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venerdì 4 giugno 2021

Video - Intervista sottotitolata a Noel Gallagher: "I miei approcci alla musica, elogi a band Strokes, Coral e Zutons e l'incontro con Tom Hanks"

Intervistato da Jools Holland sulla BBC il 14 maggio, Noel Gallagher ha commentato il decimo anniversario della fondazione degli High Flying Birds, ha ricordato l'incontro con Tom Hanks e la sua passione per Holy Mountain, ha rievocato i suoi approcci con il mondo della musica da ragazzino, ha scherzato su Charlotte, la suonatrice di forbici francese che ha militato nella band dell'ex Oasis, e ha scelto alcune delle migliori esibizioni avvenute negli anni a Later, il programma di Holland, citando band come Strokes, Coral e Zutons. 

Ecco il video con sottotitoli ITA by frjdoasis. 

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lunedì 3 maggio 2021

Noel Gallagher si confessa a GQ: "Gli Oasis erano diventati un marchio, da solista mi sono liberato. Sui social offese nei miei confronti"

Intervista a Noel Gallagher realizzata dalla rivista britannica GQ (numero di maggio 2021). Prima parte della nostra traduzione.

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Incontriamo negli studi di Tileyard a Kings Cross, a Londra, un Noel Gallagher dal tono conviviale per parlare dei premi Uomo dell'anno di GQ ("se ci sono, ci siamo dentro") e delle sue vacanze. Forse è lecito dire che sembra che stia invecchiando in un modo più dignitoso del suo fratello rock: ha ancora i suoi capelli, la voce e – grazie a Dio –  buon gusto nella scelta delle scarpe.


Noel, non ti farò domande su tuo fratello, ma torniamo all'inizio: sei appena uscito dagli Oasis, la più grande band della tua generazione, e te ne stai seduto a casa a chiederti cosa fare. Cosa ti passava per la testa?

Ero sicuro di una sola cosa, che non avrei fatto nulla. Quindi mi sono preso un anno pieno di pausa e per quell'anno non ho pensato a niente, cosa che normalmente faccio ogni volta che finisco un tour. Ci prendevamo un bel po' di tempo libero e tornavamo alla vita normale. Poi, dopo circa un anno, una sera sono andato a letto, senza pensare a niente di particolare, e poi mi sono svegliato l'indomani e ho fatto: "Bene, facciamo un disco". Non ho avuto una band o un nome per la band finché non ho finito il disco e stavamo per uscire, per cui me la sono presa con calma. Non ho affrettato niente.  Fino a che non ho registrato l'album, non sapevo se avrei cantato. Avevo intenzione di fare queste canzoni e vedere come sarebbero parse e mi sono parse grandiose. E poi ho pensato: "Bene, è meglio che scelga un cazzo di nome per la band!".

Il nome si ispira ai Jefferson Airplane, vero?

Sì. È proprio stupida questa storia. Ricordo che una sera in auto passai vicino allo Shepherd's Bush Empire, tornavo a casa dallo studio di registrazione e provavo a visualizzare il mio nome con le luci. E pensai: "No, devo inventare un altro nome" (come dice Noel stesso, il suo nome non è esattamente Ziggy Stardust, ndr). L'indomani stavo usando la lavastoviglie e la radio era accesa. Non so su quale stazione fosse sintonizzata, ma misero su qualcosa dei Peter Green's Fleetwood Mac e poi trasmisero la cover di High Flying Bird fatta dai Jefferson Airplane. Pensai a 'Fleetwood Mac', qualcosa del genere, e poi pensai ad 'high flying birds'. Feci un rapido controllo per vedere se fosse coperto da copyright e non lo era, per cui pensai: "Grandioso!". Non ci ho pensato molto su, in realtà.

Perché l'avversione per l'idea di fare il solista?

Suppongo fosse una questione di sicurezza di sé. Venendo da qualcosa di così significativo e avendo un'identità così forte, penso che una parte di me non volesse dare l'impressione che stessi solo andando in tour a suonare i miei successi. E basta. Quindi penso sia stata un po' una cosa a metà strada. L'ho falsificato un po', dato che è un nome di una band, ma dentro ha il mio nome. E suonava fico. L'ho scritto su varie cazzo di cose, poi l'ho fissato e ho pensato: "A dire il vero sembra proprio fico. Vada per questo!".

Ho letto in varie interviste che hai detto che hai dovuto cambiare il modo in cui componi. È vero?

Totalmente. Quando scrivi per una band che è diventata un marchio e un cazzo di business enorme – e questo lo dico solo con il senno di poi, dato che all'epoca non me ne rendevo conto – stai scrivendo con il peso del marchio che incombe su di te. Le canzoni devono suonare in un certo modo per vendere 70 milioni di dischi e non vorrai mica mandare tutto all'aria per un capriccio. Molte delle prime canzoni degli High Flying Birds in realtà erano state scritte per gli Oasis, ma dato che io non sono un marchio, e gli High Flying Birds non sono un marchio, potevo fare qualunque cosa volessi. Quando sei i Metallica, i Red Hot Chili Peppers, le masse si aspettano un certo tipo di cosa da te. La maggior parte delle band famose non deviano mai dal cammino e gli Oasis erano diventati così. Sai, si fa questo: c'è un certo sound e c'è un certo posto dove si suona e la musica deve riempire quel posto. Quindi una volta che mi sono scrollato di dosso quella cosa, come compositore ho provato una sensazione di liberazione.

Ricordo che Bono una volta disse che gli U2 in studio si preoccupavano quando qualcuno diceva che quello che stavano facendo era "interessante", dato che con gli U2 non si poteva fare quella cosa lì. Si devono scrivere canzoni degli U2 che suonino grandiose in uno stadio.

È vero, anche se probabilmente sono la band più flessibile tra tutte quelle band famose, dato che ogni tanto cambiano rotta. Quando sono andato in tour con loro, ho detto ad Adam Clayton che ricevevo ancora molta merda dai fan degli Oasis perché stavo usando i sintetizzatori e lui mi ha detto che ha subito la stessa cosa con Achtung Baby. Ho detto: "Sì, ma tu non dovevi fare i conti con i social, per cui non avevi idea di cosa stesse dicendo la gente". Io non sono sui social, ma il mio business lo è, e le offese da parte dei fan degli Oasis sono peggiorate man mano che si andava avanti. Ma non puoi lasciare che loro ti ordinino cosa fare. 

Un tempo ho fatto il rock da stadio e non penso di essere capace di rifarlo. A metà del mio primo tour, avevo fatto il tutto esaurito alla O2 Arena e la cosa non mi faceva sentire a mio agio. Perché a) sentivo di non averla guadagnata e b) Pensavo che la gente stesse venendo a vedere il tizio degli Oasis "e farebbe meglio a fare queste cazzo di otto canzoni!", cosa che, ovviamente, non ho fatto, e che non ho mai suonato da allora. Mi trovo più a mio agio nei teatri, dove puoi interagire un po' con il pubblico. Nei palazzetti, invece, il pubblico si aspetta un certo tipo di resa, che non sono in grado di garantire.

Per anni Paul McCartney non ha parlato dei Beatles, ma più invecchia, più acquista titolarità di quell'esperienza. Quando hai lasciato gli Oasis hai parlato con qualcuno che aveva vissuto qualcosa di simile?

L'unica persona a cui ho chiesto è stato Paul Weller, che è uno dei miei amici di più vecchia data, e il suo atteggiamento verso tutto questo è stato: "Si fottano!", il che è grandioso. Quindi solo dopo un po' mi sono accorto che in realtà gli High Flying Birds sono i miei Style Council. Quando di recente ho visto il documentario su di loro, mi è parso tutto chiaro: avevano una ragazza di colore nella band e io ora ho una ragazza di colore e una ragazza francese, e così via. I fan dei Jam dicevano a Weller: "Che cazzo stai facendo?". E i fan dei Jam e i fan degli Oasis vengono dalla stessa stoffa, hanno quell'atteggiamento molto "da ragazzo" e sono guidati dall'identità.

Quando suoni una canzone degli Oasis, è una cosa che costruisce molto l'identità: è un pezzo che conoscono tutti e il posto va in visibilio, cazzo. Poi suoni la tua roba nuova e c'è un netto calo nel numero di persone che la apprezzano. E tra queste canzoni la gente reclama costantemente roba che hai scritto vent'anni fa, ma o affondi e nuoti o devi guardare queste persone negli occhi e dire: "Vadano a fanculo!". Weller non ha mai suonato qualcosa dei Jam, che io sappia, per dieci anni, e neanche allora suonava A Town Called Malice. Sento che se suonassi Don’t Look Back in Anger, Wonderwall e Half The World Way e non fosse abbastanza, penserei: "Non vi basta? Cos'altro volete?".

Cosa dovevi raggiungere che non avevi giù raggiunto con gli Oasis?

Ero arrivato a 43 anni ed ero in una band che aveva cambiato il mondo, ma che era costruita sui litigi. E pensavo: "Ho due cazzo di figli!". Questa era la parte che si ritiene che io dovessi godermi. Mi sarei dovuto preoccupare di comprare una cazzo di spiaggia, non di litigare con chi ci sosteneva. Viaggiare per il mondo e avere 5mila o 20mila persone che si innamorano di te simultaneamente ogni sera è la cosa più bella che tu possa fare, ma non quando, sulla strada per andare al concerto, litighi per il tour manager. Era una cosa che mi distruggeva l'anima e io volevo essere felice. Alcune persone pensano che quello che io faccia sia dannatamente terribile e alcuni pensano che sia meglio di quello che facevo prima. Quindi dipende tutto dall'ascoltatore.

Quando sono giunto al (momento di comporre il) terzo album, Who Built the Moon?, prodotto da David Holmes, ho pensato che forse fosse il momento giusto per mandare tutto all'aria, dato che avevo fatto due album basati sulle chitarre. Inoltre non volevo molti altri tizi sul palco. Ho sempre avuto ragazze che cantano nella mia roba da solista, quindi è divenuta una cosa naturale. Quando eravamo in America per una cazzo di cosa, ed eravamo tutti ammassati nello stesso camerino, ragazze e ragazzi, e le nostre ragazze si mettevano il trucco e i ragazzi erano seduti lì a parlare di calcio, uno di loro mi ha detto: "Scommetto che non avresti mai pensato che saremmo diventati così, vero?". In realtà io programmavo che fosse una cosa così, come un circo itinerante.

