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venerdì 20 gennaio 2023

Noel Gallagher sul figlio: "È un personaggione: eravamo tra i tifosi del City e ha detto che il suo idolo è Cristiano Ronaldo"

Intervistato il 17 gennaio da Dave Berry di Absolute Radio (video qui sotto), Noel Gallagher, tifoso del Manchester City, ha raccontato un curioso aneddoto su suo figlio Sonny. 

"L'altra sera sono andato a vedere il Manchester City contro il Chelsea a Stamford Bridge, nel settore ospiti, con i miei due figli. Mio figlio minore (Sonny Patrick, nato nel 2010, ndr) è proprio un personaggio. Quello che fa è  questo: indica un bambino della sua stessa età nel settore del Chelsea o del West Ham e battibecca con lui per tutta la partita! Fa: 'Tu, tu, tu!'. Ha 12 anni! E io: 'Che fai?'. E lui: 'Fottuto ...'. È buffo". 

"Un'altra volta siamo andati a vedere il City nel settore ospiti", ha raccontato ancora Noel, "e tutti i tifosi del City sono venuti da me per fare le foto. Uno di loro ha chiesto a Sonny: 'Ciao Sonny, grande tifoso del City! Chi è il tuo giocatore preferito?'. Sonny ha risposto: 'Ronaldo'. E io: 'Che cazzo dici, amico?'. E il tizio fa: 'Ronaldo?'. Lui: 'Ronaldo, sì. È il migliore di tutti i tempi'. Io al tifoso ho detto: 'Dacci un minuto, amico'. Poi a Sonny ho detto: 'Amico, cosa stai facendo? Questo non è il posto migliore per esprimere il tuo amore per Ronaldo'. 

"Lui non sapeva che Ronaldo giocasse già prima con lo United, per lui era del Real Madrid. Quando dalla Juventus è andato allo United, Sonny mi ha detto: 'Papà, Ronaldo sta andando allo United!'. E io: 'Ha già giocato con lo United'. 'Quando?'. 'Prima che tu nascessi' ".

"E poi dice che è il suo giocatore preferito. E io: 'No, non ora! Avresti potuto dire De Bruyne!' ". 

Non più tardi di qualche mese fa (era ottobre), intervistato da Pub Talk dagli ex calciatori Ray Parlour e Alan Brazil su Mola TV (video qui), Noel aveva raccontato che Sonny aveva appeso nella propria cameretta un poster di Cristiano Ronaldo.

"Sonny giocava per la sua squadra locale ed era andato alle prove per la contea. - aveva  detto - Era entusiasta, ha un buon tiro e un ottimo gioco di posizione. Preferirei che fosse un calciatore, vengono pagati di più rispetto ai musicisti. È stata una giornata divertente in cui ha iniziato a identificarsi davvero con i giocatori. Non si era però reso conto che Ronaldo aveva giocato con lo United e quando è tornato a casa ha portato con sé un poster di Ronaldo. Io ero tipo, 'Amico, cosa stai facendo?'. E lui: 'Adoro Ronaldo, è il mio giocatore preferito'. 'Non puoi averlo in questa casa, amico!', gli ho risposto e ho dovuto mostrargli una foto di lui con la divisa dello United perché lo aveva conosciuto solo mentre giocava per Real Madrid e Juventus".

oasisnotizie

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giovedì 29 aprile 2021

Noel Gallagher: "Gli statunitensi hanno rovinato il calcio in UK. Il Liverpool e il Man United volevano distruggere il Man City e il Man City si allea con loro per la la Superlega: mi ha scioccato"

Stamattina, in collegamento video con Absolute Radio, Noel Gallagher, grande tifoso del Manchester City, ha parlato ancora di Superlega. Il video è alla fine del post. 

"La Champions League non ha bisogno di essere a numero chiuso, perché la fase a gruppi è già terribile e noiosa", ha osservato il cantautore. 

"L'idea di una Superlega in cui venti squadre giocano e otto battagliano per il trofeo ai play-off è buona, ma quello che ha dato fastidio a tutti è la clausola secondo cui alcune squadre non possono retrocedere. La cosa più disgustosa di tutte è quella, anzi il fatto che ci sia il Tottenham. Chi ha messo Tottenham e Superlega nella stessa frase? Io ho pensato: 'Liverpool e Manchester United ok, ma il Tottenham?!' ...".

"Penso che non ci sia stato nessun britannico coinvolto nelle conversazioni su questa Superlega, perché in caso contrario avrebbe capito che in questo paese una cosa così non avrebbe attecchito. Non è una coincidenza il fatto che sia stata concepita dagli statunitensi. Non avremmo mai dovuto consentire che gli statunitensi approdassero nel calcio di questo paese, sono degli idioti".

"La cosa che mi ha dato fastidio ed è stato scioccante è stato vedere il Manchester City insieme a quelle altre undici squadre, perché quei club sono andati attivamente e aggressivamente fuori dal seminato per distruggere la reputazione del City negli ultimi dieci anni. E quando vedi il City allinearsi con gli statunitensi e con il Liverpool e il Manchester United, pensi: 'Dai, dai, siamo migliori di questo. Non abbiamo bisogno di questo'. Gary Neville ora farà le sue sfuriate su Sky Sports News a Talksport per un mesetto. Si arrabbierà e poi tornerà alla normalità", ha concluso Noel.

traduzione di oasisnotizie


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lunedì 23 marzo 2020

Liam Gallagher tra moda, nuova vita e Man City: "Oggi tutte band senza palle. La gente vuole ancora vedere un tizio col parka. Noel? Io sono troppo rock 'n' roll per lui"

Liam Gallagher ha rilasciato un'intervista al bimestrale The New Order, in uscita da pochi giorni. Ha parlato di parka, Manchester, musica e calcio. Ecco la nostra traduzione integrale della chiacchierata, avvenuta qualche mese fa.
ma
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Amo il Giappone, amo Tokyo, è grandiosa, cazzo!

Quando ci sei stato l’ultima volta?


L’ultima volta che sono stato lì forse è stato l’anno scorso, per l’ultimo disco, penso. Sì, è stato di sicuro per l’ultimo disco.

Hai mai partecipato al Fuji Rock?

Sì, penso che potremmo parteciparvi …

L’anno prossimo?

L’anno prossimo.

Fantastico.

Sì, penso di sì. Ci saranno le Olimpiadi, no?

Sì, si terrà un mese più tardi del normale.

Sì, penso tu abbia ragione, abbiamo parlato del fatto di parteciparvi l’anno prossimo.

Bene, potremmo anche iniziare con la moda allora.

Facciamolo. Cioè non so molto di moda, so solo quello che mi piace, ma …

Come spiegheresti il tuo stile personale?


Casual, amico. Casual, del tipo: non esco di casa senza le Clarks. E questi sono jeans Edwin, sono giapponesi, no?

Sì.

E cos’è questo? Cioè penso sia un Oliver … di che fattura è questa? Penso di averlo comprato proprio in Giappone, o in Australia. Ma no, so quello che mi piace …

Di sicuro non ti appassioni a marche o nomi che io ammiro enormemente.

No, non so quale sia il cazzo di nome.

Indossi molta roba Stone Island e roba così.

Indosso molta roba Stone Island, molta roba Engineered Garments. C’è una per cui vado matto quaggiù, ma non si riesce mai a trovarla, cazzo! Monitaly, l’hai mai sentita? È grandiosa. Ha sede a Los Angeles, ma non si riesce mai a trovarla, cazzo … Qui hanno un luogo dove devi telefonare a lui e prendere un appuntamento con lui. Cazzo, la roba migliore, amico!

Yuki è un buon amico. Fa anche scarpe per una marca di nome Yuketen.

Oh, sì, Yuketen, i mocassini. Cazzo, sono i migliori, sì! Quindi mi piace quella roba. Ne ho un po’. Ho i Beams ovviamente. E basta. Non so molto delle marche giapponesi, ma ne sono proprio preso. Il mio negozio preferito in Inghilterra è Oi Polloi e lì arrivano tutte le marche, ma no, no, mi piace. Mi piace quello che mi piace. Se mi piace quello che vedo, non importa chi lo ha firmato, lo compro.

È questa la cosa migliore. Vai a fare compere molte volte?
Oh, sì.

Da solo?

Sì, lo faccio in Inghilterra, sì. Qui non l’ho fatto. Da quando sono qui non potrebbe fregarmene di meno, amico. Ho abbastanza roba di questo posto.

Si sta diffondendo a Los Angeles, questo è il fatto.

Sì, inoltre è un po’ torrido e io sono un po’ in postsbronza. Quando torneremo per fare l’ultimo concerto, proverò ad approfondire quella cosa del Monitaly, perché quella è roba buona. Hanno dei bei fottuti parka, amico.

Hai sostanzialmente toccato il tasto chiave del tuo stile.

Sì, per me io non indosso proprio scarpe da ginnastica. Il mio amico Gary Aspen fa la linea Adidas Spezial.

Sì e tu hai fatto solo la collaborazione.

Sì, quindi le indosso, ma le indosso con i pantaloncini. Non le indosso con i jeans. Tendo a indossarle con i pantaloncini. E i pantaloncini che ho li conoscerai … Nigel Cabourn. Sono come questi cazzo di mutandoni. Quindi mi piacciono con un paio di scarpe da ginnastica. Forse scarpe di pelle di camoscio, io non indosso proprio le scarpe di pelle.  Semplicemente non mi piace il modo in cui ti sta addosso il cuoio, amico. Le scarpe di pelle di camoscio sembrano malconce, amico.

Chi erano le tue icone di stile quando eri ragazzo?

Be’, icone di stile … C’è una band di nome Stone Roses, di Manchester.

Conosco Ian.

Lui sa come stanno le cose. Tutti loro hanno un bel look, amico. Quindi era quella cosa lì e gli Happy Mondays. Loro avevano sempre roba buona. E per tornare agli anni ’60, penso che George Harrison avesse un bel look e i Beatles egli Stones … gli Small Faces … Paul Weller aveva sempre un bel look.

Quello sostanzialmente riassume anche il tuo look.

Be’, il look di Manchester è un po’ il look malandato, no? Capisci cosa intendo? Quando inizia a strapparsi, devi inviaggiarlo, ma appena inizia a sembrare un po’ fottuto, voglio dire casual, allora mi piace, ma appena inizia a cadere a pezzi, deve andare nella pattumiera. Non siamo dei barboni.

Sono della tua stessa idea. Quindi se ci fosse un parka nella storia di Liam Gallagher, quale sarebbe?

Non lo so, amico. Mi piacciono tutti, capisci cosa intendo? Ma mi piace … ne ho alcuni belli della Stone Island. Cos’altro ho? Non riesco a ricordare bene. Ho dei bei Monitaly, ahh non riesco a ricordarmeli così su due piedi. Li apprezzo tutti, amico. Non riesco a ricordarne i nomi. Nanamica? Ne ho alcuni di quelli lì. Mi piacciono. Ma non ne ho uno preferito, sai, mi piacciono più o meno tutti.

Quindi possiamo passare alla musica. Allora, fai parte dell’industria musicale da quanto ora?

Dicono da 25 anni, forse 30. Quando ho fondato una band?

Penso fosse il ’91.

’91. Quanto tempo è passato?

28 anni.

Minchia, lo faccio da 28 anni! E non sono cambiato per nulla, il che è perfetto.

Come ti senti a livello personale?

Mi sento bene, mi sento bene, amico. Mi sento bene a risaltare ancora come un pollice dolorante, il che mi piace. È così che voglio essere. Nei 28 anni in cui ho fatto questo, il mondo della musica è cambiato. Molto rap e molto cazzo di pop e quella roba lì. Ma sono ancora qui a fare la cosa mia. La gente vuole ancora vedere un tizio col parka. Sì, me la spasso, quindi va bene.

Allora, qual è il segreto di questa longevità?

