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venerdì 30 agosto 2024

Oasis, riascolta lo speciale di Virgin Radio sulla ristampa di Definitely Maybe per il trentennale

Giovedì 29 agosto 2024, alle ore 21.00 su Virgin Radio, è andato in onda lo speciale sulla ristampa di Definitely Maybe, primo album degli Oasis, con la conduzione di Francesco Allegretti. 
L’iconico album di debutto della band compie trent'anni e per l'occasione viene ristampato con brani registrati e poi scartati dalla sessione di registrazione ai Monnow Valley Studios, insieme agli outtake dalla versione definitiva dell’album registrati ai Sawmills Studios in Cornovaglia, mixati per la prima volta da Noel Gallagher e Callum Marinho.

Virgin Radio ha dedicato una serata speciale alla riedizione. L'abbiamo registrata per voi. Ascoltatela qui.


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giovedì 15 agosto 2024

Diffusa un'inedita versione di Sad Song degli Oasis registrata nel 1992. Ascoltala qui


È una registrazione demo della canzone Sad Song, eseguita negli studi di Mauldeth Road West nel novembre 1992 e con Liam Gallagher alla voce, l'ultimo inedito pubblicato dagli Oasis.

Il brano, alternativo alla versione originale, cantata da Noel Gallagher, è il terzo singolo estratto dall'album Definitely Maybe (30th Anniversary) Deluxe Edition, annunciata di recente e disponibile dal 30 agosto. Le rarità presenti includono i brani delle sessioni definitive dell'album, registrate negli studi di Sawmills, in Cornovaglia, ed estratti dalle registrazioni effettuate negli studi di Monnow Valley, in Galles, poi scartate definitivamente. Mixate ex novo da Noel, le tracce mostrano il processo di registrazione che ha portato alla realizzazione del disco d'esordio degli Oasis. 

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lunedì 1 luglio 2024

Liam Gallagher chiude il tour inglese a Manchester: concerti sold out che riuniscono tre generazioni

Succede che a un certo punto della storia l’edonistico inno alla vita di Cigarettes & alcohol diventi un canto quasi politico, un inno sociale per una nuova generazione che si ribella al mito dell’efficienza ad ogni costo che ha stritolato le precedenti. “Vale la pena dannarsi per trovare un lavoro quando non c’è nulla per cui valga la pena lavorare?”, sibila Liam Gallagher oggi come trenta anni fa, quando la band che aveva formato in un grigio quartiere popolare alla periferia di Manchester stava per dare alla luce il disco di debutto per una etichetta indipendente.

Mamma Gallagher vive ancora nella stessa casa di Burnage, periferia operaia di Manchester, gli Oasis non esistono più, ma quello che ha rappresentato Definitely maybe per una città, una nazione, la scena musicale, si respira nell’aria di questo nuvoloso centro industriale del nord dell’Inghilterra che ha dato i natali a un sorprendente numero di band tra le più importanti della storia del rock. Gli Oasis ne sono stati la rappresentazione più popolare nel senso di successo ma anche di vicinanza al proprio popolo e Liam Gallagher è oggi il working class hero che alla Co-op Live Arena da profeta in patria chiude a Manchester un tour da 250mila spettatori e ogni data sold out (per ora solo inglese, c’è da augurarsi che anche l’Italia possa avere la sua parte in inverno) che riporta sui palchi quel disco davanti a tre o quattro generazioni, perché forse sorprendentemente il suo pubblico oggi è formato anche di ragazzi che all’epoca degli Oasis ancora non erano nemmeno stati concepiti.

I singoli, i classici, le b-side, demo mai ascoltate live prima di ora, canzoni tradizionalmente cantate dal fratello e ora fatte sue, nuove-vecchie versioni come l’incredibile “Columbia” ripescata dagli archivi delle sale prove di quando gli Oasis non li aveva mai ascoltati nessuno, in cui Liam - perché tutti qui lo chiamano solo per nome, come uno di famiglia, adorato figlio della città - finisce persino a cantare una strofa quasi rap. Chi mai lo avrebbe pronosticato, chi mai avrebbe solo osato sperare di sentire tanto ben di Dio dal vivo ancora una - o per la prima - volta quel giorno di agosto 2009 quando gli Oasis si separarono bruscamente. Oggi che i rumors di reunion si fanno più insistenti, vien da dire che non se ne sente il bisogno, il verbo è in buone mani così.

Definitely maybe può essere come no il miglior disco degli Oasis, ma di certo è il manifesto di tutto quello che sono e hanno rappresentato, nell’espressione più spontanea, onesta, la nemesi delle grandi star patinate americane e del rock intellettuale alla Radiohead, un’attitudine più vicina al punk che ai Beatles. E alla loro gente, virtualmente ancora quella della classe operaia e dei quartieri popolari, anche se il pubblico è diventato enorme e trasversale. Ma il suo essere in tutto diverso da ogni altra pop e rockstar globale Liam Gallagher lo mantiene, dall’outfit (abituati a vedere popstar che si cambiano d’abito dieci volte a concerto, lui per tutto il tour ha indossato lo stesso impermeabile nero) alla mancanza totale di diplomazia verso i colleghi, all’urgenza espressiva di far felici i fan senza bisogno di arruffianarseli (“Questa è l’ultima canzone davvero, mica siamo a un concerto dei Foo Fighters", dice prima dell’epica conclusione con la cover di I am the walrus, alludendo alla durata fiume degli show della band dell’amico Dave Grohl). Qui invece si tratta di 90 minuti più recupero, ma trovatelo in giro chi possa permettersi di suonare un’ora e mezza di soli brani da un unico album e le canzoni che da quel disco vennero escluse, trovando davanti a sé ventimila persone a sera che ne cantano ogni parola.

Così a Liam puoi pure perdonare una scenografia un pochino pacchiana tra mappamondi giganti e fenicotteri rosa, che ricorda più gli scatti d’estro drogato del tour di Be here now che l’essenzialità di Definitely maybe. Ma con tutte quelle canzoni messe lì in fila, suonate una dopo l’altra davanti a tre generazioni di pubblico, ti rendi conto che alla fine quello non era altro che un inconsapevole concept album sul passaggio all’età adulta, e forse per questo è dentro alle viscere di così tante persone, anche fuori da questa città orgogliosa e gelosa della sua diversità. Inizi dallo spirito sbruffone dell’adolescenza di Rock’n’roll Star, passi da una gioventù d’eccessi, sbronze, vita notturna, verso la ricerca di un lavoro, al precariato, perché in fondo Cigarettes & Alcohol è appunto anche questo. Poi trovi l’amore, da quello leggero e spensierato di Digsy’s Dinner, a quello solenne di Slide Away, fino a diventare una coppia che un tempo s’amava ma ormai s’è detta tutto e si fa bastare l’abitudine del volersi bene di Married with children. Sia un finale lieto o meno, difficile dirlo. Perché, in fondo, posso anche lamentarmi di te, dei tuoi libri, della tua musica, dei tuoi amici. Ma tanto “lo so che poi tornerò qui da te”. Come la sua gente torna sempre da Liam, e Liam dalla sua gente. 

 Luca Bortolotti

(Source: La Repubblica)

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giovedì 2 maggio 2024

Liam Gallagher: "Sto facendo vita monacale prima del tour del trentennale di Definitely Maybe"

Liam Gallagher ci sta dando dentro con le prove per il tour del trentennale di Definitely Maybe, tanto che in queste settimane sta conducendo, a suo dire, una vita monacale.

