giovedì 19 novembre 2015

Si avvicina la data di diffusione del nuovo documentario sugli Oasis, tra gli acquirenti anche Lucky Red Italia

Prosegue a pieno ritmo il cammino che condurrà alla diffusione al pubblico del nuovo documentario sugli Oasis di cui vi abbiamo parlato giorni fa.

La Independent Film Sales ha stipulato vari contratti di distribuzione del documentario dopo averlo presentato agli acquirenti qualche giorno fa nel corso dell'annuale American Film Market a Santa Monica, in California. Lo riporta il sito variety.com. 

Il docufilm, di cui non si conosce ancora il nome, documenta l'ascesa della the band dal 1991 alla gloria internazionale e sarà impreziosito da materiale d'archivio sinora inedito. Non mancheranno nuove interviste a Liam e Noel Gallagher. 

Noel Gallagher e la folla di Maine Road, aprile 1996
La casa di produzione ha stipulato contratti con Ascot Elite (Germany), Lucky Red (Italia), Madman (Australia e Nuova Zelanda), D Films (Canada), Edko (Hong Kong), Ascot Elite (Svizzera), Cine Lux (Corea del Sud), Movie Matters (Thailandia) e MovieCloud (Taiwan). A breve sarà negoziata anche la vendita del film in Giappone.

Nel Regno Unito i diritti di trasmissione del documentario se li è aggiudicati eOne/Lorton Distribution.

Il film è diretto da Mat Whitecross e vede tra i produttori James Gay Rees, Fiona Neilson e Simon Halfon. Il direttore esecutivo è Asif Kapadia, già deus ex machina dell'acclamato Amy, il documentario sulla vita di Amy Whinehouse. 


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lunedì 16 novembre 2015

Video - Noel Gallagher in TV: "I Beatles hanno cambiato il mondo innumerevoli volte"

Intervistato per lo show televisivo britannico The Nation's Favourite Beatles Number One, andato in onda l'11 novembre su ITV, Noel Gallagher è tornato a parlare di Beatles (video qui sotto).

"I Beatles hanno cambiato il mondo innumerevoli volte. Le loro canzoni sono sbalorditive nella loro semplicità. In cima a tutto ci sono le melodie, sono eccezionali, ma il modo in cui 'appendono' quelle melodie su quegli accordi - specialmente la roba dei primi tempi, la roba pop - è strabiliante. Passare da Love Me Do a Hey Jude in sette anni e qualcosa è strabiliante, sì, strabiliante. Io ho avuto vacanze più lunghe di quella durata ... capisci?"

Grazie a birchy per il video




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martedì 10 novembre 2015

Noel Gallagher: "Io via dagli Oasis anche perché Liam li usava per fare pubblicità a Pretty Green. Reunion? Di sicuro non di qui al 2020"

"Liam è convinto che io sia una sorta di burattinaio della stampa e dà tutta la colpa a me. Nell'ultimo tour degli Oasis si respirava un'atmosfera orribile. Prima di andare on the road abbiamo avuto un enorme litigio. E a Parigi c'è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mio fratello licenziava i tour manager sol perché non gradiva le scarpe che indossavano e usava la band per sponsorizzare i suoi parka firmati Pretty Green sul palco. Questa roba non faceva per me. Reunion? Di certo non di qui a cinque anni. E se tra dieci decidessi di farla, Liam per ripicca si rifiuterebbe. Jimmy Page? Bravo chitarrista, ma non è eccezionale quanto me". [N.G.]

Ecco la  sesta e penultima parte della nostra traduzione dell'intervista concessa da Noel Gallagher alla rivista Esquire UK, che lo ha messo in copertina sul numero di dicembre.

Tra le altre cose, Noel torna sui motivi che lo hanno spinto a lasciare gli Oasis e rivela che nel 2008, già prima dell'inizio dell'ultimo tour mondiale degli Oasis, ebbe una violenta lite con Liam. Poi aggiunge: "Liam sul palco pubblicizzava la sua linea di abbigliamento e la cosa non faceva per me". E sull'ipotesi reunion avverte: "Sicuramente non avverrà da qui a cinque anni".
Gli Oasis erano così fottutamente enormi. Non sto dicendo che non era spassoso, perché lo era. Ce la siamo spassata alla grande, cazzo, ma abbiamo anche trascorso dei periodi di merda.

