MUSICA. Senza neanche un disco, il giovane gruppo rock è finito sulle prime pagine dei giornali. Sono previsti due concerti in Italia ad aprile: a Roma e a Milano
Gli Oasis si sono sciolti per i dissidi tra il cantante Liam Gallagher e suo fratello Noel ma potrebbe esserci un altro brother di successo nel futuro del rock inglese. "Fratello", cioè Brother, si chiama infatti il giovanissimo quartetto proveniente da Slough, un sobborgo del Berkshire, contea a est di Londra, che ha avuto l'onore di finire sulla prima pagina del settimanale New Musical Express dopo aver pubblicato un singolo appena. Le copertine di NME sono per molti versi profetiche (basti ricordare i Franz Ferdinand e i Kings of Leon, oltre che gli Oasis) e non c'è dubbio che i Brother possiedano tutto quello che occorre per sfondare: una incrollabile fiducia in se stessi, la faccia da sberle (nel senso di sfrontata) e un (piccolo, finora) arsenale di canzoni costruite su chitarre rock che piacerebbero agli Smiths, agli Stone Roses e anche ai fratelli Gallagher. Di certo hanno fatto colpo sulla Geffen, la sussidiaria della major Universal che vent'anni fa mise sotto contratto i Nirvana. Il disco di debutto del "Fratello", prodotto da Stephen Street, uscirà in primavera, proprio nella stagione che li vedrà debuttare dal vivo anche in Italia. Finora le date fissate sono per aprile a Roma (il 4 al Circolo degli Artisti) e a Milano (il 5 alla Casa 139) ma con il battage pubblicitario in corso, state sicuri che li vedremo per molto tempo su Mtv e sugli altri canali televisivi musicali. «Vogliamo diventare la migliore band del mondo», ammettono i quattro inglesini durante un'intervista all'interno dello stadio del Queens Park Rangers di cui sono tifosi. «Lo so, suoniamo arroganti ma è solo fiducia nei nostri mezzi. Siamo convinti della qualità della nostra musica. Ci crediamo così tanto che non avrebbe senso non ammetterlo: vogliamo diventare la band più grande del mondo. Nessun gruppo di oggi avrebbe il coraggio di dirlo ma per noi è diverso: abbiamo fegato e lo diciamo. Tutto qua». E a proposito del loro genere, non hanno paura di ricevere addosso l'etichetta di "pop britannico" che vide rivali, durante gli anni '90, gli Oasis e i Blur? «No, se volete chiamarci Brit-pop, per noi va bene. E se volete definirci "grit-pop" (un gioco di parole con il verbo "to grit", digrignare i denti, ndr), ci può anche stare. Chiamateci come volete; non c'interessa. Comunque sia, pensiamo che le nostre canzoni siano fantastiche: sono dei grandi inni rock, tra i migliori incisi nell'ultima decade». La loro protervia arriva a dare fastidio, eppure, di fronte a gioiellini rock come New year's day, Time machine e Darling buds of may, verrebbe proprio da crederci. «Tra un anno», fanno gli spacconi, «torneremo a Slough, dove abbiamo girato il nostro primo videoclip, e ci saranno 10mila persone ad aspettarci». Giulio Brusati (bresciaoggi.it)
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Ecco alcuni passaggi delle interviste rilasciate dai componenti dei Beady Eye al mensile NME di febbraio 2011. All'interno anche una recensione del disco della band post-Oasis.
Liam Gallagher: "Quando canto qualsiasi cosa abbiano scritto Gem o Andy per me è una cosa che sento come assolutamente naturale. Non c'è neanche una canzone loro di cui io dica: "Fanculo a questa, questa io non la sento mia" o che non mi coinvolga. È come indossare una gran fottuta giacca, capisci cosa intendo? So che posso vestirla bene"
Gem Archer: "Essere in una nuova band a questo punto della tua vita è fottutamente incredibile, amico. Quando scrivevamo l'album era tipo ... primo pezzo: fottutamente grandioso, il successivo: wow. Poi ti alzi alle sei o alle sette e cominci a pensare: "Quand'è che scriveremo una canzone flop?". E non l'abbiamo fatto, amico. Non c'è neanche un pezzo brutto nel disco".
