venerdì 22 aprile 2022

Video, testo e traduzione di Better Days, il nuovo singolo di Liam Gallagher


Si intitola Better Days il nuovo singolo di Liam Gallagher, uscito oggi a mezzanotte. Il video promozionale del brano è stato pubblicato a mezzogiorno su YouTube.  VIDEO: CLICCA QUI

BETTER DAYS

Testo

There’ll be better days when the sun gets into you
And the shadows of your heart
There’ll be better days when my love will find you
Even though we’re miles apart
Like an aeroplane, as the world fades out
And there’s a new world yet to come
And all your pain will release at night
Into the arms of the chosen one

If you’re lost, I’ll find you there
With the sunlight in your hair
And the sadness washed away by the rain

Believe me, yeah
Believe me, yeah

You say you can’t open up your eyes ’cause you’re reeling
Baby, try to remember it’s just a feeling

And there’ll be better waves that begin to wet
Go through the wasteland of your mind
Through the Milky Way, oh, my love will hold you
Hope it gets you through the night

Don’t believe that it’s all lies
Underneath the darkened skies
Stand up, I’ll meet you there in the rain

Believe me, yeah
Believe me, yeah

C’mon, you know
C’mon, you know
C’mon, you know

If you’re lost, I’ll find you there
With the sunlight in your hair
All the sadness washed away with the rain

Believe me, yeah
Believe me, yeah
Believe me, yeah
Believe me, yeah


Traduzione

GIORNI MIGLIORI

Ci saranno giorni migliori quando il sole entrerà dentro di te
E l'ombra del tuo cuore
Ci saranno giorni migliori quando il mio amore ti troverà
Anche se siamo lontani chilometri
Come un aeroplano, mentre il mondo si dissolve
E c'è un mondo nuovo che deve venire
E tutto il tuo dolore di sera si libererà
Tra le braccia del prescelto

Se sei persa, ti troverò lì
Con il sole tra i capelli
Tutta la tristezza lavata via dalla pioggia

Credimi, sì
Credimi, sì

Dici che non puoi aprire gli occhi perché sei scossa
Tesoro, prova a ricordare che solo una sensazione
E ci saranno onde migliori che inizieranno a bagnare
Attraverseranno la landa desolata della tua mente
Passando per la Via lattea, oh, il mio amore ti sorreggerà
Spero che ti faccia superare la notte 

Non credere che siano tutte menzogne
Sotto i cieli anneriti
Alzati, ti incontrerò sotto la pioggia 

Credimi, sì
Credimi, si
Dai, lo sai
Dai, lo sai
Dai, lo sai 

Se sei persa, ti troverò lì
Con il sole tra i capelli
Tutta la tristezza lavata via dalla pioggia

Credimi, sì
Credimi, sì
Credimi, sì
Credimi, sì










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giovedì 21 aprile 2022

Liam Gallagher presenta C'mon You Know: "Disco meno arrabbiato, ma dovrebbero vietarmi di sentire Beatles e Stones. Farò il disco punk di cui parlai due anni fa"

"Mi piacerebbe molto fare un disco punk, alla Stooges. Altrimenti cadi nella trappola del 'Oh, ecco un'altra ballata'. Non voglio fare ballate per il prossimo disco. Voglio solo fare qualcosa di rauco. Mi piacerebbe molto fare un disco arrabbiato, senza archi". Aveva detto così, Liam, prima dell'uscita del suo ultimo disco, Why Me? Why Not., del 2019. 

C'mon You Know, il disco in uscita il 27 maggio 2022, non è un disco che suona come gli Stooges e non è neanche un disco punk. Non è un disco arrabbiato. Lo si potrebbe definire, piuttosto, un disco di riconciliazione, di presa di contezza del posto che si occupa nell'universo. 

Ci sono alcune ballate, ci sono abbastanza archi. L'album si apre con un coro. 

"È un po' diverso dagli altri, però", spiega Liam. 

