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sabato 17 febbraio 2024

Liam Gallagher e John Squire, galeotte furono le scarpe e le chitarre. "Mancavano nella mia vita", dice Liam

Nell'intervista alla rivista Mojo, Liam Gallagher e John Squire hanno raccontato com'è nata la loro collaborazione musicale. Eccone un'altra anticipazione.

Come accaduto per molte altre partnership musicali, tutto è nato da un reciproco apprezzamento sulle scarpe. "Le calzature ci hanno messo insieme", spiega Squire.

Nel giugno 2022 Squire ha suonato Champagne Supernova sul palco di Knebworth con Liam Gallagher e la sua band. Liam ha ringraziato l'ex chitarrista degli Stone Roses regalandogli dei mocassini nuovi di zecca. Il cantante sapeva che in quel modo avrebbe fatto breccia nel cuore del ritroso chitarrista. "Fatti a mano in Portogallo, con i tasselli. Aspetto un po' folle, ma bellissimi", dice Gallagher con la reverenza del conoscitore. 

I due si incontrarono per la prima volta di persona nel 1994. Liam si trovava negli studi di Monnow Valley, in Galles, con gli Oasis per registrare Definitely Maybe. Squire era poco distante, negli studi di Rockfield, per registrare il secondo album degli Stone Roses, Second Coming. Si imbatterono l'uno nell'altro nella vicina cittadina di Monmouth. "Ogni volta che mi sono imbattuto in lui da allora, ha avuto sempre delle domande sulle mie scarpe", osserva Squire.

"Ricordo di aver visto il video di Fools Gold degli Stone Roses e di aver pensato: Squire ha le Vans! Quelle nere senza lacci. È stato un momento fantastico. Allora prenditi un paio di Vans!", dice Liam.

Quali scarpe indossava l'ex Oasis la sera di Knebworth nel 2022? "Le Claks Caravans. Bellezze". Fu allora che Liam decise di donare a Squire un paio di mocassini. Anche John aveva dei regali per Liam.

"Mi ha detto: ho due canzoni che ho scritto, vorresti cantarle? Certo. Le canzoni di John sono il motivo per cui mi appassionai inizialmente alla musica. Avevo bisogno di riavere le chitarre nella mia vita. C'era stata una mancanza di chitarre in ..." C'mon You Know? "Sì, quello! Gli ho detto che l'avrei fatto solo se ci fossero state molte chitarre nelle canzoni".

"Per fortuna molte chitarre è il mio nomignolo", ridacchia Squire.

Source: Mojo
traduzione di oasisnotizie


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Liam Gallagher: "Ho offerto a Noel di riformare gli Oasis, ha detto di no. Mi divertirò senza di lui nel tour 2024 di Definitely Maybe. Amo la nostalgia!"

Ecco una piccola anticipazione dell'intervista rilasciata da Liam Gallagher e John Squire alla rivista Mojo. L'intervista integrale sarà in edicola martedì 20 febbraio nel Regno Unito, sul numero di aprile di Mojo.

Parlando in esclusiva con la rivista Mojo, Liam ha detto che il fratello Noel ha rifiutato un'offerta per riformare gli Oasis in occasione del trentennale della pubblicazione dell'album Definitely Maybe.

"Noel? Non lo sta facendo, cazzo!", rivela Liam a Ted Kessler di Mojo.

A giugno Liam Gallagher sarà in tour nelle arene del Regno Unito per celebrare l'anniversario dell'album di debutto degli Oasis. Noel Gallagher ha detto di recente a Talksport che tutto ciò che Liam doveva fare era chiamarlo per vedere come sanare la spaccatura che esisteva dallo scioglimento degli Oasis nel 2009, ma Liam sostiene che un'offerta di reunion è stata inoltrata e rifiutata dal suo fratello maggiore.

"L'ho chiamato! Bene, i miei hanno chiamato il management team di Noel", riferisce Liam. "Abbiamo messo un'offerta sul tavolo per una cosa con gli Oasis – perché ci è stata offerta – e lui ha detto di no. Era un grande tour, un sacco di soldi. Ha rifiutato. Ho capito, sta per divorziare. Farò il tour di Definitely Maybe e mi divertirò senza di lui".

Il 2025 vedrà l’anniversario del secondo album degli Oasis, (What's the Story) Morning Glory?, quindi forse Liam proporrà un futuro riavvicinamento?

"Dipende dall’universo. Accadrà quando accadrà, non è più nelle nostre mani", dice Liam. "Io amo la nostalgia, però. Le farò tutte. Ogni album, anche ... qual è stato l'ultimo?"

Dig Out Your Soul?

"Cazzo, amico! Non ti piacciono mai la prima volta, quindi mungerò il tutto. La gente dice che è la zona di comfort: voglio essere nella zona di comfort! Portami le mie pantofole e la mia piccola coperta e mettimi nella zona di comfort, per favore. La vita è già abbastanza stressante".

Nell'intervista concessa a Mojo Liam e l'ex chitarrista degli Stone Roses John Squire parlano di com'è nato il loro nuovo album collaborativo, di come gli Stones Roses abbiano ispirato gli Oasis, dell'infortunio che ha quasi fatto sì che Squire non suonasse mai più la chitarra. Inoltre Squire spiega perché gli Stone Roses non hanno mai registrato un terzo album.



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sabato 1 aprile 2023

Noel Gallagher sulle critiche: "Mi devo sempre giustificare se cambio sound? La gente vuole 14 Don't Look Back in Anger per ogni album ..."

Intervistato da Jo Whiley su BBC Radio 2 (audio alla fine del post), Noel Gallagher ha parlato di Council Skies, disco in uscita il 2 giugno.

"È un album piuttosto riflessivo", ha detto Noel. "È stato scritto durante il periodo di quarantena per la pandemia nel 2020, che è un periodo della nostra vita al quale nessuno vorrebbe tornare, ma dato che ha attinenza con questo disco ci siamo dovuti tornare. Sai, quando si rimaneva svegli nel cuore della notte, quando tutti erano a letto, e ci si chiedeva quanto questa cosa sarebbe durata. Ho iniziato a scrivere canzoni molto riflessive. Sai, i temi degli album di solito spuntano solo quando finisci di scriverli e quando li stai ascoltando per te stesso e ti chiedi cosa siano. Sembra un album piuttosto riflessivo e introspettivo. C'è speranza in ogni canzone, ovviamente, ma finisce in modo tetro, devo dire". 

"We're Gonna Get There in the End è un demo che ho pubblicato durante la quarantena. È un periodo tetro se ripensi al fatto che non era mai successo prima. Nessuno sapeva quando sarebbe giunta la fine di quella cosa. Quella canzone l'ho scritta una sera, l'ho diffusa e, cosa prevedibile, tutti ne sono andati matti. Non si adatta all'umore del disco, per niente, perché è troppo allegra. La gente ne andava matta così l'ho aggiunta all'album. Il disco ha dieci brani, poi c'è un vuoto significativo e poi viene la traccia undici, che dal vivo comunque sarà fantastica ed è una cosa gioiosa". 

In un'intervista concessa di recente alla rivista Mojo, a proposito del nuovo disco Noel ha detto: "È piuttosto riflessivo, ma non nostalgico. Forse (lo è) Easy Now, che è oasisiana, ma le canzoni hanno un certo umore che va per alti e bassi. Pretty Boy è una fottuta canzone da festa. È il mio quarto album in studio e comprende, credo, qualunque cosa io abbia fatto negli ultimi tredici anni".

"Ho scritto il disco con una chitarra acustica, cosa che facevo in passato. È stato il ruolo che mi ha fatto abbandonare David Holmes quando componevo in piedi davanti ad un cazzo di sintetizzatore per Who Built the Moon?. E tutta quella roba era così lontana da quello per cui ero noto ... Le migliori canzoni che ho scritto sono state sempre inclusive, parlavano del 'noi' più che del 'me', sai".

Noel si è anche soffermato sulla propria libertà artistica e ha parlato di come vive le critiche dei fan più 'puristi', che storcono il naso di fronte ai suoi cambi di direzione musicale.