Anche se non sei sui social, c'è la tentazione di sbirciare oltre le spalle delle altre persone per vedere cosa si dice?

No. Come sai, non ne viene fuori mai qualcosa di buono, ma non saresti umano se la tua canzone fosse lì e non pensassi: "Mi chiedo cosa ne stia dicendo la gente". Onestamente della cosa non mi è mai importato finché è uscita Holy Mountain. Ho parlato con qualcuno del mio ufficio e ho chiesto quale fosse stata la reazione a quel brano. E mi hanno detto che era varia. Ho detto: "Be', è sempre varia". E mi hanno detto "molto varia".

Quando ho conosciuto David Holmes, il modo in cui ha parlato di come avremmo fatto il nuovo disco è stato cruciale. "Guarda, quello che fai con quella chitarra acustica è incredibile. Tutti lo amano, ma non vuoi fare della musica del tipo che ti piace ascoltare?". E io: "Sì". E mi ha tirato fuori tutti questi dischi poco noti, il cazzo di kraut rock, e mi ha fatto: "Che ne pensi di questi?". Li amavo, cazzo. E lui: "Bene, allora. Faremo un pezzo così". Ed è davvero liberatorio sentire queste parole da un produttore, perché io ho lavorato con produttori che sapevano quale disco farti fare prima di venire all'incontro, perché la cosa fa bene a loro. Per ogni cosa che facessi che avesse un minimo segno di qualcosa di tradizionale, Holmes diceva: "No, rifalla!". Sai, ricordo di aver scritto otto ritornelli per una canzone e ogni volta il ritornello migliorava. E pensavo: "Che cazzo vuole questo tizio?". Sono arrivato al nono ritornello e lui mi ha detto: "È questo!". È stato grandioso essere stimolato così. Quindi il prossimo album dovrebbe essere dannatamente grandioso.

Source: GQ UK
traduzione di oasisnotizie - Fine parte 1 di 3

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martedì 1 ottobre 2019

Colloquio con Noel Gallagher: "In 5 scrivono una canzone per Liam. Incredibile, no? Mi ispiro a Bowie e Holmes mi ha cambiato la vita musicale"

Noel Gallagher comincia come sempre comincia: prende lui il comando e fa domande. "Che hai fatto di bello?" e "Cosa hai ascoltato?", domanda, sinceramente interessato alle risposte. Il musicista è magro, asciutto e vestito tutto di nero, con la giacca di pelle attillata che rimane ferma mentre sprofondiamo sulle poltrone di un hotel di Park Lane, ancora il posto più ricco e più azzurro del tabellone del Monopoli londinese.

E l'ex Oasis cosa ha fatto di bello? Ha registrato e pubblicato This is the Place, il secondo dei tre EP programmati per il 2019, dopo Black Star Dancing, in cui la title track era esaltantemente sinuosa e future-funk. Non un sound che ci saremmo aspettati dall'amante del classic rock responsabile del successo e poi della fine degli Oasis

Chiamiamole "Le ulteriori avventure cosmiche di our kid", un'odissea non convenzionale iniziata con Who Built the Moon?, terzo album solistico risalente al 2017, sperimentalismo inaugurato e forgiato dal maestro nordirlandese David Holmes, dj, produttore elettronico e creatore di colonne sonore. Scordatevi il Britpop, questo è Britpsych.

Noel ha anche costruito un nuovo studio vicino alla stazione ferroviaria di King's Cross e nel contempo si è trasferito fuori Londra, nell'Hampshire. Lui e la moglie Sara sono lieti di "prolungare l'infanzia" dei figli Donovan, 12 anni, e Sonny, 9 anni il 1° ottobre.

E cosa ha ascoltato di bello il 52enne? Gli Young Fathers e i Jungle ("musicalmente voglio essere in quel mondo") e Vanishing Point dei Primal Scream, che definisce "uno dei loro album dimenticati, no? Tutti parlano di Screamadelica o di XTRMNTR, ma Vanishing Point è proprio un cazzo di altro mondo!".

Quanto alla roba nuova, "uno dei tizi che facevano parte dei Jagwar Ma, Gabe, ora è attivo con il nome di Golf Alpha Bravo e ha pubblicato questa canzone che ha questo nome del cazzo del tipo Groovy Babe (si chiama Groove Baby Groove, ndr). È davvero fantastica, però".

E a parte questa natura "non sofisticata", cosa pensa della nuova musica del fratellino Liam, con cui è ovviamente impegnato in una grandissima faida? "Ho sentito Shockwave. A quanto si dice, l'hanno scritta cinque persone. Non pensi che sia incredibile?", è la sua replica sarcastica. "Non ho sentito il pezzo nuovo che parla di me".

Intendi One of Us, pezzo melodioso pieno di nostalgia da cantare in coro? È piuttosto commovente. C'è un verso in cui Liam canta: "Dicesti che avremmo vissuto per sempre".

Oh, davvero? Haha! Be', sono sicuro che le altre quattro persone si sono commosse. Mi chiedo se avessero mie foto in studio quando scrivevano quella roba ... ma non c'è forse un verso sugli Oasis in ognuna delle sue canzoni? Ricordo che una volta, all'epoca degli Oasis, lui era impegnato in studio per i fatti suoi e ogni verso della canzone era il titolo di una canzone degli Oasis. Era una casuale stupidaggine sulla tristezza. Faceva: "Dicesti che avremmo vissuto per sempre e ora che le cose vanno meglio ...". E gli chiesi come si chiamasse. E sai come si chiamava, 'Senza titolo', haha!

Apprezzi alcune canzoni che piacciono ai tuoi figli?

No, sono troppo urban per me. A loro piace qualsiasi cosa sia urban, grime e tutta quella roba lì.

Cosa pensano della musica del papi?

Apprezzano i concerti, ma non sono grandissimi fan. Hanno mostrato più interesse per la roba più recente, perché è un po' più elettronica, ma non menzionano mai gli Oasis. Sono tutti presi da Spotify e al comando del sistema di amplificazione della casa, per cui ogni volta che entro c'è una canzone di Stormzy e uno di loro mi danza vicino come un folle, mentre balla la Vossi Bop.

Com'è la tua Vossi Bop?

Curiosamente, mentre guardavo Stormzy a Glastonbury alla tele ho sentito quel pezzo. Ho pensato: "Ah, ecco che cazzo è quello di cui mi parla da sei mesi, mentre balla in cucina e canta questa canzone". Pensavo: che cazzo è una Vossi Bop? L'ha ideata lui questa cagata? E se l'ha ideata lui, la copio. La prossima cosa che vedo è che ci sono 100 000 persone in un campo che vanno in visibilio per quella cosa.

Hai detto che David Holmes ti ha "cambiato la vita musicale". In che modo?

Sono due gli aspetti principali. Per prima cosa, comporre in studio: "Non venire in studio con qualche idea. Se ne hai qualcuna, tienila a casa". Ho fatto: "Porca troia, d'accordo, sapientino!". E la cosa seguente è stata: abbiamo deciso che faremo un pezzo come i Can o qualcosa del genere, con una drum machine, e ho preso la chitarra. E lui mi ha detto: "Rispondi a questa domanda: perché prendi sempre la chitarra come prima cosa?". "Perché sono un cazzo di chitarrista". "Be', lasciamola. Sai suonare la tastiera?". "Non proprio". "Ottimo, iniziamo con quella".

Chi o cos'altro ti ispira?

"Ho preso molto da David Bowie, da come lui si approcciava alla musica. La cosa sua era: prova di tutto. Mettici dentro quante più cose puoi.

Noel tra Paul Weller e Bono ai Q Awards 2018
È un'impresa rischiosa per te, dato che la tua fanbase è composta in larga parte da vecchi fan degli Oasis?

Be', ho dovuto evitare di avere la paura di sapere che una bella fetta della mia fanbase ascolterà Black Star Dancing per circa 30 secondi e farà: "Bene, può andarsene a fanculo".

E questo non ti importa?

OK: quando è uscita Holy Mountain, che, per me, è come un singolo degli Oasis, di fronte ad alcune delle reazioni sono rimasto talmente scioccato che è stato spassoso. Fai: "Wow, è pazzesco. Perché se questa cosa non vi piace, allora, porca troia, ce la spasseremo per i prossimi due anni". Perché sapevo cosa stavo provando a fare. Devi solo avere fede. Se mille persone al giorno ascoltano la tua nuova canzone e 900 di loro la cestinano dopo 30 secondi, va bene. Devi focalizzarti sulle 100 persone che la ascolteranno fino alla fine.

A giudicare dalle riproduzioni su Spotify, le tue canzoni più popolari sono Wonderwall, Don't Look Back in Anger, Champagne Supernova, Live Forever ... e Stand by Me.

Davvero? Wow. A giudicare dalle reazioni del pubblico, avrei detto The Masterplan. Vedi, la mia canzone da solista più popolare su Spotify è In the Heat of the Moment. Cosa, cazzo? Non è stata usata da nessuna parte, non so dirti perché è così. Curiosamente ho appena fatto un tour in America con gli Smashing Pumpkins e la vista di due goti che si abbracciavano, uno con una maglietta dei Rancid e l'altro con la maglietta dei Kiss, mentre cantavano Wonderwall in Arkansas non è qualcosa che vedi tutti i giorni! E non hanno avuto alcuna reazione di fronte a nessun altro singolo che abbiamo pubblicato! Che ha qulla canzone? È pazzesco.

Allo stesso modo, Definitely Maybe non va via. Il disco d'esordio degli Oasis, pubblicato nel 1994, è di nuovo nella top 10.

Lo so. Il tassista che oggi mi ha portato alla stazione ha detto che suo figlio 14enne è un grande fan di quell'album. E ha detto: "Ti secca che la gente lo ascolti ancora?". "No, cazzo, amico! Mi fa pagare le bollette!".

