giovedì 11 dicembre 2014

Noel Gallagher: "Il problema degli Oasis era che tutti ormai volevano scrivere canzoni. Ho molto materiale inedito risalente al periodo con la band"

Noel Gallagher possiede un sacco di musica inedita, che riempirebbe album su album e che risale anche a vent'anni fa. 

Lo ha dichiarato lo stesso musicista nel corso di un'intervista registrata il 24 novembre scorso per BBC Radio 4 Mastertapes, nel corso della quale ha spiegato come nell'ultimo periodo con gli Oasis ci fosse un "problema": la composizione dei pezzi era diventata una faccenda condivisa e questo aveva portato Noel ad accumulare brani su brani che non finivano poi nei dischi della band.

"Ho appena inciso un album, ma ho altre 30 canzoni", ha detto il 47enne, chitarrista e compositore principale degli Oasis dal 1991 al 2009. "Scrivo sempre brani. Non sono mai entrato in studio con meno di 30 canzoni pronte e dal 1993 ho un cumulo di canzoni. Era uno dei problemi nell'ultimo periodo degli Oasis: ognuno ormai scriveva canzoni. Ed è legittimo che tutti avessero interesse a dirigere la band in cui eravamo. Per gli ultimi album degli Oasis usavamo cinque canzoni composte da me, ma ne componevo ancora 15 o 20, quindi mi rimane molta roba risalente a quei tempi. Come cantautore ti muovi così velocemente che, potendo all'epoca inserire soltanto 10 canzoni in ogni album, ti rimane un sacco di roba. Su Internet c'è roba mia trapelata dai soundcheck che può darsi non veda mai la luce, dato che ho sempre roba nuova, il che è un peccato, ma in tour registrano sempre ciò che fai".

Dal 2002, con l'album Heathen Chemistry, nelle tracklist dei dischi degli Oasis erano comparse canzoni composte anche da altri membri della band e questo significa che molti dei pezzi creati da Noel sono rimasti chiusi in un cassetto. Ciò non toglie, ovviamente, che Noel abbia composto canzoni anche durante il periodo precedente, fino al 2002.

"Se gli Oasis fossero rimasti insieme", osserva Noel, "queste mie canzoni sarebbero state sparse qua e là in dischi degli Oasis, non sarebbero mai state pubblicate come una raccolta di canzoni".

Poi Noel è tornato sulla traumatica serata del 28 agosto 2009 che pose fine alla storia della più grande rock 'n' roll band degli ultimi vent'anni. "Ricordo che me ne andai dal luogo dove si svolgeva quel festival a Parigi (il Rock en Seine, ndr) e mi sedetti in macchina. Ricordo che rimanemmo seduti lì per secoli e il guidatore continuava a chiedermi: 'Che facciamo? Che facciamo?'. E quando gli ho detto 'Andiamo' sapevo già che la cosa era conclusa, che la band era finita. Attraversammo il cancello. Anche nel lungo tragitto di ritorno verso l'hotel non è che pensassi a quello. Pensavo: 'Che peccato', sai ... peccato perché erano rimasti due concerti per finire il tour. Non pensavo: 'Vado a diventare più famoso di Sting' né niente di simile".

Chasing Yesterday, il nuovo album solista di Noel Gallagher, uscirà il 2 marzo, ma per all'autore sembra, paradossalmente, già qualcosa di passato. "L'ho finito a luglio e uscirà addirittura a marzo. Me ne sono già scocciato". 

Negli studi londinesi di Maida Vale Noel si è esibito in un set acustico. Accompagnato dal fido tastierista Mike Rowe, ha suonato e cantato pezzi del primo album solista, AKA Broken Arrow, Everybody's on the Run (che dice di aver composto in una stanza d'hotel in Sudamerica durante il tour del 2009 con gli Oasis, "forse in Venezuela"), If I Had a Gun e AKA ... What a Life!.

Seguiranno news sulle altre dichiarazioni di Noel, che potete ascoltare qui di seguito.



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martedì 9 dicembre 2014

Noel e Liam Gallagher l'uno di fianco all'altro allo Stadio Olimpico di Roma?

Febbre da Roma-Mancester City per Noel e Liam Gallagher. Stando a quanto riporta l'edizione odierna del Corriere dello Sport (foto qui a destra) i due fratelli coltelli, notoriamente appassionati tifosi dei Citizens, avrebbero chiesto un accredito per assistere alla partita di Champions League in programma domani sera all'Olimpico, un incontro da dentro/fuori che sancirà la qualificazione di una delle due squadre a scapito dell'altra. Qualcuno dice che i fratellini potrebbero addirittura sedersi l'uno accanto all'altro in tribuna d'onore. Che sia l'occasione giusta per abbracciarsi di fronte alle telecamere di tutto il mondo, magari dopo un gol dei loro beniamini, e ridare una speranza a tutti i fan degli Oasis che sperano nella reunion? Più probabile che assistano al match ognuno per conto proprio, ma di certo nella carriera dei due i colpi di teatro non sono mancati. Staremo a vedere.

Thanks to Cris.

Corriere dello Sport edizione Roma, 9 dicembre 2014

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Noel Gallagher: "Regalare i dischi ai fan? Mai. Se continua così, Chris Martin ci consegnerà gli album porta a porta"

La nuova moda in voga nel mondo della musica sembra essere quella di regalare gli album ai propri fan. La tendenza, che ha preso piede negli ultimi anni, sembra destinata a fare sempre più proseliti tra i grandi nomi del music business, ma c'è qualcuno che proprio non ne vuole sentir parlare neanche lontanamente. È  Noel Gallagher, a breve di nuovo in tour con un secondo album solista, che arriverà nei negozi il 2 marzo 2015. 

