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domenica 15 ottobre 2017

Video (sottot. ITA) - Liam Gallagher: "Vi svelo i miei dischi preferiti e il mio Beatle preferito"

In questa videointervista per iTunes con nostri sottotitoli ITA Liam Gallagher parla dei suoi dischi preferiti (Stone Roses, Happy Mondays, Beatles, Harrison e Lennon), dei Beatles e di come si appassionò alla musica.



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mercoledì 4 ottobre 2017

Video (sottot. ITA) Liam Gallagher: "Vi spiego cosa significa As You Were"

Liam Gallagher si è esibito il 26 settembre a Later with Jools Holland. Nel video seguente, sottotitolato in italiano da oasisnotizie, l'intervista di Liam con Holland. L'ex Oasis spiega ancora una volta l'origine del titolo del suo nuovo album, As You Were, poi parla di bevute, rivela quale Beatle sarebbe voluto essere e rievoca brevemente la sua partecipazione a Later nel 1994 con gli Oasis. 

Guarda qui sotto il video con sottotitoli ITA. 



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venerdì 11 gennaio 2013

Liam Gallagher: "Ecco i miei idoli in fatto di stile: Richards, Weller, Harrison e ... io"

Liam Gallagher ha spiegato quali sono le sue ispirazioni in fatto di stile. Ne ha parlato lunedì sera alla serata Pretty Green organizzata a Londra per presentare la nuova collezione autunno/inverno.

KEITH RICHARDS

"Aveva l'aspetto di uno che aveva dormito con addosso i vestiti e li indossava da circa un mese. A volte si ha un look troppo elegante. Odio quella cosa. Mi piacciono quelle scarpe che hai da secoli e che hanno un aspetto malandato. Che senso ha avere una cazzo di giacca se la indosserai solo una volta? Dovresti indossarla milioni di volte".

 PAUL WELLER

"Paul Weller all'epoca dei Jam. Ora alle band viene detto cosa indossare. Non ci sono band oggi che abbiano un bel look. Mi piacciono davvero anche i Pistols, ma indossavano pantaloni di pelle e a me i pantaloni di pelle non piacciono proprio. Non mi vedrete mai in pantaloncini corti da donna, ma non si sa mai cosa c'è dietro l'angolo".
 
GEORGE HARRISON

"Era il più figo. Qualunque cosa si mettesse addosso semplicemente la faceva diventare figa. E sapeva come indossare un kaftan. Poteva indossarne uno e dare l'impressione che fosse appena tornato dall'India, sai cosa intendo? Non so cosa avesse. So solo che ogni volta che vedo una sua foto dico: 'Va bene'".
  
LIAM GALLAGHER

"Io. Perché non me ne fotte un cazzo. Sono nato così. È così e basta. Sono figo, amico. Non so cosa sia. È questo la Pretty Green: non è lì per essere enfatizzata. Sono sicuro che neanche Keith Richards pensava molto a quello. Se la infilava senza pensarci troppo e aveva un aspetto figo".

VEDI ANCHE Liam Gallagher: "Brian Jones, George Harrison e Paul Weller i più eleganti"

oasisnotizie - via mrhyde.com

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martedì 7 febbraio 2012

Liam Gallagher a tutto campo: "Preferirei essere negli Oasis, anche se amo i Beady Eye"

Sono trascorsi quasi due anni e mezzo dal litigio di Parigi che segnò la fine degli Oasis. Ventinove mesi dopo i Beady Eye, la band che ha ereditato i quattro quinti della formazione del quintetto di Manchester, hanno già all'attivo un album, Different Gear, Still Speeding, uscito a febbraio 2011, e oltre 90 concerti in giro per il mondo. Frattanto Pretty Green, la linea di moda di Liam Gallagher, si è sviluppata ancor di più, aprendo store in varie città del globo. Abbiamo raccolto alcuni pensieri di Liam sul suo passato, il suo presente e i suoi idoli.

