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venerdì 24 novembre 2017

Video e traduzione - Noel Gallagher racconta tutto sul nuovo disco: "Ecco come ho lavorato con Holmes. Sono al top, non posso più migliorare. Sono bello e eccezionale"

Noel Gallagher ha concesso a Londra una bella e ricca intervista di 28 minuti a Sony Music Japan, che vi proponiamo nel video qui sotto, con la nostra trascrizione/traduzione in italiano. 

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"Quattro o tre anni fa, forse tre anni fa ... Ricordo quando feci il mio promo giapponese per il mio ultimo disco, Chasing Yesterday, già allora lavoravo a questo mio disco. Ero a metà del lavoro per il mio disco precedente quando ho incontrato David Holmes e abbiamo iniziato a collaborare allora, tra un tour e l'altro". 

"Quando ho iniziato Chasing Yesterday ho fatto dei demo di tutti i brani e volevo che un produttore venisse ad aiutarmi ad ultimarli. Sono andato da David Holmes, gli ho fatto sentire i pezzi e lui mi ha detto: 'Suonano già ultimati, quindi perché non li ultimi da te?'. E io: 'Be', ma voglio proprio lavorare con te'. E lui: 'Allora perché non facciamo proprio un nuovo disco?'. E io: 'OK'. Così sono tornato a lavorare un po' a Chasing Yesterday e poi mi sono preso una pausa di qualche settimana. Poi gli ho chiesto: 'Cosa faremo allora?'. Lui mi ha detto: 'Se vieni a casa mia a Belfast'. E io: 'Ma non ho altre canzoni'. Mi ha detto: 'Non ti servono altre canzoni. Vieni semplicemente a casa mia, porta la chitarra e una borsa di effetti a pedale e ci lavoreremo su, ci arriveremo'. Io pensavo: 'Uh! Non mi convince', perché io non lavoro proprio in quel modo".

"La prima sera che sono andato lì abbiamo parlato di musica e abbiamo ascoltato alcuni dischi. Lui mi chiedeva: 'Cosa pensi di questo e cosa pensi di quello?'. E io dicevo: 'È fantastico, mi piace'. Mi diceva: 'Dovresti fare musica come questa'. E io: 'Fantastico!'. Così l'indomani sono tornato lì e lui aveva preparato dei piccoli loop di vari dischi che avevamo ascoltato la sera precedente. Abbiamo iniziato a improvvisare con la chitarra, a mettere su delle basi. Poi sono andato in tour e ho scritto dei testi. Poi sono tornato, sei mesi dopo, e ho registrato un po' di parte cantata. Lui ha fatto un po' di lavoro mentre io ero via ed è nato proprio da lì".

"Non avevo proprio idea di cosa stesse succedendo, proprio fino al momento in cui è stato ultimato. L'ho sentito e ho pensato: 'È incredibile', perché ogni volta che mi ero trovato in studio avevo una canzone che avevo scritto sei mesi prima e sapevo come volevo suonare e di cosa si trattasse. Avevo una visione e uno scopo, poi a volte ci arrivi, altre no. Con questo album non sapevo cosa stesse succedendo, perché scrivevo della musica o dei testi, poi li riprendevamo sei mesi dopo e David ci aveva lavorato un po' su e suonavano completamente diversi. E io mi grattavo il capo pensando: 'Che sound avrà questo disco?'. Ma in quel contesto la maggior parte delle mie canzoni tendono comunque a parlare delle verità universali di amore, felicità, tristezza, gioia, malinconia, relazioni, dell'invecchiamento e dell'essere giovani. Quindi comunque io tendevo a scrivere canzoni così".

"Su questo disco ci sono, però, un paio di cose un po' più oscure e ciniche. C'è un pezzo che si chiama Be Careful What You Wish For che è fatto solo di due note sulla chitarra. David lo ha amato e ha detto: 'Dovremmo insistere su questo'. E io: 'Non mi ispira proprio a scrivere qualcosa'. E lui ha detto: 'Scrivi proprio come faceva Bob Dylan: scrivi, scrivi e scrivi'. E così ho scritto un sacco di versi, centinaia e centinaia di versi e ne abbiamo preso i migliori. Lui era molto bravo a dirmi di scrivere qualcosa - che io avrei cantato - e a fare: 'Sì, è bello, però, ma te l'ho già visto fare un migliaio di volte. Quindi prova qualcosa di diverso'. E per molto tempo mentre facevo il disco non sapevo cosa volesse dire 'diverso'. Pensavo: 'Questo è ciò che ho fatto per tutta la mia vita, non so proprio di cosa stia parlando'. E poi ad un certo punto è proprio scoccata la scintilla. Non lo so, tutto è venuto al pettine, una cosa dopo l'altra. Non so bene quale sia stata la canzone che abbia impresso la svolta, ma penso che dovessi abituarmi al modo in cui lavorava lui, invece che fargli capire cosa faccio. Sono stato più io ad andare da lui, dal modo in cui lavorava lui, se capisci cosa intendo".

"Dato che avevo comunque già fatto un disco, non avevo niente da perdere, avendo già fatto questo altro disco con cui stavo per andare in tour. Così pensavo: 'Be', se non funziona fanculo! Non me ne importa' ...".

"Produttori diversi lavorano in modo diverso. Ho avuto produttori che ti dicevano: 'Portami le canzoni'. E poi facevi loro sentire le canzoni e si lavorava su quelle. David non voleva proprio musica e voleva lavorarci insieme, quindi anche se tutte le canzoni le ho scritte io è stata più una collaborazione di stili. Non saprei in che termini dirlo. Penso che stilisticamente lui mi abbia suggerito un punto di partenza, magari era un loop di batteria che non mi era mai venuto in mente. E mi diceva: 'Bene, questa sarà la canzone'. E io dicevo: 'Bene, OK'. In tal senso ho imparato molto, perché non ho mai pensato che sarei stato in grado di farlo, andare in studio senza musica, sedersi lì e crearlo sul posto. È stato molto liberatorio e sono proprio felice di averlo fatto, perché ora non avrei alcuna paura di farlo, per niente".

"In mezzo a tutto questo, per arrivare ad avere nove brani per l'album abbiamo dovuto registrare cinquanta pezzi musicali. Quindi devi essere disposto a pensare che di ogni cosa che fai userai soltanto una piccolissima percentuale. Su molte cose lavoravamo per ore e poi entrambi facevamo: 'Nah' e passavamo a qualcos'altro. A casa ho CD con su ore di strimpellate, improvvisazioni e cazzeggio. Te la spiego così: per questo album se registravamo tanto di musica, ne prendevamo solo questa parte (indica con le mani, ndr)".

"Di David Holmes sono fan, mi sono piaciuti tutti i suoi dischi. Sai, è un grande DJ. Non l'avevo mai incontrato, ma avevo i suoi dischi. Facevo un concerto all'Isola di Man con i Primal Scream e lui era con loro. Erano nel mio camerino, stavamo bevendo un drink e lui si è presentato. E io: 'Wow, Dio! Porca troia! David Holmes!'. Sapevo molto della sua musica e quando ero in tour con Chasing Yesterday ho pensato: 'È figo, amico. Forse potrebbe lavorare su parte di questo disco e provare qualcosa di diverso'. E ovviamente da quello è nato questo disco".

