Gli Oasis e Ticketmaster l'avevano promesso e lo hanno fatto: la società di ticketing ha cancellato migliaia di biglietti per il tour della reunion dei fratelli Gallagher, quelli che sarebbero stati acquistati utilizzando dei bot. Il condizionale è d'obbligo. Già, perché la cancellazione dei biglietti, mossa che rappresenta una stretta contro i bot, ossia dei programmi che spesso svolgono il lavoro sporco per conto delle aziende che rivendono i biglietti online sul cosiddetto secondary ticketing, ha generato non poco caos tra i fan: molti sostengono di essere stati ingiustamente colpiti, vedendosi cancellare biglietti acquistati regolarmente.
In queste ore Ticketmaster sta contattando alcuni possessori di biglietti per informarli di averli rimborsati poiché "è stato identificato che sono stati utilizzati dei bot per effettuare l'acquisto" degli stessi tagliandi, "violando i termini e le condizioni del tour". La società sottolinea come "questi termini stano stati stabiliti specificamente per limitare la rivendita di biglietti su piattaforme di biglietteria non autorizzate a scopo di lucro" e ricorda come i fan fossero stati avvisati di "non acquistare biglietti da siti di rivendita non autorizzati per proteggerli da frodi o rimborsi". Del resto già a ottobre 50 mila biglietti per il tour della reunion degli Oasis erano stati annullati perché oggetto di compravendita sulle piattaforme di secondary ticketing. Gli stessi fratelli Gallagher più volte tramite post apparsi sui canali ufficiali della band avevano messo in guardia i fan. Mentre tra questi, a fine agosto, era già partita la convulsa caccia al biglietto, ad ogni costo, lo staff della rock band informava: "I biglietti che compaiono su altri siti di biglietteria secondaria sono contraffatti o verranno annullati dai promotori".
Ora dalle parole gli Oasis e Ticketmaster sono passati ai fatti.
Sui social, però, sono tantissimi i fan che raccontano di essersi visti cancellare in queste ore i biglietti che avevano acquistato senza mezzucci, mettendosi regolarmente in coda su Ticketmaster, come raccontato dal New Musical Express. Ed è partita la protesta contro la piattaforma di ticketing. "Ho ricevuto una mail che mi informa che mi sono stati rimborsati i soldi del biglietto perché potrei aver usato dei bot, ma non è vero", sostiene un utente su X. "Ho appena ricevuto una mail che dice che i miei biglietti per il tour degli Oasis sono stati cancellati a causa dell'utilizzo di bot. Ma abbiamo acquistato questi tagliandi con una regolare prevendita. Potete aiutarmi?", scrive un altro utente, taggando il servizio clienti di Ticketmaster. E un altro ancora: "Perché mi avete invalidato i biglietti per il tour degli Oasis? Per cortesia, contattatemi per risolvere questa faccenda. È assurdo". C'è chi allega anche screenshot dello schermo del pc al momento dell'acquisto: "Ma cosa state combinando? Sono stato seduto al mio portatile per ore il giorno della vendita generale per assicurarmi due biglietti per un concerto e mi state accusando di essere un bot?". .
Il New Musical Express spiega di aver contattato Ticketmaster per avere risposte sul caso. Rispondendo a una domanda sui metodi utilizzati per individuare i biglietti acquistati da bot, la società ha fatto sapere: "I team di Expert Abuse and Fraud hanno esaminato tutte le vendite e identificato quelle effettuate da bot. Non possiamo entrare più nei dettagli, perché non vogliamo che i bagarini che usano bot abbiano ulteriori informazioni sul processo".
Source: Rockol
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Assistere alla reunion degli Oasis è un'esperienza che non ha prezzo, ma forse si è sforato il limite. Devono averlo pensato anche gli eurodeputati del Partito Democratico Brando Benifei e Pierfrancesco Maran, membri della commissione Mercato interno dell'Eurocamera, che hanno depositato un'interrogazione alla Commissione europea denunciando le modalità con cui i costi per accaparrarsi un posto per una tappa del prossimo tour dei fratelli Gallagher.