Mi piace cantare le canzoni e mi ha sempre appassionato il lato canoro. La musica? Sono appassionato di musica. Rimanere vivi? Penso non sia quella la cosa che mi guida. Se avessi guidato, sarei morto. Non ho la patente.

Non hai mai pensato di prendere la patente?

No, no. Non faccio quella roba.

C’è qualche motivo in particolare? Non ti dispiacerà se chiedo.

Non lo so, amico, semplicemente non penso che sarei bravo dietro lo sterzo, amico. Mi piace bere alcolici, quindi non penso che si possa bere e guidare, per cui …

Penso che quella sia una delle cose migliori del vivere a Tokyo.

Cosa non puoi fare?

Semplicemente non hai bisogno di guidare, perché andare in giro è facile.

Sì, lo so, lo so, ho visto. L’ho fatto molto tempo fa. Ma la longevità? Non lo so, amico. Penso che sia stato sempre la stessa persona. Non ho provato a reinventare la ruota. Ho trovato quello di cui sono appassionato e semplicemente ho seguito la corrente. Sai cosa intendo? Non mi butto dalla nave se la guitar music questa settimana non sta facendo bene. Non mi vedrai tirare fuori una tastiera. Capisci cosa intendo?

Rimanere fedele a te stesso e ai tuoi principi ti mantiene in carreggiata.

Giusto, cazzo, perché tornerà sempre indietro. Capisci cosa intendo? Quindi sì, ho solo trovato quello di cui ero appassionato e mi sono incollato a quella cosa. Da qui i miei fottuti vestiti. Ho sempre indossato la stessa cosa. Se osservi il mio stile, neanche quello è cambiato. È la stessa cosa, quindi se rimani con una cosa, continuerà a tornare indietro.

Perché pensi sia così? Perché pensi che la gente cambi?


Perché non sanno chi cazzo siano. Sai, penso proprio che …

Nessuna identità.

Non hanno identità e non hanno mai avuto le palle. Capisci cosa intendo? Per mantenere quella cosa. Per rimanere fedele a te stesso devi sapere chi sei. Penso che molta gente, cazzo, salti giù dalla barca tutte le volte. Capisci cosa intendo? Vedo molte di queste cose nelle band. Ad un certo momento uno viene nella mia band e suona la chitarra e si veste come me. E poi due fottuti minuti dopo sono in un’altra band e si vestono come quella band. Ti viene il cazzo di mal di testa e ti sanguina il naso. Capisci cosa intendo? È una cosa del tipo: non ti dico io come vestirti, ma nella mia band non entri se non ti vesti comunque così, cazzo. Ma li vedi proprio saltellare come camaleonti. Capisci cosa intendo?

Assolutamente sì.

Cioè, cazzo, trova il tuo stile e mantienilo. Capisci cosa intendo? E se non è abbastanza bello, allora non è abbastanza bello.

I Beady Eye in concerto al Big Day Out nel 2014
Volevo chiederti di te, ora, come Liam Gallagher. Dopo tutto il successo con gli Oasis e dopo i Beady Eye, perché hai deciso di uscire come Liam Gallagher?

Be’, ovviamente la divisione degli Oasis, che è stata devastante perché io non avrei voluto mai che accadesse. Pensavo che saremmo rimasti insieme per sempre, sai. Ma altre persone avevano programmi diversi. Quindi quando è successa quella cosa io ovviamente volevo rimanere a fare musica, per cui abbiamo proseguito con i Beady Eye, ed è stato con tutti gli stessi membri, eccetto Noel. Ma la gente faceva: “Perché non vi chiamate Oasis?”. Ma non ci sono gli Oasis se non c’è Noel, quindi abbiamo assunto un altro nome. Gli album che abbiamo pubblicato erano buoni, i concerti erano buoni. Penso solo che la gente fosse solo … semplicemente non ha avuto tutto quel successo. Penso che la ragione per la quale non ha avuto tutto quel successo sia stata che è venuto troppo presto dopo gli Oasis. È stato un po’ confusionario. E poi ci siamo presi quattro anni liberi, proprio per liberarmi la testa. E poi ho deciso di non fondare un’altra band con un altro nome, perché la gente sarebbe stata confusa tanto quanto lo era con i Beady Eye. Quindi ho pensato: fanculo, esco con il nome mio e torno dove devo stare. Quindi se non sono negli Oasis potrei pure uscire con il nome mio. Capisci cosa intendo? E sembra che sia andata bene. Con tutti gli anni che ho impiegato per essere quel tizio degli Oasis … la gente mi conosce o come il tizio degli Oasis so con il mio nome, Liam Gallagher. Quindi ho pensato che questo avrebbe funzionato. Per cui questa è l’ultima possibilità di ballare con il mio nome, e sembra che stia andando bene.

È quella una delle ragioni per cui è finito tutto con i Beady Eye?

No, no. I Beady Eye non stavano ottenendo concerti. Capisci cosa intendo? E avevamo fatto un disco che nessuno stava comprando. Nessuno ci prenotava delle date, e io avevo un po’ di robe personali, quindi ho pensato: senti, forse è ora di mettere la parola fine, perché stiamo frustando un cavallo morto. Quindi abbiamo fatto così e poi ho fatto un po’ di roba personale e siamo usciti e abbiamo fatto partire As You Were.

Perché sostanzialmente sei saltato dagli Oasis direttamente nei Beady Eye.

Direttamente, amico, il giorno dopo. Il solo fatto che Noel volesse andare a casa non significava che noi dovessimo tutti andare fottutamente a casa. Era lui quello che aveva il problema. Quindi abbiamo proseguito, amico.

Giusto. Ho fondato la rivista con mio fratello, e anche noi abbiamo avuto un litigio.

Oh davvero? Gli parli ancora?

Un pochino. Tu parli con Noel?


No, non gli parlo da un po’, amico. Forse dieci anni, ma è perché lui è diventato uno stronzo, amico. Sta facendo un cazzo di viaggio cosmico, pensa che stia fottutamente curando il cancro e non è così. Sono un po’ troppo rock ’n’ roll per lui, amico.

Parliamo del nuovo album. Why Me? Why Not. come ti rappresenta e come rappresenta il tuo lavoro in questo momento?

Be’, la voce mi rappresenta. Cioè al momento sono in un posto diverso. Ho la mia adorabile famiglia con me, quindi sono stato di umore un po’ più calmo e rilassato. Ho allacciato una relazione con mia figlia che non ho visto per vent’anni. Quindi ora lei fa parte della banda e tutta quella roba, e questo è bello. Ma come mi rappresenta? Sì, amico, penso che sia una rappresentazione veritiera. Non lo so. Mi piacciono i Beatles, mi piacciono gli Stones. E quello che faccio. Capisci cosa intendo? Di cosa parla non ne ho idea, cazzo. Semplicemente canto i bastardi. Capisci cosa intendo?

Ti stavo per chiedere come cantante come lavori con il paroliere?

Allora, tiro fuori dei pezzi in giro per casa, mentre suono la chitarra. Non sono bravo con i ritornelli, ma so fare i versi. Ma quando si arriva al ritornello lo mando ad Andrew Wyatt e Greg Kirstin e loro lo fanno accadere.

Come funziona il procedimento? Vengono loro da te?

No, io vengo qui. Vengo a Los Angeles, dove lavorano loro. Lì hanno uno studio, quindi io faccio: “Guarda, ho questa canzone”. E loro fanno: “Figo, magari cambia quel pezzetto lì”. E tipo lavoriamo insieme.

Cominci tu e loro criticano?

Sì, o iniziano loro … in ambo i modi. Capisci cosa intendo? E poi la cosa accade, amico. Il che va bene.

Quindi sei spesso a Los Angeles.

Be’, sono qui per un po’ solo quando facciamo musica. Siamo stati qui l’anno scorso, io sono stato qui tre o quattro volte. Solo per una settimana, una settimana e mezza. Non potrei mai vivere qui. A te piace qui?

Mi piace molto questo posto. Solo per il fatto di guidare per andare in ogni luogo ci vuole un po’ di abitudine.

Mi piacciono le stagioni. È sempre caldo qui, no?

Non mi lamenterei di questo. Anche se tu faresti fatica senza un parka ogni giorno.

Amico, mi farebbe ammattire, cazzo! Ho bisogno di indossare il mio parka. Ma no, mi piace, quindi sono qui abbastanza. Sono qui abbastanza volte.

Dunque, tornando all’album, come si può paragonare al primo album, As You Were?


Penso sia sostanzialmente la stessa cosa un’altra volta, amico. Perché l’ho fatto con le stesse persone. E ovviamente non avremmo fatto un album reggae o un cazzo di album dance. Quindi è sostanzialmente lo stesso. Volevamo solo fare delle canzoni un po’ migliori. E dal punto di vista della produzione penso sia un disco migliore. Non sto dicendo che è molto migliore. Quindi forse per il prossimo continueremo a fare la stessa cosa, ma senza fare dei cambiamenti radicali. Capisci cosa intendo?

Hai un suono caratteristico.

Sì, amico. So cosa vuole la gente che viene ai nostri concerti. Sai cosa intendo? E la gente paga dei bei soldoni, quindi voglio dare loro quello che vogliono.

Cosa rende unico Why Me? Why Not.? Cosa lo rende diverso da quello che hai fatto in precedenza?

Non lo so se è unico, amico. Penso che con me dentro sarà un po’ più unico e roba così, ma non penso sia così unico.

Ci sono dei brani che pensi che spicchino?

C’è un brano di nome Once che è fico. Ci sono alcune belle canzoni, Meadow è fantastica, ma non direi che è diversi da qualsiasi cosa fatta prima.

One of Us è un pezzo eccezionale. Volevo chiederti della scena musicale in generale. Qual è il tuo parere?


Vedi, non seguo la scena musicale. Io faccio la cosa mia e basta, amico. Non esco con gente che fa parte di band. Non vado a molti concerti. Faccio la cosa mia e me ne vado a fanculo a casa. Sai cosa intendo? Quindi la guardo da lontano. Capisci cosa intendo? Non penso ci siano molte buone guitar band in giro, in ogni caso nessuna che mi piaccia. E non è per tirare delle frecciate, semplicemente … non lo so, amico. Semplicemente al momento non ce ne sono molte in giro.

Quali sono le più grandi differenze rispetto a quando hai iniziato con gli Oasis?


Il mondo è un posto diverso, amico. Potevi farla franca con un po’ di più. Oggi non puoi fare un cazzo, tutti ti saltano addosso. Non puoi dire molte cose. Capisci cosa intendo? Devi stare attento a quello che dici, mentre anni fa potevi sparare merdate dalla bocca e nessuno importava veramente. Ora dici la cosa dannatamente sbagliata e tirano fuori un cazzo di cappio e ti impiccano ad un cazzo di albero, amico. Devi fare attenzione a cosa dici nel mondo e penso sia una cosa che tolga il divertimento. Capisci cosa intendo? Ma sì, era molto più folle negli anni ’90, il che è una buona cosa. Comunque io sono molto più rilassato, ho fatto tutte le mie bravate rock ’n’ roll.

Pensi che questo sia venuto un po’ con l’età e anche con la maturità?

Un po’ con l’età, e i postumi delle sbronze si fanno sentire di più e richiedono un po’ di tempo in più per essere smaltiti. Ma anche così, tutto quello che voglio fare è tenere i miei concerti e spassarmela e farmi un paio di cicchetti, poi andare a letto. Capisci cosa intendo? Andare in giro per la città fino alle ore stupide del mattino l’ho già fatto. E questi telefoni … tutti ti fanno delle foto mentre fai un po’ il monello. Anni fa non c’era nulla di tutto questo. Potevi uscire e comportarti come un cazzo di scimpanzé e spassartela. Capisci cosa intendo? E non dovevi leggere quella cosa sui giornali. Ora tutti ti filmano, cazzo, quindi tu chiudi bottega, devi fare un po’ il bravo. Sono felice che sia accaduto negli anni ’90, sono felice di aver di aver vissuto negli anni ’90. Sai cosa intendo? Perché odierei provare ad entrare in una rock ’n’ roll band in quest’epoca. Non puoi farla franca dopo un omicidio, ti arrestano. O ti classificano come un teppista, o questo o quello. Sono felice di aver tirato fuori le mie vibrazioni rock ’n’ roll negli anni ’90. Capisci cosa intendo? Ora potrei vivere su quelle cose per il resto della mia vita.