L'ex frontman degli Oasis, oggi solista, comincerà la tournée a Sheffield il 1° giugno, poi sarà di scena a Cardiff e per quattro serate alla O2 di Londra, prima di spostarsi nella propria città natale, Manchester, per due prime date alla nuova Co-op Live Arena. 

Dopo un bis a Glasgow e un bis a Dublino, sarà di nuovo sul palco della Co-op Live Arena per due altre esibizioni. Da luglio ad agosto canterà di nuovo a Glasgow, stavolta al TRNSMT Festival, e poi a Limerick, Belfast, Reading e Leeds.

Gallagher ha interagito con alcuni fan su Twitter (X) rivelando come si sta preparando al grande evento. Alla domanda se il 25 maggio vedrà la finale di FA Cup tra il suo amato Manchester City e il Manchester United, Liam ha detto: "No, dato che mi metterò sotto con le prove del tour di Definitely Maybe, quindi vivrò come un monaco e avrò l'aspetto di un gran fico!". 

Quanto alla scaletta, si sa che Liam vuole proporre dal vivo anche i lati B del disco uscito nel 1994, compreso il brano I Will Believe e una chicca, Lock All the Doors. A fare da gruppo spalla saranno i Cast, i View e - ha svelato Liam - anche i Villannelle del figlio minore dello stesso cantante, il quasi 23enne Gene.

Queste le date del tour:

Saturday 1st June 2024: Sheffield Utilita Arena - Cast as support
Monday 3rd June 2024: Cardiff Utilita Arena- Cast as support
Thursday 6th June 2024: London The O2 - The View as support
Friday 7th June 2024: London The O2 - The View as support
Monday 10th June 2024: London The O2 - Cast as support
Tuesday 11th June 2024: London The O2 - Cast as support
Saturday 15th June 2024: Manchester Co-op Live - Cast as support
Sunday 16th June 2024: Manchester Co-op Live - Cast as support
Wednesday 19th June 2024: Glasgow OVO Hydro - The View as support
Thursday 20th June 2024: Glasgow OVO Hydro - The View as support
Sunday 23rd June 2024: Dublin 3Arena - Cast as support
Monday 24th June 2024: Dublin 3Arena - Cast as support
Thursday 27th June 2024: Manchester Co-op Live - Cast as support
Wednesday 28th June 2024: Manchester Co-op Live - Cast as support
Friday 12th July 2024: Glasgow Green, TRNSMT Festival
Sunday 14th July 2024: Thomond Park, Limerick -
Friday 16th August 2024: VITAL, Boucher Road Playing Fields, Belfast - Kasabian as support
Friday 23rd August 2024: Richfield Avenue, Reading Festival 2024
Saturday 24th August 2024: Bramham Park, Leeds Festival 2024

Source: Radio X

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lunedì 8 aprile 2024

Liam Gallagher risponde alle accuse di nepotismo per aver scelto la band del figlio come gruppo spalla del tour del trentennale di Definitely Maybe

Qualche giorno fa Liam Gallagher ha annunciato che la band di suo figlio Gene farà da supporto per il tour del trentesimo anniversario dell’album Definitely Maybe, un tour molto atteso che si terrà a giugno nel Regno Unito.

Su Twitter l'ex cantante degli Oasis ha annunciato la notizia in risposta a un fan che gli chiedeva cosa pensasse dei Villanelle, la band di Gene, 22 anni. "Sono bravi", ha scritto Liam, che ha poi aggiunto: "Li metterò per primi per il tour del trentennale di Definitely Maybe. I Villanelle si uniranno a Cast e The View come band di apertura per il tour".

Il tour partirà da Sheffield. Nei concerti Liam e la sua band riproporranno per intero la scaletta dell'album insieme ad alcuni lati B.

Oltre a Gene, anche Lennon, figlio maggiore di Liam, ha una band tutta sua, gli Automotion, che hanno recentemente pubblicato il loro nuovo brano Liquify, prodotto da Faris Badwan degli Horrors. 

ggi Liam Gallagher ha risposto ai critici che lo accusano di nepotismo per aver dato a suo figlio un vantaggio ingiusto nella sua carriera musicale. "Ho dato molte opportunità a molte giovani band nel corso degli anni", ha scritto Liam. "È quello che fai se puoi farlo. Ora tocca ai VILLANELLES e se non ti piace FANCULO".

Quando un fan gli ha chiesto della band di suo figlio maggiore, gli Automotion, Liam Gallagher ha rivelato che Lennon - che Liam ha avuto dall'ex moglie Patsy Kensit - ha gentilmente rifiutato l'opportunità. "(A mio figlio) è stato chiesto e lui ha cortesemente rifiutato".

Nel complesso i follower hanno difeso il rocker di Manchester, scrivendo che non aveva bisogno di spiegazioni o di scuse, e Liam ha replicato dicendo che stava semplicemente che stava "sistemando" alcune persone.

Un utente lo ha, tuttavia, accusato apertamente di nepotismo, al che il cantante ha deciso di intervenire: "Non è un cazzo! È mio figlio, è quello che si fa".

A proposito del tour del trentennale di Definitely Maybe, coloro che speravano di ascoltare in queste date parte del materiale solista di Liam Gallagher rimarranno molto delusi. Scherzando sull'impennata dei prezzi dei biglietti, Liam, su Twitter, ha scritto come risposta a un fan: "Niente roba da solista, forse le b-side dell'album e I am the Walrus. Vale 8mila dollari di biglietto".

Anche il co-fondatore degli Oasis ed ex chitarrista della band Paul 'Bonehead' Arthurs parteciperà al tour suonando con il gruppo e ha detto a Radio X che non vede l'ora.

Parlando al Christmas Show di Bonehead su Radio X, qualche mese fa ha dichiarato: "Sarà incredibile. Non vedo l'ora. Ci sono canzoni lì che non vedo davvero l'ora di suonare di nuovo. Canzoni come Up in the Sky, non vedo l'ora. Io L'ho saputo mentre tornavo a casa e ho pensato woah".

Quando gli è stato chiesto se abbia dovuto rifamiliarizzare con alcuni dei brani più vecchi della band per la scaletta del ritorno al passato, Bonehead ha confermato: "Ci sono canzoni lì che non suono dal 1999. È un caso del tipo: 'Sarà meglio che io dia un'occhiata veloce su come va questa', ma non appena imbracci la chitarra, metti su la canzone e suoni mentre ascolti fai: 'Oh, sì, è così che va. Certo che lo sai' ...". Bonehead ha aggiunto: "Se non l'ho saputo sinora ...".

Source: Radio X

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sabato 17 febbraio 2024

Liam Gallagher: "Ho offerto a Noel di riformare gli Oasis, ha detto di no. Mi divertirò senza di lui nel tour 2024 di Definitely Maybe. Amo la nostalgia!"

Ecco una piccola anticipazione dell'intervista rilasciata da Liam Gallagher e John Squire alla rivista Mojo. L'intervista integrale sarà in edicola martedì 20 febbraio nel Regno Unito, sul numero di aprile di Mojo.

Parlando in esclusiva con la rivista Mojo, Liam ha detto che il fratello Noel ha rifiutato un'offerta per riformare gli Oasis in occasione del trentennale della pubblicazione dell'album Definitely Maybe.

"Noel? Non lo sta facendo, cazzo!", rivela Liam a Ted Kessler di Mojo.