"Nessun dramma. Ci è voluto molto tempo, molto tempo per farlo, ma ci siamo detti piuttosto presto: 'Non pubblicheremo nulla di cui io e te non saremo completamente soddisfatti'. Di fronte a qualcosa che David reputava fottutamente incredibile io facevo: 'Mmm'. Diceva: 'Sei pazzo, cazzo. Queste canzoni sono incredibili' e io: 'Non lo so'. Così non sono mai state ultimate. Penso che abbiamo stretto un patto molto presto e vi siamo rimasti fedeli".

"Sull'album c'è un pezzo che si chiama The Man Who Built the Moon. Per quel brano ho scritto sette ritornelli. Il primo che ho scritto era incredibile e lui ha fatto: 'Mmm, provane un altro'. Così ne ho scritto un altro e poi un altro ed erano tutti incredibili e miglioravano costantemente sino a che sono arrivato all'ottavo e lui mi ha fato: 'Ci siamo!'. Ho pensato: 'Ha ragione' ...".

"Io ho 50 anni ed è bene avere qualcuno che man mano che invecchi ti faccia: 'Prova qualcosa di diverso', perché ricadi nelle cose che fai sempre e forse non hai la pazienza o il tempo o l'energia per provare cose diverse. Quindi in quel senso è stata una decisione ispirata quella di collaborare con lui, perché ... Quando la gente sentirà il disco rimarrà a bocca aperta, cazzo, perché a tratti non suona manco come una cosa mia, ma se poi ci pensi suona proprio come una cosa mia, capisci? Sto vivendo proprio un momento fantastico, penso".

"Per ogni singolo disco che ho fatto, in tutta la mia vita, ho sempre suonato la chitarra acustica, su ogni singolo brano. Su questo disco non c'è chitarra acustica. Pens oche ci sia su un brano e la suona Johnny Marr, io non l'ho suonata per niente. E David ha potuto fare qualsiasi cosa volesse. Io lavoro solo da mezzogiorno alle 6 del pomeriggio e poi vado a casa, quindi per tutti i miei dischi lo studio chiude alle 6 e tutti vanno a casa. David rimaneva sino alle 4 del mattino, provando cose diverse al computer. Quando ritornavo l'indomani mi faceva: 'Wow, dai un'occhiata a questo! Cosa ne pensi di questo?'. E certi giorni entravi lì e facevi: 'No, non mi piace' e poi dovevi ricominciare, ma il più dei giorni entravo ed esclamavo: 'Wow, è incredibile!'. E quello mi faceva pensare che la roba che avevo scritto oggi non avrebbe funzionato e che sarei dovuto tornare indietro a scrivere qualcos'altro. Quindi era in continua evoluzione e saliva di livello canzone dopo canzone".

"Non ci siamo mai concentrati su una sola canzone. Lavoravamo su cinque canzoni al giorno ogni giorno. C'era un vento di creatività ed è stato incredibile. Penso che questo sia il primo disco, da molto tempo a questa parte, in cui suono io tutte le chitarre. A parte un brano, in cui suona la chitarra Johnny Marr, tutte le chitarre che senti le suono io. Di solito per i mei primi due album da solista la chitarra la suonava un amico o chiunque fosse nella band all'epoca, ma per questo le chitarre le ho suonate tutte io. Perché lui ingaggiava dei musicisti di sessione e quando chiedevo: 'Chi suonerà la chitarra?'. E lui. 'La suoni tu la cazzo di chitarra, sei un chitarrista!'. E io: 'OK!' ...".

"Cosa voglio dire con Who Built the Moon? Potrei intendere, ma non ti dico cosa significhi, 'chi ha costruito la luna?', ma la luna potrebbe anche essere una nave chiamata Luna e l'uomo che ha costruito la Luna potrebbe essere un costruttore di navi. Quindi fai un po' tu. Io so cosa significa ma non te lo dico".

"Chi ha collaborato con me? Paul Weller, Johnny Marr, un tizio che suona il basso che non avevo mai incontrato prima. Non l'avevo neanche incontrato, cazzo! Facevamo un brano, lo mandavamo a lui, che vive a Los Angeles, durante la notte. Andavamo a letto, ci svegliavamo l'indomani e ce lo mandava via Internet, ci mandava un giro di basso incredibile. Si chiama Jason Folkner, è un cazzo di genio. Non gli ho ancora stretto la mano e suona il basso su tutto il mio disco. Lui suona il basso, Jeremy Stacey, il mio ex batterista, suona un po' di batteria, poi ci sono delle coriste incredibili. Non ricordo tutti i loro nomi, ci sono così tanti musicisti sul disco, ce ne saranno forse 30 o 40. È costato un sacco di soldi cazzo, ma suona bene".

"L'ho registrato un po' a Belfast, un po' in un posto chiamato The Pool, a Londra, non lontano da qui. Si tratta di una vecchia piscina convertita in uno studio di registrazione. Poi un po' l'ho registrato in un posto di nome Hoxo, lo studio che apparteneva ad Edwyn Collins, e poi un po' in un posto di nome Strangeways, dove ho fatto

"La prima canzone è venuta alla luce l'ultimissimo giorno. Non doveva neanche entrare nel disco, era solo un'idea che avevamo e che non andava da nessuna parte. E poi l'ultimo giorno ... David conosceva questa ragazza francese, Audrey Gbaguidi, originaria dell'Africa, del Gabon o non ricordo, cazzo, di dove. Una ragazza bellissima ... e David l'ha ingaggiata per fare una sessione. Io dicevo a David: 'Cosa farà?'. E lui: 'Non lo so'. E io: 'Su che pezzo canterà?'. David mi ha risposto: 'Canterà sulla traccia di apertura, Fort Knox, e su un altro brano, Be Careful What You Wish For. Lei era in una stanza, noi in un'altra e ha iniziato a cantare. Non parole, roba eterea. E io ho fatto: 'Cazzo!'. Era incredibile. Ci siamo guardati e abbiamo esclamato: 'Oh wow!'. Era incredibile".

"Poi la parte in francese contenuta in It's Beautiful World è di Charlotte (Marionneau). C'era un'intera sezione e discutevamo su quale dovesse essere. Abbiamo pensato: 'Perché non inseriamo una parte parlata?'. Abbiamo tenuto viva quell'idea per un po' e io ho pensato che sarebbe dovuta essere in francese, non so perché. Semplicemente sembrava una buona idea. Abbiamo mandato il brano a questa ragazza, Charlotte, lei è venuta e l'ha registrata. E abbiamo fatto: 'Cazzo!'. Abbiamo letto in inglese quello che avrebbe dovuto dire e abbiamo esclamato: 'Wow!'. È veramente incredibile e toccante". 