È vero. Rispetto all'album precedente c'è un suono più ricco, c'è più strumentazione in mezzo a inframmezzi di psichedelia e c'è un po' di pop pieno di sentimento in mezzo a molti gallagherismi tipici.

"All'inizio c'erano delle composizioni classiche e schiette, poi Andrew Wyatt ha iniziato a mandarmi questi pezzi folli di musica. Ho pensato che se ci fosse stato tempo per fare della roba strana, quel momento sarebbe stato questo. E se alla gente non piace, allora possiamo dare la colpa al Covid, no? 'Liam Gallagher? Oh, è andato in confusione con il Covid, no? Per un po' ha fatto cose strane. Diamogli un po' di tempo, tornerà normale' ...". 

La pandemia non ha, però, influenzato il programma di lavoro di Liam. Quando è iniziata la quarantena aveva appena finito il tour di Why Me? Why Not., per cui si è preso una bella pausa a casa, ad Highgate, nella zona settentrionale di Londra. Ha comprato un tendone da giardino e si è costruito uno studiolo di registrazione a casa. È lì che ha aggiunto la parte vocale ai demo che Wyatt, Kurstin e Simon Aldred dei Cherry Ghost gli hanno mandato per visionarli. 

"Debbie aiuta quando registro, preme i bottoni", racconta Liam. "La chiamo Phyllis Spector". Poi Liam e compagni hanno fatto una videochiamata su Zoom e hanno discusso di cosa apprezzassero e cosa no. "È una noia mortale, onestamente. (Fare il solista, ndr) non è come dovrebbe essere", ammette. "Preferirei di gran lunga far parte di una band e tirare fuori le cose tutti insieme, ma finché il sound è buono allora è quello che conta".

Le canzoni sono state riconsegnate a Liam quasi ultimate. Lui ha perfezionato un po' i testi, inserendo "le frasi mie e roba così. Dicevo: rendete il suono più alla Rolling Stones o cos'altro". Il suo ruolo principale rimane quello di cantare le canzoni, portare nel piatto l'ingrediente che manca. "I vestiti sono già fatti", sintetizza, "ma io li indosso, li faccio apparire belli". 

Una volta che le canzoni per C'mon You Know erano pronte, Wyatt è volato a Londra dalla California e insieme si sono riuniti ai RAK studios, poi agli Air studios e poi di nuovo ai RAK per ultimarli. Nel novembre 2021 l'album era pronto. 

Le prime canzoni a essere masterizzate sono state quelle che più saltano all'occhio. More Power si apre con un coro che canta il ritornello principale, per poi prorompere in un ibrido tra Rolling Stones e Spiritualized. "Sostanzialmente è You Can't Always Get What You Want", sentenzia Liam. Il testo è interessante. Inizia con Liam che si rivolge singolarmente ai propri genitori. "Madre, ammetto che sono stato arrabbiato per molto tempo ...", recita il testo. "Non so di cosa parli", spiega Liam. "Suppongo che ora sono meno adirato di prima, ma d'altro canto cosa significa adirato?". Inizia a litigare con la propria canzone. "Rabbia? È passione. Un giorno sono calmo, l'indomani sono uno stronzo adirato. Dipende da quello che ho mangiato a cena. Dipende dal tempo atmosferico".

Il coro di More Power è una sorprendente dichiarazione di una rock star rinnovata e di successo internazionale.

"Vorrei avere più potere", canta Liam, ma non è chiaro come questo potere dovrebbe manifestarsi. Il potere di autolimitarsi? Di governare le persone? Perché ha bisogno di più potere?

"Non vorrei avere più potere", ammette. "È solo una canzone. Non voglio mica più potere! So chi sono, sono molto contento di cosa sono. Probabilmente era diretto a qualcun altro. Forse vogliono più potere? Non lo so".

"Sono felice che certe persone ci scavino dentro, che tirino fuori la vanga, ma per me una canzone è una canzone. Non ci rimugino molto su. Se suona bene e io suono bene quando la canto, allora per me va bene. Se suona come qualcosa di forzato, allora vada a fanculo".

