sabato 24 novembre 2012

Noel Gallagher: "Torres al Man City? Sì, ma per parcheggiarmi la limousine ..."

Qui sotto l'audio di Noel Gallagher, intervenuto a Talksport il 20 novembre,  pochi giorni dopo la fine del suo lungo tour. 

"Tutto bene, sì, sono in pensione volontaria ora", ha detto Noel. "Per quanto tempo sarò in pensione? Finché non mi interesserà fare qualcos'altro, spero non passi molto tempo ...".

"Dici che stando fuori di casa così a lungo non mi sono raso e ho sviluppato una brutta barbona? Sì, non brutta come quella di mia moglie però ..." (risate fragorose).

Noel ha detto di essere riuscito a vedere le partite del Manchester City anche negli USA perché "lo streaming illegale su Internet prospera" e che sarà allo stadio per la prima volta in questa stagione domenica contro il Chelsa, poi ha risposto con un secco "no" (seguito da risate) alla proposta di una birra avanzata da uno dei due conduttori.

"No, non mi preoccupano le critiche al City", dice Noel. "Guardate Mancini: quando va in conferenza stampa indossa una maschera, 'Sappiamo chi siamo', 'Siamo superiori a tutto questo' ... Il City rappresenta una grande storia per i media e lo rappresenterà sempre, la gente userà la nostra debolezza in campo europeo per bastonarci, ma abbiamo due punti in più rispetto all'anno scorso. Pensavo che a questo punto saremmo stati primi in classifica, ma penso che non lo saremo: nelle prossime settimane abbiamo tre partite dure (Chelsea, Everton e United). Saremo secondi o terzi. Aguero è tornato, Silva gioca bene".

"Nella scorsa stagione le squadre che venivano a giocare in casa nostra si rifiutavano di provare a fare la partita, perché sapevano che poi forse sarebbero stati massacrati, mentre ora pare che abbiano un atteggiamento diverso. Quando sui giornali leggo che ci manca lo spirito di squadra in questa stagione mi viene da ridere: abbiamo già fatto sei o sette rimonte quando sembravamo morti".

In casa Manchester City tiene banco il caso Balotelli. Mancini avrebbe perso definitivamente la pazienza per i comportamenti fuori dal campo del suo giocatore e potrebbe dare il via libera alla sua cessione durante il calciomercato di gennaio. L'ultimo episodio è avvenuto alla valigia dell'ultima partita casalinga del City contro il Tottenham. Secondo i tabloid inglesi, infatti, Balotelli avrebbe trascorso la serata prima della gara in un locale facendo le ore piccole, nonostante il divieto della società. Pena la mancata convocazione con Super Mario che si è dovuto accomodare in tribuna a guardare i compagni di squadra battere gli avversari per 2-1 (da repubblica.it).

"Sembra che se ne stia per andare ora", dice Noel. "Non lo so, ma quando un allenatore dice che non si allena sembra proprio che ci sia una strategia di uscita per lui. Non mi stupirei se tornasse in Italia a gennaio. Non ricordo che partita fosse: per cinque minuti è stato eccezionale, poi per cinque minuti si è disinteressato del match, poi potevano espellerlo ... sembra che ci sia una stategia di uscita per lui".

"Se va via non dovremmo comprare un altro centravanti superstella, abbiamo ragazzi validi nelle giovanili. Portiamoli in panchina. Tre attaccanti eccezionali sono abbastanza". 

"Torres? Se c'è spazio per Torres? Se vuole parcheggiarmi la limousine sì".

"Le sorprese del campionato? Il West Bromwich e il QPR, ma il QPR perderà posizioni".

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venerdì 23 novembre 2012

Noel Gallagher: "Internet ha distrutto il piacere di comprare i dischi e la capacità di farsi un'opinione"

"La magia dei vecchi tempi, quando non c'era Internet e i dischi andavi a comprarteli dal negozio, è finita". Questo, in sintesi, il pensiero di Noel Gallagher, che, sollecitato da un giornalista statunitense, ha detto come la pensa sull’evoluzione del mercato discografico. L'intervista è di austin.culturemap.com. 

Il giornalista, che viveva a Londra nel 1995, ha ricordato il piacere che provava quando usciva un nuovo singolo tratto dal secondo album degli Oasis e andava da HMV a comprarlo e durante il tragitto aspettava di scoprire quali b-side Noel e soci avevano inserito. Noel concorda con chi dice che la magia connessa all’attesa per l’uscita di un disco nei negozi e per la scoperta delle b-side si sia persa con i nuovi mezzi tecnologici che hanno di fatto ucciso la vendita vis à vis dei dischi.