Cosa provi di fronte alle celebrazioni - e ricelebrazioni - dell'album, dato che c'è stata questa campagna per il venticinquennale che ha fatto tornare il disco nella top 10?

Be', la povera ragazza del mio ufficio che si occupa di questa roba sarà impazzita. Quando abbiamo fatto il decennale è stata una cosa del tipo: "OK, abbiamo fatto anche un DVD. Poi per i vent'anni ci sarà un altro DVD e lo rimasterizzaremo". E stavolta le ho detto: "Che cazzo vuoi che io ti dica questa volta?". Ma penso che si tratti di ridefinirlo per una nuova generazione, anche se questa è la quarta volta che lo si pubblica. Grazie a Dio la musica parla da sé.

In che modo, per l'esattezza?
Penso sia una lezione sul potere dello scrivere canzoni su verità universali che non sono legate a un periodo particolare. È stata scritta da un giovane - avevo 24 anni - che parlava dell'essere giovani nei centri cittadini e che non aveva niente di niente da fare. Era tutto incentrato sul proiettare il proprio futuro su un sogno di evasione che avevi nel parco, quando eri ubriaco e fatto. Questa cosa passerà a tutti nei secoli.

Ma appena inizi a scrivere con un occhio ai posteri, stai fresco!

Giusto. Ecco perché ho voltato pagina per fare quello che faccio ora. Ora sono in un luogo in cui penso: perché cazzo ho provato a riscrivere (What’s The Story) Morning Glory? per la maggior parte di 15 anni? Ma il fatto è che era un grande, enorme vacca fottuta da cui mungere soldi e avrei voluto avere la lungimiranza per mandare tutto all'aria. Ma in testa mia non ho dubbi che se gli Oasis fossero ancora in giro oggi, faremmo ancora quella cosa.

Noel con le Spice Girls ai Brit Awards 1997
Davvero? "Bene. Fermati. Ora stiamo andando in questa direzione". Di sicuro avresti avuto l'autorità per dire questo.

(sospira, ndr)  No, perché nella band c'era una strana dinamica. Tutti scrivevano canzoni. Penso che il "comitato" non avrebbe lasciato passare neanche The Death of You and Me, figuriamoci Black Star Dancing. Ora, non capisco la gente degli anni '90 che prova solo a portare avanti la cosa che faceva allora.

Stai parlando di Liam?

No, no, no. Come noi, c'è un sacco di gente degli anni '90. Damon non lo fa, a essere onesti. Lui fa sempre delle robe folli, un'opera su una scimmia con un bastone da passeggio.

Quindi anche tu ci stai provando?

Be', nella mia band ho due ragazze francesi, una di loro suona le cazzo di forbici, l'altra è africana. Sezione di fiati da tre componenti. E penso che sia quanto di più lontano dal passato ci possa essere!

Ma, dato questo spirito d'avventura, perché non hai portato la band in una nuova direzione dopo, diciamo, il terzo album degli Oasis, Be Here Now, che era un po' una fase di stasi?

Non ho mai fatto parte di una band in cui tutti andavamo nella stessa direzione. Ed è questo che rendeva gli Oasis entusiasmanti. Per esempio: i Primal Scream. So che ora nella band ci sono solo due componenti originali, ma almeno loro due il più delle volte vanno all'unizono, mentre con gli Oasis uno di noi di proposito non andava all'unisono per una questione di principio. Diceva: "Non mi faccio coinvolgere in quella cosa, perché tu sei uno stronzo".

Parli di Liam?

Be', in realtà dicendo così sto facendo un danno a me stesso, perché quando Liam ha lanciato l'idea di collaborare con i Death In Vegas, io ero disponibilissimo. Purtroppo è finita con un cazzo di niente, ma in larga parte si è trattato di fare lo stronzo tanto per farlo. E io ho volto un ruolo importante in questo, ovviamente.

Quanto alla scrittura, di recente ho intervistato Liam e ha detto che il suo sogno negli Oasis era comporre con te e vedere riconosciuti i crediti "Gallagher-Gallagher". È stato piuttosto dolce.

Be', avrebbe potuto esserci "Gallagher-Gallagher", ma lui non ne era preso. Dipende, però, da quella cosa: se tutti vi presentate a una sessione e io ho scritto 26 canzoni mentre voi altri non avete un cazzo di niente, e siete seduti con un produttore che deve incartare l'album entro tre mesi, cosa farà lui? Si siederà a guardare tutti che si comportano come ad un tea party di uno scimpanzé? Col cazzo. Lui fa: "Bene, ha già scritto tutto Noel".

Quindi se con gli Oasis fossi stato sfidato creativamente, le cose sarebbero potute andare diversamente?

Mmm, assolutamente. Intendo: non sono mai stato bravo con le partnership compositive. Negli anni mi sono seduto con Weller e Johnny Marr e varie persone e per come la vedo io non possono esserci due maschi alfa a scrivere una canzone. Conosco Paul Weller da 25 anni e mi sarò seduto con lui in studio un migliaio di volte, per poi tirare fuori letteralmente due canzoni. Lui mi guardava pensando: "Questa fa proprio cacare!". E io guardavo lui pensando: "Questa fa proprio cacare!". Perché hai due cazzo di compositori alfa. Quindi non funziona proprio.

Qualche altro compositore ultra-alfa con cui potresti collaborare? Bono, per esempio?

Eh, mi piacerebbe, perché i suoi testi sono grandiosi. Mi piacerebbe scrivere una canzone con Morrissey.

Noel con il figlio Sonny Patrick, nato l'1/10/2010
Davvero?

Vedi, quando dico così la gente fa sempre: "Davvero? E che ne pensi di quello che ha detto?". Non mi fotte un cazzo di quello che ha detto. E allora?

No, di quello che dice Morrissey ti deve importare.

Be', no, lui è un pazzo, giusto? Dice cose folli, giusto? È come quella cazzo di cosa là, quando ci si chiede se la radio debba ancora mandare in onda Michael Jackson. Aspetta un attimo: l'album Thriller non ha commesso un crimine. Quando dico che voglio scrivere una canzone con Morrissey parlo del tizio che faceva parte degli SMiths. Non sto parlando di cosa sta facendo ora, della sua posizione politica. Perché la sua voce è incorporata nella mia giovinezza, nella mia camera da letto. Mi piacerebbe molto scrivere una canzone con lui. Perché ha una voce fantastica.

A proposito di politica, dato lo stato attuale del mondo, ti vedi come compositore di un testo più politicizzato?

Non sono bravo a farlo. Sono bravo sulle verità universali. È quella la cosa mia. Forse ci scappa il verso qua e là. Ricordo quando Alan McGee ha sentito per la prima volta Cigarettes and Alcohol. Ha detto: "Oh, è un commento sulla società". "Quale parte?". "Quella parte sul non trovare un lavoro". "Oh, giusto. Ricordo distintamente di averla composta mentre guardavo Coronation Street". "No, è commento sulla società". "D'accordo, bene, non dirlo in giro, però".

Di recente sei diventato un po' politico, però, quando, nel mandare una frecciata a Lewis Capaldi, hai definito la Scozia "paese da terzo mondo". Cosa ne pensa tua moglie, che è socozzese?

Mi sono beccato un cazziatone, ma volevo solo farmi due risate. Nessuno mi aveva detto che Lewis Capaldi era uno dei migliori amici di mia figlia.

Cos'hai contro Capaldi?

Nulla! Semplicemente vende più dischi di me. Stessa cosa che vale per ogni coglione che ha più successo di me: sono degli stronzi. Era come la storia di me che insulto tutti questi cantautori senza volto ...

Che, il più delle volte, è cantautorato su commissione ...

Sì. Due persone che scrivono una canzone è un conto. Questi due hanno cinque persone che scrivono una canzone. Come fanno cinque persone a scrivere una canzone? Come Rag 'n' Bone Man ... e c'è un altro tizio con la barba e un cappello di lana.

Tom Walker. Il vincitore del Premio britannico della Critica del 2019.


Lui. Tutta quella gente. Guardavo i Brits quest'anno e tutti hanno portato le loro nonne. E non ho mai visto tante bevante gassate su un tavolo ai Brits in vita mia. Porca di una troia! Ricordo il '94, cocaina ovunque! Ovunque, cazzo! OVUNQUE! Montagne di alcolici sotto il tavolo, avremo speso diecimila sterline in alcolici. E c'è James Corden: "Chi è questo?". "Sono io, nonna!". Fai un favore a quella povera donna e lasciala a casa! E chi beve tutta quella Coca? Niente alcolici! Nessun bisogno di alcolici, amico.

In conclusione: ammetti apertamente che This is the Place non è affatto decollato alla radio. Avere delle hit conta ancora per te?

Se quella cosa ti importa, sei un idiota. Sto scrivendo una canzone per compiacere altre persone o un tizio di BBC 6 Music? O in realtà ho trascorso 25 anni facendo tutto quello, grazie mille, e ora sto solo compiacendo me stesso? Ma non è che io sia Tom Waits, che fa musica impegnativa. È musica pop. Non sono così "studiato". Non sto cercando di ingannare la gente!

traduzione di oasisnotizie - Source: The Face

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martedì 25 dicembre 2018

Noel Gallagher: "Come fa a non piacervi Holy Mountain? Finalmente sono diventato un artista"

Nella nostra traduzione, una seconda parte dell'intervista a Noel Gallagher che compare sul numero di febbraio 2019 della rivista Mojo. Noel parla della scelta di pubblicare un disco diverso dagli altri, Who Built the Moon?, uscito il 24 novembre 2017, che ha diviso i fan. 

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Far produrre il tuo album a David Holmes è stato piuttosto rischioso dopo Noel Gallagher's High Flying Birds e Chasing Yesterday, relativamente 'normali'. Perché hai preso questo rischio?

