Liam Gallagher sta lavorando al nuovo disco e a tal proposito ci sono delle importanti novità. Rispondendo a un fan che su Twitter gli ha chiesto notizie in merito, l’ex voce degli Oasis ha detto: “Il nuovo album uscirà il prossimo anno ma entro la fine del 2020 vi donerò una canzone per rallegrarvi”.
Per il terzo album solista del musicista, dunque, bisognerà attendere ancora un po’, ma a breve dovrebbe dunque uscire un nuovo singolo. Dopo lo scioglimento degli Oasis, Liam ha pubblicato un primo album solista, As You Were, nel 2017; a settembre scorso, invece, il cantante ha pubblicato il suo secondo lavoro, intitolato Why Me? Why Not, riscuotendo un discreto successo.
Sempre su Twitter, un altro fan ha chiesto all’artista se è più
entusiasta per il nuovo album o per essere stato ingaggiato come headliner per il Festival di Reading e Leeds nel 2021: “Sono entusiasta per entrambi – ha risposto Liam - Reading e Leeds l’anno prossimo sarà qualcosa di grandioso, andiamo, lo sapete”.
Il celebre Festival quest’anno è stato cancellato a causa della pandemia e proprio in questi giorni sono stati annunciati gli artisti dell’edizione del prossimo anno, tra i quali, appunto, ci sarà anche Liam Gallagher. Nel frattempo, il cantante ha dichiarato che i concerti gratuiti a Londra riservati ai lavoratori degli ospedali inglesi sono confermati, ma non si terranno più a ottobre, come annunciato ad aprile, bensì a maggio del prossimo anno.
Source: virginradio.it
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L'ossessione di Liam Gallagher per John Lennon è cosa nota. L'ex frontman degli Oasis non ha mai nascosto la sua grande passione per i Beatles e in particolare per Lennon che, più degli altri Fab Four, ha sempre visto come una guida e un modello da seguire a volte, forse, anche in maniera abbastanza eccessiva.
Questo, almeno, è ciò che gli ha fatto notare Yoko Ono quando i due si sono visti nel 1999 a New York. Il rocker inglese ex frontman degli Oasis ha raccontato al Daily Mirror dell'incontro avvenuto con la vedova Lennon nella Grande Mela sul finire degli anni '90, quando gli Oasis erano reduci dalle follie del periodo di Be Here Now, album uscito il 21 agosto 1997.
In particolare Liam ha raccontato della reazione di Yoko Ono nello scoprire il nome del figlio avuto dal minore dei fratelli Gallagher con Patsy Kensit proprio nel settembre di quell'anno. Il secondogenito del rocker di Manchester, che ora fa il modello, ha infatti un peso da portare sulle spalle non solo per quanto riguarda il cognome ma anche per il nome di battesimo che è Lennon, proprio come l'idolo di papà.
"Yoko mi disse, 'Ho sentito che hai chiamato tuo figlio Lennon' e le rispondo 'Sì' e lei 'Perché lo hai fatto? Non pensi che sia un nome un po'stupido da dargli?' - ha rivelato Liam - "Le ho detto No, è un po' stupido chiamarsi Yoko, non credi? Che Lennon sia".
La preoccupazione di Yoko, considerato che oltre a John Lennon di Lennon veri che hanno subito il peso di un cognome così pesante ne esistono già due, i figli Sean e Julian, era tutta per il neonato: "Mi chiese 'Non pensi che sarà preso in giro a scuola?' e io le dissi 'Nah, non accadrà, farà scalpore con quel nome".
Liam ha poi continuando parlando di come andò l'incontro con Yoko che fece gli onori di casa "Preparò una bella taza di tè e mi chiese se volessi suonare il pianoforte e le risposi di no, che stavo bene così, poi ci fece fare un giro dell'appartamento. C'erano un sacco di foto intorno al pianoforte e le dissi che una mi piaceva particolarmente, era cool, con questi occhiali da sole, e mi rispose che era anche la preferita da John".
Ovviamente non poteva mancare l'aneddoto riguardante il fratello Noel, che, a quanto pare, si rifiutò di indossare un fiore donato loro da Yoko in occasione dello show al Madison Square Garden nel 2005. Lo stesso fiore indossato in quel palazzetto da Lennon quando si esibì con Elton John nel 1974: "Ne aveva due, uno per me e uno per Noel, quindi vado e gli dico che è quello è da parte di Yoko e lui urlò 'Non indosserò un cazzo di fiore!' e lo lanciò via".
Source: Radio Freccia
Clicca qui per saperne di più sull'incontro tra Liam e Yoko.
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Come confermato dalla dirigenza della società calcistica di Barcellona all’agenzia Associated Press, il fuoriclasse argentino Lionel Messi ha chiesto al club catalano di essere ceduto entro l’inizio della nuova stagione.
Sull’addio al Barça di Messi - che per lasciare la società, riportano diverse testate specializzate come La Gazzetta dello Sport, “si avvarrebbe della clausola che gli consente la rescissione unilaterale del contratto al termine di ogni stagione, in questo caso prima che inizi l'annata 2020-21” - l’ex Oasis Liam Gallagher non si è tirato indietro dall’esprimere un proprio pensiero.
Liam ha comunicato, attraverso un post pubblicato su Twitter, una fantasia sul futuro calcistico del 33enne argentino. Questo il tweet el cantautore:
“Il Messia è sulla strada per il Manchester City Football Club. Andiamo, lo sapete”.
Nelle ultime settimane le squadre a cui è stato più spesso accostato il nome di Lionel Messi sono Manchester City, Manchester United, Paris Saint-Germain e Inter. Del City Liam e Noel Gallagher sono notoriamente accesi tifosi.