Gli ultimi sei mesi con gli Oasis sono stati fottutamente orribili, sono stati strazianti. Io e Liam abbiamo avuto un litigio enorme, enorme, enorme tre settimane prima dell'inizio del tour mondiale. Zuffe come quella in passato sarebbero state sempre facili da superare, ma per una qualche ragione stavolta io non l'avrei lasciata passare. Pensavo: "Fanculo a 'sto coglione". E c'è stata un'atmosfera simile in tutte le parti del mondo.

Se avessi pensato che era rimasto ancora qualcosa da raggiungere non avrei lasciato gli Oasis. Ho preso una decisione molto rapida quella sera in auto a Parigi: avevamo fatto tutto, ora avremmo cominciato di nuovo il giro e avremmo fatto tour più grandi e avremmo fatto più soldi e avremmo ingaggiato un altro fottuto batterista, ne avevamo avuti 11 a quel punto. Abbiamo fatto sold out in tutti i grandi posti del mondo: Hollywood Bowl, Madison Square Garden, Wembley fottuto Stadium, City of Manchester Stadium, Hampden Park. Puoi nominarli, abbiamo fatto tutto.

A quel punto prendevo un volo separato da quello del resto della band, e devo dirti che era fottutamente fantastico. E Liam licenziava i tour manager perché non gli piacevano le loro scarpe. Poi ha fondato la sua linea di abbigliamento e sul palco ha iniziato a dedicarle le canzoni e io facevo: "Davvero? È a questo che siamo arrivati?". Sul palco faceva da modello per parka che potevi acquistare sul suo sito. E io facevo: "Questo non fa per me".
Detto tutto questo, erano rimasti solo due concerti e ritengo che se fossi arrivato alla fine di quel tour e mi fossi preso sei mesi di pausa me ne sarei dimenticato, me ne sarei fatto una ragione. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la serata di Parigi, dove c'è stata una zuffa. Non c'è nulla di nascosto, di oscuro. È stato semplicemente un litigio su fottute insulsaggini, lui era semplicemente ubriaco. Aveva fatto cancellare il concerto al V Festival e sulla stampa stavamo ricevendo un sacco di merda per quel motivo.
E ancora oggi Liam pensa che io sia amico intimo di ogni giornalista di Londra, come se fossero amici miei, come se venissero a pranzo da me ogni domenica. È incredibile che tu non ci sia stato! È fantastica la tavolata che mia moglie mette su per tutti. Ma Liam è convinto che io sia una sorta di burattinaio e dà tutta la colpa a me. E poi la cosa è semplicemente andata oltre. È esplosa. E basta. Io mi sono seduto in macchina e ho pensato: "Sai che ti dico? Ne ho abbastanza ora. Fanculo, io lascio".
Mi hanno fatto domande sulla reunion cinque settimane dopo aver lasciato la band. È un fenomeno moderno. È una malattia moderna. Tutte le band che tornano insieme, tutte quelle che hai citato (Fleetwood Mac, Led Zeppelin) nella line-up non avevano nessuno di fottutamente eccezionale quanto me. Come si chiama il chitarrista dei Fleetwood Mac? Lindsay Buckingham. Non ricordo che abbia infiammato il mondo. Jimmy Page? È opinabile. È un bravo chitarrista, ma non so bene quanti album da solista abbia fottutamente fatto.

Se mai gli Oasis dovessero tornare, non potremmo essere più famosi di quanto siamo stati. Non c'è gloria per noi nel fare sold out per tre serate a Wembley perché ne abbiamo già fottutamente fatte sette. Gli Stone Roses non hanno mai fatto concerti di quella grandezza. Sono tornati e sono diventati più famosi di quanto erano prima. Quindi era una cosa giustificata.

Tra dieci anni se mi dovessi svegliare e fare: "Sai che ti dico? Penso che farò la reunion", ti posso garantire che, per pura ripicca, Liam direbbe: "Oh, no, a me non va". Perché è così che funziona la merda. Posso soltanto dirti che i prossimi cinque anni ce li ho già programmati. Quindi non accadrà nei prossimi cinque anni. Chissà quali circostanze potranno in futuro presentarsi, ma di certo non è neanche all'orizzonte. Neanche all'orizzonte.

Non farò mai sold out al Wembley Stadium come solista. Gli Oasis riuscivano a fare 15 serate soldout in un fottuto batter d'occhio, ma non è questo che ora mi motiva. Mi motiva fare quello che faccio ora nel modo migliore possibile.

Non dico una parola al pubblico per due ore se non me ne può fregare fottutamente di meno. Se non vi piace allora la prossima volta non venite. 
Traduz.: oasisnotizie. Fonte: esquire.co.uk

Seguirà la parte finale dell'intervista, stay tuned.