Parlando un po’ degli anni ’90, di sicuro te lo chiederanno in molti, ma com’era la scena musicale di Manchester nello specifico?

Be’, prima che arrivassero gli Oasis c'era la scena Madchester: i Roses, i Mondays, i New Order, i James, i Northside. Era tutto bello. E c’ero io, 16-17enne, quindi era bello. A quell’epoca era morto tutto ed era tutta dance e roba così, a cui non partecipavo molto. E poi abbiamo fatto gli Oasis e quella cosa partì e poi ci trasferimmo a Londra. Poi ci fu il Britpop, di cui non abbiamo mai fatto parte, ma avevo l’impressione che … 

Molte persone vi hanno messo in quella categoria che io non ho mai capito.

Sì, ci hanno messo in quella categoria, ma non penso che noi fossimo Britpop, amico. Pensavo che noi e i Verve fossimo diversi: un sound più classico, più rock ’n’ roll. Non “rock and roll”, ma più un sound classico. A differenza dei Blur e dei Pulp, noi facevamo musica un po’ più fottutamente scema. Capisci cosa intendo? Loro erano classificati come Britpop e scena di Camden. Io penso che fossimo molto più avanti rispetto a loro. Capisci cosa intendo? Ma gli anni ’90 sono stati belli, amico. Un bello spasso, io amavo terrorizzare i Blur. Quando ci incontravamo nei pub e roba del genere.

Dev’essere stato uno spasso.


Sì, lo amavo, cazzo! Loro erano ragazzetti snob, no? Quindi noi li terrorizzavamo.

Ti ho visto ad Auckland nel … penso fosse il ’96-’97.

Sì, sì, ricordo di esserci andato.

Era un po’ un luogo inusuale.

Perché? Era una merda?

Non rendeva giustizia agli Oasis. Pensavo che voi foste andati da qualche altra parte …

Un posto un po’ più grande?

La Nuova Zelanda è un po’ buffa quando si tratta di musica.

Sì, ma molta gente pensa che gli Oasis fossero famosi. Erano famosi in Inghilterra. Non eravamo una band famosa nel mondo. Eravamo molto popolari in Inghilterra, ma quando andavamo in America non eravamo così famosi. E la gente faceva: “Oh, avreste dovuto andare in posti più grandi”, ma non eravamo così famosi, amico. Ripensandoci, eravamo famosi in Inghilterra ed eravamo famosi in Europa, ma non siamo mai stati famosi in America o nel mondo. La gente insiste con ‘sta storia che gli Oasis erano la band più famosa del mondo. Non lo eravamo. Eravamo la band più famosa d’Inghilterra e basta. Il che mi sta bene. Capisci cosa intendo? Perché non c’è niente di peggio d essere il numero due nel tuo paese. Era quella la cosa più importante. Finché siamo famosi dove vivo io, non potrebbe fregarmene di meno di essere famoso laggiù. Era quella la mia città.

Quindi di sicuro il successo di Definitely Maybe e Morning Glory è stato incredibile.

Sì, quello ci ha messo in pista.

Ripensando a quei due album, cosa provi rispetto al successo e a quel periodo della tua vita?

Non ricordo molto, ma fare Definitely Maybe … Eravamo matti allora, ma Morning Glory … Quando è uscito Morning Glory abbiamo iniziato a fare soldi e poi siamo partiti. All’epoca era dannatamente stupido, merda nei nostri nasi ed eravamo sempre fuori di melone. Facendo roba così … ma no, sono orgoglioso di quei dischi perché penso che suonino bene anche oggi. E senza di loro saremmo ancora disoccupati, amico. Quindi sono ben contento.

Uno dei concerti che ho visto in video è stato quello di Maine Road.

Sì, lo stadio del Manchester City. Fu incredibile.

Come fu uscire sul palco a Maine Road come tifoso del City?

Fu grandioso. Quello per me fu migliore di Knebworth. Tutti parlano di Knebworth perché fu grande, ma penso che come band suonammo meglio a Maine Road. Quindi quello sarebbe stato bello se fosse uscito in video. Forse è uscito.

È uscito.

Sì? Dunque, uscire e suonare nello stadio della tua città è stato dannatamente incredibile. Perché andavamo lì da bambini.  

Pensi che ci abbiate messo più impegno e che abbiate suonato meglio perché aveva quel tocco sentimentale?

Forse sì, Knebworth era stato solo un cazzo di grande e stupido campo. Capisci cosa intendo? Ma forse … penso che fossimo soliti vedere le partite di calcio lì, quindi la cosa aveva più significato.

Sicuramente. Allora, parliamo del City per un momento. Chi è il tuo calciatore preferito di tutti i tempi?

Be’, il mio è stato sicuramente … cambia. Negli anni ’60 Colin Bell e poi Mike Summerbee e negli anni ’80 fu uno schifo. Facevamo schifo, no? Gli anni ’70 non li ricordo neanche.

Neanche negli anni ’90 eravate molto meglio.

Anche gli anni ’90 furono uno schifo. Quindi ora i miei giocatori preferiti della squadra sono Sergio Aguero e Kevin de Bruyne. Sono giocatori coi fiocchi, amico.

Qual è il tuo parere sulla squadra al momento?

Sono entusiasta di loro, amico. Adesso non siamo in testa alla classifica del campionato, ma ci arriveremo, amico.

Pensi che recupererete e vincerete il campionato quest’anno?

Sì, amico. Il Liverpool vacillerà. La pressione è troppa su di loro, si sposteranno da lì, cazzo. Appena subiranno un po’ di infortuni, noi torneremo su. Penso che vinceremo noi; almeno lo spero.

Bene, io sono tifoso del Newcastle, quindi sono fottuto, amico. Penso alla retrocessione, o no?

(L’allenatore è) Steve Bruce, no?

Tu lo odierai perché è un red (ex bandiera del Manchester United, ndr)ì, no?

Chi, Bruce, per via dello United?


Sì.

Ahh, io odio dannatamente lo United. Cazzo se li odio quegli stronzi!

Vai ancora alle partite?

Da quando mi sono trasferito a Londra non mi interessa. Vengo disturbato troppo, per cui me le guardo a casa dove posso urlare e gridare senza che nessuno stronzo venga a rompermi le scatole. Oggi vai alla partita del City e non puoi saltare su e giù perché ti dicono di fare silenzio. Capisci cosa intendo? Non puoi bere, non puoi fumare, fanculo a quella merda!

Ammazza l’atmosfera, no?

Esattamente.

Non è l’essenza del gioco. Segui l’Inghilterra? Hai una passione per la nazionale uguale a quella per il City?


No. Non sono un patriota, amico. Anche perché i miei genitori sono irlandesi. Amo l’Inghilterra, l’Inghilterra è il luogo in cui sono nato e la cultura e il calcio e i vestiti e la musica e tutto quello. La nazionale inglese di calcio? Cioè la guardo e tutto il resto, ma non mi faccio “trasportare” se vincono, però.

Voglio dire: per un decennio hanno attraversato una fase di merda, no?


Stanno migliorando un po’, amico. Stanno migliorando un po’ sotto la guida di Gareth Southgate. Auguro loro del bene e tutto quello, ma non mi fanno né caldo né freddo.

Hai la maglia del City ora?

Sì, sì.

La indossi in giro?

No, no, no. Ce l’ho a casa. Tutta quella roba la indossano i miei figli.

Anche loro sono appassionati di City?

Sì, sì.

Penso che non abbiano scelta. Una cosa che ti volevo domandare è: hai iniziato a correre un bel po’ di recente?

Sì. I miei fianchi hanno fatto le bizze di recente. Sto avendo un po’ di artrite, quindi non ho fatto quanto cazzo avrei dovuto.

Qualcuno mi ha detto che non ascolti musica mentre corri; perché? Non ti fa ammattire?

Non lo so, amico. Semplicemente mi piace essere un po’ più … libero. Capisci cosa intendo? Mi piace semplicemente essere tutt’uno con il cazzo di posto.

La natura?

Sì, amico. Un gran frastuono nella testa? Non riesco a sentire quella roba, cazzo. Non ce la farei.

Non pensi che la musica bloccherebbe l’altra roba?

No, mi piace semplicemente ascoltare fottutamente la natura, amico. Una volta l’ho fatto mentre ascoltavo musica, ma mi infastidisce. Mi intralcia, amico.

Quando ascolti musica, che musica ascolti?

Gli Stones, i Beatles, i Kinks, i Sex Pistols. Non ascolto musica nuova.

Niente di nuovo?

Niente. C’è un tizio di nome Slowthai. È un rapper, tipo una cosa grime. Lui è bravo. Non c’è molta roba nuova che mi piaccia.

Cosa pensi di Slowthai? Musicalmente e in senso generale.

È bravo, amico, mi piace. Penso che abbia un qualcosa. Sta mettendo in riga un po’ di persone. Mi piace. Mi avvicino a quelle cose tramite mio figlio. I miei figli sono presi da tutta quella roba. Il grime e tutta quella roba. Mi fanno conoscere nuova musica ogni tanto, ma io sono piuttosto felice con i Beatles.

Chi sta facendo la differenza nel Regno Unito? I Pistols fecero colpo sul tizio dell’epoca Thatcher; chi sta parlando alle persone ora?

Direi Slowthai. Non sono uno che si fa  guidare dalla politica. Siamo cresciuti negli anni ’90, tutto quello che volevamo fare era prendere funghetti e ascoltare i Beatles, amico. Quindi di tutta quella merda che succedeva nel mondo non ci fregava, noi pensavamo solo: fanculo, non me ne fotte, che se ne occupino i politici. Quindi non sono proprio guidato dalla politica, ma Slowthai sì. Dice a loro le cose come stanno, il che va bene. Io voglio sono continuare a fare musica, amico, e spassarmela. Quella merda sarà ancora lì quando uscirai dal palazzo. Quando vieni ai concerti, bevi birra, cazzo, perdi la testa e salta su e giù e canta. Capisci cosa intendo?

Pensi che con la tua posizione di fama e potere potresti avere un’influenza?

Probabilmente, se volessi, ma non fa per me, amico. Non fa per me, amico. Non ne so neanche tanto, a essere onesti. Cioè forse finirà per farti sparare come John Lennon e io voglio solo vivere la mia vita. Capisci cosa intendo? Facciamo fare ai politici il loro mestiere e io faccio il mio. Quando inizi a pasticciare la gente inizia darti colpi in testa e fare: “Sta diventando un po’ arrogante”. Fanculo quella roba, amico! Voglio solo vivere la mia vita e andare avanti.

traduzione di oasisnotizie

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sabato 21 settembre 2019

Video (sottot. ITA): Liam Gallagher a Copa90, aneddoti su Gascoigne e Maradona. "Lo United mi ha rovinato la vita"

In questo nostro video l'intervista di Copa90 a Liam Gallagher integralmente sottotitolata in italiano. Con aneddoti sul calcio, sull'incontro tra Liam e Paul Gascoigne e tra Liam e Vincent Kompany, all'insegna, naturalmente, dell'alcol, sull'incontro tra Liam e Noel e Diego Armando Maradona, e su Man City-Man United 5-1. L'ex Oasis parla anche del suo nuovo disco, uscito ieri, e dice: "Lo United mi ha rovinato la vita negli anni '90".

