Gli Oasis tornano prepotentemente nei telegiornali italiani con l'annuncio della reunion dopo quindici anni. Vediamo una carrellata completa dei servizi televisivi odierni dei principali canali (Rai, Mediaset, Sky) dedicati al ricongiungimento dei fratelli Gallagher.
Iniziamo con i servizi andati in onda sulla Rai, al TG3 (ore 14.20), TG1 (ore 13.30 e ore 20.00 con interviste ai fan inglesi) e TG2 (ore 13.00).
Telegiornali italiani impazziti per la reunion della band mancuniana. In due giorni sono stati trasmessi una dozzina di servizi sull'evento musicale del prossimo anno.
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LONDRA – Dopo litigi, insulti e la promessa che mai, assolutamente mai, sarebbero tornati insieme, Liam e Noel Gallagher avrebbero trovato una formula per ricomporre gli Oasis: una serie di concerti li vedrà impegnati la prossima estate tra Londra e Manchester. Questo, almeno, è quando hanno assicurato fonti del settore discografico al Sunday Times, domenicale che ha annunciato la notizia ai milioni di fan che in tutto il mondo continuano con ascolti e streaming a confermare il successo e l’appeal duraturo della band. Inoltre, sull'account X della band e su quelli privati di Liam e di Noel Gallagher è comparso un breve video che alterna la data di domani, martedì 27 agosto, all'orario delle 8 di mattina. Nessun'altra spiegazione, ma è inevitabile pensare che l'argomento sia proprio a reunion.
L’ultimo spettacolo insieme risale al 22 agosto del 2009: 15 anni forse bastano, se non per siglare la pace almeno per finalizzare i termini di una tregua, e se è vero che entrambi hanno conosciuto il successo da solisti — Liam in settimana ha concluso una tournée da 12 tappe sold out — gli Oasis sono un’altra cosa: per il grande e insperato ritorno sarebbero già stati prenotati Heaton Park, nella loro città natale, e lo stadio di Wembley, dove si parla addirittura di dieci concerti, un totale che ritoccherebbe il record di otto nella stessa tournée stabilito da Taylor Swift quest’anno. La notizia è subito divampata sui social: con alcuni interventi su X, Liam domenica non ha smentito, anzi. A chi sottolineava che Heaton Park, a Manchester, non è la venue ideale (è un enorme parco), Gallagher Junior ha risposto: «Ci vediamo in prima fila». E a chi prevedeva che la reunion non sarebbe durata, Liam ha chiesto se per caso aveva «una sfera di cristallo», il tutto condito da coloriti appellativi che ai messaggi hanno dato un’aria di autenticità.
In un video realizzato per festeggiare il 30esimo anniversario dell’uscita di Definitely Maybe, Noel ha lodato la voce di Liam: «Quando cantavo io una canzone era buona, quando la cantava lui era grande». «La mia voce — aveva aggiunto — è come mezza pinta di Guinness il martedì, quella di Liam dieci bicchierini di tequila il venerdì sera». Liam, inoltre, venerdì, aveva sottolineato durante un concerto di trovarsi in «una situazione interessante», sul palco a intonare una canzone, Half the World Away, scritta e cantata originariamente dal fratello: parole che per alcuni critici sono un’ulteriore indicazione che una riunione è dietro l’angolo, evento per il quale il grande pubblico si mobiliterebbe immediatamente, se gli organizzatori già meditano di assegnare loro il ruolo principale nella prossima edizione del festival di Glastonbury, a 30 anni esatti dall’uscita di (What’s the Story) Morning Glory? Con undici album e 70 milioni di dischi venduti, gli Oasis sono il gruppo che ha costruito il BritPop e lo ha lanciato a livello internazionale. Rimangono l’immagine della Cool Britannia della fine degli anni 90 e, allo stesso tempo, sono una band che è riuscita a coltivare un enorme seguito tra ragazzi che erano bambini all’epoca del loro scioglimento: su Spotify hanno 21 milioni di ascoltatori al mese. Allora, forse, è giunto il momento di lasciare la rabbia al passato e di non guardare indietro, anche perché il divorzio da Sara MacDonald sarebbe costato a Noel 20 milioni di dollari, oltre alla casa da 8 milioni. L’assenza di una secca smentita fa sperare gli appassionati che il momento della riunione sia arrivato.