"Tutte le persone che hanno suonato per il disco, tutte le ragazze che hanno fatto i cori, tutti tizi che hanno suonato le percussioni, la sezione di fiati e i bassisti erano tutti musicisti dannatamente eccezionali. E non abbiamo dato loro alcuna indicazione. Era: 'Questa è la canzone, suonaci su qualcosa'. E tutto quello che hanno suonato è stato stupefacente. Ho chiamato Johnny Marr, mio amico, a suonare per una canzone e mi ha chiesto: 'Su che brano vuoi che io suoni?'. E io: 'Non lo so'. Tira fuori l'armonica a bocca e la suona. Ho pensato: 'Wow, incredibile! Un vero privilegio stare vicino a tutte queste persone creative e averle fatte lavorare per la mia musica è incredibile' ...".



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"Come ho detto all'inizio dell'intervista, dato che le mie canzoni trattano sostanzialmente le verità universali, le notizie del giorno non hanno impatto su quello che faccio io. Mi intristisce dannatamente vedere attacchi terroristici a Parigi e a Manchester e la Corea del Nord che lancia cazzo di missili sul Giappone, ma non vorrei scrivere canzoni su questo. Altre persone lo fanno ed è fantastico, ma non è proprio quello che faccio io".
"Se non altro, per come è messo il mondo al momento con il terrorismo e l'odio, penso sia davvero importante immettere più musica nel mondo e che quella musica contenga un certo tipo di gioia. E penso che la cosa più difficile per un cantautore sia scrivere qualcosa di gioioso. E penso che se scrivi canzoni gioioise sfidi il mondo. La gente ora scrive canzoni - almeno la mia impressione è questa - su perdita, dolore e oscurità e rabbia. Essere un cantautore che scrive canzoni di gioia è una cazzo di sfida a tutta la merda e l'odio. Se puoi ancora dire: 'È un mondo bellissimo, sai. E che cazzo!'. Penso sia un messaggio di sfida". 

"Holy Mountain è stata prima canzone che abbiamo composto per l'album. E appena ho sentito il riff di flauto sapevo che sarebbe stata il primo singolo. Penso onestamente che sia una delle cose migliori che io abbia scritto. È la più semplice canzone che contiene la maggior quantità di gioia che io abbia mai composto. E, sai, parla della bellezza delle donne e di quanto siano meravigliose le donne. Sì, quando incontri quelle donne bellissime. Io ho incontrato la mia, ma ne scrivo ancora. Ho circa 100 canzoni che parlano dell'incontro con quella cazzo di donna, mia moglie. Posso dirti che è stata una gioia lavorarci su. Ci è voluto molto tempo per scriverla e per farlo bene, ma senza dubbio dico: che canzone! Canzone micidiale, incredibile!".

"Tutte le grandi canzoni hanno due significati, ma non ne vuoi più di tre, altrimenti con tre o quattro diventa confusionaria. Viviamo in un mondo pieno di paradossi. Il pianeta è bellissimo, cazzo! Gli oceani sono incredibili, gli animali sono incredibili. Cazzo, le donne sono bellissime, la musica è grandiosa, ma abbiamo l'Isis, porci come l'Isis e cazzo di ... idioti come Donald Trump. Quindi il mondo è molto contraddittorio, capisci? Penso che sia questo quello che ho provato a sintetizzare nella canzone Holy Mountain. Penso comunque che fosse quello ciò che cercavo di fare".  

"Cosa penso di Don't Look Back in Anger come inno di pace? Sono senza parole, ma è una cosa intrisa di tristezza, perché avrei preferito che quella canzone non diventasse ciò che è. Se l'attentato terroristico non fosse successo, sarebbe ancora quello che era. Ora è divenuta questa canzone di dolore, tristezza e ribellione. E tutti noi avremmo preferito che quella cosa non succedesse per niente. Ero seduto a casa a vedere il telegiornale un giorno nel periodo dell'attentato terroristico a Manchester. Quando (durante la veglia per le vittime) quella ragazza ha iniziato a cantare la canzone e la folla l'ha seguita io guardavo la TV ed è una delle cose più belle hce abbia visto. Se prima sapevo che la musica riunisce davvero la gente, allora so ancora di più che quella canzone in quel momento ha legato tutte le persone, che spontaneamente ... È incredibile comunque che tutti ne conosano il testo, tutti quegli sconosciuti. È stato incredibile che tutti si siano calati nel momento, con quella ragazza che cantava la canzone, per quello che significa ... Cosa significa? È una cosa stupefacente, non saprei come riassumerla, non so dirtelo".

"Penso che, per quanto riguarda il punto in cui mi trovo ora, questo album significhi questo: penso che sono giunto ad un picco. Se saprò scrivere un album migliore di questo sarà un successo, cazzo. Perché ora penso di essere talmente bravo che dovrò ritirarmi. Non si può diventare migliori di così. Sono talmente bello ora, mi sento così bene che non so davvero cosa fare dopo questo. Non lo so". 


"Che altro potrei fare? È noioso essere così eccezionali. Ogni giorno mi alzo dal letto e rimango scioccato da quanto sono bravo. Faccio colazione con mia moglie e mi chiede: 'Cos'è che non va?'. E io dico: 'Non riesco a credere a quanto sia eccezionale' ...".

"La mia band in tour sarà composta da dieci persone. Non ho ancora iniziato le prove per il tour, quindi non so che aspetto avrà, ma suonerò forse sei canzoni del nuovo disco e poi probabilmente tutti i singoli degli altri dischi. E forse stavolta proverò a suonare alcune canzoni degli Oasis meno note, canzoni che non ho mai suonato prima". 


"A parte quello non lo so. Spero solo che sia bello come l'ultimo tour, perché mi godo sempre il mio soggiorno in Giappone. È molto stancante per via del jetlag e tutte quelle cose, ma non vedo davvero l'ora di andarci e non saprei dirti perché, dato che ci vuole un gran bel pezzo di strada, cazzo, per arrivarci ed è una rottura di coglioni essere seguiti da un sacco di persone e firmare autografi per sempre. Detto tutto questo, però, è uno dei posti del mondo in cui preferisco andare, perché posso trovare vestiti che mi calzano bene, perché guarda quanto cazzo sono magro! È incredibile. Ogni volta chiedo: 'Avete la taglia extra small?'. 'No!'. 'Oh, porca troia! Avete quelle scarpe in taglia 6?'. 'No'!'. Perché l'Europa è piena di gente grassa. È vero, è pieno di ciccioni! E stanno conquistando il mondo. E non riesco a trovare vestiti che mi si adattino. In Giappone ci sono jeans, un sacco di jeans, cazzo! Se qualcuno è in ascolto: bacino 39, gamba 32, qualsiasi colore e lasciate gli occhielli, preferibilmente. Niente Wrangler. I jeans Edwin vanno bene. Quindi attendo con ansia lo shopping e il cibo. Amo il cibo giapponese".

Traduz. di oasisnotizie



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mercoledì 22 novembre 2017

Noel Gallagher: "Liam era un grande cantante. Io rialzo le tonalità che con lui dovevamo abbassare, la mia voce è migliorata"

In una recente intervista a Vulture, Noel  Gallagher ha parlato della sua estensione vocale e di quella del fratello Liam. Ecco quanto ha dichiarato l'ex Oasis.