Intervistato da John Wilson per il ciclo radiofonico BBC Radio 4 Mastertapes, l'ex Oasis ha detto la sua sulla scelta degli U2 di regalare il loro nuovo album Songs of Innocence. Come affermato alcune settimane fa (leggi qui), Noel non convidide la scelta di Bono e compagni. "Non sono d'accordo", ha spiegato, "con il fatto di regalare la musica, perché fare un disco costa molti quattrini. Ovviamente agli U2 i soldi non servono, buon per loro, ma è qualcosa che io non prenderei neanche in considerazione. Non perché sminuirebbe il valore della mia musica ... e non so se sminuisca il valore della loro musica. Molta gente gli U2 li va a vedere dal vivo e sono eccezionali. Se non altro hanno guadagnato due nuovi fan, i miei figli, che da quando è stato pubblicato il loro ultimo disco sono diventati due grandi appassionati di U2".

Parlando dei cambiamenti profondi che sono avvenuti nel mercato musicale, Gallagher ha identificato nella pubblicazione di In Rainbows, album dei Radiohead del 2007, il punto chiave della svolta. Prima della sua uscita nei negozi, quell'album si poteva acquistare online pagando una cifra a libera scelta dell'acquirente. 

"Tutto questo è iniziato con i Radiohead, no? E la gente reagisce a questa cosa da allora. Ricordo che i Kaiser Chiefs facevano: 'Fate il vostro disco, vi daremo una sterlina'. Cosa? Voi state dando una sterlina alla gente? Resta da vedere come reagiranno i Coldplay a questa cosa. Credo fermamente che ad un certo punto, entro i prossimi due anni, riceveremo un toc toc alla porta e ci troveremo di fronte Chris Martin che ci dirà: 'Bene, amico, sai, eccoti un album dei Coldplay'. E tu farai: 'Grazie'. E ci sarà una scala e lui ti farà: 'Il bassista ti sta riparando la grondaia, Johnny è lì sul retro a fare del giardinaggio e penso che Will stia andando a mettere fuori contenitori per la raccolta differenziata, quindi divertiti'. E poi tornerà e dirà: 'Oh, m'ero scordato. Eccoti un biglietto da dieci sterline'. Chissà cosa accadrà, ma, giusto per puntualizzare, nessuno otterrà niente da me gratuitamente".

oasisnotizie via NME

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venerdì 5 dicembre 2014

A Bologna in mostra foto degli Oasis e della Manchester Britpop

Se nel 2015 ci sarà la tanto sospirata reunion (magari al Festival di Glastonbury) non è ancora dato saperlo, certo è che chiunque fosse in astinenza da Oasis potrà rivedere i fratelli Gallagher di nuovo insieme, ma solo in foto, nella mostra Oasis - Manchester: The Story So Far, che verrà allestita a Bologna presso Ono Arte Contemporanea (via Santa Margherita, 10) da giovedì 11 dicembre sino a domenica 18 gennaio.

La mostra si sviluppa come un percorso a ritroso nel tempo, si parte dal 1996, si passa per l’uscita di Definitely Maybe, che quest’anno festeggia i 20 anni dalla pubblicazione, e analizza il contributo della band al Britpop.

Ma non sono solo gli Oasis i protagonisti degli scatti, infatti viene finalmente resa giustizia al contributo musicale offerto dalla città di Manchester con un’importante retrospettiva che pone l’accento sulla nascita della Creation Records di Alan McGee (che per prima mise sotto contratto gli Oasis), il fenomeno di Madchester e il club culto che ha visto nascere molte delle band mancuniane, l’Haçienda. Tutte le fotografie esposte sono ad opera di Jill Furmanovsky, Martin O'Neill e Stephen Wright.

Sempre a gennaio, e sempre a Bologna, il sopraccitato Alan McGee terrà un DJ set venerdì 9 al Covo Club di via Zagabria. Sarà la sua unica esibizione in territorio italiano.

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martedì 2 dicembre 2014

Noel Gallagher: "I bimbi mi riconoscono più come il tizio che ha fatto Gogglebox che come musicista"

Tempi duri per Noel Gallagher. A rivelarlo è lo stesso musicista, che scherzando sul suo status di VIP della musica ha rivelato che ormai viene riconosciuto più che per la sua partecipazione al programma televisivo Celebrity Gogglebox che per la musica che produce.

Ad ottobre Gallagher aveva preso parte ad una puntata dello show insieme alle amiche Kate Moss e Naomi Campbell, assistendo con loro ad una puntata di X Factor seduto su un divano, di fronte alle telecamete di Channel 4. Insieme alle due celebri supermodelle aveva mangiato patatine e giudicato i concorrenti in gara, azzardando anche una previsione ("Vincerà il ragazzo italiano").  

In una recente intervista per Xfm Radio l'ex chitarrista degli Oasis è tornato sulla sua partecipazione al programma. Oltre ad ammettere un certo fastidio nel dover "recitare per larghi tratti un copione già preconfezionato", ha svelato un curioso episodio: "Mentre mangiavamo del curry, si è raccolto attorno a noi un gruppo di 11 o 12 bambini. Sono uscito a vedere cosa succedeva e questa ragazzina faceva: 'Oh mio Dio, oh mio Dio!'. Un suo amico le ha sussurrato: 'Chi è?'. E lei ha risposto: 'È il tizio di Gogglebox'. Poi mi ha domandato: 'Sei di Gogglebox?'. E io: 'Tra le altre cose, sì' ...".


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