venerdì 8 marzo 2013

Intervista agli Heathen Street, Oasis tribute band, prima dell'imperdibile concerto del 16 marzo a Roma

Tra le tribute band italiane degli Oasis un nome molto forte è sicuramente quello degli Heathen Street, band romana attiva con successo dal 2005. Abbiamo incontrato Carlo, il batterista, nostro amico già da un po' (abbiamo imparato ad apprezzarne la bravura anche come conduttore radiofonico), che ci parla della sua esperienza musicale e dell'evento in programma il 16 marzo 2013 al Blackout di Roma, dove gli Heathen Street riproporranno il concerto del 2008 degli Oasis per BBC Electric Proms con tanto di coro. EVENTO FACEBOOK QUI

Per partecipare all'estrazione di due biglietti omaggio basta taggarsi in questa foto dopo aver messo "mi piace" alla pagina della band.

1. Ciao Carlo. Fai parte degli Heathen Street, gran bella tribute band degli Oasis. Ci vuoi raccontare come è nata l'idea di questa band? E l'origine del nome?

Ciao a tutti, e grazie per questo spazio che ci state offrendo. Il discorso sarebbe molto lungo ma per non annoiare i lettori del blog posso dire che l'idea è partita dal nostro cantante (Federico), che quasi per gioco 10 anni fa mi propose di iniziare a suonare le canzoni dei Gallagher. Per diverso tempo siamo rimasti senza nome, optando per "Morning Rain" ai tempi della primissima esibizione in acustico, nome cambiato successivamente in "Heathen Street" per l’appunto.

2. Qual è il primo pezzo degli Oasis che hai ascoltato? E in che circostanza?

A dire la verità a me non piacevano gli Oasis (so che mi prenderò qualche insulto ora), ma ho iniziato ad ascoltarli su consiglio di Federico, che oltre ad essere il cantante è un amico fraterno. Beh, da li in poi è stato amore assoluto!

3. Come è cambiata la band nel corso degli anni? Proponete anche riarrangiamenti dei pezzi che suonate o improntate il vostro lavoro al motto "don't mess with perfection", come direbbe Noel?

Beh, di tempo ne è passato. Abbiamo iniziato in tre con una chitarra acustica, nel corso degli anni abbiamo avuto diversi cambi di line up. Ne approfitto per salutare Mirco, Romano e Simone, che, oltre ad essere validi musicisti, sono diventati e rimasti nostri amici e hanno contribuito alla crescita del gruppo. Attualmente la band è composta da Federico (voce), Davide (voce e chitarra), Simone (chitarra solista), Claudio (basso) ed io, Carlo, alla batteria. Per quanto riguarda l'arrangiamento, cerchiamo di rimanere fedeli più possibile alle versioni live del gruppo: negli anni non abbiamo mai smesso di ascoltare e studiare per riprodurre tutti i particolari durante i nostri concerti.

4. Qual è il vostro rapporto con i social media come mezzo per restare in contatto con il vostro pubblico e di promozione delle vostre iniziative?

I social hanno semplificato sostanzialmente le cose, mi ricordo che ai tempi d'oro dei forum passavamo giornate per comunicare una data piuttosto che una notizia importante, era molto più difficile farsi vedere, creare rapporti con un "pubblico" ed avere un feedback in breve tempo,questo oggi è possibile. E non dimentichiamoci delle notti passate a tappezzare di locandine quartieri di Roma prima delle nostre esibizioni, non so se ce la farei ancora.

5. Ci racconti un concerto tra tutti che ti è rimasto particolarmente nel cuore o un aneddoto relativo a qualche esibizione?

Se parliamo di un concerto degli Oasis, sicuramente il più emozionante è stato quello al Wembley Stadium del 12 luglio 2009, credo che non scorderò mai quella giornata!
Per quanto riguarda un nostro live, forse la prima volta che abbiamo suonato al Blackout di fronte a 500 persone che hanno cantato per tutta la sera insieme a noi, è stato uno dei momenti più belli.

6. Il 16 marzo 2013 porterete sul palco del Blackout, club di Roma, il concerto che gli Oasis hanno tenuto per BBC Electric Proms nell'ottobre 2008, con tanto di coro, proprio come fece la band dei fratelli Gallagher. Perché avete scelto proprio quello show e puoi fornirci qualche anticipazione sulla serata?