"A volte ho l'impressione di difendere il mio diritto di fare musica che non sia fottuto indie rock e di saltellare qui e là artisticamente. Quando scrivi Pretty Boy o Black Star Dancing senti che devi giustificarti, spiegare perché lo stai facendo, dato che la gente vuole che tu riscriva la cazzo di Don't Look Back in Anger quattordici volte per ogni album".

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domenica 24 aprile 2022

Owen Morris: "Liam Gallagher è un professionista serio e uno dei migliori cantanti di sempre. Un piacere lavorare con lui"

Lui è Owen Morris, il produttore dei tre dischi di culto degli Oasis degli anni '90, Definitely Maybe (1994), (What's the Story) Morning Glory? (1995) e Be Here Now (1997), nonché di vari altri album, tra cui A Northern Soul dei Verve (1995). E ha rilasciato queste parole di elogio per Liam Gallagher per il nuovo numero della rivista britannica Mojo.

"Credo di aver visto per la prima volta gli Oasis al Boardwalk, a Manchester, un anno o due prima iniziassero a farsi notare. E ci incontrammo come si deve per la prima volta agli studi Loco, nel sud del Galles, quando registrai Liam che cantava Rock 'n' Roll Star. Missai quel brano e Columbia in quello stesso finesettimana. Era spassoso, molto spavaldo e ovviamente sapeva cantare. Avevo sentito dire che pensava di suonare come John Lennon e John Lydon, così gli dissi che suonava come Lennon, e a lui piacque. Dopo circa quattro o cinque tentativi, gli dovetti dire di andarsene a fanculo, così potevo proseguire con il mio lavoro, perché non la finiva di parlare. Era sempre un piacere registrare con Liam. Era sempre entusiasta. Era sempre molto professionale e non cazzeggiava. Voleva cantare ogni canzone nel modo migliore possibile. Mi piaceva molto registrare con lui. Penso che tutte le sue parti cantate da Definitely Maybe in poi mostrino che si tratta di uno dei più grandi cantanti di tutti i tempi e quelle canzoni non avrebbero avuto lo stesso impatto se non fosse stato per lui. Collaborare di nuovo con lui in futuro mi piacerebbe? Forse, dipende dalle circostanze".




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giovedì 21 aprile 2022

Liam Gallagher presenta C'mon You Know: "Disco meno arrabbiato, ma dovrebbero vietarmi di sentire Beatles e Stones. Farò il disco punk di cui parlai due anni fa"

"Mi piacerebbe molto fare un disco punk, alla Stooges. Altrimenti cadi nella trappola del 'Oh, ecco un'altra ballata'. Non voglio fare ballate per il prossimo disco. Voglio solo fare qualcosa di rauco. Mi piacerebbe molto fare un disco arrabbiato, senza archi". Aveva detto così, Liam, prima dell'uscita del suo ultimo disco, Why Me? Why Not., del 2019. 

C'mon You Know, il disco in uscita il 27 maggio 2022, non è un disco che suona come gli Stooges e non è neanche un disco punk. Non è un disco arrabbiato. Lo si potrebbe definire, piuttosto, un disco di riconciliazione, di presa di contezza del posto che si occupa nell'universo. 

Ci sono alcune ballate, ci sono abbastanza archi. L'album si apre con un coro. 

"È un po' diverso dagli altri, però", spiega Liam. 

È vero. Rispetto all'album precedente c'è un suono più ricco, c'è più strumentazione in mezzo a inframmezzi di psichedelia e c'è un po' di pop pieno di sentimento in mezzo a molti gallagherismi tipici.

"All'inizio c'erano delle composizioni classiche e schiette, poi Andrew Wyatt ha iniziato a mandarmi questi pezzi folli di musica. Ho pensato che se ci fosse stato tempo per fare della roba strana, quel momento sarebbe stato questo. E se alla gente non piace, allora possiamo dare la colpa al Covid, no? 'Liam Gallagher? Oh, è andato in confusione con il Covid, no? Per un po' ha fatto cose strane. Diamogli un po' di tempo, tornerà normale' ...". 

La pandemia non ha, però, influenzato il programma di lavoro di Liam. Quando è iniziata la quarantena aveva appena finito il tour di Why Me? Why Not., per cui si è preso una bella pausa a casa, ad Highgate, nella zona settentrionale di Londra. Ha comprato un tendone da giardino e si è costruito uno studiolo di registrazione a casa. È lì che ha aggiunto la parte vocale ai demo che Wyatt, Kurstin e Simon Aldred dei Cherry Ghost gli hanno mandato per visionarli. 

"Debbie aiuta quando registro, preme i bottoni", racconta Liam. "La chiamo Phyllis Spector". Poi Liam e compagni hanno fatto una videochiamata su Zoom e hanno discusso di cosa apprezzassero e cosa no. "È una noia mortale, onestamente. (Fare il solista, ndr) non è come dovrebbe essere", ammette. "Preferirei di gran lunga far parte di una band e tirare fuori le cose tutti insieme, ma finché il sound è buono allora è quello che conta".

Le canzoni sono state riconsegnate a Liam quasi ultimate. Lui ha perfezionato un po' i testi, inserendo "le frasi mie e roba così. Dicevo: rendete il suono più alla Rolling Stones o cos'altro". Il suo ruolo principale rimane quello di cantare le canzoni, portare nel piatto l'ingrediente che manca. "I vestiti sono già fatti", sintetizza, "ma io li indosso, li faccio apparire belli". 

Una volta che le canzoni per C'mon You Know erano pronte, Wyatt è volato a Londra dalla California e insieme si sono riuniti ai RAK studios, poi agli Air studios e poi di nuovo ai RAK per ultimarli. Nel novembre 2021 l'album era pronto. 

Le prime canzoni a essere masterizzate sono state quelle che più saltano all'occhio. More Power si apre con un coro che canta il ritornello principale, per poi prorompere in un ibrido tra Rolling Stones e Spiritualized. "Sostanzialmente è You Can't Always Get What You Want", sentenzia Liam. Il testo è interessante. Inizia con Liam che si rivolge singolarmente ai propri genitori. "Madre, ammetto che sono stato arrabbiato per molto tempo ...", recita il testo. "Non so di cosa parli", spiega Liam. "Suppongo che ora sono meno adirato di prima, ma d'altro canto cosa significa adirato?". Inizia a litigare con la propria canzone. "Rabbia? È passione. Un giorno sono calmo, l'indomani sono uno stronzo adirato. Dipende da quello che ho mangiato a cena. Dipende dal tempo atmosferico".

Il coro di More Power è una sorprendente dichiarazione di una rock star rinnovata e di successo internazionale.

"Vorrei avere più potere", canta Liam, ma non è chiaro come questo potere dovrebbe manifestarsi. Il potere di autolimitarsi? Di governare le persone? Perché ha bisogno di più potere?

"Non vorrei avere più potere", ammette. "È solo una canzone. Non voglio mica più potere! So chi sono, sono molto contento di cosa sono. Probabilmente era diretto a qualcun altro. Forse vogliono più potere? Non lo so".

"Sono felice che certe persone ci scavino dentro, che tirino fuori la vanga, ma per me una canzone è una canzone. Non ci rimugino molto su. Se suona bene e io suono bene quando la canto, allora per me va bene. Se suona come qualcosa di forzato, allora vada a fanculo".

Liam non vuole analizzare la propria musica. "So che molte persone vogliono quella roba da 'musicista', ma a me non interessa".

"Le canzoni suoneranno molto meglio dal vivo, fidatevi di me", assicura. "So che suona bene, ne sono soddisfatto, ma con le prove renderemo le canzoni un po' sporche. Ora nella live band c'è Bonehead e ci darà un po' di quel sound sbarazzino".

Prima di pubblicare l'ultimo disco, Liam aveva dichiarato: "Voglio ancora fare un disco alla Stooges nudi e crudi. Senza tastiere e senza Beatlemania. Un vero disco punk. Questo doveva essere così, ma io ho un debole per le ballate e una bella melodia".

"Lo so!", spiega. "Devo darmi una regolata. Devo limitarmi a fare chitarra, basso e batteria. Dieci canzoni, dritte in faccia, ma canzoni buone. Devo rifuggire le canzoni leziose, ma dipende totalmente da me. Non ho disciplina una volta che ascolto una bella melodia 'fiorita'. Ho bisogno di bandire totalmente Beatles. E gli Stones. La prossima volta andrò in studio con una band e tirerò fuori la cosa. Non la mixero neanche. La prenderò come esce dal banco".