A giugno Liam Gallagher sarà in tour nelle arene del Regno Unito per celebrare l'anniversario dell'album di debutto degli Oasis. Noel Gallagher ha detto di recente a Talksport che tutto ciò che Liam doveva fare era chiamarlo per vedere come sanare la spaccatura che esisteva dallo scioglimento degli Oasis nel 2009, ma Liam sostiene che un'offerta di reunion è stata inoltrata e rifiutata dal suo fratello maggiore.

"L'ho chiamato! Bene, i miei hanno chiamato il management team di Noel", riferisce Liam. "Abbiamo messo un'offerta sul tavolo per una cosa con gli Oasis – perché ci è stata offerta – e lui ha detto di no. Era un grande tour, un sacco di soldi. Ha rifiutato. Ho capito, sta per divorziare. Farò il tour di Definitely Maybe e mi divertirò senza di lui".

Il 2025 vedrà l’anniversario del secondo album degli Oasis, (What's the Story) Morning Glory?, quindi forse Liam proporrà un futuro riavvicinamento?

"Dipende dall’universo. Accadrà quando accadrà, non è più nelle nostre mani", dice Liam. "Io amo la nostalgia, però. Le farò tutte. Ogni album, anche ... qual è stato l'ultimo?"

Dig Out Your Soul?

"Cazzo, amico! Non ti piacciono mai la prima volta, quindi mungerò il tutto. La gente dice che è la zona di comfort: voglio essere nella zona di comfort! Portami le mie pantofole e la mia piccola coperta e mettimi nella zona di comfort, per favore. La vita è già abbastanza stressante".

Nell'intervista concessa a Mojo Liam e l'ex chitarrista degli Stone Roses John Squire parlano di com'è nato il loro nuovo album collaborativo, di come gli Stones Roses abbiano ispirato gli Oasis, dell'infortunio che ha quasi fatto sì che Squire non suonasse mai più la chitarra. Inoltre Squire spiega perché gli Stone Roses non hanno mai registrato un terzo album.



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domenica 22 ottobre 2023

Liam Gallagher: "Noel ha rifiutato di partecipare al nuovo tour di Definitely Maybe". Il chitarrista: "Cerca di riscrivere la storia e mente"

Com'è noto, qualche giorno fa Liam Gallagher ha annunciato un tour per celebrare il trentennale di Definitely Maybe, il primo album degli Oasis. La tournée, che vedrà il cantante impegnato insieme alla band con cui si esibisce come solista e a Paul “Bonehead” Arthurs, chitarrista ritmico degli Oasis dal 1991 al 1999, ha fatto registrare già il tutto esaurito per tutte le date, con vendite di 250.000 biglietti in un solo giorno. Sono andate sold out anche le due date aggiuntive di Londra e Manchester, annunciate successivamente proprio a causa dell'elevata richiesta.

Rispondendo a una domanda che gli è stata posta su Twitter (ormai chiamato X), cioè "Ci farai una sorpresa e Noel si unirà al tour di Definitely Maybe o no?", Liam ha risposto seccamente: "Gli è stato chiesto e ha rifiutato". 

Secondo quanto riportato dal tabloid Daily Star, Noel Gallagher non è proprio convinto che il fratello voglia davvero una reunion del gruppo e avrebbe ricordato (il condizionale è d'obbligo, visto che le parole del tabloid sono sempre da prendere con le pinze) come l'ultimo anno nella band sia stato terribile.

"L'ultimo tour non è stato felice", avrebbe detto Noel. "L'altro tizio (il fratello Liam, ndr) sta cercando di riscrivere la storia dicendo che era tutto dannatamente fantastico. Non lo era. È stato un anno dannatamente terribile per gli Oasis. Hai una sola possibilità nella vita. Perché essere infelice? Che sia la tua vita personale o professionale, perché? Stai solo sprecando una cosa preziosa".


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lunedì 16 ottobre 2023

Liam Gallagher ha annunciato il tour per il trentennale di Definitely Maybe degli Oasis

Liam Gallagher ha annunciato il tour per il trentennale di Definitely Maybe, l'album di debutto degli Oasis pubblicato nell’estate del 1994. Sarà beninteso un tour solista. Gallagher ne aveva parlato a inizio anno e ora l’ha reso ufficiale.

Il tour del trentennale prevede per ora 12 date tra Regno Unito e Irlanda, la prima delle quale a Sheffield il 2 giugno 2024. I concerti a Manchester, la città degli Oasis, saranno tre. I biglietti saranno messi in vendita venerdì 20.

"L’album più importante degli anni ’90, senza alcun dubbio", ha scritto Liam condividendo la notizia. "Non sarei andato da nessuna parte senza quel disco e nemmeno voi, perciò festeggiamolo insieme LG x".

Verrà suonato l’album per intero, ma anche alcune selezionati lati b. Un comunicato stampa parla di pezzi preferiti dai fan dell’epoca, tra cui potenzialmente Whatever, Fade Away, Listen Up e Sad Song. Tempo fa Liam ha anche citato Half the World Away, interpretata in origine dal fratello Noel.

Source: Rolling Stone




DEFINITELY MAYBE 30 YEARS TOUR - JUNE 2024

02 – Sheffield, Utilita Arena
03 – Cardiff, Utilita Arena
06 – London, The O2
07 – London, The O2
10 – London, The O2
15 – Manchester, Co-op Live
16 – Manchester, Co-op Live
19 – Glasgow, OVO Hydro
20 – Glasgow, OVO Hydro
23 – Dublin, 3Arena
24 – Dublin, 3Arena
27 – Manchester, Co-op Live

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domenica 11 dicembre 2022

Intervista a Daniele Groff: "Io folgorato a vent'anni dagli Oasis, le ultime grandi icone. In Definitely Maybe c'era tutto"

I microfoni di OasisNotizie hanno raggiunto il cantautore italiano Daniele Groff, grande conoscitore del mondo musicale e “mad fer it” come tutti noi.

Daniele, da dove nasce la tua passione per gli Oasis?

“Io provengo dal mondo della musica classica che ho studiato con grande passione. La musica pop/rock è arrivata dopo, quando ho avuto la necessità di “evadere” ed a 18 anni sono andato in moto in Inghilterra da solo a fare un viaggio. In quel momento, i Gallagher non avevano ancora fondato gli Oasis ma ho avvertito, in quegli istanti, un’atmosfera ed alcune sensazioni in cui mi ritrovavo, un po' come in una reincarnazione, e che anticipavano comunque le sonorità di Liam e Noel.

Poi quando ho iniziato a scrivere le mie canzoni qui a Trento ed iniziavano ad uscire i pezzi degli Oasis, sono rimasto folgorato perché univano la melodia “dura” alla Beatles ad un sound “sporco” molto rock ed altrettanto carico che ha colto nel segno, rappresentando forse l’ultima delle grandi icone del mondo musicale degli ultimi anni, insieme ai Nirvana.

Personalmente, mi sento proprio il connubio tra questi mondi, quello del britpop e del grunge, un sound molto avanti per l’Italia di allora. Ed io amavo questi suoni: per me 20enne rappresentava veramente una folgorazione ed il mio primo disco è fortemente ispirato agli Oasis. E voglio, in tal senso, raccontarvi un aneddoto: ho incontrato i Gallagher in hotel a Roma quando ero in Sony, stavo parlando con Liam Gallagher al bancone, dopo averci introdotto il discografico che disse loro che avevo portato il sound degli Oasis qui in Italia. Io espressi a Liam il fatto che nel mio lavoro mi ispiravo a loro ed il più piccolo dei Gallagher rispose con la sua solita simpatica ironia: “so, give me your f*****g money!”.