Liam non vuole analizzare la propria musica. "So che molte persone vogliono quella roba da 'musicista', ma a me non interessa".

"Le canzoni suoneranno molto meglio dal vivo, fidatevi di me", assicura. "So che suona bene, ne sono soddisfatto, ma con le prove renderemo le canzoni un po' sporche. Ora nella live band c'è Bonehead e ci darà un po' di quel sound sbarazzino".

Prima di pubblicare l'ultimo disco, Liam aveva dichiarato: "Voglio ancora fare un disco alla Stooges nudi e crudi. Senza tastiere e senza Beatlemania. Un vero disco punk. Questo doveva essere così, ma io ho un debole per le ballate e una bella melodia".

"Lo so!", spiega. "Devo darmi una regolata. Devo limitarmi a fare chitarra, basso e batteria. Dieci canzoni, dritte in faccia, ma canzoni buone. Devo rifuggire le canzoni leziose, ma dipende totalmente da me. Non ho disciplina una volta che ascolto una bella melodia 'fiorita'. Ho bisogno di bandire totalmente Beatles. E gli Stones. La prossima volta andrò in studio con una band e tirerò fuori la cosa. Non la mixero neanche. La prenderò come esce dal banco".

"A volte questi mix tolgono tutta la crudezza (della musica, ndr). Deve per forza essere mixata? 'Be', sì, è così che funziona la musica' (mette su una voce snob, ndr), specialmente e vuoi sentirla alla radio ...'. A me non frega nulla se arriva alla radio. Sistema i livelli, ma non reprimerla. Non ha bisogno di una permanente. Lasciala. Ma poi non andrà alla radio e tutti inizieranno a piangere, no?". 

Dell'opinione della gente ovviamente a Liam non frega nulla. "Lo so! Sono Liam Gallagher! Perché preoccuparsi? È quello che voglio fare. Non voglio essere una pop star. Il pensiero di essere una pop star mi fa venire voglia di saltare fuori da quel cazzo di tetto!".

Del resto ha già fatto sold out per due serate a Knebworth (a giugno prossimo, ndr) senza che la gente abbia ascoltato il nuovo disco.

"Esattamente, cazzo!", concorda. "E ho quasi 50 anni. E riesco a malapena a camminare ... No, sto fremendo. Non vedo l'ora che arrivino quei concerti".

Tratto dall'intervista a Liam sul nuovo numero di Mojo - traduz. di oasisnotizie


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mercoledì 20 aprile 2022

Liam Gallagher al Corriere della Sera: "Non cambierei nulla della mia vita, neanche gli errori. Festeggerò i 50 anni in Italia. Gli Oasis? Avevano ancora molto da fare, non avremmo dovuto scioglierci"

Liam Gallagher al Corriere della Sera: "Non cambierei nulla della mia vita, neanche gli errori. Festeggerò i 50 anni in Italia. Gli Oasis? Avevano ancora molto da fare, non avremmo dovuto scioglierci"

Il rocker di Manchester: «Ho nostalgia della band. Nel nuovo disco solista “C’mon You Know” pensieri positivi nati in lockdown

La festa dei 50 anni la farà in Italia. «In Sicilia. Dell’Italia amo la gente, il cibo, i vestiti. ... e queste cose non le dico in ogni Paese». Liam Gallagher, icona brit anni 90, sta per pubblicare il suo terzo album solista. Esce il 27 maggio «C’mon You Know», una serie di canzoni che, pur con qualche esperimento — un sax, un coro di bambini, un brano reggae e atmosfere gospel — tiene in vita l’eredità e l’attitudine rock degli Oasis.

Nella title track dice che tutto va bene, canta di sorrisi, di ritorno alla vita... Una reazione alla pandemia?

«Potrebbero essere cose scritte in qualsiasi momento, devi sempre pensare positivo... Che tu abbia 2, 4, 8, 35 o 40 anni sta sempre accadendo qualcosa nel mondo in cui comunque finisci dentro. Quindi forse parla di pandemia... non lo so. Non mi metto mai a scrivere pensando a questo tema o quello. Finito il tour di “Why me? Why Not” non avevo in progetto un disco nuovo. In lockdown mi sono ritrovato sul divano a fare nulla, ho giocato con la musica e sono nate le canzoni».