Ero a due terzi del lavoro con Chasing Yesterday, provavo a ultimarlo e ho pensato: "Cos'altro ho da perdere? Vado a Belfast a vedere David per una settimana (nel gennaio 2014, ndr). Se non succede un cazzo allora non c'è la magia e allora non accadrà". Non sapevo nulla di come lavorava David. Sapevo che aveva fatto della roba con i Primal Scream, ma non ne avevo mai parlato con loro. Ci siamo presi un cichetto e abbiamo ascoltato dei dischi la sera prima, lui ha messo su del kraut pop francese (ride, ndr) ed è stato come: "Sì, facciamo qualcosa di simile". Ha messo quella canzone degli Ice Cream, The Chewin' Gum Kid. Quindi tutto quello che sapevo il primo giorno era quello, che avremmo fatto qualcosa che si sarebbe basato su quella canzone. Per le prime due sessioni la sensazione è stata quella di una jam. Suonavo su un loop di batteria e lui all'improvviso diceva: "Fantastico!", e poi facevamo qualcos'altro.

Quindi l'idea classica di 'Canzone' per Noel Gallagher è andata via dalla finestra?

Non ho mai esposto un manifesto, ma a volte io suonavo qualcosa e lui diceva: "Questo suona come gli Oasis". Io facevo: "Bene ... E cosa c'è che non va?". Lui: "Tutto questo l'hai già fatto in passato". "Sì, lo so, ma è questo quello che faccio io, l'ho inventato io". E lui: "Fai qualcos'altro". Le prime due volte che me l'ha detto io ho risposto: "OK ...", ma poi quando cominci a fare cose che non eri consapevole di poter fare pensi "Questo è proprio incredibile, cazzo!".

Ma poi ti ci sono voluti quattro anni per completare il disco.

Abbiamo fatto due sessioni diverse a Belfast, io sono andato in tour e dopo un po' sono iniziati a comparire frammenti di musica (il singolo dream pop anni '80, ndr). It's a Beautiful World ha impiegato secoli per venire fuori, ma per 18 mesi non sono riuscito a comporci nulla attorno. Non sapevo in che direzione stessi andando. Poi all'improvviso ho scritto un testo e tutti hanno iniziato a cadere uno dopo l'altro, come in un domino. Sono rimasto davvero sbalordito. David in me ha visto qualcosa che non mi importava cercare da me. È stata una liberazione.

Poi il primo singolo estratto dall'album, Holy Mountain, una commistione di Bowie/Roxy Music/The Damned/Plastic Bertrand, ha suscitato grande sensazione ...

Ero in tour in Sudamerica quando ho avuto le reazioni, e sono rimasto ... scioccato. Ho pensato: "Come può non piacervi questa canzone? È la cosa più incredibile che io abbia mai ascoltato. I social media mi sorprendono, perché io non sono sui social. Qualcuno del mio ufficio mi ha detto che alcuni dei commenti erano incredibili. Ho pensato: "Bene. Wow!", ma poi mi ha detto: "No, no, no. Devi vedere cosa stanno dicendo. Ti sorprenderà" (ride, ndr), ma io non me la nevevo. Penso che qualcuno su Twitter abbia detto che non gli piaceva, quindi: "Bene. Non piace neanche a me". Sai, il tizio col parka e con le maracas. Ora sono ce n'è una massa, un collettivo. "Whooah, è uno schifo del cazzo".

Poi l'apparizione televisiva a Later: non solo la gente ha capito che Gem Archer e Chris Sharrock degli Oasis erano tornati in squadra, ma che la band ora comprendeva una ragazza francese con un mantello che suonava le forbici.  

Concordo che fosse un po' folle. Ho interpretato male tutta la situazione e anche Charlotte lo ha fatto. Fin oa quel punto nessuno sapeva niente (che lei suonasse le forbici, ndr), io non ho mai detto niente. Adoro Charlotte. Solo l'indomani qualcuno ha detto: "Hai visto YouTube?". È finito al telegiornale della BBC. Non potevo crederci, ma poi ho pensato: "Questa cosa è folle".

Hai avuto dei dubbi sulla pubblicazione dell'album a quel punto?

L'album era finito, stava per uscire, ma era una posizione interessante in cui trovarsi. C'era il brano acustico, Dead in the Water (registrato per una sessione radiofonica a Dublino, ndr), e dopo che è uscito Chasing Yesterday qualcuno mi ha detto: "Devi fare un disco in acustico". Non ho mai fatto un album in acustico, quindi ho prenotato lo studio per due settimane ed ero lì seduto con la chitarra acustica, quella con cui ho scritto Wonderwall, con i fan di tutto il mondo che mi dicevano: "È questo quello che dovresti fare". Il management mi diceva: "È una canzone fantastica, mi fa piangere". Poi ho pensato: "Non losto facendo per me, lo sto facendo per gli altri. Voglio tornare al disco (di David Holmes, ndr), voglio una drum machine degli anni '70 da far passare attraverso un amplificatore, voglio suonare il basso ...". 
Per cui ho cestinato quella sessione acustica il secondo giorno. L'ingegnere mi ha detto: "Basta così?". "Sì". "Non abbiamo fatto nulla". "Lo so ...". L'unico motivo per cui Dead in the Water è stata registrata è che non lo sapevo che la stessero registrando. Non la registrerò mai di nuovo, perché non credo più in quel brano. David ha detto: "Sei la cazzo di persona migliore del mondo nel fare quella roba, ma l'hai già fatta". Aveva ragione. 

Quanto lontano sei disposto a spingere il lato sperimentale della tua musica? Anche se tende ad alienare i fan con la mentalità Oasis?

Le mie nozioni più artistiche sono volte ora a dare piacere a me stesso piuttosto che voler lavorare con quei tizi o quel produttore. Ora farò quello che vorrò. Se mi piacerebbe lavorare con Brian Eno? Mi piacerebbe molto.

È a questo punto che emergi come Noel Gallagher l'artista?

(Ride, ndr). Ho fatto sei mesi di promozione prima che uscisse Who Built the Moon? e una sera in una stanza d'albergo ho dovuto dire a me stesso: "Sei diventato un artista!". Ho dovuto dire a me stesso: "Non sei più il ragazzo delle case popolari con una chitarra in spalla". (Voce da tassista mancuniano, ndr). "Ha fatto fortuna quel ragazzo con la chitarra. Cazzo, bellissima, amico!". (Ride, ndr). Quindi sì, ora sono un artista. Devo comprare una sciarpa e un cappello.

Gente con un certo retroterra, che fa un certo tipo di musica, non vuole essere visto come pretenzioso. Quell'etichetta "uomo della gente".

Sì. Be', Weller in quel senso è un'ispirazione. Mi ha detto che più i fan dei Jam odiavano gli Style Council, più lui voleva farlo. Quando facevo questo album andavo in giro con gli U2 per il trentennale del tour di The Joshua Tree. Adam Clayton mi diceva: "Who Built the Moon? mi ricorda quello che successe con Achtung Baby. Ai fan non piacque per nulla. Ma è il tuo disco migliore questo". Ha detto: "È diventato il nostro disco migliore, anche se all'epoca incontrò tante resistenze. Per fortuna non c'erano social media all'epoca, per cui non sapevamo cosa fosse sbagliato". Ma ora puoi vedere succedere queste cagate in tempo reale. 

Tuttavia mentre ti proietti in avanti sei tornato ad avere Gem e Chris Sharrock nella band dal vivo. È un ritorno alla comfort zone? 

Quando ho iniziato come solista avevo Tim Smith (chitarra, ndr) e Jeremy Stacey (batteria, ndr) e la cosa fantastica dei turnisti è che quando non sei sicuro di quello che stai facendo loro ci azzeccano, lo fanno suonare come il disco. È di questo che avevo bisogno all'inizio. Ma non è come avere una band. Chris e Gem sono molto più rilassati, non è la stessa cosa ogni sera. Tim e Jeremy hanno sono andati via nello stesso periodo in cui i Beady Eye si sono sciolti, quindi l'ho preso come un segno del destino.

Source: Mojo, Feb 2019 - traduzione di oasisnotizie

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domenica 11 febbraio 2018

I segreti del mixaggio di Who Built the Moon? con Emre Ramazanolgu, che ha mixato il disco di Noel Gallagher


A colloquio con Emre Ramazanolgu, che ha collaborato alla composizione di canzoni di Sia e Lily Allen, alla batteria e alla programmazione per William Orbit e Duffy, al mixaggio e all'ingegnerizzazione di Prodigy, Ticky e Noel Gallagher.

Ci siamo seduti a discutere con lui per capire come, insieme al produttore David Holmes, sia riuscito a condurre Noel Gallagher in territori musicali inesplorati.

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Hai condotto l'album verso un allontanamento sperimentale, ma entusiasmante e psichedelico, dai precedenti lavori di Noel. Come hai mescolato tanti stili e generi musicali diversi in Who Built the Moon?

Be', in realtà David Holmes ha iniziato a lavorare da zero all'album con Noel, a Belfast, molto prima di coinvolgere me. Ha spinto davvero Noel fuori dalla sua comfort zone e gli ha fatto esplorare un nuovo approccio. Una delle cose che ha fatto con Noel è stata questa: i due si sedevano, ascoltavano tutti i tipi di dischi diversi, rari e meno noti e conversavano lungamente di musica. David Noel e io condividiamo gusti musicali simili. Abbiamo tutti dei gusti molto simili e a tutti noi piace molta roba diversa.

Ciascuno, inoltre, faceva costantemente appassionare l'altro a roba veramente figa e rara. Ci sono pesanti influenze sperimentali e di rock psichedelico, una sorta di sound alla Roxy Music. Poi ci sono influenze krautrock: band come i Can, mescolate a sound di Manchester degli anni '80 e dei primi anni '90 che vengono da band come gli Inspiral Carpets, gli Happy Mondays, o gli Stone Roses. Chitarre mescolate a rullate di batteria, il che divenne la quint'essenza del sound di Manchester. Non suona come nessuna cosa fatta da Noel e dalla band in passato, penso sia fantastico.

La prima canzone dell'album, Fort Knox, si ispira in realtà a Power di Kanye West, uno dei pezzi preferiti di Noel. Nell'iniziare la composizione di quella canzone Noel e David (Holmes) hanno scelto quel sound di voce grandioso, audace, quadi gridato, da inno, che è anche quello che abbiamo scelto dal punto di vista sonoro.

