Visualizzazione post con etichetta standing on the shoulder of giants. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta standing on the shoulder of giants. Mostra tutti i post

mercoledì 5 maggio 2021

Noel Gallagher ricorda gli anni '90: "Niente telefonini ai concerti, allora sì che era bello. Con Be Here Now ho perso un'occasione perché ..."

Intervista a Noel Gallagher realizzata dalla rivista britannica GQ (numero di maggio 2021). Terza e ultima parte della nostra traduzione. (PER LA PRIMA PARTE CLICCA QUI; PER LA SECONDA CLICCA QUI).

Molta gente contestualizza la fine degli anni '90 con la morte di Diana, Principessa del Galles, la delusione finale del New Labour e Be Here Now

Sì. E con la terza serie di The Fast Show. Sì, è vero, ecco perché con il documentario sugli Oasis ci siamo fermati al punto più glorioso, perché chi vuole documentare la cazzo di caduta di qualcosa? È come il film di Alan McGee, Creation Stories: nessuno vuole leggere di riabilitazione (post-tossicodipendenza, ndr). Qualunque cosa su quel periodo dovrebbe arrestarsi a Knebworth, perché quello che è divenuto noto come Britpop poi si è intrecciato in qualche modo con la politica e quello ha portato alla guerra e a tutta quella cazzo di cosa. Il fotografo di Manchester Kevin Cummins stava facendo il suo libro e io ho concesso un'intervista per il libro. Mi ha fatto una domanda sul Britpop e sul nazionalismo e io scherzosamente gli ho detto: "Chiedi a Paul Morley e lui ti dirà". Ha fatto così e Paul Morley incolpa letteralmente gli Oasis per il Brexit. Io ho pensato: "Wow. Porca troia! È particolarmente folle, perfino da parte tua. Ma non puoi attribuire molta riflessione a quello che la gente dice".

Con il senno di poi, come vedi il supporto alle industrie creative fornito da Tony Blair e dal New Labour?

Perché il thatcherismo aveva colorato tutte le nostre vite, cosa che era ancora prevalente con John Major, poi arrivò Tony Blair, io lo sentii parlare e pensai – e lo penso ancora oggi – che lui fosse fantastico. È l'ultima persona che per me abbia avuto un qualche senso. la terza via, o la politica centrista, era una cosa nuova. Pensavo: "Cazzo, questa è una cosa davvero intelligente!". Inizia a incontrarlo in varie cerimonie di consegna di premi. John Prescott era un po' un personaggio da fumetto, ma pensavo che il resto di loro non fossero male.  

I tuoi pensieri sulla Cool Britannia?

Ho amato gli anni '90 e la maggior parte degli anni '90 sono passati dalla mia cucina. Mi piaceva Damien e Kate Moss era una grande amica. Era un grande periodo, un gran bel momento storico. Nessuno lo ammetterà mai e ogni volta che lo dico viene ripreso dai fottuti membri sbagliati della stampa e stravolto, ma siamo stati tutti bambini della Thatcher, che ci siamo fatti il culo e ci siamo fatti da noi. Questo verrà preso dal Daily Mail, ma quello che intendo è che tutto questo è successo nonostante il thatcherismo. Eravamo tutti disoccupati, prendevamo tutti il sussidio e ci saremmo dovuti accorgere che non avremmo ottenuto nulla e che non ci sarebbe stato regalato nulla, per cui avremmo fatto meglio ad andare a prendercelo, cazzo!

Per me gli anni '90 sono stati un sacco di intellettuali della classe operaia che non erano per niente in sintonia, che approdarono tutti nello stesso momento nella politica, nella musica, nella moda, nella fotografia, nell'arte, nello sport. Sai, il giovane musulmano Prince Naseem fu il più grande pugile che fosse mai vissuto sino a quel momento e si diceva: "Chi cazzo è questo tizio?". Sembrava una cosa della classe operaia. Ecco cosa ho preso da quella cosa. Chiunque incontrassi era sano, più o meno, e tutti gli altri giocatori della partita, come Jarvis (Cocker, ndr), Hirsty (Damien Hirst, ndr), tutti erano dannatamente grandiosi. C'erano anche un sacco di settentrionali, un'altra cosa inusuale: non è più così. Ricordo una di quelle conversazioni alla cocaina alle cinque del mattino, in cui dissi: "Questo cazzo di decennio sarà ricordato come uno dei più grandi" e tutti gli altri mi dicevano: "Nah". All'epoca sentivo che questo gruppo di persone alla fine sarebbe diventato il mainstream. Sentivo che era un momento unico della storia, e ha finito per essere così.  

Ora gli anni '90 sono venerati come l'ultimo grande decennio in cui siamo stati liberi, perché Internet non ci aveva schiavizzato tutti e non aveva portato la nevrosi del mondo al punto della fottuta paralisi, in cui non puoi dire o fare o proporre di prendere per il culo qualcuno o essere irriverente verso nulla, nessuna parte della società. Allora, invece, era dannatamente spontaneo. Tutto era spontaneo e su due piedi, in particolare nella mia vita. Non pensavo a nulla. E ora ogni cosa è riflettuta. 

L'altra sera stavo vedendo il film di McGee e pensavo: "Questa cosa non accadrà mai più", dato che oggi ci sono troppi fogli di calcolo. All'epoca era: "Pubblicalo, vedi cosa succede e passa alla cosa successiva". Non so che sensazione avessi tu, ma io provavo questo. Voglio dire, guarda tutte le grandi cose iniziate negli anni '90.  Sai, le riviste e i cazzo di programmi radiofonici e le cose fisiche che la gente poteva possedere, mentre ora è tutto podcast e fottuto Netflix.

Uno dei pochi libri sul periodo è The Last Party di John Harris, che, pur essendo piuttosto comprensivo, è continuamente negativo.

Sì, ma lui è un coglione. Dice che è orribile perché lui è un nerd che non ne è mai stato coinvolto. ne ha scritto, ma non ne ha mai fatto parte. Non è mai venuto a casa mia. Non era amico di nessuno. Odiava gli Oasis perché gli Oasis divennero popolari. E odiava me perché accettai di andare al numero 10 (di Downing Street, ndr) perché la sua cazzo di mamma e il suo papà erano fottuti socialisti e lui non fu invitato. Fine della storia. E Paul Morley è lo stesso.

La gente ha sempre detto che gli anni '90 furono un eco degli anni '60, ma quell'eco è piuttosto forte. 

Guardiamo Top Of The Pops ogni finesettimana a casa mia, dato che non c'è un cazzo alla tele, e ora siamo arrivati agli anni '90. Mia moglie diceva, e non ricordo quale artista fosse, ma durante la trasmissione, "ci sono molti artisti gay e uomini e donne nere". Voglio dire, tutti erano ben rappresentati negli anni '90, quindi cosa è successo per arrivare a una situazione in cui ora nessuno è rappresentato o la percezione è che ormai nessuno sia rappresentato? Torna agli anni '90 e tutti erano rappresentati a pieno e senza pensarci su. Nessuno compilava delle quote.

È anche l'ultimo decennio analogico.

C'è una ripresa fantastica di Knebworth, fatta da Jill Furmanovsky dal retro del palco. Il palco è vuoto, i Prodigy stanno suonanto e Keith (Flint, ndr) è andato in mezzo al pubblico con un microfono per fare Firestarter. E ricordo perfettamente il momento. Era andato di fronte a 125mila persone e lo si riesce a vedere perché è l'unica persona con i capelli verdi. La cosa più significativa, però, è che non c'è una singola persona che abbia in mano un telefono. C'è solo la band nel momento con la gente. Questo è davvero significativo, perché ora quando vedi Glastonbury sono tutte stupide fottute bandiere e telefoni e gente che prova a catturare merdate ora per condividerle con qualcuno, ma negli anni '90 dovevi essere lì.

Qual è stato il momento più euforico degli anni '90?

Non sono proprio il tipo di persona che diventa emotivamente euforico sulle cose. Ci sono stati momenti in cui sono stato colto alla sprovvista, come quando abbiamo fatto il tutto esaurito alla Sheffield Arena, perché appena quattro mesi prima eravamo in una cazzo di sala prove. Per la maggior parte di quel periodo sono stato in una bolla. Scrivevo e scrivevo ed ecco perché nell'iniziale esplosione dal 1993 al 1997 avevo così tante canzoni dannatamente grandiose, perché ci dedicavo la vita. E poi dopo mi sono dedicato a spendere e a sniffare. 

Nelle prime dieci posizioni del canone rock, in che posizione sono gli Oasis? Prime cinque?

Di solito li collocavo sempre ad una solida posizione numero sette, la band e tutta la sua gloria. Una sera sul tour bus me ne sono uscito con questa lista: Beatles, Jam, Sex Pistols, Smiths, Happy Mondays e Stone Roses vanno insieme, poi gli Stones e poi noi.

E quanto è bello (What’s The Story) Morning Glory?