Vedi anche: Noel Gallagher: "Gli Oasis? Settimi di sempre. Liam? Essere solo il cantante lo faceva ammattire. Un grande errore non sparire dopo Knebworth"

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lunedì 9 novembre 2015

Noel Gallagher, parole al miele per la moglie: "È fantastica, ma vi spiego perché negli anni Novanta non sarebbe durata 10 minuti"

VEDI ANCHE: Noel Gallagher, coccole a Formentera con la moglie: "Lei è bellissima e io no. Vi racconto come la conobbi in discoteca ad Ibiza" 

Prosegue la nostra traduzione dell'intervista di Noel Gallagher alla rivista Esquire UK. Ecco la quinta parte. 
Sai a che ora è rientrata mia moglie stanotte? Alle sei e mezza! Stanotte è stata fuori con le sue amiche. Stamane sono stato svegliato da un colpetto sulla testa dal maggiore dei miei figli. Ho guardato l'orologio ed erano le sei e mezza e lui ha fatto: "È appena rientrata". Così le ho detto: "Non farò più il tuo PR. Non ricevo nulla in cambio".

So che è estremamente e fottutamente anti-rock 'n' roll dire questo, ma la persona con cui preferisco uscire più di ogni altra è mia moglie. È la persona con cui preferisco andare in vacanza, andare a cena, fare pranzi di 12 ore, andare alle feste. Semplicemente lei, sì, lei significa tutto per me. È una ragazza fottutamente brava.

Amo fottutamente le donne. Preferisco di gran lunga uscire con loro. Ricordo che sono stato allevato principalmente da mia madre e dalle sue sorelle, e anche quando andavamo in Irlanda non c'erano mai uomini. Preferivo di gran lunga uscire con le ragazze. Cioè chi non lo preferirebbe? Cazzo, se hai la possibilità di scegliere tra una serata con sei pollastrelle o sei fottuti tizi, grazie mille, ma io vado con le sei donne. Non partecipo mai alle serate tra ragazzi. Mai.

Ho detto a Sara molte volte: lei negli anni Novanta non sarebbe durata 10 minuti. Tutta la scena attorno alla mia casa l'avrebbe divorata. Sarebbe stata troppo bella per gli anni Novanta. C'era troppo caos e droga e tutto quel tipo di cose. E l'ho incontrata proprio nel momento giusto: avevo smesso con le droghe, il mio primo matrimonio si era sostanzialmente sfasciato ed eccola lì. Tra tutti i fottuti posti, a Ibiza. Di solito a Ibiza ci si aspetta l'avventura di una sera, non ci si aspetta di trovare la ragazza, men che meno la moglie, men che meno la madre di due tuoi fottuti figli.

Sa essere un po' indecisa. Cambia idea a metà della frase. D'altronde sono così la maggior parte delle donne, no? Stronze indecise.

Lei è molto spiritosa e va da sé che è bellissima e tutte queste cose. Sì, è eccezionale, amico. È fantastica. E non vedo l'ora di andare a casa oggi perché avrà la fifa (da birra, ndr). È una delle cose che preferisco dell'avere una relazione, quando hai la fifa, perché le piombo addosso come un leone,  e non intendo sessualmente. Alimento la paura per quattro o cinque ore buone prima che vada a letto. E poi semplicemente la guardo e le faccio: "Sembra che ti stessero esplodendo le mutande quando sei rientrata stamattina". Distruggendola mentalmente. Sono proprio stronzo.

Per pura definizione ogni cantautore è un romantico. Ma tutti i miei sforzi in quel campo vanno verso la scrittura di canzoni. Se mai mi trovassi a camminare per la strada con i fiori, avrei un momento di lucidità e dovrei riportarli in garage: "Posso scambiarli con una barretta di cioccolato Starbar, per favore?".

In cambio di tutte le public relations di cui mi occupo per quella donna, l'ultima volta non ho ricevuto neanche un fottuto regalo di compleanno. Porca puttana! Lei da quella cosa si tira fuori: "Ma hai tutto! Quanti altri effetti a pedale posso comprarti?". Un altro! Un altro, cazzo, e sono a posto. Un altro! Sapessi la quantità di volte che mi dice "Puoi farci un cazzo di massaggio lì?". "No! Vai in un fottuto centro benessere! Io non massaggerò nessuno stronzo".