Essendo nel contempo batterista e ingegnere del suono per questo album, come hai registrato, mixato e messo insieme quel grandioso sound di batteria?

Sulle tracce per cui ho suonato la batteria e che ho mixato (Fort Knox, Holy Mountain, It’s A Beautiful World, ndr) ho raggiunto quel sound registrando dal vivo, con molta riamplificazione, tape saturation e processing parallelo. Fort Knox è stata piuttosto figa. Tutte le registrazioni di batteria sull'album sono proprio in presa diretta, innumerevoli prove in cui sono tornato indietro e ho riarrangiato. È stato veramente importante per noi mantenere quanta più energia umana "grezza" e quanto più tocco possibile.

Inoltre molte stratificazioni. Ho catturato molto del sound dagli altoparlanti della stanza. C'era un pochino di rinforzo e poi l'ho mixato di nuovo nei microfoni della stanza. Il mixing della batteria, per esempio, è una combinazione di microfoni di contatto sulla grancassa, sul rullante e sui tom. Ho usato anche trigger per batteria e ho riamplificato quei segnali attraverso amplificatori valvolari vintage di tutti i tipi: valvole, valvole e ancora valvole! Riamplificavo un rullante attraverso qualcosa come un vecchio amplificatore Selmer per ottenere quel netto sound croccante e poi lo mandavo in uno spring reverb. O mandavo il trigger della grancassa in un amplificatore separato per ottenere o un riverbero diverso o uno space delay, dando ai microfoni della stanza questo suono "a volta".

Tendo ad eseguire un processing estremo su singoli componenti della batteria prima ancora che entrino nel bus della batteria. Ci sono anche due fasi di compressione parallele a questo processo. Mando questi ad un altro bus di batteria, dove aggiungo un riverbero a piatti come l'Abbey Road Plates, creando un suono forte e clamoroso. Quinti in realtà tutti questi strati sono mixati insieme. Mi piace colorare molti luoghi diversi con i suoni. Uso molti strati per dare alla cosa quel tipo di energia entusiasmante, leggermente aggrovigliata, totale.


C'è una fuzz-osità pungente e psichedelica per tutta la durata dell'album. Su Holy Mountain, per esempio, come hai ottenuto quel sound volutamente di bassa fedeltà passando in un mix ad alta fedeltà?

Sì, Holy Mountain è stata piuttosto grandiosa. Molti brani avevano molti elementi in mono, quindi era enormemente difficile far adattare bene tutto. Per fortuna, però, quando mixo tendo a dedicarmi al lavoro con grande rapidità. Quindi portavo una sessione con 150 tracce a 30 o 40 tracce. Il mio cervello non riesce a lavorare su 150 tracce dal vivo. Dedicarsi a tutte quelle tracce è simile a fare paracadutismo (ride, ndr); bam, bam, bam, stampa, stampa, stampa: vai, vai, vai! (ride, ndr). Ma voglio dire: devo incolpare solo me per questo album, perché sono stato per lo più io a lavorare sulle tracce.

Facevo la compressione parallela in ogni singola fase. In questo album è stato usato molto il Kramer Tape. Mi piace l'alta velocità di tape saturation con il wow e il flutter: è incredibile per quella funzione. E poi un altro livello di compressione parallela sul bus della batteria con la tape saturation per strapparlo via, usando un plugin diverso come l'Abbey Road Vinyl. Mi piace optare per un sound con una calda esplosione di saturazione guidata; nient'altro sembra fare meglio.

La maggior parte dei canali li mando ai bus, dove spesso divento piuttosto aggressivo con compressione parallela e a catena, e poi una compressione con tape saturation molto immediata sui bus veri e propri.

Per un controllo dinamico aggiuntivo uso un compressore a catena come il C1 Compressor come modellatore del tono e poi semplicemente ne introduco un pochino, perché con quel plugin poco è tanto. Nello stesso tempo riesco a tenere molte informazioni transitorie.

Per ottenere sulla voce di Noel quella parte bella e robusta, quando spinge al massimo la sua voce, la compressione a catena è stata ottima. Ho usato il C6 Multiband Compressor per prendere le cose e livellarle. O in un altro caso, se le cose si fanno troppo dure nella zona a 2 o 3 kHz, o sulle sillabe ad alto volume, semplicemente imposto la catena laterale C6 su quella frequenza e le "levigo". Colpisce, afferra, blocca e fa la cosa giusta, è un compresore split-band eccezionale.

Era uno scenario piuttosto complicato in realtà: bus a mix multiplo, strati di cose attive con compressione parallela, colpendo saturatori diversi in modi diversi. Abbiamo fatto livelli su livelli di saturazione. L'Abbey Road Vinyl sta facendo molto lavoro su questo album come saturatore, quindi tutto viene arrotondato in un vecchio modo sovraccaricato. Ne uso una tonnellata, specie sul bus del mix. È assolutamente straordinario per tornare immediatamente ad un sound rétro. È incredibile. 

Quando abbiamo reso le cose fuzz-ose abbiamo fatto molta attenzione a non perdere chiarezza. In quel modo abbiamo raggiunto un sound che a Noel è davvero piaciuto. In realtà si basa tutto su una chitarra con il fuzz, che è difficile far emergere distintamente come cosa principale, ma è come un unico grande sound di chitarra fuzz quello che a volte cercavamo.
E poi il produttore David Holmes, che è anche un DJ e uno che scava nei cesti di vinili, ha collaborato con Noel ad Holy Mountain per incorporare un campione di flauto a fischietto tratto da un disco bubblegum pop dei tardi anni '60. Ha messo il suo tocco sulla produzione, ottenendo le vibrazioni di musica rara e oscura; io ne ho solo alzato il volume finché nel mix non mi è sembrato giusto (ride, ndr).

It’s A Beautiful World suona come una mostruosa rullata di batteria! In che modo hai fatto suonare un kit vero come una rullata vintage?

Quel suono di batteria è stato creato per lo più il giorno della sessione e semplicemente è rimasto nel mix. Noel aveva già buttato giù tutte le chitarre e un riff per quel brano in una precedente sessione con David (Holmes). Io mi sono messo dietro la batteria. David ha messo un click e mi ha detto: "Suona un beat di batteria alla maniera dei Can". Così ho detto va bene e abbiamo buttato giù le parti di batteria. Ho mixato il rullante per quella canzone usanto per lo più i microfoni di contatto sui tom, con del processing parallelo serio, e ovviamente la tape saturation, usando il bus della batteria per ottenere un sound eccezionale e audace che mi è davvero piaciuto, quel sound sperimentale e krautrock, leggermente alla maniera dei Can.
Di nuovo, ogni cosa è suonata dal vivo. Poi ho fatto un altro overdub di hi-hat, sordine per piatti e cose. Oltre a quello è semplicemente quella sorta di registrazione e poi abbiamo modificato quella. Per rendere la batteria un po' più breakbeat abbiamo tenuto la registrazione dal vivo, mantenendo il sound originale, ma rendendolo ancora più "picchiato" colpendo i punti caldi di tutti i compressori, spingendoli fino a che aggradava me e Noel, come piaceva a noi.

Quindi l'aquila quando è atterrata nel mix? Quando è stato veramente completato tutto?

Penso che in realtà, detto in parole crude, se niente mi infastidisce nel mix allora è fatta. So di poter spingere i suoni fondamentalmente dovunque io voglia mentre sto mixando. A seconda dello stile della musica, mi chiedo cose del tipo: la vibrazione è proprio perfetta per tutta la durata? La sensazione è ottima per tutta la durata?
Mi prendo molte pause. Quindi tendo sempre a tornare al mix, costantemente. Voglio dire: ci sono delle cose su cui so proprio sgobbare, come la voce. Altrimenti ci torno tutte le volte. Il mio consiglio è prendersi un pochino di tempo libero dal mix, lasciarlo, ma continuare a tornarci in modo da ascoltarlo sempre in modo fresco. Torturare se stessi per dodici, tredici ore di fronte ai monitor non aiuta proprio. Tutto sta a tornarci.

Source: waves.com - Traduzione by oasisnotizie

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mercoledì 13 dicembre 2017

Noel Gallagher: "A X Factor Italia ero ubriaco fradicio. Il playback? Imbarazzante, ma serve a vendere dischi"

Noel Gallagher ha rivelato che era ubriaco quando, lo scorso 30 novembre, ha partecipato in diretta televisiva a X Factor Italia, dove ha "flirtato" con Mara Maionchi. L'ex Oasis ha poi dichiarato che la scelta del playback integrale è dovuta all'esigenza di "vendere dischi al giorno d'oggi".

"Giovedì 30 novembre ho trascorso una gran bella serata a Milano", ha detto Noel ai microfoni di Reprezent Radio, che lo ha intervistato alla O2 di Londra lunedì 4 dicembre, prima del concerto dei Gorillaz, cui Noel ha partecipato suonando We Got the Power, per la cui versione studio ha collaborato (il brano è inserito nel nuovo disco dei Gorillaz, Humanz). 

"Ho partecipato all'X Factor italiano da ubriaco fradicio", ha detto Noel, che ha aggiunto: "Non ricordo di avervi partecipato, ma l'abbiamo fatto. È su YouTube (il video lo abbiamo caricato noi e non è visibile sul suolo italiano per motivi di copyright, ndr) ed è molto imbarazzante".

Alla domanda "hai cantato in italiano?", Noel ha risposto: "Abbiamo mimato. Ed è per quello che eravamo ubriachi. Avevamo registrato qualcosa in sala prove dal vivo. Così avevamo la sensazione di esibirci dal vivo, ma ci stavamo mimando su. Ed ero talmente ubriaco che pensavo: 'È veramente dal vivo?'. Avevo la sensazione di suonare dal vivo, ma non era così. Sono cose che devi fare per vendere dischi oggigiorno. È leggermente imbarazzante, ma sai ...".

