sabato 7 novembre 2015

Noel Gallagher racconta la sua infanzia: "Mia madre? Maestra di bestemmie. Mio padre? Inventò la rabbia al volante. Avessi avuto il cellulare non sarei diventato ciò che sono"

Nella lunga intervista concessa per il numero di dicembre della rivista Esquire UK, di cui vi abbiamo già parlato in precedenti articoli, Noel Gallagher è tornato anche sulla sua difficile infanzia trascorsa a Manchester, caratterizzata dalla violenza, dal degrado sociale e dall'assenza di una forte figura maschile. Ecco il suo ricco racconto.
Sono nato a Longsight, una zona di Manchester particolarmente malfamata. Negli anni Settanta demolirono la nostra strada per costruire questa cosa moderna chiamata superstore Asda e ci trasferirono in questo posto di nome Burnage, che all'epoca era un sobborgo piuttosto verdeggiante. Ma quando dagli anni Settanta si passò agli anni Ottanta divenne un po' più desolato. C'era un luogo che si chiamava Renold Chains. Produceva catene per le ancore delle navi, fottute cose grandi. Quando chiuse, fu proprio la fine. Nessuno aveva un lavoro. Ora lì non c'è un cazzo. La maggior parte dei negozi sono chiusi con assi di legno.

Mia madre viene da una famiglia di 11 figli. Direi che è la settima degli undici che si trasferirono tutti da Manchester all'Irlanda, e si sono riuniti in un'area di cinque miglia quadre. E nessuno di loro si è trasferito altrove. A qualcuno hanno sparato in faccia fuori dalla casa di mia madre circa quattro mesi fa. Lei non fa una piega di fronte alla violenza. Ama quel posto.

Duro lavoro e modo di esprimersi fottutamente sboccato, ecco cosa ho ereditato da mia madre. Ha insegnato agli anni Novanta come bestemmiare. E qual è la parola, stoicismo? Sì, lei era irriducibile. A lei non fregava un cazzo.

Ricordo che una volta, quando ero bambino, il sacerdote del posto venne a casa nostra perché lei non ci portava a messa da secoli. Lei lo trattò in malo modo in casa. Parole del tipo: "Che ha mai fatto la chiesa per me? Io conduco la mia vita. Questi ragazzi possono andare in chiesa se vogliono". Andare nella fottuta chiesa? Cazzo, stai scherzando, amico.

Da mio padre ho ereditato l'amore per il Man City, grazie al fottuto Dio, anche se gliel'ho rimproverato fino a circa otto anni fa. E lui faceva il DJ nei social club irlandesi del posto, quindi aveva una grande collezione di vinili. A dire il vero, ciò che ho preso da lui è la mia fottuta devozione totale per i Best Of… Perché era questo tutto ciò che lui aveva: Il Meglio dei Drifters, Il Meglio di Questo, Il Meglio di Quell'altro.

Il mio paparino ha inventato la rabbia al volante. Quando uscì la nuova Ford Sierra era una cosa grandiosa. Ricordo che dal finestrino chiamò un tizio che era in strada "fottuto bastardo con la faccia da Sierra!". Questa è poesia, amico.
Io sono il figlio mezzano. Conosco un po' di persone che sono figli mezzani e sono in ottimi rapporti con loro. Hanno tipo un atteggiamento rilassato. Credo che ci sia qualcosa di particolare nell'essere quel tipo di figlio. Io ero molto solitario da bambino e quella è una cosa che mi è rimasta. Non ho affatto bisogno di un sacco di persone.

Mio fratello Paul? Penso che per lui debba essere stato strano, ma posso solo supporlo. Se la cava. Fa il DJ. Quando sono in tour o quando Liam è in tour viene con noi a suonare in ogni città e gli consentiamo di mettere il logo della band sui suoi volantini. Mi segue in tutta Europa. Una cosa, però, va detta: non ha perfezionato l'arte di prendersi un respiro tra una frase e l'altra, per cui le frasi possono andare avanti per fottute ore, sino al punto che non so neanche cosa stia dicendo, sta solo dicendo un mucchio di fottute stronzate. Paul ti dirà che canta meglio di me e di Liam. Fanne ciò che vuoi. Ma è un bravo ragazzo.

Me la rido quanto sento la gente che si lamenta della sua infanzia. Di solito sono persone della classe media. Penso: "La mia è stata peggiore". La mia infanzia l'ho trascorsa avvolto nella violenza e nell'ubriachezza e non c'erano soldi. E ciononostante non andavamo in giro a rapinare fottutamente la gente. Rubavamo delle cose, non rapinavamo la gente.