Nel mio primo disco, c’è una netta e voluta ispirazione agli Oasis, cui poi però vanno aggiunte le mie conoscenze della musica classica e la mia personalità”.

La canzone o l’album che ti ha colpito maggiormente degli Oasis?

“In Definitely Maybe c’era tutto, come in ogni primo disco. Personalmente, ho avuto la fortuna di lavorare a Roma ai Forum Studios, i più grandi studi italiani dove ho incontrato i più grandi artisti italiani e stranieri e, quando avevo vent’anni, tutti mi dicevano: “goditi il tuo primo disco perché vi racconti la tua vita fino a quel momento”. I primi dischi hanno tutti qualcosa di speciale e, in Definitely Maybe, c’era già l’immaginario, l’estetica, l’iconografia, la copertina fatta di psichedelia e simbolismo di matrice popolare, il sound all’avanguardia degli Oasis. Sono riusciti a portare questo genere sonorità grazie al testo, la melodia fatta di un pop originalissimo che ritengo straordinario. Basti pensare ad un capolavoro come Wonderwall. Questa fu la loro grande forza. Se dovessi scegliere, preferisco i primi 2 album per la loro purezza, anche se Be Here Now contiene grandissimi pezzi”.

Personalmente, stai lavorando a qualche progetto in particolare?

“La musica è un percorso “terapeutico” per chi la fa e per chi la ascolta e, in questo momento della mia vita, vivo un attimo di riflessione. Ho messo molta intensità nei miei primi lavori. Ho tanti pezzi, ho scritto cose e sto cercando ancora una direzione che mi convinca e non è semplice in questi tempi: tutto è molto frazionato. Mi piacerebbe pubblicare qualcosa di nuovo, ho in tal senso una “promessa” con i miei fans ed ascoltatori, però vorrei che fosse per me qualcosa di significativo. E per fare questo devo aspettare il momento giusto”.

Voglio ringraziare profondamente Daniele per la cortesia e la disponibilità dimostrate nel corso di tutta l’intervista.

Valerio Pieraccini

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giovedì 8 settembre 2022

L'INTERVISTA | Momblano: "Il mio amore per Definitely Maybe e gli Oasis: il giusto mix di istinto e rotondità"

Il nostro collaboratore Valerio Pieraccini ha intervistato il giornalista sportivo e critico musicale Luca Fausto Momblano, grande fan degli Oasis. È stata una bellissima intervista, che vi proponiamo qui di seguito. Grazie a Valerio e Luca.

Abbiamo raggiunto Luca Fausto Momblano, autore, giornalista sportivo e critico musicale, in esclusiva per Oasis Notizie. Appassionato di calcio applicato e narrazioni dietro le quinte, dalla carta stampata alla tv il passo è breve: per anni a Juventus Channel in qualità di opinionista tecnico, attualmente è giornalista e redattore in forza al gruppo Mediapason (TeleLombardia, Antenna, TopCalcio24).

Ciao Luca, che ricordi ti suscitano gli Oasis?

“I ricordi sono legati ad un momento della vita molto bello e speciale: quello dell’autonomia con gli amici, dell’università, dei primi lavori, dei viaggi con la fidanzata. Si tratta di un momento in cui – nel range di ascolti già molto variegato e, intorno ai vent’anni, spigoloso fatto di ricerca anche di situazioni sperimentali e “spinte” nel panorama del rock e non solo – gli Oasis hanno rappresentato una levigatura necessaria, avevano la giusta parte d’istinto e di rotondità che sono state già presenti nei primissimi singoli del gruppo. Singoli che avevo conosciuto, in particolare “Whatever”, all’interno di uno di quei “bunker” da ballo che esistevano ancora a Torino con i mitici Giorgio Valletta e Sergio Ricciardone che facevano i DJ al “Faster”. C’era un bel movimento trasversale e, tra i pezzi nuovi, ricordo anche alcuni dei primi singoli degli Oasis legati al boom di “Definitley Maybe”: all’epoca comprai il cd dell’album che comprendeva, in un’unica confezione, anche Whatever.”

Il link degli Oasis con il mondo del pallone è forte, con i fratelli Gallagher che non hanno mai nascosto la loro passione per il calcio. Associ i ricordi di una partita in particolare al gruppo mancuniano?

“Il calcio e la musica rappresentano i miei due mondi e sono molto fortunato ad averci lavorato, ma non frequentemente sono interconnessi. Se devo legare un brano degli Oasis ad un evento calcistico che mi toccava da vicino, ricordo con certezza che, nella consolazione dell’estate del post-finale di Champions League persa dalla Juventus nel 1997 contro il Borussia Dortmund – una finale giocata bene dai bianconeri, forse l’unica per la quale nutro un profondissimo rammarico – iniziavo a conoscere il primo singolo di “Be Here Now”, ossia “D’You Know What I Mean?”. Trovai azzeccatissimo e coraggioso quel brano e lo lego al video: ricordo questa estate amara, gli elicotteri e l’incedere anche abbastanza psichedelico – forse come mai prima – di un pezzo che mi è rimasto dentro”.

Parlando di Oasis, da critico musicale quale sei, mi stileresti una tua personalissima classifica degli album dei fratelli Gallagher?

“Noi leghiamo i dischi ed il loro valore a due fattori che si confondono tra loro e dei quali si mischia l’oggettivo ed il soggettivo. Il dato oggettivo di conoscenza degli Oasis è il corso naturale del tempo e delle uscite, mentre quello soggettivo è il momento della propria vita in cui si conosce e si ha voglia o meno di accogliere un determinato artista. Questa la mia classifica: 1° per distacco “Definitlely Maybe” (credo che nessun critico musicale possa disquisirne); 2° posto per “Be Here Now”, album sottovalutato: la pomposità di quel disco (nonostante Noel la considerasse un punto debole) corrisponde a quello che erano gli Oasis in quel momento, avevano bisogno di qualcosa di “zuccherino e pomposo”, un po' meno piatto di “(What’s The Story) Morning Glory?” che inserisco al 3° posto della mia classifica. Miglior pezzo di WTSMG è “Some Might Say” che, di fatto, è un brano da “Definitely Maybe” dato che alla batteria vi è sempre Tony McCarroll. 4° “Heathen Chemistry”, siamo in una fase di declino. Al 5° posto, “Standing On The Shoulder of Giants”. Credo, infine, che “Dig Out Your Soul” sia un disco da 6,5 in pagella in cui vi è stato il tentativo di recuperare la scrittura dei tempi migliori”.

Infine, parlando delle carriere da solisti di Noel e Liam Gallagher, che giudizio ne dai?

“Ritengo le carriere da solisti dei due fratelli Gallagher del tutto irrilevanti per ovvi motivi. Nel senso che la mente musicale degli Oasis era Noel, leggermente superiore a Liam, ma se un artista come il maggiore dei due abbia effettuato le cose migliori nelle collaborazioni prima che nei suoi dischi, rappresenta il fatto che io trovi abbastanza insignificanti le due carriere post. Il tenore degli artisti non è ovviamente quello di John Lennon e Paul McCartney, già le cui carriere hanno avuto diversi momenti anonimi: non è facile, lo capisco. Non ho avvertito una scossa nella produzione della carriera da solista di Noel e Liam che conquisti la mia attenzione”.

Ringrazio di cuore Luca Momblano per la cordialità, la disponibilità e la professionalità dimostrata nel corso della nostra intervista.