Paola De Carolis (Corriere della Sera)
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Intervistato dalla Rai a Milano il 17 aprile, Noel Gallagher ha presentato il suo nuovo album, Council Skies, in uscita il 2 giugno. L'intervista è andata in onda nella trasmissione Tutti i frutti, su Rai News 24.
Noel Gallagher: l'ispirazione che viene dal cielo, la magia di Abbey Road, la divinità Lennon. Un album in uscita a giugno (Council Skies) e una data del tour in Italia per l'eroe del britpop, ex componente degli Oasis, autore di capolavori come Wonderwall. Il cantante è passato a Milano per raccontare le sue nuove canzoni.
Il cantautore ha detto la sua anche sull'uso dell'intelligenza artificiale (IA) nella musica.
Guarda il video alla fine del post.
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Which guitar did you use in your new record?
"I played all the acoustic guitar and all the rhtythm guitar and I did one guitar solo."
Where do you put your voice in the mix?
"Slightly behind. In all the records that I love, that I listened to when I was growing up the voice is never upfront, because the voice should be part of the band and I don't like when it's in your face"
How do you interact with Johnny Marr?
"He doesn't listen to the track until he gets in the studio. He sets his equipment and the first time he listens to it is when he plays for the first time. And then he just reacts to the music. And after a few takes he sticks on one thing that everyone goes 'That! That's the thing!' ..."
Is it still simple to write songs after all these years?
"Well, I keep it simple. I don't try to overcomplicate anything. If I think too much, it loses something, so I use my instinct and my heart."
Where do songs come from?
"The songs come from a higher place and they evoke some memories, some feelings in me and I just try and catch them. I don't know, it's a wonderful thing."
In a version of your new record there's a cover of John Lennon (Mind Games).
"The thing about John's songs is you don't really realise how great they are until you start to play them yourself and you listen to the words and sing them. It's godlike."
The Beatles have always been an inspiration. And you made them echo in a symbolic place.
"There's only one place in the world you'll go to when you record the strings. It's the studio 2 at Abbey Road. That's an amazing vibe, the room is incredible the sound in the room is amazing."
Your single Pretty Boy was remixed by Robert Smith from The Cure.
"I just emailed him and he agreed to do it. I thought my version was like The Cure and then when I heard his version I thought 'Ah, that sounds like The Cure!'.".
Everybody talks about music generated by artificial intelligence. Does it fascinates you?
"No, it has no feeling. You can create a robot that sounds like me, but it's not me."
Are you ready for your tour that will hit Italy in November?
"No, not yet. I'll start rehearsing in two weeks, then I'll be ready. I'm looking forward to it."
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Tutto pronto a Roma per il Concerto del Primo Maggio. A pochi giorni dalla manifestazione, che quest'anno andrà in scena dalla Cavea dell'Auditorium Parco della Musica a partire dalle 16.30 (e in diretta su Rai3, Radio2 e RaiPlay), a causa delle restrizioni da covid, ecco il cast completo (in ordine alfabetico):
Alex Britti & Flavio Boltro, Après la Classe & Sud Sound System, Balthazar, Edoardo Bennato, Bugo, Chadia Rodriguez ft.
Federica Carta, Colapesce Dimartino, Coma_cose, Enrico Ruggeri, Ermal Meta, Extraliscio, Fabrizio Moro con Vinicio Marchionni e Giacomo Ferrara, Fasma, Fast animals and Slow Kids & Willie Peyote, Fedez, Folcast, Francesca Michielin, Francesco Renga, Gaia, Ghemon, Gianna Nannini e Claudio Capéo, Ginevra, Gio Evan, Il tre, L'orchestraccia, La Rappresentante di Lista, Lp, Madame, Mara Sattei, Max Gazzè & The Magical Mystery Band, Michele Bravi, Modena City Ramblers, Motta, Nayt, Noel Gallagher, Noemi, Orchestra multietnica di Arezzo con Magherita Vicario, Piero Pelù, The Zen Circus, Tre Allegri Ragazzi Morti, Vasco Brondi, Wrongonyou.