Ha pensato che «Moscow Rules», scritta con Ezra Koenig dei Vampire Weekend, è un titolo profetico?

«La canzone non ha nulla a che vedere con la forza di Mosca, è stata solo una questione di tempismo sbagliato».

Sui social ha postato la sua solidarietà all’Ucraina...

«Dovremmo vivere tutti in piena armonia e dire basta a petrolio, avarizia e puttanate del genere... Io sto con i fratelli e le sorelle ucraini. E anche con il popolo russo che starà pensando: “ci stiamo prendendo merda da tutti per colpa di questo vecchio pazzo”. Non è la gente a bombardare, le guerre le fa chi governa».

Come vive il passaggio del mezzo secolo?

«Meglio compierne 50 che 60. E a 60 dirò meglio così che 70... Spirito e mente stanno bene. Mi alzo la mattina, faccio lunghe camminate, non bevo quanto penso che potrei riuscire a bere, idem con il fumo, ma amo questa vita».

Cambierebbe qualcosa?

«Mi sono divertito e avrei voluto che quei momenti durassero per sempre. Ho fatto errori, non puoi essere perfetto. Ma non cambierei nulla».

Nemmeno lo scioglimento degli Oasis?

«Non ci avremmo mai dovuto scioglierci».

Un gesto di pace verso suo fratello Noel?

«No, ma non doveva accadere. Avevamo lavorato molto per arrivare dove eravamo, ma non siamo mai stati grandissimi. Lo eravamo in Inghilterra, ma non altrove. Non eravamo la più grande rock’n’roll band del mondo. C’era ancora molto da fare».

Lei ha detto che vi avrebbero offerto 100 milioni di sterline per la reunion, ma Noel ha smentito. Dice che a quella cifra l’avrebbe fatto...

«È un bugiardo. Non vuole condividere nulla. Ha paura che chiunque altro possa ricevere attenzione, non è in grado di gestire il tema».

È lui la rockstar noiosa e morente che cita in «Joker»?

«Non ho idea di chi sia, ma non è lui. Al mondo non c’è solo Noel Gallagher».

Lei è al terzo album solista, mentre per gli Oasis aveva scritto solo tre canzoni. Una crescita artistica?

«Mi manca essere in una band. Mi manca essere negli Oasis. Erano perfetti per come mi vesto, per come recito, per la camminata, per come parlo... Bisogna prendere quello che passa il convento, ma vorrei essere altrove. Sono stato umiliato. Non scrivevo perché Noel aveva una formula e un suono per gli Oasis: mi andava bene essere solo la rock star, non sono mai andato a dirgli di farmi scrivere. Oggi mi diverto a prendere la chitarra, ma non ho mai preso gusto nello scrivere».

Sarà presto in tour (in Italia a Lucca il 6 luglio): è diverso essere il frontman di se stessi?

«No, è lo stesso. Le canzoni non appartengono a nessuno. Arrivano da un qualcosa di spirituale, da un livello più alto, e passano attraverso noi».

Ha partecipato a un concerto per i lavoratori della sanità e a uno per il Teenage Cancer Trust... è in arrivo un Liam impegnato?

«Se posso aiutare con la mia musica ci sono... Mi piace cantare dal vivo e se me lo chiedono per la causa giusta lo faccio. Ma non farei una canzone impegnata. Ho le miei idee, so che alla gente piacciono le canzoni politiche, ma non fanno per me».

Il singolo «Everything's Electric» è scritto con Dave Grohl. Come è andata?

«Il produttore Greg Kurstin stava lavorando sia con me che con lui e mi ha passato questa canzone. Il disco era finito, ma ho pensato che un po’ di rock and roll ci sarebbe stato bene».

«I’m Free» parte rock e vira sul reggae. Sui social usa spesso slang jamaicano...