Valerio Pieraccini

(L'Intervista - n. 1)

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domenica 24 aprile 2022

Owen Morris: "Liam Gallagher è un professionista serio e uno dei migliori cantanti di sempre. Un piacere lavorare con lui"

Lui è Owen Morris, il produttore dei tre dischi di culto degli Oasis degli anni '90, Definitely Maybe (1994), (What's the Story) Morning Glory? (1995) e Be Here Now (1997), nonché di vari altri album, tra cui A Northern Soul dei Verve (1995). E ha rilasciato queste parole di elogio per Liam Gallagher per il nuovo numero della rivista britannica Mojo.

"Credo di aver visto per la prima volta gli Oasis al Boardwalk, a Manchester, un anno o due prima iniziassero a farsi notare. E ci incontrammo come si deve per la prima volta agli studi Loco, nel sud del Galles, quando registrai Liam che cantava Rock 'n' Roll Star. Missai quel brano e Columbia in quello stesso finesettimana. Era spassoso, molto spavaldo e ovviamente sapeva cantare. Avevo sentito dire che pensava di suonare come John Lennon e John Lydon, così gli dissi che suonava come Lennon, e a lui piacque. Dopo circa quattro o cinque tentativi, gli dovetti dire di andarsene a fanculo, così potevo proseguire con il mio lavoro, perché non la finiva di parlare. Era sempre un piacere registrare con Liam. Era sempre entusiasta. Era sempre molto professionale e non cazzeggiava. Voleva cantare ogni canzone nel modo migliore possibile. Mi piaceva molto registrare con lui. Penso che tutte le sue parti cantate da Definitely Maybe in poi mostrino che si tratta di uno dei più grandi cantanti di tutti i tempi e quelle canzoni non avrebbero avuto lo stesso impatto se non fosse stato per lui. Collaborare di nuovo con lui in futuro mi piacerebbe? Forse, dipende dalle circostanze".




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giovedì 11 marzo 2021

Oasis, all'asta il contratto del primo tour: richieste "24 birre al giorno e due persone abili e sobrie in aiuto"



La carriera degli Oasis è nata sul palco, con il volume della chitarra di Noel Gallagher sparato al massimo, l’atteggiamento da rockstar di suo fratello Liam e una grande confusione che però faceva capire che quel gruppo di balordi della periferia di Manchester era destinato a diventare la più grande rock band d’Inghilterra.

Almeno questo è quello che ha raccontato Alan McGee, fondatore della Creation Records (la sua incredibile carriera di manager e discografico è stata raccontata nel film biografico Creation Stories), che li ha scoperti nel maggio del 1993, quando gli Oasis si sono presentati senza essere stati invitati ad una serata per band emergenti al club King Tut’s Wah Wah Hut di Glasgow (avevano avuto la dritta da una band con cui condividevano la sala prove a Manchester, i Sister Lovers) e hanno preteso di suonare lo stesso.

Alan McGee ha fatto firmare un contratto agli Oasis, che sotto l'etichetta Creation Records hanno pubblicato, nell'aprile 1994, il primo singolo, Supersonic, arrivato alla posizione numero 31 della classifica inglese. La band è poi partita in tour e il 24 agosto 1994 il loro primo album Definitely Maybe si è piazzato al primo posto in classifica britannica dei dischi, diventando l'album di debutto che ha venduto più copie nel minor tempo nella storia della musica britannica.

Quel primo tour è l’apoteosi della fame di successo degli Oasis. Noel e Liam fanno di tutto per vivere il loro sogno di rockstar e per creare la loro leggenda di ultima rock band trasgressiva, pronta a prendersi il suo posto alla guida della nuova scena Britpop.

Un contratto che verrà messo all’asta da Hansons nel mese di marzo racconta i dettagli di una della date del tour iniziato il 24 gennaio a Londra e finito il 1° luglio al Warheouse di Leeds, prima di partire per la prima data a New York del 21 luglio.

Il 7 maggio gli Oasis arrivano a Windsor per suonare al club The Old Trout, e secondo quanto si legge nel contratto stipulato dall’agenzia Primary Talent International con il club, messo all’asta insieme al flyer originale, chiedono «due persone abili e sobrie per assistere il personale della band nelle operazioni di carico e scarico del materiale e degli strumenti della band, presenti al loro arrivo e fino al momento della partenza».

Una precisazione doverosa per garantire la sicurezza delle chitarre di Noel Gallagher. Anche perché nella lista delle richieste della band in camerino invece, al primo posto ci sono «ventiquattro lattine grandi di birra di qualità», oltre a due pasti caldi completi al giorno (non fast food) e viveri per lo staff.

Claire Howell, specialista di memorabilia del rock della casa d’asta Hansons, ha detto: «Questi contratti sono molto rari, il valore è di circa 1000-1500 sterline, ma non sarebbe una sorpresa arrivare ad un prezzo più alto data la popolarità degli Oasis, e la nostalgia che ogni cosa che li riguarda scatena nei fan».


Foto: Hanson Auction

Source: virginradio.it

thanks to Cris

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lunedì 9 dicembre 2019

Liam Gallagher a sorpresa: "Definitely Maybe? Alcune canzoni del disco sono invecchiate male perché ..."

Ecco un altro pezzo della nostra traduzione delle parole che Liam Gallagher ha pronunciato il 30 ottobre durante la chiacchierata con National Public Radio (NPR), un network di stazioni radiofoniche statunitensi, in occasione del suo tour negli States a supporto degli Who. Liam si è anche esibito dal vivo negli studi della radio (ottima la performance, audio qui sotto).

"Sì, la canzone Now that I've Found You parla di mia figlia Molly. Per vent'anni non abbiamo avuto un rapporto, il che è una cosa orribile, ma a volte queste cose succedono, capisci? Quindi sì, l'anno scorso io e Molly siamo entrati l'uno nella vita dell'altro e da allora non ne siamo più usciti. La amiamo e lei ci ama, quindi ce la stiamo spassando, amico".

"Perché Definitely Maybe ha superato la prova del tempo? Non lo so, amico, ovviamente contiene un sacco di belle canzoni. Ovviamente gli Oasis erano una buona band, con un buon compositore, e io ero un buon frontman o cantante, o quello che era. Non penso che avessimo un look particolarmente straordinario, come look non eravamo male, negli anni ho visto di meglio, capisci? Non lo so, penso che all'epoca l'Inghilterra fosse ... sai, non ti so dire, penso che siamo stati anche fortunati, ovviamente. All'epoca, quale che fosse la cosa che stava succedendo, siamo stati fortunati, perché tutti volevano quella cosa e tutti erano in ascolto".

"Oggi riascolto alcune di quelle canzoni alla radio e penso: 'Non mi convincono molto'. Penso che dovevi essere lì allora, capisci? Personalmente non penso che alcune di quelle canzoni siano invecchiate bene, capisci? Be', sì, Live Forever e Supersonic sono invecchiate bene, ma quando ascolto altre canzoni come Rock 'n' Roll Star penso: 'Suona troppo metallica'. Mi riferisco alla produzione, capisci? Non alle canzoni, le canzoni sono buone. Quando le sento su disco penso: 'Non suona bene con questo clima'. Forse è questo ciò che le rende buone, capisci? Penso che contasse quel momento e quel posto e sono felice di averle cantate, ne vado fiero".

trascrizione di oasisnotizie - Leggi anche: Liam Gallagher: "Cari fan di Noel, le canzoni degli Oasis sono mie tanto quanto sue. Se avessi smesso? Sarei andato in Spagna ad abbronzarmi"


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lunedì 19 agosto 2019

Definitely Maybe degli Oasis in edizione limitata per il 25° anniversario

"Tra vent'anni la gente comprerà Definitely Maybe e lo ascolterà per quello che era. È questo l'importante". Così parlava Noel Gallagher nell'agosto del 1994, il mese in cui il travolgente disco d'esordio degli Oasis fu pubblicato.