"Il software l’ha inventato gente che non andava nei negozi di dischi. Ci sono alcuni tizi nella fottuta Seattle o non so dove, questi tizi con la testa pelata e gli occhiali che si siedono e pensano: 'Non voglio andare per un cazzo nei negozi di dischi, voglio che siano i negozi di dischi a venire da me'. Internet – con tutte le cose fantastiche che ci ha dato, perché le persone sono connesse in tutto il mondo – ha distrutto la magia. Ha distrutto le parole che vengono dalla bocca".


"Sai, in particolare nell’industria musicale", prosegue Noel. "Prima che esca un disco si forma un’opinione. Ha distrutto la capacità della gente di pensare in modo autonomo. Dici che eri a Londra nel 1995 e che il singolo usciva un giorno e tu non sapevi neanche come suonasse a meno che non l’avessi beccato alla radio. Ma non c’era nessun forum che te lo dicesse. Non trapelava prima di uscire ufficialmente. Non c’era un download gratuito prima. Lo prendevi e lo portavi a casa e ti facevi una tua opinione. Forse non avevi un cellulare nel 1995. Quindi la volta successiva in cui ne parlavi era quando incontravi qualcuno dal vivo al pub o da qualche parte e dicevi: ‘Porca troia, hai sentito quella canzone, Listen Up, come b-side?’. Non c’era  ‘Premerò la rotellina del computer e uhm, non è male’. Sai …".

E Noel come pensa che questo stato di cose influenzi i giovani musicisti? Jake Bugg, per esempio. Una speranza in un mondo musicale invaso dall’autotune e dall’elettronica, dove si fatica a riconoscere un vero talento che sappia comporre e suonare le sue canzoni da sé. Jake Bugg è bravo, ma forse vive in un mondo diverso da quello di Noel?

"Be’, ci sta crescendo con questa cosa. È completamente immerso nella macchina, capisci? Gente come me e altri artisti degli anni ’90 abbiamo dovuto attraversare la transizione. Quindi è stato difficile. Oggi le giovani band sono inserite nella macchina, quindi non conoscono nulla di diverso". 

"L’altra sera ne parlavo con lui e diceva che gli sconvolgeva la mente il fatto che gli Oasis abbiano venduto 700.000 album in tre giorni in Inghilterra. E non si riuscirebbe a venderli neanche adesso che la gente ha i computer. Mi ha detto: ‘Come sei riuscito a portare tutte quelle persone nei negozi di dischi?’. Be’, è solo magia,  sai. Intendo dire … quella magia è andata ora. Sai, la musica è ora diventata … non credo sia una forza ora. Intendo dire che ci sono ancora nerd che lo credono, come me e te e altre persone. Ed è per queste persone che fai musica. Ma, sai, ora la gente avrà comprato il mio album e l’avrà messo su un CD vuoto per sentirlo a una festa serale e poi l’avrà buttato via come se per loro non contasse nulla. Sai cosa intendo? Perché è solo un pezzo di plastica".

"Dici che nessuno diventa ricco con la sola musica ormai? È vero. Fidatevi quando vi dico che i giorni dei Led Zeppelin e di David Bowie e del fottuto Marc Bolan e di tutti quelli lì sono spariti per sempre. Quelle rock star appariscenti che volavano di qua e di là con i fottuti jet. Non ci saranno altri Rolling Stones, non ci sarà un altro David Bowie, questo è sicuro. Perché l’industria non lo vuole. Non vogliono un tizio come David Bowie che assassinava completamente Ziggy Stardust per andare a diventare qualcos’altro. Lo vorrebbero Ziggy Stardust per il resto della sua fottuta vita, capisci? Ma all’industria musicale ben le sta, perché all’inizio sono stati loro che hanno cambiato troppo la musica. Quindi i giovani hanno progressivamente richiesto il prezzo che loro stessi ritenevano giusto. E alla fine adesso la musica la prendono gratis. Quindi all’industria discografica ben le sta".

oasisnotizie - Fonte Oasis' Noel Gallagher on Fox News, David Bowie, and the importance of being idle

Vedi anche Noel Gallagher: "Tutti i mali del mondo sono iniziati con la nascita di Internet"

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Noel Gallagher: "Tutti i mali del mondo sono iniziati con la nascita di Internet"

Ad ottobre Noel Gallagher era in tour negli Stati Uniti, dove era tornato a distanza di alcuni mesi dalle sue prime esibizioni come solista negli States. Per l’ex Oasis sono state due settimane strane in America, tra le elezioni e l’uragano.