«Fumando sono arrivato alla marijuana e a Bob Marley. Non fumo ganja da 20 anni ma Marley rimane lassù con John Lennon. Un altro che c’è sempre».

(Intervista di Andrea Laffranchi)

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Source: Corriere della Sera

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Liam Gallagher: "Noel il cervello degli Oasis? Io ne ero l'anima. Si è autoconvinto che suonare di fronte a 2mila persone sia più eccitante che farlo a Knebworth di fronte a 80mila"

Intervistato sul nuovo numero della rivista britannica Mojo, Liam Gallagher è tornato a parlare del fratello Noel e di come il maggiore dei Gallagher si autoconvinca, a detta di Liam, che suonare di fronte a poche persone sia più stimolante che esibirsi a Knebworth, dove Liam tornerà a giugno per due concerti sold out di fronte a ottantamila persone, a ventisei anni di distanza dalle magiche notti di Knebworth con gli Oasis.
Poi ha escluso una reunion col fratello sul palco del parco dell'Hertfordshire e ha ribadito che, se Noel era il cervello della band, allora lui è "l'anima".

"Una volta che entri in una band, ogni giorno è il tuo compleanno", ha detto Liam. "Se non ti svegli alle sei del mattino per scavare buche per strada allora ce l'hai fatta, per così dire. I buddisti dicono che svegliarsi ogni mattina è un altro compleanno, sai". E ribadisce: "Cioè è davvero il mio compleanno ogni cazzo di giorno! Ogni giorno, amico".

"Cosa provo di fronte al mio doppio sold out di Knebworth (giugno 2022, ndr)? Enorme, mi fa rimanere a bocca aperta. Non che ancora ci abbia pensato ... Be', forse un po' l'ho fatto, di nascosto. Non dirlo a nessuno".

"No! Noel non si unirà a noi. È folle anche solo pensarlo. Wishful thinking. Non è Spinal Tap, amico. Se ne terrà ben lontano, provando ad autoconvincersi che suonare di fronte a duemila persone a Scunthorpe sia in qualche modo più attraente che suonare di fronte a ottantamila a Knebworth. Lui la sua possibilità l'ha avuta".

"Questo dimostra che non conta solo chi scrive le canzoni. A volte contano le personalità e i caratteri. La voce. La gente tira merda al cantante: 'Non le ha scritte lui le canzoni, è l'altro il talento, il cervello della band'. Forse io ne sono l'anima. Sono quello che l'ha messa in rete. Fare gol è la parte più difficile del gioco, no?".

oasisnotizie - Source: Mojo

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martedì 19 aprile 2022

Roger Daltrey: "Liam Gallagher? Non è mai noioso e non finge mai. È fantastico e non fa prigionieri"

Queste le dichiarazioni rilasciate da Roger Daltrey, voce degli Who, a proposito di Liam Gallagher, sul nuovo numero della rivista britannica Mojo. 

"La prima volta che ho sentito Liam è stato su Wonderwall. All'epoca era difficile ignorarlo e la voce di Liam è impressa su tutta quella canzone. Per me era una cosa lennoniana, ma Liam è totalmente riconoscibile. È questa la cosa più importante dei cantanti rock. Quando senti i grandi cantanti rock 'n' roll, sai immediatamente chi sono, e Liam è uno di loro. È la più grande voce del rock? Probabilmente no. È il più grande cantante rock? Probabilmente no, ma nel complesso è fantastico. È tanta roba. Non è uno che finge, come fanno molti dei cantanti in giro. Non fa prigionieri. E come ragazzo gli voglio tanto bene. Inoltre capisce le regole di cosa fa funzionare il rock. Tutti quei litigi tra fratelli Noel si deve rendere conto che fanno bene, perché li fanno rimanere sui giornali. Ci insultavamo pesantemente noi degli Who, facevamo proprio a cazzotti, ma alla fine è quello che rende le band grandiose e che rende il processo creativo ancora più fruttuoso, perché lo rende instabile. Non è mai noioso e questa è la cosa che si può dire di Liam: non è mai noioso".



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