Quel disco mi fa piegare. Erano solo dei demo. Non avevo neanche finito il cazzo di disco quando siamo entrati in studio. Ecco perché la metà di quelle canzoni sul disco hanno un verso e un ritornello, perché facevo: "Fanculo! Lo farò quando arrivo lì". Ovviamente non l'ho mai fatto. Preferisco Definitely Maybe, perché per me quello è gli Oasis. ma Morning Glory, voglio dire, è una cosa incredibile. Non so dove lo metterei, ma lo metterei lì alla pari con gli altri. Viene continuamente inserito nella top due di tutti i tempi, quindi non lo contesto. 

Odi ancora Be Here Now?

Me ne sono innamorato un po' di più negli ultimi anni, ma quando penso a quel disco penso all'occasione che ho sciupato per cementarla, cazzo, per mandare la nostra eredità nella stratosfera. Nei due album precedenti avevo dedicato la mia vita a quelle canzoni e a farle per bene. E all'epoca di Be Here Now ero diventato piuttosto ricco e facevo fatica. All'epoca non l'avrei mai ammesso, probabilmente all'epoca non me ne rendevo neanche conto, ma quando la luce del mondo musicale sta splendendo da qualche altra parte e tu sei, per così dire, nell'ombra, a scrivere quelle grandi canzoni, io preferisco quello, ma quando la luce splende su di te e tutti aspettano quello che farai, io mi sono trovato un po' sballottato.

Me la spassavo alla grande con le droghe e la composizione di canzoni divenne una cosa secondaria. Ricordo che facevo i demo e poi li portavo in studio e li facevo ascoltare a tutti. Mi aspettavo che mi dicessero: "Sì, vanno bene", ma tutti impazzivano e mi dicevano: "Porca troia! Sono incredibili!". E onestamente ricordo di essere tornato da un incontro e di aver pensato: "Non può essere così facile. Non ho fatto praticamente un cazzo per questo disco!". Me ne andavo letteralmente in vacanza e non ci mettevo proprio molto impegno né dedicavo troppo tempo alla cosa. E ora tutti mi dicevano che sarebbe stato più grande di Morning Glory. Pensavo: "Amico, se è così facile, sono nei guai". Non mi piace nessuna delle mie parti di chitarra su quel disco. So che i testi sono una sega. Voglio dire, il mio ego aveva tirato fuori il meglio di me, penso. "Sì. Fanculo! Questo basterà". Mi aspettavo che qualcuno mi dicesse: "Sì, va bene, ma magari vorrai andare a ultimarli".

Quando tornai in Inghilterra, però, tutti mi dicevano che era la cosa migliore che avessi fatto e io pensavo: "Porca puttana! Forse è così". Per riprendermi da quell'episodio legato alla composizione delle canzoni mi ci è volto molto, fino al 2000 inoltrato, perché giravo in tondo e mi sforzavo dannatamente troppo. Alcune canzoni erano diventate un po' una parodia. Per esempio, Little By Little era grandiosa, ma non mi piace molto com'è stata registrata. 

Infine, quel decennio sarebbe accaduto senza le droghe?

Erano importanti? No. Erano uno spasso? Sì. Avevano tutti abbastanza soldi da potersi permettere di comprare molte droghe? Sì. E non sto parlando solo della mia cerchia di persone. Penso che forse sarebbe accaduto comunque, anche senza le droghe. Sì, cioè la cocaina, che è quello di cui stiamo parlando qui ... 

Voglio dire, il decennio è iniziato bene, con tutti che prendevano ecstasy.

Sì. Porca troia! Che droga! Se fosse successo negli anni '90, sarebbe stato un po' più ritmato. La cocaina non è la droga più creativa del mondo. E di nuovo, non è come Internet. Fa venire la nevrosi. E parli a cazzo. Voglio dire, la ragione per cui ci ho dato un taglio è che ne avevo abbastanza di conversare delle piramidi e del fottuto questo o quello alle 5 del mattino. Ogni cosa che abbia fatto sotto l'uso di cocaina andrebbe rifatto. Be Here Now fu scritto, registrato ed eseguito sotto effetto di cocaina e se hai assunto quella roba ... Incontro tanti ragazzi e ho firmato tanti autografi e mi parlano sempre di questo album. E io faccio: "Se lo ami, ottimo, cazzo!". Posso solo avere una mia opinione e basta.

Source: GQ UK
traduzione di oasisnotizie - Fine parte 3 di 3

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

martedì 4 maggio 2021

Noel Gallagher a GQ: "Con gli Oasis ero pavido, ora sono un artista, ma non ho mai odiato gli Oasis e ne vado fiero"

Intervista a Noel Gallagher realizzata dalla rivista britannica GQ (numero di maggio 2021). Seconda parte della nostra traduzione. (PER LA PRIMA PARTE CLICCA QUI)

---

Come prendi le critiche? Essendo stato sempre un cantautore autonomo, i produttori sono le uniche persone che ora ascolti? 

Di solito non ascoltavo mai nessuno quando ero negli Oasis, per via del marchio e per via della band. Ricordo che quando abbiamo fatto Standing On The Shoulder Of Giants con Spike Stent, c'era una drum machine nella stanza di controllo. E dissi: "Spike, di quella non hai bisogno. Crea più problemi che benefici". Non ho mai visto una persona così pavida in vita mia (parla di sé, ndr), ma una volta uscito da quella cosa, mi sono aperto a tutto. Ho co-composto circa sei canzoni nel periodo di quarantena con persone con cui ai vecchi tempi non avrei mai avuto a che fare. Penso sia dovuto al fatto che ora sono completamente soddisfatto di come gli Oasis ora si collochino e di quale sia l'eredità, perché quella cosa ce l'ho sempre. E nel peggiore dei casi se finisco per fare qualcosa che la gente vuole che io faccia, cioè tutte le canzoni degli Oasis, e ne tiro fuori una gran bella vita, sarebbe dannatamente fantastico e darà molta gioia alle persone. Come artista, però, non voglio quella cosa. Perché ho appena accettato che in realtà sono un artista.


Perché ci è voluto tanto?

Perché non era il tipo di cosa che diresti nelle case popolari. Io ero sempre il tizio delle case popolari con la chitarra, che sapeva suonare She Loves You. 

Ma quella è una cosa di anni fa.

Sì, certo, ma quando ero negli Oasis, se qualcuno mi diceva che ero un artista, io quella cosa la liquidavo sempre. Quando ho fatto Who Built The Moon? e spiegavo che sono entrato in studio senza niente e ho subito registrato e che quello significa essere un artista ... ho pensato: "Porca troia! Farei meglio a comprarmi una sciarpa, allora, e un cazzo di cappello!". Quindi solo di recente ho accettato questa cosa ed è una cosa avvincente essere in grado di farlo. 

Com'è stato cominciare come solista? Il pubblico si aspettava che tu avresti suonato le canzoni degli Oasis?

È stato difficile. E più è piccolo il concerto, più riesci a sentire, più senti il tizio che grida: "Dov'è Liam?" o cos'altro. Quando fai i concerti nei grandi luoghi chiusi, però, sei sovrastato da 16mila persone, guardi la scaletta e pensi: "Be', è solo qualcosa entro cui devi procedere", perché definirà il modo in cui andrai avanti". Nei primi tempi degli  High Flying Birds c'erano un sacco di macchine urlatrici. Sai, il tizio che fa: "Sei il tipo che scriveva le canzoni, perché cazzo non le canti?". 

Hai mai capitolato? 

No. La lista delle canzoni degli Oasis si  fatta più corta man mano che si è andati avanti. Ho iniziato suonando le canzoni degli Oasis, perché avevo un solo album. Quindi facevo 21 canzoni e metà di queste erano degli Oasis, ma metà di questa metà erano lati B. Andando avanti, ho avuto più roba da solista. Le canzoni degli Oasis sono diventate sempre meno. Ora ho trovato la formula. Quando faccio i concerti suono quello che voglio suonare, ma quando vado ai festival rigiro la cosa, perché non è il mio pubblico. La scaletta che ho fatto per Glastonbury, dove avrei dovuto suonare ma non ho suonato (a causa della pandemia, ndr), era piena di Oasis. 

Ti ho visto quando hai suonato allo stadio di Twickenham con gli U2 per il tour di The Joshua Tree qualche anno fa. Come stato fare da supporto a loro?

Mi è piaciuto tanto. È un pubblico più anziano, quindi non ci sono molte persone che urlano dannatamente.

Come sono cambiate le tue ambizioni da quando sei diventato un solista?

Non sono sicuro di averne molte altre. Le cose che avrei voluto raggiungere le raggiungerò ora, cioè un album al primo posto negli Stati Uniti.

Perché dici questo?