Sottotitoli by frjdoasis.

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domenica 17 marzo 2019

Liam Gallagher sfotte lo United eliminato, poi si scusa: "Scusate tifosi dello United, comprate i miei dischi e venite ai concerti"

Prima il suo Manchester City supera il turno con una memorabile rimonta, poi l'odiato Manchester United esce dalla stessa competizione. E Liam Gallagher gongola e poi si scusa. Questo in sintesi quanto accaduto ieri, quando sia i Red Devils che i Citizens erano impegnati nei quarti di finale di Coppa d'Inghilterra, rispettivamente contro Wolverhampton e Swansea.

La giornata di coppa era stata aperta dal Watford, che ha battuto per 2-1 il Crystal Palace. Poi è stata la volta del City, che ha rimontato il parziale di 2-0 in favore dei gallesi (al momento quindicesimi in Championship, la seconda divisione) e ha vinto per 3-2, anche se pesa l'errore dell'arbitro, che ha convalidato il gol decisivo di Aguero segnato in posizione di fuorigioco (ma il VAR non c'è percé, per decisione della federcalcio inglese, si usa solo sui campi di Premier League ...). 

Dopo aver visto trionfare i suoi, Liam ha assistito all'eliminazione degli odiati cugini, estromessi dalla FA Cup a causa della sconfitta per 2-1 contro il Wolverhampton, approdato in semifinale di coppa dopo 21 anni. 

Per varie ore l'ex cantante degli Oasis ha continuato a twittare mentre seguiva gli ultimi minuti del match dello United, pubblicando prima un verso della sua canzone Paper Crown in chiave ironica: "Il lupo è alla tua porta" (riferimento a Wolves, i lupi del Wolverhampton che hanno "azzannato" i diavoli rossi), poi varie espressioni di godimento per l'eliminazione imminente della squadra allenata da Solskjaer ("Aaah", "aaah") e infine prorompendo in un breve e liberatorio: "Andate fuori", non prima di aver ricordato: "Il City vincerà la Champions League".

Di fronte alla reazione stizzita di qualche tifoso dello United e del Liverpool, Liam ha corretto il tiro, indirizzandosi anche ai tifosi del Reds: "A tutti i miei fan tifosi del Man United e del Liverpool: sapete che sto solo scherzando con voi, per favore comprate ancora il mio disco quando uscirà e per favore venite ai miei concerti. Non sarebbe lo stesso senza di voi".

oasisnotizie



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giovedì 22 febbraio 2018

Liam Gallagher: "Cosa odio? I selfie. Cosa cancellerei? Il Man United. Cosa non compra il denaro? La felicità"

Liam, chi è la persona del rock 'n' roll migliore per prendere una pinta?
Ryan Prenderville, Harrow

Io. Perché le compro e le bevo, cazzo, con te e ci facciamo una bella risata. Oh, vuole sapere chi penso sia il migliore? Voglio dire: oggi non bevono in molti, no? Sono tutti dei rammolliti, cazzo. Richard Ashcroft è un buon bevitore. Anche Weller lo era, ma ora ha smesso.

Se potessi cancellare per sempre una cosa dal mondo cosa sceglieresti?
Chris Mutter, Baldock

Il Man United. Tutto ciò che fanno è menarla con il loro passato. Ascoltate: il passato era vostro, ma il futuro è nostro. O mio (cita She Bangs the Drums de li Stone Roses, ndr).

Hai mai chiesto un autoscatto o un autografo o sei stato colpito così tanto dall'incontro con una persona famosa che hai perso le parole?
Alan Gregory, Stockport

Una volta chiesi a Paul McCartney di autografare un programma, ma non era per me. Era per il preside della scuola di mio figlio. Era il suo 60° compleanno, era un grandissimo Beatlesiano e un grandissimo appassionato di musica. È stato dietro le quinte della Royal Albert Hall. Ovviamente io la menavo con Lennon e quella cosa, ma quando ho incontrato per la prima volta Paul McCartney sono rimasto colpito dalla star. Sono rimasto colpito dalla star anche quando ho incontrato Ringo. È stato il primo Beatle che abbia incontrato. Ringo è un gran tipo, amico.

Se potessi scegliere gli headliner a Glastonbury, chi sceglieresti? Yen, Korea

Ovviamente i cazzo di potenti Oasis, amico. Mi piacerebbe molto rifare quel festival con loro, quando il fratellone cadrà, cazzo, sbatterà la testa e tornerà sui suoi passi. I Roses. Gli Smiths. I Jam. Ci sono molte persone che possiedono la chiave per farlo, ma hanno le cazzo di teste su per il culo. Pensano di essere molto più importanti e migliori delle altre persone che facevano parte delle loro band, quindi sono sicuro che non ci sarà nulla da fare.

C'è qualcosa che il denaro non può comprare?
Soo Parker, Lancashire

Non può comprare la felicità, amico. Può darti un cazzo di palliativo e tutta quella roba, puoi tenere il lupo lontano dalla porta, ma la vera felicità viene con la cazzo di conoscenza e il consenso, capisci cosa intendo? E non può comprare lo scudetto al Man United, a quanto pare. 

Cosa ti irrita di più di quello che fa la gente?
Proserpine, Perù 

La cosa dei selfie. Anche se non ho problemi a scattarli. Questa generazione ha come una cazzo di malattia. Ormai non viene più nessuno per fare una cazzo di richiesta di un autografo. Non che quella cosa fosse migliore. Nessuno viene a fare semplicemente: "Come stai, amico?". Io mi siederei, cazzo, e con quel qualcuno intratterrei una conversazione di cinque minuti piuttosto volentieri. Chi cazzo sa cosa sta succedendo?

traduz. oasisnotizie - Source: The Guardian

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venerdì 5 gennaio 2018

Mourinho risponde a Noel Gallagher: "Il re del rock and roll ora dirà che ho fatto una buona prestazione"

José Mourinho ha risposto alle accuse di Noel Gallagher, acceso tifoso del Manchester City e per niente fan del tecnico portoghese, spesso attaccato già ai tempi del Chelsea.

Dopo la vittoria per 2-0 ottenuta in casa dell'Everton il 1° gennaio, l'allenatore è intervenuto in conferenza stampa a Goodison Park con una frecciata che è sembrata rivolta a Gallagher.

"Oggi la prestazione è stata davvero buona", ha detto Mourinho, "quindi forse stavolta sono fortunato e il re del rock and roll, che ha detto che nell'ultima partita (0-0 contro il Southampton, ndr) non ho fatto una buona prestazione, forse stavolta dirà che ho fatto una buona prestazione".

Noel aveva criticato Mourinho il 10 dicembre, al fischio finale del derby vinto dal Man City guidato da Pep Guardiola per 2-1 contro gli arcirivali cittadini. In quell'occasione Noel era all'Old Trafford, invitato da Sky Sports a commentare il match nello studio post-partita.

Noel ha guardato la partita in compagnia dell'ex Liverpool e Middlesborough Graeme Souness - a metà anni '80 anche in forza alla Sampdoria - e Gary Neville, bandiera con suo fratello Phil del Manchestery United. Alla fine  dell'incontro aveva stigmatizzato la '"sconvolgente ipocrisia" dello Special One , reo di aver incolpato l'arbitro del risultato.

"È giunta l'ora della vendetta - ha dichiarato il maggiore dei fratelli Gallagher - ma ho rispetto per i fan dello United che hanno applaudito Guardiola a fine partita. Sanno anche loro di aver visto qualcosa di speciale oggi".

Noel non ha perso l'occasione per prendersi gioco anche di Gary Neville, che, pur essendo un grande fan degli Oasis, da sempre subisce lo scherno del rivale calcistico. Memorabile, qualche anno fa, l'episodio della consegna della chitarra autografata da Noel sotto la frase "Caro Gary, quante presenze hai ottenuto per la Nazionale! Quante pensi siano meritate? Te lo dico io, nessuna!". Stavolta Neville si è sentito dire: "Sono felice di assistere alla partita accanto a una leggenda del calcio... e Gary Neville".

Stando a quanto riportato da alcuni tabloid, poi, i giocatori del City hanno festeggiato nello spogliatoio ascoltando nuovamente Don't Look Back in Anger degli Oasis a volumi talmente alti da far stizzire Mourinh, che avrebbe fatto irruzione nella stanza chiedendo rispetto e dando vita ad un animato confronto.

"Fantastico!", ha commentato Noel. "Questa è la mia formazione del City preferita di sempre ed è fantastico il fatto che possano far innervosire Mourinho suonando una mia canzone nello spogliatoio al punto tale da spingerlo a entrare ed essere colpito nostro portiere (secondo qualcuno il portiere dei blues, Ederson, dopo aver discusso animatamente avrebbe lanciato una bottiglietta contro l'allenatore portoghese ndr). Deve essere la formazione del City migliore di tutti i tempi. Per me ha significato tutto, essere seduto in studio e guardare Neville sciogliersi man mano che andava avanti la partita e poi sentire che stavano dando Don't Look Back in Anger a volume troppo alto, onestamente, sono a posto così!"

Sources: NME - Radiofreccia

Vedi anche: Video integrale: Noel Gallagher intervistato da Fox Sports Italia. L'ex Oasis definisce sciocchi Mourinho e Cristiano Ronaldo

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lunedì 11 dicembre 2017

Noel Gallagher contro Mourinho: "Attacca l'arbitro? La sua ipocrisia è sconcertante". Le parole dopo il derby di Manchester

Ospite degli studi di Sky Sports UK per commentare il derby di Manchester tra United e City, giocatosi ieri all'Old Trafford e conclusosi con la vittoria del City per 2-1, Noel Gallagher, grande tifoso del Manchester City, non ha lesinato punzecchiature a Gary Neville, ex bandiera dello United, presente ieri in studio con lui, e ha attaccato José Mourinho per le sue dichiarazioni post-gara.

Grazie ai gol di David Silva e Nicolas Otamendi il Man City ha ottenuto una vittoria importante, la quattordicesima consecutiva in Premier League, che proietta i Citizens a 11 punti dallo United, secondo e sempre più staccato dopo la sconfitta di ieri.

Seduto accanto a Graeme Souness, ex bandiera del Liverpool e a Gary Neville, Noel ha subito preso di mira l'ex difensore dello United dicendo: "È fantastico essere qui seduti accanto ad una leggenda del calcio ... e a Gary Neville".

"Pensavo: 'Spero sia nella torretta', ma ora è perfetto che sia seduto proprio qui", ha proseguito Noel. "Rispetto per lui, però, e per i tifosi dello United della tribuna Stretford, che hanno applaudito Guardiola. Non hanno applaudito la squadra, hanno applaudito Guardiola. Sanno di aver visto qualcosa di speciale oggi. Penso che siamo stati fantastici".

Gallagher ha elogiato il portiere Ederson, che con una doppia grande parata a sei minuti dalla fine della partita ha messo al sicuro il risultato per i suoi.

"Per me è stato sinora uno dei calciatori chiave della stagione. Con lui non ci sono problemi. Ha messo giù la palla nella sua area ed è davvero troppo figoì. Questo tipo di cosa, la doppia parata, ti fa vincere le partite. Peter Schmeichel lo faceva sempre".

Noel non ha risparmiato poi una frecciata a José Mourinho, allenatore dello United, che ai microfoni dei giornalisti nel post-partita ha accusato l'arbitro Michael Oliver di aver condizionato il risultato, parlando di un "rigore netto" (per un fallo ai danni di Ander Herrera, ammonito invece per simulazione) non assegnato allo United.

Chiamato a commentare le parole del tecnico portoghese, Noel ha detto: "Ecco cosa alla gente non piace di lui. L'ipocrisia di quell'uomo è sconcertante".