Source: Rockol
Proprio dieci anni fa di questi tempi sulla stampa si parlò della passione di Messi per gli Oasis. Leggi qui.
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Da che parte stai, tifi
per gli Oasis o per i Blur? La domanda diventò il vero tormentone
dell'estate del 1995, un'isteria collettiva che continuò per alcuni anni
creata ad arte da tv e giornali musicali per stabilire a chi, tra la
band dei fratelli Gallagher e la band di Damon Albarn e Graham Coxon,
spettasse il titolo di principi del Britpop. Era dai primi anni sessanta, dai tempi cioè della sfida tra i Beatles e i Rolling Stones,
che l'industria discografica inglese non aveva la possibilità di un
forte dualismo capace di attirare l'attenzione del pubblico del rock.
Con le loro intemperanze e con gli atteggiamenti strafottenti, ma anche
con alcune scaramucce create ad arte, le due band rivali di Manchester e
Londra si prestavano alla perfezione per quella che molti ancora
considerano soltanto una gigantesca operazione di marketing.
Sia come sia, i Blur decisero che la data di pubblicazione del nuovo
singolo Country House coincidesse con quella dell'uscita di Roll With
It degli Oasis. È così che il 14 agosto di 25 anni fa iniziò
ufficialmente la sfida. Una contesa che i media cavalcarono all'istante
sottolineando le caratteristiche degli sfidanti, soprattutto dal punto
vista sociologico, più che musicale: da una parte la working class rude e
provocatoria dei ragazzi venuti dal nordest industrializzato e operaio,
dall'altra gli hipster freschi di università, arroganti e presuntuosi,
figli della grande Londra.
I Blur, la cui storia era
iniziata nel 1988, in quel periodo godevano ancora del successo
ottenuto con l'album uscito l'anno precedente, Parklife, mentre dopo
il debutto stellare con Definitely Maybe gli Oasis si apprestavano a
confermare la loro influenza sul britpop grazie al secondo album che non
avrebbe tradito le attese, (What's the Story) Morning Glory?.
Tra le due band c'era rispetto, ma Albarn presto comincerà a mal
sopportare certe intemperanze: "Mi sentivo come a scuola, come quando
dovevi contrastare certi bulli".
L'NME del 12 agosto 1995
Nell'aprile del 1995 gli Oasis avevano raggiunto la vetta della classifica con Some Might Say
e succede qualcosa che compromette il rapporto tra le due band. Albarn
si era presentato al party di festeggiamento del gruppo di Manchester:
"Volevo fargli i miei complimenti" ha raccontato il cantante dei Blur,
"ma vedo arrivarmi incontro Liam che con i suoi modi mi fa: 'Eccoti un
fottuto numero uno', me lo urla proprio in faccia. E' a quel punto che
mi sono detto: "Ok, allora, staremo a vedere”. Di lì la decisione di
sfidare gli Oasis uscendo con il prossimo singolo nello stesso giorno.
Il 12 agosto, due giorni prima dell'uscita contemporanea dei brani, il
settimanale musicale NME titola: "British heavyweight championship. The big chart showdown" ("Il campionato britannico dei pesi massimi. Il grande scontro in classifica"), puntando
l'attenzione su una battaglia che verrà presto ripresa anche dai media
generalisti. Per la cronaca, in quell'occasione la spuntarono i Blur, la
loro Country House vendette nel Regno Unito 274 mila copie mentre Roll With It
si fermò a 216 mila, ma qualcuno sottolineò come il disco dei Blur non
fosse un semplice singolo piuttosto un ep che conteneva anche alcune
tracce dal vivo, e che questo poteva averli favoriti.
Negli anni, la rottura tra i fratelli Gallagher con il conseguente
scioglimento degli Oasis ha molto allentato la tensione tra Noel e Damon
Albarn, i due si sono spesso ritrovati sul palco a suonare insieme,
ultimamente poi Albarn ha stupito tutti dicendo in un'intervista: "I
migliori tra noi? Erano sicuramente gli Oasis. Per tanti anni con Noel
ci siamo evitati, poi quattro anni fa, non so bene perché, in un bar
invece di evitarci abbiamo cominciato a parlare e abbiamo scoperto che
avevamo molte più cose in comune di tanta altra gente. Tutte cose che
hanno a che fare con l'aver vissuto esperienze simili negli anni novanta”.
Source: repubblica.it
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Noel Gallagher, ex chitarrista e cantautore degli Oasis, starebbe pensando di produrre un album di cover interpretando alcuni classici dei The Smiths e Burt Bacharach.
La notizia è stata riportata nella rubrica "Wired" del tabloid inglese Daily Star. Secondo il quotidiano, Noel avrebbe espresso il desiderio di realizzare questo progetto ora che avrà uno studio tutto suo dove poter trascorrere tutto il tempo che desidera.
«Non c'è motivo per me di non buttare giù una vecchia cover tra le 6 e le 7 di sera», ha detto, aggiungendo: «Farei del bene a "This Guy's In Love With You" di Burt Bacharach, "There Is A Light That Never Goes Out" degli Smiths e a qualche brano di una band di Liverpool chiamata Shack».
In effetti questa potrebbe anche rivelarsi una buona occasione per Noel di produrre qualche nuovo brano, visto che nel recente podcast "Funny How" di Matt Morgan non ha esitato a dichiarare: «Se non dovessi mai più scrivere un'altra fottuta canzone sarei comunque soddisfatto di quello che ho fatto, non me ne frega un ca**o!».
Secondo Noel, infatti, un musicista deve dare il meglio di sé nella prima parte della sua carriera, quando è nel pieno dell'energia: quelli sono gli anni migliori e più importanti.
Source: Virgin Radio Italia
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