Perché non ho firmato per una major e non voglio firmare per una major. Ogni volta che pubblico un disco, devo fare delle licenze diverse per varie etichette indie in America, il che è una rottura di palle. E probabilmente mi sto pure svendendo un po'. Ricevo sempre offerte dalle major, ma non mi interessano, perché loro vogliono farti fare musica degli Oasis e basta. Vogliono che tu sia una versione di quello che è popolare. Scusate, ma l'ho già fatto e non voglio farlo. Voglio che questa ragazza francese parli in fottuto francese nel mezzo della sessione di registrazione di questo disco. Se facessi il disco per una major, vorrebbero che lo cambiassi e probabilmente potrei cavarmela perché sono pur sempre io, ma non voglio entrare in conflitto con nessuno.

Di cosa vai più fiero nella tua carriera?

Nel complesso, direi che la cosa di cui vado più fiero sono gli Oasis, perché significano così tanto per la gente e hanno continuato a significare così tanto che a volte ancora mi gratto la testa (mentre rifletto) su questa cosa. Quando abbiamo fatto il documentario Supersonic, è arrivata un'altra generazione di fan e l'altra faccia della medaglia di questo è che hanno una loro specifica versione degli Oasis che vogliono. Io non posso dargliela e c'è un pochino di tira e molla con questa cosa, ma è divenuta una cosa simile completamente per caso. Mi piacerebbe dire che era tutto un disegno mio, ma non è stato così. 

Mi piace tantissimo l'eredità della band. La amerei anche se non avessi scritto io tutte le canzoni. Inizialmente, quando una band si scioglie, tutti dicono cose stupide di cui presto finisci per pentirti, ma non penso di aver mai espresso odio per gli Oasis. C'è ancora una sorta di conflitto con alcune parti della fanbase, ma a parte quello lo amo dannatamente. Lo amo letteralmente. È una cosa globale. Non avrei potuto chiedere di più come cantautore. 

Source: GQ UK
traduzione di oasisnotizie - Fine parte 2 di 3

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

giovedì 15 agosto 2019

Noel Gallagher a tutto tondo: "Grazie Holmes: ora compongo con il basso e i pezzi cedono meno all'emozione. Eminem? Noioso: da 20 anni canta sull'uscita dalla droga. I politici? Tutti squallidi e fascisti"

Dalla sua nuova direzione musicale ai meriti del produttore David Holmes (che gli ha fatto posare la chitarra "togliendo l'emozione", invitandolo a comporre con il basso), da quella volta in cui stava per comprare il Manchester City ai suoi programmi futuri, dalla decisione di vivere in campagna fuori Londra all'epoca folle in cui a casa invitava chiunque, dal blocco dello scrittore vissuto nel 1995 e nel 1999 alle star che come Eminem si disintossicano dalle droghe in clinica e poi ne scrivono per 20 anni, dallo champagne con Tony Blair a Downing Street al "fascismo liberale e fascismo di destra" della politica attuale, dalla sua opinione sulla famiglia reale al messaggio di Lars Ulrich dopo lo scioglimento degli Oasis, dalla sua passione per MasterChef all'importanza del parere degli altri, Noel Gallagher si racconta in una lunga e interessante intervista all'Irish Independent che traduciamo qui di seguito.


Noel Gallagher una volta dichiarò: "Dissi che eravamo più grandi di Dio, ma intendevo più alti di lui. Penso che Gesù fosse 1 e 70 e io sono 1 e 74".

Anni fa un titolo su di lui era: "Noel Gallagher si è ubriacato così tanto con Bono che ha dovuto fuggire".

Fuggire da cosa?

"Dall'essere ubriaco, cazzo!", grida Noel mentre ride.

"Sembra una scena del film 'Shakespeare a colazione' ...", gli dico per scherzare.

"No! No! No! (ride, ndr). Quando ne hai abbastanza, ne hai abbastanza!", riflette Noel, che nel 2000 disse per scherzo al Guardian che prende tre pinte di Guinness "e poi crollo".

Toronto, 13 agosto 2019 (@josiedye)
La carismatica stella degli U2 non è esattamente la persona a cui si può dire più facilmente buonanotte. Noel ha dovuto mollarlo scappando via?

"Sì, l'ho mollato! Ero a casa sua (ride, ndr), ma cazzo se sa come tenere una festa! Questo te lo posso dire".

E anche Noel Gallagher lo sa. La sua casa di un tempo, Supernova Heights, a North London, è stata consegnata alla leggenda delle baccanali.

"Sai che c'è? Quella casa l'ho avuta solo per due anni e mezzo".

Hai venduto la casa quando hai smesso con le droghe?

"Sì, è la risposta breve a quella domanda. Ho avuto la casa per due ann ie mezzo e mi è sembrata una cazzo di vita. Mi è sembrato di vivere lì per una vita, per un decennio".

In quella casa si poteva presentare chiunque?

"Non chiunque", ride. "Onestamente, però, in più di un'occasione mi guardavo attorno nella stanza, vedevo qualcuno e dicevo: 'Chi cazzo è quel tizio là?'. ?Oh, ha consegnato le pizze qui circa quattro o cinque ore fa'. Era fantastico, Steve Coogan era la voce della mia segreteria telefonica".

E Kate Moss era ospite abituale. In una circostanza, quando la supermodella britannica era a Supernova Heights da due settimane, Noel stava varcando il cancello di ingresso della casa quando fu fermato da quattro ragazzine che gli misero dei libri in mano chiedendogli di farli autografare da Kate.

"State venendo qui, a casa mia, a chiedere l'autografo di una supermodella? Non volete il mio? Be', sapete che vi dico? Non ve ne andrete finché non avrete il mio. Il mio autografo ve lo beccate ora!", disse loro la superstella degli Oasis.

"Supernova Heights era fantastica per l'epoca, ma è arrivato un momento in cui ho pensato: devo uscire da questa cosa".

Dove sei andato?

"Sono andato in campagna, Purtroppo il party è proseguito in campagna. Ed è successo che se ne stavano lì per sempre, cazzo. È stato a quel punto che ho pensato: devo sbarazzarmi di tutta questa gente, cazzo!".

E come hai fatto?

"Be', dovevo farlo. Stava avvenendo la fine del mio matrimonio (con Meg Matthews, moglie di Noel dal 1997 al 2001 e madre della sua primogenita, Anais, ndr) e tutto il resto. 'Devono andarsene tutti'. A quel punto (schiocca le dita, ndr), il che è incredibile ... quando ci penso ora ... due mesi dopo aver pensato quello, mi chiedevo: 'Come lo faccio? Cosa faccio'. Ho incontrato Sara ed è stata lei la catalizzatrice di tutto. E io pensavo: 'Bene, fuggirò con lei, allora. Ecco cosa farò'. Ed è quello che ho fatto". Noel si riferisce alla moglie Sara MacDonald, incontrata ad Ibiza e sposata undici anni dopo, nel giugno 2011, con Russell Brand come testimone di nozze. Con lei ha due figli, Donovan, nato il 22 settembre 2007, e Sonny, nato il 1° ottobre 2010.

Il verso di Where Did It All Go Wrong?, brano del 2000, che fa "Conservi le ricevute degli amici che hai comprato?" si riferisce agli amici di Supernova Heights che hai eliminato?

"Sì", annuisce Noel. "Non vedevo quella gente da cinque o sei anni buoni. Da allora abbiamo ripreso confidenza e siamo divenuti di nuovo amici. Eravamo l'uno tra i piedi dell'altro per 24 ore al giorno".

Che ne pensava tua madre di te con tutta quella banda?

"A lei non l'ho chiesto. Si ritorna al discorso: una volta che lasci casa, la mamma non ha più un parere. Se si lamenta ora delle cagate, le dico: 'Sei consapevole del fatto che ho 52 anni, OK? Scusami. Quei tempi sono finiti. Ma, sai, i genitori sono genitori. Io sarò la stessa cosa con i miei figli. Li striglierò quando avrò l'età di Peggy".

Farai mai la pace con tuo padre Tommy, che per te è un estraneo?

"Non penso sia il caso, no".

In punto di morte penserai che avresti voluto appianare le divergenze e riconciliarti con tuo padre?

"No. No. Per me lui non significa niente".

Erano belli i tempi in cui ti portava a vedere le partite di calcio quando eri piccolo. (Noel mi ferma subito, ndr).

"Allora", mi guarda con sguardo perplesso. "Cosa vuoi dire?".

"La roba brutta supera di gran lunga la roba bella. OK, mi ha fatto diventare tifoso del Man City. Grazie molte. È il minimo che potesse dannatamente fare per me".

È vero che un tifoso del Manchester United ti ha rotto il naso?

"Sono rimasto coinvolto in una rissa tra tifosi del City e dello United, sì ... nei tardi ... forse a metà degli anni '80 a Manchester. Mi svegliai a una fermata dell'autobus (ride, ndr) e l'unica cosa che ricordo prima di quello è che non mi trovavo ad una fermata dell'autobus!".

Ti mancano i vecchi e brutti tempi del tuo adorato Man City in seconda divisione?

"Noooo. Oh, cazzo, no! Ci sono passato. Ci sono andato. No, questo è dannatamente incredibile".