"A volte questi mix tolgono tutta la crudezza (della musica, ndr). Deve per forza essere mixata? 'Be', sì, è così che funziona la musica' (mette su una voce snob, ndr), specialmente e vuoi sentirla alla radio ...'. A me non frega nulla se arriva alla radio. Sistema i livelli, ma non reprimerla. Non ha bisogno di una permanente. Lasciala. Ma poi non andrà alla radio e tutti inizieranno a piangere, no?". 

Dell'opinione della gente ovviamente a Liam non frega nulla. "Lo so! Sono Liam Gallagher! Perché preoccuparsi? È quello che voglio fare. Non voglio essere una pop star. Il pensiero di essere una pop star mi fa venire voglia di saltare fuori da quel cazzo di tetto!".

Del resto ha già fatto sold out per due serate a Knebworth (a giugno prossimo, ndr) senza che la gente abbia ascoltato il nuovo disco.

"Esattamente, cazzo!", concorda. "E ho quasi 50 anni. E riesco a malapena a camminare ... No, sto fremendo. Non vedo l'ora che arrivino quei concerti".

Tratto dall'intervista a Liam sul nuovo numero di Mojo - traduz. di oasisnotizie


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mercoledì 20 aprile 2022

Liam Gallagher: "Noel il cervello degli Oasis? Io ne ero l'anima. Si è autoconvinto che suonare di fronte a 2mila persone sia più eccitante che farlo a Knebworth di fronte a 80mila"

Intervistato sul nuovo numero della rivista britannica Mojo, Liam Gallagher è tornato a parlare del fratello Noel e di come il maggiore dei Gallagher si autoconvinca, a detta di Liam, che suonare di fronte a poche persone sia più stimolante che esibirsi a Knebworth, dove Liam tornerà a giugno per due concerti sold out di fronte a ottantamila persone, a ventisei anni di distanza dalle magiche notti di Knebworth con gli Oasis.
Poi ha escluso una reunion col fratello sul palco del parco dell'Hertfordshire e ha ribadito che, se Noel era il cervello della band, allora lui è "l'anima".

"Una volta che entri in una band, ogni giorno è il tuo compleanno", ha detto Liam. "Se non ti svegli alle sei del mattino per scavare buche per strada allora ce l'hai fatta, per così dire. I buddisti dicono che svegliarsi ogni mattina è un altro compleanno, sai". E ribadisce: "Cioè è davvero il mio compleanno ogni cazzo di giorno! Ogni giorno, amico".

"Cosa provo di fronte al mio doppio sold out di Knebworth (giugno 2022, ndr)? Enorme, mi fa rimanere a bocca aperta. Non che ancora ci abbia pensato ... Be', forse un po' l'ho fatto, di nascosto. Non dirlo a nessuno".

"No! Noel non si unirà a noi. È folle anche solo pensarlo. Wishful thinking. Non è Spinal Tap, amico. Se ne terrà ben lontano, provando ad autoconvincersi che suonare di fronte a duemila persone a Scunthorpe sia in qualche modo più attraente che suonare di fronte a ottantamila a Knebworth. Lui la sua possibilità l'ha avuta".

"Questo dimostra che non conta solo chi scrive le canzoni. A volte contano le personalità e i caratteri. La voce. La gente tira merda al cantante: 'Non le ha scritte lui le canzoni, è l'altro il talento, il cervello della band'. Forse io ne sono l'anima. Sono quello che l'ha messa in rete. Fare gol è la parte più difficile del gioco, no?".

oasisnotizie - Source: Mojo

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martedì 19 aprile 2022

Roger Daltrey: "Liam Gallagher? Non è mai noioso e non finge mai. È fantastico e non fa prigionieri"

Queste le dichiarazioni rilasciate da Roger Daltrey, voce degli Who, a proposito di Liam Gallagher, sul nuovo numero della rivista britannica Mojo. 

"La prima volta che ho sentito Liam è stato su Wonderwall. All'epoca era difficile ignorarlo e la voce di Liam è impressa su tutta quella canzone. Per me era una cosa lennoniana, ma Liam è totalmente riconoscibile. È questa la cosa più importante dei cantanti rock. Quando senti i grandi cantanti rock 'n' roll, sai immediatamente chi sono, e Liam è uno di loro. È la più grande voce del rock? Probabilmente no. È il più grande cantante rock? Probabilmente no, ma nel complesso è fantastico. È tanta roba. Non è uno che finge, come fanno molti dei cantanti in giro. Non fa prigionieri. E come ragazzo gli voglio tanto bene. Inoltre capisce le regole di cosa fa funzionare il rock. Tutti quei litigi tra fratelli Noel si deve rendere conto che fanno bene, perché li fanno rimanere sui giornali. Ci insultavamo pesantemente noi degli Who, facevamo proprio a cazzotti, ma alla fine è quello che rende le band grandiose e che rende il processo creativo ancora più fruttuoso, perché lo rende instabile. Non è mai noioso e questa è la cosa che si può dire di Liam: non è mai noioso".



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sabato 21 dicembre 2019

Liam Gallagher racconta: "I miei pomeriggi piovosi ascoltando gli Stone Roses: capii la magia della musica"

Un altro pezzo della nuovissima intervista che Liam ha rilasciato al numero di febbraio 2020 della rivista MOJO.

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Hai detto che non ti sei interessato di musica fino a quando hai scoperto gli Stone Roses all’età di 16 anni. Ma di sicuro prima di allora avrai sentito delle cose a casa che hanno avuto un impatto su di te.

Be’, mio padre faceva il dj part-time nei bar irlandesi. Quindi aveva un grande sistema di amplificazione e tutti questi dischi. Tornavamo da scuola, guardavamo Grange Hill o aspettavamo Top of the Pops e lui registrava i suoi dischi su nastro. Tu facevi: “Ma c’è Top of the Pops, stronzo!”. Allora lui andava a riprodurre questi nastri nei ritrovi per irlandesi. Noi eravamo lì. Eravamo i suoi roadie, penso. Poi Noel iniziò a suonare la chitarra … In realtà anche il mio babbo aveva una chitarra. Non so se fosse granché, ma penso che fu allora che Noel iniziò a prenderla in mano. Il mio fratello maggiore, Paul, era preso dai Jam e da Beat, Selecter e UB40. Noel era più preso dal punk e io condividevo la stanza con Noel, quindi mi beccavo tutto quello. La roba di Paul sembrava più normale, mentre i Damned e i Pistols, per un 13enne, erano una cosa che ti faceva dire: “Cos’è tutta ‘sta roba spaventosa?”. Arrivarono gli Smiths e pensai: “Questa roba è piuttosto buona, ma è un po’ troppo da studenti”. Poi arrivarono gli Stone Roses ed è stato tutto lì. Avevano un look molto simile a quello dei ragazzi delle nostre parti.

Quindi ti piacevano loro tanto quanto la loro musica?

Totalmente. Ian Brown non era un cantante particolarmente bravo, ma pensai: “Potrei farlo”. Sono stati la mia epifania. Andai a vedere i Roses nell’89 all’International 2 di Manchester e ricordo che tornando a casa dopo il concerto pensavo: “Non lavorerò, mi troverò una band”. La musica dei Roses era tutta movimento.

Il loro senso della melodia ti parlava?

Ogni volta che mettevo su le canzoni dei Roses non era solo roba triste. Era soleggiato, capisci? Anche se venivano da Manchester, era una cosa del tipo: “Come fanno a fare questa musica in questa cazzo di città tetra e piovosa?”. Universi paralleli. Fuori diluvia e i suoni ti portano da qualche altra parte. Cominciai a rendermi conto che la musica era magica. Ancora oggi posso mettere su quel primo album e ricordarmi cosa indossavo, con chi uscivo, quale erba fumavo, con quale punteggio veniva asfaltato il City …

traduzione di oasisnotizie - Source: MOJO, February 2020

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venerdì 20 dicembre 2019

Liam Gallagher: "Noel? Si sta rovinando da solo, ma quando lui rinsavirà, faremo la reunion degli Oasis"

Ecco un estratto della nuovissima intervista che Liam ha rilasciato al numero di febbraio 2020 della rivista MOJO.