Ero stufo di farmi 20 pinte e di tirare tardi
ogni sera

"Ne ho combinate di tutti i colori per 20 strambi anni. Quando ti siedi ad un bar e bevi 20 punte e fumi e sono le quattro, cinque del mattino e poi non puoi cantare, è uno schifo. Ho fatto il mio tempo con quelle cose, la mancanza di sonno e le sbronze. Ora è tempo di cambiare. È grandioso farsi un drink con i tuoi amici, ma quando questa cosa ti occupa due o tre giorni della tua vita, altrimenti non ha senso ormai. Mi sono annoiato di questa cosa. Sono molte le cose che sto facendo. Voglio far andare avanti questa cosa dei Beady Eye e concentrarmi".

Niente alcol da tre anni e mi piace un sacco

"Ho smesso di bere da tre anni - è una cosa che ho adorato. I ragazzi sembra che mi abbiano apprezzato molto di più. Mi hanno detto: 'I tuoi occhi non sono rossi e non borbotti molto'".

Sono ancora giovane e voglio ultimare delle cose

"Sono ancora giovane e voglio ultimare delle cose. Mi piace correre. Ho un capanno per giardino, ma dentro non c'è molto, è solo un capanno della Flymo. Torna qui tra un anno e potresti vedere del giardinaggio pazzo lì dentro".

Gli Oasis erano la mia vita e preferirei essere negli Oasis, anche se amo i Beady Eye

"Ci vuole più del sangue per essere mio fratello. Faccio ancora il giusto muso, ma ora i guanti me li sono tolti. Ancora non parliamo. Se la gente pensa che io sia felice della divisione degli Oasis allora si sbaglia. Anche se amo i Beady Eye preferirei essere ancora negli Oasis, perché quella era la cosa mia. Gli Oasis erano la mia vita".

Ne ho combinate di tutti i colori per 20 strambi anni

"Vivo e respiro rock'n'roll. Per me non è un hobby. È stato fantastico fare tutti questi piccoli concerti, fare le cose più 'inquadrate'. È bello vedere il pubblico e sentirlo. Che possa continuare a lungo. I grandi concerti sono masse senz'anima di gente. Sono contento di averli fatti, ma non mi mancano. Non ho nulla da dimostrare, comunque".

Vorrei che la gente somigliasse più a me che a Ronan Keating

"Vorrei che la gente somigliasse più a me che a Ronan Keating. Questa cosa non mi dà alcun fastidio. Più c'è gente come me al mondo, meglio è, direi. Mi va bene. Devo solo continuare a fare meglio di tutti".

Come fai ad essere elegante se non ti lavi mai?

"Come fai ad essere elegante se non ti lavi mai? Guarda quei tipi grunge, camminano con abiti lerci, con i capelli arruffati e magliette puzzolenti, sembrano dei vagabondi - dov'è la panchina del parco e la Special Brew? - E disprezzo questa nuova malattia di musica indie per studenti, i Bloc Party e tutte quelle scemenze. Non voglio reinventare nulla".

Brian Jones, George Harrison e Paul Weller i più eleganti

"Ho sempre pensato che Brian Jones avesse un look della Madonna. George Harrison era figo e Paul Weller ha sempre avuto un bel look. Sono questi i tre uomini più eleganti della storia per me e il più sopravvalutato è mio fratello. Si veste come Val Doonican. Ma è la roba consueta, rock'n'roll anni Sessanta - i Kinks, Who, gli Stones - che è quella bella per me. È bello così com'è, quindi lascia che sia così. Se non ha un bell'aspetto su di me allora non la prendo".

"Tengo un occhio sulle cose. Voglio fare i vestiti migliori per il ragazzo di strada o la prossima rock star in divenire. Il modo in cui procedo è: passo in rassegna il guardaroba e penso: 'Mi piacerebbe questo in una veste nuova, in un tessuto più bello' e lo faccio. O mi tuffo nel passato e faccio i vestiti che ho sempre voluto. Vedo la mia linea, Pretty Green, andare dappertutto".

Quadrophenia - la musica, i vestiti - è la vetta dello stile British

"Quadrophenia - la musica, i vestiti - è l'apice dello stile British. Meglio della scena Madchester o del Britpop o di qualunque altra cosa. I vestiti erano fighi. Molta gente non aveva niente a quei tempi, solo uno scooter e una festa in casa per andare a Brighton. Ma era bello. C'è troppo oggi. Troppa scelta e non abbastanza qualità".