Oltre sei ore di musica per l'evento promosso da CGIL, CISL e UIL e organizzato da iCompany che proverà a raccontare lo stato d'animo del Paese alle prese con uno dei suoi momenti più difficili di sempre.
Sul palco del Concerto 2021 si esibiranno anche Cargo (Roma), Marte Marasco (Milano) e Neno (Torino), vincitori del contest 1MNEXT, e Y-Not, vincitore del contest, promosso da Anas, della campagna sulla sicurezza stradale "Guida e Basta".
Nonostante la pandemia e le difficoltà ad organizzare un evento
complesso con 40 artisti live sul palco e grazie alla possibilità
concessa dal decreto riaperture, lo spettacolo sarà dal vivo e con il
pubblico, anche se contingentato. Lo show prevederà ospiti stranieri d’eccezione Noel Gallagher e LP.
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E Noel Gallagher sarà ospite giovedì 29 aprile (dalle ore 10 italiane) del Breakfast Show di Absolute Radio con Dave Berry. I canali social di Absolute Radio parlano di un "annuncio speciale" da parte di Noel. C'è chi spera che si possa ascoltare una sua nuova canzone.
Domenica 25 ottobre è andata in onda su Rai Radio 2 una puntata di Rock and Roll Circus interamente dedicata a (What's the Story) Morning Glory? degli Oasis, che ha compiuto 25 anni un mese fa. L'abbiamo caricata su YouTube per voi.
Riascolta qui di seguito il programma condotto da Pierluigi Ferrantini e Carolina Di Domenico, con estratti del concerto degli Oasis al Festival di Roskilde del 30 giugno 1995 e di una recente intervista a Noel Gallagher.
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Stanotte Rai Radio 2 manderà in onda un'intervista a Noel Gallagher, intercettato da Rock and Roll Circus, programma in onda dal lunedì al venerdì dalle 00.30, all'1.30. Salito mercoledì sul palco del concerto del Primo Maggio a Roma, l’ex leader degli Oasis, che è stato l’artista di punta dell'evento insieme ai suoi High Flying Birds, si è concesso ieri ai microfoni di Carolina Di Domenico e Pier Ferrantini (membro della rock band Velvet, nota soprattutto per la hit Boyband, tormentone estivo italiano del 2001).
"Il nuovo singolo Black Star Dancing – che anticipa il primo di tre EP in uscita prossimamente - e le altre canzoni che ho pronte indicano la direzione che prenderà il mio nuovo disco: drum machine, molto basso e niente chitarre.
L’intervista concessa dall'ex Oasis a Rai Radio2 ha il sapore di una grande occasione: "Fino a un paio di anni fa rilasciavo un’intervista al giorno e mi sembrava fichissimo essere continuamente sui giornali e sui magazine – ha continuato Noel Gallagher - poi ho smesso perché mi sono annoiato e devo dire che la mia vita è decisamente migliorata".
Seguiranno dettagli una volta che l'intervista sarà diffusa, oggi dalla mezzanotte e mezza su Radio 2.
Dopo Liam anche Noel Gallagher è stato protagonista di un servizio del Tg2 (edizione delle 13 del 124 giugno). VIDEO QUI
Rho (Milano), 23 giugno 2018. Il terzo giorno di I-Days 2018 ha visto protagonista il rock britannico in molte delle sue sfaccettature. Alle 17 è stata la volta di Isaac Gracie,
giovanissimo astro nascente del cantautorato d’oltremanica, che ha
accarezzato l’arena con le sue melodie malinconiche a metà strada tra
Tom Odell e Jeff Buckley. A seguire i redivivi Ride,
tornati insieme dopo la reunion del 2014. L’araba fenice capitanata
dall’ex-Oasis Andy Bell, passato poi dalla parte di Liam come
chitarrista dei Beady Eye, precede l’esibizione dei Placebo, tra le più attese dell’intera manifestazione.
L’Open Air Theatre del Parco Experience Milano è carico per l’arrivo
della rock band inglese. Poco dopo le 19 un boato accompagna l’entrata
sul palco degli attuali turnisti della band: i 15mila di Milano
sembrano particolarmente ansiosi di riascoltare la musica di Brian Molko
e Stefan Olsdal, che fanno il loro ingresso in scena sulle note di Pure Morning.