È assurdo dire che sei della classe operaia quando il tuo cortile è più grande della fottuta strada in cui sei cresciuto. Ma è una cosa che c'è sempre. Se mi sento della classe operaia? In cuor mio penso di sì.

Se fossi qui a dover fare i sacrifici a quasi cinquant'anni, penserei di essere stato ingannato dalla società. Ma essere disoccupato non mi turbava. Era così e basta. Non direi che la cultura della disoccupazione negli anni Ottanta fosse figa, ma tutti i miei amici erano disoccupati e lo erano anche tutti i padri dei miei amici. E da quella cultura della disoccupazione degli anni Ottanta venne fuori quello che fu chiamato Britpop.

È una cosa buona che non abbia avuto il telefono cellulare quando ero disoccupato a 17 anni. Adesso non sarei seduto qui, te l'assicuro, cazzo. Avrei trascorso tutta la giornata a guardare i Beatles su YouTube, a sballarmi, pensando: "Questa è la cosa più grande di tutti i tempi". Oggigiorno persino le persone che hanno il sussidio di disoccupazione hanno gli iPhone 6 e i fottuti iPad e le TV a schermo piatto e tutte quelle merdate. E queste persone in fila per la distribuzione dei viveri? Che cazzo, amico? Noi non avevamo nulla da fare, così lo abbiamo dovuto inventare.

Non potevamo permetterci un tappeto ed era imbarazzante quando portavi a casa le ragazze. "Oh, non hai il tappeto?". E ricordo di essere arrivato a Londra per la prima volta e come fosse uno status symbol per le persone non avere il tappeto sul pavimento. E sono dovuto tornare indietro per dirglielo a mia madre: "Sai che a Londra non hanno i tappeti sul pavimento? Ciò che hanno fatto è stato lucidare l'asse del pavimento".
"Davvero? Perché non hanno i tappeti?"
"Porca troia, sono cockney. Come faccio a saperlo? Fottuti pazzi". Ancora oggi mi fa ridere.

Ti dirò che forse avevo 12 o 13 anni. Mi tenevano chiuso in casa in castigo molte volte perché marinavo sempre la scuola e mi scoprivano a fumare e sniffare fottutamente colla e tutta la roba tipica degli anni Settanta e Ottanta. E c'era questa chitarra dietro la porta posteriore, nessuno sa come fosse finita lì. Ero solito suonare una corda e poi tipo tutto è partito da lì. Non fu una cosa istantanea e non sono mai stato in piedi davanti allo specchio con in mano una racchetta da tennis. Non avrei mai pensato di diventare una rock star. Era solo qualcosa da fare mentre aspettavo che questi due deficienti di genitori al piano di sotto si intenerissero e mi concedessero di uscire per prendere un po' di funghi. 
trad.: oasisnotizie

Fonte: Esquire UK. Seguiranno altri stralci tradotti della lunga intervista.


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venerdì 6 novembre 2015

Noel Gallagher: "I Radiohead? Non li ascolta più nessuno, ma se Thom Yorke cacasse in una lampadina sarebbe elogiato dalla critica"

Dalle pagine di Esquire UK, che gli ha dedicato la copertina del numero di dicembre, Noel Gallagher ha raccontato vari aneddoti sulla sua carriera e con la sua consueta lingua tagliente non ha risparmiato neanche i Radiohead. Ecco alcune delle sue parole.
Se sono consapevole della gerarchia delle band britanniche? Sono consapevole del fatto che i Radiohead non hanno mai ricevuto una fottuta recensione negativa. Ritengo che se Thom Yorke cacasse fottutamente in una lampadina e cominciasse a soffiarci dentro come si fa con una bottiglia di birra vuota forse riceverebbe 9 stelle su 10 dalla fottuta rivista Mojo. Ne sono consapevole.
Ricordo di aver scritto Don't Look Back in Anger a Parigi in una serata piovosa. Avevamo appena suonato in uno strip club. Finita la nostra esibizione, arrivarono le spogliarelliste. Non eravamo nulla, eravamo una piccola band insignificante. E ricordo che tornai nella mia stanza di hotel e la scrissi, e pensai: "Sarà abbastanza bella quando la registreremo". Se quella sera avessi saputo quello che so ora, cioè che la gente la fa suonare ai fottuti funerali e ai matrimoni, non avrei mai completato quella canzone. Troppa pressione. Tecnicamente ci sono cantautori migliori di me. Quelli che scrivono sul Guardian ti diranno questo, però ci sono canzoni di altri artisti che abbiano veramente influenzato una generazione? I Radiohead? Quando li ascolta la gente? Quando esce o quando torna a casa? Perché fatico a immaginarmelo.

