lunedì 8 giugno 2020

Noel Gallagher: "Nel 2005 fermai il concerto di Manchester, Liam non capiva", ma in realtà fu Liam a fermare il concerto ...

Nel corso di una nuova puntata del podcast Funny How? con l'amico Matt Morgan, Noel Gallagher è tornato sull'episodio avvenuto a uno dei tre concerti degli Oasis al City of Manchester Stadium del 2005, quello del 2 luglio, che fu interrotto dopo la prima canzone, Turn up the sun, per via di problemi di sicurezza. Il tutto è documentato sul DVD di Lord don't slow me down, pubblicato due anni dopo insieme all'omonimo documentario.

"Abbiamo dovuto fermare il concerto dopo metà canzone perché la barriera davanti al palco si era rotta. C'era una grande spinta verso il palco e non c'era una barriera secondaria. Ho dovuto fermare il concerto e ho dovuto provare a spiegare a Liam perché stessi fermando il concerto perché lui non aveva la più pallida idea di cosa stesse succedendo. La guardia di sicurezza mi ha detto di 'interrompere il cazzo di concerto' e io: 'Cosa? OK, capisco'. Ho dovuto andare lì davanti a metà canzone e fermare la band, e Liam pensava che io stessi fermando la band ... Abbiamo finito per litigare dannatamente sul palco ... una cosa del tipo: porca troia, amico!".

In realtà, come si nota nel video del live di Manchester, fu Liam il primo ad accorgersi dei problemi in prima fila. Ricevuto dalla security l'invito a interrompere il concerto, fece cenno a Noel di smettere di suonare e poi i due Gallagher comunicarono al pubblico l'interruzione tramite il microfono.

Al ritorno, Noel disse ancora al pubblico (fonte: NME): "Bene, mi dicono che la barriera qui davanti si è rotta, quindi se tutti voi potete fare uno o due passi indietro ricominceremo a suonare. Altrimenti non possiamo continuare lo show. Se qualcuno, però, si fa male, si assicuri di acquistare una cazzo di maglietta (degli Oasis dalla bancarella del merchandising, ndr) lungo via del ritorno".

L'interruzione durò 25 minuti, dopodiché la band riprese rieseguendo da capo Turn up the sun e portò avanti il concerto in modo regolare.

Ascolta qui sotto le parole di Noel nel podcast dell'altro ieri con Matt Morgan.


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Noel Gallagher: "Ho l'acufene. Il futuro? Sarebbe bello rivedere Bonehead e Guigsy"

Dell'acufene, disturbo dell'udito, di cui è affetto Noel Gallagher aveva parlato già sette anni or sono (leggi qui). È tornato a farlo due giorni fa nel corso di un'altra chiacchierata con l'amico Matt Morgan per il suo podcast Funny How?.

"Di solito sto di fronte all’amplificatore della chitarra proprio dalla parte dell’orecchio che presenta questo problema. È davvero brutto", ha raccontato il musicista. "L’ho avvertito la prima volta una sera, mentre stavo andando a letto. Avete presente quando andate in bagno e accendete la luce e la ventola si spegne? Quando la spegnete, le ci vuole un po’ per fermarsi. Da quella sera per me quel suono della ventola non è mai cessato".

"Così sono andato dal dottore e ho fatto tutti i test del caso. Se riuscite a crederci, l’acufene è il suono del cervello, perché ciò che riesce a impedirci di sentire il suono del nostro cervello è una sorta di recettore protettivo che abbiamo tutti. Quando si consuma allora iniziamo a sentire il suo del cervello. Il mio, in realtà, non è così grave. Ho chiesto al dottore: 'cosa accadrà adesso?'. Lui mi ha detto: 'Dopo un po’ di tempo ti ci abituerai, il tuo cervello continuerà a percepire questo suono proprio come percepisce il rumore di qualcuno che cammina alle tue spalle. Potrebbe anche cessare e a quel punto non lo sentirai più'.  Quindi adesso non lo sento, tranne quando mi metto ad ascoltarlo, o quando vado a letto eccolo che rispunta. È proprio come un bollitore che fischia".
Il musicista 53enne, dunque, potrebbe decidere di smettere di fare tour perché l’acufene potrebbe creargli qualche difficoltà nel suonare dal vivo, o perché questa patologia potrebbe addirittura peggiorare proprio a causa dei concerti e dell'esposizione al suono degli amplificatori.