Se posso dirlo è una mia piccola vittoria interna. Mi sono innamorato subito di questo concerto e l'ho proposto più di una volta al gruppo, ma non avevamo ancora trovato le condizioni giuste per portarlo in scena. Finalmente ci siamo e abbiamo scelto il Blackout per questo live che è uno spettacolo unico in Italia. Abbiamo voglia di differenziarci, in questi anni abbiamo proposto tanti show ma stavolta vogliamo stupire il pubblico di Roma. Ti posso anticipare che stiamo lavorando veramente sodo per rendere omaggio a questo grande concerto, suoneremo tutte le canzoni col coro presenti nella scaletta originale del live e in più abbiamo aggiunto dei pezzi che faranno sicuramente piacere al pubblico. Se andrà bene abbiamo in mente di esportarlo in giro per l'Italia, staremo a vedere.

7. Progetti futuri con la tua band?

Prima di tutto continuare a suonare e a lavorare sui pezzi, sempre. Non ci siamo mai fermati e non ci siamo mai sentiti "arrivati", neanche dopo un grande traguardo che magari sembrava irraggiungibile in passato. Credo sia questa la nostra forza. Inoltre, come dicevo prima, sarebbe fantastico riuscire a portare la nostra band un po’ in giro per lo stivale.

8. Dopo la divisione degli Oasis hai seguito con la stessa passione Beady Eye e Noel Gallagher's High Flying Birds? Speri nella reunion degli Oasis?

La notizia dello scioglimento degli Oasis è stato un duro colpo. Devo dirti la verità, seguo entrambi i progetti ma con meno enfasi di quanto facevo in passato. Una reunion? Chi non ci spera? Ma la vedo molto dura, i Gallagher sono due testoni.

Se posso approfitto per invitare tutti al concerto del 16 marzo: per maggiori info potete visitare la nostra pagina Facebook http://www.facebook.com/HSOasisTributeRome. Grazie a tutti. Carlo.

Grazie a te, Carlo. In bocca al lupo e torna a trovarci presto!

Gli Heathen Street debuttano nella scena romana nel 2005, con l'intento di restituire agli spettatori le stesse emozioni che si provano nei live degli Oasis, curando minuziosamente il sound e l'esecuzione, senza tralasciare l'impatto visivo. Il repertorio dà ampio spazio ai successi più celebrati, senza però dimenticare le gemme nascoste amate dai fan.

Si affermano presto come tributo alla band simbolo del britpop inglese suonando nei locali più importanti della capitale (Black Out, Locanda Blues, Stazione Birra) e non solo nel corso di questi 6 anni. 



TEASER 
HEATHEN STREET LIVE AT BLACKOUT CLUB
ROMA, 16 MARZO 2013 

 


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mercoledì 6 marzo 2013

Noel Gallagher: "Niente reunion degli Oasis, ma perché siete fissati con il 2015? David Guetta è una truffa musicale. Un giorno forse gli Oasis saranno dimenticati"


Un disco solista che ha conosciuto un grande successo, un megatour di 150 date durato oltre un anno e nuovi impegni all'orizzonte. Noel Gallagher, l'ex Re del Britpop con gli Oasis, sarà in concerto a Dubai venerdì 15 marzo con la sua band, gli High Flying Birds. Lo sentiamo per telefono e tocchiamo vari argomenti: il fratello Liam, Damon Albarn, la reunion degli Oasis, le sostanze illegali, la fortuna personale. Traduzione by oasisnotizie.blogspot.com.

[Quando gli telefoniamo Noel è intento a suonare la chitarra].

Ciao Noel. Stai lavorando a delle nuove canzoni?

Scrivo sempre. Ho molte canzoni, più di quelle di cui so cosa fare. Se qualcuno domani mi puntasse una pistola alla testa e mi dicesse: "Ho bisogno di quattro album entro la fine della settimana" forse potrei farcela.

Saranno belle?

Due di queste sì. Due di queste sarebbero veramente belle, le altre due sarebbero eccezionali.

Come cantautore sei uno dei critici più duri di te stesso. Perché pensi che dopo i primi due album, Definitely Maybe e (What's the Story) Morning Glory?, niente di ciò che hai scritto sia stato in grado di catturare l'immaginazione del pubblico in modo altrettanto forte e incisivo?