Source: Oasis' Noel Gallagher on Fox News, David Bowie, and the importance of being idle

In un'intervista rilasciata al sito austin.culturemap.com Noel ha toccato molti argomenti, a cominciare dalle differenze tra i media britannici e i media statunitensi, con riferimento alle elezioni presidenziali (prima della vittoria di Obama) e al ruolo della religione in politica.

“Sì, credo di essere capitato in America per la terza elezione consecutiva”, ha detto Noel. “Sto programmando di fare richiesta di votare qui la prossima volta, dal momento che – cazzo – trascorro abbastanza tempo qui. Trovo che l’intera cosa sia affascinante, la politica americana è affascinante. È così confusa e bizzarra. Mi piace vedere come si sviluppa, ma non è che inizi a capirla, però per esempio ieri sera la vedevo. La puoi vedere su Fox News e ti dà la visione esattamente opposta a quella della CNN sull’altro canale, ma usando le stesse cifre. Ed è folle come sia persino legale fare una roba simile. In Inghilterra non lo si può fare, sai cosa intendo?”

“È il canale televisivo stesso che dovrebbe essere neutrale! Puoi dare voce ad un’opinione, ma il conduttore dovrebbe essere neutrale. Tu guardi Fox News … posso dire che è fottutamente folle. Fox News è folle”.

“Poi guardi la CNBC o qualcosa del genere e usano le stesse storie e le stesse cifre, ma con risultati completamente diversi: li interpretano in modo completamente diverso e per qualcuno di un altro paese è affascinante vederlo. Amo le cose di qui, devo dirlo, penso che sia fottutamente fantastico, ma è molto confusionario. Chi vincerà? Nel cuore della notte, quando si deciderà il vincitore, sarò in qualche posto sul tour bus, ma penso che rimarrò in piedi. È entusiasmante essere qui, perché la politica britannica è molto posata e un po’ più sottile e da noi la campagna elettorale dura solo due settimane. Invece qui questa cosa va avanti da un cazzo di anno, no?”.

“Sì, è vero, in Gran Bretagna non c’è più così tanta religione in politica. E si lotta in modo folle sul voto delle donne. I media sembra l’abbiano categorizzato, hanno ammassato tutte le donne in un gruppo, quasi una minoranza, e fanno vedere che voteranno tutte compatte come gruppo. Parlano di aborto e programma delle nascite e tutte queste cose. Non lo so. Ti fa pensare che è tipo un modo arcaico di concepire le donne. Credo che sia una cosa lontana da ciò cui siamo abituati nel Regno Unito … come se tutti gli uomini in America si mettessero insieme per votare in blocco su un particolare tema. È ridicolo, no?”.

“Su Fox News ho visto due tizi che dibattevano su cosa direbbe Gesù se entrasse in una clinica dove si pianificano le nascite. Mentre lo vedevo ero incredulo, la bocca spalancata, e facevo: Che hanno detto? Che direbbe Gesù? Uno di loro diceva ‘Penso che li riconvertirebbe al cristianesimo, dato che ovviamente non sono cristiani se si trovano in una clinica di pianificazione delle nascite’. Un altro tizio diceva che Gesù avrebbe regalato dei preservativi e io pensavo ‘ma che cazzo? …' ".

“Sì, io sono cresciuto in una famiglia cattolica. No, non so se in Inghilterra le cose siano meno estremizzate. Ci pensavo stamattina, è la stessa cosa, ma è un po’ più sottile. Intendo dire che il messaggio era lo stesso, ma non ti accorgevi quando lo ricevevi. In America le cose ti arrivano dritte in faccia. Devo dire che la religione non è un tema principale quando arrivano le elezioni. Comunque neanche nel Regno Unito la religione è un tema principale, sai cosa intendo? Non penso che molta gente pratichi più la religione. Non sono tante le persone che sono ossessionate in modo rilevante dalla religione. Le persone che in America sono religiose ne sono ossessionate e sono ossessionate dal diritto religioso e da quali diritti abbiano e tutte quelle cose così. Credo sia la stessa cosa con qualsiasi estremista, capisci? Ci sono estremisti cristiani ed estremisti cattolici, tutti questi sono fottutamente folli proprio come gli estremisti musulmani, sai cosa intendo?”.