Lei è uno sbirro cattivo. Io sono uno sbirro buono. Io ai miei figli la faccio passare liscia. Sara è più pignola con le regole. Io concedo loro di fare colazione con il gelato. E di pranzare con la liquirizia e di stare seduti a guardare la TV tutto il giorn. Perché sei fuori di casa per la maggior parte del giorno e non puoi tornare a casa e poi dettare legge. I bambini penserebbero: "Chi è questo stronzo". Io ai miei figli dico: "Stronzi fortunati!".

Mia figlia, che viene da un matrimonio andato in frantumi, lavora per la TV ora, ne è proprio presa, cazzo. Io con la musica sono stato abbastanza fortunato, mi sono attaccato a qualcosa che amavo e ne sono rimasto ossessionato. Se quei due ragazzi trovano quella cosa allora spetterà a me indirizzarli, guidarli verso quella cosa. Ma non voglio neanche pensarci troppo su. Cioè probabilmente finiranno per lavorare per me. Donovan sarà il tour manager e Sonny il capo della security. Mi piacerebbe molto.

I figli delle rock star che fanno qualcosa da sé forse potresti contarli sulle dita di una mano. Lo scopriremo, credo. Ma se i miei figli non solleveranno mai un dito per il resto della loro vita, sul mio letto di morte direi loro: "Buon per voi, cazzo".
Fonte: esquire.co.uk

Seguiranno le altre parti dell'intervista, stay tuned.

Vedi anche: Noel Gallagher al vetriolo: "One Direction succhiacazzi, Styles non ha nulla da dire, come tutte le rock star di oggi"


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domenica 8 novembre 2015

Noel Gallagher: "Gli Oasis? Settimi di sempre. Liam? Essere solo il cantante lo faceva ammattire. Un grande errore non sparire dopo Knebworth"

Ecco un altro estratto dell'intervista di Noel Gallagher a Esquire UK, che gli ha dedicato la copertina del numero di dicembre.

Tra aneddoti e curiosità, Noel racconta gli esordi con gli Oasis, da quando portò Live Forever in sala prove al primo concerto, quando suonò la chitarra rimanendo in piedi per la prima volta, e parla del rapporto con la fama e le droghe. "Bisognava sparire dopo Knebworth 1996", dice. Non manca una frecciatina al fratello Liam.
Allora non avevo piani, non facevo programmi. Forse ora esiste un canale sulle carriere su Sky, Sky School Leavers. Ma io da qualche parte nella mia testa ho sempre sentito questa cosa: la musica. Ero solito andare ai concerti e lo amo. Lì incontrai uno dei tizi degli Inspiral Carpets, che mi offrì un lavoro come roadie e io pensai: "Bene, eccoci! I miei istinti avevano ragione". E la cosa mi eccitava fottutamente. E poi per un qualche motivo mi licenziarono, forse perché facevo il coglione o prendevo droga.

Sai quale è stata la cosa più bizzarra del mio primo concerto? Non avevo mai suonato la chitarra in piedi in vita mia. L'avevo suonata sempre seduto ai piedi del letto. Quindi dovetti prendermi una tracolla. Ricordo che la settimana prima del concerto pensavo: "Che cazzo faccio?". Rimasi semplicemente immobile, still. E fu da lì che nacque l'arte dello Stillismo, che gli Oasis hanno perfezionato.
Per i primi due anni in cui ero negli Oasis pensavo: "È solo una barzelletta". Poi una sera ero nel mio appartamento di India House in Whitworth Street a Manchester e scrissi Live Forever. Sapevo abbastanza di musica abbastanza da rendermi conto che era una gran fottuta canzone. Lo sapevo! Ricordo che la portai in sala prove, la suonai con la chitarra e Bonehead disse: "Non hai potuto scrivere tu questa canzone. No, cazzo!". Si era ostinato. Faceva: "No, no, no, no, no, ci stai prendendo per il culo". E poi quando arrivammo all'assolo nella sala ci fu uno sguardo come a dire: "Porca troia, questo è fantastico".

Si trattava solo di aspettare che la gente venisse da noi. "Perché non avete diramato alcun fottuto demo?". Io direi: "Ascolta, questo tipo di musica non può non essere ascoltato dal mondo. È proprio fottutamente impossibile".

Una volta ottenuto un contratto discografico, il mio modus operandi fu: vado a Londra e mi ci farò coinvolgere. C'è un posto di nome Camden, ci andrò e mi farò coinvolgere in ogni sorta di merdata. Ed ero proprio disposto a farlo.  Salii sul treno con un borsone e non tornai più indietro. Mai, mai più. Pensavo: "Datemelo, lo voglio, cazzo!". Non ce l'ho fatta finché non mi sono fatto di 27 anni, quindi in termini di rock 'n' roll ero vecchio. Ero molto preparato a spassarmela fottutamente.