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La tua voce suona migliore che mai su questo disco. Hai notato che è cambiata invecchiando? 

Sì, anche Paul Weller dice che la sua voce sta migliorando. Di recente ho smesso di fumare. Questo potrebbe avere qualcosa a che fare con quello che dici, ma penso che la mia voce sia migliorata. Sono più espressivo e suppongo che più album da solista fai più migliori.

La tua estensione vocale è cambiata? Ci sono canzoni degli Oasis che non puoi più cantare?

No. Le canzoni degli Oasis le portavamo in studio, avevano una tonalità e le cantavo, poi dovevamo abbassarle di tonalità per Liam. Quindi quando le canto le rialzo. Ho un'estensione vocale migliore, ma penso sia tutto soggettivo. Liam era un grande cantante. Bob Dylan è un grande cantante. Dicono che Adele è una grande cantante, giusto? Io la sua voce non la sopporto, cazzo! Dicono che Bob Dylan non sa cantare, ma io amo Bob Dylan, quindi non chiedetemelo, cazzo!

Source: Vulture 

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venerdì 29 luglio 2016

Noel Gallagher: "Ecco i miei libri preferiti e i miei eroi musicali. Mia madre un'eroina: provate voi a crescere Liam!"

Intervistato negli USA dalla rivista Rolling Stone (audio alla fine del post, l'intervista risale a maggio ma è stata diffusa l'11 luglio), Noel Gallagher ha parlato di ciò che lo caratterizza come persona originaria di Manchester, delle sue città preferite, dei suoi eroi musicali, delle sue regole di vita, dei fan che gli chiedono i selfie, dei suoi libri preferiti, della reunion degli Oasis e di molto altro. 

Ecco una nostra traduzione - la terza - delle sue parole. In questa parte dell'intervista Noel parla dei suoi libri preferiti, della musica che lo commuove, delle band meno note che apprezza e dei suoi eroi musicali.

PARTE 3

Qual è il tuo libro preferito?

Noel al promo West Fest di Columbus il 15 luglio 2016
I romanzi non fanno per me, ma un romanzo che ho letto dall'inizio alla fine e ho pensato fosse fantastico è On the Road (noto in Italia come Sulla strada, ndr) di Jack Kerouac.

E so che questo mi fa sembrare un intellettuale adesso, perché non lo sono per un cazzo. Lo lessi perché all'epoca ero molto preso da Bob Dylan e lessi un'intervista in cui parlava di questo libro.

Quando lo presi riuscii a capire da dove venisse la connessione tra Dylan. È una storia incredibile. Non direi che è il mio libro preferito, ho letto molte autobiografie. Come ho detto non sono un avido lettore, capisci? Io leggo cose "fattuali", i romanzi non mi interessano proprio, ma On the Road è fantastico per lo stile di scrittura.

Sembra quasi di sentire quel blues hipster di Subterranean Homesick Blues di Bob Dylan, come velocità e ritmo di scrittura.

E se pensiamo che risale al 1957, era proprio avanti.

È fottutamente incredibile. E mi ha fatto capire perché San Francisco era così predestinata. Qualcuno fa: 'Perché sono tutti ossessionati da San Francisco? New York è dieci volte la città che è San Francisco'. E mi rendo conto che il motivo è il jazz. Gli hipster jazz erano tutti a San Francisco, era la loro La Mecca. Un libro fantastico. E ovviamente fu scritto in un unico tentativo, il cane che fugge con l'ultimo pezzo e tutte quelle cose lì sono incredibili. 

Quale libro stai leggendo attualmente?

Nessuno. Devo trovarne uno buono. L'ultimo libro che ho letto era sulla spia britannica Kim Philby, che defezionò andando con i russi durante la guerra fredda. È scritto dalla prospettiva dei suoi amici, nessuno dei quali sapeva che lui fosse un doppio agente. È affascinante. Non ricordo come si chiami quel libro, però è grandioso.

Mi piace la roba della seconda guerra mondiale e della guerra fredda, mi piace tutto quel periodo, le manovre dei superpoteri di allora per dominare il mondo sono affascinanti. E come si arrivò vicini al punto che qualcuno schiacciasse il tasto. 

Penso che in America la gente non si renda conto di cosa significhi subire blitz, non concepisce l'idea di vedere la tua città distrutta dalle bombe. C'era follia.

L'America non è mai stata invasa ed è per quello che quando è accaduto l'11 settembre per l'America è stata una cazzo di cosa terribile: 'Cosa? Sul nostro cazzo di suolo?'.
In Inghilterra, invece, le attività terroristiche i sono sempre state. L'Inghilterra è stata invasa e teatro di guerra per secoli, capisci? Quindi quaggiù non è poi tutta questa gran cosa. Londra è stata teatro di bombe dell'IRA negli anni '70 ed è andata vicina all'invasione dei nazisti ed è stata invasa dai romani e dai francesi e bla bla bla. 

Quindi sì, gli americani non capiscono proprio come sia, ma d'altro canto è una cosa buona. Io preferirei vivere in un paese che non è mai stato invaso. 

Parlami della musica che ancora ti commuove di più.

Sono ancora i classici. Mi capita ancora di sentire in I am the Walrus o in roba degli anni '70 come Strawberry Fields qualcosa che non ho mai sentito prima. È una cosa strabiliante da dire. Ti ritrovi in bagno, con Strawberry Fields nell'altra stanza, ti colpisce qualcosa di quelle canzoni ed è come se le stessi ascoltando per la prima volta. E non mi riferisco solo ai Beatles e a John Lennon, ma alla maggior parte di quella musica degli anni '70, che per me evolve ancora, capisci? 

Ovviamente in quest'epoca di playlist e Internet ... ho una playlist di tutte le più grandi canzoni degli anni '70 e sono quelle canzoni che riescono a fermare una conversazione in una stanza piena di gente. Se non senti Love Me Till the Sun Shines dei Kinks da quattro o cinque anni fai: 'Porca troia! Senti che cazzo di pezzo!'. Trovo tutto quel periodo di grande ispirazione. 

È incredibile pensare che da Love Me Do ad Abbey Road siano trascorsi solo otto anni.

Sì, ma non è solo quello. Basti pensare che molte delle band che si ispirarono ai Beatles all'epoca di Love Me Do non si erano neanche formate. E poi quando sei arrivato all'anno di Woodstock era spuntata un'intera fottuta generazione e cultura che era quasi alla fine. In sette anni o giù di lì. È fottutamente stupefacente quello che successe. Sto ancora scoprendo qua e là dei brani della fine degli anni '70 che mi fanno pensare: 'Wow, porca troia! Ogni volta che andavano in studio registravano un capolavoro, è incredibile!'.

E anche band che hanno pubblicato un solo album, che hanno avuto vita molto breve, erano eccezionali.

I David. Hai sentito quell'album di quella band, i David? Credo fossero californiani. Si dice che fossero stati chiamati alle armi per la guerra del Vietnam ed è questo il motivo per cui nessuno ha più sentito parlare di loro. Penso che il loro album si chiami Another Day, Another Lifetime. È fottutamente folle. E tutta la roba ... Come cazzo si chiama quella band? ... Hanno scritto Walk Away Renee.