Andy Bell: "Gli Oasis erano una grande band, ma quella parte delle nostre vite ora è finita. Ci siamo rialzati, tolti un po' di polvere di dosso e abbiamo fatto partire i Beady Eye. E questa è una grande cosa. Bisogna guardare a questo come ad un'opportunità invece di starsene lì seduti ad intristirsi. Che senso ha? La magia con noi è scattata sin dall'inizio ed è ancora con noi. Ogni cosa che facciamo va a segno". oasisnotizie
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Stasera su MTV alle ore 21, in replica dopo la messa in onda di domenica scorsa, torna MTV Top 10 Wild Ones, una classifica dei dieci artisti più "selvaggi" della musica. Ci sono anche gli Oasis in quinta posizione. Per chi non riuscirà a vederlo prossimamente pubblicheremo lo spezzone con gli Oasis.
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Traduzione dell'articolo pubblicato da una testata scozzese + (alla fine di questo post) video con audio dell'intervista concessa da Liam a Real Radio Scotland.
In mezzo a scatoloni di abiti etichettati come “dog-tooth”, “grandpa”, “paisley”, “cobalt blood” e “patch pocket”, due commessi vestiti in modo impeccabile in perfetta divisa mod tradizionale discutono con una guardia del corpo vestita di nero gangster su cosa fare per sistemare il bagno che non funziona. Potrebbe essere una scena tratta da Are You Being Served: il grande capo sta tornando da Londra.
Fuori dal lussuoso store Pretty Green di Liam Gallagher a Ingram Street, Glasgow, gli abitanti della città scozzese si mescolano ai fotografi e ai giornalisti di tabloid, tutti desiderosi di catturare lo sguardo di quella che è senza dubbio l'ultima grande rock star britannica.
Liam Gallagher sembra notevolmente cambiato rispetto ai primi tempi in cui si pavoneggiava con gli Oasis, nei primi anni Novanta, quando il loro potenziale fu scoperto dal capo della Creation Records Alan McGee. Il suo carattere determinato e la sua visione del mondo in bianco e nero sono indubbiamente alla base della fedeltà che ispira in tutti quelli che oggi si sono riuniti qui. È meticoloso, cura ogni dettaglio del suo lavoro da stilista, dalla qualità degli abiti al layout interno del negozio. Malgrado lo store sia stato inaugurato solo un mese fa, c'è già uno stabile gruppetto di persone che si raccoglie attorno a questo luogo. Un fan esibisce orgogliosamente un tatuaggio della Pretty Green in segno di gratitudine per non dover ricorrere a negozi che vendono vestiti di seconda mano per trovare abbigliamento retro clobber. Può anche esserci la recessione globale e i tempi non sono proprio quelli ideali per fare acquisti, ma qui i segni della crisi non si avvertono.
Quando finalmente si materializza Liam Gallagher che saluta la folla, gli autobus e i taxi neri si fermano. "Il rock'n'roll ferma il traffico!", grida un uomo sulla trentina.
Cavallo del rock'n'roll, è capace di indossare qualunque cosa su cui si posino i suoi occhi e buttarla via. Oggi sembra una specie di Alex "uragano" Trilby Higgins, con un parka color caqui. Recentemente se n'è uscito con una giacchetta leopardata alla Rod Stewart. Per la sua generazione nel suo stile c'è qualccosa del fattore (George) Bestie.
A sinistra e in alto: Liam Gallagher a Glasgow il 7 gennaio scorso. Qui accanto: un fan espone un cartello che raffigura i due fratelli Gallagher: basterà a convincere i due litiganti a tornare insieme?
Gallagher si sente senza dubbio a casa a Glasgow. A marzo ritornerà qui per i suoi primi concerti post-Oasis con il suo nuovo gruppo, i Beady Eye: "Amo la Scozia in generale; la gente non si prende troppo sul serio. Avevamo sempre questa idea di aprire un negozio a Glasgow, ha senso. Il legame va molto indietro negli anni, a McGee e al King Tut’s fino ad arrivare ai concerti al Barrowlands e tutto il resto, ma è per la gente".