Non è troppo facile ora per il Man City?

"Ascolta, ce la godiamo finché Guardiola è in carica. Se ne andrò poresto. E gli faremo gli applausi mentre esce dal cazzo di stadio. Lo porterò fuori su un cazzo di trono dorato e gli dirò: 'Buona fortuna a te, amico, perché ci hai regalato i cazzo di anni migliori della nostre vite'. E poi dopo quello ricomincerà. Ma ti dico io una cosa: il presidente e il proprietario, Khaldoon Al Mubarak e lo Sceicco Mansour, sono persone proprio incredibili".

E se lo sceicco domani mettesse in vendita il club, non potresti costituire una cordata e comprarlo?

(Il famoso monociglio si alza quanto basta per indicare che la risposta è sicuramente forse no).

"Mi fu chiesto di comprarlo da Francis Lee (ex giocatore e leggenda del Manchester City, ndr) nel 1996. Lo incontrai. Andai a Maine Road per incontrarlo. Avevano quest'idea. Mi avrebbero dato un numero di maglia perché non avevano un numero uno. È iniziata come una cosa di marketing. 'Ti faremo firmare una carta. Quindi avrai una maglietta ufficiale che sulla schiena recherà la scritta Gallagher'. Dissi: 'Se mi date un cazzo di numero di maglia io vengo all'allenamento!'. Poi si parlò di investire dei soldi nel club. E io feci: 'Sapete che vi dico? Preferisco essere un semplice tifoso' ..."

Com'eri da ragazzo? Sapevi giocare?

"Sì, sapevo correre. Non ho più le gambe. I miei figli sanno correre. Mi surclassano. Riesco a malapena a restare al passo dei due ragazzi".

Quando nel 1995 dicesti all'Observer che speravi che Damon Albarn dei Blur contraesse l'AIDS e morisse, tua madre ti telefonò per dirti che non ti aveva insegnato a dire quelle cose. Hai ricevuto altre telefonate stizzite da Peggy riguardo a cose che hai detto sui media?

"Solo le solite cose, sai, su Liam".

Liam sul quale mi è stato impedito di fare domande.

"Questo è quanto. Ma una volta che ti fai di una certa età, dici: 'Mamma, non ho più 19 anni, cazzo!' ...".

E la tua dichiarazione del gennaio 1997, "assumere droghe è come prendere una tazza di tè"?

"Be', io mi drogo da quando avevo 14 anni, ma quel commento non l'ha lasciata a bocca aperta più di tanto".

L'allora Ministro degli Interni, Michael Howard, alla Camera dei Comuni disse che Noel dovrebbe essere cacciato via dal paese.

"Quello è stato uno dei giorni più belli della mia vita! Michael Howard!".

Noel e Tony Blair, 30 luglio 1997
Ulteriore allegria ci fu il 30 luglio 1997, quando Noel arrivò al numero 10 di Downing Street come ospite del nuovo Primo Ministro Tony Blair e del signor Howard disse: "Spero che tu ora stia vedendo tutto questo, cazzo!".

"Sulla mia visita al numero 10 ci furono cose che non avevo mai visto in TV", ricorda Noel. "Ci fu una cosa Newsnight, dove Jeremy Paxman disse: 'Questo è il tipo di fottute persone che stanno lasciando entrare nei corridoi del potere ora', intendendo me! Io non so cosa pensare di tutto questo episodio. Era solo un cazzo di periodo folle".

Ti presentasti al numero 10 di Downing Street in Rolls-Royce.

"Io e Alan McGee. Alan mi aveva comprato la Rolls-Royce a Natale".

E non sapevi guidare.

"Ancora non lo so fare! Non ho mai preso la patente. Sì, ci siamo presentati al numero 10 di Downing Street. Era il 1997. Avevo firmato la rinuncia al sussidio di disoccupazione appena quattro anni prima. Capisci cosa intendo? Quindi pensavo: 'Questa cosa è pazzesca, cazzo!'. Alan lavorava per le Ferrovie Britanniche e tutta quella roba. Eravamo due tizi della classe operaia che avevano conquistato il mondo della musica"

"Ricordo che mi disse: 'Lui (Tony Blair, ndr) vuole proprio incontrarti'. Pensavo: 'Per quale motivo mi vuole incontrare?'. 'Be', sostanzialmente li hai aiutati a farsi eleggere (Il Nuovo Labour e Tony Blair, ndr)'. Pensavo: 'Sì, ma non sono ...'. Alan faceva: 'Vai a incontrarli' ...".

All'epoca il tuo amico Paul Weller ti disse che era stato preso in giro e usato dal Partito Laburista a metà degli anni '80 con Red Wedge (un collettivo di famosi musicisti tra cui The Specials, The Smiths, Billy Bragg e Weller, che avevano cercato di avvicinare i giovani alle politiche laburiste)?

Noel e Meg con Tony Blair a Downing Street nel 1997
"Non andai alla ricerca di molte opinioni su quella cosa. Dissi ad Alan: 'Bene, vai avanti allora'. Ricevetti l'invito, andai e basta".

"Dopo? Sapevo che dopo ci saremmo beccati un po' di critiche. I giornalisti del Guardian e del Mirror scrivevano: 'Che cazzo ci fa lui lì?' e cose così. Ma io non andai alla ricerca di opinioni. Sì, Weller era stato bruciato da Red Wedge. La sua opinione dei politici rimane valida ancora oggi. Dice che sono tutti degli stronzi. Ci pensi perché sono persone del Partito Laburista, ma ci sono dentro tutti; sono tutti squallidi; ci sono tutti dentro solo per gli affari propri. È raro che ci siano politici che vogliono servire il loro paese. Anche in quel caso la cosa è dannatamente sospetta. È molto raro. E ora la penso allo stesso modo. Ho incontrato - e ricevo - politici di tanto in tanto. Sono l'uno peggio dell'altro, tutti. Tutti".

Per chi voteresti?

"Non voterei per nessuno. Ero per il Nuovo Labour su tutta la linea. Ci credevo. Credevo in quel balletto che lui fece in mezzo ai due partiti. Il modo in cui lo fece era dannatamente geniale. Sai, far parteggiare per te il Sun e fare in modo che i suoi lettori votassero per il Labour fu uno dei magheggi più grandiosi che siano mai stati compiuti da un politico. E per me quello era il periodo in cui ero davvero appassionato di quello che succedeva nel paese. Ora gli estremi, la destra o la sinistra, sono la stessa cosa. Ci sono fascisti liberali. Ci sono fascisti di destra. Il fenomeno è in aumento in Inghilterra".

Noel, dopo essere uscito dal numero 10 di Downing Street nel 1997, dicesti che pensavi di essere nominato cavaliere di lì a poco. L'avresti accettato?

"No, no. Speravo di ricevere uno sconticino sulle tasse".

Bobbie Gillespie dei Primal Scream ti avrebbe assassinato se avessi accettato il titolo di cavaliere.

"Davvero? Penso di no" (ride, ndr).

Aboliresti la famiglia reale?

"Quello che penso della famiglia reale è che non è colpa loro: quei ragazzi sono nati in quell'ambiente. Prendiamo William e Harry, per esempio: sono nati in quella famiglia. È la loro vita vera. Non sono le persone in sé. È l'istituto secondo cui siamo soggetti a queste persone che prendono un sacco di soldi da terre che furono sottratte a gente comune. Non sono talmente accanito da pensare di allinearli fottutamente tutti e spararli dannatamente!".

Sei cambiato. Nel 2000 dicesti che avresti voluto vedere frustare pubblicamente la famiglia reale prima di mutilarla.

"Be', quello è successo ... cosa? Diciannove anni fa!" (ride, ndr).

Hai detto pure che il Duca di Edimburgo dovrebbe perdere una gamba!

(Prorompe in una risata stavolta, ndr). "Non mi sorprende!".

Hai ancora i tuoi due gatti Benson e Hedges?

"No, Benson e Hedges sono tornati al gattile. Il mio gatto si chiama Stivali".

È vero che sei un grandissimo fan di MasterChef?

"Non direi grandissimo fan (ride, ndr), ma ogni volta che c'è una nuova serie di MasterChef c'è sempre questa situazione in cui sembra che io abbia 12 settimane libere in cui posso sedermi e vederlo. Così ho perso The Wire e il cazzo di Breaking Bad e tutto il resto perché ero in giro in tour, ma per qualche motivo per MasterChef ci sono sempre. Ci piace come famiglia. Ci sediamo a vederlo noi quattro. I ragazzi lo amano".

Tu cucini?

"Col cazzo! (ride, ndr) No! Eh cazzo, è per quello che mi sono sposato! (ride, ndr). Non cucino. Sara potrebbe gestire un ristorante per quanto è brava a cucinare. Cioè quando lei se ne va non è che io muoia di fame. So cucinare".