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Tua madre ti ha mai detto: “Dai Liam, tu e Noel dovete smetterla di litigare e ristabilire il vostro rapporto”?

Molte volte, ma per quanto mi riguarda sono stati porti molti ramoscelli d’olivo e lui non vuole saperne. Per questo motivo continuiamo a punzecchiarci. Lei, però, lo ha detto a me e lo ha detto lui. Ovviamente il fatto che non parliamo la fa arrabbiare. Mi intristisce vedere che i nostri figli sono ai ferri corti. Quindi lo capisco, ma cosa ci puoi fare?

Siete orgogliosi e cocciuti l’uno quanto l’altro.

Sì, ma per quanto mi riguarda lui mi ha buttato sotto un autobus, quindi io ho messo il fottuto muso. Ed è tutto.

Dato tutto questo cattivo sangue, vorresti poi rimettere insieme gli Oasis?

Oh, cazzo, mi piacerebbe un sacco, amico! Ho gli Oasis nel sangue, (gli Oasis) sono quello che io sono, sono quello che io faccio. Ascolta, sono piuttosto felice di fare quello che sto facendo. La cosa mi elettrizza, ma se succede e lui rinsavisce, io sono pronto a partire. Vedremo. Comunque penso che ora si stia rovinando da solo. Quel tizio è proprio fuori. Anche se volesse farlo, non può farlo. Se fa un disco che suona lontanamente come gli Oasis, gli daranno delle bastonate, perché la gente farà: “Perché non ha richiamato suo fratello?”. Quindi deve fare una sterzata e fare qualcosa che non somiglia per niente (agli Oasis, ndr). Ma io sono pronto a partire, amico. Quando lui rinsavirà, lo faremo.

traduzione di oasisnotizie - Source: MOJO, February 2020

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lunedì 14 gennaio 2019

Noel Gallagher: "Adoro Rimbaud. Regalatemi libri di poesie, sono di grande ispirazione quando sono bloccato con i testi"

Anche Noel Gallagher ha ceduto al fascino di Arthur Rimbaud, il celebre poeta simbolista francese del XIX secolo tanto amato da Bob Dylan, Jim Morrison, Patti Smith e altri celebri musicisti.

Lo ha rivelato il 23 ottobre scorso a Londra nel corso della presentazione del libro fotografico Any Road Will Get There There (If We Don't Know Where We're Going), edito da Bonnier Books. Si tratta di un resoconto del recente tour mondiale di Noel con i suoi High Flying Birds e della realizzazione del suo ultimo album, Who Built the Moon?

Noel, in sala accanto allo scrittore Will Hodgkinson, ha detto raccontato: "Cosa dicevo di lui? Lo chiamavo Rim-bored (Rim-annoiato, ndr), no?". Poi ha spiegato: "Sì, è vero, mi piace. Leggevo che A Hard Rain's A-Gonna Fall di Bob Dylan si ispirava a Rimbaud, così mi sono procurato il suo libro Il meglio di Arthur Rimbaud, e c'erano queste testimonianze illustrate di guerra. Le poesie che scrisse quando aveva 14 anni sono incredibili. Le adoro, è un libro bellissimo. 

Alla domanda se sia un appassionato di poesia da sempre, Noel risponde: "È quello che chiedo se la gente non sa cosa regalarmi a Natale. Qualunque poesia. Amo leggerle. È di grande ispirazione quando sei bloccato su un testo, ma non collezioni avidamente poesie e non sono un esperto. Sara (MacDonald, la moglie di Noel, ndr) mi comprerà un libro sulla poesia scozzese, che è molto simile alla poesia irlandese, solo che uno ha una copertina blu e l'altro ha una copertina verde (ride, ndr). Parlano tutti dell'erica e del tempo atmosferico (the heather and the weather, ndr)".

Source: rivista Mojo, numero di febbraio 2019.

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venerdì 11 gennaio 2019

Paul Weller: "Noel Gallagher è più libero e felice che mai. È un genio della melodia, adoro Flashbax e The Girl With The X-Ray Eyes"

Noel e Paul sul palco del The Downs Festival a Bristol il 1° settembre 2018
Come compositore Noel ha questo incredibile talento nello scrivere canzoni-inno, ma come musicista penso sia sottovalutato. Perché l'ho sentito suonare tutti i generi di cose. È un grande bassista, tanto per cominciare, un ottimo batterista, è un tuttofare. La gente non si rende conto di quanto sia bravo. Ha la visione di prospettiva. 
È meno rigido di quanto lo fosse negli Oasis. Sembra molto più libero, forse perché ha meno persone da compiacere, se capisci cosa intendo. Non è prigioniero della propria eredità, reputazione o leggenda. Di sicuro non l'ho mai visto così felice, a suo agio sul palco, e la sua band ci dà dentro, cazzo. Abbiamo suonato con loro quest'estate, ci siamo uniti a loro nel suonare A Town Called Malice e All You Need Is Love. È migliorato nel canto? Be', quando devi cantare una cazzo di scaletta intera ogni sera, non solo una o due canzoni, quello può solo fare bene alla tua autostima e darti più consapevolezza di quello che sai fare. Quello cambia molte cose.
Non sto dicendo questo sol perché è mio amico, ma mi è piaciuta ogni cosa abbia fatto di recente. Mi sono piaciuti tutti e tre i dischi da solista. C'è una canzone che di recente mi è rimasta un sacco di tempo in testa, The Girl With The X-Ray Eyes (da Chasing yesterday, ndr). Mi piacciono davvero tanto la melodia e i cambi di accordi. È una di quelle canzoni che sembra esistano da sempre, solo che prima non le avevi sentite. 
Ma ci sono tutti quei fantastici lati b degli Oasis. Talk Tonight è incredibile. E mi piace davvero Flashbax (lato b di All Around the World, ndr). (canta, ndr) "These things they really don't matter now ...". È un genio della melodia. Non importa quali siano gli accordi, amico, se hai la melodia.

-Paul Weller
Source: rivista Mojo, numero di febbraio 2019

LEGGI ANCHE:

Noel Gallagher racconta (parte 4): "Vi spiego perché stimo Paul Weller. Lui dà tutto se stesso e si arrabbia perché io non faccio altrettanto"




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domenica 6 gennaio 2019

Holmes: "Noel Gallagher ora può esplorare, il bello deve ancora venire. Ha rotto le barriere"

"Ero entusiasta all'idea di lavorare con Noel a Who Built the Moon? perché c'erano un sacco di cose che si potevano fare.  Come la maggior parte dei compositori Noel aveva un procedimento: accordi sulla chitarra, melodia, trasformazione dlela melodia in parole, ideare di un arrangiamento, impartirlo alla band, registrazione. Io quel procedimento lo rispetto, ma non è quello che faccio io come produttore. Per me si trattava di creare punti di partenza: ritmi diversi, direzioni diverse e suoni diversi che avevano lo scopo di ispirarlo. Lui era davvero molto disponibile e penso che la prima settimana dopo che è venuto a Belfast abbiamo registrato il grosso del disco in, tipo, quattro giorni.

Noel ha un intuito incredibile, è incredibilmente rapido. Se avverte qualcosa, è in grado di fornirti centinaia di idee in mezz'ora; è talmente bravo come suonatore di chitarra e talmente creartivo con la sua pedaliera che penso che abbia rimpiazzato con pedali per chitarra altri complementi della sua vita! A volte è un po' come un DJ con la chitarra: mette su, tipo, quattro dischi in otto battute. Ma è eccezionale a cucire insieme tutte le influenze e a renderle Noel Gallagher.