I Left Banke. 

I Left Banke. Tutta la roba dei Left Banke. Cioè ... porca troia! Incredibili!

Nei primi anni '70 se non fosse stato per David Bowie e poche altre persone ... Il mainstream pop era divenuto così orribile in così poco tempo. 

Sai, nei primi anni '70 il rhythm & blues e il blues in sé si erano fatti spazio oltre l'Atlantico e gli inglesi avevano creato la propria cultura di quel tipo e l'avevano fatta tornare in America. Gli inglesi presero i Velvet Underground e gli Stooges e inventarono il punk rock e, sai, cambiarono il mondo. E anche quei primi dischi punk, dei Ramones, dei Sex Pistols e dei Clash, ti lasciano ancora a bocca aperta.

Chi sono i tuoi eroi e perché?

I miei eroi musicali penso che sarebbero i Beatles e gli Stones, perché ... Perché? ... Cazzo! Perché avevano le migliori canzoni, penso.

Ray Davies perché scriveva le migliori canzoni, Pete Townshend perché non gliene fregava un cazzo, David Gilmour e Roger Waters perché combinati l'uno con l'altro erano il fuoco e il ghiaccio.

Di Roger Waters mi piaceva fottutamente la sua megalomania. Di David Gilmour mi piace la sua figaggine, il suo modo di suonare la chitarra.

John Lydon, perché è una persona molto vera e un po' mi agito quando lo incontro, anche se penso di piacergli, perché abbiamo trascorso bellissime serate insieme. Andiamo proprio d'accordo e gli voglio bene.

Poi ci sono i Jam con Paul Weller, che è divenuto un mio ottimo amico e mio vicino di casa. 

E gli U2, anche loro divenuti miei amici. E li amo perché da ragazzo ascoltavo The Joshua Tree ed era di grande ispirazione, era un modo di comporre le canzoni così semplice, ma si connetteva con chiunque nel mondo e quella cosa mi piaceva molto.

E poi gli Stone Roses. Scrissero una canzone di nome Sally Cinnamon, la comprai il giorno che uscì, la portai a casa, la ascoltai e pensai: 'So che posso farcela ora, perché so scrivere canzoni così'.

Poi ci sono Morrissey e Marr degli Smiths perché portarono la composizione delle canzoni su un altro cazzo di livello. Morrissey è un figlio di puttana ed è talmente spassoso che è incredibile, ti fa venire i dolori per quanto ti fa ridere. Johnny Marr è come me, è di Manchester e viene da una famiglia irlandese, siamo quasi la stessa cosa. Anche se lui è un mago e io un mero apprendista mago.

Chi altro? Mia moglie, perché è fottutamente bellissima e per un qualche folle incantesimo del fato ho finito per sposarla dopo averla incontrata in un nightclub e abbiamo due figli fantastici.

Mia figlia adolescente è un'eroina, perché ha superato delle avversità ed è fottutamente figa, ma - come ho detto - non sarà mai figa quanto me. E il fatto che lo accetti la rende più figa di me, il che non può essere possibile. 

Chi altro? Mia madre, perché ha cresciuto Liam Gallagher. Cazzo! Wow! Provate a farlo voi!

È un peccato che due dei tuoi eroi musicali, Morrissey e Marr, dopo alcuni anni abbiano smesso di fare musica insieme, perché non riuscivano a sopportarsi.

È una cosa buffa e strana. Sembra che nessuna somma di denaro possa farli tornare insieme sul palco, ma in fondo io li ammiravo ancora di più per quel motivo, capisci?

Ah, aspetta un attimo. Dico anche Neil Young e Bob Dylan. Io ora mi sono liberamente trasformato in un cantautore, ma in realtà loro lo sono, cazzo. Ogni volta che vedo Neil Young penso: 'Porca troia! Fa mai un concerto di merda?'. Gli Oasis hanno suonato con lui e abbiamo avuto proprio l'ccasione di uscire insieme. Veniva nel nostro camerino e conosceva le nostre canzoni e pensava fossimo fighi. E noi pensavamo: 'Gesù! Neil Young! Questo era a Woodstock! Porca zozza!'.

Pare che Bob Dylan, i Rolling Stones, Roger Waters, gli Who, Paul McCartney e Neil Young possano riunirsi per un superconcerto al Coachella, ad ottobre.

Cosa? Cosa?

Sì, è stato annunciato ieri.

Dov'è questa cosa?

Ad ottobre al Coachella. 

Cazzo, ci vado, perché il mio tour finisce a settembre.

Wow, fallo!

Rendi noto che sono disponibile ad aprire fottutamente il concerto di chiunque suonando il banjo!

Si dice che incassino sette milioni di dollari ciascuno.

Sul serio?

Giuro su Dio.

Suoneranno mezz'ora ciascuno?

No, sarà una tre giorni. La prima sera ci sono Bob Dylan e gli Stones, la seconda Neil e McCartney, la terza Roger Waters e gli Who. Giuro su Dio. È stato annunciato ieri. 

Cazzo, è fatta. Ci vado. Se ora riattacco non ti offendere, è perché vado adesso a prendere i biglietti.

traduz. oasisnotizie

FINE PARTE 3
Segui i prossimi post per leggere le altre parti dell'intervista di Rolling Stone a Noel.  

PARTE 1 QUI - PARTE 2 QUI 



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lunedì 25 aprile 2016

Noel Gallagher: "I Led Zeppelin? Ladri di canzoni anche loro, vadano a fanculo! I giovani musicisti di oggi? Tutti posa e apparenza"

Intervistato al telefono in Belgio da Humo, Noel Gallagher parla del suo odio per i videoclip e per il playback, delle condizioni del suo udito, dei Led Zeppelin ("possono andare a farsi fottere") e della sua fama di "ladro di canzoni", della sua amicizia con gli U2, di My Generation degli Who, di chi dovrebbe interpretare il suo ruolo in un film sugli Oasis, del suo incontro con il sovrano di Tonga, del suo rifiuto a partecipare alla serata tributo a David Bowie, dei suoi film preferiti, dei giovani musicisti di oggi e della loro ossessione per l'apparenza, delle intercettazioni dell'ormai defunto giornale News of the World e del Brexit. Traduz. di oasisnotizie

Dimmi qualcosa che può sapere solo il vero Noel Gallagher.

Il numero di scarpe di mia moglie è 37 e mezzo. Ora dimmi tu qualcosa che non so.

Il Manchester City è sopravvalutato.

Ciao (finge di riattaccare, ndr).

A proposito, l’anno scorso sei stato ospite del Graham Norton Show con David Beckham e gli hai proposto di figurare uno dei tuoi videoclip musicali.

Lo ha detto perché eravamo in televisione, ma scommetto che quando arriverà il momento troverà scuse per non farlo. Io ho qualcuno che ha l’autorità di rifiutare queste richieste, David per questo impiega un gruppo di persone.

Domanda seria. Quando è stata l’ultima volta che ti sei fatto un controllo all’udito? Con gli Oasis suonavi sempre a volume molto alto.