Nelle mie canzoni c'è una certa gioia quando si abbinano bene con le sbronze.
Guarda, appena Thom Yorke scrive una canzone  bella come la fottuta Mony Mony fateci un cazzo di fischio. Io e mia moglie eravamo al Festival di Coachella un paio d'anni fa e i Radiohead erano headliner. Abbiamo fatto: "Bene, diamo loro un'altra possibilità. Andiamo a vederli". Giornata bellissima e soleggiata. Appena loro uscirono ci incamminammo tra la folla e suonavano questa roba post-techno: "de-de de de". Eravamo un po' ebbri. Fottutamente fantastico. E poi lui ha iniziato a cantare. No. Non fa per noi. Noi siamo gente da party.

Non scriverò mai una canzone che sia in sintonia con la gente tanto quanto lo è Don't Look Back in Anger, ma questo non mi impedisce di tendere verso il meglio ogni mattina. Penso che ci siano canzoni fantastiche che non sono state ancora scritte. E penso ancora, quando mi metto lì seduto per ultimare quella canzone, che me ne uscirò con quel verso che trasforma una canzone bella in una canzone fantastica. Ritengo che sia così per ogni scrittore. Non che io consideri me stesso "uno scrittore", perché quelli là sono i fottuti stronzi più noiosi del mondo, ma come scrittore, come autore di sicuro pensi sempre che la tua opera migliore sia sempre davanti a te, anche se ho abbastanza consapevolezza di me stesso da rendermi conto che probabilmente è fottutamente dietro di me.
Fonte: esquire.co.uk

Seguiranno le altre parti dell'intervista, stay tuned.

Vedi anche: Noel Gallagher al vetriolo: "One Direction succhiacazzi, Styles non ha nulla da dire, come tutte le rock star di oggi"

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giovedì 5 novembre 2015

Noel Gallagher al vetriolo: "One Direction succhiacazzi, Styles non ha nulla da dire, come tutte le rock star di oggi"

Noel Gallagher contro tutti, ennesima puntata. Questa volta l'ex chitarrista degli Oasis ha lanciato i suoi strali contro i colleghi e la musica moderna dalle pagine di Esquire UK, che lo mette in copertina sul numero di dicembre. Ecco alcune delle sue dichiarazioni al vetriolo.
Ve lo dico io cosa c'è che non va: la fama è sprecata su questi stronzi di oggi. A parte Kanye West. Lo vedi agli MTV Music Awards e pensi: cazzo, tu puoi starci, tu sei a posto. A qualcuno frega un cazzo di cosa fanno tutte queste pop star contemporanee? A chi cazzo frega di cosa cazzo fanno gli One Direction? Succhiacazzi, finiranno tutti in riabilitazione prima di compiere trent'anni.
A chi cazzo frega di cosa faccia Ellie Goulding? Davvero? Adele, che? Mi fotte la cazzo di mente! Mi fotte il cazzo di cervello! Non importa a nessuno! La fama è sprecata su di loro, con i loro cazzo di in-ear monitor e le sigarette elettroniche. E i loro profumi che stanno facendo uscire per Natale. Cazzo di coglioni!

Il mio profumo? Oh, sta per arrivare, sta per uscire. Si chiama Straccio per l'alluce. E il contenitore sarà un enorme alluce.

Ormai non ci sono più persone rock 'n' roll. Oggi ciò che la gente pensa sia rock 'n' roll è il fatto di poter comprare da Topman la maglietta del tour del 1972 dei Rolling Stones. Questa nuova generazione di rock star ha un look fantastico: Alex Turner, Miles Kane, i tizi dei Royal Blood. Hanno i fottuti jeans attillati e gli stivali, e hanno tutti quell'eyeliner. Ho un gatto che è più rock 'n' roll di tutti loro messi insieme. I piccioni? Quella cazzo di testa gliela staccano!

Torno a dire questo: la fama è fottutamente sprecata su queste persone. Questa nuova generazione di rock star ... quando mai hanno detto qualcosa che vi ha fatto ridere? Quando mai hanno detto qualcosa di memorabile?
La gente dice: "Sono interessanti". Interessanti! Questa è una parola che è invalsa nell'uso nel mondo della musica. "Sì, amico. Hai sentito il nuovo disco di Skrillex?". "No". "Sì, amico. È proprio interessante". Io non voglio il cazzo di interessante! Il rock 'n' roll non è quella roba. Per me è essere dei completi imbecilli del cazzo, proprio dei fottuti svitati. Be', non proprio svitati, ma quello che voglio io, onestamente, è qualcuno con una fottuta tossicodipendenza che non sia Pete Doherty. Capisci cosa intendo?