Il terzo album non aveva singoli divenuti hit. E neanche il quarto. E a quel punto la gente aveva voltato pagina, ma dopo abbiamo dato una svolta. Gli ultimi due album che abbiamo fatto erano piuttosto buoni, gli ultimi tre forse, ora non ricordo in che ordine siano. Non è che mi sieda a pensarci su più di tanto. Persi interesse verso la scrittura di canzoni, non me ne poteva importare di meno. Dopo Morning Glory avevo fatto abbastanza, volevo un po' vivere e spendere dei soldi e diventare un tossicomane. Il resto della band voleva lavorare tutto il tempo, perché non aveva una vita al di fuori della band. Poveri loro.

Sei sorpreso dal fatto che il mondo abbia accolto molto bene il tuo disco solista?

Be' sì, perché non riesci mai a renderti conto di quelle cose. Sapevo che il disco era buono, ma le pagine di iTunes sono piene di fantastici dischi che non hanno mai venduto una singola copia. Sono sorpreso di essere arrivato dove sono in uno spazio di tempo così breve. Ha un po' rovinato la cosa: mi aspettavo un po' di viaggio nel passare dai piccoli club ai teatri a, forse un giorno, in un futuro molto distante, suonare nelle arene. Ed è successo dall'oggi al domani e io pensavo: "Oh, bene, sono tornato a dove ero con gli Oasis in realtà".

Di sicuro ti costa maggiore fatica dover portare avanti la baracca da solo.

Non ci penso. Non è che prima di andare sul palco mi guardi allo specchio e pensi: "Devo regalare a queste persone uno show". Quello che ho sono le canzoni, e quello è tutto ciò che ho. E penso che la gente lo capisca. La gente non viene a vedere me. Io non faccio nulla, non ho mossettine, non ho nulla da dire, non ho un manifesto, non sono neanche lontanamente interessante, ciò che faccio è suonare le canzoni che la gente ama cantare. Tutto qui.

Di recente sei stato eletto una delle personalità maschili più argute della Gran Bretagna, in un sondaggio condotto dal Leicester Comedy Festival. C'è un elemento del personaggio Noel Gallagher qui, un elemento che pensi di aver messo su?  

Mi piace pensare che non è così. Spero di no. Quello che vedi è quello che prendi: non mi vesto come una rock star, non ho un taglio di capelli da rock star, non ho mai indossato null'altro di pelle se non una giacca di pelle. Okay, riesco a essere un po' divertente nelle interviste e robe così, ma quella cosa non ha proprio senso. Quando vado a casa la sera non pratico la magia nera. Sai cosa faccio? metto i bimbi a letto, faccio loro i bagni, mi ci azzuffo, faccio il solletico e poi li porto a scuola e vado al supermercato e compro il pesce. 

Ci è stato detto che suonerai molta roba degli Oasis a Dubai.

No, no, no, no. Non è vero. Devo fare una grossa cosa per una causa benefica a Londra, non suono da un po' e non voglio andare direttamente sul palco e suonare, perché sarebbe un po' uno schifo. Quindi ho fatto tipo: "Facciamo un concerto di riscaldamento in un posto" e non c'è un posto più caldo di Dubai, così mi dicono, ma non suonerò altre canzoni degli Oasis, in realtà suonerò per meno tempo rispetto all'ultimo tour.

Sei o sette canzoni degli Oasis?

Credo ci siano ... [conta, ndr] sei o sette. Sì, sei o sette, è corretto, ma non sono quell che immagineresti. Se non sei un conoscitore degli Oasis, oh cielo. Farò Don’t Look Back in Anger. Voglio dire: chi non la farebbe? Ma si tratta principalmente di roba degli High Flying Birds, un paio di nuove canzoni e alcune b-side degli Oasis poco note.

Due nuove canzoni? C'è un nuovo disco in programma?

No. Scrivo sempre. Non mi siedo mai a pensare: "Oggi scriverò un nuovo album", semplicemente scrivo come hobby, quando ho dieci minuti sono sempre lì ad armeggiare con questa chitarra qui e se se mi salta in mente un verso per una canzone può darsi che lo scriva. E allora arrivo ad un punto in cui qualcuno mi dice: "Non fai un disco da quattro anni" e metto insieme tutte le canzoni che ho. Ora non c'è niente, non ci sono programmi. Me la sto davvero spassando a dormire sui miei allori, in questo momento. I miei allori sono molto comodi.