Metaforicamente nel 1993 la cultura giovanile era morta. La acid house si era esaurita. Il palco era pronto per qualcos'altro. E arrivammo noi. E la gente disse: "Sì". E, ragazzo, noi portammo la cosa a compimento. E poi la cosa esplose.
C'è quell'elemento magico quando inizi il viaggio. Dura solo circa sei mesi fino a quando diventi ricco. È quando indossi gli stessi vestiti che indossa il tuo pubblico e sei nelle stesse circostanze in cui si trova il tuo pubblico. E forse c'è gente tra il pubblico che se la passa meglio di te, ha un lavoro migliore del tuo. Quindi è un momento di verità. Non sei una rock star. Sei in una rock band, ma non hai ancora la supermodella né la tossicodipendenza e tutto quello. Sei solo un cazzo di tipo con la chitarra.

Noel dopo un concerto all'Astoria di Londra, nel 1994
Il nostro primo album è un vero e proprio fottuto momento chiave della cultura. Nessuno mi dirà mai qualcosa di fottutamente diverso. Allora eravamo solo un gruppo di ragazzi. Non avevamo un cazzo e lo avevamo trasformato in musica. Quanto al secondo album, Morning Glory, se ascolti le canzoni, il secondo verso di ogni canzone è semplicemente una ripetizione del primo. Ma era il nostro momento. E penso che quando eravamo bravi eravamo fottutamente fantastici e penso che quando scarsi eravamo pur sempre abbastanza bravi, cazzo.

Gli anni belli sono quelli dal ’91 a Knebworth [1996, ndr]. Poi la cosa è andata verso il basso. Non c'era nessun altro posto dove andare. Cosa fare? Era l'apice e facemmo l'errore di scendere dal palco e andare in America per sei settimane, quando invece saremmo dovuti scendere dal palco di Knebworth e sparire.

Di solito io mettevo la mia band al settimo posto. Era così la classifica: Beatles, Stones, Sex Pistols, Who, Kinks … chi era sesto? Non lo so. Noi eravamo settimi. C'erano gli Smiths, gli Specials. Dove metterei gli Oasis adesso? Penso nella top 10. Non eravamo grandi quanto i grandi, ma eravamo i migliori del resto del lotto. Abbiamo fatto più di quanto gli Stone Roses potessero fottutamente anche solo immaginare. Siamo migliori dei Verve, che, cazzo, non riuscivano a rimanere insieme neanche per sei mesi ogni volta. Se tutti i grandi sono nella top 4, noi siamo in basso nella top 4, combattiamo costantemente per il quinto posto, ce lo lasciamo sfuggire. Ci lasciamo sfuggire la top 4, direi.

Morning Glory quando uscì fu stroncato. E poi quando divenne la cosa più famosa di sempre, e questo me l'hanno detto due direttori di giornali, quelli hanno pensato: "La prossima volta non ci faremo cogliere in fallo". E lodarono Be Here Now, che chiaramente era un fottuto album merdoso, pieno di fottute rock star grasse. E furono colti nuovamente in fallo. E non ce la perdonarono mai. Fecero: "Mezze seghe. Non riusciamo a venirne a capo, cazzo".

Non ho mai visto gli Oasis dal vivo, ma non ci sarebbero potuti essere molti altri migliori di noi. Sono stato a vedere molte band a Wembley, ma non ho mai visto l'intero stadio pogare. Mai, per il concerto di nessun altro. Eri sul palco e pensavi: "Sta per crollare. Lo stadio sta per crollare, cazzo!".

Noel Gallagher e Goldie ai BRIT Awards 1997
Ogni sera dai 30 ai 40 ragazzi dormivano fuori casa mia, tanto che l'amministrazione comunale mise due panchine, le inchiodò fottutamente al mio muro. E mise un cassonetto dei rifiuti su una fottuta strada laterale a Primrose Hill. I vicini diedero fottutamente di matto.

Facevamo party con supermodelle e gente di tutti i tipi. Era tipo: "Siamo a corto di sigarette. Chi va a comprarle?". "Assolutamente no. C'è la stampa fuori". Così semplicemente uscivi e dicevi ad uno dei ragazzi: "Facci un cazzo di favore: vai da Tesco's e prendici 400 Benson and Hedges, puoi?".