Cliccando qui potete vedere (se vi collegate dal Regno Unito o con un proxy del Regno Unito) i migliori momenti di Noel ieri a Sky Sports UK (su YouTube il filmato è introvabile perché se caricato è bloccato per copyright).

Source: The Sun


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martedì 18 ottobre 2016

VIDEO - Liam Gallagher: "Noel ha la sindrome dell'omino. Si sente importante e non fa la reunion. Smettetela di chiederglielo"

Il 15 ottobre Liam Gallagher è stato intervistato dalla televisione ufficiale del Manchester City. 

Guarda il VIDEO QUI SOTTO con sottotitoli in italiano.

Liam ha dapprima speso parole di elogio per Pep Guardiola, tecnico dei Citizens ("con lui asfalteremo chiunque"), ed è tornato a parlare di reunion, lanciando attacchi al fratello. 

"Noel ha la sindrome dell'omino", ha detto il cantante. "Quando sei così piccolo ottieni il potere vai in giro a dire no alla reunion degli Oasis. Se la gente smettesse di fargli domande in proposito, lui la farebbe, perché appena resosi conto di non essere così importante farebbe la reunion. Io, come ho detto, ho le valigie pronte. Dipende da lui. Se succede succede, se no voltiamo pagina".

Liam ha ancora minimizzato sulle sue frecciate lanciate frequentemente a Noel su Twitter. "Quello è solo divertimento innocuo, serve a far sapere alla gente che ci sono ancora".


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martedì 23 agosto 2016

Torna Liam Gallagher: "Noel, riuniamo gli Oasis per i fan! Nel 2017 pubblicherò nuovo materiale"

In un'intervista a tutto campo che traduciamo integralmente di seguito, la prima concessa dopo tre anni (potete leggerla anche in lingua originale qui), Liam Gallagher si confessa al nuovo numero della rivista britannica Q in edicola oggi. Conferma di avere dei demo già pronti e rivela che pubblicherà nuove canzoni l'anno prossimo, ma non accetta la definizione "carriera da solista". Parla a lungo del nuovo film degli Oasis, Supersonic, stronca il look dei Coldplay, spiega i suoi tweet più controversi, com'è cambiata la sua vita negli ultimi anni, parla dello scioglimento dei Beady Eye e degli Oasis e del rapporto con il fratello Noel, cui riserva parole di odio e amore. Con Noel si dice pronto a tornare per "un tour di un anno con gli Oasis" e invita il fratello a ricongiungersi con lui "perché lo vogliono i fan". Una band per cui dice di aver dato la vita e che si dice sicuro "tornerà a navigare gloriosamente", dato che "Noel annaspa e il suo ego ha bisogno di essere gonfiato, quindi rimetterà la band in piedi". Read the interview in English on Q magazine HERE

Traduzione di oasisnotizie

Incontriamo il Dio del Rock caduto sulla Terra, Liam Gallagher, dalle parti della Highgate Underground Station, ad Haringey, North London. È seduto oltre le porte a vento di un bar. È un pomeriggio umido e afoso di metà settimana in una delle strade principali più eleganti di North London. Nel rilassante e spazioso bar un cameriere serve il pranzo ad una famiglia seduta ad un tavolo e delle pinte ad un signore distinto alle prese con un cruciverba. In sottofondo dei classici soft-rock sollecitano gli avventori e la barista non è per nulla sovraccarica di lavoro, tanto che è felice di portare i drink al tuo tavolo. 

Liam è arrivato con due dei suoi migliori amici. In realtà sono i due soli amici veri che ha, come dice. La sua rete di supporto, il servizio di emergenza che bloccò la sua caduta quando precipitò "fuori dalla bolla" dopo aver sciolto i Beady Eye due anni fa e, per la prima volta da quando gli Oasis firmarono per la Creation Records quasi 25 anni fa, si trovò senza un programma reggimentale quotidiano da seguire. Sono la sua fidanzata e manager Debbie Gwyther, conosciuta quando lei lavorava per il management dei Beady Eye, e la sua gemella omozigote Katie. 

Le Gwyther sono due forze della natura insopprimibili dagli occhi ammiccanti e sono proprio le persone che desidereresti ti prendessero sotto la propria ala qualora stessi attraversando le conseguenze di un divorzio professionale e letterale. "L'incontro con Debbie e Katie è stato mandato dal cielo", dice Liam. "Debbie mi ha salvato. Non è una stronzata". 

Katie si scusa per essersi presentata qui con suo figlio di tre anni e il secondo figlio appena nato. Era arrivata la sua addetta alle pulizie e, imbarazzata per il casino che avevano creato, Katie era fuggita nell'appartamento di Debbie e Liam. Liam solidarizza: "Quando l'addetta alle pulizie viene a casa mia trovo sempre difficilissimo guardarla negli occhi, per come è ridotto il posto. Poi fa una doppia passata e dice (adotta un non meglio specificato accento dell'Europa dell'est, ndr): 'Ti conosco? Sei famoso?'. 'Sì, mi chiamo Noel Gallagher' ...".

Tutto sommato Liam è in splendida forma. È proprio in salute, capelli folti, una versione 43enne ben stagionata del cantante di cui un'intera generazione (o due) si innamorarono nel 1994 mentre se ne stava con le gambe divaricate, tamburello in mano, curvo verso il microfono, con la testa inclinata e le labbra aperte appena per urlare: "Devo essere me stesso, non posso essere nessun altro", rovinando così la carriera dei frontman suoi competitor negli anni a venire. Siamo qui, verosimilmente, per parlare di quel Liam, il Liam Gallagher immortalato nel film di prossima uscita Supersonic, che si concentra sull'ascesa degli Oasis fino al momento in cui scesero dal palco di Knebworth nel 1996, al culmine di un viaggio partito da una sala prove di Manchester e proseguito sino a diventare la più grande band del mondo in soli due anni e qualcosa.

Dal 2013, però, Liam vive un'esperienza di trasformazione, l'equivalente musicale della malattia da decompressione, e ha molto da dire anche su quello. Ha da condividere riflessioni sulla vita fuori dalla corsia veloce, sull'ispirazione che deriva dai momenti difficili, sui nuovi suoni che ha in testa e che metteranno a posto i pregiudizi su di lui ... e, ovviamente, ha anche dei pensieri su Noel Gallagher che vorrebbe condividere. Dopo tutto, da tre anni non rilascia un'intervista. 

Il figlioletto di Kate torna di corsa dal bagno e balza su Liam, ansioso di vedere qualcosa che vuole che gli mostri. "City, City", urla il bimbo a Liam per catturare la sua attenzione. City? "Suo padre è un grande tifoso del Manchester United", spiega Liam. "Così mi sono assicurato che la prima parola che avrei insegnato a suo figlio fosse City. E ora mi chiama così". Liam indica poi il neonato tra le braccia di Katie: "E mi assicurerò che uno mi chiami Man (Uomo, ma anche abbreviazione di Manchester, ndr). Così ogni volta che io mi presento lì, tutto ciò che suo padre sentirà sarà 'Man' 'City' a ripetizione. Lo farà impazzire. Mi piace un sacco". 

Dall'altro lato del pub, lontano dalla famiglia che spera di destabilizzare attraverso l'abbindolamento dei figli, Liam ha scorto il bancone. "Diamoci da fare", decide, valutando il suo bicchiere di birra mezzo pieno. Chiama la barista: "Due altre di queste, per favore". Ci stiamo preparando al grande bottino. 

"La forza più grande degli Oasis era il rapporto tra me e Liam. Ma è stato anche ciò che alla fine ha sfiancato la band". (Noel Gallagher) 

A differenza della fine degli Oasis, che arrivò come un tremendo incidente a suon di chitarre in frantumi, baveri pieghettati e astiosa violenza fratricida in un camerino di Parigi nel 2009, la fine dei Beady Eye fu un petardo bagnato. Le vendite del loro secondo alum, BE, del 2013, erano state deludenti e le vendite dei biglietti dei concerti non erano state quelle che Liam si sarebbe aspettato, così l'anno successivo mise fine alla band. Nessun grande litigio, nessuna discussione animata provocata da differenze di vedute musicali.

"Dovevamo suonare al Festival di Coachella, ma l'esibizione fu cancellata perché ci avremmo rimesso ognuno dei soldi", dice Liam flemmatico. "È stato il primo disco per il quale non ho suonato in America e la cosa mi faceva infuriare, ma sembrava che a nessun altro importasse. Ero felice di pagare per tutti, fare le cose a basso costo, senza la security, salendo sul bus e via. Andy Bell parlava della possibilità di riconciliarsi con i Ride, il che è bello, ma io non sto in una band con gente che fa parte di altre 900 band. Dacci dentro, fai la tua reunion dei Ride, ci vediamo dopo. Era ora di dire basta. Non vedevo l'utilità del fare un secondo album". 

E così, per la prima volta da quando il 19enne Liam aveva assunto il ruolo di vocalist dei Rain nel 1991 e cambiò in Oasis il nome del quartetto mancuniano, si trovò senza una band. I Beady Eye erano stati più o meno una prosecuzione degli Oasis senza Noel, cambiando una grande casa discografica per un'altra (da Ignition a Quest), quindi per Liam non era cambiato sostanzialmente nulla nella routine quotidiana. Chiudere, però, quel ciclo con lo scioglimento dei Beady Eye significò che l'intricata impalcatura del management che mantiene così in alto le megastar internazionali veniva portata via con la forza anche da lui. Dall'altra parte del telefono non c'era nessuno ad organizzare le sue giornate, nessuna rete di supporto della casa discografica. C'era solo Liam Gallagher, per conto suo, per la prima volta nella sua vita di adulto.

Come se non bastasse, era anche alle prese con un divorzio (i dettagli del quale non sono affare di nessuno, a parte i diretti interessati). Si trovò all'improvviso completamente slegato. La bolla era scoppiata.

"Nessuno capirà mai cosa si prova a lasciare la bolla a meno che non ci si è stati, nella bolla", spiega Liam. "Quando our kid (Noel, ndr) cadrà fuori dalla bolla, cadrà male. Tutta quella grande macchina attorno a lui, l'itinerario. La vita di Noel Gallagher è tutta programmata dal momento in cui si sveglia. Non avere nessuna struttura già programmata per te è una cosa che ti ammazza quando tutto ciò che conosci è quel modello. Ora amo questa situazione, ma all'inizio ... Dio mio. Avevo paura di perdere l'itinerario. Quando fai parte di una band sai esattamente cosa devi fare tutto il giorno, tutta la notte, sempre. È scritto su un libro. Stavo impazzendo. Cioè non impazzendo impazzendo. Sono sempre pazzo io. Ma pazzo come ... chi cazzo sono io? Volevo fuggire da me stesso, ma me stesso era tutto ciò che avevo". 

Per un po' Liam si è gingillato con l'idea di trasferirsi a Maiorca e vivere lo stile di vita di "bestia sessuale" come un pensionato delle Baleari. Poteva fregargli di rimettere insieme un'altra band? A suo dire aveva già fatto parte della più grande rock band britannica e qualsiasi altra band sarebbe stata un passo indietro. Ogni volta, però, che a suo fratello Noel fanno una domanda su una possibile reunion degli Oasis, lui è irremovibile nel rispondere che non avverrà. E una reunion degli Oasis può accadere con chiunque altro, finché ci sono entrambi i Gallagher. Ma se Liam non fosse in una band, chi sarebbe? Forse un tizio che suda al sole su un lettino vicino una piscina di Deià. Questa suonava bene.

"Debbie è piombata su di me mentre precipitavo", dice Liam con aria sognante. "Mi ha detto semplicemente: 'Smettila di fare la testa di cazzo'. Mi ha fatto uscire di casa, mi ha fatto conoscere tutti i tipi di persone lontane dal mio mondo, mi ha fatto fare cose nuove. Vivo a Londra da tanto tempo, ma in realtà conoscevo solo Hampstead. Mi ha portato in posti nuovi. Sono stato a Dalston, amico". Si ferma, forse per trovare un esempio ancor più eloquente di quanto sia uscito fuori dalla sua comfort zone. Invece dice semplicemente: "Questi ultimi anni sono stati emozionanti. Illuminanti. Allucinanti. Ma emozionanti".