Allora cosa farai?

Guarderò le partite, andrò in vacanza e farò sì che le faccende più mondane durino un giorno intero. Riesco a fare in modo che una puntatina in tintoria duri un giorno intero, e magari la tintoria è a 150 metri dalla mia porta. Potresti trovarla una cosa difficile da credere, ma sono pigro fino al midollo. Può darsi che debba essere portato in cariola in studio, a tirare calci e urlare. Quando faccio musica e sono on the road lo amo, ma una volta che sono a casa è molto difficile tornare on the road. I soldi, tuttavia, alla fine si esauriranno e dovrò farlo. 

Si esauriranno? Una volta hai detto che in banca hai 87 milioni di sterline (100,6 milioni di euro). 

Forse in penny. Non ho mai avuto 87 milioni di nulla. Non ho così tanti soldi. Quando leggi certi importi che la gente avrebbe, sembra che i giornali moltiplichino le cose per tre, ma ho abbastanza solti, non sono avido.

In precedenza hai detto che potrebbe esserci una reunion degli Oasis se qualcuno ti offrisse abbastanza soldi. Quanto ci vorrebbe per un tour completo? Diciamo tre serate a Knebworth.

Non vivo pensando così oltre, magari andrei lì e sarei di ritorno dopo 40 minuti ... Per il bene dei titoli della stampa non rispondo, perché semplicemente non avrebbe senso. Guarda, non succederà nel 2015 [il ventennale di (What's the Story) Morning Glory?, ndr] perché i ragazzi dell'altra band [i Beady Eye, ndr] sono tutti occupatissimi. Al momento stanno facendo un disco, quindi saranno on the road fino al 2015, si suppone. E probabilmente sarò stato costretto a fare qualcosa fino ad allora. Vorrei che la gente la smettesse: non succederà, per nessun altro motivo se non che abbiamo voltato pagina. Non dico che non succederà di qui a 25 anni o a 20 anni. E questa data mitica da dove è venuta fuori? Perché non il 2017? Perché non il 2014? Perché non celebrare la pubblicazione di Definitely Maybe? Lasciamo perdere Morning Glory. Capisco che alla gente interessa e che gli Stone Roses la reunion l'hanno fatta e che i Led Zeppelin l'hanno fatta e bla bla bla. 

Parlando proprio di loro, di recente gli Stone Roses hanno suonato qui. È sembrato, però, che i titoli li abbia rubati Liam. Sapevi che è venuto anche lui?

Sapevo che era qui, sì. Deve chiedermi il permesso per lasciare il paese. 

Parlate?

No. Come ha fatto a rubare la scena? È fuggito con un amplificatore o qualcos'altro?

Semplicemente era in piedi nell'area VIP, ma non è stata una cosa così speciale.

È il tipo di cosa che fa, ha bisogno di rassicurazione.

Allora, abbiamo alcune domande dei lettori. @GaryWorkid vuole sapere: È vero che sei andato via da Ibiza na causa di James Blunt?


Che cosa ha fatto per farti saltare i nervi?

Non ha fatto niente. Semplicemente è andato lì. Questa cosa non riesco a reggerla.

Okay. @southend4ever chiede: porterai con te la famiglia a fare una vacanza all'Atlantis? 

No, mi rattrista dire che i ragazzi vanno a scuola, quindi non posso portarli lontano, ma a giudicare da quello che hanno qui - suite sott'acqua in cui guardi fuori dalla finestra del bagno e vedi il paesaggio sottomarino - alla fine verranno qui.

Trascorrerai molto tempo qui?

Dentro e fuori, temo. Ho molte cose da fare lì. Non musica, né qualcosa di eccitante, solo schifezze quotidiane. Devo andare a prendere qualcosa dalla tintoria, mi devono riparare un termoventilatore, quindi devo tornare [ride, ndr].

A fare da concerto di riscaldamento prima della tua performance sarà il tuo amico Richard Ashcroft. 

Non posso crederci. Veramente, sono quasi caduto a terra quando l'ho saputo.