"Ci sono mod più sfegatati di me. Preferisco sicuramente la roba mod alla roba rock, ma mi piacciono Neil Young, i Pink Floyd, i Beatles, molta roba strana e psichedelica. Onestamente ho la mia cosa. Il mio stile viene dal calcio e da tutta quella cosa casual. Ognuno aveva un certo look negli anni '80".

Non ho mai venduto droga, ma ho fatto lo scassinatore

"Allora musica e calcio erano in contrasto. Nel frattempo molti dalle mie parti erano soliti indossare smoking e pantaloni a campana e camminare con i bastoni, ed erano fighi. Non ho mai venduto droga, ma per procurarmi la cosa strana facevo un po' lo scassinatore. Avevo un onesto lavoro in un'impresa di giardinaggio, mettevo il creosoto sugli steccati, poi il capo mi ha detto di pulire il bagno. Sono sparito, poi ho lavorato con mio padre per la sua impresa edile, andavo fuori a sgobbare. Andavo in chiesa con mia madre e poi andavo a casa e la vedevo prendere vere e proprie botte da mio padre. L'ha lasciato quando io avevo dieci anni".

Cominciare con gli Oasis non mi ha fatto andare fuori dai gangheri
"Cominciare con gli Oasis non mi ha fatto andare fuori dai gangheri. Avevo riempito buchi a Manchester per i quattro anni precedenti, quindi ero pronto. Ho fatto: 'Ecco la tua vanga, puoi darci dentro!'. Mi è sembrato tutto bello. Non mi sono preso cinque anni per sedermi e pensare a quanto sono fantastico. Siamo andati direttamente in studio dopo quella lite a Parigi e da allora non ci siamo fermati. Fai un solo tentativo, quindi è meglio che ci dai dentro, lo fai bene e lo fai in modo giusto. Più sei indaffarato meglio è".

oasisnotizie - via dailymail.co.uk

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sabato 7 gennaio 2012

Noel Gallagher: "John Lennon userebbe molto Internet. Britpop periodo fantastico, oggi è uno schifo"

L'altro ieri Noel Gallagher è stato intervistato anche da Steve Wright a In The Afternoon, in onda su BBC Radio 2. Ecco di cosa ha parlato. Sotto il post è possibile ascoltare l'audio.

All'inizio Noel ha glissato su una domanda su Liam dicendo: "Prossima domanda? ... Parliamo di sport".

Che opinione hai dell'era Britpop?

"È stato l'ultimo grande assalto alle classifiche da parte della musica alternative, ora le chart sono molto diverse. Il giorno di Natale vedevo Top of the Pops ed è stato pauroso. Ogni canzone suonava come se provenisse dallo stesso ambiente musicale: c'era un po' di rap e tutti suonavano in una voce soul di oltreoceano, era uno schifo. Credo che nel Britpop avessimo Pulp, Oasis e Blur tutti molto diversi, vendevamo tutti molti dischi e la gente allora i dischi li comprava. Ed eravamo tutti grandi band dal vivo, cosa che ora è scomparsa. È stato bello farne parte. Allora abitavo a Camden ed era più o meno il centro dell'universo. Eravamo tutti giovani e single, è stato un periodo veramente fantastico. Ci ripenso solo quando mi ci costringono le interviste, non mi rendevo conto di quanto fossimo grandi".

Stai scherzando?

"No, è stata tutta una progressione graduale: Knebworth ovviamente - che finì per essere la cosa più grande che abbiamo mai fatto - ma avremmo potuto fare sold out per 7 sere a Knebworth e pensavamo: 'Torniamo l'anno prossimo e facciamo 4 sere', capisci?".

Quando ti sei reso reso conto che le canzoni fossero così magiche e che sarebbero durate?

"Credo attorno al 2005, quando abbiamo fatto l'album Don't Believe the Truth e ci siamo resi conto che avevamo un pubblico nuovo o che i ragazzi si erano fatti più giovani. Forse ci metteva un po' a disagio ai primi concerti: 'Che ci fanno questi ragazzini qui che ci fissano? Non dovreste essere a scuola?'. E poi conoscevano tutte le canzoni dei primi due dischi. Solo allora ci parve evidente che il disco aveva acquisito una vita propria e che era diventato un classico, come un disco dei Sex Pistols o dei Beatles. Mi sono sentito immensamente orgoglioso, ma all'ora non ce ne rendevamo conto. Era solo un giovedì in cui facevi il soundcheck a Knebworth e poi wow".