«Con la tecnica del 'dynamic pricing' applicata dal rivenditore online Ticketmaster, i fan, dopo aver atteso diverse ore in fila, hanno visto il prezzo dei biglietti dei concerti aumentare di quattro volte, passando dai 96,50 euro a oltre 400» spiegano i due parlamentari europei.
Quindici anni hanno dovuto aspettare i fan del gruppo brit-pop più famoso degli anni Novanta per rivedere Liam e Noel Gallagher di nuovo sullo stesso palco. I fratelli avevano sciolto il gruppo nel 2009 in pieno tour, con Noel che aveva comunicato di aver lasciato la band poco prima del concerto previsto a Milano.
Il 27 agosto Liam pubblica su X una foto insieme al fratello. «Le armi sono state deposte. Le stelle si sono allineate. La grande attesa è finita. Venite a vedere. Non sarà trasmesso in televisione», scrive. L'annuncio in concomitanza dei trent'anni dall'uscita del loro primo album: Definitely Maybe. La reunion è realtà.
Quattordici date che animeranno l'estate di Regno Unito e Irlanda.
Debutto a Cardiff, al Principality Stadium con due show il 4 e 5 luglio 2025, poi il ritorno casa con quattro concerti all'Heaton Park di Manchester (11, 12, 19 e 20 luglio) per poi spostarsi a Londra, allo stadio di Wembley, dove si esibiranno il 25 e 26 luglio e il 2 e 3 agosto. Il tour si chiuderà con una doppietta al Croke Park di Dublino il 16 e 17 agosto.
Da subito i fan sono rimasti colpiti se non delusi dal costo dei biglietti. Una gamma di offerte che va dal peggior posto a sedere - 73 sterline a Cardiff, l'equivalente di 86,60 euro, un po' di più a Manchester e Londra - al Pre-show party & exhibition fan package - che arriva a 600 euro. Ma si sà che nel mercato è l'equilibrio fra offerta e domanda a fare il prezzo. «Sto pagando 361 sterline per stare nel parco della mia città», scrive sul Guardian il giornalista Josh Halliday. Fortunato lui che è riuscito a prenderli!
Le piattaforme ufficiali Ticketmaster.co.uk, Gigsandtour.com e Ticketmaster.ie sono state intasate dai fan di tutto il mondo. Fra questi anche Luca Argentero, Michela Giraud e Zerocalcare, che sono rimasti a mani vuote raccontando sui social le file online senza fine e la delusione.
Biglietti finiti quindi? No, bisogna cercarli su altri siti a prezzi anche decuplicati, con pass esclusivi che hanno raggiunto i settemila euro. Non è solo bagarinaggio, ma anche 'dynamic buying' attuato dai canali di vendita ufficiali. Si intende quel meccanismo per cui, quando diminuisce la disponibilità, aumentano i prezzi.
Le proteste dei fan hanno subito mobilitato la politica. Prima nel Regno Unito, con il governo del premier laburista Keir Starmer che ha promesso di avviare una consultazione in autunno sul fenomeno. Vittima dei prezzi gonfiati anche una componente del consiglio dei ministri, la Leader of the House Lucy Powell, che a dovuto pagare più del doppio per un biglietto (da 135 a 355 sterline).
Ora anche in UE si punta il dito contro il 'dynamic pricing'. «Ha dimostrato di essere lesivo per i consumatori e rischia di essere in contrasto con i principi di equità e accessibilità sui quali si fonda il mercato unico», spiegano Benifei e Maran, che chiedono se la Commissione europea ritenga «che il sistema di 'dynamic pricing' utilizzato dalla piattaforma sia conforme alle normative sulla protezione dei consumatori e se intende intervenire per introdurre regole per limitare queste pratiche e proteggere i consumatori, con particolare riguardo all'offerta culturale, sportiva e di entertainment». Insomma, va bene la legge della domanda e dell'offeta, ma c'è un limite a tutto.
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Anche la Commissione europea intende indagare sulla pratica dei dynamic pricing usata nella vendita dei biglietti degli Oasis. Lo ha appreso il Guardian. È notizia di ieri la revisione «urgente» che il governo inglese intende fare dell’uso dei prezzi dinamici nel Regno Unito.