Oggi le case discografiche possono vendere un miliardo di download di Ed Sheeran domani mattina. Nei loro uffici non vogliono qualcuno come Ian Brown, o Liam o Bobby Gillespie o Richard Ashcroft o me. Vogliono professionisti. Ecco cosa è diventato oggi.

Ti garantisco questo, cazzo: gli Stone Roses non hanno mai menzionato la parola "carriera" in nessuno degli incontri che tenevano come band. Mai. Né i Primal Scream, né i Verve. Gli Oasis di sicuro non l'hanno mai menzionata. Scommetto che oggi è molto menzionata dai manager e dagli agenti: "Non fare così, nuoce alla tua carriera". "Cosa? Vaffanculo!". Come quando andammo ai Brits e vincemmo tutti quei premi e non suonammo. Il capo dei Brits ci disse: "Questa cosa vi rovinerà la carriera". Fanculo, wow. Io dissi al tizio: "Sai quanto sto fatto? Sai chi mi rovinerà la carriera? Io, non tu. Testa di cazzo. Altro champagne. Fanculo".

Dieci anni fa lo dicevo che noi saremmo stati gli ultimi. Semplicemente lo sentivo. Sentivo la storia dei poveri ragazzi riscattatisi, che veniva narrata di nuovo, da Elvis ai Beatles (e non menzioniamo gli Stone Roses perchè erano ragazzi eleganti) ai Sex Pistols agli Smiths agli Stone Roses. Sentivo che all'epoca eravamo alla fine. E i fatti mi hanno dato ragione. E questo non mi piace. Cioè mi piace che i fatti mi diano ragione, ma non in questo caso.

Questa cosa me la dicono tutti i cazzo di ragazzetti brufolosi con le chitarre, tutte le volte: "Oh, è proprio difficile. Tutti dicono sempre che non ci sono grandi band, ma ci sono". Il mio ragionamento è questo: mi state fottutamente dicendo che qualcuno là fuori, non scoperto da nessuna industria discografica, è la più grande band del mondo? Con la quantità di esposizione che puoi ottenere cliccando sul tuo telefono? Fanculo.

Il rock 'n' roll è tutto libertà e onestà. Libertà di pensiero, libertà di espressione. Hai il dovere di essere onesto.

Qualcuno mi ha detto: "Sei stato da Saint Laurent di recente". Ci sono stato, a proposito. E io ho risposto: "No, perché?". "Oh, dovresti andarci, la loro nuova collezione è davvero rock 'n' roll". E io ho fatto: "Sai almeno cosa significa? Intendi dire che sono abiti che indosserebbero le rock star?". "Be', sì". "Be', sai, è proprio ...". "Be', io sono una rock star. E sto indossando questi cazzo di vestiti".

Harry Styles non ha nulla da dire, nulla. "Tutto bene, amico?". "Uhhh". E basta.

Non è una coincidenza che tutte le persone famose negli anni Novanta siano rimaste tali. Per tutta l'estate sono stato a vari festival. Ognuno di questi festival aveva come attrazione principale qualcuno famoso negli anni Novanta. Ecco perché Kate Moss trascende le epoche. Nessuno ha preso il suo posto.

Sono tutti lì per farsi elogiare dal Guardian. E questo è l'atteggiamento sbagliato. So di gente che vive per le recensioni che riceve da loro. Una volta ho chiesto a qualcuno come stesse andando il suo nuovo album e mi ha risposto: "In modo fottutamente fantastico. Ho ricevuto solo una recensione negativa". A chi cazzo frega? "Solo una recensione negativa". Porca troia, davvero? Merda, Gesù. Ecco la seconda.

Non vorrai mica dirmi che, sul serio, qualcuno ascolterà i Foals tra 12 anni. Qualcuno implorerà fottutamente gli Hot Chip di fare la reunion tra 22 anni? Credo proprio di no, cazzo.
Fonte: esquire.co.uk

Seguiranno le altre parti dell'intervista, stay tuned.