Noel con Sara MacDonald nel 2001
Noel racconta di quando, qualche anno fa, con Sara visionava una casa in vendita a Londra e l'agente immobiliare disse che alla fine del giardino c'era un appartamento che poteva essere convertito.

"Ci farò uno spazio creativo. E Sara mi disse: 'Per cosa? Perché vuoi uno spazio creativo?'. 'Per scrivere canzoni'. E lei disse: 'Non ti ho mai visto scrivere canzoni'. Pensai: 'Cazzo, ma dici sul serio?'. 'Be', io non ti ho mai visto scrivere una canzone!'. Ancora oggi non ho un cazzo di studio, ma finalmente ho esaudito il mio desiderio. È uno studio di registrazione come si deve".

Scrivi canzoni durante la cena?

"Quando sono seduto a cena batto costantemente sul tavolo a mo' di batterista. Le dico che sto pensando a una canzone. Lei fa: 'Davvero?'. Ho perfezionato l'arte di ascoltarla mentre canticchio una melodia. Mi faceva: 'Sei lontano chilometri. Che stai facendo?' ..."

Adam Clayton degli U2 abita ancora lungo la strada del distretto di Little Venice dove abiti tu, a Londra?

"Sì, abita lungo la mia strada. È mio vicino. Abita a circa cinque porte di distanza. Ci stiamo per trasferire nell'Hampshire. Non volevamo che i ragazzi crescessero a Londra".

Per via dei paparazzi?

"No. Ultimamente vicino casa nostra ci sono stati due accoltellamenti. Vivo, come potrai immaginare, in una zona piuttosto ricca. Alla fine della strada c'è un complesso residenziale e dall'altra parte c'è un altro complesso residenziale. E al momento sono in guerra".

"Un tizio è stato ripetutamente accoltellato nel bel mezzo della cazzo di giornata ed è dovuta venire l'elioambulanza, che è atterrata nel mezzo della strada e tutte le strade sono state chiuse. In ogni modo, nostro figlio ha 11 anni e ora deve andare alla scuola media e stavamo giusto dicendo che sarebbe troppo dannatamente stressante se si trovasse sulla metro sulla via del ritorno a casa e fosse derubato del suo telefono. Così abbiamo deciso di andare in campagna e di iscriverli a una scuola in campagna. Faremo i pendolari per Londra".

Il tuo nuovo singolo è This Is The Place.

"Parla del viaggio della vita e della ricerca di un luogo".

In Gas Panic, uscita nel 2000, scrivevi del panico derivante dalla disintossicazione dalla droga. Come ripensi al tizio che ha scritto quei versi?

"Be', non sono più un tossicomane. È quella la differenza principale".

Eri troppo classe operaia e troppo fico per andare alla Priory, clinica londinese per celebrità che dovevano disintossicarsi dalle droghe?

"Non penso che fossi troppo classe operaia. Non penso che fossi troppo fico. Non ne avevo bisogno. Non avevo bisogno di farlo".

"Una mattina mi sono svegliato e ho detto: 'Basta'. Ho smesso di fumare per caso. Semplicemente non avevo un'altra cazzo di sigaretta. Non è stato qualcosa del tipo: 'Oggi provo a smettere di fumare' (fa la voce di Alan Partridge, ndr). E ne avevo abbastanza delle droghe. Credo che all'epoca pensassi di smettere con le droghe per sei cazzo di mesi per vedere cosa sarebbe successo".

"Non programmavo un cambio di stile di vita così radicale, ma dopo circa due settimane pensavo: 'Cazzo, questa cosa la preferisco di gran lunga!'. E poi ... ho guardato indietro. Non mi infastidisce. Posso starmene seduto in una stanza piena di gente che si fa di cazzo di montagne di cocaina: non mi infastidisce neanche minimamente". 

Non ti sarai trasformato in un signor no noioso e predicatore?

"No. Per niente. Potrei starmene seduto con gente che fuma e tutto quello. Capisci quando spunta fuori la coca la serata sta prendendo una piega merdosa. È sempre così: ci si diverte e si gioca e poi a un certo punto uno tira fuori la coca, e poi tutto d'un tratto fai: 'Be', per me è ora di andare via, perché questa cosa ora è noiosa' ...".

All'epoca hai scritto canzoni sulla cocaina. Le hai mai risentite pensando che fossero cavolate totali?

"Sì, ma ho scritto canzoni sulla coca, sono state cavolate totali ed è stato dannatamente fantastico. Supersonic per esempio. Capisci cosa intendo? Poi ho scritto cagate come molti dei pezzi di Standing On The Shoulders Of Giants, in cui non avevo nulla da dire. E letteralmente provavo a mettere insieme parole che facessero rima, perché avevamo un tour prenotato e dovevamo andare in tour. Ma fa parte del gioco".

Noel non ama le canzoni di Eminem sulla droga
Pensi ancora che Eminem sia un idiota?

"Ehm, è uno di quei tizi che vanno in riabilitazione e poi su quella cosa scrivono canzoni per i successivi 20 anni. 'Ti sei fatto di un po' di fottuta cocaina. Ti sei fatto qualche bevuta. Non lo abbiamo fatto tutti?' ..." (batte le mani, ndr).

"Non ho mai sentito l'esigenza di essere una di quelle cazzo di persone. È noioso. Ma scrivere canzoni sulle droghe è noioso tanto quanto scrivere canzoni sull'uscita dalle droghe".

La title track del nuovo EP di Noel Gallagher, This Is The Place, "inizia", spiega Noel, "come un'altra canzone completamente diversa che stavo componendo con David Holmes. Non riuscirei neanche a dire quanto era diversa. La canzone non mi piaceva. David la amava e voleva pubblicarla. A me non andava bene, ma ne ho sempre amato la parte vocale e i versi, anche se non sono mai riuscito a sistemare per bene il ritornello. Quindi è passata attraverso varie svolte e cambiamenti. E se pensi dove è finita ora ... cazzo! Penso sia incredibile".

Di cosa parla This Is The Place?

"Di cosa parla? Qual è la parte chiave del testo? 'La strada è lunga e continuo a perdere la strada'. Penso parli del viaggio della vita e del trovare un posto. Mi piace visualizzare tutto. Quindi in testa mia sarà la prima canzone della scaletta. E in ogni città tu dici: 'È questo il posto. Dove siamo ora'. Quindi è una canzone sul vivere il momento. E il titolo, This Is The Place, è nato così: avevo il ritornello fino al verso che fa 'è questo il posto'. E pensavo: ''Come ci arrivo?'. Una sera stavo andando a letto e accanto al mio letto c'era il libro This Is The Place del poeta mancuniano Tony Walsh. Ho pensato: 'Porca troia! È adattissimo'. Ho telefonato a Tony l'indomani e gli ho chiesto: 'Faccio bene ad usare questo titolo?'. E lui: 'Assolutamente sì, amico' ...".

La poesia di Walsh è dedicata alle vittime dell'attentato alla Manchester Arena del 22 maggio 2017, in cui perirono 22 adulti e bambini e 120 furono i feriti.

"Il pezzo ha un tocco alla Haçienda (celebre nightclub di Manchester, ndr)".

Quando l'ho sentita per la prima volta ho pensato a Thieves Like Us, dei New Order vintage.

"Molte persone mi hanno detto questo anche riguardo a Black Star Dancing. Una delle canzoni del nuovo EP suona come gli Smiths, non i primi Smiths, ma come l'epoca di The Queen Is Dead, però vintage. Ce n'è un'altra che è proprio bella ritmata, con Tony Walsh che recita una poesia sulla melodia".

Un po' come 'Oh! Take me back to dear old Blighty', presente nella title track di The Queen Is Dead?

"È più ... dal punto di vista della melodia mi sa proprio di Smiths".

Sail On, presente nel precedente EP, trasmette una sensazione di libertà.

"Ascolta, quella canzone l'ho registrata per Chasing Yesterday e la reazione per quel brano mi ha davvero lasciato a bocca aperta. Ce l'avevo lì buttata e ho pensato: 'Fa al caso mio. La quarta traccia su un cazzo di EP. Fa al caso mio'. Ma appena la gente l'ha sentita ha fatto: 'Porca Eva, che canzone!'. Al che ho pensato: 'Davvero? Per me non va da nessuna parte'. È incredibile quello che pensa la gente. È una delle pochissime volte in cui i miei istinti si sono sbagliati su una canzone. Ho pensato: 'Non è grandiosa, cazzo. Semplicemente non è male' ...".

Toronto, 13 agosto 2019 (@upinthesite)
Chi ti ha detto che la canzone era fantastica?

"Le ragazze della band. Poi è uscita su Internet e tutti dicevani: 'Oh, la gente ne sta andando matta'. La reazione mi ha sbalordito. È buffo, no?".

Di norma dai ascolto alle opinioni degli altri?