Quasi due anni fa ebbi una brutta notizia che ancora rimuovo. Mi sottoposi ad un controllo completo per l’assicurazione. E la notizia peggiore non fu né la schiena incrinata né il ginocchio rotto, ma il mio udito. Specialmente l’orecchio sinistro, che a quanto pare è in brutte condizioni. Suonare la chitarra a volume fottutamente alto per 25 anni ti rende sordo. A quanto pare a breve dovrei iniziare ad indossare gli in-ear monitor. Sono vecchio e sembro Phil Collins. No, aspetta, ho ancora i miei bellissimi capelli.

Forse conosci la storia di My Generation degli Who. In studio il manager della band, Kit Lambert, o qualcuno della loro casa discografica, suggerì a Roger Daltrey di continuare a balbettare il verso “my g-g-generation” e la versione finale della canzone conservò il verso cantato balbettando.

Aspetta un attimo. Non importa. Se non avessi mai sentito il balbettio prima, non te lo saresti perso.

Sì, e infatti lui lo sentì in tutti i modi. Il balbettio di Roger Daltrey è perfetto e sublime.

My Generation ha di sublime il fatto di essere semplicissima. E ogni cosa è giusta: l’atmosfera, lo spirito, la melodia, il riff, il ritmo, la struttura, il messaggio, la formulazione, la voce squillante di Roger … devo continuare? Orbene, Live Forever è la mia My Generation.

Un produttore ti ha mai …

No! Io lavoro comunque, anche senza un produttore. So quello che voglio. E ho abbastanza esperienza in studio per impedire che determinino loro il sound. I produttori sono una fottuta rottura di coglioni. Di solito mi fanno sprecare tempo mentre mi dicono (imita sarcasticamente, ndr): “Eccezionale, Noel. Eccezionale! Facciamo una ripresa”. Mi rifiuto di pagare tutti quei milioni per quel genere di lusinghe. So che una volta anche Brian Eno stava convincendo Bono e The Edge che Where the Streets Have No Name andasse distrutta selvaggiamente. Sarò rispettoso e non dirò cosa penso in merito, Eno. Solo questo: se qualcuno mi smontasse qualcosa ci sarebbero problemi.


Posso chiarirlo una volta per tutte? Non sto dicendo che non esistono video musicali grandiosi, ma non ho la pazienza di starmene lì in piedi per un giorno come un coglione perché il regista con una ripresa vuole vincere l’oscar per il Miglior nerd visuale o il Pignolo più ossessivo. Quella introduzione del video di Ballad of the Mighty I, in cui il regista mi chiama per sbaglio Liam e insiste perché io e lui facciamo un selfie, è una parodia di tutte le scemenze che ho sperimentato.

Nello stesso video doni il tuo costoso giubbotto ad una donna poco vestita e un minuto dopo rubi un’altra giacca. Sei un milionario! E sei padre!

E un ladro (ride di gusto, ndr). Ripensandoci non sono soddisfatto di quel video, perché alimenta i pregiudizi del mondo verso la gente di Manchester.

Alla fine della clip ti rifiuti di fare una seconda ripresa e il regista piagnucola: "Ma Chris Martin ha fatto dieci riprese senza fiatare!". So cosa pensi di Chris, ma non riesco a trattenermi dal chiedere che cosa pensi di lui.

(Ride, ndr). Conosco Chris molto bene, sì. È un tipo semi-soft, che se necessario sguazzerebbe anche nel fango, solo perché il regista poi non dica che è pretenzioso.

Nel video di The Death of You and Me spingi in una piscina una bella cameriera bionda. Quante volte avete girato la scena?

Una. Per motivi tecnici e pratici: non c’era tempo per asciugare i capelli e gli abiti dell'attrice dopo ogni ripresa. Forse come quella ripresa ne ho fatto molte altre con piacere.

In AKA … What a Life! il comico Russell Brand interpreta un prete voodoo e ci sono due donne con una fotocamera della marca Soul Sucker. Ho controllato, non esistono.

Amico, tu hai troppo tempo libero! Quel videoclip lo abbiamo registrato in Arizona, nel territorio indiano. E gli indiani credono che l’uomo bianco con ogni foto rubi un pezzo della loro anima, e quindi Soul Sucker, succhiatore di anime. Un’altra domanda sui videoclip e riattacco (ride, ndr). In realtà non avete idea di quanto sia fastidiosa una giornata sul set. Dato che i giovani musicisti raccontano di come non vedano l’ora di registrare il loro primo video musicale, sarò diplomatico.

Non è il tuo forte il silenzio diplomatico.

Di solito scompare dopo pochi secondi.

Quale film hai visto più volte e perché? Spinal tap e la pornografia non contano.

Non ci penso nemmeno. Il buono, il brutto e il cattivo. L’ho visto almeno una dozzina di volte.

Non era una domanda sugli Oasis.

Ah no, perché in quel caso il titolo sarebbe Il grande e i padri brutti. Anche Pulp Fiction. Può darsi lo abbia visto trenta volte sui tour bus e altrove. È fottutamente geniale.

Chi dovrebbe interpretare te nel film sugli Oasis?

Darth Vader. Se non è libero, o chiede troppi soldi, dico Bradley Cooper. È dannatamente bello e abbastanza carismatico.

Essere John Malkovich. Nella testa di chi vorresti trascorrere una settimana?

Del presidente degli Stati Uniti. Vorrei sapere quanto potere ha veramente, quali accordi ci sono davvero dietro le quinte e se davvero abbia la possibilità di decidere autonomamente di premere il pulsante della bomba nucleare. Vorrei sapere se davvero le banche governano il mondo o un potere ancora più oscuro. Sono tutte cose che vorrei sapere per dormire meglio. Per il bene dei miei figli, che sono tutti lì ma nulla li attrae. L’unica cosa che a loro interessa è l’ultima app. 

Sei stato in molti luoghi, hai frequentato molta gente importante. Non ti sei mai imbattuto in un presidente e non gli hai mai fatto domande a bruciapelo?

No. Una volta fui chiamato da parte dal gestore di un hotel. "Signor Gallagher, sarà presto raggiunto dai servizi di sicurezza". Pensai: "Questo sarà Obama, vuole incontrarmi per chiedermi consigli. Avrebbe dovuto farlo molto prima, ma posso capire". E invece no: alla fine era … il sovrano di Tonga. Un uomo alquanto noioso con un abito in tre pezzi, senza fanfare al seguito (ride di gusto, ndr).

Non ti annoierò con domande su Liam. Posso riassumere in questo modo: non siete ancora i migliori amici e non è in corso alcun tentativo per riunire gli Oasis?

Sì. Sai, ho visto un sacco di concerti. Quasi sempre sono talmente eccitato che vorrei saltare sul palco per unirmi a loro. Solo a Wembley nel 2000 ho desiderato veramente stare sul palco con gli Oasis. Se non ti senti parte del tuo gruppo allora è il momento di far saltare la cosa.