Pian piano si è decompresso. Ha superato il divorzio e ha iniziato a scoprire una nuova routine. È la routine di un uomo che vive in un appartamento in affitto all'ultimo piano ad Highgate e ha un'incredibile quantità di tempo libero, insieme ad un'opprimente sensazione di avere delle faccende non sbrigate. 

Si alza alle 5 e fa una vasta gamma di di esercizi per riscaldarsi. Una volta che i suoi muscoli sono rilassati, Liam si dirige ad Hampstead Heath per una corsetta di un'ora. Al pomeriggio, ulteriormente ristorato, dimostrerà il suo stile di corridore: somiglia molto al Liam che con passo pesante scendeva rapidamente giù dal palco anchilosato e con i piedi di papera, nel 1997.

"Corro per circa sette miglia al giorno, partendo alle 5 del mattino. Se non sono stato fuori ad ubriacarmi, torno a casa alle 5 del mattino. Di norma, però, faccio 5 miglia. Faccio anche la strana arrampicata sull'albero di turno. L'altro giorno mi sono arrampicato su un albero. Ero lì a Heath che correvo e mi sono detto: 'Sembra un bell'albero quello, mi arrampico su quel cazzo di albero'. Mi ci sono arrampicato e me ne sono stato lì con su il cappuccio per circa 10 minuti".

Sulla strada verso casa può darsi che si fermi a chiacchierare con il lattaio se lo incontra. "Lui è fottutamente eccezionale", dice Liam. "Mi ha dato una pinta di latte senza lattosio gratis l'altro giorno". Quando torna a casa accende il fornetto e "bevo 900 caffè prima delle 8 di sera, così sono completamente iperattivo. Poi infastidisco Debbie finché non si alza".

Una volta che Debbie si alza e ha iniziato la sua giornata di lavoro, Liam rimane con i suoi dispositivi. Prova a evitare la TV di giorno, se ci riesce. "Ho un debole per le Domande al Primo Ministro, però. Non mi interesso di politica, Theresa May e quell'altro stronzo possono anche andare avanti, ma mi piace quel tizio il Presidente della Camera dei Comuni (John Bercow, ndr). Date un'occhiata a questa roba".

Tira fuori il suo cellulare. "L'ho colto sul fatto mentre dava a qualcuno dello stronzo (fa sentire un audio di Liam che imita John Bercow, ndr). 'Sir Edward Leeeeeeeeeigh!'. L'ho mandato a mio figlio. Chi parla così?! Uno spasso, cazzo".

Il resto della giornata Liam lo trascorre nella zona. Può darsi che si rechi dal fioraio per una chiacchierata, o dal fruttivendolo o, preferibilmente, dal macellaio. "Sono andato dal macellaio per prendere un paio di costolette d'agnello e il tizio lì dentro mi fa: 'Bene Liam, abbiamo dello champagne in ghiaccio nel giardino, vuoi un bicchiere?'. E ci ritroviamo nel retro della macelleria a ubriacarci del suo champagne. Proprio bizarro".

Qualche volta può capitare che Liam vada a prendersi una pinta al pomeriggio e dietro l'angolo c'è sempre un viso amico se ha voglia di una chiacchierata. "È come Stella Street qui: Jamie Oliver (cuoco e conduttore televisivo britannico, ndr) vive più avanti lungo questa strada. Sono stato rimproverato per aver lanciato pietre alla sua finestra quando ero ubriaco e gli chiedevo di buttare giù dei rotoli di pancetta. Con Ray Davies mi faccio la chiacchieratina furtiva. Mi ha detto di fare la pace con mio fratello. Gli ho detto: 'Lo farò se lo farai tu'. George Michael è fantastico. L'altro giorno mi ha mandato dei fiori. Perché? Perché sono figo, amico".

Dopo un po' di tempo vivere fuori dalla bolla è iniziato a sembrare più comodo che vivere nella bolla. "Stando in una band per vent'anni, non ho mai avuto sei mesi liberi. Il pensiero mi incuteva timore. E sì, a volte è stata una situazione instabile, ma mi ha fatto bene. Faccio parte della comunità. Ora, se tornassi in tour, potrebbe davvero esserci una vita che mi perderei. Prendere il mio latte senza lattosio, ubriacarmi dal macellaio, parlare del prezzo dell'uva. Semplicemente condurre una vita normale ... be', normale quanto puoi quando sei una fottuta leggenda". 

Nel retro della sua mente, però, quel pensiero è divenuto sempre più insistente. È questo: lui è Liam Gallagher e nessun altro lo è. Nessuno vuole che Liam Gallagher, il più grande frontman della sua generazione, si ritiri prematuramente. E Liam stesso lo vuole meno di tutti.

"No, è fottuta merda", dice. "Senza di me è noioso, no? Quando sono della partita, io asfalto tutti. Tutti. Che si tratti di interviste, servizi fotografici, che sia su disco o su quel cazzo di palco. Ed è pieno di persone della mia generazione che da quel palco vanno via impuniti dopo un omicidio". 
Sul tema Liam si accalda. "Là fuori ci sono un sacco di cantanti a cui manca un solo passo per diventare dei preti. E sono pochissimi quelli che ti guardano negli occhi. Hanno tutti qualcosa da nascondere. Sanno di aver fatto le cose in modo sbagliato. Chris Martin ti guarda mai negli occhi? Sono sicuro che Chris Martin, per tutti i soldi con cui viene pagato, mette su un buon concerto. Sembra uscito dai Tweenies, però (cartone animato, ndr). Tutta la band (i Coldplay, ndr) ha un look che va oltre la merda. Non hanno visto delle foto dei Rolling Stones? Probabilmente no". 

Così Liam ha iniziato a scrivere canzoni con la sua chitarra. La sua mente era finalmente chiara e il suo cuore pieno di melodia. All'improvviso, forse per la prima volta, ha davvero sentito le canzoni gonfiarglisi dentro. E, anche se il suo modo di suonare è ancora stravagante ("faccio schifo con la chitarra"), sta migliorando sempre più nell'esprimersi armoniosamente.

"Sono entrato in contatto con due tizi che conosco", svela. "Uno è un polistrumentista" - Liam pronuncia quella come se fosse una minaccia o un'offesa criminale - "e sa suonare di tutto. Non che ci sia molto da suonare in queste canzoni. Una chitarra, acustica. Una chitarra, elettrica. Batteria, tastiera grande così (indica 30 centimetri tra una mano e l'altra, ndr). È questa la tua roba. Proprio scarna, davvero 'sparata'. Come dovrebbe essere. Abbiamo fatto i demo di alcune canzoni e suonano ...". 

Si mette a tacere, consapevole che qualche mese fa, quest'anno, aveva twittato che non avrebbe mai intrapreso la carriera solistica, forse una frecciata al fratello.

"Non intraprenderò la carriera da solista. Tutti dovrebbero saperlo. Ci sono semplicemente 10, 11 canzoni che ho scritto e che sono adatte ad essere registrate. Hanno stile, carattere, le melodie sono fiche e i testi sono fottutamente spassosi. Le registreremo quest'anno e le pubblicheremo l'anno prossimo. Sconvolgerà a gente. È un disco scritto da me, che ha tutti gli ingredienti giusti e suona proprio gustoso. Non sono i Pink Floyd e non sono i Radiohead. È musica orgogliosa ("col mento in fuori", ndr)". 

L'altra cosa in cui Liam è divenuto sorprendentemente bravo dalla fine degli Oasis è Twitter. "La cosa migliore che ci sia, no?", concorda. È troppo ghiotta l'opportunità di discutere con lui dei suoi tweet migliori e dei più misteriosi. L'opportunità di rivelare le allettanti storie dietro le quinte. A lui dispiace? "Fallo pure, amico", mi incoraggia. "Non ha senso fare un'intervista se non si può chiedere ciò che si vuole, no?". Se solo fosse così con tutti! "Be', il mio motto è questo: se non puoi parlare con te stesso, con chi puoi parlare?". 

"Amo lo stillismo" (Liam Gallagher, 31 marzo 2009)

"Dunque, lo stillismo (da "still", fermo, immobile, ndr) è una cosa che dissi una volta che ero strafatto. 'Non voglio essere Mick Jagger o James Brown, semplicemente ... stillismo'. È sostanzialmente una forma di meditazione. Lo faccio sul palco quando i ragazzi stanno perdendo la bussola, la merda sta colpendo i fan e non c'è niente di meglio che rimanere semplicemente ... immobili. Tutti stanno dando di matto. Tu sei lì, totalmente immobile. Era come se stessi controllando la follia stando totalmente fermo. Sembra una cosa da teste di cazzo, giusto? La bellezza di quel gesto era semplicemente guardarli e io conoscevo i nomi di tutti quelli del pubblico. Conoscevo i loro codici postali, il loro numero di scarpe. Li ho esaminati come Terminator". 

"Voi gruppo di fottuti scimmioni con i capelli corti non avete una possibilità con le suore" (Liam Gallagher, 16 agosto 2009) 

"Non lo so. Sai di cosa si tratta? Droghe fottutamente buone. Lavate da tequila veramente buono". 

"Ieri sera mi sono imbattuto nel più grande coglione alla festa di George Michael. 'Fai il bravo', era Ourkid ha ha LG x" (Liam Gallagher, 13 agosto 2012) 

"Oh, sì, quello era Noel. Sì, siamo andati a casa di George Michael dopo le Olimpiadi. C'era lui, può darsi che fosse lì con uno dei Take That. Era al bar alla fine del giardino. Voglio dire: George Michael era alle Olimpiadi, noi (i Beady Eye, ndr) eravamo alle Olimpiadi e dov'era Noel? A guardarle alla televisione, poi lì a bere un cocktail nel giardino di George Michael. Questo è lo stesso tizio che stroncò George per Shoot The Dog. Ha una bella faccia tosta. Ho detto: 'Tutto bene, l'hai vista (l'esibizione dei Beady Eye alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi, ndr)?'. 'Sì, è andata bene'. 'Sei strano, stronzo' ...". 

Noel ha detto che lo scioglimento dei Beady Eye l'ha lasciato deluso.

"Lo era? Sono certo che lo era. A me ha deluso di più la separazione degli Oasis. Mi chiedo se abbia deluso anche lui. Non l'ho mai sentito dire di essere deluso per la separazione degli Oasis. No, ha ottenuto ciò che voleva". 

Cosa? Essere il frontman? 

"Senza dubbio, senza dubbio. Invidioso. A ogni cazzo di soundcheck andava lì al centro e cantava. Il tizio ha la sindrome del piccoletto. All'epoca non aveva mai il coraggio, così si è unito alla mia band e lentamente ha strisciato sino al fronte del palco, si è fatto crescere le palle. Come Johnny Marr. Tornatene dall'altro lato, suona le tue chitarre, suonale con i denti, perché per te quaggiù non c'è posto. Sai quando our kid (Noel, ndr) si trucca e prova a sembrare un adulto tanto per ridere? È così. Giocano a fare i frontman. Tornatene laggiù. Sembrano degli stupidi".

"È un grande chitarrista our kid. Sembra Steve Jones quando è lassù su quel lato. Sii felice laggiù. Ma sul fronte del palco sembra Don McLean. Se pensa di essere Lee Mavers deve dare un'altra occhiata a se stesso, perché Lee Mavers è oscuro e misterioso e con Lee Mavers non sai mai cosa succederà. Con Noel sai esattamente cosa succederà. Le sue fottute maniche tirate su. Sembra Dermot O'Leary con la chitarra. Fanculo. Deve tornarsene a fanculo verso il suo lato del palco e mettersi in posa". 