"Non prima del fatto compiuto. Quando faccio musica non la faccio sentire a nessuno fino a che non ho finito. Magari ... se Weller vive vicino casa mia, si trova lì e mi fa: 'A cosa stai lavorando?' gliela faccio sentire. Non la faccio sentire a nessuno finché non è ultimata. Non mi piace andare alla ricerca di opinioni. Penso che, in quanto artista, la cosa debba venire da me. Dopo il fatto compiuto, se la gente dice ... perché quello che succede se fai sentire a qualcuno una cazzo di canzone sei settimane che sia ultimata è che quando ne sentono la versione definitiva dicono: 'Oh, preferivo l'altra versione'. E io faccio: 'Grrrrr!' (ride, ndr). Quindi non fatela sentire alle persone finché non è finita".

Qual è il tuo programma per i prossimi anni di musica?

"Quando finisco questo tour con gli U2 in Australia a novembre, mi costruirò uno studio di registrazione a Londra. Quindi ho in programma di rimanere in studio per la maggior parte dell'anno prossimo".

Prenderesti in considerazione l'idea di rimanere lontano dal tour e fare soltanto molta roba in studio?

"Be', non lo so. Se fisicamente non ce la farò ad andare in tour, non penso che smetterò di comporre. Ora mi farò il mio studio personale che potrebbe diventare un luogo da cui non riuscirò ad allontanarmi. Ma ora? No, perché scrivo sempre una canzone e penso: 'Cazzo, non vedo l'ora di suonarla dal vivo!' ...".

C'è un sound particolare nelle nuove canzoni che stai approntando?

"La roba nuova che ho scritto può suonare molto varia, da un tocco alla Young Fathers a una versione elettronica dei Kinks a ..."

Non è prevedibile.

"Su questo EP, This Is The Place, ci sono tre stili molto diversi. Non sono giunto a questo punto, non ho tirato fuori il coniglio dal cilindro. Di solito quando penso troppo alle cose finiscono per essere una merda. È solo che le canzoni ora prevedono un mnucleo di persone con cui entro in stidio e che sono grandiose e (schiocca le dita, ndr) può venire fuori qualsiasi idea! Ho questo ingegnere che è dannatamente incredibile. Qualsiasi idea con cui me ne esco posso fargliela sentire e lui dice: 'Bene, suona come gli Oasis, possiamo farla suonare come ... cazzo, non lo so ... i New Order?'. E si inventa un modo per farla suonare contemporanea. Quindi ecco dove mi trovo al momento, Ma con la roba nuova ... può venire fuori qualsiasi cosa, dai Can agli Young Fathers, dai Kinks agli Stone Roses".

È il tipo di canzoni che Noel non avrebbe mai potuto fare con gli Oasis?

"Gli Oasis nell'ultima fase comprendevano quattro autori: io, Andy, Gem e Liam. Andavamo tutti vagamente nella stessa direzione, ma questa canzone non sarebbe passata. AKA ... What A Life ... sarebbe passata, cazzo! Sai, ho dovuto litigare per quattro cazzo di mesi per far sì Fuckin' In The Bushes fosse inclusa in Standing On The Shoulders Of Giants. Quella era come ... era un no secco. Ma no, non starei facendo Black Star Dancing se fossi negli Oasis. Non mi troverei in quel punto ora. Non è che un pomeriggio abbia posato la cazzo di chitarra, abbia spento il mio amplificatore Marshall e poi mi sia dato alla musica elettronica. Per arrivare a Black Star Dancing c'è voluto un periodo di cinque o dieci anni o non so quanto di composizione. E quando lo dico alla gente durante le interviste mi fanno: 'È proprio diversa'. Non è tanto dissimile da What A Life, ma What A Life è più rock perché la mia mentalità allora era ancora quella. Ora la musica rock è uscita talmente tanto dal mio corpo che la chitarra in studio è una delle ultime cose che prendo. A casa compongo con il basso".

Toronto, 13 agosto 2019 (@upinthesite)
Il groove di Black Star Dancing è incredibile.

"Quello deriva dal fatto di comporre con il basso. Quando ho iniziato a prendere le chitarre suonava troppo melodica, troppo emozionale. È stata quella la cosa buona del lavorare con David Holmes. Mi diceva: 'C'è troppa emozione in questo pezzo. Dobbiamo tornare alle radici di questo tipo di cosa'. Penso che nei successivi due anni sarebbe accaduto questo ... Direi che lavorare con David è stato il catalizzatore di un cambiamento enorme. Enorme. Sai, mi ha fatto capire questo: 'Perché metti le chitarre in tutto? Perché iniziamo da lì? Perché non iniziamo dal basso?'. Non mi ero mai reso conto di quanto fossi bravo come bassista  finché non ho conosciuto lui".

Qual è la convinzione più errata che la gente ha su Noel Gallagher?

“Su di me? Non lo so. Non leggo abbastanza cose scritte su di me per preoccuparmi di quel tipo di cosa".

Tua moglie ... ? (mi interrompe subito, ndr).

"Se mia moglie sa come sono fatto?" (ride, ndr)

"Non mi è mai fregato un cazzo di quello che pensa la gente su di me come persona. Non me ne fotte una minchia. Quando chiudo la porta e vivo la mia vita familiare, ho delle responsabilità nei confronti delle persone con cui vivo e condivido la mia vita, per tutto il tempo in cui loro sanno chi sono. E basta. Quando esco e incontro degli estranei non me ne fotte un cazzo di quello che pensano di me. Per strada può capitarti di incontrare qualcuno e tu sei in giornata no e può capitare che ti dicano: 'Posso fare una foto?' e tu fai: 'No. Va bene, amico?'. Poi magari ti spingono e finisci per fare una cazzo di litigata. E quella persona se ne andrò pensando: 'L'ho incontrato una volta. È stato uno stronzo'. Capisci cosa intendo? Quindi non puoi permetterti di pensare a cose così".

Ti risulta più difficile comporre ora che hai un bel po' di quattrini in banca e voli su jet privati?

"Inizialmente ho faticato con questa cosa, dopo la pubblicazione di (What's The Story) Morning Glory?, perché non avevo nulla di cui scrivere. Non avevo nulla di cui potessi scrivere con nessun ... Tutto ciò che sapevo erano jet privati e cazzo di supermodelle. Capisci?".

Come hai smesso di essere una testa di cazzo totale allora?

"Oh, non lo so. Forse ha a che fare con il mio essere mancuniano e irlandese! (ride, ndr) Non lo so! Ho faticato con questa cosa per un po', perché Definitely Maybe parlava di come ero io: vivevo nella città di Manchester. Morning Glory è stato l'album del ritorno sulla terra dopo quello. Ero un po' più considerato. Dopo ho faticato per un po'. Non conoscevo niente di cui scrivere e su cui avessi una qualche autorità, a parte avere molti soldi e un cazzo di ...".

Ti penti di non esserti preso una pausa dopo il secondo album?

"L'unica cosa di cui mi pento è che tutti i lati b dei singoli di Morning Glory sarebbero dovuti comparire sul terzo album, ma avevo talmente la livrea rosso porpora che qualsiasi cosa scrivessi era dannatamente grandiosa per circa tre anni. E avrei dovuto dire, o qualcuno della Creation Records mi avrebbe dovuto dire: 'The Masterplan (come lato b, ndr)? Che cazzo stai facendo?'. Se pensi a Talk Tonight, The Masterplan, Half The World Away, quelle quattro canzoni da sole avrebbero formato la maggior parte di un terzo album e sarebbe stata una storia diversa. È questa l'unica cosa di cui mi pento. Non mi pento di nient'altro. La vita è troppo breve per avere rimpianti".

Le canzoni del passato evolvono con gli anni proprio come lo stesso Noel invecchia come autore?

"Oh sì. Prendiamo Don’t Look Back In Anger. È divenuta un inno ora. Capisci? Il mio istinto qualche anno quando andavo in tour mi diceva: 'È troppo rock. Devo riportare in scaletta una cosa così'. Così ho pensato di farla in acustico e ha ripreso tutta un'altra vita da sé. Ma ora i miei istinti mi dicono: 'Forse dev'essee un po' più rock' ...".

Faresti suonare le forbici a Charlotte Marionneau su questo pezzo?

(ride, ndr) "Charlotte ha molto tempo e molto spazio. Non so bene se il tempo e lo spazio sarebbero quelli giusti su un pezzo degli Oasis".

Gli Oasis in una foto del 1995
Qual è la storia più buffa che ci puoi raccontare sugli Oasis?

"Oh, porca troia!".

E i Brit Awards del 1997? Quando tu e Liam incontraste Jay Kay dei Jamiroquai e Liam iniziò a cantare imitando gli strumenti (canto scat) verso di lui nel bagno?

"Qual era la canzone che aveva pubblicato? (Cosmic Cowboy, ndr). Ci sono un sacco di storie sugli Oasis!".

È vero che il giorno dopo il tuo abbandono agli Oasis, il 28 agosto 2009, Lars Ulrich dei Metallica ti ha mandato un messaggio con queste parole: 'O sei incredibilmente stupido o sei incredibilmente coraggioso'? Ti sei mai sentito una delle due cose?