Vedi anche: Video sottotitolato: Lunga videochat con Noel Gallagher. Da Cameron a Liam, da Taylor Swift ai Blur, dagli U2 a Spotify, dagli One Direction ai tipi di fan incontrati

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lunedì 2 novembre 2015

In arrivo un documentario sugli Oasis con "inedito materiale video d'archivio"

James Gay-Rees della casa di produzione On The Corner e il regista Asif Kapadia faranno presto seguire a Amy, il film sulla vita di Amy Winehouse, un nuovo documentario che racconterà l'ascesa degli Oasis dagli esordi a Manchester al successo internazionale. Lo riporta oggi il sito della rivista NME

A quanto riportano fonti della produzione, il team ha avuto accesso a "materiale video d'archivio mai visto sinora". Kapadia sarà il direttore esecutivo del documentario sugli Oasis, mentre Mat Whitecross ne sarà il regista. Whitecross ha già diretto numerosi video dei Coldplay e Spike Island, il docufilm del 2012 sullo storico concerto degli Stone Roses a Spike Island. 

Screen Daily scrive che la Independent Film Sales lancerà il documentario nel corso dell'annuale American Film Market AFM, evento che si svolgerà a Santa Monica, in California, dal 4 all'11 novembre. 

Andrew Orr, managing director della Independent, ha dichiarato: "Gli Oasis sono senza dubbio una delle band classiche del British rock, hanno venduto oltre 70 milioni di copie in tutto il mondo e hanno definito il sound di un'intera epoca. Il cuore pulsante della band erano Liam e Noel Gallagher, due delle più fulgide stelle del rock 'n' roll che questo paese abbia prodotto. Lo stile e la sensibilità di Mat faranno da perfetto complemento a questo racconto dell'ascesa di una delle più grandi rock 'n' roll band". 

Di recente Amy è schizzato al secondo posto dei documentari che hanno incassato di più nel Regno Unito, facendo registrare guadagni per 3,44 millioni di sterline.

Il Guardian ha scritto che Liam e Noel hanno dato il proprio assenso a comparire nel documentario, per il quale saranno intervistati. 




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domenica 1 novembre 2015

VIDEO - Noel Gallagher: "Nuovo album? Dopo aprile. Io e Liam odiavamo gli abbracci di gruppo pre-esibizione. Bisogna dare solo il 75% sul palco ..."

Sabato 24 ottobre Noel Gallagher è stato ospite di Soccer AM su Sky Sport UK, regalando siparietti e commenti divertenti su vari argomenti.

In studio, oltre all'ex Oasis, c'era anche l'ex leggenda del Manchester United Peter Schmeichel, che, dopo aver vinto molti trofei con i Red Devils e giocato con Sporting Lisbona e Aston Villa, chiuse la carriera nel Manchester City alla soglia dei 40 anni.

"È un peccato che Peter non sia venuto a giocare con noi nei suoi anni migliori. Ci siamo già incontrati. Una volta ci incontrammo ad Upton Park quando suo figlio giocava per un club come si deve", ha detto Noel, alludendo al Manchester City, nelle cui file il figlio di Peter, il 29enne Kasper, attuale portiere del Leicester City, militò alcuni anni fa.

Nell'intervista Noel ha confermato di non amare i set dei video musicali. "Li detesto, li odio, non li sopporto. In tutti quei video che avete appena mostrato si vede come io sia furioso. È un male necessario, ma non lo sopporto. Si portano via tutto il giorno e di solito i registi sono piuttosto presuntuosi. Quelli che giriamo all'aperto sono i peggiori. Quello per Ballad of the Mighty I, poi, lo girammo a novembre e fuori si gelava. Non riesco a gestirli, non sono nato per stare di fronte alla telecamera".

Noel non ama neanche i social network. "Non sono su Twitter, la vita è troppo breve per quelle cose, ma è il modo in cui ci si connette con i giovani, chiunque essi siano". 

Twitter ha contribuito a togliere quel bel velo di mistero che prima avvolgeva l'industria musicale? "Certamente", risponde il cantautore. "Quando gli Oasis erano agli esordi, se avevi sentito parlare di noi e volevi sentirci dovevi venire a vederci, no? Ora è molto facile picchiettare il nome sul computer, andare su YouTube e farsi istantaneamente un'opinione sulla band in trenta secondi, mentre allora, quando tutti noi eravamo giovani, dovevi trovarti lì, no?".
 
Sul nuovo album in studio degli Stone Roses Noel ha rivelato: "Sì, so esattamente cosa sta succedendo: loro sono in fiore".