Al momento, comunque, Noel non ha detto nulla a riguardo ma in compenso ha parlato degli Oasis, in particolare dei suoi ex compagni di band Paul Arthurs e Paul McGuigan.

"Non vedo Bonehead credo da circa cinque anni", ha detto. "Non ho più visto nessuno di loro. Guigsy, invece, non lo vedo dal giorno in cui se n’è fottutamente andato, nel sud della Francia nel 1998. Sarebbe divertente rivederli". Con questa frase Noel sembra quasi aprire uno spiraglio per una possibile reunion: prima di illudersi, però, bisogna sottolineare che il musicista non ha citato il fratello Liam con il quale, com’è noto, è ai ferri corti ormai da tempo.

Negli ultimi mesi, tra l’altro, è stato proprio Liam a chiedergli ripetutamente di rimettere in piedi la band, ma lui ha sempre rifiutato, spiegando che gli Oasis ormai erano un capitolo chiuso della sua vita e della sua carriera. Con questa sua nuova dichiarazione, però, Noel riaccende le speranze: forse l’acufene potrebbe portarlo alla decisione di non suonare più dal vivo e questo cancellerebbe per sempre l’ipotesi di una reunion con la sua ex band.

Tuttavia l’eventualità di un ritiro dalle scene, almeno per quanto riguarda i live, potrebbe anche portarlo a decidere di realizzare almeno un ultimo concerto con gli Oasis. Il fatto che abbia parlato dei suoi ex compagni esprimendo il desiderio di rivederli potrebbe essere un indizio di questo suo desiderio. A tale scopo, bisognerebbe comunque superare gli attriti con il fratello, impresa tutt’altro che semplice. Queste, in ogni caso, sono purtroppo solo delle ipotesi e per saperne di più bisognerà attendere altre notizie in merito.

Source: Virgin Radio


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domenica 7 giugno 2020

Liam Gallagher: "Sono rimasto sobrio al massimo per sei mesi di fila"

Negli anni d’oro degli Oasis, Liam Gallagher si è fatto notare anche per il suo modo di vivere un po’ sopra le righe, in perfetto stile rock, dove l’alcool aveva un ruolo come protagonista. Negli ultimi anni, complice forse anche l’età che avanza, il musicista è molto migliorato ed è ormai difficile vederlo in piena notte in qualche club londinese.

Com’è noto, su Twitter l’ex degli Oasis si lascia spesso andare a provocazioni dirette verso suo fratello Noel, ma a volte parla anche di sé, spesso rispondendo a delle domande specifiche che gli vengono rivolte dai fan. Un utente, ad esempio, gli ha chiesto per quanto tempo sia mai riuscito a rimanere sobrio nella sua vita. Il cantante ha risposto così: “Per sei mesi – ha twittato Liam – ma non sono mai riuscito ad andare oltre. Avevo un aspetto migliore, mi sentivo bene, ma semplicemente non fa per me. Mi stavo per trasformare in un grandissimo str***o, così ho iniziato a bere di nuovo”.

    6 months never get them badboys back looked good felt good but it’s just not for me I nearly turned into a massive cunt so started drinking again
    — Liam Gallagher (@liamgallagher) May 17, 2020

Di certo non si può dire che Liam non sia sincero quando parla di sé. Di recente, in un’intervista per Q Magazine ha parlato dei suoi più grandi rimpianti: “Sono legati a cosa personali. Ad esempio, l’aver mandato all’aria dei matrimoni, essere stato un idiota con i figli, trattare male le persone e deluderle. Ma a parte questi, nulla. Le mie più grandi paure? – ha concluso – non essere amato e non essere in grado di amare”.