Definitely Maybe è un disco rock 'n' roll dannatamente sbalorditivo. Un disco che parla di uscire dal tuo buco per andare a conquistare il mondo, ma un disco che poteva essere fatto una sola volta. Who Built the Moon? è Noel in un'altra epoca, un altro posto e un altro spazio mentale. Ha rotto la barriera di chi la gente pensa che egli sia, ora può esplorare ancora di più. Gli anni entusiasmanti sono ancora davanti a lui".
- David Holmes, produttore di Who Built the Moon?

traduz. by oasisnotizie - Source: rivista Mojo, Feb 2019 (scansione qui sotto)

DETTAGLI SUL PROSSIMO ALBUM DI NOEL QUI

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venerdì 4 gennaio 2019

Gem Archer: "Vi racconto il mio Noel Gallagher. La fine degli Oasis? Non mi rattrista. La reunion sì che ci renderebbe tristi"


"Prima di unirmi agli Oasis conoscevo solo Noel, in modo molto superficiale. Ero stato a casa sua a guardare partite di calcio, mi ero imbattuto in lui durante dei concerti. Ci vuole molto tempo, come si usa dire, per conoscere Noel, ma ora è un uomo molto diverso da quello che era allora. È sempre stato uno che conosce se stesso, ma ora lo è ancora di più. Non fa più quella cosa alla Dart Fener. Non mi sorprenderebbe se fosse in grado di sollevarsi in aria di nascosto (ride, ndr)".

"Con lui sono coinvolto in questioni musicali da molto tempo. Quando mi aggregai, una delle nuove canzoni era Gas Panic. Quel verso di apertura, 'Quale fantasma tentatore senza lingua entra strisciando attraverso le mie tende?' (si ferma, ndr) ... Qualunque cosa sia, penso che lui si canti e si scriva una via d'uscita da o di attraversamento di quella cosa. Non forza le cose sull'ascoltatore. Scrive di quello che sta attraversando, come un prisma attraverso il quale gli altri si connettono".

"Noel scrive canzoni grandiose, ma fa dei dischi ancora migliori. Vedo da sempre come è consapevole di come le grandi folle ascoltino le canzoni. L'ultimo album non era quello che mi aspettavo, ma l'ho adorato immediatamente. L'apertura (mentale, ndr) che ha ... andare in studio senza canzoni! Noel ha sempre delle canzoni". 

"Da quando lo conosco suona al massimo dei suoi limiti. Non è un virtuoso e non ha mai voluto esserlo. Non è uno alla John Squire, non è John Frusciante, ma ha personalità, è tutta una questione di canzone e di suono. Compra di continuo attrezzature musicali. Ha forse la migliore collezione di tastiere d'Inghilterra. Usa due dita e sono le due giuste (ride, ndr). Oggigiorno sta suonando la chitarra meno che mai, ma è perché si sta concentrando sul canto. Ma ti dico una cosa, amico, la sua mano destra è la migliore che ci sia, il suo senso del tempo è impeccabile. Assurdo".

"La fine degli Oasis non mi rattrista. È comprensibile. Ho trascorso 10 anni in quella band e ho sempre pensato che potesse finire l'indomani o che potesse andare avanti per 20 anni. OK, 20 era un po' ottimistico, ma questo è il passato. Rifarlo rattristerebbe tutti noi. Nell'ultimo tour abbiamo fatto il tutto esaurito per tre serate a Wembley, quindi non era proprio il caso di dire 'sopprimiamo questo animale'. Abbiamo tutti mantenuto quell'aereo in volo. E oggi quando suoni a Rosario, in Argentina, e i ragazzi che erano troppo piccoli per vedere la band hanno tutti le magliette degli Oasis e conoscono tutti i testi ... in testa mia era semplicemente perfetto così com'era".

-Gem Archer

Nel gennaio 2014 lo stesso Gem si diceva possibilista su una reunion degli Oasis ... 

Source: rivista Mojo, numero di febbraio 2019
traduz. by oasisnotizie

LEGGI ANCHE:  I SEGRETI DELLE CHITARRE DI GEM ARCHER: "NOEL? IL NON PLUS ULTRA. ABBIAMO GIÀ 35 CANZONI IN SCALETTA" - 24 ottobre 2018

Nella seconda foto: Gem dal vivo con la band di Noel al SSE Hydro di Glasgow il 24 aprile 2018

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giovedì 3 gennaio 2019

Noel Gallagher: "Quando ho smesso di comporre solo io? Dagli altri Oasis solo riempitivi per completare gli album"

"Quando ho smesso di scrivere solo io non ho fatto nessun favore alla band. Non credo che qualcuno degli altri membri abbia contributo con cose diverse da tracce-riempitivo per gli album. Songbird è stata interessante per una cazzo di settimana. I'm Outta Time non era male, ma serviva solo ad uno scopo: riempire i buchi"  -N.G. 

Nella nostra traduzione, una terza parte dell'intervista a Noel Gallagher che compare sul numero di febbraio 2019 della rivista Mojo
In questo estratto Noel parla, tra l'altro, di come sia cambiata la prospettiva e la carriera degli Oasis dopo la sua decisione di dare spazio agli altri membri del gruppo nella composizione delle canzoni e di come la disintossicazione dalle droghe abbia influito sulle sue capacità creative.
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In retrospettiva Standing on the Shoulder of Giants era quasi un'indicazione di un impulso a fare qualcosa di radicale con gli Oasis che però è fallito?

Il mio errore è stato ... La prima cosa che abbiamo fatto è stata Go Let It Out, che conteneva un loop di batteria. Siccome scrivevo io tutto il materiale e prendevo io tutte le decisioni, non riuscivo mai a portare a compimento quell'idea. Arrivavo alla terza canzone e facevo: "Fantastico! Rock da stadio con chitarre!". Quando stai ricominciando da zero, come sto facendo io adesso, le cose sono ultimate quando sono ultimate. Con gli Oasis c'era un limite temporale, dato che bisognava andare in tour. E quando non contribuiva nessun altro tutti se ne stavano lì seduti a fare: "Non hai ancora finito di scriverla?". In particolare Liam. Lui faceva: "L'hai scritta?". E io: "Porca troia, è piuttosto difficile, sai? So che io lo faccio sembrare facile, ma in realtà non è affatto facile".

Ma volevi già allora uscire da quel classico sound Oasis anni '90?

Sì, ma non è facile. Rivoluzionare una band famosissima non è facile. Come abbiano fatto gli U2 a farlo con Achtung Baby non lo so. Ho partecipato al tour del trentennale di The Joshua Tree e il loro sound era quello, e farlo saltare in aria ... Con il senno del poi era lo stesso problema che c'era con l'album degli Amorphous Androgynous (il disco dei Noel Gallagher's High Flying Birds costituito da una sessione del 2011 con Garry Cobain e Bairn Dougans, che non ha mai visto la luce, ndr). Pensavo che avrebbero semplicemente psichedelicizzato le mie canzoni. Semplicemente non funzionava per un cazzo, così me ne sono tirato fuori. Non avevo mai lavorato in quel modo prima di allora. Quell'idea di partire da un foglio bianco e tutti che lanciano idee e poi le forgi. Ma Who Built the Moon? non sarebbe venuto fuori senza l'album degli Amorphous Androgynous, che sarebbe stato fantastico se avessi saputo che cazzo stessi facendo, o avessi saputo come si sarebbe dovuto fare.
Ma sì, con gli Oasis c'erano sempre quei momenti in cui ricadevi nel suonare rock da stadio. Quando tutte le canzoni che hai scritto sono rock da stadio, se fai qualcosa di diverso pensi: "È ora di andare al cesso". Io tendo a non notarlo, ma qualcuno laggiù (ad esempio Liam) lo nota. "Cos'è tutta questa cazzo di merda acustica? Sono tutti in bagno!".

C'è stato quel periodo tra Heathen Chemistry del 2002 e Dig Out Your Soul del 2008 in cui hai abdicato felicemente dal tuo ruolo di unico compositore e hai invitato i nuovi membri Gem e Andy a contribuire alle canzoni e ad aiutare Liam a comporre. Era come se The Chief avesse lasciato la stanza ...

(lunga pausa, ndr). Ripensandoci penso che mi sia un po' venuto il panico. Perché scrivere canzoni la trovavo una cosa molto facile. Definitely Maybe, What's the Story ..., Be Here Now, sono venuti facilmente. OK, con l'ultimo ero fuori di testa, ma dopo è stato: "Hai dei lati b?" e la risposta è stata: "No, niente". Faticavo a creare 10 canzoni, figuriamoci 18, e 8 di queste non erano nulla di che. Quando al gruppo si sono uniti Gem e Andy non hanno mai chiesto di scrivere, ho chiesto io a loro di contribuire e loro hanno detto di sì, quindi quella cosa mi ha un po' tolto la pressione di dosso. Ma nella band c'erano due persone allo stesso livello, io e Liam, e se l'altro tizio non è un compositore, non può iniziare a capire com'è scrivere un album per intero. "Hai delle canzoni?". "No". "Cosa hai fatto finora?". "Mi sono fatto una vita, testa di cazzo". Ma sono d'accordo, non ho fatto nessun favore alla band. Non credo che qualcuno di loro abbia contributo con cose diverse da tracce-riempitivo per gli album. Songbird (di Liam, ndr) è stata interessante per una cazzo di settimana. 