"No. Quello viene da un batterista. Capisci? Conosco Lars piuttosto bene, in realtà. Lo vedo di tanto in tanto, usciamo insieme. Posso capire da dove viene. Non lascerà i Metallica e loro si odiano, cazzo, quella band, capisci cosa intendo? Gli Oasis non sono mai andati veramente d'accordo".

Ma tu non hai mai ingaggiato un terapeuta da 40mila dollari a settimana come hanno fatto i Metallica nel 2004 per far sbollire l'astio tra la band (come si vede nel documentario Some Kind of Monsyer)?

"No, no, no. Ma io volevo dire questo: sono stato sul punto di lasciare la band due volte e la musica è sempre stata la molla sufficiente a farmi tornare sui miei passi. Quando è arrivata quella sera di Parigi ho pensato: 'Ne ho abbastanza ora. Non ha un cazzo di senso'. Ma sì, Lars è stato uno dei primi a telefonarmi per dire che ero un idiota o un cazzo di genio".

Hai davvero avuto un'esperienza extracorporea a Parigi?

"Quale esperienza extracorporea?", dice Noel ridendo. "Esperienza extracorporea? In che anno era? L'ho raccontato a GQ? Oh, probabilmente era per farmi due cazzo di risate. Non lo so, non ricordo di aver avuto un'esperienza extracorporea! A Parigi ho scritto Don't Look Back In Anger. Penso che roba più cosmica di così non ci sia!".

br>
traduzione by oasisnotizie

Source: The Irish Independent

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

giovedì 3 gennaio 2019

Noel Gallagher: "Quando ho smesso di comporre solo io? Dagli altri Oasis solo riempitivi per completare gli album"

"Quando ho smesso di scrivere solo io non ho fatto nessun favore alla band. Non credo che qualcuno degli altri membri abbia contributo con cose diverse da tracce-riempitivo per gli album. Songbird è stata interessante per una cazzo di settimana. I'm Outta Time non era male, ma serviva solo ad uno scopo: riempire i buchi"  -N.G. 

Nella nostra traduzione, una terza parte dell'intervista a Noel Gallagher che compare sul numero di febbraio 2019 della rivista Mojo
In questo estratto Noel parla, tra l'altro, di come sia cambiata la prospettiva e la carriera degli Oasis dopo la sua decisione di dare spazio agli altri membri del gruppo nella composizione delle canzoni e di come la disintossicazione dalle droghe abbia influito sulle sue capacità creative.
---

In retrospettiva Standing on the Shoulder of Giants era quasi un'indicazione di un impulso a fare qualcosa di radicale con gli Oasis che però è fallito?

Il mio errore è stato ... La prima cosa che abbiamo fatto è stata Go Let It Out, che conteneva un loop di batteria. Siccome scrivevo io tutto il materiale e prendevo io tutte le decisioni, non riuscivo mai a portare a compimento quell'idea. Arrivavo alla terza canzone e facevo: "Fantastico! Rock da stadio con chitarre!". Quando stai ricominciando da zero, come sto facendo io adesso, le cose sono ultimate quando sono ultimate. Con gli Oasis c'era un limite temporale, dato che bisognava andare in tour. E quando non contribuiva nessun altro tutti se ne stavano lì seduti a fare: "Non hai ancora finito di scriverla?". In particolare Liam. Lui faceva: "L'hai scritta?". E io: "Porca troia, è piuttosto difficile, sai? So che io lo faccio sembrare facile, ma in realtà non è affatto facile".

Ma volevi già allora uscire da quel classico sound Oasis anni '90?

Sì, ma non è facile. Rivoluzionare una band famosissima non è facile. Come abbiano fatto gli U2 a farlo con Achtung Baby non lo so. Ho partecipato al tour del trentennale di The Joshua Tree e il loro sound era quello, e farlo saltare in aria ... Con il senno del poi era lo stesso problema che c'era con l'album degli Amorphous Androgynous (il disco dei Noel Gallagher's High Flying Birds costituito da una sessione del 2011 con Garry Cobain e Bairn Dougans, che non ha mai visto la luce, ndr). Pensavo che avrebbero semplicemente psichedelicizzato le mie canzoni. Semplicemente non funzionava per un cazzo, così me ne sono tirato fuori. Non avevo mai lavorato in quel modo prima di allora. Quell'idea di partire da un foglio bianco e tutti che lanciano idee e poi le forgi. Ma Who Built the Moon? non sarebbe venuto fuori senza l'album degli Amorphous Androgynous, che sarebbe stato fantastico se avessi saputo che cazzo stessi facendo, o avessi saputo come si sarebbe dovuto fare.
Ma sì, con gli Oasis c'erano sempre quei momenti in cui ricadevi nel suonare rock da stadio. Quando tutte le canzoni che hai scritto sono rock da stadio, se fai qualcosa di diverso pensi: "È ora di andare al cesso". Io tendo a non notarlo, ma qualcuno laggiù (ad esempio Liam) lo nota. "Cos'è tutta questa cazzo di merda acustica? Sono tutti in bagno!".

C'è stato quel periodo tra Heathen Chemistry del 2002 e Dig Out Your Soul del 2008 in cui hai abdicato felicemente dal tuo ruolo di unico compositore e hai invitato i nuovi membri Gem e Andy a contribuire alle canzoni e ad aiutare Liam a comporre. Era come se The Chief avesse lasciato la stanza ...

(lunga pausa, ndr). Ripensandoci penso che mi sia un po' venuto il panico. Perché scrivere canzoni la trovavo una cosa molto facile. Definitely Maybe, What's the Story ..., Be Here Now, sono venuti facilmente. OK, con l'ultimo ero fuori di testa, ma dopo è stato: "Hai dei lati b?" e la risposta è stata: "No, niente". Faticavo a creare 10 canzoni, figuriamoci 18, e 8 di queste non erano nulla di che. Quando al gruppo si sono uniti Gem e Andy non hanno mai chiesto di scrivere, ho chiesto io a loro di contribuire e loro hanno detto di sì, quindi quella cosa mi ha un po' tolto la pressione di dosso. Ma nella band c'erano due persone allo stesso livello, io e Liam, e se l'altro tizio non è un compositore, non può iniziare a capire com'è scrivere un album per intero. "Hai delle canzoni?". "No". "Cosa hai fatto finora?". "Mi sono fatto una vita, testa di cazzo". Ma sono d'accordo, non ho fatto nessun favore alla band. Non credo che qualcuno di loro abbia contributo con cose diverse da tracce-riempitivo per gli album. Songbird (di Liam, ndr) è stata interessante per una cazzo di settimana. 

Il suo brano I'm Outta Time era piuttosto bello. 

Non era male, ma serviva ad uno scopo, riempire i buchi.

Pensi che quando hai smesso di assumere droghe di livello A, nel periodo di Standing on the Shoulder of Giants, questo abbia influito sulla tua capacità di scrivere canzoni nello stile dei tuoi classici della metà degli anni '90 come Live Forever, Wonderwall e Don't Look Back in Anger?

Penso che quando ti fai di coca ci sia sempre roba divertente su cui scrivere. Sei sveglio tutta la notte a prendere un sacco di roba stramba circondato da gente pazza, ma quando ho smesso di prendere cocaina me ne stavo seduto sul pavimento a fare (fa una serie di espressioni perplesse, ndr) ... Non pensi a robe folli quando vai a letto alle 11. Tra le 4 e le 6 del mattino, quando sei seduto con Bobby Gillespie, pensi: "Mi ricordo quel verso" (line significa verso, ma anche striscia di coca, ndr) ... Quindi sì, suppongo abbia avuto quell'effetto, e mi ci è voluto un po' per voltare pagina. Si è dovuto attendere Don't Believe the Truth perché io iniziassi a scrivere nuovamente roba grandiosa. Quanto a Heathen Chemistry ... Little by Little era fantastica, ma non è una registrazione fantastica. Ma non c'era molto da cantare e ballare in quel periodo. 

Hai sostituito le droghe con qualcos'altro? 

(lunga pausa, ndr). Non posso commentare (ride, ndr).

Qualcosa di spirituale forse?


Col cazzo! (lunga pausa, ndr). No, non ne parlerò. Ho problemi a entrare in America. (fa una pausa, ndr). Devi sostituirla con qualcosa.

OK ... penso che la cosa ironica sia che innanzitutto non non hai mai voluto fare il compositore o la rock star. Non hai avuto questo desiderio fino ai 25 anni diciamo. Avevi quanti anni, 27 quando è uscito Definitely Maybe?