Come è cominciata la passione per la musica?

"Il tarlo per me è cominciato negli anni Ottanta, quando registravo su cassetta le classifiche musicali, le top 40 dalla radio. Ricordo che l'altra sera ero seduto con mia moglie di fronte alla TV e vedevamo su un canale musicale questa maratona di video degli anni Ottanta e mi sono reso conto di quanto fosse grandioso quel periodo per la musica pop: tutti avevano un aspetto diverso, un sound diverso, ognuno aveval a cosa sua. È allora che cominciò la mia ossessione per la musica, registrando le top 40. Poi ebbi la chitarra, imparai a suonare dalle canzoni alla radio e poi andò avanti da lì. Poi sentii i Beatles e dissi: 'Wow, questa è la mia musica!'".

Quando hai ascoltato per la prima volta i Beatles?

"Sono nato il giorno che uscì Sgt. Pepper's e la mettevano alla radio in ospedale. Dò la colpa a questo per la mia ossessione con i Beatles. Ricordo She Loves You, quando morì John Lennon in TV ci fu un'enorme retrospettiva sulla sua vita e i Beatles avevano acquisito una vita propria".

Com'è successo? Eravate fratelli e quindi ...

"No, prima del Britpop c'era un movimento o una scena che divenne nota come Madchester. Ero roadie per una delle band di questo movimento ed ero felicedi andare in giro per il mondo, sistemare la strumentazione, era fantastico. Una sera ero a Monaco e telefonai a mia madre. Chiesi come stava Liam. Mi disse: 'Sta provando con una band'. E io: 'Cosa?'. 'Sì, sta in una band'. 'A fare che?'. 'Canta'. E io: 'Canta? Ho condiviso con lui una stanza per tutta la mia vita con la mia chitarra, mi sedevo lì e la suonavo di fronte a lui e lui non ha mai ... diceva solo: 'Ehi, tu, strambone'. Pensai: 'Canta?'. Alla fine del tour tornai e andai a vederlo e pensai: 'Hanno qualcosa ...'. Avevano un po' di canzoni, poi mi chiamarono per circa un mese a suonare con loro. Appena ci andai pensai ...".

E come hai cominciato a scrivere canzoni?

"Nel 1991 venivamo da quella scena Madchester e la mia musica era un po' così. Ricordo che un giorno nel mio appartamento di Manchester scrissi Live Forever. E sembrò che la sera prima avessi scritto un tipo di musica e il mattino dopo qualcos'altro. E tutto partì da quella canzone. La portai in sala prove, la suonai a tutti e Bonehead, l'altro chitarrista, disse: 'No no, non è tua, l'hai trovata da qualche parte'. E pensa ancora oggi che non sia una canzone mia! E io: 'No, mi è venuta così in un sogno' ... ma per me la registrazione delle canzoni è una cosa e il forgiare, la scrittura delle canzoni è un fatto di ispirazione. Sto lì seduto a vedere la TV e magari ho nella testa una melodia che ho suonato migliaia di volte senza che significasse nulla, poi vedi qualcosa
alla TV e ti viene il primo verso. Deve essere 'accesa' tutte le volte".

E il primo album?

"Ho fatto abbastanza album da capire quando ... in quel caso dopo il missaggio pensai che quello era un album buono. E decisi davvero di metterci dentro tutto, di spassarmela e di fare del mio meglio per trasmetterlo al pubblico".

Cosa cambia tra Oasis e High Flying Birds?

"Non hai la rete di sicurezza. Quando facevi uscire un album con gli Oasis su 11 canzoni dal vivo ne facevi in genere forse 5 o 6, tanto avevi sempe la sicurezza di un catalogo di vecchie canzoni che ti avrebbe garantito un grande concerto ovunque. Stavolta ho iniziato suonando 12 nuove canzoni di fila, quindi non posso concedermi il lusso di fare un concerto da rock'n'roll star. È ua cosa diversa, ma penso che la gente ci sia entrata dentro".

