che giocava in una squadra di calcio e indossava il numero 22 (il gendarme era di stanza a Tokyo e l'aveva messo in pegno per pagare le prostitute, ndr). Proviene da Ruston High, nel Mississippi. Una volta ero in aeroporto, nel bel mezzo della guerra in Iraq. Provavo a non farlo notare, ma l'hanno notato. Mi hanno fatto: 'In che scuola sei andato?'. E io:  'Eeehm ... a Ruston High' e pensavo: 'Non sono dell'umore giusto per queste cose oggi', dato che ero alle prese con i postumi di una sbronza. Non potevo dirgli che ero inglese. E mi fa: 'Sei australiano?'. 'No, sono molto sbronzo, per favore smettila di parlarmi'. Comunque non è un rubino, è una cosa rossa".

Poi a Noel è stato chiesto un parere sul nuovo singolo di David Bowie, che tra pochi giorni pubblicherà il suo nuovo disco. 

"Sì, è grandioso. Credo sia una delle cose migliori che si siano sentite negli ultimi vent'anni, tornare così come ha fatto lui dopo un po' di tempo. Se sono suo fan da molto? Oh, sì. Credo sia da idioti dire che non sei fan di Bowie. O che non l'hai mai sentito, esatto. Ad ognuno piace almeno un periodo di David Bowie". 

"Il singolo è uscito nel bel mezzo della notte. Il mattino dopo mi sono svegliato e penso sia stata una delle mattine più belle che abbia mai avuto come appassionato di musica. Messaggiavo a tutti in varie parti del mondo: 'L'hai sentito?'. Dimostra come le reunion non sono comparabili al chiacchiericcio che si crea appena fai un po' di concerti. Incredibile, mi piace la nuova roba che ha pubblicato".

Sulla sua partecipazione al Comic Relief, mercoledì scorso: "Come ho saputo del'iniziativa? Mi ha invitato Russell (Russell Brand, comico e presentatore, ex marito di Katy Perry e testimone di nozze di Noel, ndr). Mi ha telefonato. Ero in auto, diretto all'aeroporto di Taiwan sotto una tempesta".

Non è certo la prima volta che Noel partecipa ad un concerto benefico. Numerose sono state le sue partecipazioni al Teenage Cancer Trust, evento che si tiene ogni anno a marzo (e che lo vedrà quest'anno nelle vesti di curatore e performer). 

"Se mi premieranno con il MBE, Membro dell'Impero Britannico? Sì. Se mi stai sentendo, Elisabetta (la regina madre, ndr), dopo tredici anni di ininterrotte partecipazioni al Teenage Cancer Trust e al Comic Relief, la medaglia d'oro non spetta certo a te ... Questa cosa significherebbe tantissimo per mia madre". 

"Com'è fare l'organizzatore del TCT? Bisogna fare molte telefonate per chiedere alla gente di prendervi parte e spesso la gente se ne sottrae. Da quando sono nato non ho mai chiesto niente a nessuno. Non ho chiesto di entrare in una band né di fare un disco. Sono sempre stati gli altri a chiedere a me e questo ruolo ha tirato fuori un lato di me in cui non mi riconosco. Devi bussare ai camerini dei festival e fare: 'Potresti per favore prendere in considerazione ...?'. E le popstar ti fanno: 'Parla con il mio agente'. Mi sento un idiota ... penso tra me e me: 'Mi faccio sette serate da solo ... che lo sto chiedendo a fare? Ho venduto più dischi di quanti venderanno mai questi qui ... perché sto facendo questo?'. È bello vederlo venire su però. Sarà una settimana grandiosa".

"Quali comici mi piacciono? Mio figlio Donovan, 5 anni, è ai primi posti, ma anche Micky Flanagan e Russell (Brand, ndr), quando non mi dà fastidio in giro per il mondo ... Visto che ha divorziato, se ha un'ora e mezzo libera sono interessato ... Ne sarò moderatamente deluso".

"Spero che  dietro di me non ci siano pazze danze di ballerine con gambe magre", ha detto Noel sull'imminente performance.

Noel non s'è sbilanciato su quando tornerà in studio. "Non mi siedo a dire: 'Faccio un album'. Scrivo sempre canzoni. Ho ancora l'album lasciato in sospeso (quello con gli Amorphous Androgynous cui stava lavorando, poi abbandonato perché insoddisfacente). L'ultimo tour mi ha portato via più di un anno. Una volta che vado in studio, poi per finire tutto tra tour e il resto passano due anni ... Se è perché ho una certa età? Lo so, non sono giovane quanto ero un tempo, ma neanche tu lo sei", ha detto divertito a Jo Whiley.

Come sigla di chiusura Noel ha preferito lanciare AKA ... What a Life! a Don't Look Back in Anger ("di cui ne abbiamo abbastanza, visto che negli anni l'ho suonata sempre", ha detto sorridendo).

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