Com’è noto, il sistema del dynamic pricing è già usato negli Stati Uniti, un caso clamoroso e che ha sollevato forti malumori è quello del tour di Bruce Springsteen. In buona sostanza, il prezzo del biglietto varia al variare della domanda: più gente richiede una certa categoria di tagliando e più il prezzo aumenterà in tempo reale oltre quello annunciato, il cosiddetto face value.
La giustificazione dell’uso di questa pratica è che per i concerti più richiesti quegli stessi biglietti verrebbero comunque venduti a un prezzo maggiorato sul mercato secondario. Se la gente è disposta a spendere 400 euro per un biglietto che ne vale 150, dicono i sostenitori del dynamic pricing, tanto vale che a incassare quel surplus siano l’artista e gli organizzatori, non bagarini e speculatori. Tanto più che i prezzi fissati dal dynamic pricing sono comunque più bassi di quelli “pazzi” che ritrovano sul mercato secondario.
Chi osteggia la pratica la considera moralmente inaccettabile e pensa che, applicando questo sistema, gli artisti si mettano sullo stesso piano degli speculatori che fanno soldi sulla passione dei fan.
Da una parte gli Oasis hanno cercato di limitare le speculazioni del mercato secondario, intimando di non rivendere i biglietti a prezzo maggiorato pena la loro cancellazione. Dall’altra però hanno consensito che sul sito di Ticketmaster il prezzo ufficiale di alcuni biglietti aumentasse da 135 a 350 sterline grazie al dynamic pricing. Il colosso del ticketing afferma che la pratica è perfettamente legale, che viene usata per i prezzi dei voli aerei e delle camere d’hotel, che in ogni caso il prezzo e il meccanismo sono fissati dal gruppo e dal suo management.
Dopo l’inglese Competition and Markets Authority, che ha annunciato un’indagine, anche esponenti della Commissione europea, l’organo esecutivo dell’Unione Europea presieduto da Ursula von der Leyen, hanno detto che (citiamo il Guardian) «stiamo esaminando l’uso di prezzi dinamici per i biglietti dei concerti, in seguito alle crescenti preoccupazioni dei parlamentari di Bruxelles».
Una delle parlamentari è l’olandese Lara Wolters (Alleanza progressista di Socialisti e Democratici). «Da questa situazione» dice «escono vincitori solo le grandi piattaforme di biglietteria e questo a discapito dei fan». C’è per Wolters anche un rivolto etico e diciamo così romantico: «Questo sistema non mira a massimizzare la gioia riempiendo gli stadi coi fan più accesi di un artista, ma di massimizzare il profitto dalla musica come con qualsiasi altro prodotto. È un sistema privo di anima e intendo porvi fine».
Per la prima volta l’uso del dynamic pricing nella vendita di biglietti in Europa desta scalpore e potrebbe portare a una qualche iniziativa legislativa per limitare o normare meglio la pratica. Il problema non è nel dynamic pricing per sé, che non è fuori legge, ma nella mancanza di trasparenza nei confronti dei consumatori giacché il venditore è obbligato a «fornire informazioni chiare e accurate sul prezzo che il consumatore pagherà», cosa che non sarebbe accaduta coi biglietti degli Oasis. I consumatori insomma non sarebbero stati avvisati dell’uso del dynamic pricing. L’altro problema è l’eventuale aumento del prezzo durante la transazione, da quando il consumatore clicca su “compra” a quando se lo trova nel “carrello”.
Non ci sono per ora stati commenti da parte del gruppo. Alcuni utenti sono però andati a recuperare un tweet del 2017 cui Liam Gallagher se la prendeva col fratello per i pezzi dei biglietti: «350 dollari per andare a vedere Rkid negli Stati Uniti: che stronzo».
Intanto, secondo quando riporta Wales Online, una delle piattaforme secondarie scelte per la rivendita dei biglietti degli Oasis, Twickets, ha annunciato l’abbassamento al 10% delle commissioni dopo le tante lamentele sui social dei fan, con un tetto massimo delle fees a 25 sterline a biglietto. I fan che hanno sborsato commissioni maggiori saranno rimborsati.