“Dici che c’è troppa informazione e che è facile arrabbiarsi con chi è diverso da noi? Be’, certamente. Non è una coincidenza che tutti i mali del mondo siano iniziati con la nascita di Internet”.


oasisnotizie - Fonte Oasis' Noel Gallagher on Fox News, David Bowie, and the importance of being idle

Vedi anche Noel Gallagher: "Internet ha distrutto il piacere di comprarsi i dischi e la capacità di farsi un'opinione"
  

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sabato 17 novembre 2012

Ottantunesimo post del diario di Noel Gallagher: "Ora ci sarà una lunga pausa, ma onestamente il concerto finale a Londra è stato una delusione"

Sì, compagni. Come state tutti? Bene? Bene ... tendo a dire questa cosa piuttosto spesso, ma ... è passato molto tempo da quando abbiamo parlato l'ultima volta. Non ricordo proprio quando fosse ad essere onesto. 3 settimane fa?

Chi cazzo lo sa?! Comunque ... quel tour americano non è stato male. Niente di più e niente di meno. Siamo arrivati, abbiamo suonato, ci siamo spostati per fare il concerto successivo. Si faticherebbe a trovarte un altro tour così povero di eventi. Un po' di cose spiccano però. I concerti a Nashville e nel Kentucky (per una qualche ragione!). Tutti i concerti in Texas sono stati fantastici per me (amo il Texas. Bel tempo. Bella gente). Sono stato molestato da alcune zanzare bastarde però. Avevo 8 punture in un punto. Sulla mano. Agonia.

Quindi questo è quanto. Come dico io, "non è stato male".

Quel concerto allo Shepards Bush Empire è stato - ad essere onesti - un po' una delusione. Non riesco a capire perché. Semplicemente mi è passato un po' addosso. Forse me l'ero costruito troppo nella mia testa? Forse tutte le persone che erano al concerto avevano già visto lo show troppe volte? Non lo so ... non me la sono proprio goduta. Forse il jet lag? Chissà ... Io non lo so!! Però dopo abbiamo fatto un grande party. Mi ci sono volute 72 ore piene per rimettermi a posto.

Vorrei dire un grazie di cuore a chiunque abbia o comprato il disco o sia venuto ai concerti e se avete fatto ambo le cose allora siete persone rette e vi ringrazio due volte tanto.

Vorrei ringraziare tutta la mia crew. Vorrei ringraziare la mia band (in verità non penso - quando sceglievo una formazione con cui portare in tour questo disco - che avrei potuto trovare un gruppo di ragazzi più pronti e disponibili ... sto solo scherzando!! MA SERIAMENTE PERÒ).

Quindi ... questo è quanto allora. Per il prossimo futuro appagherò la mia bellissima moglie e i miei meravigliosi bambini E quella mia pazza squadra di calcio.
Ora segue un'enorme interruzione della trasmissione.

Andate tranquilli.

A TRA MOLTO.

NG

17 novembre 2012


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venerdì 16 novembre 2012

Noel Gallagher: "Kate Moss abitò con me per un periodo"

Si intitola Kate: The Kate Moss Book ed è il nuovo libro fotografico della supermodella Kate Moss. Svoltasi nell'esclusivo locale Club 50 St James, a Londra, la scorsa settimana, la cerimonia di presentazione del libro fotografico - per la quale la modella ha sfoggiato un lungo abito dorato - è stata un'occasione di ritrovo di molti vip, tra cui Bob Geldof, Noel Gallagher, Florence Welch, Alison Mosshart e Donna Karan.

In questa occasione Noel ha dichiarato: "Kate Moss ha vissuto con me per un periodo. Fuori dal mio appartamento erano più le persone che aspettavano che uscisse lei che quelle che aspettavano che uscissi io. Entravo nei negozi e la gente mi chiedeva: 'Kate è in casa? Puoi dirle di farmi un autografo?'".

I due si incontrarono nel 1994, ma Noel non aveva idea di chi fosse la giovane Kate, che all'epoca era già la modella più famosa del mondo. "Mi ero appena trasferito a Londra da Manchester e non conoscevo bene la scena londinese. Due settimane dopo ero in America e la sua faccia era dovinque: sui cartelloni pubblicitari, su ogni rivista".

Nelle foto: Johnny Depp, Noel Gallagher e Kate Moss negli anni '90 e Kate Moss arriva alla cerimonia di presentazione del suo libro.



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