Quest'anno ricorrono i 25 anni dall'uscita dell'album e per l'occasione, il 29 agosto, la Big Brother Recordings ha annunciato la pubblicazione di una speciale versione del disco, disponibile in due edizioni limitate in vinile del disco, la prima caratterizzata da un disco grigio argento, per onorare l'anniversario "d'argento" del primo lavoro in studio del gruppo di Manchester, disponibile secondo i tradizionali canali di vendita (in questa edizione ci sarà anche la canzone Sad Song, presente solo sulla versione in vinile del primo disco della band dei Gallagher), e la seconda con la copertina del disco raffigurata sul vinile (il cosiddetto picture disc), acquistabile soltanto tramite il sito web ufficiale della band.

All'epoca nel Regno Unito fu il disco capace di vendere più copie nel minor tempo (primato poi battuto dagli Arctic Monkeys nel 2006), lanciando gli Oasis nel firmamento delle stelle musicali assurte a fenomeno culturale. Sette volte disco di platino nel Regno Unito, oltre dieci milioni di copie vendute in tutto il mondo (dato aggiornato al novembre 2006), è un disco i cui singoli (Supersonic, Shakermaker, Live Forever e Cigarettes And Alcohol) sono riconosciuti come classici e le cui album tracks, su tutte Rock ‘n’ Roll Star e Slide Away, sono note a qualunque fan della musica.

Definitely Maybe figura spesso nei sondaggi sul "miglior disco di tutti i tempi" ed è largamente considerato il migliore album d'esordio di tutti i tempi. E rivive oggi in occasione dei suoi 25 anni con una nuova pubblicazione, più fresco e attuale che mai.

A breve saranno inoltre annunciate novità sull'anniversario.

Tracklist

Side A
1. Rock & Roll Star
2. Shakermaker
3. Live Forever

Side B
4. Up In The Sky
5. Columbia
6. Sad Song

Side C
7. Supersonic
8. Bring It On Down
9. Cigarettes & Alcohol

Side D
9. Digsy’s Dinner
10. Slide Away
11. Married With Children

Clicca qui per preordinare il vinile.

Thanks to Camillo



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domenica 6 gennaio 2019

Holmes: "Noel Gallagher ora può esplorare, il bello deve ancora venire. Ha rotto le barriere"

"Ero entusiasta all'idea di lavorare con Noel a Who Built the Moon? perché c'erano un sacco di cose che si potevano fare.  Come la maggior parte dei compositori Noel aveva un procedimento: accordi sulla chitarra, melodia, trasformazione dlela melodia in parole, ideare di un arrangiamento, impartirlo alla band, registrazione. Io quel procedimento lo rispetto, ma non è quello che faccio io come produttore. Per me si trattava di creare punti di partenza: ritmi diversi, direzioni diverse e suoni diversi che avevano lo scopo di ispirarlo. Lui era davvero molto disponibile e penso che la prima settimana dopo che è venuto a Belfast abbiamo registrato il grosso del disco in, tipo, quattro giorni.

Noel ha un intuito incredibile, è incredibilmente rapido. Se avverte qualcosa, è in grado di fornirti centinaia di idee in mezz'ora; è talmente bravo come suonatore di chitarra e talmente creartivo con la sua pedaliera che penso che abbia rimpiazzato con pedali per chitarra altri complementi della sua vita! A volte è un po' come un DJ con la chitarra: mette su, tipo, quattro dischi in otto battute. Ma è eccezionale a cucire insieme tutte le influenze e a renderle Noel Gallagher.

Definitely Maybe è un disco rock 'n' roll dannatamente sbalorditivo. Un disco che parla di uscire dal tuo buco per andare a conquistare il mondo, ma un disco che poteva essere fatto una sola volta. Who Built the Moon? è Noel in un'altra epoca, un altro posto e un altro spazio mentale. Ha rotto la barriera di chi la gente pensa che egli sia, ora può esplorare ancora di più. Gli anni entusiasmanti sono ancora davanti a lui".
- David Holmes, produttore di Who Built the Moon?

traduz. by oasisnotizie - Source: rivista Mojo, Feb 2019 (scansione qui sotto)

DETTAGLI SUL PROSSIMO ALBUM DI NOEL QUI

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mercoledì 27 settembre 2017

L'ex studio di registrazione degli Oasis diventa una residenza turistica immersa nel verde della Cornovaglia

Se amate l'Inghilterra, per citare Cesare Cremonini, e se vi piacciono gli Oasis, non potete perdervi una visita al Sawmills Studio, nella magica atmosfera della Cornovaglia. È qui che band come Steeleye Span, Wet Wet Wet, Stone Roses, Verve, Supergrass e Duran Duran - e in tempi recenti Jessie J - registrarono famosi dischi. E fu qui che gli Oasis registrarono Definitely Maybe, il mitico album di debutto di Liam e Noel Gallagher e soci.

Lo studio è stato ristrutturato ed è diventato una residenza turistica. La sistemazione prevede 16 posti letto in 7 camere ed è ora possibile affittare la struttura per la cifra di 1000 sterline. La costruzione è accessibile solo tramite la barca, attraverso il fiume Fowey (gli Oasis infatti vi arrivarono in barca, come documentato qui).

Lo studio fu costruito nel 1974 sul sito dove sorgeva un'antica segheria (in inglese: sawmill). Ospitò gli Oasis una prima volta nel 1994 e una seconda volta dieci anni dopo, per alcune sessioni di registrazione di Don't Believe The Truth, poi scartate (guarda qui, parte 1 e parte 2).

Sources: Daily Mail (con altre foto) e Cornwalllive.com



Liam al Sawmill Studio nel '94. Foto di Anjali Dutt, tra gli ingegneri del suono di Definitely Maybe 
(source: @kulbritania | Twitter)

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lunedì 12 dicembre 2016

Noel Gallagher: "I miei ricordi di Bowie e Prince. Il 2016? Anno pazzo. Definitely Maybe? Più Slade che Beatles"

Ecco un'altra parte della chiacchierata di sabato di Noel Gallagher con Steve Lamacq su BBC Radio 6 Music. L'audio è alla fine del post.

Noel parla di David Bowie, di Prince e alla fine fa un commento sull'album d'esordio degli Oasis.

"Penso che questo 2016 sarà ricordato. È stato l'anno più pazzo che io ricordi per la politica, per la gente che è morta, gli eventi mondiali", ha osservato Noel.

"David Bowie e Prince morti nello stesso anno è sconvolgente. Se pensi che è stato via per così tanto tempo e poi è tornato ... Sì, è stato un vero shock. In un certo senso penso che non sia mai morto, capisci? Perché la sua musica era una parte molto importante della vita delle persone".

"La prima cosa di Bowie che sentii fu una trasmissione di nome Five-minute Profile, penso su Channel 4. Era il 1983, credo, ero disoccupato, avevo appena finito la scuola a Manchester. Ricordo distintamente che ci fu una puntata dedicata ai Fleetwood Mac. Ascoltai il loro brano Oh Well per la prima volta e mi appassionai a Peter Green e ai Fleetwood Mac. Poi la puntata su David Bowie. Heroes fu il pezzo che mi colpì. Anche se avevo già sentito David Bowie a Top of the Pops e tutto il resto, ricordo quando vidi il video di Heroes. C'era questo rapido focus di cinque minuti sulla vita musicale di una persona e questa cosa di Heroes mi ha sbalordito. Non ricordo quale fosse il suo best of all'epoca, se Changesone o Changestwo, ma ne divenni rapidamente ossessionato".