Le lenti scure sugli occhi cercano di contrastare il sole che splende
esattamente difronte al palco, come un faro naturale che li espone
inesorabilmente agli sguardi famelici dei fan. Il frontman sembra in
giornata, la voce è ferma e precisa, mentre le mani picchiano con forza
sulla Fender azzurra che agguanta. Segue in scaletta Loud Like Love,
che sprigiona tutta l’energia dei presenti, ai quali Brian si limita a
rivolgere un gelido “Buonasera e grazie”. Per fortuna le poche parole
del cantante sono inversamente proporzionali al vigore delle sue
performance dal vivo, come nel caso della cupa Special Needs, terzo singolo del fortunato Sleeping with Ghosts del 2003, eseguita alla perfezione.
Neanche il tempo di fermarsi a guardare Molko far ringhiare a pugni
la sua chitarra in chiusura del pezzo, che sul palco compare un
pianoforte dietro al quale si posiziona Olsdal: l’arpeggio che parte è
quello di Too Many Friends. Il canto di Brian è affilato come
sempre, mentre il resto della band si limita a fare (giustamente) da
spalla al loro leader, carismatico come pochi. Special K mette
tutti d’accordo, il refrain della strofa è preda delle voci affamate
degli oltre 15mila spettatori accorsi per questa giornata di festival.
Molko, tra un pezzo e l’altro, fuma e beve intrugli non meglio
identificati. La scarica finale è un crescendo rock pazzesco: Song to Say Goodbye, The Bitter End e Infra-Red
sono le ultime canzoni suonate dai Placebo agli I-Days, che fanno
letteralmente impazzire l’arena. Molko continua a fumare tra una canzone
e l’altra, pur non risentendone sul piano vocale. Un attimo prima di
salutare il pubblico italiano, Olsdal sventola al cielo la sua chitarra
arcobaleno. Molko rimane da solo sul palco e gioca ancora qualche minuto
coi feedback delle chitarre distorte, prima di ringraziare la platea e
uscire definitivamente di scena.
Alle 21:30 è invece la volta dei Noel Gallagher’s High Flying Birds, tornati a Milano dopo la data al Fabrique dello scorso aprile. Come in quell’occasione, ad aprire le danze ci pensa Fort Knox, l’opening del loro ultimo album Who Built The Moon?.
Le voci della cantante di colore Ysée (pseudonimo di Audrey Gbaguidi), presenti anche su disco,
alimentano l’atmosfera magica d’inizio concerto. L’arazzo del Manchester
City che campeggia sul palco del maggiore dei fratelli Gallagher si
specchia addosso a tanti spettatori che, più per sentimento di
solidarietà verso il proprio idolo che per reale fede calcistica, sono
giunti alla venue vestiti d’azzurro. L’ambiente “cosmic pop” dell’intro
(come lo stesso Noel l’ha definito) lascia spazio alle ritmiche serrate
di Holy Mountain, che scuote l’arena. La resa sonora dal vivo
dei pezzi dell’ultimo disco, obiettivamente diverso dai suoi lavori
precedenti, è più “chitarristica” che nell’album. Tuttavia ogni suono
prodotto sul palco è estremamente pulito e riconoscibile, così come il
canto dell’ex membro degli Oasis.
Noel è di poche parole e si muove spedito tra un pezzo e l’altro
della scaletta. “Ciao Milano, c’è qualche fan degli Oasis tra voi?”
chiede beffardo. Il boato dell’arena cela la risposta, e segue la prima
canzone presa in prestito dal repertorio della sua vecchia band, Little by Little.
La sete di Oasis di gran parte del pubblico è così momentaneamente
appagata. La coda del brano è più lunga del solito ed è tutta per Gem
Archer, già chitarrista della storica band inglese a partire dal 1999. I
cori che inneggiano “Oasis! Oasis!” fanno a gara con quelli singoli per
Noel tra un brano e l’altro. L’artista inglese non sembra fare molto
caso a quello che accade sotto al palco, se non quando scherza con
alcuni ragazzi del pubblico autori di un cartellone che recita “Noel ha
messo incinta mia mamma”.