Source: Virgin Radio

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Audio: i Coral fanno una cover di Married with Children

I Coral, band britannica che nel 2005 fece da gruppo di supporto ai concerti degli Oasis, hanno pubblicato il 30 maggio l'album Lockdown Sessions, fatto di cover e versioni acustiche di storici brani della loro carriera. Tra questi figura una reinterpretazione di un pezzo degli Oasis del 1994, Married with Children, che vi proponiamo qui di seguito. 

Source: NME


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venerdì 5 giugno 2020

MTV Unplugged Liam Gallagher, un trionfo da venerare. La recensione di Clash Music

La cancellazione del concerto di Liam Gallagher a Heaton Park, a Manchester, è stata una delusione, ma c'è stata gioia quando ha twittato per annunciare la pubblicazione di MTV Unplugged, il suo album dal vivo contenente la registrazione dell'estate scorsa alla City Hall di Hull. Il rilascio è previsto per il 12 giugno, giorno in cui si sarebbe dovuto tenere il live a Heaton Park.

Gli ultimi due anni di tour hanno visto Liam reinventarsi, riproporre il repertorio degli Oasis, portarlo a nuovi e diversi tipi di pubblico, mentre si assicurava che il suo recente materiale lasciasse un'eredità. Dopo due album arrivati in vetta alle classifiche, la prospettiva di un terzo progetto da solista è radiosa.

Carismatico e affabile, Liam non finge e la sua integrità e manifestata nello spettacolo sonoro di un disco. Avendo mancato l'Unplugged degli Oasis del 1996 a causa di un malanno, questa performance alla City Hall di Hull vede, in qualche modo, il frontman rock and roll portare a termine una faccenda rimasta in sospeso, nel modo in cui vuole farlo.

Spoglio, con un trio di artocolate cantanti e abili suonatrici della Urban Soul Orchestra da 24 elementi, Liam si unisce alla lista dei più grandi di tutti i tempi. Lo spettacolo è la forza musicale che ci si aspetta. Ne è favorita una scaletta in cui calmi pezzi acustici formano tavolozze sonore complete, un'emissione di vitalità e certezza. È compatto, elegante e d'impatto.

Adattandosi con sicurezza, è in forma smagliante. La traccia di apertura dell'album, Wall of Glass, prepara l'atmosfera prima che l'obbligatorio "Liam, Liam, Liam" riecheggi tra la folla. L'immediatezza di Some Might Say con Bonehead accativa la folla, "nel caso in cui non l'abbiate sentito la prima volta, è bello essere ad Hull", rassicura il cantante.

La successiva è Now That I’ve Found You, che parla della figlia, "l'adorabile Molly". I ritmi affascinanti, movimentati trasudano energia, seguiti in modo appropriato da un'emozionante versione di One of us, in cui gli archi e gli arrangiamenti delle seconde voci incontrano quelle distintive di Liam. Nella vera forma originaria, Stand by me aggiunge strati sonori scintillanti.

La voce del cantante al debutto con Sad Song è elettrizzante. La sua misurata malinconia funziona senza intoppi e, a meno che non lo si sappia, la probabilità di capire che si tratti della sua prima volta alle prese con la canzone è bassa. Bonehead suona Cast No Shadow e Once è seguita da Gone. Il chitarrista ritmico sta facendo l'Unplugged "twice", due volte, e la cosa non passa inosservata. Entrambe le canzoni ergono un picco che culmina in un classico finale con Champagne Supernova. "Spero non sia stato troppo doloroso", Liam fa notare retoricamente.

La trasparenza dell'ambizione del cantante di riparare all'ultima volta (l'Unplugged del 1996) va oltre il senso del dovere. Stupefacente, compiuto, quanto di più vero ci possa essere, è un trionfo da venerare.

8/10

Recensione di Susan Hansen - traduzione di frjdoasis

Source: clashmusic.com

Leggi anche: Liam Gallagher incanta MTV Unplugged: "Niente cellulari, delirio stile concerto dei Beatles: notte biblica!"

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