Suoni canzoni degli Oasis?

"Sì, devo farlo, non ho abbastanza materiale che mi legittimi ad estorcere alla gente una grande quantità di denaro per venire a vedermi dal vivo. Ne sto facendo 7 o 8, ci sono un po' di b-side oscure".

Sei sempre molto sicuro di te, ma sai essere ragionevole. Sei davvero così?

"Dovreste parlarne con mia moglie, non so proprio come descrivere me stesso. So cosa voglio quando sono in studio e come deve andare quando suono dal vivo. Gli Oasis erano una democrazia, ora non sono in una democrazia, ora è come dico io, raramente come dicono i tizi che pago per suonare con me. A volte faccio loro uno sguardo mortale. Faccio loro: 'Non deve andare così'. 'Ma io penso ...'. 'Non pensare ...'".

Hai incontrato John Lennon?

"No. Ora suona un po' come se colessi sminuirli, ma ho conosciuto gli altri tre. Ho conosciuto George Harrison grazie alle amicizie della sua ex moglie Meg Matthews . "Mi ha detto 'Vorresti condividere con me una Heineken?'. E io: 'Oh, Dio'. E ho incontrato Paul McCartney a Milano, ormai ci dovrei essere abituato, ma ancora lo vedo così: 'È il tipo che era nel video di All You Need Is Love!'. E la cosa mi sconvolge la testa e penso sia lo stesso per lui! Ahah!".

Sarebbe fantastica una band con te e Paul McCartney?

"Forse mi limiterei a stare lì in piedi e lui mi farebbe uno sguardo mortale dicendomi: 'Fai qualcosa'. E io: 'Guarda che scarpe che ha! Da dove le ha prese?'".

Cosa pensi che farebbe oggi John Lennon se fosse vivo?

"Era un artista incredibile, sarebbe bello vedere cosa avrebbe fatto oggi. Penso che avrebbe abbracciato massicciamente Internet, avrebbe fatto trasmissioni. Penso che nell'ultimo decennio il mondo si sia fatto molto 'politico' e penso che lui ne sarebbe stato molto coinvolto, avrebbe fatto musica politica. Nessun dubbio, sarebbe stato coinvolto nella rivoluzione tecnologica e nella politica mondiale. È una grande perdita, ma almeno ha lasciato musica favolosa".

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Noel ha detto anche che di Dream On esiste una "versione pulita" senza le parolacce che vengono censurate alla radio e che "gli High Flying Birds non sono una band. In un momento di follia una sera decisi che non mi sarei chiamato Noel Gallagher e basta, anche se è il mio nome, ma Noel Gallagher qualcosa".

Anche un parere sulla percezione dei concerti: "La cosa bella della musica è che tutti andiamo a vedere concerti e li percepiamo in maniera diversa. Sono stato a concerti che pensavo fossero terribili, invece la gente mentre uscivamo dal luogo del concerto mi fermava e mi faceva: 'È la cosa più grandiosa che abbia mai visto'. Spero che i miei la gente li afferri".

by oasisnotizie



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martedì 29 novembre 2011

Liam Gallagher lancia i Beady Eye: "Con il secondo album vedrete la crescita"

Liam Gallagher, Gem Archer, Andy Bell e Chris Sharrock si preparano al tour conclusivo del loro 2011 pieno di eventi ed emozioni. I Beady Eye suoneranno venerdì a San Francisco, dove pochi giorni fa ha suonato Noel Gallagher, l'uomo che lasciò gli Oasis nell'agosto 2009 decretando la loro fine.

"Volevamo dimostrare che sapevamo cosa stavamo facendo", dice Liam. "Alcune canzoni c'erano già, il 50% avrebbero fatto parte del prossimo disco degli Oasis. Volevamo solo andare in studio. È molto diverso rispetto ad avere Noel lì. Volevamo solo guitar music fantastica con molta melodia.

Il prossimo disco dei Beady Eye avrà molto del sound del George Harrison di All Things Must Pass, che il minore dei Gallagher adora. "Credo che con il primo album volessimo solo registrare le canzoni. Con il secondo vedrete la crescita", conclude Liam.

oasisnotizie - via theprovince.com


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