Con l’attacco improvviso di Wonderwall probabilmente gli
addetti al pronto soccorso avranno avuto un bel po’ da fare. Il potere
di quei quattro semplici accordi è indescrivibile e Noel lo sa bene,
lasciando che sia la gente a cantare gran parte del brano. Ma non è
ancora finita per i fan della prima ora: dopo una toccata e fuga nel
“nuovo” repertorio, con AKA… What a Life! e The Right Stuff, è la volta di Don’t Look Back in Anger.
I brividi lasciano il posto alla meraviglia dell’Open Air Theatre, che
canta all’unisono lo storico ritornello del brano. “C’è tempo solo per
un ultimo pezzo” dirà Noel poco dopo, in riferimento alla cover di All You Need is Love dei Beatles che chiude le setlist dei suoi concerti.
È innegabile che l’aver ascoltato Liam e Noel a distanza di due
giorni l’uno dall’altro abbia provocato una strana sensazione, come
quando un bambino deve dividere il suo tempo tra una mamma e un papà
separati. La speranza di rivederli insieme è sempre viva, non vuole cedere il passo alla rassegnazione. Qualcuno
dice di aver visto Andy Bell nei pressi del camerino di Noel ad I-Days
Milano. Non si erano lasciati benissimo dopo lo scioglimento degli
Oasis… ma se?
In questi video le interviste che Noel Gallagher ha concesso a Rockol e a Rai News 24 lo scorso 9 novembre, in occasione della sua giornata milanese.
Nella prima parte della videointervista con Rockol Noel parla del disco, prodotto da David Holmes, e del suo nuovo suono. "Non mi piace la musica rock. Ci sono troppe urla. Ma datti una calmata… Il rock ha ucciso il rock 'n' roll. Tingersi i capelli? Mettersi gli orecchini? Farsi i tatuaggi? A cosa servono quelle cose?". Le parole che pronuncia più spesso parlando di Who Built the Moon? sono gioia e speranza. C'erano ai tempi degli Oasis? "In Definitely Maybe c'era un senso di gioia. Forse mentre progredivamo nel nostro viaggio musicale abbiamo iniziato ad essere più cinici. Questa volta è stata la musica che scrivevo a suggerire sentimenti di gioia e speranza. E non è facile esprimerle in una canzone pop. Io ce l'ho fatta e del resto sono uno bravo".
Nella seconda parte Noel parla di Don't Look Back in Anger, di come
sia diventata un inno ("Mi rende triste, ma … è il tipo di momento che un
songwriter aspetta per una vita") e ovviamente di Liam: "Nessuno sa che
problemi abbia davvero ...". Thanks to http://www.rockol.it
Nell'intervista rilasciata a Rai News 24 Noel dice: "Non c'è una cifra sonora unica, ma un sentimento che pervade tutto l'album ed è la speranza, la gioia. C'è un ritmo allegro, che ti carica. Penso sia un ottimo disco rock 'n' roll".
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Servizio TG3 delle ore 12 del 10 novembre 2017 sulla giornata milanese (9 novembre) di Noel Gallagher. Grazie a Giuseppe Schillaci per la segnalazione.
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Qui sotto il servizio del TG2 del 9 novembre 2017 (edizione delle ore 20.30) sulla giornata milanese di Noel Gallagher. Si continua a ripetere che gli Oasis si sono sciolti "sei anni" fa (lo fa sia la conduttrice, che dice anche che il disco di Noel "esce oggi", sia l'autrice del servizio) ...
Qui sotto il servizio di Studio Aperto (edizione delle 18.30) sulla giornata dell'ex Oasis.
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VIDEOINTERVISTA completa di Stefano Tura, corrispondente Rai da Londra, a Noel Gallagher, trasmessa ieri prima della partita Inghilterra-italia. L'ex Oasis parla del match, pronostica uno 0-0 e discute di Balotelli, Pirlo. Poi racconta come è diventato il portafortuna di Del Piero e degli azzurri ai Mondiali 2006. Recorded by us.