Amo il rock and roll, ma ha tre aspetti che mi infastidiscono: si mitizzano cose sbagliate, c’è molta vanagloria e l’autodistruzione è romanzata.

Concordo. Per me questo vale quando si romanza la distruzione in termini di senso di colpa. Lo odio fottutamente. E non solo tra gli artisti, ma in tutti gli ambiti. Non ci sono scuse per questo. La distruzione è debole, egoista, vanitosa e stupida. E prima che qualcuno mi dica: "Noel, ma tu hai toccato il fondo con la tua dipendenza da cocaina". Primo, non era una dipendenza. Secondo: me la sono spassata. Sniffare è sbagliato, stupido e a lungo andare letale, ma non l'ho fatto come posa auto-distruttiva: pensavo che fosse una grande avventura e pensavo di fare una cosa che andava molto bene. Aspetta, non so perché ne vado fiero, perché in realtà questo è anche peggio (ridacchia, ndr).

Anche l’atteggiamento lo trovo terribilmente sopravvalutato. Fottuta spavalderia. Gesù, sembra che ogni giovane musicista in tutta la sua giovinezza abbia fatto le prove per fare il passo più figo possibile. Lo stadio non è una passerella, ragazzi. Io corro come una mucca zoppa, ma le canzoni le so scrivere per davvero.

Ehm, nessuno nella musica pop degli ultimi 25 anni ha avuto l'atteggiamento tuo e di tuo fratello.

Le persone che pensano in modo saggio hanno amato il fatto che io avessi prima di tutto le canzoni. E le avevo. Molti giovani musicisti iniziano con la posa, i vestiti, il taglio di capelli, la lingua lunga e strumenti vintage costosi. Valutano se possono ottenere qualcosa con tutto quello. Lungo la strada verso le prime feste vip e lo studio dove registreranno il loro primo videoclip si dimenticano sempre quel piccolo dettaglio: la capacità di comporre dei classici.

Stamattina ho trovato per caso le immagini del ritorno di Jimi Hendrix, vestito da Babbo Natale per promuovere l’uscita del suo album Ass: Bold as Love. Ti è successo di peggio?

Il fottuto playback. Fingere di cantare in un programma televisivo. Chiamatemi "vecchio stile", ma questa è ancora la cosa peggiore che posso immaginare. Non solo perché apre la porta a pseudo-artisti che non sanno cantare, ma anche perché dimostra pigrizia e mancanza di rispetto da parte del team di produzione.

Rimanendo sul discorso televisivo, quanto hai pagato la conduttrice dei Brit Awards che avrebbe dovuto annunciarti così: "Ed ecco il più grande esempio di virilità: Noel Gallagher!"?

Mi hanno chiaramente guardato la zona bassa. Sei invidioso?

Perché non hai partecipato al tributo a Bowie? Hai fatto una cover di Heroes e hai sempre parlato di lui con rispetto. E questo la dice lunga, se pensiamo a quante altre star tu e Liam avete triturato.

Me l’hanno chiesto. E ho rifiutato dopo un attento esame, perché sospettavo che David avrebbe voluto così. E perché non me l’avrebbero mai lasciato fare come lo volevo fare, e cioè: lungo, crudo e feroce, e senza necessariamente portare sul palco i suoi più grandi successi. In più: i Brit Awards hanno trascurato Bowie a vantaggio di divinità molto minori. E sono pressoché l'unico che non ha paura di dire ad alta voce che tutti questi premi sono in gran parte truccati. È un compromesso: in primo luogo verificano se la superstar si presenterà; se così non avviene danno il loro premio a qualcun altro che vuole venire.

C'è una canzone degli Oasis che ti fa ancora venire un nodo alla gola quando la suoni?

Un nodo alla gola?! Non sono così sentimentale.

Chiedo comunque.

Hmmm ... Listen Up è stata un lato b del ... Uh, non ne ho idea.

Cigarettes & Alcohol.

Sì, a cercare su Google di nascosto siamo tutti bravi (ride). Quella canzone che abbiamo provato per caso di recente, e lì ho sentito ... qualcosa. Non ho idea del perché.

Di recente hai suonato e cantato con gli U2 a Londra la loro I Still Haven’t Found What I’m Looking For. Com’è stato? Mi ha colpito la tua attenzione a non travalicare.

Be’, quando Bono prende per sé l’altra metà della canzone con la sua voce che è un uragano, è necessario assicurarsi di non travalicare.

Avevate concordato che Bono passasse subito a cantare All You Need Is Love?

Sì, l’avevamo già provato nel pomeriggio. Bono aveva insistito, ma gli altri hanno pensato che non avrebbe funzionato, e avevano ragione. Tuttavia è stato un momento meraviglioso. Sono orgoglioso di chiamarli miei amici.

Alcuni anni fa un pazzo ti ha buttato giù dal palco. Una volta ho avuto un incidente simile con Bob Dylan. Un matto voleva buttare giù dal palco Bob Dylan. Eravamo a due metri di distanza da Bob Dylan. Afferrai quell'uomo dal basso in modo che cadesse tra le barriere e il palco. Dovette intervenire la security.

A me è successo un’altra volta, poco tempo fa. Una donna è saltata sul palco e mi ha colto di sorpresa. Ma lei mi ha attaccato con amore. 

Dalla nostra ultima conversazione sono successe una serie di cose, tra cui la scomparsa del News of the World, il giornale che dagli anni ’90 seguiva tutti, compresi tu e Liam. Questo giornale era specializzato in intercettazioni telefoniche alle stelle britanniche.

A quanto ne so non hanno mai spiato il mio telefono. Non era necessario. In quei giorni parlavo sempre a voce alta al telefono, probabilmente avrebbero potuto sentirmi leggere l'editoriale. Una delle scemenze che hanno scritto che ora viene in mente fu qualcosa di simile: "Noel spende 4.000 sterline alla settimana in cocaina". Ridicolo. Erano 5.000 le sterline al giorno (ride, ndr).

No, sul serio, se ogni settimana inali 4.000 sterline di coca dal naso, dopo una settimana sei già morto. Eravamo bersagli facili e abbiamo determinato noi stessi quel destino per noi perché a) eravamo troppo occupati in altre cose per difenderci; b) non ce ne fregava; c) quello ci ha messo in sintonia con tutti coloro che ci odiavano e i tabloid, d) la nostra vita era molto migliore della loro.

C'è una tua canzone che avrebbe suonato peggio senza coca?

No. Le droghe non aiutano a migliorare la musica. Lo so per certo.

Sei ancora giovane e sei diventato molto ricco molto rapidamente. Quello che succede di solito è che un'orda di avvoltoi dispensa i cosiddetti buoni consigli: su quale campo bisogna puntare, in cosa si deve investire ...

Io li ho elusi. So che Bono e molti altri artisti minori sono stati punti da tali api. Non io. Io ascolto solo i buoni consigli di mia moglie. Io li ascolto, ma non me ne faccio nulla. In realtà non possiedo tanto. Sono solo un ladro che è anche un musicista in grado di fare qualcosa con le sue cose.