"Quando facevo il roadie per gli Inspiral Carpets e quando ero agli inizi con gli Oasis, di cui ero il compositore, avevo una cassetta che portavo dappertutto. Aveva, nell'ordine, due canzoni di David Bowie, due canzoni di T.Rex e due canzoni degli Slade, per un totale di un'ora e mezza. Ero solito annoiare a morte gli Inspiral. Forse sono l'unica persona al mondo che ha notato che si tratta dello stesso arrangiamento e degli stessi accordi di It's Only Rock 'n' Roll dei Rolling Stones. E per questo mi sono sempre dato una pacca 'musicale' sulle spalle".

"Quel suo album, Heathen, non so neanche se quando uscì io lo comprai, visto che ho iniziato ad ascoltarlo solo di recente, ma quel pezzo è incredibile. E penso che il penultimo disco che ha fatto, The Next Day, sia un capolavoro. Ricordo che quando uscì lo ascoltai con le cuffie a letto e pensai: 'Non può essere così bello'. L'ho sentito tre o quattro volte di fila e ho chiamato un po' di persone per dire loro: 'Hai sentito il disco di Bowie? Sono io o è straordinario?'. Certe canzoni di quel disco sono tra la roba migliore che abbia fatto, penso".

"Quando ho saputo della morte di Prince stavo per salire sul palco, ero seduto alla mensa dell'Hydro, a Glasgow, e mangiavo fagioli e pane tostato. Ero lì e la BBC ha mostrato una foto di Prince, così ho pensato: 'Che cosa combina? Oh, è morto?'. Non potevo crederci.  La gente mi chiamava e mi diceva: 'Devi fare qualcosa, devi salire sul palco tra un'ora e mezza', quindi dovevamo rendergli un po' omaggio".

"È stato un anno strano. Sono morti anche Lemmy, mio vecchio amico, e Craig Gill degli Inspiral Carpets. Brutta annata per chi ha raggiunto la fine".

"Se ascolti il sound di Definitely Maybe è un po' Slade. Ho sempre pensato che si richiamasse più agli Slade che ai Beatles".

Fine parte 3 - (continua, stay tuned)

Noel Gallagher: "Ecco le cinque canzoni di Bowie che preferisco"


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martedì 5 aprile 2016

Noel Gallagher racconta (parte 1): "Primal Scream? Ecco perché sono tra i migliori. I Real People? Ecco come hanno 'provocato' Definitely Maybe"

Intervistato il 1° aprile da Gemma Pike di Triple J, radio australiana (AUDIO ALLA FINE DEL POST), Noel Gallagher ha scelto "le 5 canzoni e le 5 band che gli hanno insegnato qualcosa".

In questa prima parte che vi proponiamo Noel parla di cosa gli hanno insegnato i Real People, band di Manchester che divenne molto amica degli Oasis, e i Primal Scream, uno dei gruppi più stimati dall'ex chitarrista degli Oasis. Il loro ultimo disco, Chaosmosis, è tra l'altro di recentissima uscita: è stato pubblicato il 18 marzo. 

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Primal Scream - Come Together (Hypnotone Brain Machine Mix)


Ci sono 100 canzoni dei Primal Scream tra cui scegliere e suonano ognuna diversa dall'altra, il che la dice lunga su chi sono loro e sulla visione che hanno di ciò che sono.

Non so perché ho scelto questo loro remix. Passavo in rassegna velocemente la mia collezione di canzoni e ho pensato che quella non la ascoltavo da secoli. Così l'ho ascoltata e ho pensato che suona incredibile, ancora oggi. Così ho scelto quella, ma come ho detto potrei scegliere cento loro canzoni. La maggior parte di quelle di Screamadelica, Higher Than The Sun, Movin' On Up, Rocks, Sun, Loaded.

I Primal Scream sono una delle mie band preferite di tutti i tempi e sono tra le persone più rispettate che io conosca nel mondo della musica. Ricordo quando scendemmo a Londra da Manchester per la prima volta. Ricordo che quando incontrai Bobby Gillespie per la prima volta pensai: "Ah, allora ci sono persone come noi in questo mondo!". Perché ricordo che quando ero al nord pensavo che nessuno fosse come noi lassù. Non intendo in senso musicale, pensavo che fossimo migliori di qualunque altro.

A quanto pare andavamo d'accordo in tutto e per tutto, con tutto il cuore. Siamo rimasti amici per vent'anni e abbiamo fatto parte della migliore casa discografica di tutti i tempi, la Creation Records. Abbiamo trascorso anni spensierati, ruggenti e folli. Gli uffici che frequentavamo erano eccezionali, i migliori di sempre. Quando la Creation fallì le nostre strade si separarono, ma io e i Primal Scream siamo finiti di recente negli stessi uffici.

Ciò che mi piace di loro è che ogni disco che hanno fatto è diverso dall'altro. Fanno un disco come Screamadelica, poi vanno a fare un disco country rock, poi un album di disco elettronica e poi un album di rock psichedelico.

Sono di gran lunga una delle migliori band britanniche che abbia visto in vita mia. Come mai non stiano mai stati nominati per un premio alla carriera è un po' una farsa, penso. In Gran Bretagna c'è gente che fa la bella vita con i garage pieni di Brit Awards e penso che loro non ne abbiano mai ricevuto uno, il che è una disgrazia.

Come? Dici che forse potremmo fregarne uno ad Alex Turner? Ehm ... Alex Turner? È il cantante degli Arctic Monkeys, no? Ne ha un bel po' di premi lui, no?

The Real People - I Can't Wait


Prima di diventare una plurititolata rock star di fama internazionale facevo il roadie per una band di nome Inspiral Carpets e questi tizi dei Real People erano in tour con gli Inspiral Carpets. E a me piacevano molto. Avevo già comprato i loro album. Ero fan di un'altra band di quell'epoca, i La's, che tutti devono conoscere.

Quando costituimmo gli Oasis eravamo soliti andare a vedere questi tizi al Boardwalk di Manchester, dove di solito facevamo le prove. Mi dissero: "Oh, tu sei il tizio che faceva il roadie". "Sì, sono io!". Così ebbi modo di conoscerli un po'.

Il primissimo demo degli Oasis fu registrato nello studio dei Real People a Liverpool. Entrammo in intimità, facevamo su e giù da Liverpool ogni settimana. Facevamo i demo, uscivamo insieme, ascoltavamo musica insieme.

Quello che ho preso da loro è che il modo in cui percepivano la musica era diverso da chiunque altro avessi incontrato a Manchester. Manchester era creativa e diretta. Anche se la musica che viene da Manchester è piuttosto unica, la gente era molto semplice, diretta. Mentre se trascorrevi mezz'ora per strada a Liverpool, la gente della mia età, che frequentavo, era gente stramba, lunatica, drogata e psichedelica. Ed eravamo tutti appassionati della stessa musica.

È stato bellissimo trascorrere del tempo con loro. Ci insegnarono molto riguardo le armonie vocali e roba così, loro ci facevano sentire dischi che non avevami mai sentito prima e viceversa. È stato uno scambio reciproco. Sono sicuro che loro da noi presero tanto quando prendemmo noi da loro.