Noel Gallagher è stato intervistato da Rai
Sport. A Notti Mondiali (prima della partita) su Rai Uno sarà trasmessa l'intervista integrale all'ex Oasis. Verso le 17.20 nel corso di Dribbling Mondiali su Rai Dueè andata in onda un'anteprima dell'intervista a Noel, che abbiamo registrato. Ecco il video. STAY TUNED PER LA VERSIONE INTEGRALE. Thanks to Ale
Già due anni fa Noel aveva parlato con la Rai prima di Inghilterra-Italia, quarto di finale degli Europei 2012 conclusosi con la vittoria degli azzurri dopo i calci di rigore. VIDEO QUI
"Games between England and Italy are always very close games. I think it'll be a boring game, it won't be spectacular and there won't be a lot of goals. Both teams will try not to lose. Italy has always got ... I know Pirlo is a great player and obviously Balotelli ... and Buffon is a great player".
"Italy has always ... when you got to the World Cup you've always got three or four really good players which make the difference. England is the exact opposite. There's always a lot of hype around England and it always blows away. Teams like Germany, Brazil, Italy, Spain and Italy have always a winning mentality. When you put eleven German players or eleven Italian football players on a football pitch something happens with their mentality and they seem to become something else. English players play for themselves and I think we won't win any game".
"Balotelli is great, a lovely guy. The image that was written about him in England was wrong. Ok, he doesn't smiles a lot, one can think he's not happy, but if you get to know him you realise he's a top lad, he's a free spirit. Can I swear on TV? He doesn't give a fuck about anything! And I love that, he was an myth in Manchester. He's like a punk rocker, he plays gangsta football".
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Domani sera Noel Gallagher si esibirà ad Amsterdam. Come vi avevamo anticipato qualche giorno fa, il concerto sarà trasmesso da un network radiofonico europeo, tra cui figura anche la Rai.
Oltre al concerto di Milano del 28 novembre, che sarà trasmesso da RTL 102.5, anche il concerto di Amsterdam dei Noel Gallagher's High Flying Birds del 30 novembre sarà trasmesso in diretta radio. Ecco le stazioni radio che lo trasmetteranno. C'è anche la Rai.
Dieci anni fa gli Oasis si esibivano a Sanremo con Go Let It Out. Ecco due articoli dell'epoca. Sotto il video dell'esibizione in playback.
Dalla strada al successo, la band inglese stasera all'Ariston
Attesissimi gli Oasis: "Siamo più Stones che Beatles"
Noel Gallagher racconta le chiacchiere e i vizi da rockstar
di Ernesto Assante
SANREMO - La prima domanda è la più ovvia e la risposta di Noel Gallagher, chitarrista degli Oasis, è giustamente ironica: "No, non credo che suoniamo come i Beatles, se vogliono fare paragoni bene, non mi offendo. Ma secondo me noi assomigliamo di più ai Rolling Stones".
Gli Oasis a Sanremo rappresentano, assieme a Bono, la punta di diamante del rock di oggi e sono certamente il gruppo più atteso della foltissima pattuglia di star straniere presenti al festival. Simpatici proprio non sono, e nemmeno godono dei favori della stampa internazionale, soprattutto per i loro atteggiamenti fuori dalla scena, per le dichiarazioni "pepate" che rilasciano volentieri, per la loro vita privata, che arriva spesso all'attenzione delle cronache. Alla conferenza stampa sanremese si è presentato Noel Gallagher, pronto a tranquillizzare tutti sul futuro della band: "Non ci scioglieremo quest'anno, faremo ancora un altro disco poi chissà, non sappiamo. Non facciamo mai piani a lungo termine".
Al festival arriverà Bono per sostenere la campagna di Jubilee 2000. È una campagna che coinvolge anche voi?
"Sono convinto che la causa di Jubilee 2000 sia importantissima, ma non è nelle nostre priorità. Non siamo tipi da messaggi altisonanti, non fa parte del mio modo di essere. Comunque chiunque sostenga cause così importanti ha il nostro sostegno".
Vi piace soprattutto mettervi in gioco con la musica?
"Ogni volta che fai un disco metti in gioco la tua credibilità artistica. Il prossimo disco con due componenti nuovi nel gruppo, accrescerà certamente la qualità della scommessa. Ma sarà divertente vedere come andrà anche questo disco".