Sources: Il Messaggero, Rolling Stone
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Il governo britannico ha dichiarato che indagherà sull'utilizzo del prezzo dinamico per i biglietti dei concerti, quel "dynamic pricing" che sui siti ufficiali fa lievitare il costo dei biglietti per in caso di aumento della domanda, dopo il clamoroso caso dei concerti della reunion degli Oasis registratosi nello scorso finesettimana.
La frenetica corsa al biglietto è iniziata sabato mattina sulle varie piattaforme ufficiali, la più gettonata delle quali è Ticketmaster, ma Ticketmaster, come fa ormai da un paio d'anni, ha alzato i prezzi a dismisura, anche del triplo, per chi arrivava dalla coda, dopo ore di attesa per l'acquisto degli agognati tagliandi.
Il ministro della cultura Lisa Nandy ha dichiarato che è "deprimente vedere prezzi enormemente gonfiati" sui siti gestiti da rivenditori autorizzati che secondo lei escluderebbero alcuni fan dagli spettacoli.
Il governo porrà questioni relative alla trasparenza e all’uso dei cosiddetti prezzi dinamici in una revisione già programmata sulla vendita dei biglietti e la protezione dei consumatori.
"Lavorando con gli artisti, il settore e i fan, possiamo creare un sistema più equo che ponga fine alla piaga dei bagarini e che garantisca biglietti a prezzi equi", ha detto Nandy in una dichiarazione rilasciata domenica.
Un altro membro della maggioranza, Lucy Powell, leader della Camera dei Comuni, ha dichiarato alla BBC di aver acquistato due biglietti per 350 sterline (427 euro) ciascuno da un rivenditore ufficiale, più del doppio del loro valore nominale originale, ovviamente sempre per gli effetti del prezzo dinamico. "Ho pagato più di quanto mi aspettassi di pagare", ha detto. "Questo modello del prezzo dinamico non mi piace".
"È una cosa che abbiamo visto molto di recente, anche per biglietti di aerei e treni, quando c'è quella sorta di momento di picco", ha aggiunto il ministro domenica mattina alla BBC. "Non sono sicuro che tutto ciò sia trasparente".
Gli Oasis hanno annunciato 17 concerti nel Regno Unito e in Irlanda, il primo dei quali si terrà a Cardiff nel luglio 2025, seguito da serate a Manchester – dove la band si è formata nel 1991 – Londra, Edimburgo e Dublino.
Tutti i biglietti in Gran Bretagna sono stati venduti sabato nell’arco di dieci ore su Ticketmaster, dopo che molti fan hanno trascorso la giornata in coda online.
Il "dynamic pricing" è una tecnica che adegua i prezzi dei biglietti in base alla domanda, alzandoli se la richiesta aumenta. Se negli Stati Uniti è divenuta una prassi per concerti con alta richiesta di biglietti, il suo utilizzo è di recente divenuto più prevalente nel Regno Unito, con costi che si sono impennati in modo incredibile. Biglietti che inizialmente costavano 176 euro (148,5 sterline) l'uno sono arrivati a costare anche 422 euro (355,2 sterline) l'uno dopo alcune ore.
A causa delle grandi proteste dei fan degli Oasis, il governo ora vuole vederci chiaro e ha dichiarato che indagherà sulla vicenda.
Gli artisti sono stati invitati a prendere posizione pubblica contro l'estorsione del prezzo dinamico, che ha portato il costo di un biglietto di 135 sterline a lievitare sino alla cifra di 355 sterline. Dopo ore di coda, infatti, i fan si sono ritrovati dei biglietti etichettati come "in demand", con prezzi alle stelle, passati anche da 135 sterline a 337,5 sterline più imposte, quindi quasi il triplo.
Ticketmaster, di proprietà di Live Nation, società statunitense, ha risposto difendendo il modello del prezzo dinamico, in uso per hotel e aerei, e ha dichiarato di non aver stabilito nessun prezzo di biglietto. L'azienda ha aggiunto che il sistema è concepito per scoraggiare i bagarini, stabilendo prezzi vicini al valore di mercato, e che i sovrapprezzi "in demand" sono concordati in anticipo con gli artisti e il loro management.
Jamie Stone, membro del parlamento, esponente dei liberaldemocratici, ha detto: "È scandaloso vedere che i più grandi momenti culturali del nostro paese siano trasformati in oscene occasioni per mungere le vacche da avidi promoter e siti di biglietti. La figuraccia con i biglietti degli Oasis deve essere un momento di svolta e condurre a un'inchiesta ufficiale, da parte dei sorveglianti o dal corpo parlamentare".
Il Partito Laburista ha inserito nel proprio manifesto la lotta al bagarinaggio e ai siti dediti al cosiddetto "secondary ticketing" e in autunno dovrebbe lanciare una consultazione in merito.
In Irlanda chi ha provato a prendere i biglietti per i concerti dublinesi degli Oasis a Croke Park, dichiarati acquistabili al prezzo di 86,5 euro (pari 73 sterline) si è ritrovato richieste di 415,5 euro per lo stesso biglietto.
Regina Doherty, rappresentante della Dublin constituency al Parlamento Europeo, ha chiesto un'indagine sul prezzo dei biglietti, che a suo dire non sono stati "pubblicizzati in modo trasparente e certamente non leale per i consumatori". Ha poi aggiunto che "ogni biglietto per questi concerti sarebbe diventato 'in demand', quindi appioppare un'etichetta aggiuntiva e 300 euro di sovrapprezzo per dei biglietti per posti in piedi è semplicemente un'estorsione".
La Commissione Europea ha dichiarato l'anno scorso di essere "consapevole delle preoccupazioni" riguardo ai siti che vendono biglietti usando il prezzo dinamico. "Stiamo monitorando la situazione", aveva aggiunto in una nota. "L'imposizione di prezzi eccessivi da una compagnia dominante" sarebbe in violazione della normativa UE.
Qualche mese fa il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti ha annunciato una querela nei confronti di Live Nation per "monopolio e altre condotte illegali che ostacolano la competizione nei mercati in tutta l'industria dell'intrattenimento dal vivo".
Jonathan Brown, chief executive di Society of Ticket Agents and Retailers, ha difeso la politica del dynamic pricing e ha sottolineato come i prezzi vengano decisi dagli artisti. "La gente è abituata al cambio di prezzo", ha aggiunto, facendo riferimento a quanto avviene per le prenotazioni di hotel o viaggi.
John Robb, musicista e autore, recentemente a colloquio con Noel Gallagher in una bella intervista, ha dichiarato che in questo modo "si sfrutta l'entusiasmo delle persone nel peggior modo possibile ... C'è bisogno che il governo investighi la questione e dobbiamo impedire che la gente venga spennata".
Sean Adams, manager di artisti quali Charlotte Church e Anchoress e fondatore del sito web musicale Drowned in Sound, ha invocato un'inchiesta governativa in merito, ma ha evidenziato come "il cambiamento, in realtà, deve venire dagli artisti".
"Perché una 'band del popolo' abbraccia queste politiche imprenditoriali di vendita di biglietti a prezzi dinamici che derubano i fan, i quali avevano le possibilità di unirsi alla coda digitale che aveva chiunque altro?".
Moltissimi fan degli Oasis hanno lamentato il fatto di non essere stati avvisati che i prezzi avrebbero potuto subire un rialzo una volta che avessero raggiunto l'inizio della coda.
Il professor Michael Waterson, che nel 2016 era stato incaricato dal precedente governo di esaminare le misure antibagarinaggio, ha detto che per le aziende che vendono biglietti era particolarmente importante essere trasparenti in anticipo sui prezzi. "Così puoi pensare se sei disposto a spendere somme di denaro maggiori ed è una sorpresa minore", ha spiegato.
Secondo la legge britannica per la tutela dei consumatori, le compagnie sono obbligate alla trasparenza sui prezzi che richiedono e non devono fornire ai consumatori informazioni ingannevoli, lacunose o fornire informazioni tardive.
Sources: Sky News e altre - traduzione di oasisnotizie
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