Ricordiamo che a X Factor Italia Noel ha presentato Don't Look Back in Anger e Holy Mountain. Entrambi i pezzi sono stati eseguiti in playback: il primo playback era su una versione del brano registrata a Londra qualche giorno prima dell'ospitata a X Factor Italia; il secondo playback era sulla versione disco della canzone.

oasisnotizie

VIDEO SU FACEBOOK QUI - Video su YouTube qui (non dall'Italia)

Source: Reprezent Radio podcast (50 minutes in)



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mercoledì 6 dicembre 2017

Noel Gallagher: "Holy Mountain scelta come singolo come sfida ai miei fan. La gente la ama o la odia e lo prevedevo"

Nell'intervista concessa a Elton John per Beats 1, stazione radiofonica di Apple, Noel Gallagher ha fatto alcuni commenti su Holy Mountain, primo singolo estratto da Who Built the Moon?, il suo nuovo disco. Queste le sue parole.

"È la prima cosa che è stata completata. È la mia traccia preferita dell'album perché il riff di flauto a fischietto è tratto da un pezzo di questa band americana degli anni '70 che ebbe successo con una sola canzone, gli Ice Cream. La canzone si chiama The Chewin' Gum Kid. David Holmes mi ha fatto sentire questo brano, ne ha estratto quel campionamento e mi ha chiesto: 'Pensi di essere in grado di scrivere un pezzo attorno a quel riff?'. E questo riff era talmente molesto che ho pensato: 'Se mi ammazza scriverò una canzone attorno a questo'. Ed era interessante vedere che, man mano che la canzone si sviluppava, i miei due figli ne erano entusiasti. Anche gli amici dei miei figli impazzivano per il brano e ho pensato: 'Potrebbe essere un inno da parco giochi'. A me suona proprio come una cosa gioiosa e dal vivo è anche meglio di come suona su album". 
"Mentre facevo l'album l'ho fatta sentire al mio management e alla gente che gestisce la mia etichetta discografica e quando si è arrivati alla fine della canzone c'è stato silenzio e qualcuno ha chiesto: 'Sono tutte così le altre?'. E io ho risposto: 'Oh, alcune sono anche peggio di così'. Poi l'ho scelta come primo singolo perché io e David abbiamo pensato che avrebbe sfidato i miei fan, perché non somiglia a nessun'altra canzone fatta da me in precedenza. Avevo ragione. Il riscontro che è giunto un paio di giorni dopo la sua pubblicazione è stato piuttosto interessante, devo dire. La gente la ama o la odia". 
oasisnotizie - via Beats 1 (YouTube)

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giovedì 30 novembre 2017

Noel Gallagher a Paste: "Spero che Liam stia vivendo il periodo più merdoso della sua vita. Gli manco? Falso, non me la bevo"

Intervista  a Noel Gallagher per Paste Magazine, pubblicata il 29 novembre 2017. Traduz. italiana di oasisnotizie. Foto di by Philip Cosores (@philipcosores | Instagram)

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In questo disco ti descrivi come un outsider o un'altro.
 

Be', io opero al di fuori del music business e non ho un contratto con nessuna casa discografica. Quindi faccio quello che voglio sotto quell'aspetto. E ho estrema libertà di creazione, per sempre. E non avrei potuto fare questo disco se fosse stato sotto un'etichetta major, perché qualcuno sarebbe venuto in studio a metà delle registrazioni e avrebbe detto: "Davvero? Questo non è un album di Noel Gallagher, quindi non lo pubblichiamo!". Quindi provo a non farmi coinvolgere nell'industria. E una volta che il disco è fatto, dai semplicemente la licenza ad altre persone ed eviti completamente il music business. La mia casa, la Sour Mash, è stata fondata interamente da me e non è affiliata con nessun'altra etichetta. Pago di tasca mia per averla, pago da me i frutti del mio genio. Quindi non ho il desiderio di farmi coinvolgere nel music business. E tutte queste cerimonie di consegna dei premi sono solo il riflesso delle chart, perché sembra che ormai nessuno si scriva la propria musica da solo. Vanno in queste fattorie di composizione dove hanno un negoziante di canzoni personale che entra e dice: "Puoi farmi quella in rosso? E io prendo quella nera, poi prendo quella, quell'altra e quell'altra". Capisci cosa intendo? Sono tempi tremendi. È questo che rende questo disco così rivoluzionario.

Hai utilizzato molti suonatori di archi, un flauto a fischietto e una marea di voci di supporto per Who Built the Moon? Inoltre Paul Weller ha aggiunto l'organo in Holy Mountain e Johnny Marr ha suonato la chitarra e l'armonica in If Love Is the Law. Hai iniziato a farti prendere la mano, come Brian Wilson?

Porca troia, odio Brian Wilson! E sai una cosa? Se nel music business c'è una persona più sopravvalutata di me è quel tizio, ma questi esperimenti sono stati fantastici. Dal momento in cui abbiamo iniziato a registrare Holy Mountain - e ho inventato io il campionamento su cui si basa il riff di flauto - sapevo che stavo facendo la cosa giusta. Lo sapevo e basta. E il mio produttore mi guardava e mi diceva: "Davvero? Ne sei sicuro?". E ho detto: "Amico, questo sarà il primo singolo! Questo è rock 'n' roll!". Non ero preoccupato di andare troppo lontano, non ero in quello stato d'animo. E non me ne fotteva un cazzo. Finché le canzoni sono ottime il resto va da sé. Se c'era l'essenza della canzone, la spingevamo più avanti possibile. E sapevo che Holy Mountain sarebbe stata divisiva una volta uscita: lo sapevo ed è stato così. Quindi non mi ha sorpreso, ma penso semplicemente che ora la mia fiamma arda un po' più forte: sono ad un picco creativo. E la band che ho fondato sei o sette anni fa non è la stessa band di cui faccio parte ora. Ho persone diverse e ho ragazze nella band.

E a bordo hai il tuo vecchio chitarrista con gli Oasis, Gem Archer, fresco di Beady Eye, la defunta band di Liam.

Gem è tornato. Sì. L'ho perdonato per essere passato al lato oscuro per un po' di anni, quindi va tutto bene.

Parlando di perdono, ho appena intervistato Liam per Paste e sotto tutta la spacconeria e le bravate raccontava in modo commovente come gli mancasse far parte di una band con te e che gli mancava semplicemente essere tuo fratello. Sembrava piuttosto sincero.

Be', forse la prossima volta dovrebbe fare un respiro profondo prima di premere il pulsante "manda" sul suo profilo Twitter. Non pensi che tutto quello sia stato a tuo beneficio? Be', io lo so, cazzo. È più a beneficio dei fan degli Oasis, ecco cos'è. Quindi mi dispiace, ma non me la bevo. Non me la bevo, cazzo, e non me ne importa. Ha detto troppo. Quindi spero che stia vivendo il periodo più merdoso della sua cazzo di vita.

Invece tu perché ti senti così in vena di far festa?

Be', sono sempre stato così. Guardo sempre il quadro generale. E vedo sempre il bello in ogni cosa. Be', okay, in realtà non è vero, ma provo sempre a migliorare quanto più è possibile qualcosa. Il mio bicchiere è sempre mezzo pieno. Sempre. L'unica cosa brutta del mondo sono le persone.

Ma non ti capita oggi di sintonizzarti sul telegiornale e di scrollare le spalle?

No. Non guardo il telegiornale. Le notizie sono dannatamente noiose. Quindi se il mondo finirà non voglio saperlo. Non voglio rivedere la fase preparatoria. Se il cielo prenderà fuoco perché un piccolo e grasso idiota nordcoreano lancia in cielo un missile, facciamolo finire, cazzo. Non voglio saperlo. Preferirei fare qualcos'altro.

Quindi non hai opinione sulla Brexit, su Trump, neanche su Jeremy Corbyn? Hai detto che "il 99% delle persone sono stupide come la merda" quando nel Regno Unito hanno votato per la Brexit.

Fanculo Jeremy Corbyn. È un comunista. E Trump è un ... un ... non voglio neanche nominarlo, ma non influenza la mia vita. Be', Donald Trump, forse, dato che la sua visione dell'ambiente è piuttosto spaventosa, cazzo, e quello influenzerà i miei figli. Ma i politici? Sono dei cazzo di idioti. Sono economisti, ecco cosa sono tutti. Dicono un sacco di stronzate e dovrei saperlo, perché ne ho conosciuti un bel po'.

Traduz. italiana di oasisnotizie - Source: pastemagazine.com 

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domenica 19 novembre 2017

Noel Gallagher: "Dave Grohl e i Green Day urlano la rabbia, io un rivoluzionario perché canto la gioia"

Noel Gallagher ha rilasciato alcune dichiarazioni sul suo nuovo disco a Virgin Radio UK (video qui sotto). Qui una traduzione di alcune delle sue parole.

"Direi che è un disco diverso", afferma Noel, "ma dipende da quello che si aspetta la gente. Mentre lo facevo non pensavo fosse poi così diverso, perché l’ho visto evolvere negli anni. Quando ho fatto sentire ad un po’ di persone la versione definitiva sono rimaste in silenzio dopo alcuni brani. Solo allora ho capito quanto fosse bello, ma penso sia una buona cosa".

"Il silenzio è una buona cosa? Se non sei sicuro di quello che stai facendo il silenzio non è una buona cosa, ma io di questo disco sono sicuro al 100%. Farlo sentire alla gente significa che l’ho firmato e ne sono soddisfatto. Non mi importa se questo disco non piace a nessuno, io lo amo".

Poi Noel punzecchia Dave Grohl e i Green Day, asserendo che "il rock ha quasi ucciso il rock 'n' roll". 

"Devo dire che in quest’epoca è molto facile nel gioco di cui faccio parte io, la guitar music o come la vuoi chiamare, scrivere canzoni rabbiose, perché il mondo non è in formissima. Penso che una canzone come Holy Mountain per esempio, che è piena di gioia, oggigiorno sia quasi rivoluzionaria. Perché oggi la musica rock sembra tutta urla riguardo ad una non meglio specificata ingiustizia. Prendi Dave Grohl. Di cosa parla? Di cosa grida? Non grida di nulla. Di cosa grida? E i Green Day di cosa parlano? Il rock ha quasi ucciso il rock 'n' roll. Il mio penso sia un album pop, ma molto upbeat".

oasisnotizie


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sabato 18 novembre 2017

Video - Noel Gallagher sul nuovo album: "Dai fan ho reazioni discordanti e lo prevedevo, ma penso che cambieranno idea"

Intervistato il 15 novembre da Noisey in diretta Facebook, Noel Gallagher ha detto di avere "buone sensazioni sul nuovo album", ma ha ammesso che dopo aver ascoltato i primi brani del nuovo disco i fan hanno avuto "reazioni discordanti". 