C'è la possibilità di fare una canzone insieme?
Non si sa mai, non si sa mai, ma mi interessa molto, molto sentire cosa sta facendo, perché ha fatto un nuovo album e il suo ultimo mi è davvero piaciuto. Sarà fantastico vederlo e offenderlo sul man United, perché è uno di quei tifosi del Man United che non vive neanche a Manchester. L'ultima volta che l'ho visto era in grandissima forma, quindi non vedo l'ora.
Vi scambierete qualche saluto amichevole nel backstage?

Oh, questo è fuori discussione.

Un'altra domanda da @YaraaYounis: guardando al passato, qual è stato il momento più significativo della tua carriera? 

Ce ne sono stati un po', ma penso che quando abbiamo finito Supersonic, il primo singolo che abbiamo pubblicato, perché sapevo che eravamo in cammino. Sapevo che dopo quello sarebbe stata solo una questione di tempo perché diventassimo la più grande band del mondo. Lo credevo veramente. So che molte persone attorno a me dicevano quelle parole, ma io ci credevo veramente. Quando quel primo singolo fu passato in radio, ricordo che pensai: "Wow, diventerò ricco".

Sentire quelle canzoni al jukebox di ogni pub e vedere che gli stadi di calcio cantano le tue canzoni è una cosa che invecchia?

Se vado in un pub allora la gente automaticamente mette su Don't Look Back in Anger o Wonderwall. Potrei farne a meno. Quello porta  fotografie e a canti di gruppo e tutte quelle schifezze. Quando sento che le mie canzoni vengono cantate su spalti di stadi di calcio e cantate durante partite di calcio, quello è incredibile. Se invecchia? No. Un giorno, quando mi sarò ritirato e guarderò al passato, alla fine gli Oasis sarano dimenticati.

Davvero pensi che gli Oasis saranno dimenticati?

Be', le canzoni sono in giro per 20 anni, quindi chi può dirlo? Non vedo nessuno che sia venuto dopo di noi o che sia all'orizzonte, nessuno che abbia quello che avevamo noi. Quindi forse resisteranno alla prova del tempo, forse dovremo farci fare foto con grassi skinhead per il resto delle nostre vite.

Un'ultima domanda di @askewdxb: Che cosa ne pensi della caricatura che sono diventati i Brit Awards di quest'anno? 

Non resta alcun personaggio nell'industria musicale. Quando noi eravamo agli esordi c'era una sana percentuale di gente, e noi eravamo tutti sporchi calciatori delle case popolari e non riuscivamo a credere alla nostra fortuna che ci trovavamo ai Brits. Oggi entri lì e sono tutti dei carrieristi. È una cosa molto aziendale e sai cosa ho veramente visto fare alla gente ai Brits? Mangiare. Ho visto il batterista dei Muse fumare una sigaretta elettronica. Una sigaretta con dentro la batteria. Ho dovuto dire loro: "Davvero? Davvero? È con queste cose che sei alle prese? Fammi un favore, amico, fumatene una vera qui fuori o non fumartela". S'è accesa di verde quando ha fatto una tirata. Insulso.

Che cosa ti ha risposto?

Ha detto quella frase immortale: "Oh, sai com'è, amico". E io ho detto: "Scusami, amico, non lo so proprio".

Hai fatto qualche altra litigata quella sera?

No, proprio no. Tutti sonodavvero simpatici. È stata una serata che si dimentica all'istante. Non succedeva niente ai Brits, niente ai party del dopo-spettacolo. Sembrava che ci fossero molti giovani con cappelli, con gli iPhone. O sono tutti coinvolti in un gigantesco videogame al quale sono tutti incollati o semplicemente tutti si stanno messaggiando l'un l'altro: "Dove sei? Cosa stai facendo?". E tutti hanno cappelli. Da dove è saltato fuori il cappello? Stiamo tornando in qualche incubo dickensiano. Non lo capisco. Alla gente con cappelli e Blackberry al di sotto dei 30 anni bisognerebbe sparare. O lapidarli.

Parlando di quando sei stato cortese ai Brits, hai pubblicamente fatto pace con Damon Albarn.