Sono stati momenti fantastici della mia vita e ripenso a quei giorni come ai giorni in cui Definitely Maybe iniziava a prendere forma nella mia testa.  Sai, i demo registrati nello studio dei Real People sono sulla cassetta da cui ne prendemmo dieci  per l'album. Eravamo così ambiziosi che ce li tenemmo per noi, uno lo perdemmo e un altro finì alla Factory Records, che non si prese la briga di scritturarci. Lì ci sono le prime versioni di Rock 'n' Roll Star, Bring It On Down e Columbia.

Sono stati momenti bellissimi della mia vita e quando torno a Liverpool - ogni tanto ci torno e lo farò anche a breve, devo tenere un concerto lì tra poche settimane - ho ricordi meravigliosi.

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Altre parti della chiacchierata a breve - stay tuned


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giovedì 18 febbraio 2016

Noel Gallagher: "L'incontro con Bowie? Non ricordo, ero troppo ubriaco. Lui, T. Rex e gli Slade cruciali per Definitely Maybe"

L'11 febbraio su Absolute Radio Noel Gallagher ha condotto, con l'amico Matt Morgan, uno show che è stato trasmesso nella serata del 15 febbraio (AUDIO completo qui sotto, alla fine del post).

I due hanno scelto scelto canzoni di Nirvana, David Bowie, Patti Smith, Motörhead e altri artisti e hanno chiacchierato di molte cose, rispondendo anche a domande degli utenti di Twitter. C'è stato spazio anche per alcune considerazioni su David Bowie, su Lars Ulrich, sul terzo album degli Oasis, Be Here Now, e sui threesome ...

Vi riportiamo in parti una sintesi del dialogo. Stay tuned per le altre parti.

Sulla morte di David Bowie

Morgan: "È stato uno shock".

Noel: "Aveva posato per un servizio fotografico alcuni giorni prima e aveva un ottimo aspetto ... L'insinuazione è che abbia registrato Blackstar  quando stava già per morire".

Morgan: "Se dovessi scoprire di essere in punto di morte, ti importerebbe dire: Oh, devo fare un po' di musica?".

Noel: "Dipende da come mi sentirei, in realtà. Non sono così motivato nel migliore dei momenti. Non dovrei esserlo però se fossi sul punto di tirare le cuoia ... Quello che probabilmente farei sarebbe provare a spendere più denaro possibile e stabilire alcuni primati. Non so se sarei così interessato ad andare in studio, sai cosa intendo? Ma sono felice che lui lo abbia fatto".

Sull'incontro con David Bowie

Noel: "Lo incontrai. Andai a vederlo alla Wembley Arena (nel 1997, ndr). Gli faceva da supporter Morrissey. Qualcuno venne e mi disse: 'Ti piacerebbe incontrare David?'. E io: 'Sì, certo'. E rimpiango ... c'è una foto che ritrae me e lui e di sicuro io gli avevo detto qualcosa di buffo, perché lui sta ridendo in modo isterico. Non ho idea di cosa gli avessi detto". 

"Se non esistesse quella foto non avrei alcun ricordo di quell'incontro, ricordo solo che quella foto fu scattata nel suo camerino. Ero troppo giovane e troppo ubriaco per potermi rendere conto che stavo incontrando uno dei più grandi".

Sull'influenza di David Bowie sugli Oasis

"Ero suo fan già molto presto, ricordo che a Manchester, quando eravamo disoccupati, avevo questa cassetta C90 - le cassette C90, ragazzi! - che mettevamo su mentre guidavamo in macchina. Aveva due canzoni di David Bowie, due canzoni di T. Rex e due canzoni degli Slade. Ero stato io a disporle così, perché ero un visionario già all'epoca. Spesso attribuisco a quella cassetta i meriti per il sound di Definitely Maybe".

Morgan: "Il riff di Cigarettes & Alcohol era di Marc Bolan".

Noel (ride, ndr): "No, l'ho inventato io! Poi mi è suonato familiare ...".

Morgan: "Be', comunque si trattava di un riff molto standard".

Noel: "Sì, sì, Marc l'avrà rubato a qualcun altro". 

Su Lars Ulrich 

Noel: "Lars Ulrich è un grande fan degli Oasis ed è mio amico. Il primo autografo che io abbia firmato sul suolo americano è stato per lui e non lo conoscevo. Ero lì a gironzolare dopo un concerto e mi dissero: 'È il batterista dei Metallica!'. Gli voglio bene. Parlo con lui molto spesso. Mi ha anche chiesto di suonare per il suo matrimonio, ma mi sono rifiutato: è stato un po' strano".

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FINE PARTE 1 



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lunedì 26 maggio 2014

Alan McGee: "Digsy's Dinner degli Oasis era una presa in giro nei confronti dei Blur"

La canzone degli Oasis Digsy's Dinner fu scritta come forma di presa in giro nei confronti dei Blur. Almeno è questo quello che rivela il fondatore della Creations Records, Alan McGee, scopritore degli Oasis. 

Parlando ai microfoni di Xfm Radio, McGee, che nel maggio 1993 propose alla band dei Gallagher un contratto discografico dopo averli visti suonare al King Tut's Wah Wah di Glasgow, ha dichiarato: "Penso che quella canzone fosse una presa in giro nei confronti dei Blur. Ma penso che Noel non abbia mai avuto il coraggio di ammetterlo. Era una sorta di manifesto per lui, come se volesse dimostrare che tutta la battaglia del Britpop non aveva grande significato a suo parere e che poteva fare certe cose anche dormendo". 

Poi McGee ha parlato di Cigarettes & Alcohol, altro brano simbolo della band. "Divenne 'l'inno' anche per le generazioni a venire, per un intero stuolo di ragazzini che pensavano: 'OK, ho solo 10 sterle in tasca, ma sono una stella del rock 'n' roll'. Ed è questo quello di cui parla quella canzone, del credere di essere una rock star". 

Sempre a proposito di questa canzone, McGee ha spiegato come nacque il ghigno caratteristico di Liam, evidente nella pronuncia di alcune parole come "sunshine" e molto vicino a quello di Johnny Rotten dei Sex Pistols. "Eravamo in radio, stavano facendo una sessione radiofonica del brano e per scherzo, mentre Noel suonava, lui prese a fare quel ghigno alla Lydon. Così dissi a Noel: 'Fallo rimanere così!'. Andò da Liam e glielo disse. Liam era stato sempre lennoniano, ma mise anche quell'elemento di John Lydon nella voce. Noel tornò da me e mi disse: 'Alan, ci sta soltanto prendendo per i fondelli' ...".  

Le canzoni sono contenute nell'album del 1994 Definitely Maybe, che segna il debutto della band inglese sulle scene musicali. Un disco storico che è stato appena ripubblicato in edizione rimasterizzata per festeggiare il suo 20esimo anniversario. Nell'edizione che è stata data alle stampa ci sono anche delle registrazioni rare ed inedite.

Definitely Maybe è solo il primo di tre album che verrà ripubblicato, visto che nel corso dell'anno anche What's the Story (Morning Glory)? (probabilmente a luglio) e Be Here Now subiranno lo stesso trattamento.

Tra i contenuti speciali che sono inclusi in queste riedizioni dei dischi degli Oasis ci sono anche una versione stand-alone del singolo Whatever, inedite edizioni acustiche delle canzoni Live Forever e Shakemaker registrate a Parigi, un demo di Half the World Away, registrata da Noel Gallagher in una stanza d'albergo a Tokyo, una versione di Sad Song registrata alla Manchester Academy e un demo di un brano intitolato Strange Thing, già noto come parte dei cosiddetti Lost Tapes degli Oasis.

Fonte: xfm.co.uk

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