"Da quello che posso già raccogliere", dichiara Noel, "le reazioni sono molto discordanti, la gente lo ama o lo odia e la cosa buffa è che la gente che lo odia non l'ha ancora ascoltato, quindi ne ha solo sentito parlare".  

Noel si dice comunque incuriosito dalla prospettiva di vedere la reazione che avrà la gente e fiducioso sul fatto che la gente possa "cambiare idea" sul suo disco Who Built the Moon?, che esce il 24 novembre.

Noel parla anche della sua suonatrice di forbici, Charlotte, e di com'è nata l'idea di farle suonare quello strano strumento. 

GUARDA IL VIDEO SOTTOTITOLATO IN ITALIANO


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domenica 12 novembre 2017

Noel Gallagher si sente libero: "Non sono proprietà dei fan, con questo disco faccio ciò che voglio. Nuovo disco magari tra cinque anni e potrebbe essere peggiore"

Intervista a Noel Gallagher. Traduz. italiana oasisnotizie. 

Source: I-D.vice.com

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Nella band hai una suonatrice di forbici.  Non avresti potuto farlo se avessi fatto parte, per dire, di un quintetto alla moda di Peckham.

Se fossi di Peckham non saresti obbligato ad intellettualizzare la cosa. Saresti alla mercé dell'intellettualizzazione della cosa. Inoltre lei (Charlotte Courbe, la suonatrice di forbici, ndr) è francese ed è eccentrica per non dire altro. Le ho chiesto: "Sai suonare il tamburello?". Ha risposto (Noel fa l'accento francese, ndr): "Non so suonare il tamburello". Le ho chiesto: 'Oh, bene. Lo shaker?'. 'No. So suonare le forbici'. Le ha portate e io guardavo il mio bassista che faceva: "Se non è questa la cosa più grandiosa che tu abbia mai visto, allora dimmi cos'è". Una ragazza francese con un mantello che suona le forbici. Meglio di così non può andare, no?

Who Built the Moon? è l'album più giocoso che tu abbia fatto finora.  È un misto tra psichedelia da pop francese e muro del suono alla Phil Spector.

Sembrava proprio la cosa giusta da fare. Non è qualcosa di premeditato. Quando è uscita Holy Mountain una delle ragazze del mio ufficio ha detto: "Oh, nei confronti del video c'è stata una reazione abbastanza negativa". E io: "Davvero? Allora potremmo farci due risate. Se la gente si arrabbia per questa cosa, da questo momento in poi potremmo farci due risate".

Hai detto che David Holmes, il produttore, ti ha esortato ad uscire dalla tua comfort zone.

David mi ha detto: "Puoi startene seduto lì per il resto della tua vita con la chitarra acustica e fare quello che fai e sei il migliore a fare e nessuno si lamenterà. Perché, però, non provi qualcosa di diverso?". Noi indossiamo ogni giorno gli stessi vestiti? No. Ci vestiamo bene per uscire? Sì. Ti piacciono le feste in costume di gran classe? Le odio dannatamente, ma è una cosa. Quindi perché fare lo stesso cazzo di disco ogni tot anni?  "

Be', c'è ancora un sacco di gente a cui piacciono i tuoi dischi privi di forbici. 

Sì, ma è solo un momento nel tempo, è un solo disco. Come band potremmo ripensare a cinque anni fa e fare: "A cosa cazzo pensavamo?", ma è meglio che ripensare ad un ottimo successo tra cinque anni e dire: "Be', quella era proprio una cosa uguale a quello che facciamo tutte le volte".

Ti faccio un esempio. Un pomeriggio me ne stavo seduto a casa e scrissi Cigarettes & Alcohol dopo aver ascoltato i T. Rex. La portai in sala prove e la risposta fu lo stesso silenzio che ho ricevuto dopo aver fatto sentire alla gente Holy Mountain. Il cantante, in particolare, saltellava sul posto come il cazzo di Michael Palin in Life of Brian dicendo: "Non puoi farlo! La gente riderà di noi! Non posso cantare quella cosa". E io facevo: "Calmati, caro. Andrà bene". Quindi avevo lo stesso spirito di avventura allora, quando a Manchester suonavo Cigarettes & Alcohol a sei persone, alcune tra le persone più ciniche del cazzo di mondo, che facevano: "Quel riff è proprio T. Rex, amico". "Davvero? No, merda, cosa? Quello?". Facevo tipo: "Davvero? Non mi aspettavo che qualcuno lo notase". E ora provo la stessa sensazione.

Hai nominato il cantante. Ti importa ancora di cosa pensi lui del tuo album?

Non me ne fotte un cazzo, finché lo promuove con il suo profilo Twitter. È tipo: io sono qui a fare gli affari miei, tu sei lì a fare gli affari miei. E i due non si dovrebbero mai incontrare. Grazie mille. 

Dai, avrai ascoltato sicuramente il suo album.

Ho sentito Wall of Glass e quell'altra che suona come Adele che canta in un secchio. Ma non ne sono fan, quindi non lo ascolterei. 

La sua voce suona bene.

Sì, ma non aspiriamo al buono, no? Aspiriamo all'ottimo. Non sino sicuro che mi possa fregare di formulare un'opinione su un disco che è stato scritto da un esercito di autori. Non è quello che fa quello degli One Direction? Il piccoletto irlandese con l'acustica? Almeno lui ha la decenza di suonare la chitarra. Non ne sono un fan. Non ho nulla da dire a riguardo. 

Neanche come fratello?
Noel con Fabrizio Quarna e Fabrizio Lavoro di Radio DeeJay

No. Penso che all'inizio, da questa parte della staccionata, c'era molta buona volontà, come a dirgli: "Sì, amico, spero dannatamente che funzioni. Sarebbe ora". Ora, però, è svanito tutto perché si è andati sul personale. Quindi è tipo: fanculo quello che fa. Finché continua a promuovere il mio disco è un bravo ragazzo.

Con questo nuovo album ti sei dimostrato capace di creare un disco che persegue delle idee  in passato solo abbozzate.

Oggi chiunque imbracci una chitarra è quasi obbligato a scrivere canzoni sulle notizie del giorno. Guarda, ora so cosa sto facendo. Non mi va di andare sul palco e suonare in un'arena in compagnia di una ragazza con un mantello che suona le forbici a meno che non sia fantastico. Non sono un cazzo di idiota. 

Il disco resisterà alla prova del tempo. Non ho dubbi a riguardo. L'ho ascoltato abbastanza, so cos'è. È un disco fantastico. Ed è un grande disco rock and roll e ti dico io perché. Vado in giro per il mondo e faccio molte interviste e il termine rock and roll è sbandierato di solito circa 40 volte alla settimana. E ho notato che molta gente ha un'idea piuttosto bizzarra di cosa sia il rock and roll. Di solito è la giacca di pelle e gli occhiali da sole e l'alcol e le sigarette e tutto quello. Per me è libertà di fare lo stracazzo che si vuole. Non sono proprietà di nessuno. Non sono proprietà dei capricci dei fan o del saldo bancario di una casa discografica. Faccio quello che voglio quando voglio. E vivo e muoio in base alle conseguenze di questo. È solo un disco, amico. Ne farò un'altro tra cinque anni. Quell'altro potrebbe essere peggiore.

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mercoledì 1 novembre 2017

Video: Noel Gallagher esegue un nuovo brano a Later with Jools Holland sulla BBC

Noel Gallagher è tornato ieri con i suoi High Flying Birds a Later with Jools Holland, il programma della BBC, e ha eseguito due brani tratti dal nuovo album, Holy Mountain, già sentita alcune settimane fa, e She Taught Me How to Fly, che Noel ha cantato per la prima volta in pubblico. 

Nella band di Noel ieri figurava anche la donna che suona il flauto nel video di Holy Mountain, che qui suona ... un paio di forbici.

Who Built The Moon?, terzo album da solista di Noel, esce il 24 novembre. 

Ecco i video dell'esibizione.



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domenica 22 ottobre 2017

Liam Gallagher a cuore aperto: "Noel? Nuovo singolo noioso, non rischia. L'odio per Be Here Now? Pecore che danno retta a Noel"

Liam Gallagher parla del suo nuovo disco, confessa di amare le interviste e sottolinea con orgoglio la volontà di rispondere a tutte le domande che gli vengono poste, senza paletti.
Sul nuovo singolo del fratello, Holy Mountain, dice: "Non fa per me. Musicalmente la trovo una canzone fastidiosa e non è troppo rischiosa". A proposito delle recensioni negative ricevute negli anni da Be Here Now, terzo disco degli Oasis, afferma: "Se Noel avesse detto che quel disco è la migliore cosa di tutti i tempi sono sicuro che avrebbe avuto una cazzo di accoglienza diversa. Il motivo per cui a lui non piaceva è che gli ricorda un periodo non proprio bello con la sua ex moglie. E molte pecore gli danno retta".

LEGGI L'INTERVISTA A VULTURE

Source: Vulture.com - traduzione italiana di oasisnotizie - 17 ottobre 2017

Nella prima settimana dopo la sua uscita il tuo nuovo album nel Regno Unito ha venduto più di tutti gli album della top 10 messi insieme. Congratulazioni.

Grazie. Lasciami dire che non è stato poi così difficile però, no? C'è molta merda qui. Niente di cui andare fieri. Che cazzo ti aspettavi? Ma è bello che stia andando bene. Ancor di più per il fatto che la gente sta apprezzando le canzoni, non solo perché è al primo posto. Ora che l'album è uscito, quando faremo il tour si spera che la gente conoscerà i testi e potremo fare una gran bella festa.