Lei ha iniziato come "facchino" per una rock band e oggi è una star. Ci pensa mai a come è cambiata la sua vita?
"Qualche volta mi siedo e non riesco a credere che tutto questo sia accaduto. Ma ero felice anche facendo il roadie, giravo il mondo, mi divertivo. Qualcuno poi un giorno mi ha convinto che potevo essere un buon autore, un buon musicista. Ancora non credo di essere un buon chitarrista, sono un mediocre chitarrista in una ottima rock'n'roll band. Non sono mica Eric Clapton. All'inizio non ci siamo resi conto di quello che accadeva, abbiamo iniziato nel 1991 a Manchester davanti a quattro persone e sei anni dopo eravamo a Knebworth davanti a 125.000 persone. Solo allora ci siamo resi conto di cosa eravamo diventati, solo diciotto mesi fa, quando ci siamo presi una pausa, ci siamo fermati a renderci conto cosa era accaduto negli anni precedenti. Fino ad allora avevamo soltanto lavorato, in studio, in tour, suonando e scrivendo canzoni".
Com'è cambiata la vostra vita con la nascita dei figli suoi e di suo fratello? Vi piace avere una famiglia?
"I bambini sono fantastici, ma sono troppo piccoli, la mia ha due settimane, quello di Liam ha due mesi, non li porteremo con noi in tour. Mi mancheranno? Si, ma non staremo via più di cinque settimane di seguito e resteremo in contatto. La famiglia? Certo che è importante. Mia moglie in realtà suona la chitarra e compone, l'accordo tra noi è che io prendo il merito e in cambio gli compro un bel vestito".
(La Repubblica, 22 febbraio 2000)
Oasis, sulle grandi spalle del Festival
La band inglese è stata confermata Superospite al prossimo Festival di Sanremo. Il gruppo dei fratelli Gallagher proporrà almeno un brano dal nuovo album, in uscita a febbraio
di Tiziano Toniutti
Standing on the shoulder of giants (stare sulla spalla dei giganti) è il titolo del nuovo album degli Oasis, e la band ha deciso di prenderlo alla lettera, almeno per quanto riguarda la promozione in Italia. Il gruppo dei fratelli Gallagher sarà infatti ospite al prossimo Festival di Sanremo. Una tradizione ormai per la famiglia Gallagher, almeno da parte di Liam: qualche anno fa infatti l?attuale moglie di Liam, Patsy Kensit, fu ospite del festival. E complice una spallina lenta, la penisola intera ebbe modo di ammirarne il seno.
Gli Oasis potrebbero, visto il gemellaggio tra il Festival del 2000 e l'operazione Jubilee 2000, entrare a far parte di una serie di testimonial d'eccezione. Nomi d'oro del pop internazionale, dagli U2 a Sting. Passando - forse - anche per i fratelli Gallagher. Che intanto però rimangono concentrati sulla musica: Go let it out, il primo singolo estratto dal nuovo album che arriverà in febbraio, è già pluriprogrammato sulle radio italiane. Il secondo singolo sarà Who feels love, e non è escluso che sia questo l'altro brano che gli Oasis proporranno al festival. Il primo, già confermato, sarà proprio Go let it out.
Mentre i "gossip" su Noel e Liam continuano (Noel è diventato da poco padre e starebbe comprando ogni nuovo modello di scarpe per bambini che Adidas e Nike mettono sul mercato), la stampa inglese è impegnata a distruggere Standing on the shoulder of giants prima dell'uscita. Secondo alcuni giornalisti infatti "gli Oasis sono rimasti incatenati al passato e in questo album non c'è nulla che possa far pensare il contrario". Liam, dal canto suo, dice che "il nuovo album non è una bomba ma è un buon disco", alimentando la curiosità e qualche veleno. Le ordinazioni del singolo Go let it out comunque finora smentiscono le malelingue. La prevendita ai negozi è stimata sulle 500 mila copie. La band non è comunque preoccupata per i risultati che avrà il disco. Noel è ad esempio "molto preso dalla cura dei suoi due pesciolini rossi". I nomi, neanche a dirlom sono Lennon e McCartney.
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