Negli anni Novanta tutti noi ci facevamo di brutto di fottuta cocaina, tutte le volte. Ce la spassavamo. L'ultimo party. A nessuno importava un cazzo.

Non ho una storia da "Il mio inferno con la droga", perché era fottutamente eccezionale, ma quello che successe fu che iniziarono a venirmi enormi attacchi di panico. Pensi di essere sul punto di morire. Così smisi. Non mi faccio dal ’98. Forse mi sono fatto una striscia, un paio d'anni dopo aver smesso, perché ero ubriaco e dovevo smaltire la sbornia rapidamente. E da allora non l'ho più toccata. È una droga di merda.

Può darsi che abbia avuto la mia crisi di mezza età a trent'anni. Iniziai a indossare pellicce, a farmi un casino di cocaina e a pensare: "Sono una rock star. Cazzo, procuratemi quella pelliccia". "Ma è fatta di coniglio". "Non me ne fotte un cazzo. Portatemela qui".
Fumo un po'. E bevo un po'. Troppo, in verità. Ma nient'altro. Anche ora, quando sono ad una festa, riesco a capire che la serata sta prendendo una svolta quando la gente va in bagno in coppie e all'improvviso non è più divertente. Diventano tutti molto severi.

Liam a 19 anni era in quella trasmissione The Word. Lasciò casa una settimana dopo e si trasferì in una nuova casa con Patsy Kensit.

Ti dico cosa penso di  Liam e questa è solo un'opinione. Lui sarebbe in disaccordo in modo fottutamente aggressivo. Fu giustamente messo lassù come questa fottuta rock star, ma non scriveva una nota, neanche una parola. Dalla mia prospettiva non so quanto mi sentissi a mio agio con la mania che ci circondava, e con il fatto che in cuor mio sapessi che era merito mio se indossavamo quei vestiti. E questa non è una frecciata. Ma quando fai interviste su un album che non hai scritto tu ... so che il fatto che lui fosse soltanto il cantante lo faceva un po' ammattire.
Liam era un cantante fantastico e un fantastico frontman di una band fantastica. Quando era al meglio era il migliore. Penso che tra sé e sé dopo Knebworth Liam abbia pensato: "Ora ce l'hai fatta". Non durò molto, sai.

La fama certe persone le colpisce troppo forte. Io ci prosperavo. La amo. Non sono mai andato fuori strada per diventare famoso e non voglio risollevare una fottuta questione, ma se qualcuno vuole prestarmi il suo superyacht solo perché sono famoso, "grazie mille, amico". Quella parte della fama mi piace e dovresti godertela, cazzo.

Più a lungo durava più forte mi sentivo, perché nessun altro era responsabile del mio successo. Non un produttore, non un cazzo di tizio della A&R [una divisione dell'etichetta discografica che fa da tramite tra gli artisti e l'etichetta, ndr], non uno dei tizi che hanno fatto quei video, perché erano tutti merdosi. Ho scritto io tutte le canzoni, tutti i testi, ho inventato io tutte le parti, ho fatto io tutte le interviste. Mi sentivo a prova di proiettile perché facevo tutto io.

Odio fottutamente le rock star piagnucolose. E odio le pop star che sono proprio ... neh. Il nulla, capisci? "Oh, sì, il mio ultimo selfie ha preso 47mila milioni di mi piace su Instagram". Sì, perché non te ne vai a fanculo e ti droghi, coglione?
La fama non era sprecata su nessuno degli Oasis. Di sicuro non era sprecata su di me o su Liam. E la ricchezza, la notorietà e tutto quello non era sprecata su di noi.
Una volta qualcuno mi ha chiesto: "Di che cosa parla Champagne Supernova?". E io: "A chi cazzo frega di cosa parli?". E lui mi fa: "Be', se l'hai scritta di sicuro saprai di cosa parla, no?". Sul palco, due ore dopo, in Scozia, la suonavo con la chitarra acustica e c'era un ragazzino di 15 anni che si era tolto la maglietta e la cantava con le lacrime agli occhi, e ho pensato: "Ecco di cosa parla".
Traduz. by O.N. - Fine parte quarta. Vedi i precedenti e i successivi post per le altre parti dell'intervista.

Vedi anche: Noel Gallagher racconta la sua infanzia: "Mia madre? Maestra di bestemmie. Mio padre? Inventò la rabbia al volante. Avessi avuto il cellulare non sarei diventato ciò che sono"

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