Ti piace ancora andare in tour?

Sì, amico. Non vedo l'ora. Abbiamo un paio di settimane libere ora per recuperare e poi cominceremo ad andare in giro. Ma avevo bisogno di una pausa. Ho 45 anni e se non mi prendo un paio di giorni di pausa tra un concerto e l'altro la mia voce semplicemente muore, cazzo, amico.

La tua voce suona forte come non mai nel tuo album. Cosa hai fatto per prendertene cura?

In studio sono sempre andato bene, ma non sto facendo nulla (per la voce, ndr). Mi piacerebbe potermi sedere lì e fare: "Me ne sto prendendo cura" e tutto quello, ma sai che c'è? In realtà non è così. Dovrei prendermene cura molto di più. 

Hai notato delle differenze nel suono o nell'estensione della tua voce man mano che l'età avanza?

Dio solo lo sa. Mi piace il suono che oggi ha la mia voce. Mi piaceva anche anni fa, anche se in alcuni pezzi di Definitely Maybe sembra che io abbia inalato elio. Vivo con la mia voce 24 ore su 24, 7 giorni su 7, quindi a me sembra sostanzialmente la stessa. Ma mi piace il suo suono. È bello.

Hai scritto As You Were in collaborazione con Greg Kurstin e Andrew Wyatt. Com'è scrivere canzoni insieme a te?

Ho scritto io le prime due canzoni, Bold e When I'm in Need, e poi la casa discografica mi ha chiesto: "Senti, ne hai altre?". E ho detto di no. E mi hanno chiesto: "Saresti disponibile a collaborare alla scrittura con altre persone?". E ho risposto: "Sì, facciamolo, cazzo, perché penso che abbiamo bisogno di più di due canzoni sul disco".

Non avevo mai sentito parlare di Greg. Ovviamente aveva fatto l'album di Adele e aveva lavorato con Beck, ma non l'avevo mai incontrato. Quindi andiamo in studio, lui è con Andrew, e io non avevo sentito parlare neanche di lui. Mi hanno fatto sentire il primo riff di Wall of Glass. Non per vantarmi, ma avevano probabilmente sentito parlare degli Oasis, quindi sapevano che tipo di roba mi piace. E mi hanno chiesto: "Cosa ne pensi?". E io: "Cazzo, è perfetta. Andiamo!". Così ci siamo fiondati direttamente in questa cosa e l'abbiamo scritta e registrata il primo giorno. Eravamo proprio in sintonia. Non siamo stati lì ad oziare.
Non avevamo molto tempo per rimuginare sulla musica o sulle parole. Siamo andati lì, sembrava giusta e abbiamo spaccato, ed è così che piace lavorare a me. Quando hai troppo tempo a disposizione comincia a pensarci troppo su e prima di rendertene conto cominci a succhiare via vita dalla musica. 

Bene, a proposito di un argomento simile: il terzo album degli Oasis, Be Here Now, ha compiuto 20 anni ad agosto. L'ho sempre amato e inizialmente ricevette recensioni positive, ma negli anni ha acquisito una reputazione negativa. Quale pensi che sia il motivo?

Personalmente sono con te. Non voglio tirare in ballo la gente, ma ci sono molte pecore in giro, no? E se il grande (Noel Gallagher, ndr) dice: "Oh, cazzo, le cose stanno così e colì" molta gente che non usa la propria testa dice: "Sì, concordo". Se Noel avesse detto che è la migliore cosa di tutti i tempi sono sicuro che avrebbe avuto una cazzo di accoglienza diversa. Il motivo per cui a lui non piaceva è che gli ricorda un periodo non proprio bello con la sua ex moglie. E ci sta. È un suo diritto. Io, però, me la sono spassata quando ho fatto quel disco. Penso che lì ci siano delle canzoni fantastiche. Penso di aver cantato molto bene ed è stato un bel periodo per essere vivi. Alcune delle canzoni si sono dilungate un po' troppo e sono state un po' sovraprodotte, ma questo è quello che succede, amico, se pensi di essere tu il produttore. All'epoca il nostro ragazzo (Noel, ndr) armeggiava sempre con i brani. Pensi: scrivi le canzoni, suona la chitarra e chiudi quella cazzo di bocca! Mi piace quell'album, perché è quello che ho fatto io: ho cantato le canzoni, me la sono spassata e sono andato al pub.

Per te questo è stato un bel tour promozionale. 

Sì. Sono bravissimo in questo, senza dubbio, e amo rilasciare interviste. Se qualcuno ha qualcosa da dire e ti fa delle domande penso che dovresti dargli la tua risposta sincera. Altrimenti ti stai solo prendendo in giro, no? Non sono una di quelle persone che vanno in una stanza e fanno: "Non chiedermi di questo, non chiedermi di quello". Sta a me scegliere se rispondere o meno, capisci cosa intendo? Chiedimi ciò che vuoi.

È incredibile quanto tu sia diventato assennato nelle tue recenti interviste. NME ti ha chiesto del Brexit e all'improvviso sei diventato la "voce della ragione sul Brexit". E la cosa che colpisce ancora di più è che hai fatto sembrare che sia Noel colui che non collabora alla reunion degli Oasis. In questo momento sembri il fratello Gallagher più ragionevole.

Be', se è questo il caso ora sono nei casini, cazzo. Come faccio a mantenere questa cosa per un anno e mezzo?

Ti ha mai dato fastidio che Noel fosse considerato il più equilibrato dei due?

In realtà no, perché lui lavora duro per essere noioso (dice "beige", ndr), quindi non vorrei andare a prendergli la corona e robe così. Noel è un tizio molto astuto e sicuramente sa come 'lavorare' la stampa, mentre a me non fotte un cazzo e semplicemente faccio quello che faccio e se tu ne scrivi, ne scrivi. Io sono qui per cantare canzoni meglio che posso e divertirmi più che posso, e fare il meno possibile nella vita, perché è questo il mio motto. Capisci cosa intendo?

Certo.

E non c'è nessuno al mondo che sia il mio capo, che sia Dio o il governo. Sono qui semplicemente per fare le cose con calma e passarmela bene. Quindi se lui è equilibrato buon per lui. Io ero piuttosto felice del mio ruolo nella band.

Cosa pensi del nuovo singolo di Noel, Holy Mountain?

Ovviamente sai cosa sto per dire, ma non fa per me. Musicalmente la trovo un po' fastidiosa. Penso che sia fatta di troppe note e semplicemente non è molto rischiosa. Non fa per me.

Sul tuo nuovo disco ci sono testi che sembrano parlare di tuo fratello. In For What It's Worth canti: "Lasciamoci il passato alle spalle con tutti i nostri dolori / Costruirò un ponte tra di noi e ingoierò il mio orgoglio". È un messaggio per Noel?

No, non direi che parla di Noel. Parla dei miei figli più che altro. Ho deluso i miei figli molto più di quanto ho deluso Noel. Non ho nulla di cui scusarmi con Noel Gallagher, quindi di certo non parla di lui.

Un paio di weekend fa hai cantato Come Together dei Beatles con i Foo Fighters a San Bernardino e hai usato un foglio per leggere il testo. Davvero non conosci le parole di quella canzone?

Pensavo che avremmo fatto I Am the Walrus, ma sono arrivato lì e c'era Come Together, quindi ho fatto: "Chi? Cosa? Perché?". E poi avevo anche bevuto molto. Non sono uno che sale sul palco e fa canzoni senza prima aver fatto una prova come si deve. Specialmente ora con i social media, dato che queste cose vanno in giro per un po'. Così ho pensato: "Sai che c'è? Fanculo 'sta cosa". E sono saltato sul pubblico. Quindi sì, mi sono dimenticato le parole. Ma ricordo a malapena i miei testi, figurarsi la cazzo di I Am the Walrus mischiata a Come Together. 

Sei felice che negli anni '90 non ci fossero social media?

Sì, molto. Detto questo, però, c'erano molte belle esibizioni e molte belle bravate rock and roll che eri giustificato a mostrare di fronte alle telecamere. Perché ci sono molte cose che non ti ricordi al giorno d'oggi. La gente chiede: "Oh, ricordi quel periodo?". No. Quindi sì, i social media hanno i loro pro e i loro contro.

Di recente hai attribuito la colpa della morte del rock and roll al fatto che gli artisti oggi devono prepararsi il tè da soli. Ma qual è la seconda ragione più importante per la quale il rock oggi è meno importante? È così perché oggi nessuno compra gli album? Perché gli artisti fanno interviste noiose?

Be', la gente i dischi li compra, no? Perché il mio è al primo posto in Inghilterra. Tutti fanno: "Porca troia, la guitar music e il rock and roll sono finiti". Io li ho appena smentiti, in Inghilterra almeno. Ho appena venduto più di tutti quelli della top 10 messi insieme, quindi la prova è la pagnotta nel forno: se è fatto come si deve, dall'artista giusto, il rock and roll è figo.
Ma la ragione per cui il rock and roll ha fatto schifo negli ultimi due anni è che la gente che finge di farlo non è rock and roll. Trascorre troppo cazzo di tempo nel lato business, facendo: "Quante cazzo di unità abbiamo spostato e quanti studi attivi abbiamo e quanti questi e quelli?". Farebbero meglio a trascorrere più tempo in studio a scrivere una buona cazzo di canzone, amico, invece di preoccuparsi di quanti download hanno. Quindi penso sia quello il problema.
E, quanto alle interviste, in giro ci sono molte persone che non hanno un cazzo da dire, ma rubano lo stipendio con questa cosa del rock and roll. Sanno che se dicono qualcosa di troppo vero non passeranno le loro canzoni alla radio e fanno: "Oh, la mammina potrebbe farci una tiratina d'orecchi". Quindi si tengono le loro parole per sé. Ma li ho visti in giro. Hanno molto da dire quando sono fuori alle feste a sniffare strisce di cocaina, ma appena li metti di fronte ad un microfono si cagano addosso. Ci sono molti falsi in giro.

Ci sono altri artisti rock che ti piacciono?

No, solo io.

Source: Vulture.com - traduzione italiana di oasisnotizie - 17 ottobre 2017

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