Il suo brano I'm Outta Time era piuttosto bello. 

Non era male, ma serviva ad uno scopo, riempire i buchi.

Pensi che quando hai smesso di assumere droghe di livello A, nel periodo di Standing on the Shoulder of Giants, questo abbia influito sulla tua capacità di scrivere canzoni nello stile dei tuoi classici della metà degli anni '90 come Live Forever, Wonderwall e Don't Look Back in Anger?

Penso che quando ti fai di coca ci sia sempre roba divertente su cui scrivere. Sei sveglio tutta la notte a prendere un sacco di roba stramba circondato da gente pazza, ma quando ho smesso di prendere cocaina me ne stavo seduto sul pavimento a fare (fa una serie di espressioni perplesse, ndr) ... Non pensi a robe folli quando vai a letto alle 11. Tra le 4 e le 6 del mattino, quando sei seduto con Bobby Gillespie, pensi: "Mi ricordo quel verso" (line significa verso, ma anche striscia di coca, ndr) ... Quindi sì, suppongo abbia avuto quell'effetto, e mi ci è voluto un po' per voltare pagina. Si è dovuto attendere Don't Believe the Truth perché io iniziassi a scrivere nuovamente roba grandiosa. Quanto a Heathen Chemistry ... Little by Little era fantastica, ma non è una registrazione fantastica. Ma non c'era molto da cantare e ballare in quel periodo. 

Hai sostituito le droghe con qualcos'altro? 

(lunga pausa, ndr). Non posso commentare (ride, ndr).

Qualcosa di spirituale forse?


Col cazzo! (lunga pausa, ndr). No, non ne parlerò. Ho problemi a entrare in America. (fa una pausa, ndr). Devi sostituirla con qualcosa.

OK ... penso che la cosa ironica sia che innanzitutto non non hai mai voluto fare il compositore o la rock star. Non hai avuto questo desiderio fino ai 25 anni diciamo. Avevi quanti anni, 27 quando è uscito Definitely Maybe?

Posso dire in tutta onestà, e giuro sulla vita dei miei figli, che non ho mai avuto il benché minimo desiderio di fare questo. Quando ero giovane ero molto appassionato di musica e sapevo suonare la chitarra e pensavo che in qualche modo quella cosa sarebbe stata importante. Poi quando ho incontrato Graham Lambert degli Inspiral Carpets a un concerto degli Stone Roses (nel maggio 1988, ndr) ho pensato: "Ci siamo! Bastardo fortunato!". Per sistemare la sua chitarra e la batteria prendevo 350 sterle a settimana, che era una cifra astronomica. Viaggiavo per il mondo, prendevo la diaria, droghe, scopavo le groupies, una giorno eravamo a New York, l'indomani ... non riuscivo a credere a quanto cazzo fossi fortunato.
Poi telefonai da Monaco (a mamma Peggy, ndr). "Sai che Liam fa parte di una band?". "Cosa?". Sapeva che io sapevo scrivere canzoni e mi invitò a una jam. Poi, però, successe che io avevo quel riff di Columbia e tutti si unirono e si accese una luce, e pensai: "Porca troia!". Dentro di me si accese una luce. Fino a quel punto non mi aveva mai interessato, ma amavo la musica, amavo i musicisti, essere coinvolto nella periferia della musica. 

E ora guardati.

Sì, ma ci sono momenti in cui penso che mi piacerebbe tornare lì. Nessun servizio fotografico, niente riprese, avevo dei bei soldi, avevo delle belle droghe sempre con me, avevo sempre una ragazza davvero attraente, era fantastico. Andiamo avanti veloce fino al 1997. Ci sono 200 ragazzi fuori da casa tua e non puoi uscire, sei fatto di coca fino ad andare fuori di testa, mangi spaghetti in scatola (pot noodles, ndr) per tre giorni ... Ma no, non mi sono mai messo in piedi davanti allo specchio con in mano una racchetta da tennis, non mi è mai successo.

traduz. by oasisnotizie - Source: Mojo, Feb 2019

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martedì 25 dicembre 2018

Noel Gallagher: "Come fa a non piacervi Holy Mountain? Finalmente sono diventato un artista"

Nella nostra traduzione, una seconda parte dell'intervista a Noel Gallagher che compare sul numero di febbraio 2019 della rivista Mojo. Noel parla della scelta di pubblicare un disco diverso dagli altri, Who Built the Moon?, uscito il 24 novembre 2017, che ha diviso i fan. 

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Far produrre il tuo album a David Holmes è stato piuttosto rischioso dopo Noel Gallagher's High Flying Birds e Chasing Yesterday, relativamente 'normali'. Perché hai preso questo rischio?

Ero a due terzi del lavoro con Chasing Yesterday, provavo a ultimarlo e ho pensato: "Cos'altro ho da perdere? Vado a Belfast a vedere David per una settimana (nel gennaio 2014, ndr). Se non succede un cazzo allora non c'è la magia e allora non accadrà". Non sapevo nulla di come lavorava David. Sapevo che aveva fatto della roba con i Primal Scream, ma non ne avevo mai parlato con loro. Ci siamo presi un cichetto e abbiamo ascoltato dei dischi la sera prima, lui ha messo su del kraut pop francese (ride, ndr) ed è stato come: "Sì, facciamo qualcosa di simile". Ha messo quella canzone degli Ice Cream, The Chewin' Gum Kid. Quindi tutto quello che sapevo il primo giorno era quello, che avremmo fatto qualcosa che si sarebbe basato su quella canzone. Per le prime due sessioni la sensazione è stata quella di una jam. Suonavo su un loop di batteria e lui all'improvviso diceva: "Fantastico!", e poi facevamo qualcos'altro.

Quindi l'idea classica di 'Canzone' per Noel Gallagher è andata via dalla finestra?

Non ho mai esposto un manifesto, ma a volte io suonavo qualcosa e lui diceva: "Questo suona come gli Oasis". Io facevo: "Bene ... E cosa c'è che non va?". Lui: "Tutto questo l'hai già fatto in passato". "Sì, lo so, ma è questo quello che faccio io, l'ho inventato io". E lui: "Fai qualcos'altro". Le prime due volte che me l'ha detto io ho risposto: "OK ...", ma poi quando cominci a fare cose che non eri consapevole di poter fare pensi "Questo è proprio incredibile, cazzo!".

Ma poi ti ci sono voluti quattro anni per completare il disco.

Abbiamo fatto due sessioni diverse a Belfast, io sono andato in tour e dopo un po' sono iniziati a comparire frammenti di musica (il singolo dream pop anni '80, ndr). It's a Beautiful World ha impiegato secoli per venire fuori, ma per 18 mesi non sono riuscito a comporci nulla attorno. Non sapevo in che direzione stessi andando. Poi all'improvviso ho scritto un testo e tutti hanno iniziato a cadere uno dopo l'altro, come in un domino. Sono rimasto davvero sbalordito. David in me ha visto qualcosa che non mi importava cercare da me. È stata una liberazione.

Poi il primo singolo estratto dall'album, Holy Mountain, una commistione di Bowie/Roxy Music/The Damned/Plastic Bertrand, ha suscitato grande sensazione ...

Ero in tour in Sudamerica quando ho avuto le reazioni, e sono rimasto ... scioccato. Ho pensato: "Come può non piacervi questa canzone? È la cosa più incredibile che io abbia mai ascoltato. I social media mi sorprendono, perché io non sono sui social. Qualcuno del mio ufficio mi ha detto che alcuni dei commenti erano incredibili. Ho pensato: "Bene. Wow!", ma poi mi ha detto: "No, no, no. Devi vedere cosa stanno dicendo. Ti sorprenderà" (ride, ndr), ma io non me la nevevo. Penso che qualcuno su Twitter abbia detto che non gli piaceva, quindi: "Bene. Non piace neanche a me". Sai, il tizio col parka e con le maracas. Ora sono ce n'è una massa, un collettivo. "Whooah, è uno schifo del cazzo".