Siamo entrambi padri cresciuti ora. L'ho incontrato ai Brits dello scorso anno e ci siamo fatti una grande risata e poi siamo stati entrambi invitati da War Child, quindi eravamo seduti allo stesso tavolo. E finisce che, dopo tutti questi anni, siamo entrambi due tizi veramente geniali. Ci siamo completamente sbronzati e all'unisono  abbiamo mandato gli One Direction a quel paese, quello è stato il momento topico della serata. 

Come è stata presa?

Non lo so, faresti meglio a chiederlo agli One Direction.

Hai detto che saresti disposto a suonare con Damon ai Brit dell'anno prossimo.

No. Quella era una frase di quella vecchia donna del Daily Mail. L'ho letta e al party nel quale lei dice che io ho pronunciato quella frase non c'ero neanche. Quindi o era un tizio che mi somigliava o, ora a questa cosa faticherai a credere, se l'è inventata. Nessuno si esibirà con nessuno ai Brit Awards dell'anno prossimo, in nessun caso. Sarà l'ultima volta che sarò presente a quello show, a meno che non mi premiano come ... "e il premio per l'unica persona che in Inghilterra si scrive le sue canzoni quest'anno va - oh, giusto, c'è solo un candidato". A meno che non riceva quel premio, non ci andrò più.

Come ci sono finiti i Beady Eye a suonare alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi?

Mi è stato chiesto di farlo come solista. Mi hanno chiesto di fare Wonderwall e io ho detto: "Sì, lo faccio, perché se è una celebrazione della musica britannica, e ovviamente quella è una delle canzoni più famose mai venute fuori dalla Gran Bretagna, lo farò. Poi volevano che mimassi [facessi il playback, ndr] e io ho detto: assolutamente no. Quindi poi hanno detto: "Lo chiederemo a Liam" e io ho detto: "Bene, chiedete a lui".

Qual è la tua sensazione riguardo il fatto che Andy Bell e Gem Archer sono nella band di Liam e non nella tua?

Non provo nulla. Ho lasciato gli Oasis e questo è stato tutto. A quanto ne sapevo io, gli Oasis avrebbero proseguito con lo stesso nome. Ed ero più che preparato a cedere il nome. Poi qualcuno li ha convinti che sarebbe stato un po' un'ipocrisia e hanno cambiato nome, e basta. Non ho problemi su questo.

Legalmente a loro sarebbe stato consentito di continuare con il nome Oasis senza di te?

Non ora, ma allora, se Liam mi avesse chiamato e me l'avesse chiesto, l'avrebbe potuto ottenere.

Tornando a quel giorno fatale a Parigi, chiariscilo per noi. È stato una scodella di frutta o una chitarra la cosa che Liam ti ha lanciato? 

È stato una scodella di frutta e una chitarra - be', non una scodella, ma una prugna. 

Okay. Quindi la prugna o la chitarra? Cosa è venuto prima? 

 Be', questa neanche Socrate saprebbe risolverla, amico. 

Guardi mai indietro e pensi che hai fatto delle affermazioni in brutto stile?

Oh, assolutamente sì. Fino a che non ho incontrato Sarah [la seconda moglie Sarah MacDonald, ndr], 13 anni fa, non me ne importava nulla del mio aspetto. Ero preso solo dalle sostanze illegali. Non ero preso dalle scarpe o dai fazzoletti o dalle mutande alla moda e dalle sciarpe e tutte quelle schifezze. Ero preso dall'edonismo e quando ho incontrato la mia compagna mi ha detto: "Hai un aspetto schifoso, a proposito". E quando ho smesso di fare uso di sostanze illegali ho fatto: "Okay, mi piacciono quelle scarpe".

Ma non ti penti per nulla di quell'edonismo?

Per niente. Sono stati gli anni della gloria. Sono stato fortunato abbastanza da potermi permettere di farlo. Ero nella più grande band del mondo ed è stato fantastico, assolutamente fantastico, non mi pento neanche di un singolo secondo di niente.

E tutti i soldi che hai speso?

Be', cosa sono i soldi? Nessuno me li ha regalati, non li ho avuti per caso. Me li sono sudati. E con quelli farò qualunque cosa io voglia.

Si presume che tu non abbia più bisogno di rimetterti al lavoro.