Molti dei tuoi tweet sono su Noel.

"Oh, lo so. Lo so. Molta gente dice che devo calmarmi riguardo a Noel. Nah, nah, non finché non fermeranno Twitter. Quello stronzo se le sentirà sempre da me. Mi stroncava quando eravamo nella stessa band! Lui faceva la sua intervista, arrivavo io a fare la mia e mi facevano: 'A lui non piaci, no?'. Io raccontavo quanto era fantastico. Ha ancora degli scoppi. Deve sapere che io non me ne andrò".

Ora probabilmente lo sa. 

"Be', sì. Ho sentito che gli danno proprio fastidio. Qualcuno l'altra settimana mi ha detto che l'unica cosa che lo fanno ammattire sono i miei tweet. Bene. Proseguiranno e diventeranno più famosi e migliori". 

"Reunion degli Oasis? Neanche se da questa cosa dipendessero tutti i bambini che muoiono di fame nel mondo" (Noel Gallagher, 11 settembre 2012)

"Molta della roba che dice lui non viene contestata, perché lui è il tesoro dei media e la fonte di sostentamento per molta gente. Se l'avessi detto io? Mi avrebbero impiccato". 

Ti ferisce quando dice quella cosa sugli Oasis? 

"Non ferisce me, amico. Non ferisce me. Se il tizio non mi vuole di nuovo nella nostra band, allora non lo voglio neanch'io. Non voglio stare in una band con uno che non mi vuole". 


La maggior parte delle persone che sono fan di uno di voi due vorrebbero vedervi di nuovo insieme in una band. 

"Lo sento dire. Pensi che io voglia stare in una band con quello stronzo? Dice: 'Liam deve cambiare'. Vattene a fanculo. È lui che deve cambiare, è un piccolo Hitler. Così twitto quando fa un errore lui, perché non gli consentirò di farla franca". 

"E quello cos'era, Noel?" (Liam Gallagher, 18 marzo 2016). (Un video mostra Noel che dice: "I Gorillaz? Roba terribile, è musica per dodicenni" e poi Noel che canta DARE con i Gorillaz). 

"Lui è incappato in questa cosa, no? Voglio dire: io ci scherzo su. Proseguirò per sempre. Anche se torneremo insieme io continuerò con questa cosa. Ha molto talento ed è uno stronzo spassoso. Ma prende per il culo la gente e non riesce a gestire la situazione quando le rispediscono al mittente. E io gliele rispedirò sempre". 

"Patata" (Liam Gallagher accompagna con questa parola la pubblicazione di due foto di Noel, 24 maggio 2016)

"Quelle sono le migliori. Non faccio foto dove lui non sembri una patata. Il giorno in cui lui sembrerà una zucchina, si prenderà anche della zucchina. Spasso innocuo". 

"Ascoltate, non ci sarà nessuna reunion degli Oasis. Rkid non è preso dalla cosa. Io sì, lui è troppo occupato ad essere noioso ("beige", ndr). Nuovi suoni all'orizzonte. Rimani figo e soprattutto rilevante. LG x" (Liam Gallagher, 1° luglio 2016)

"La gente mi fa sempre domande sulla reunion degli Oasis. Ho letto che Noel dice: 'È lui che dà ai ragazzi false speranze'. Essendo io uno che non fa un'intervista da quattro anni, è straordinario come riesca a farlo.

Noterai che ogni volta che ha pubblicato un disco o ha dei concerti in programma iniziano a circolare tutte quelle voci su una reunion degli Oasis. Il suo disco esce e tutto torna calmo. Sono loro a mettere in circolo le stronzate. Insisteva molto su quanto fosse occupato e su come non gliene importasse di qualcosa successa 20 anni fa. L'idea del tuo fottuto management di fare il film (Supersonic, in uscita ad ottobre, ndr). Mi hanno telefonato. Ho detto: 'Era ora, cazzo'. Ma non andare sulla stampa a dire: 'Sono troppo occupato per questa merda. Ho un concerto al Kendal Calling a suonare di fronte a tante persone vestite come la pancetta con le uova'. È la Ignition che ha messo in scena questo film e, bene, io sono a bordo. Ma non far credere che sei troppo impegnato per pensare agli Oasis, perché sono loro a pubblicare di nuovo gli album (le ristampe, ndr) e a fare questo film". 

"Io quella band la prendevo sul serio. Ho dato la mia vita per quella band. Sì, sono stato in piedi sino a tardi un po' di notti e ho dovuto cancellare un po' di concerti perché la mia voce non era adeguata. Ma se la mia voce si divertiva, io il concerto lo finivo. La mia idea di paradiso era stare sul palco a cantare le canzoni di our kid con i miei migliori amici. L'idea di starmene seduto dietro le quinte a ciucciare un ciondolo portafoto ... fanculo, amico!". 

La barista arriva e con aria solare ci chiede se vogliamo altri drink. È stato un pomeriggio pieno pieno, ma Liam dice che si sta divertendo, quindi sì. Prendiamoci due altre pinte. "Ci dobbiamo fare anche un paio di shottini? Non preoccuparti, è Tequila Patrón. Roba buona, amico. Lo sentirai appena, domani ...".

Mercoledì 3 agosto 2016.

Ha ragione. Il mattino seguente lo sentiamo appena. Siamo ancora ebbri? Forse.

Camminando per Warren Street a Central London, verso gli uffici della Entertainment One Films, un fischio forte riecheggia attraverso la strada. Lì, dalla parte opposta della strada, sulla soglia di un caffè, c'è Liam Gallagher, con la mantella fino al mento, che alza la mano. "Caffè!", grida agitando la mano. "Flat white (cappuccino con il latte molto denso, ndr)?".

Il giorno due prevede un appuntamento al cinema alle 10 del mattino con Liam Gallagher per guardare un film tutto su Liam Gallagher in un auditorium con solo Liam Gallagher. Passiamo attraverso lo specchio ed entriamo in una nuova inquietante dimensione. Avremo sicuramente bisogno di due flat whites. Due cucchiai di zucchero, per favore.

Ad un certo punto della nostra "intervista" da sette pinte e quattro shottini di ieri Debbie Gwyther ha aperto il suo laptop e ha chiesto se qualcuno avesse delle cuffie. Forse è stato un pizzicotto, ma è sembrato un gesto genuinamente impulsivo quello di farmi ascoltare due demo delle nuove canzoni di Liam. I drink erano stati presi, l'atmosfera era gagliarda e il cantante delle canzoni ballava nel pub mimando i suoi testi mentre io li ascoltavo con le cuffie. Le sensazioni erano dunque intensificate. Ma, in quanto critico musicale professionista con esperienza di ascolto di musica in situazioni con grande pressione mentre si è completamente stravolti, posso dire che entrambe le canzoni erano assolutamente eccezionali e per niente simili a quelle dei Beady Eye o degli Oasis.

Greedy Soul (anima ingorda, ndr) era piuttosto scandalosamente bella. Un pezzo minimalista, beat-soul che suona come Marc Bolan che canta Street Fighting Man. Nella voce di Liam c'è un'urgenza e una chiarezza che non era evidente da tanto, tanto tempo. Sfrontata era, nel contempo, una più maestosa canzone alla Plastic Ono Band, ma le note sul mio telefono non sono chiare ("lay it in me, you didn't do what I was told" MEGARITORNELLO). E Greedy Soul l'ho ascoltata due volte da entrambi i lati, quindi chissà.


Mentre aspettiamo i nostri caffè discutiamo su quale musica abbia influenzato queste due canzoni. Nulla, spunta fuori questo. Liam non ascolta proprio musica. "Non si tratta di ascoltare e riascoltare più volte dischi. I grandi dischi li ho sentiti tutti. Conosco i Love e Arthur Lee come le mie tasche. Non ho bisogno di ascoltare una band del Nicaragua per aumentare la mia cosa, anche se sono sicuro che in Nicaragua ci siano ottime band, ma qui ho tutti gli strumenti che mi servono".  Per Liam sono state le circostanze in cui si trova, mutate di recente, a rivitalizzare il suo modo di comporre le canzoni e di cantarle. "La musica non è influenzata dalla musica, non penso. È influenzata dalla vita. Per fare musica buona devi condurre una vita varia ed interessante. La musica di merda viene da vite noiose. La ragione per cui molta musica è noiosa - non importa quante campane, fischietti e luci stroboscobiche ci mettano dentro - è perché la gente conduce vite noiose. La mia vita instabile negli ultimi anni produrrà musica migliore".

Ci facciamo strada verso la sala proiezioni, ci sediamo ad un posto di distanza l'uno dall'altro, forse sperando che Noel occupi il posto in mezzo. Liam mette su il piede sul sedile davanti a sé, grida all'addetto alla proiezione di far partire le cose e ci siamo ...

Supersonic è un capolavoro di documentario rock. Fascicolato con filmati fatti in casa registrati da amici, familiari ed impiegati della band, come Tim Abbot della Creation Records, che era nella cabina di pilotaggio nella maggior parte dei grandi eventi, traccia la storia degli Oasis in dettaglio, dalla casaccia dei Gallagher a Burnage al momento in cui entrano nella nobiltà di Knebworth, raccogliendo giganteschi palloni da calcio e calciandoli verso la folla di 125.000 fan.


Narrata da due lunghe e inedite interviste separate con Noel e Liam, comprende anche commenti della madre Peggy, del chitarrista e membro fondatore Bonehead, di Mark Coyle, a lungo ingegnere del suono, e molti dei più stretti collaboratori della band. L'attenzione al dettaglio e il materiale tirato fuori sono incredibili. Come hanno ottenuto tutta quella roba? Anche Liam ne è sconcertato.

Ci sono filmati di Noel che chiama a casa dal luogo in cui lavora come roadie per gli Inspiral Carpets, quando scopre, incredulo, da Peggy che Liam fa le prove con una band. Ci sono le primissime registrazioni fatte nella sala prove, inclusa una versione pre-Creation di All Around The World. Ci sono filmati del concerto di Glasgow dopo il quale Alan McGee scritturò la band e anche audio di Noel e Liam nel furgone diretti a casa che parlano con aria sbalordita del fato. Ci sono molti filmati eccezionali sulla registrazione dei primi due album, ci sono zuffe, ricchi tour bus e scenette di cabaret in camerino e una sezione successiva e struggente in cui si parla dei trattamenti che i ragazzi subivano dal loro estraneo padre. Nessun altro documentario rock mette lo spettatore così vicino ad un gruppo che si leva in volo da gente senza speranza a superstelle, da una gang di giovincelli incasinati a ruote dentate di una macchina ben oliata, mentre aggiunge nel contempo tonnellate di contesto illuminante e fresche rivelazioni. È proprio bello.

Alla nostra proiezione mi è concesso anche un commento bonus speciale e irripetibile di Liam. Mentre l'elicottero si libra in volo su Knebworth all'inizio e la videocamera inquadra il volto di Noel, Liam urla: "Si sta cacando addosso!". La videocamera inquadra poi Liam che ha lo sguardo rivolto verso il basso. "Se la sta spassando", dice, mentre scuote il polso. Poi segue un disastroso concerto al Whisky a Go Go di Los Angeles, dopo una sbronza a base di metanfetamine, con la band filmata mentre ognuno esegue sul palco una canzone diversa nello stesso tempo. Poi un furioso Noel scappa a San Francisco e sparisce per un po' di giorni. Durante Supersonic prova a spiegare cosa successe ed è disturbato per tutta la durata della nostra visione da Liam. "Sì, raccontala bene la storia, ragazzo! Non sai mai chi stia ascoltando! Non riesci a ricordare il suo nome?! Oh sì, oh sì, molto comodo, amico!".
Quando, alla fine di Knebworth, Liam è inquadrato brevemente mentre si fa una canna, si gira e fa: "Nei primi tempi ero solito fumare sempre cannabis, ma quando diventammo famosi smisi di farlo prima dei concerti o durante. Quello fu un raro momento in cui mi feci uno spinello sul palco. Può darsi fossero le ultime note del concerto".