Poi l'apparizione televisiva a Later: non solo la gente ha capito che Gem Archer e Chris Sharrock degli Oasis erano tornati in squadra, ma che la band ora comprendeva una ragazza francese con un mantello che suonava le forbici.  

Concordo che fosse un po' folle. Ho interpretato male tutta la situazione e anche Charlotte lo ha fatto. Fin oa quel punto nessuno sapeva niente (che lei suonasse le forbici, ndr), io non ho mai detto niente. Adoro Charlotte. Solo l'indomani qualcuno ha detto: "Hai visto YouTube?". È finito al telegiornale della BBC. Non potevo crederci, ma poi ho pensato: "Questa cosa è folle".

Hai avuto dei dubbi sulla pubblicazione dell'album a quel punto?

L'album era finito, stava per uscire, ma era una posizione interessante in cui trovarsi. C'era il brano acustico, Dead in the Water (registrato per una sessione radiofonica a Dublino, ndr), e dopo che è uscito Chasing Yesterday qualcuno mi ha detto: "Devi fare un disco in acustico". Non ho mai fatto un album in acustico, quindi ho prenotato lo studio per due settimane ed ero lì seduto con la chitarra acustica, quella con cui ho scritto Wonderwall, con i fan di tutto il mondo che mi dicevano: "È questo quello che dovresti fare". Il management mi diceva: "È una canzone fantastica, mi fa piangere". Poi ho pensato: "Non losto facendo per me, lo sto facendo per gli altri. Voglio tornare al disco (di David Holmes, ndr), voglio una drum machine degli anni '70 da far passare attraverso un amplificatore, voglio suonare il basso ...". 
Per cui ho cestinato quella sessione acustica il secondo giorno. L'ingegnere mi ha detto: "Basta così?". "Sì". "Non abbiamo fatto nulla". "Lo so ...". L'unico motivo per cui Dead in the Water è stata registrata è che non lo sapevo che la stessero registrando. Non la registrerò mai di nuovo, perché non credo più in quel brano. David ha detto: "Sei la cazzo di persona migliore del mondo nel fare quella roba, ma l'hai già fatta". Aveva ragione. 

Quanto lontano sei disposto a spingere il lato sperimentale della tua musica? Anche se tende ad alienare i fan con la mentalità Oasis?

Le mie nozioni più artistiche sono volte ora a dare piacere a me stesso piuttosto che voler lavorare con quei tizi o quel produttore. Ora farò quello che vorrò. Se mi piacerebbe lavorare con Brian Eno? Mi piacerebbe molto.

È a questo punto che emergi come Noel Gallagher l'artista?

(Ride, ndr). Ho fatto sei mesi di promozione prima che uscisse Who Built the Moon? e una sera in una stanza d'albergo ho dovuto dire a me stesso: "Sei diventato un artista!". Ho dovuto dire a me stesso: "Non sei più il ragazzo delle case popolari con una chitarra in spalla". (Voce da tassista mancuniano, ndr). "Ha fatto fortuna quel ragazzo con la chitarra. Cazzo, bellissima, amico!". (Ride, ndr). Quindi sì, ora sono un artista. Devo comprare una sciarpa e un cappello.

Gente con un certo retroterra, che fa un certo tipo di musica, non vuole essere visto come pretenzioso. Quell'etichetta "uomo della gente".

Sì. Be', Weller in quel senso è un'ispirazione. Mi ha detto che più i fan dei Jam odiavano gli Style Council, più lui voleva farlo. Quando facevo questo album andavo in giro con gli U2 per il trentennale del tour di The Joshua Tree. Adam Clayton mi diceva: "Who Built the Moon? mi ricorda quello che successe con Achtung Baby. Ai fan non piacque per nulla. Ma è il tuo disco migliore questo". Ha detto: "È diventato il nostro disco migliore, anche se all'epoca incontrò tante resistenze. Per fortuna non c'erano social media all'epoca, per cui non sapevamo cosa fosse sbagliato". Ma ora puoi vedere succedere queste cagate in tempo reale. 

Tuttavia mentre ti proietti in avanti sei tornato ad avere Gem e Chris Sharrock nella band dal vivo. È un ritorno alla comfort zone? 

Quando ho iniziato come solista avevo Tim Smith (chitarra, ndr) e Jeremy Stacey (batteria, ndr) e la cosa fantastica dei turnisti è che quando non sei sicuro di quello che stai facendo loro ci azzeccano, lo fanno suonare come il disco. È di questo che avevo bisogno all'inizio. Ma non è come avere una band. Chris e Gem sono molto più rilassati, non è la stessa cosa ogni sera. Tim e Jeremy hanno sono andati via nello stesso periodo in cui i Beady Eye si sono sciolti, quindi l'ho preso come un segno del destino.

Source: Mojo, Feb 2019 - traduzione di oasisnotizie

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mercoledì 19 dicembre 2018

Noel Gallagher: "Liam ha sciolto i Beady Eye con un sms. Reunion? Mai, ha attaccato la mia famiglia. Se fosse vero che la vuole non dovrebbe fare lo stronzo"

Ecco, nella nostra traduzione, una prima parte delle dichiarazioni che Noel Gallagher ha rilasciato per il nuovo numero della rivista Mojo il 4 novembre 2018. L'intervista è stata pubblicata sul numero di febbraio 2019 della rivista, in edicola in questi giorni in Gran Bretagna. Seguiranno le altre parti dell'intervista tradotte in italiano.

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Un anno fa, quando è uscito Who Built the Moon?, hai rilasciato due interviste da prima pagina e poi sei sparito. Liam si è visto ovunque. L’hai lasciato vivere il suo momento sotto la luce del sole?

Sinceramente non sono un tipo competitivo. Davvero! OK, lo ero negli anni ’90. Poi abbiamo vinto, abbiamo vinto negli anni ’90! Poi ho fatto: “Non me ne frega più”. (sospira, ndr). Esce il disco di Liam e se il giornalista non fa una domanda su di me se ne inventa una per chiedere di me. Stabilisce l’agenda. Quando rilascio interviste sento sempre: “Stamattina ero sul profilo Twitter di tuo fratello; non gli piace molto tua moglie”. Io faccio: “Non sono venuto fino in Perù per parlare di quel coglione”. Con cadenza giornaliera.
Poi quando esce il mio album e io vado in tour dico al mio ufficio: “Sentite, a me non può fregare di meno”. Se non prendo posto sul sedile posteriore qui questa cosa andrà avanti per sempre ed è umiliante. Non è degno di me. Tutta quella storia di quei cazzo di fratelli che battibeccano la leggi, ed è proprio infantile. Io lascio che parli la musica e quel che sarà sarà.

Quindi non c’era un filo di invidia quando Liam si è esibito a Finsbury Park? O hai detto: “in bocca al lupo a lui”?

In bocca al lupo a lui, senza dubbio. (si ferma, ndr). Ascolta, io conosco la vera storia dei beady Eye e come si sono sciolti. Ha lasciato la band con un messaggio di testo. Il Principe delle Tenebre, L’Uomo, non ha neanche avuto le palle di telefonare ai suoi compagni di band. Dato che ha ottenuto un contratto discografico ha fatto: “Ci vediamo, ragazzi”. Poi quando ha ottenuto il suo contratto con Live Nation nessuno gli diceva: “Non fare nessuna canzone degli Oasis, fai la tua roba nuova, è in quello che sei bravo”. Ora fa la sua cosa - che in pratica è la mia cosa - e quando era headliner a Finsbury Park io ero seduto lì a guardare Match of the Day a beccarmi un assegno per i diritti d’autore dato che cantava le mie canzoni. Tuttavia invece di renderlo felice questo lo ha reso peggiore. Lo ha fatto arrabbiare ancora di più (ride, ndr).

Liam ha passato il segno con i suoi tweet sulla tua famiglia?