L'artista ha poi rivelato come il suo nuovo album, che farà seguito a Chasing Yesterday, non sarà completato prima della fine del tour che lo sta attualmente impegnando, la cui chiusura è fissata per il prossimo mese di aprile. "Fino ad allora il mio magic trick non sarà pronto, quindi tirerò fuori solo la vecchia roba", ha detto Noel, che l'anno prossimo suonerà il 12 aprile a Vienna, il 14 a Colonia e il 15 a Monaco di Baviera.

"Se mi diverto ancora ad andare in tour? Sì, lo amo, è la parte migliore", ha aggiunto il chitarrista. "Se mi tiene fuori di casa? Sì, dai bambini quando non sono a scuola. Mi piace tanto quanto mi piaceva quando ci andavo con gli Oasis. Non direi che mi piace di più. Allora era fantastico perché era una band famosa, grande, enorme, e il caos era eccezionale. Ora è una cosa più contenuta, ma mi piace".

Alla domanda se in tour ha dei rituali prima di salire sul palco, Noel ha risposto in modo netto e ha confermato la fama di "duri" degli Oasis. "No, non ho rituali. Con gli Oasis vedevamo che le band che suonavano prima di noi aprendo i nostri concerti facevano piccoli abbracci in cerchio o si davano il cinque prima di salire sul palco. Questa cosa ci disgustava. Sai, si tratta di finire il drink, fumare una sigaretta, salire sul palco, fare le cose in fretta e tornare in camerino, no?". Poi ha spiegato: "Devi dare il 75% quando sali sul palco ... Sai ... bisogna lasciare qualcosa per l'after show, no?", ha spiegato tra le risate del pubblico.

Ecco il parere di Noel sul City di Pellegrini. "Credo che Pellegrini stia facendo bene, ma sarà per quello che farà in Europa che sarà giudicato. L'altra sera giocavamo in Champions League contro i vincitori dell'Europa League, il Siviglia. Li ha affrontati con il 4-4-2 e io ho pensato che ancora non ha imparato nulla. In termini di Premier League, però, credo abbia fatto straordinariamente bene e non gli si rende abbastanza merito. In Champions League però ha onestamente molto da imparare. L'anno prossimo saranno disponibili Ancelotti, ... Klopp lo sarebbe stato prima di impazzire e di firmare per il Liverpool ... dicono Guardiola".

Sui recenti fatti avvenuti all'Etihad Stadium durante i match europei Noel ha detto: "Cosa vogliono fare? Mettere degli steward durante le partite per impedire che i tifosi del City fischino l'inno della Champions League? Se avessimo potuto pensare che la UEFA si sarebbe coperta ancor di più di ridicolo, ecco che se ne sono usciti con questa cosa. E pensi: chissà cosa ci sarà dopo a questo punto ... Penso che a questo punto i tifosi fischieranno ancor più spesso forse. Cosa fischio? Io fischio il testo dell'inno della Champions League. Sembra dica: 'Lasagneee'. Il testo è orribile".

Di fronte alla possibilità che Ryan Giggs alleni gli odiati rivali del Manchester United, Noel sorride e dice: "Giggs al Manchester United? Spero di sì, sarebbe incredibile".

Noel ha anche raccontato come guarda le partite: "Se le guardo in piedi? Sì, in cucina, specialmente per i derby. Da quel punto di vista i derby non li amo: sono troppo stressanti. Se passeggio nervosamente? Sì. A volte il gatto mi fissa e forse pensa: 'Mi sta portando dei Dreamies (cibo per gatti, ndr) o cosa? ' ... Le guardo da solo. Odio la gente che parla mentre guarda le partite. Ho un amico con cui a volte vado allo stadio. Non mi dice una parola per tutto il giorno, poi appena inizia la partita inizia a parlarmi ...".

A Noel hanno fatto vedere un filmato in cui l'ex capitano del Manchester United Gary Neville si esibisce in concerto con i Charlatans suonando la chitarra acustica. Questo il severo giudizio del 48enne: "Tanto per cominciare quella chitarra è una porcheria. Non so che marca sia, forse Yamaha o una cosa simile. Fa schifo. Quanto all'abilità ... come chitarrista fa dei commenti calcistici eccezionali. E quanto a presenza scenica direi che ne ha meno del cantante. Davvero quello con la chioma bionda è Tim Burgess? È diventato Lady Gaga".

Alla fine Noel si è prestato ad un giochino in cui era stato nominato "allenatore dei tifosi dell'Everton". "Sei felice in questo ruolo?". "No". "Vorresti augurare buon compleanno a Wayne Rooney?". "No".

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