No. Lavoro perchè amo farlo. Non riuscirei a immaginarmi in pensione e che frequento un campo da golf. Questo non ha senso. Sono un cantautore, è questo quello che faccio, e scrivo canzoni tutto il tempo. So, tuttavia, che il giorno in cui premerò il bottone per iniziare il nuovo ciclo, saranno passati due altri anni e mezzo, dalla registrazione all'ultimo concerto. C'è molto da capire. Sono due anni e mezzo di tempo in cui i tuoi figli crescono. Puoi fare molte bevute in due anni e mezzo, puoi mangiarti molti club sandwich, non ti fanno bene.

Quindi pensi che suonerai per sempre?

Esibirmi non so. Mi sto facendo vecchio, ho una brutta schiena, ho l'acufene ad entrambe le orecchie, ma penso che probabilmente continuerò a pubblicare dischi perché posso, e anche se nessuno vorrà pubblicarli per me, semplicemente li pubblicherò da me. Perché me la spasso. Non puoi continuare con la routine, perché poi diventa come un lavoro. Neil Young una volta mi diede un consiglio, disse: "Fallo solo quando ne hai voglia, perché se lo fai quando ne hai voglia te la spasserai". È un saggio consiglio. Non vivo per lavorare, lavoro per vivere. Faccio quei tour perché mi consente di sdraiarmi per due anni e basta. 

Un supergruppo perfetto.

Ora che Noel Gallagher è solista, gli abbiamo chiesto di formare il suo dream team musicale …

Batteria ‘Chris Sharrock from Beady Eye.’

Basso ‘Paul McCartney.’

Tastiere ‘Paul Weller.’

Chitarrista ritmico e seconda voce ‘Noel Gallagher.’

Chitarrista principale ‘Mick Ronson degli Spiders from Mars.’

Voce ‘David Bowie.’

Le pillole di saggezza di Noel Gallagher

È noto per essere uno senza peli sulla lingua, fornisce la sua opinione schietta su molte questioni. Cos'ha da dire riguardo questi argomenti?

Sui cappelli: "Alla gente con cappelli e Blackberry al di sotto dei 30 anni bisognerebbe sparare. O lapidarli.

Sui Keane: "Può essere che uno ascolti un album dei Kean e - questo succede veramente - lo apprezzi".

Sulla moda: "Mi sono appassionato ai vestiti perché non avevo niente di meglio da fare. Se trascorri 18 ore al giorno a sbronzarti, una volta che smetti, devi riempire 18 ore al giorno.  Potresti farti una doccia una volta ogni tanto, o andare dal barbiere".

Sui Muse: "Questo è un dato di fatto musicale: in media circa 30 secondi di ogni canzone dei Muse suonano incredibili. E poi ci sono un migliaio di batterie-bollitori e poi un'opera rock e compare Freddie Mercury".

Sulle sostanze illegali: "Sono stati gli anni della gloria. Sono stato fortunato abbastanza da potermi permettere di farlo. Ero nella più grande band del mondo ed è stato fantastico, assolutamente fantastico, non mi pento neanche di un singolo secondo di niente".

Sulla sua canzone peggiore: "Il periodo tra Standing on the Shoulder of Giants e Heathen Chemistry. C'è circa mezza dozzina di canzoni tratte da quei due album che il solo pensare a quei brani ora mi fa rabbrividire".

Su David Guetta: "Di sicuro David Guetta è il più grande imbroglio che sia mai stato perpetrato nella musica. L'ho visto ai festival e ci sono 70.000 persone che lo vedono mettere su il suo CD. Idioti".

Sul talento: "Non sono un grande paroliere, ma sono migliore di te. Non sono un grande chitarrista, ma sono migliore di te. Qualunque sia l'individuo con cui io parli - a meno che non sia Johnny Marr o Morrissey o John Squire o Paul Weller o Neil Young - posso dire con sicurezza che sono migliore della persona con cui sto parlando".

Sul retaggio degli Oasis: "Non vedo nessuno che sia venuto dopo di noi o che sia all'orizzonte, nessuno che abbia quello che avevamo noi. Quindi forse resisteranno alla prova del tempo, forse dovremo farci fare foto con grassi skinhead per il resto delle nostre vite".