Posso dire in tutta onestà, e giuro sulla vita dei miei figli, che non ho mai avuto il benché minimo desiderio di fare questo. Quando ero giovane ero molto appassionato di musica e sapevo suonare la chitarra e pensavo che in qualche modo quella cosa sarebbe stata importante. Poi quando ho incontrato Graham Lambert degli Inspiral Carpets a un concerto degli Stone Roses (nel maggio 1988, ndr) ho pensato: "Ci siamo! Bastardo fortunato!". Per sistemare la sua chitarra e la batteria prendevo 350 sterle a settimana, che era una cifra astronomica. Viaggiavo per il mondo, prendevo la diaria, droghe, scopavo le groupies, una giorno eravamo a New York, l'indomani ... non riuscivo a credere a quanto cazzo fossi fortunato.
Poi telefonai da Monaco (a mamma Peggy, ndr). "Sai che Liam fa parte di una band?". "Cosa?". Sapeva che io sapevo scrivere canzoni e mi invitò a una jam. Poi, però, successe che io avevo quel riff di Columbia e tutti si unirono e si accese una luce, e pensai: "Porca troia!". Dentro di me si accese una luce. Fino a quel punto non mi aveva mai interessato, ma amavo la musica, amavo i musicisti, essere coinvolto nella periferia della musica. 

E ora guardati.

Sì, ma ci sono momenti in cui penso che mi piacerebbe tornare lì. Nessun servizio fotografico, niente riprese, avevo dei bei soldi, avevo delle belle droghe sempre con me, avevo sempre una ragazza davvero attraente, era fantastico. Andiamo avanti veloce fino al 1997. Ci sono 200 ragazzi fuori da casa tua e non puoi uscire, sei fatto di coca fino ad andare fuori di testa, mangi spaghetti in scatola (pot noodles, ndr) per tre giorni ... Ma no, non mi sono mai messo in piedi davanti allo specchio con in mano una racchetta da tennis, non mi è mai successo.

traduz. by oasisnotizie - Source: Mojo, Feb 2019

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

giovedì 8 marzo 2018

Noel Gallagher, ascolta qui Go Let It Out 2018 live ad Abbey Road per Spotify

Noel al Majestic Theatre di Dallas il 6 marzo (mtcmag.com)
Noel Gallagher ha registrato due tracce dal vivo esclusivamente per Spotify Singles, agli Abbey Road Studios di Londra. Una è It's a Beautiful World (tratta dal suo ultimo disco, Who Built The Moon?) e l’altra è Go Let Out degli Oasis, dall’album Standing On the Shoulder Of Giants del 2000.

Noel, che a febbraio a Detroit era tornato ad eseguire Go Let It Out dal vivo per la prima volta dopo 15 anni e che sta portando tuttora il brano in tour,  ha dunque deciso di dare una rispolverata alla sua versione (leggi "cantata da lui") della canzone, peraltro già presente dal 2000 sotto forma di demo.


OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

sabato 10 febbraio 2018

Video: Noel Gallagher esegue Go Let It Out per la prima volta dopo 15 anni

Credit: NBC (via @oasisworld)
Gran ritorno in scaletta ieri sera al Masonic Temple di Detroit, da cui è ripartito il tour dei Noel Gallagher's High Flying Birds a sostegno dell'album Who Built the Moon?, il terzo disco da solista dell'ex Oasis, uscito a novembre.

Noel ha cantato e suonato dal vivo Go Let It Out per la prima volta dal 19 dicembre 2002, quando fu eseguita per l'ultima volta dal vivo dagli Oasis, alla National Indoor Arena di Birmingham durante il tour di Heathen Chemistry

Tra i pezzi presentati al pubblico statunitense anche una bellissima Dead in the Water, eseguita dal vivo per la prima volta.

Nei video alla fine di questo post trovate, oltre a Go Let It Out e Dead in the Water, anche l'esibizione al Tonight Show with James Fallon del 7 febbraio (Noel ha eseguito dal vivo il suo nuovo singolo It's a Beautiful World). Nel corso del concerto c'è stato anche un tenero siparietto: Noel ha interrotto per qualche istante l'esibizione per firmare un autografo a un bimbo che ieri festeggiava il compleanno (ultimo video qui sotto).

Il tour di Noel prosegue stasera a Columbus e lunedì a Washington.

Questa la scaletta di ieri:

Fort Knox
Holy Mountain
Keep on Reaching
It's a Beautiful World
In the Heat of the Moment
Riverman
Ballad of the Mighty I
Dream On
If I Had a Gun...
The Importance of Being Idle (Oasis)
Little by Little (Oasis)
She Taught Me How to Fly
Be Careful What You Wish For
Black & White Sunshine
Half the World Away (Oasis)
Wonderwall (Oasis)
AKA... What a Life!

Encore:
Dead in the Water
Go Let It Out (Oasis)
Don't Look Back in Anger (Oasis)
All You Need Is Love (Beatles)








OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

venerdì 22 aprile 2016

Video: a Glasgow Noel Gallagher suona Live Forever e la dedica al "gigante Prince"

È ripartito ieri sera dal SSE Hydro di Glasgow il tour britannico di Noel Gallagher. Nella città scozzese l'ex Oasis ha omaggiato Prince, scomparso proprio ieri, facendo ascoltare ai presenti la sua canzone Let's Go Crazy prima che iniziasse il concerto vero e proprio e poi dedicandogli sul palco uno dei classici degli Oasis.

Durante la parte finale dello show l'immagine di Prince è stata poi proiettata sul maxischermo e il palco è stato illuminato di porpora. E Noel gli ha dedicato il brano Live Forever degli Oasis.

Ai 13.000 fan andati a vederlo Noel ha detto: "Allora, una volta facevo parte di una band. Facemmo un album di nome Standing on the Shoulders of Giants e uno di quei giganti era Prince".

"Quindi ora mi aiuterete a rendere omaggio al grande uomo e mi aiuterete a eseguire Live Forever".

Ecco i video dell'omaggio di Noel a Prince. 




OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

sabato 25 febbraio 2012

Noel Gallagher riprende due canzoni inedite e le pubblica con la sua nuova band

Secondo quanto dichiarato in un'intervista per la rivista NME, pare che Noel Gallagher abbia rispolverato un paio di canzoni inedite degli Oasis e stia progettando di tornare in studio per registrarle. La prima canzone si chiama ''Revolution Song'' e risale alle sessioni di registrazione di ''Standing On The Shoulder Of Giants'' del 1999. L'altra canzone che Noel ha in programma di registrare si chiama ''God Help Us All'', già nota ai fan poiché presente come soundcheck nel DVD di ''Lord Don't Slow Me Down''.





OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

giovedì 24 novembre 2011

Noel Gallagher: "La fine degli Oasis? Molto prima di Parigi, non avremmo dovuto fare Standing on the Shoulder of Giants"

In un'intervista rilasciata in Olanda Noel Gallagher ha detto che il sound del suo disco è stato "americanizzato" dal produttore Dave Sardy, già dietro le quinte degli ultimi due album degli Oasis, per avere successo anche in radio anche negli Stati Uniti. "La batteria non doveva suonare come paglia che sbatte su un foglio di carta".


Noel dice anche che la sua città preferita è Los Angeles, in particolar modo perché la sua etichetta discografica lo sta spingendo ad essere molto presente negli USA. 

"Mi stanno fottutamente dando voli in prima classe e e mi stanno mettendo in hotel incredibili. E mia moglie può andare a far fottuto shopping per ore e ore ogni giorno".


Alla domanda se a Natale si vedrà con il fratello Liam, Noel ha risposto: "Non ci incontreremo, mia moglie ed io abbiamo programmi diversi", ma è vero che lo "zio Liam" ha parlato al telefono con i nipotini, come detto da Liam in questa intervista alla rivista NME.

Noel ha detto che i Beady Eye faranno un bel secondo disco.

Poi è tornato sulla fine degli Oasis. "È avvenuta molto prima di Parigi. Non avremmo mai dovuto fare Standing on the Shoulder of Giants. Già allora non avrei voluto farlo, ci saremmo dovuti prendere un po' di tempo, ma Liam diceva: 'Andiamo a fare un disco, andiamo in studio il mese prossimo e faresti meglio ad avere alcune canzoni già scritte, cazzo'. Saremmo dovuti andare a fanculo lì dove sono scomparsi i Rolling Stones, quello che è, cazzo. Affittare una barca e circumnavigare le Bahamas o quello che era".

Noel si è poi detto infastidito dalle grida che richiedevano canzoni degli Oasis sentite lo scorso 18 novembre durante l'esibizione alla UCLA Royce Hall di Los Angeles. "No, non sono qui per suonare solo quelle cazzo di canzoni degli anni novanta". E nel tour non cambierà la propria scaletta, perché non vuole.


oasisnotizie - via hln.be
(thanks to sally for the English version)


OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

domenica 3 luglio 2011

Oggi nella storia degli Oasis

Il 3 luglio 2000 usciva Sunday Morning Call, terzo e ultimo singolo estratto da Standing on the Shoulder of Giants. Le due b-side, Carry Us All e Full on, sono anch'esse cantate da Noel. Si tratta dell'unico singolo in cui la voce del fratello Liam è assente.






OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails