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martedì 31 maggio 2022

Liam Gallagher a La Stampa: "Ora voglio serenità. Gli Oasis? Voglio bene a Noel, andremmo lontano. C'era ancora molto da fare insieme"


«Se non fossi stato una rockstar? Non credo che sarei diventato un calciatore professionista», si chiede Liam Gallagher. E di motivi per fermarsi a riflettere sulla percezione collettiva di rockstar e sull’impronta che ha lasciato in decenni ne ha. Quando insieme a Noel ha traghettato il Britpop dai sobborghi e le scuole superiori di Manchester alle vette delle charts, tutto ciò che i fratelli Gallagher toccavano diventava icona: dall’album d’esordio, l’ossimorico Definitely Maybe, uscito nell’estate del 1994 ai riferimenti dei video, compreso l’ambito school bus di Go Let It Out che, per la generazione MTV, passava a ciclo continuo con la promessa di condurci altrove. Ora Liam Gallagher, classe 1972, ha quasi 50 anni e con un nuovo album in studio appena uscito, C’Mon You Know, il terzo da solista dopo As You Were (2017) e Why Me? Why Not? (2019), entrambi schizzati al numero uno delle chart britanniche, ha lasciato alle spalle turbolenze, le tenzoni, rimbalzate da un tabloid all’altro, con Liam e l’edonismo lisergico dei Novanta.

«Amo svegliarmi presto la mattina, mi piace la quiete - racconta -. Se esci alle undici è già pieno di pazzi in giro». Aggiunge, quasi a scandire il tempo che lo separa dagli esordi: «Ho quasi cinquant’anni, voglio vivere momenti sereni. So di aver perso qualcosa, ne siamo tutti consapevoli quando ci guardiamo allo specchio, ci sono cose che ho fatto di cui non sono orgoglioso, ho fatto cose stupide». Il percorso solista, fin dalla separazione nel 2009 da Noel, dopo la chitarra andata in frantumi al festival francese Rock en Seine il 28 agosto di quell’anno (e insieme il sogno Britpop), indica una nuova via in ascesa, la rivista NME ha descritto il nuovo lavoro di Liam come il «migliore e più sperimentale» realizzato da Gallagher fino ad ora, tra rimandi alla Summer of Love e distorsioni rap. Il nuovo disco, anticipato dal singolo Everything’s Electric firmato con Dave Grohl, porta i segni di una fratellanza di vecchia data - i due si sono conosciuti anni fa quando i Foo Fighters sono stati in tour con gli Oasis. «L'album è insolito e mi piace: per l’80 per cento è follia e per il 20 per cento è classico». Pochi giorni dopo l’uscita del disco - i cui testi sono rapidi come ritratti dallo specchietto retrovisore, snapshot di quotidianità - con 160 mila biglietti polverizzati il primo giorno, Liam si esibirà per due date al Knebworth Park, teatro di uno dei momenti memorabili, il live degli Oasis del 1996. Un riferimento a quella data impressa nella memoria collettiva? A chi gli chiede l’ultima volta che ha visto Noel, lui risponde: «A una partita di calcio dieci anni fa». Prosegue: «È un peccato, no? Non ci parliamo da circa tredici anni, potremmo andare avanti ore a chiederci di chi è la colpa. Non avremmo dovuto dividerci, ma è accaduto, ora siamo a questo punto. Voglio bene a Noel».

Il resto si è visto, letto, raccontato, deformato mentre un desiderio collettivo invocava una reunion. «Mi piacerebbe che gli Oasis tornassero insieme, non accadrà ora, se succede, succede. Per il momento sono contento di ciò che faccio, cosa significa un “forse”?», si chiede Liam. Per ora c’è un tracciato comune, un passato che, ventenni, li ha resi al centro del sistema musicale. «Tutti dicono che eravamo i più grandi, in realtà era pieno di posti in cui avremmo potuto essere più famosi. Eravamo "the biggest thing" in Inghilterra, ma non era così in America, in Spagna non abbiamo mai suonato negli stadi, c’era tanto lavoro che avremmo potuto fare se non ci fossimo sciolti», prosegue Liam. Riavvolgendo il nastro, quando i due fratelli Noel e Paul erano già coinvolti nella scena musicale delle scuole superiori, Liam ci finì per caso dopo essere finito in ospedale e aver subito ingiurie da un gruppo di un’altra scuola. Dell’infanzia difficile, dei complessi rapporti con il padre, violento in famiglia, molto si sa. Meno dei momenti che, prima di fuggire dalla provincia, ora sono ricordi lievi: «La vita è tutto qui, essere vivi e amati - riflette Liam -. Dei giorni difficili chi vuole saperne? Vogliamo uscire e dire cose che ci rendono felici. Quando il sole splendeva, quando giocavamo a pallone al parco o avevamo abbastanza soldi da permetterci una birra. Erano le piccole cose a renderci felici, amavamo la via di fuga offerta da una chitarra. Tutto il resto era un bonus».

Un bonus regalato ai fan a ogni live. Con una data in Italia - a Lucca, il 6 luglio - e un tour che toccherà anche Manchester, Belfast e Glasgow, Liam conosce il potere della parola nonsense magica come una formula surrealista: Wonderwall: «L’ho cantata alla fine di un concerto qualche tempo fa, porta fuori di testa il pubblico anche se l’abbiamo sentita mille volte, state certi la risentirete». E, come ultima curiosità, a chi gli chiede per cosa vorrebbe essere ricordato, lui risponde: «Per aver fatto esattamente quello che ci si aspettava da me. E per essere stato bene mentre lo facevo».

Sofia Mattioli

(La Stampa, 30 maggio 2022)



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martedì 10 settembre 2019

Liam Gallagher al Corsera: "Soffro per gli Oasis. La rottura? Tutta colpa di Noel. Anni di successi, ma buttavo i soldi per la droga"

Liam Gallagher al Corsera: "Soffro per gli Oasis. La rottura? Tutta colpa di Noel. Anni di successi, ma buttavo i soldi per la droga"




Sono passati 10 anni da quella notte a Parigi. 29 agosto 2009. L’ennesima lite fra Liam e Noel Gallagher prima di un concerto mette la parola fine agli Oasis, la band che aveva segnato l’era rock della cool Britannia anni 90. Da allora i due fratelli si sono parlati solo per avvocati e quando lo hanno fatto via social la situazione è degenerata. «Alla fine tutto si concluderà per il meglio. Forse non in questa vita», commenta Liam, il frontman. E se Noel, la mente, con l’ultimo album ha preso la via della sperimentazione extra rock, Liam garantisce la continuità con il mondo Oasis.

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Le canzoni del nuovo album, Why Me? Why Not. (esce il 20 settembre), sembrano lettere. A volte il destinatario pare Noel… E il video di One of Us è disseminato di indizi… 

Più che brani su qualcuno in particolare, sono canzoni sulla vita. Molti dicono che parlano di Noel. Lui è una parte importante della mia vita, tanto quanto il mio altro fratello, mia madre, i miei figli, Debbie (Gwyther, la compagna, ndr), il Manchester City... Solo Now That I’ve Found You è per una persona specifica: mia figlia che non ho visto per molti anni e con cui ho finalmente una relazione.

Dieci anni senza Oasis: le mancano?

Sono ancora dispiaciuto. Noel voleva fare il solista. Poteva dirlo. È orribile che mi abbia fatto passare per il colpevole. Solo adesso la gente inizia a capire che è lui lo stronzo, il disonesto. Sono contento della mia musica, ma avrei preferito che non ci separassimo.

Essere fratelli ha reso tutto più doloroso?

Anche Paul Boneahd e Tony McCarroll (usciti dagli Oasis nel 99 e nel 95, ndr) sono rimasti feriti. Forse non tanto quanto me, perché io e Noel siamo fratelli e mia madre ha dovuto affrontare tutto questo.

Che dice mamma Peggy?

Che siamo due stupidi, che siamo infantili. Avrà anche ragione, ma bisogna essere in due per ballare. Non puoi litigare da solo.

È appena uscito As It Was, documentario che racconta la sua avventura post Oasis, dai momenti più duri alla rinascita legata alla consapevolezza di saper scrivere canzoni… 

Non è che siccome la tua band si è sciolta la gente smette di riconoscerti. Se non avessi fatto altra musica, quell’ombra mi avrebbe seguito per sempre. Con gli Oasis sapevo quale era il mio posto, non pensavo di fare il cantautore. Non ho mai voluto essere Bob Dylan. Anche se non allo stesso livello degli Oasis, penso che queste canzoni dureranno nel tempo.

Nelle immagini si capisce che c’è stato qualche problema con l’alcol... 

Stavo attraversando un momentaccio con mia moglie e i miei figli, c’erano di mezzo gli avvocati. Non è che bevessi una bottiglia di Jack Daniel’s al giorno ma ho fatto dei casini e ho affrontato le conseguenze. Adesso siamo tutti felici e regna l’armonia.

Era depresso? 

Direi di sì. Però non c’era da lamentarsi troppo: stavo in una bella casa, avevo molti soldi. C’è chi vive di elemosina.

In Once canta la nostalgia di "quando non avevamo nulla"…

È importante ricordarsi sempre da dove si viene. Col successo inizi a pellicce, auto, vestiti di Gucci, vacanze sulla costiera amalfitana... La gente è ossessionata dal possedere cose. Presto ti rendi conto che non hanno valore. A me è passata. Amo le cose belle, ma non sono tipo da orologi d’oro e diamanti.

La spesa più folle?

Probabilmente la cocaina. Ma già prima di essere con la band.

Nel documentario si vede mamma che vive ancora nella casa di quando eravate una famiglia working class… 

Le ho anche comprato una bella casina subito fuori Manchester, ma non ci è voluta andare. Mi ha detto: "La mia vita è qui. La tua può cambiare, la mia voglio che resti uguale". È lei che mi insegna come essere alla mano.

Nessun rimpianto per aver sciolto la band? 

Non sono stato io a scioglierla, quindi no. Era Noel quello che si drogava e beveva. Tutto il casino è scoppiato perché pensava di meritare più attenzioni anche se è un omino. Già è piccolo di statura, ma quando salivo sul palco io, lui diventava piccolo così (indica il tappo di una bottiglia, ndr). Ha talento ma sbaglia a pensare che sia tutto incentrato su di lui.

Con Paul, il primogenito, il legame sembra forte... 

Siamo molto vicini. Fa il deejay prima dei miei concerti. Io penso alla mia famiglia.

Non sarebbe stato meglio fondare una band con lui allora? 

Probabilmente sì, ma anche Paul ha un certo ego. Se fosse famoso e avesse tanti soldi, forse sarebbe uno stronzo pure lui.

Source: Corriere della Sera

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domenica 8 settembre 2019

Rumore: "Why Me? Why Not. Da Liam Gallagher solite parole e solito disco. Sufficiente"

Ha ragione lui ovviamente, a vederlo nei piani alti di Glastonbury e ricordando le 300.000 copie solo in UK del debutto a suo nome del 2017. Perché our kid conosce il suo pubblico così bene da rasentare la proliferazione: sta invecchiando e vuole riferimenti adulti? Ecco i momenti più rock (i peggiori, da Shockwave in giù) e le venature blues di una Halo scontatissima. Anche il più gretto dei lads soffre di pene di cuore? Ecco quindi un pugno di ballate, e notevole è la doppietta One of Us e Once. Piacerebbe semmai vederlo oltre un minimo comun denominatore fatto di un vocabolario (forse) di 500 parole e un album che è palesemente il seguito del precedente. Ma venderà ancora di più e lassù qualcuno griderà al miracolo: qua ci si accontenta di un disco più divertente del previsto. 

Voto: 66/100 

Francesco Vignani

(Dal numero di settembre della rivista Rumore. Thanks to Alessio).


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sabato 15 settembre 2018

I numeri di Liam Gallagher su SportWeek: "Voleva fare la storia del calcio, ha fatto quella della musica"

SportWeek, settimanale della Gazzetta dello Sport, dedica oggi una pagina ai numeri di Liam Gallagher. Eccola qui.

CLICCA QUI per la versione ad alta risoluzione. 


Thanks to Marco Belloni per la segnalazione.

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sabato 26 maggio 2018

Foto: Liam Gallagher e la figlia Molly sul Corriere della Sera del 25 maggio 2018

Sul Corriere della Sera di venerdì 25 maggio 2018 compare un articolo su Liam Gallagher, che dietro le quinte del concerto dei Rolling Stones (che l'ex Oasis ha aperto) al London Stadium (21 maggio) ha riabbracciato la figlia Molly, 20 anni, avuta da Lisa Moorish.

Clicca sulla foto per leggere.

LINK ALLA FOTO ad alta risoluzione -> https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgoX2t7xU5awHRUJYGZZy9MivozcKgn0330ly85XpF9J3jpZJb3unZIExbOgR9QPeMkcjgZlW4n80gQPlOv9S1sFb4rjWxnV8yD8VzusF1Np_er0IIIyDuJ7czMNy3j5eRJfBSX-4DMAMQ/s1600/0001%25283%2529.jpg



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domenica 17 settembre 2017

Liam Gallagher: "Rimpianti? Musicali nessuno. I dischi di Noel? Per sentirli serve troppo caffè"

La vera linguaccia del rock è la sua. Liam Gallagher ha presentato ieri a Milano il suo album As You Were, primo come solista dopo Oasis e Beady Eye. «Non cambia nulla. Ho ancora una band e faccio lo stesso tipo di musica di prima». La voglia di band non è però voglia di Oasis, l’icona del britpop messa in piedi col fratello Noel. «Non ci servono soldi. E non ho rimpianti musicali. Al limite ne ho qualcuno per la troppa cocaina e il troppo bere... È stato Noel a rompere il gruppo per il suo ego smisurato e ora vuole incolpare me. Anche mamma ha smesso di provare a rimetterci assieme. È una tosta. Ha 73 anni come Keith Richards che in confronto è una signorina. Lui non ha mai lavorato; lei da sola ci ha tirati su in tre». L’album del fratello? «Ci vogliono troppi caffè. Non ascoltatelo mentre guidate». 

Andrea Laffranchi
Corriere della Sera, 15 settembre 2017

(qui accanto l'estratto dall'edizione cartacea)




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sabato 3 giugno 2017

Il ritorno di Liam Gallagher sul Corriere della Sera: "Preferirei gli Oasis. La rabbia è l'essenza del rock"

Il Corriere della Sera del 3 giugno 2017 ha dedicato un'intera pagina della sezione Spettacoli al debutto come solista di Liam Gallagher.

Ecco la scansione dell'articolo, che potete leggere anche qui.

CLICCA QUI per vedere l'immagine ad alta risoluzione.

Intanto ieri sera, come per altro riferito nell'articolo seguente, la polizia ha disposto la sospensione del festival musicale tedesco Rock am Ring proprio durante l'esibizione di Liam, a causa di una minaccia terroristica.

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martedì 10 marzo 2015

Sfoglia l'intervista a Noel Gallagher su Style del Corriere della Sera

Leggi l'intervista a Noel Gallagher ha rilasciato per il numero di marzo di Style, magazine del Corriere della Sera, in edicola dal 24 febbraio.

CLICCA QUI




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martedì 9 dicembre 2014

Noel e Liam Gallagher l'uno di fianco all'altro allo Stadio Olimpico di Roma?

Febbre da Roma-Mancester City per Noel e Liam Gallagher. Stando a quanto riporta l'edizione odierna del Corriere dello Sport (foto qui a destra) i due fratelli coltelli, notoriamente appassionati tifosi dei Citizens, avrebbero chiesto un accredito per assistere alla partita di Champions League in programma domani sera all'Olimpico, un incontro da dentro/fuori che sancirà la qualificazione di una delle due squadre a scapito dell'altra. Qualcuno dice che i fratellini potrebbero addirittura sedersi l'uno accanto all'altro in tribuna d'onore. Che sia l'occasione giusta per abbracciarsi di fronte alle telecamere di tutto il mondo, magari dopo un gol dei loro beniamini, e ridare una speranza a tutti i fan degli Oasis che sperano nella reunion? Più probabile che assistano al match ognuno per conto proprio, ma di certo nella carriera dei due i colpi di teatro non sono mancati. Staremo a vedere.

Thanks to Cris.

Corriere dello Sport edizione Roma, 9 dicembre 2014

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martedì 25 giugno 2013

Giornata milanese per i Beady Eye, gli articoli sui giornali italiani del 25 giugno

Gli articoli sulla giornata milanese dei Beady Eye apparsi oggi sui quotidiani italiani. Clicca sulle foto per ingrandire.





 


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mercoledì 12 giugno 2013

Sfoglia le pagine dedicate ai Beady Eye su Repubblica XL e Rolling Stone Italia

Nel numero di giugno del mensile Repubblica XL ci sono due pagine dedicate ai Beady Eye e una recensione dell'ultimo disco. Una recensione compare anche nel numero di questo mese di Rolling Stone, che piazza anche Flick Of The Finger nella hotlist del mese.

Sfoglia le pagine sui Beady Eye qui sotto in formato PDF.




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domenica 27 gennaio 2013

Noel Gallagher: "Detesto i Green Day, li ucciderei. Si fingono punk e la gente ci casca, li odio quanto Rihanna"

Ecco l'intervista a Noel Gallagher pubblicata sul numero di novembre della rivista Rolling Stone edizione italiana di cui vi riferivamo qui 

Vai alla versione in alta risoluzione per leggere. CLICCA QUI


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mercoledì 9 gennaio 2013

Leggi i Beady Eye su NME. Liam Gallagher: "Torniamo con un disco cosmico e di cambiamento. Nessuno mette la passione che mettiamo noi"

Dopo le anticipazioni dei giorni scorsi, ecco la versione integrale dell'articolo sui Beady Eye pubblicato sul numero di NME del 12 gennaio. Segue una traduzione dell'articolo.

Potete sfogliare l'articolo di NME qui sotto. 
Read the NME article at the end of this post.

Liam spiega che "il primo disco dei Beady Eye aveva alcune buone canzoni, aveva bei numeri", ma non si dice soddisfatto dal riscontro che ha avuto: "Credo che alla gente non sia piaciuto. È arrivato troppo a ridosso della fine degli Oasis, la gente non l'ha fottutamente comprato, non l'ha capito, non ci si è connessa. Quindi si riparte da zero. Non ti giudicano da un disco, torni e ne fai un altro. Sapevamo che avremmo fatto un altro ed eccoci qui".

Quasi due anni fa, quando era in Italia per promuovere il nuovo disco dei Beady Eye, Liam diceva: "Spero proprio che faremo un sacco di altri dischi belli come questo, non cercheremo mai di reinventarci, perché noi siamo così e non ci piace essere in nessun altro modo. Ci piace fare rock 'n' roll. E basta".

Ora sembra aver almeno in parte sconfessato questo intento, dal momento che il disco è, per sua stessa ammissione, alquanto "sperimentale". E lo stesso cantante usa un'immagine eloquente quando lo illustra: "Guarda, per qualche ragione abbiamo sempre aperto la porta e dato un'occhiata ad un altro mondo, ma ce la siamo sempre fatta addosso, o qualcuno se l'è fatta addosso e siamo rimasti intrappolati nella solita formula ... la gente rimane imprigionata in un sentiero. La gente si spaventa, amico. La gente a volte ha una cazzo di paura di guardarsi allo specchio, amico. Quando vendi 20 milioni di dischi o chissà quanti hai gente attorno che ti fa: 'Continuiamo a lucrare dalla solita formula'. Quindi sono un po' deluso dal fatto che non l'abbiamo fatto, ma con questo cazzo di disco abbiamo scardinato la porta e siamo entrati facendo fumo in questo nuovo mondo".

Gem Archer è d'accordo: "Abbiamo attraversato qualcosa, tutti noi, e ora ci siamo fatto sette mesi di ... non direi 'ci siamo reinventati', non voglio essere così rozzo, ma abbiamo dato un'occhiatina alla stanza, capisci? E alla fine questa roba salta fuori. E quando cominci a costruire qualcosa su quella roba allora diventa una cosa che va da sé, anziché fare: 'Oh, dobbiamo andare a suonare questa cosa dal vivo'. Non ha più senso". 

Stavolta non ci sono canzoni che erano 'avanzate' dalle registrazioni con gli Oasis. Sono tutte canzoni nuove. Liam ne ha scritte 20 nuove di zecca e il produttore, Dave Sitek, è un nome che difficilmente qualcuno si sarebbe immaginato di accostare ai Beady Eye. Lo statunitense, noto per i suoi lavori con TV On The Radio, Liars, Yeah Yeah Yeahs, Telepathe, Scarlett Johansson (per cui produsse Anywhere I Lay My Head nel 2008), Daniel Higgs e Dragons Of Zynth, nel 2008 fu nominato tra gli artisti più innovativi e progressisti nel mondo della musica dalla stessa rivista NME. 

"Erano in ballo molti nomi", rivela Gem, "ma per molti di essi pensavi: 'Riesco già a sentire come suonerà il disco'. Non voglio mancare di rispetto a questi nomi, ma è stato un atto di fede, una sensazione. La musica è questo. Avere fiducia nei tuoi istinti viscerali". 

Liam: "Il nostro nuovo manager, Scott, ci ha detto: 'Che ne dite di quel tizio che ha prodotto gli Yeah Yeah Yeahs e tutta quella roba lì?'. Ho sentito un paio di pezzi di questa band e ho pensato: 'Sì, figo'. In realtà non me ne fotte un cazzo, non me ne importa, perché le mie parti vocali le gestisce Gem, lui sa a che punto mi trovo. So che fa parte di una band, i TV On The Radio. Non li ho mai sentiti nominare, ma non voglio sapere molto di loro. Viene dritto in studio, bussa alla porta, viene e fa. 'OK, io sono Dave'. E io: 'OK, io sono Liam'. E basta. Il resto è storia, siamo al largo, stiamo volando".

Gem: "Pare che non abbandoni mai il suo recinto. Gli amici gli facevano: 'Stai facendo cosa? Stai andando dove? Con chi?'. Non abbandona mai Los Angeles, è proprio una testa da studio. Vive tra le casse. Quindi penso sia un po' un salto anche per lui capisci". 

"Mi chiedi se Dave ha mai sentito nominare gli Oasis?", prosegue Liam. "Dice che provò a prendere i biglietti per vedere gli Oasis al Madison Square Garden di New York, ma non riuscì. Gli ho fatto: 'Chi dorme non piglia pesci, amico'. Sono sicuro che gli Oasis li abbia sentiti nominare, ma non ha menzionato se gli piacciono o no. Non lo so e non mi importa. Non è un disco cosmico in senso sofisticato, ma in modo pacchiano, sgargiante. Non facciamo: 'Oooh, abbiamo dei suoni strani in sottofondo', è: 'Spassiamocela dandoci dentro'. La gente ne rimarrà sconvolta, te lo dico!".

Capitolo canzoni. Quali sono i nuovi pezzi? Conosciamo già World Not Set In Stone, scritta da Liam e presentata lo scorso anno durante i concerti. Farà parte del disco, ma con la supervisione di Sitek è stata modificata fino quasi a non riconoscerla. Titoli? La band serra le labbra, non vuole far trapelare nulla. Il titolo del disco? "È Lay Off My Avocado, per il quale sto lottando", scherza Liam.


"Fare questo disco ci sta affascinando", prosegue Gem. "Ci sono suoni che non sarebbero mai saltati fuori. E sono sicuro che ci sono suoni che Dave non ha mai manipolato in precedenza, su cui non ha mai messo le mani. Ogni giorno c'è un vero scossone, perché tutti ci stiamo spingendo l'un l'altro. A volte finisco là fuori". 

Non teme, Liam, che i fan più conservatori possano reagire male ad un disco insolito? "Be', non ne abbiamo molti da perdere in ogni caso ... ma no, non me ne importa, davvero. Non che voglia mancare di rispetto ai fan, io faccio ciò che faccio per tutti, non solo per loro. Lo faccio per me e per loro. Se prendiamo fan prendiamo fan, se li perdiamo li perdiamo. Non è quello il punto. Non lo sto facendo per quello. Lo sto facendo per fare un cazzo di grande disco, così da poter dormire la notte".

"Forse l'uomo comune potrebbe fare: 'Oooh, no'. Alla gente non piacciono i cazzo di cambiamenti. Non piacciono a me, i cazzo di cambiamenti! Ma devi farli a volte. Ora sono giunto ad un'età, tutti lo siamo, siamo nei quaranta, in cui sono ben consapevole di cosa vuole la gente. La gente vuole vedere facce nuove. Io voglio vedere ragazzi nuovi, con le chitarre, e so di far parte di quella zona, quella zona di vecchie rock star, quella in cui si trovavano gli Stones anni fa, in cui la gente fa 'Oh, loro'. Sono per le facce nuove, ma non c'è nessuno stronzo qui. E non penso che lì fuori ci siano molte persone che ci mettano tanta passione quanta ci mettiamo io e la mia band. Quindi penso che dobbiamo essere lì, ma per essere lì dobbiamo dare un po' una rimescolatura e penso che con questo disco l'abbiamo fatto. Lo penso davvero. Ma non è che siamo andati lì a fare qualcosa che non volevamo fare. È una cosa che rientra pur sempre nella nostra sfera, sai cosa intendo? Ci troviamo proprio sul suo bordo".

Cosa ci aspetta non lo sappiamo ancora, ma, per dirla alla Liam, potrebbe essere qualcosa di "fottutamente eccitante".

http://facebook.com/beadyeyeitaly 
http://facebook.com/beadyeye.records

oasisnotizie - via NME - grazie a Dean per le scansioni del numero di NME

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giovedì 3 gennaio 2013

SPECIALE NUOVO DISCO DEI BEADY EYE. Parlano Liam, Gem e Andy. "È il disco che gli Oasis avrebbero dovuto fare dopo Morning Glory"

Nei giorni scorsi vi abbiamo aggiornato sulle ultime dallo studio di registrazione dei Beady Eye, che agli State Of The Ark Studios di Richmond, Londra, stanno registrando il loro secondo disco, la cui uscita è prevista per il 2013.

Alla fine di questo articolo potete leggere l'intervista alla band contenuta sul nuovo numero della rivista Q in edicola in questi giorni in Gran Bretagna (graziea a Dave). 

READ THE ARTICLE APPEARED ON Q MAGAZINE AT THE END OF THIS POST (SCANS, PDF)

In questo post altri dettagli contenuti nel pezzo, che di seguito, come detto, potete leggere dalla fonte originale.

Dave Sitek, il produttore, ha l'usanza di bruciare della salvia durante le registrazioni. "È la nuova droga", spiega Liam Gallagher.

"Odio la parola 'sperimentale', ma di sicuro è la cosa più sperimentale in cui io mi sia mai cimentato", racconta il frontman della band che ha proseguito la storia degli Oasis dopo l'abbandono di Noel Gallagher. "C'è sempre psichedelia nella nostra musica, ma questa volta direi che ... è fottutamente cosmica! È bizzarra, amico, avremmo dovuto farla anni fa. Questo è il disco che gli Oasis avrebbero dovuto fare dopo Morning Glory, abbiamo fottutamente scardinato la porta!". 

"È un temerario, un assoluto fuorilegge", dice Liam del produttore statunitense Dave Sitek, amico di David Byrne. 

"Le gambe di Mick Jagger sono state criogenicamente ghiacciate", osserva Gem Archer, che qualche sera prima aveva assistito al concerto dei Rolling Stones alla O2 di Londra. "Dave è una testa artistica, pensa sempre alla visione d'insieme, ai toni e alle sensazioni. Un produttore come si deve". 

"Il suono sinora è follia", è il parere di Andy Bell. "Dave è in grado di adattare una melodia alla Stooges in una nube atmosferica in cui diventa completamente ultraterrena, usando proprio lo studio. È Jimi Hendrix e lo studio è la sua chitarra". 

Andy sta adoperando nelle registrazioni anche una porta elettronica di un'autorimessa che ha sentito suonare in un posticino in Giappone. "Suonava come Kevin Shields", nota. "Abbiamo giocato con il ritmo, i ProTools, con conversazioni registrate e registrazioni fatte con l'iPhone, nastri di musicassetta, campionatori da 20 sterline e app per creare un enorme collage".

"Non è un disco rock'n'roll, mettiamola così. Ci sono elementi di oltremusica", spiega Gem Archer. "E la voce di Liam non l'avete mai sentita così, ti arriva dritta in faccia, amico. Come se il suo naso stesse toccando il tuo. Il che può essere un'affermazione spaventosa!".

Come vi dicevamo giorni fa, Liam Gallagher non nega che il primo disco dei Beady Eye non ha riscosso il successo che ci si aspettava. "Il primo disco è stato fatto sulla scia degli Oasis ed era troppo fossilizzato sul sound anni '60. C'erano bei momenti, ma 'non si connetteva', mentre questo è più progressive" (leggi qui).

Liam aveva detto: "I Beady Eye sono la migliore band del fottuto mondo". Noel Gallagher aveva commentato questa affermazione dicendo: "I Beady Eye? Ne hanno di lavoro da fare per esserlo. Liam deve darsi una mossa, sai cosa intendo?". La controreplica di Liam è: "Te lo dico io, cazzo. Tutti abbiamo lavoro da fare. Anche lui, che ha venduto pochi fottuti dischi per essere il compositore degli Oasis. Non ha di certo acceso il mondo, cazzo. Ha fatto bene in Inghilterra, ma quello ce lo si aspettava".

"Se sono contento per lui? Contento di cosa? Che abbia sciolto la mia cazzo di band? Contento no. Spero sia felice, ma non sembra che lo sia. E non sarà felice quando sentirà che abbiamo fatto un cazzo di disco insolito che pubblicheremo prima di lui. Il nostro disco insolito lo sentirai l'anno prossimo, il suo disco insolito non lo sentirai mai", mette in chiaro Liam.

"Dovevamo voltare pagina", gli fa eco Archer. "Gli Oasis erano stati 19 anni della vita di Liam e 10 delle nostre" (di Archer e di Bell, unitisi agli Oasis nel 1999, ndr), quindi il primo disco dei Beady Eye era guidato dal trasporto, è stata una cosa cui abbiamo teso naturalmente. Stavolta abbiamo avuto il tempo di riflettere, scavare a fondo, scoprire cosa ci era successo. E tutti noi abbiamo estratto parti di noi, romanticamente, professionalmente o spiritualmente". 

Il 21 settembre scorso Liam Gallagher ha compiuto 40 anni. Come ha festeggiato? Con una serata-party in un locale chic di Londra con famiglia e amici e "due giorni ubriaco fradicio". Il traguardo non entusiasma il cantante di Manchester. "Tutte quelle cose del tipo 'La vita comincia a 40 anni' sono un mucchio di stronzate. Da allora ho avuto solo una volta i postumi di una brutta sbronza. La vita è cominciata quando ho cominciato con gli Oasis. Essere me è bello, ma penso che la vita cominci a 40 anni se non hai fatto nulla dai 20 ai 40, se sei piatto". 

Quando nacque Liam alla numero uno in Gran Betagna c'era Mama Weer All Crazee Now, singolo degli Slade, mentre quando nacque Noel in testa c'era Silence Is Golden dei Tremeloes. "Mi piace quella degli Slade, bellissima. E penso che quell'altra si adatti perfettamente a Noel. È un inno o qualcosa del genere?".

"La musica contemporanea è una merda, non la sento neanche". Liam poi stronca i Mumford & Sons, folk band in cui per Liam "c'è troppo banjo", e spende parole non velenose per gli One Direction (leggi qui). 

Tra i motivi dell'idiosincrasia di Liam per i Mumford & Sons c'è anche il loro look. "Sembra abbiano i cazzo di pidocchi, che mangino minestra di lenticche con le maniche arrotolate sulle braccia e che vivano nelle brughiere. Forse è lì che registrano i dischi. Sembra che siano tutti Don McLean, troppe chitarre acustiche, niente stile, sembra che facciano la spesa da Oxfam".

"Se avessi 16 anni non mi appenderei nessun poster di nessuna band. Tutti quei tizi seduti su quei cazzo di sgabelli non fanno per me, tesoruccio".

Se si escludono le partecipazioni al Jisan Valley Festival in Corea del Sud, al Summer Sonic Festival in Giappone e i concerti a Heaton Park, a Manchester, e alla Parr Hall di Warrington, i Beady Eye non si sono esibiti in tour nel 2012. Cosa è successo in questo anno? "Ero impegnato a crescermi i capelli, gestire Pretty Green, provare a tenermi lontano dai problemi".

Liam ha scoperto due nuovi cartoni animati - Regular Show ("è piuttosto psichedelico, c'è un High Five Monster, che in realtà è una mano") e Adventure Time ("è stravagante") - e ha trascorso il Natale nella sua casa di New York, dove "avevo faccende da sbrigare, come si dice nel mondo spirituale".

Spazio anche per un'analisi della condizione interiore sull'uomo Liam da parte dell'amico Gem. "Liam è ancora lì", dice Archer. "Di sicuro è maturato, ma ha ancora quel qualcosa che riesco a vedere in Liam, è semplicemente alla ricerca. E non so se troverà mai quel qualcosa, ma quello è il suo motore. È ancora completamente irrequieto".

Ancora Archer sul disco: "Abbiamo fatto entrare degli amici ed è stata una cosa che ha fatto rimanere a bocca aperta. È più ampio, più largo, non è rock'n'roll ridotto all'osso, di sicuro no. La costante è la voce di Liam e lui è veramente in forma. Suona esagerato". 

Poi Liam è tornato a parlare della reunion degli Oasis, ma questa è un'altra storia (vedi qui).








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sabato 29 dicembre 2012

Liam Gallagher: "Il nuovo disco dei Beady Eye è meno anni '60, più progressive del primo, che era troppo lennoniano"

Come vi riferivamo nei post precedenti, il nuovo numero della rivista Q contiene un'intervista a Liam Gallagher, che parla a fondo del nuovo disco che i Beady Eye pubblicheranno nel 2013. Il frontman del quartetto, raggiunto negli studi di registrazione, si dice entusiasta del nuovo lavoro (leggi qui) e parla anche di reunion degli Oasis.

Emergono ora nuovi dettagli sul disco. I Beady Eye hanno registrato venti nuove canzoni, scritte da Liam Gallagher, Andy Bell e Gem Archer singolarmente e anche in team.

Secondo Liam, che mesi fa aveva detto che il secondo album avrebbe avuto il sound di All Things Must Pass di George Harrison, il primo album dei Beady Eye risentiva troppo dell'influenza della sua vecchia band.

"Il primo disco è stato fatto sulla scia degli Oasis, non era abbastanza progressive, non aveva voltato pagina. C'erano momenti buoni, ma semplicemente non 'si connetteva'. Può darsi che la gente odi anche questo, ma questo non è troppo ancorato al solco degli anni '60. Ovviamente ci sono vibrazioni lennoniane nel disco, ma le abbiamo rivoltate da capo a piedi. Non che si senta la pressione o cos'altro, è che per me è un disco importante. Se nessuno lo compra si riparte da zero. Quindi vedremo. Sono preparato a qualunque cosa".
 
oasisnotizie - via Q Magazine (grazie a Louise per le foto)



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domenica 9 dicembre 2012

Leggi Noel Gallagher su La Repubblica: "Mi restano due cose: la musica e il Manchester"

Ecco la scansione dell'intervista a Noel Gallagher pubblicata oggi dal quotidiano La Repubblica. Altre scansioni riguardanti i Gallagher a questo indirizzo.

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domenica 12 agosto 2012

Scan - Gli Oasis nella classifica dei migliori album stilata da Rolling Stone


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Rolling Stone ha stilato una classifica dei "500 migliori album di sempre", pubblicata sul numero di agosto. Alla posizione numero 378 compaiono gli Oasis con (What's the Story) Morning Glory?

Ecco la scansione. Grazie a Pietro.

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giovedì 28 giugno 2012

Stasera il ritorno dei Beady Eye, i fan vogliono Rock'n'Roll Star

Nel numero di NME di questa settimana compaiono i risultati di un sondaggio condotto tra i lettori della rivista musicale. I fan hanno indicato quali canzoni degli Oasis vorrebbero che i Beady Eye suonassero. Ecco i risultati:

Rock 'n' Roll Star 17.8%
Live Forever 16.9%
Supersonic 12.5%
Champagne Supernova 7.7%
Morning Glory 5.3%
Wonderwall 4.5%
Songbird 3.7%
Don't Look Back In Anger 2.9%
I'm Outta Time 2.6%
Altre 19.7%

Intanto stasera alla Parr Hall di Warrington i Beady Eye tornano sul palco. Sarà un concerto per pochi intimi e c'è attesa per sapere quali canzoni degli Oasis saranno eseguite e quali nuovi pezzi ci riserverà la band di Liam Gallagher.

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mercoledì 11 aprile 2012

martedì 10 aprile 2012

Rileggi l'intervista a Noel Gallagher su La Repubblica del 15 marzo

Scansione dell'intervista a Noel Gallagher pubblicata su La Repubblica del 15 marzo 2012.

Clicca sull'immagine per ingrandire.



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