Traduzione: oasisnotizie.blogspot.com - frjdoasis -

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lunedì 4 marzo 2013

Su Twitter: "Ad aprile il nuovo singolo dei Beady Eye"

Mick Lynham della RCA Records, lo stesso che aveva annunciato l'ingaggio di Jay Mehler come nuovo bassista dei Beady Eye, rispondendo ad un fan danese ha scritto via Twitter che il nuovo singolo della band di Liam Gallagher uscirà ad aprile. Attendiamo conferme.



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domenica 3 marzo 2013

Bye bye Jeff Wootton, Jay Mehler dei Kasabian sarà il nuovo bassista dei Beady Eye

Jay Mehler sarà il nuovo bassista dei Beady Eye. Dopo le voci circolate nei giorni scorsi, alimentate da un tweet (che riportiamo qui in basso), poi rimosso, di una certa Leona W., amica di Mehler, oggi è arrivata la conferma, sempre tramite Twitter, di Mick Lynham della RCA Records, l'etichetta che ha sotto contratto i Kasabian, la band di appartenenza di Mehler. 

Jay Mehler, chitarrista della band di Tom Meighan e Sergio Pizzorno, sostituisce dunque Jeff Wootton, bassista dei Beady Eye dal 2010 che figura nel nuovo disco dei Beady Eye, attualmente in fase di missaggio prima della sua pubblicazione, prevista molto probabilmente per maggio o giugno 2013. Mehler si unirà a Liam e compagni per il tour di supporto al nuovo disco, previsto per quest'anno. Non è chiaro al momento se si tratta di un addio definitivo ai Kasabian.

CHI È JAY MEHLER

Jason Mehler, statunitense di Filadelfia, fa ufficialmente parte dei Kasabian dal 2010, dopo essersi unito alla band in tour nel 2006.

Ha iniziato a suonare da bambino e da allora non si è più fermato, partendo dalle band scolastiche quando era teenager, passando attraverso svariati jazz trio (“un modo facile per fare soldi dalle sue parti”) e dedicandosi poi alla sua vera passione, il rock.

Quando viveva ancora negli USA suonava il basso nei Mad Action, band formata dagli amici d’infanzia. Durante un tour promozionale in Gran Bretagna conobbe i Kasabian, all’epoca non ancora famosi.

Quando Chris Karloff decise di abbandonare la band, Jay era il principale candidato alla sua sostituzione.

Sergio Pizzorno lo chiamò alle 4 del mattino dalla fattoria dove la band risiedeva all’epoca e gli disse semplicemente"Puoi essere qui domani?". Proprio pochi giorni prima dell’uscita di Empire Jay si ritrovò coinvolto in prove generali, registrazioni di b-side, missaggio, ecc.

Jay è ormai membro stabile dei Kasabian, anche se spesso non è coinvolto nelle fatiche promozionali della band. Ha partecipato al video di Empire, primo singolo estratto dal secondo album. Dal 2006 frequenta la figlia di Ringo Starr, Lee Starkey. A giugno 2009 hanno annunciato che avrebbero avuto 3 gemelli.


Alcuni hanno messo in luce la somiglianza del suo look con quello del 2007 di Noel Gallagher.






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venerdì 1 marzo 2013

Foto: Liam Gallagher provoca due attori nell'after-party degli NME Awards

Serata un po' movimentata ieri all'escusivo Ivy Club di Londra, dove si è tenuto l'after-party organizzato dalla Warner come coda della cerimonia degli NME Awards. Protagonista, manco a dirlo, Liam Gallagher.

Secondo quanto riferiscono testimoni, Liam avrebbe fatto il suo ingresso nel club dando nell'occhio e in modo piuttosto chiassoso, per poi riservare commenti non proprio gentili nei riguardi dei presenti. In particolare avrebbe preso di mira l'attore scozzese Martin Compston, mettendosi ad imitare il suo accento. Poi avrebbe avuto uno scambio di battute con Idris Elba, famoso attore (anche nella serieTV Luther) e DJ nei club londinesi, burlandosi del cappello con pon pon che l'attore, suo coetaneo, indossava.

Elba non avrebbe risposto alle provocazioni, malgrado Liam continuasse a rivolgersi a lui in tono non amichevole, e poco dopo il frontman dei Beady Eye avrebbe lasciato il locale.

In queste foto Liam lascia l'Ivy Club indossando eccentriche scarpe e due giubbotti uno sopra l'altro.

oasisnotizie - via entertainmentwise.com e thesun.co.uk







 



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