"È come Manchester: è una grande città calcistica, la gente ama vestiti e musica adeguati ed è di questo che si tratta. Tutte queste cose si collegano con me. È la stessa cosa con i concerti: i fan portano qualcosa sul tavolo. Dopo che gli Oasis si sono divisi le cose avrebbero pututo essere amare. Non sono fatto per starmene seduto senza fare niente e la Pretty Green mi ha tenuto in contatto con le persone".
Una delle soap opera più lunghe nella storia del rock è finita ad agosto 2009 con il litigio tra Liam e il fratello Noel sul palco del Rock En Seine di Parigi.
"Noel? Non lo sento da quella sera. Tutti sanno che sono scoglionato con ourkid (Noel)e che lui veste i panni del buono. Va bene, però io dico quello che voglio dire. Non guardo indietro con rabbia, ma non terrò neanche la bocca chiusa. Non siamo mai stati The Waltons(personaggi di una serie tv). È un peccato, ma è così. È così che abbiamo vissuto le nostre vite. Eravamo insieme solo quandso c'era la band. Non andavamo a fare lunghe passeggiate insieme, capisci cosa intendo? È triste, ma è così che vanno le cose".
"I vecchi giorni sono custoditi nella mia mente, la mia anima e il mio sangue. Vorrei non fosse successo, ma è successo ed è fatta, è ora di voltare pagina. Nessuno è morto. Ora ci sono i Beady Eye e in questa band ci stiamo dando dentro tanto, se non di più di quanto abbiamo fatto con gli Oasis. Le prove sono state davvero rock, amico. C'è stata molta energia e spirito in tutto il luogo in cui ci trovavamo".
Liam parla poi del disco Different Gear, Still Speeding, in particolare di un pezzo. "Wigwam è stata la più difficile in studio. C'erano tre diverse tracce incollate in una. Abbiamo iniziato con quella vibrazione alla Small Faces, ma alla fine si evolve proprio nel jam di I Am The Resurrection; è diverso, amico".
"Steve Lillywhite ha gettato il suo cappello nel ring molto presto e ha prodotto un sacco di grandi band. Ha portato energia, ma eravamo appena reduci dal tour con gli Oasis, quindi non è che ci eravamo dimenticati cosa bisogna fare".
"Andy Bell torna alla chitarra ed è in fiamme. Ora ha libertà, è una band vera, non è Liam Gallagher solista. È la prima volta che Chris (Sharrock) suona un disco con noi e sono tutti grandi musicisti e compositori. vengo qui come compositore: non sono Morrissey o Oscar Wilde, ma è vero rock'n'roll".
"Non è che prima eravamo prigionieri, perché gli Oasis erano una grande band, ma era Noel che timbrava tutto. Ora non grava tutto sulle spalle di una sola persona, il che è una cosa buona".
Liam sbatte il pugno sul tavolo per chiarire il punto: "Sento queste canzoni come sentivo quelle degli Oasis. Riesco a cantare altre canzoni, non è che deve averle scritte mio fratello! Con i Beady Eye è stato fatto tutto insieme, ognuno ha fatto la propria parte".
Quando era negli Oasis come ispirazione citava la violenza subita da un padre alcolizzato e manesco. Oggi come ispirazione cita quelli che definisce "i giorni privi di preoccupazioni"(le vacanze che da bambino era solito trascorrere nella città natale della madre, nella Contea di Mayo o i sabati trascorsi a vedere il Manchester City con i suoi amici). Gli occhi di Liam Gallagher, però, conservano la stessa incrollabile fiducia in se stesso. Che si tratti del padre, del fratello, dei suoi detrattori o del suo passato la competizione resta serrata. E William John Paul Gallagher è determinato a competere. tradotto da frjd per oasisnotizie - heraldscotland.com
Liam Gallagher a Real Radio Scotland - audio and pictures by frjdoasis3 YouTube channel
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