Dopo ce ne stiamo distesi e confusi sul pavimento, al sole. Liam ha un paio d'ore prima di andare via per un appuntamento e di fronte a noi ha appena aperto la The Smugglers Tavern. Le stelle si allineano all'improvviso. "Vuoi una pinta, forse vuoi pranzare?", chiede.
Ordiniamo due pinte di birra e una scodellina di patatine. "Assicurati di scrivere che l'indomani eravamo tutti e due a posto", dice Liam, mentre dà dei colpetti con il dito alle patatine. "E torniamo a prendere delle rinfrescanti pinte per pranzo. Dobbiamo far sapere alla gente che stiamo ancora rockeggiando. Ci deve essere una leggenda su cui la gente può ancora contare".

Discutiamo se vedere Supersonic gli faccia venire malinconia. "Triste? Sì, senza dubbio. Triste, da Dio e orgoglioso. Abbiamo fatto cose strabilianti, no? Eravamo una band grandiosa".
Il documentario gli fa ricordare anche il Noel Gallagher che a Liam manca. Incredibilmente non ha visto né parlato con Noel da quando, un paio d'anni fa, si imbatté in lui ad una partita del Manchester City.
"Mi manca il Noel che è nel film, è quello il Noel che conosco. E lo amo. Non è che mi sieda a casa piangendo di fronte ad una sua foto, però, e sono sicuro che neanche lui lo faccia con me. Ma io sono un'energia e scommetto che a lui quell'energia manchi. Dipende se sei preso dallo svegliarti e dall'entrare in un'auto al mattino o dall'essere 'inquadrato' e noioso ("beige", ndr) tutto il giorno. Forse a lui quello piace. Non fa per me".

Ci sono molti momenti di pura genialità comica tra i fratelli nel film, in particolare dopo un braccio di ferro nel camerino di Top of the Pops prima di Some Might Say. Di sicuro a Liam manca quell'interazione con suo fratello.

"È fottutamente spassoso", concorda Liam, "ma questo non ha nulla a che vedere con lui. È per via di mia madre. È lei la tizia spassosa. E mia nonna. Lui non si siederebbe a tavola con noi perché verrebbe distrutto. Ti verrebbe voglia di sentire la nostra mamma".

Che ne pensa mamma Peggy di questa fase di stallo?

"Lei è dalla mia parte", dice Liam con un sorrisetto. "Nah, pensa che siamo entrambi degli stupidi. So nel profondo del cuore che la band la rimetterà in piedi. Perché sta annaspando e l'ego ha bisogno di essere gonfiato. Non sto parlando male di lui ed è un grande compositore, ma quel tizio ha quella formula da 20 anni, da quando ha scritto Definitely Maybe. Ora la formula è la stessa, anche se molti album dopo. Venderà sempre più o meno un milione di album per conto suo, è questo il limite. Non è Damon Albarn. Ora siamo in una fase di stallo. Ma di sicuro sta suonando ad alcuni festival strambi. Conosco il suo ego. Il suo programma è dire in futuro: 'Liam è al verde e ho dovuto mettere in pausa la mia carriera solistica perché our kid era con le pezze al culo'. Ma ... scommetto che si sta cacando tanto addosso riguardo al mio ritorno musicale".

Come dicono entrambi i fratelli in Supersonic, credono nel fato. Liam crede che il fato li farà tornare insieme.

"Credo che gli Oasis navigheranno di nuovo e sarà glorioso".

Nel film Noel dice che in realtà a Knebworth non si trattava degli Oasis, ma dei fan, perché puoi anche prenotare il più grande posto per concerti, ma se non fosse venuto nessuno?

"E se davvero si tratta dei fan, Noel, facciamolo (il ricongiungimento, ndr), perché lo vogliono loro", dice ora Liam. "Un tour. Un tour di un anno. Spaccheremmo. Ho ancora le valigie fatte dal mio ultimo tour, quindi sono pronto. In realtà sono impacchettato dal 1999 e quella roba potrei indossarla. Non mi disfaccio mai. Semplicemente non so in quale casa abbia lasciato le mie valigie e quanto velocemente possa andare a prenderle".

Liam dice che non importa quanto Supersonic faccia anelare ai fan una reunion degli Oasis: la reunion è un po' lontanuccia.

"Guarda, scommetto che i suo album uscirà una settimana dopo il film. Sono molto calcolatori, quelli di quel gruppo. Vedi, dimenticano che io so come lavorano, perché io con la Ignition sono stato per 20 anni. Ma loro non sanno come lavoro io".
Beve un sorso.
"Perché non lo so io come lavoro".
Si scola il bicchiere.
"Perché io non lavoro. Qual è il numero magico?".
Tre?
"E ne abbiamo avute solo due. Prendiamoci un'altra pinta".

Fuori è seduto un tassista e aggiorna la sua home di Instagram. Il suo prossimo viaggio, da un dentista ad High Barnet, è già in ritardo di mezzora. Guarda il nome sulla sua lista, esce dal taxi ed entra nel pub. Sta cercando un Liam Gallagher, ma di sicuro non può essere lo stesso ...

Nel pub Liam Gallagher sta rimuginando sul fatto che Noel Gallagher è ora ottimo amico di Damon Albarn. Liam lo trova strano.

"Cosa vedremo ancora?", si chiede. "Robbie Williams che collabora al suo prossimo disco? Dovrò mandare la polizia. Mettila così. Noel vive in una casa da 17 milioni di sterline. Questo ti cambia, penso. Hai mobilio appropriato, cucine appropriate, vino rosso appropriato consigliato da Bono. E Damon Albarn diventa tuo amico. Bene, ma non per me".

Sembra un po' duro questo. Liam ha vissuto in alcune case adorabili.

"La casa più costosa che ho avuto è costata 3 milioni di sterline. Un bel salto arrivare a 17 milioni. Io posso vivere ovunque. Posso portarla ovunque. Ho una tenda indiana ("wigwam", ndr) in cui possono dormire 12 persone, con dentro un caminetto. L'ho comprata per i miei figli. Ora è in magazzino ma potrei tirarla fuori e montarla a Heath se dovessi, nessun problema".

Il tassista si avvicina al tavolo. "Ehm, Liam, quanto pensi di trattenerti ancora?". "Ci stiamo solo prendendo un'altra pinta, amico", dice Liam. "Ne vuoi una? No? È questo il problema di questo paese, non ci sono abbastanza guidatori alcolizzati".

Il tassista se la fa addosso per le risate e il pub, che ha sudato le sette camicie per assecondare le richieste di Liam durante questa bevuta, dice basta. "So di essere spassoso", continua Liam. "Hai un cruciverba?". "Va bene", dice il guidatore, tirandosi un po' indietro.

"Cerca questo su Google, allora. Ragazze sexy. Ti rivitalizzerà, amico. Uscirò tra poco".

Il guidatore è sulla soglia e dichiara il proprio amore per tutti gli album di Liam. Anche lui piace a Liam. "Potrei contare i miei amici sulle dita di ... nessuna mano. Non ne ho, a parte Debbie. Faccio la cosa mia. Sono un lupo solitario. Il mondo è il mio amico. Non ho bisogno di nessuno che mi infastidisca chiedendomi di vedersi per un'insalata o raggiungerlo in un posto, quando posso io togliermi di torno tizi eccezionali come quello. Sarà mio amico per tutta la strada sino al dentista".

Un minuto dopo Liam esce per andare a prendere il fratello maggiore Paul, che si sta sottoponendo a chirurgia dentale. "Sta cadendo a pezzi", dice Liam.

Qualche tempo fa Paul Gallagher è caduto dalle scale a casa sua dopo una serata di baldoria con Liam "e si è rotto la caviglia in 900 pezzi. Era tutta la sera che parlava delle sue scarpe da ginnastica New Balance (nuovo equilibro, ndr). Più che altro Nessun Equilibrio".

Ancora più dolorosa è stata la sua presenza quando Liam è stato convocato in tribunale per perfezionare il divorzio. "Il nostro Paul chiama gli avvocati amanti dell'orrido, così è venuto con me per assicurarsi che non mi gettassero fumo negli occhi. Mentre entriamo in tribunale lui è dietro di me e sento questo grido. Mi giro e lo vedo sul pianerottolo con la gamba dietro la schiena. 'Che cazzo è successo?'. 'Sono scivolato su qualcosa', dice lui, gridando per il dolore. Guardo giù e c'era una perfetta buccia di melone sul pavimento. Lui fa: 'L'hanno messa lì gli amanti dell'orrido! È tutto buio!' ... ". Mi guardo in giro per vedere se ci sono giornalisti, perché lì sono ovunque, lo metto in un taxi, lo mando in ospedale e corro dentro. Dovevo farlo. Si è rotto la gamba davvero seriamente, ora ha le lastre di metallo e tutto il resto, ma nessuno sapeva dove fosse, perché nella caduta il telefono gli era scivolato fuori. È fuori dai giochi da tre mesi. E ora lo stanno operando ai denti. Sta cadendo a pezzi, amico".

Il telefono di Liam squilla. È Debbie. Come mai non è nel taxi? È ora di andare.

Prima di andare via si prende il tempo per una breve fumata. Mentre dà una boccata dice che il filmato in cui si vede il geniale se non caotico Owen Morris che produce i loro primi due album gli ha fatto ricordare l'ultima volta in cui prese i funghetti magici. Fu con Morris ai Rockfield Studios, in Galles, 20 anni fa.

Mentre albeggiava Liam decise di scavalcare la staccionata che affacciava sull'altro campo, malgrado Morris lo esortasse caldamente a tornare indietro. "Riuscivo a vedere solo questa linea bianca a grande distanza, rotolava verso di noi come una foschia bellissima. Pensavo: 'Sì, facciamoci una camminata nella linea bianca'. Lui mi faceva: 'Assolutamente no, cazzo, amico!'. Mi incammino verso di lei, la linea bianca, la linea bianca ... all'improvviso la linea bianca viene verso di noi molto più velocemente e forma una V. Ci sono fottute centinaia di pecore e corrono tutte verso di noi! Ci stanno caricando! Torniamo indietro verso la staccionata e in cucina. Noel è in piedi, sta mangiando i suoi cereali. 'Dove siete stati, ragazzi?'. 'Inseguiti da un sacco di pecore, amico' ...".  

Tira fuori la sua sigaretta. Gli piacerebbe sballarsi ancora, dice, libero e sereno com'era da bambino con i suoi amici a Lyme Park, a Stockport, ma la sua mente è già abbastanza ampia. Non potrebbe allargarsi più di così. È uno sport per giovani.

"A volte", dice, "penso di essere ancora sballato da quei giorni e che mi sveglierò e tutti gli Oasis, tutto questo, era solo parte di quello sballo. Mi sveglierò e tornerò a trapanare Market Street con gli altri lavoratori, con Wrote For Luck alla radio. Facevo davvero parte degli Oasis? Immagina di essere Macca (Paul McCartney, ndr). Lui queste cose le penserà sempre: 'Davvero ho scritto Yesterday?!'. Forse è per quello che lui rimane nella bolla. Io sono fuori dalla bolla, ma sono troppo bravo per starmene seduto sul divano a casa a chiedermi se tutto quello sia davvero successo. Per la gente significo troppo perché tutto sia soltanto un sogno".

E con questo, una stretta di mano, un pugno sulla spalla e un colpo con i polsi sparisce nel suo taxi per High Barnet. Mentre la macchina corre via il colore del pub si asciuga. È vero. Non ti manca l'acqua finché il pozzo non si asciuga. traduzione di frjdoasis - oasisnotizie - fonte: Q magazine





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