Sì. Ora non se ne parla proprio, amico. Non vi è la benché minima possibilità (di una reunion degli Oasis, ndr). All’inizio avevo detto al mio management: C’è un numero magico. Se raggiunge quel numero magico lo farò. Fatemi un fischio. Un paio di concerti mostruosi. Persino un tour nelle grandi città, un tour mondiale, stadi, brucio un sacco di soldi, mi compro uno yacht e un aereo, e un’altra casa nuova, poi torno a fare quello che sto facendo. Facile. Non dovrei dovuto neanche viaggiare con lo stronzo. Avrei avuto il mio elicottero, digitato il codice, arrivederci … Quella cosa sui miei figli e mia moglie. Assolutamente no. Se mi fossero rimasti 50 dollari in tasca piuttosto andrei a chiedere l’elemosina. Assolutamente no, non posso farlo.

E farlo per i fan? Significherebbe molto per un grande numero di persone.

Perché dovrei? Poi la cosa che sto facendo adesso sarà vista come un progetto collaterale al quale tornerò. So che si fa così, si dice che non si farà e poi si torna insieme, ma ti assicuro che non succederà. “Dovresti farlo per i fan?”. Posso assicurarti che nessuna persona in quella band lo faceva per i fan. Lo facevamo per noi. Non pensi sia grandioso che i Clash non siano mai tornati insieme? Perché significava qualcosa. I Jam? Puoi sederti e dire: “Ho visto i Clash, ho visto i Jam, ho visto gli Smiths …”.
OK, posso capire gli Stone Roses che tornano insieme, non hanno mai incassato, ma il batterista degli Oasis è un uomo molto ricco. Bonehead è un uomo molto ricco. Guigs è un uomo molto ricco. A dire il vero so che lo sono perché ogni tot mesi devo firmare gli assegni! Nessuno sta bussando alla porta per chiedere la carità. Nessuno è al verde. Liam vuole farlo per il proprio ego. A lui dei fan non è mai fottuto un cazzo! Non se ne sarebbe andato dal palco 25 volte nella sua carriera se gli fosse importato qualcosa dei fan. Era così squilibrato … Strambo. Non ho dubbi che se tornassimo insieme sarebbe così.

Quindi è un no definitivo.

Per quanto Liam mi conosca, chiaramente, poco, Liam mi conosce quel tanto (indica una piccola quantità con pollice e indice, ndr). Perché deve sapere che se attacchi i miei figli e la mia compagna io quella cosa me la porto sino alla tomba, e questo è quanto. Per dire: “Le mie valigie sono pronte, sono sulla soglia, non dipende da me”. No, dipende da te! I fan fanno: “Liam è così disponibile”. Allora non dovrebbe essere così stronzo, no?
Ascolta, me lo chiedono praticamente ogni giorno, di solito i tassisti dei black cab (i taxi neri di Londra, ndr). “Tornerete insieme?”. “No”. “Mai dire mai, però, eh?”. “No, in questo caso posso dire tranquillamente mai”. “Eravate dannatamente bravi, sai”. “Lo so, ho la casa che lo dimostra, so quanto eravamo bravi”. “Non vi ho mai visti”. Certo che no (ride, ndr).  

Source: Mojo, February 2019 - trad. di oasisnotizie

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"Nuovo disco di Gallagher a settembre". Liam: "Falso. Non sapete un cazzo. Fanculo, vecchie scorregge di Mojo"

"Liam Gallagher pubblicherà il suo secondo album da solista a settembre, avendolo registrando a Los Angeles". Si legge questo sul nuovo numero della rivista britannica Mojo, appena uscito in edicola nel Regno Unito. La rivista contiene, tra l'altro, un'intervista in cui Noel non le manda a dire al fratello.

A stretto giro di posta è arrivata la replica di Liam, che pochi minuti fa su Twitter ha scritto: "Vadano a fanculo quelle vecchie scorregge di Mojo. Non sanno un cazzo delle mie mosse. Uscirà prima di settembre, fidatevi di me".

In un precedente tweet odierno Liam aveva detto di essere appena tornato in studio con altre hit in saccoccia. 

Thanks to Devoti di Liam Gallagher (Facebook page)


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martedì 18 dicembre 2018

Noel Gallagher: "Liam vuole la reunion? Per il suo ego. Dei fan non gliene è mai fottuto un cazzo"

Nei mesi scorsi Liam Gallagher aveva più volte lanciato al fratello Noel il ramoscello d'ulivo per rimettere insieme gli Oasis. 

"Terra chiama Noel", aveva scritto a luglio su Twitter. "Ascolta ragazzo, ho sentito che ora ai tuoi concerti il pubblico non può bere alcol. È la cosa più strana che tu abbia mai fatto. Ti perdono ma rimettiamo insieme i grandi Oasis e smettiamola di cazzeggiare. Pago io da bere". E a un fan che gli chiedeva quanto fosse disperato per volere una reunion Liam rispondeva: "Non sono disperato. Credo solo che sia una cosa carina da fare".

Oggi una risposta di Noel arriva e non è certo delle più concilianti. Il chitarrista ha concesso un'intervista al numero di febbraio 2019 della rivista Mojo, appena uscito in edicola in Gran Bretagna. "Liam vuole farlo per il proprio ego", dichiara il leader degli High Flying Birds. "A lui dei fan non è mai fottuto un cazzo. Non sarebbe andato via dal palco per 25 volte nella sua carriera se gli fosse importato qualcosa dei fan".  

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sabato 22 febbraio 2014

Oasis, nei negozi da maggio l'edizione rimasterizzata di Definitely Maybe

Il disco di debutto degli Oasis, Definitely Maybe, lanciato sul mercato il 30 agosto di vent'anni fa, sarà ripubblicato in edizione rimasterizzata dalla Big Brother Recordings il 19 maggio 2014. A darne notizia è il mensile musicale Mojo nell'ultimo numero in edicola nel Regno Unito, quello di aprile. Saranno quattro i formati: CD rimasterizzato, edizione speciale 3 CD, vinile e deluxe boxset. 

È probabile - ma si tratta solo di speculazioni - che i 3 CD contengano: il primo l'album rimasterizzato, il secondo i lati B e il terzo alcuni demo o registrazioni dal vivo. Il deluxe boxset potrebbe contenere, in più, un DVD con il meglio del tour del 1994-1995, come il DVD pubblicato nel 2004 per celebrare il decennale della pubblicazione dell'album.

L'articolo che Mojo dedica alla band di Manchester è di sei pagine e comprende anche foto degli Oasis dell'epoca e una piccola intervista a Paul Bonehead Arthurs, che ne ha dato notizia tramite Twitter (foto qui a lato).

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martedì 1 gennaio 2013

Entusiasmo attorno al nuovo disco dei Beady Eye. Il produttore: "La voce di Liam è irreale, è un album da trip!"

Alcuni commenti di Liam Gallagher, Gem Archer e del produttore Dave Sitek sul nuovo disco dei Beady Eye, pubblicati sull'ultima edizione della rivista Mojo.

Liam Gallagher: "La sensazione è che sia un album davvero speciale. Sai quando normalmente passi attraverso una porta? Ehm, la porta l'abbiamo scardinata, cazzo. Siamo entrati facendo fumo ... Odio la parola sperimentare, ma stiamo sicuramente sperimentando".

Gem Archer: "Abbiamo fatto entrare degli amici, è stata una cosa che ha fatto rimanere a bocca aperta".

Liam Gallagher: "Tendiamo a lavorare dalle 12 alle 12. Magari ci facciamo un drink nel finesettimana. Ma c'è molta salvia che viene bruciata. Teniamo fuori gli spiriti maligni. Dave è fatto così, sai come sono fatti gli americani. Sono gatti impauriti, no? L'odore è buono però".

Gem Archer: "È più ampio, più largo, non è rock'n'roll ridotto all'osso, di sicuro no. La costante è la voce di  Liam e lui è veramente in forma. Suona esagerato".

Il produttore Dave Sitek sulla voce di Liam: "È irreale. Quando ti limiti ad accendere il microfono senza fare nulla alla voce, fai tipo ... suona come un gran dannato disco! È uno di quelli. È strumentazione da rock band, ma usata in un modo diverso. Ci sono molte parti rallentate, accelerate e spaziali. È da trip! a forza delle canzoni è così alta che ci è toccato essere proprio giocosi".

oasisnotizie - via Mojo



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