Si è scritto molto sulle vostre canzoni, che a volte somigliano un po’ troppo ad altri classici. Inoltre i titoli delle tue canzoni spesso sono già stati utilizzati in passato. Riverman è una canzone di Nick Drake, Be Here Now è un riferimento ai Beatles, The Right Stuff è una canzone di Bryan Ferry e Don’t Look Back in Anger ricalca Look Back in Anger, che è sia una commedia di John Osborne che una canzone di Bowie ... While the Song Remains the Same differisce solo per una parola (while) dal titolo di una canzone di una nota band degli anni ’70 …

I Led Zeppelin possono andare a farsi fottere! Anche loro sono dei ladri! Prendi Dazed and Confused ... Conosci Jake Holmes? È l’uomo che ha scritto quella canzone nel 1964. Stesso titolo, quasi stesso testo, nella stessa tonalità, stessi accordi, stessa melodia. È fottutamente incredibile! Sono degli avvoltoi spudorati! E la loro Whole Lotta Love è in gran parte fregata da You Need Love di Willie Dixon e Muddy Waters! E poi l’orco sono io, perché non ho inventato alcun titolo?! Controlla, amico. Se Jake Holmes è ancora vivo bacio i piedi e gli pago una pinta (Jake Holmes ha 76 anni, vive a San Francisco. Solo nel 2010, dopo una causa, Jimmy Page gli ha dovuto riconoscere i diritti di composizione per Dazed and Confused, ndr).

Sei almeno intelligente quanto David Cameron, quindi non vedo alcun motivo per non chiederti questo: Brexit sì o Brexit no?

No. Penso che dovremmo rimanere insieme. Una grande, forte Europa è necessaria come la Cina, la Russia e gli Stati Uniti, che stanno diventando più grandi e più potenti. Quei tre vorrebbero che la Gran Bretagna lasciasse l'Unione Europea, e solo per questo motivo dobbiamo evitare di farlo. Essere più piccoli di quello che siamo mi sembra controproducente.

(Anche se solo qualche settimana fa Noel s'era detto favorevole all'uscita dal Regno Unito dall'Unione Europea).

Fonte: Humo - Traduzione italiana di oasisnotizie

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lunedì 3 agosto 2015

Audio inedito: Noel Gallagher canta una canzone di Bob Dylan

In questo video, trapelato ieri per intero, Noel Gallagher canta Don't Think Twice It's Alright di Bob Dylan durante il soundcheck del concerto tenuto alla Royce Hall di Los Angeles il 18 novembre 2011.



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martedì 23 ottobre 2012

Video - Noel Gallagher: "Non sopporto l'heavy metal e il gothic. Gli Oasis? Liam vomita al pensiero di rimetterci insieme, quindi non lo faremo"

In questa intervista rilasciata qualche mese fa al sito Last.fm Noel Gallagher parla dell'incontro con i suoi idoli musicali, spiega chi secondo lui ha cambiato il volto alla musica e racconta un divertente aneddoto sulla moglie Sara MacDonald. Poi stronca l'heavy metal e il gothic.

Sugli Oasis dice: "C'era violenza fine a se stessa, così me ne sono andato via. Gli Oasis non torneranno insieme. Liam ha detto che l'idea lo fa vomitare e per me questa è una ragione sufficiente per non rimettere insieme la band".

Sottotitoli in italiano by youtube.com/frjdoasisdoc

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giovedì 2 giugno 2011

Liam Gallagher: "Bob Dylan? Un povero stronzo"

In un'intervista al Times Liam Gallagher ha parlato senza mezzi termini di Bob Dylan e dei "ritorni" di alcuni gruppi musicali.

"Bob Dylan? So tutto di lui, ma è un po' un povero stronzo per quanto mi riguarda. Mi piace Lay Lady Lay, la sua canzone. La gente impazzisce per lui, ma a me non va proprio a genio. E tutti questi ex degli anni Sessanta e Settanta che tornano a esibirsi nei festival estivi ... Tutti questi coglioni che suonano le loro hit maggiori sono dei sacchi di merda".

oasisnotizie - via nme.com

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mercoledì 27 ottobre 2010

Noel Gallagher, Wonderwall e la dedica alla moglie

Dagli Oasis agli Stones, le muse che ispirarono i successi del rock

LONDRA - Chi era e cosa ne è stato dell’ex fidanzata di David Bowie che ha ispirato il brano Life on Mars? E di Prudence Farrow dopo che John Lennon ha composto una canzone per lei? Mogli e amanti, fidanzate ed ex, celebrità o complete sconosciute, le storie delle donne che hanno ispirato alcuni dei più grandi successi del rock sono spesso avvolte nel mistero.

Ora un nuovo libro in uscita in Gran Bretagna svela le verità dietro a cinquanta canzoni famose, interpellando e includendo i racconti dei musicisti e delle loro muse. In The Girl in the Song il giornalista ed esperto di musica Michael Heatley racconta, per esempio, come la hit di Billie Joel Uptown Girl fosse nata dalla sua relazione con due top model, Elle Macpherson e Christie Brinkley, e come fosse stata la storia d’amore di Bob Marley con l’ex Miss Mondo Cindy Breakspeare a spingere la star del reggae a scrivere Turn Your Lights Down Low.

Under my Thumb dei Rolling Stones è dedicata invece a Chrissie Shrimpton, ribelle sorella minore della modella Jean con la quale Mick Jagger ebbe una relazione fino al dicembre del 1966: nel giro di un paio di settimane, il leader degli Stones la lasciò per Marianne Faithfull, lei tentò il suicidio e Let’s Spend the Night Together, scritta da Mick dopo la sua prima notte d’amore con la sua nuova fiamma, era in cima alle classifiche.

Colpo di fulmine anche per Bob Dylan, che scrisse Don’t Think Twice It’s all Right dopo aver conosciuto l’italoamericana Suze Rotolo. «Era la cosa più erotica che avessi mai visto. Aveva la pelle chiara e capelli dorati, italiana piena di vitalità. Iniziammo a parlare e mi cominciò a girare la testa. Era il mio tipo», racconta il musicista.

A volte però si capisce che tra artista e musa c’è una certa discrepanza di vedute. Dice Noel Gallagher di Wonderwall: «Il significato di quella canzone mi è stato rubato dai media. Come fai a dire a tua moglie che non è ispirata a lei dopo che ha letto che è così? È una canzone che parla di un amico immaginario che arriva a salvarti da te stesso». Ma l’ex moglie Meg Mathews è ancora oggi entusiasta: «È meraviglioso quando qualcuno scrive una canzone per te», afferma nel libro.

Non sempre, infine, la musa è felice di ciò che ha ispirato. Frances Tomelty, prima moglie di Sting, dice di Every Breath You Take dei Police: «L’ho odiata. Ho odiato l’intrusione nella mia vita. Sono terribilmente pigra e sciatta. Odiavo non poter uscire a comprare il giornale».
A detta dello stesso Sting, comunque, non è mai stata una canzone d’amore.
«È una canzone sull’esperienza sulla gelosia e sul possesso. Una canzone sinistra e malvagia, velata da un’atmosfera romantica».

(Corriere Canadese, 27 ottobre 2010)

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