Intervistato da Radio X la sera del 15 maggio in occasione di uno speciale concerto al Watford Colosseum di Rickmansworth, Noel Gallagher ha risposto ad una domanda del giornalista Gordon Smart (suo amico) su Tranquility Base Hotel & Casino, nuovo album degli Arctic Monkeys.
Il disco, che si discosta dagli stilemi più marcatamente indie rock caratteristici della band di Alex Turner, ha ricevuto le critiche dei fan più "puristi" e non sembra essere piaciuto neanche a Noel, ma in barba alle critiche sta vendendo molto, più di tutta la top venti inglese messa insieme.
"Sai che c'è? L'ho appena ascoltato in macchina mentre venivo qui e non so che idea farmi di questo disco", ha detto Noel.
"Il tuo album è sperimentale", ha detto a quel punto Smart, "ma sperimentale non è quello che ti aspetti dagli Arctic Monkeys".
"No. Ti aspetteresti dei ritornelli. Non ne ha neanche uno", ha concluso Noel lapidario.
Sottotitoli ITA by oasisnotizie. Spassosa intervista del 2 novembre 2017 a Liam Gallagher, che parla delle cose che lo fanno arrabbiare (tra cui le persone che lo bloccano nei supermercati per chiedere se ha bisogno di aiuto, "le prenderei a testate") a Rage Against The Answering Machine (BBC Radio 1).
Tra siparietti e imitazioni Liam regala momenti divertenti e attacca Alex Turner degli Arctic Monkeys perché ha cambiato accento, adottando, a suo dire, l'inflessione statunitense. Poi una frecciatina al fratello Noel sull'utilizzo che fa della suonatrice di forbici.
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Intervistato il 1° aprile da Gemma Pike di Triple J, radio australiana (AUDIO ALLA FINE DEL POST), Noel Gallagher ha scelto "le 5 canzoni e le 5 band che gli hanno insegnato qualcosa".
In questa prima parte che vi proponiamo Noel parla di cosa gli hanno insegnato i Real People, band di Manchester che divenne molto amica degli Oasis, e i Primal Scream, uno dei gruppi più stimati dall'ex chitarrista degli Oasis. Il loro ultimo disco, Chaosmosis, è tra l'altro di recentissima uscita: è stato pubblicato il 18 marzo.
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Primal Scream - Come Together (Hypnotone Brain Machine Mix)
Ci sono 100 canzoni dei Primal Scream tra cui scegliere e suonano ognuna diversa dall'altra, il che la dice lunga su chi sono loro e sulla visione che hanno di ciò che sono.
Non so perché ho scelto questo loro remix. Passavo in rassegna velocemente la mia collezione di canzoni e ho pensato che quella non la ascoltavo da secoli. Così l'ho ascoltata e ho pensato che suona incredibile, ancora oggi. Così ho scelto quella, ma come ho detto potrei scegliere cento loro canzoni. La maggior parte di quelle di Screamadelica, Higher Than The Sun, Movin' On Up, Rocks, Sun, Loaded.
I Primal Scream sono una delle mie band preferite di tutti i tempi e sono tra le persone più rispettate che io conosca nel mondo della musica. Ricordo quando scendemmo a Londra da Manchester per la prima volta. Ricordo che quando incontrai Bobby Gillespie per la prima volta pensai: "Ah, allora ci sono persone come noi in questo mondo!". Perché ricordo che quando ero al nord pensavo che nessuno fosse come noi lassù. Non intendo in senso musicale, pensavo che fossimo migliori di qualunque altro.
A quanto pare andavamo d'accordo in tutto e per tutto, con tutto il cuore. Siamo rimasti amici per vent'anni e abbiamo fatto parte della migliore casa discografica di tutti i tempi, la Creation Records. Abbiamo trascorso anni spensierati, ruggenti e folli. Gli uffici che frequentavamo erano eccezionali, i migliori di sempre. Quando la Creation fallì le nostre strade si separarono, ma io e i Primal Scream siamo finiti di recente negli stessi uffici.
Ciò che mi piace di loro è che ogni disco che hanno fatto è diverso dall'altro. Fanno un disco come Screamadelica, poi vanno a fare un disco country rock, poi un album di disco elettronica e poi un album di rock psichedelico.
Sono di gran lunga una delle migliori band britanniche che abbia visto in vita mia. Come mai non stiano mai stati nominati per un premio alla carriera è un po' una farsa, penso. In Gran Bretagna c'è gente che fa la bella vita con i garage pieni di Brit Awards e penso che loro non ne abbiano mai ricevuto uno, il che è una disgrazia.
Come? Dici che forse potremmo fregarne uno ad Alex Turner? Ehm ... Alex Turner? È il cantante degli Arctic Monkeys, no? Ne ha un bel po' di premi lui, no?
The Real People - I Can't Wait
Prima di diventare una plurititolata
rock star di fama internazionale facevo il roadie per una band di nome
Inspiral Carpets e questi tizi dei Real People erano in tour con gli
Inspiral Carpets. E a me piacevano molto. Avevo già comprato i loro
album. Ero fan di un'altra band di quell'epoca, i La's, che tutti devono
conoscere.
Quando costituimmo gli Oasis eravamo soliti andare a vedere questi tizi al Boardwalk di Manchester, dove di solito facevamo le prove. Mi dissero: "Oh, tu sei il tizio che faceva il roadie". "Sì, sono io!". Così ebbi modo di conoscerli un po'.
Il primissimo demo degli Oasis fu registrato nello studio dei Real People a Liverpool. Entrammo in intimità, facevamo su e giù da Liverpool ogni settimana. Facevamo i demo, uscivamo insieme, ascoltavamo musica insieme.
Quello che ho preso da loro è che il modo in cui percepivano la musica era diverso da chiunque altro avessi incontrato a Manchester. Manchester era creativa e diretta. Anche se la musica che viene da Manchester è piuttosto unica, la gente era molto semplice, diretta. Mentre se trascorrevi mezz'ora per strada a Liverpool, la gente della mia età, che frequentavo, era gente stramba, lunatica, drogata e psichedelica. Ed eravamo tutti appassionati della stessa musica.
È stato bellissimo trascorrere del tempo con loro. Ci insegnarono molto riguardo le armonie vocali e roba così, loro ci facevano sentire dischi che non avevami mai sentito prima e viceversa. È stato uno scambio reciproco. Sono sicuro che loro da noi presero tanto quando prendemmo noi da loro.
Sono stati momenti fantastici della mia vita e ripenso a quei giornicome ai giorni in cui Definitely Maybe iniziava a prendere forma nella mia testa. Sai, i demo registrati nello studio dei Real People sono sulla cassetta da cui ne prendemmo dieci per l'album. Eravamo così ambiziosi che ce li tenemmo per noi, uno lo perdemmo e un altro finì alla Factory Records, che non si prese la briga di scritturarci. Lì ci sono le prime versioni di Rock 'n' Roll Star, Bring It On Down e Columbia.
Sono stati momenti bellissimi della mia vita e quando torno a Liverpool - ogni tanto ci torno e lo farò anche a breve, devo tenere un concerto lì tra poche settimane - ho ricordi meravigliosi.
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Altre parti della chiacchierata a breve - stay tuned
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In un'intervista a Rai Radio 2 andata in onda il 17 marzo durante la trasmissione Rock And Roll Circus, condotta da Pier Ferrantini e Carolina Di Domenico, Noel Gallagher fa intuire il vero motivo per il quale ha deciso di allontanarsi dagli Oasis per intraprendere la carriera solista. ASCOLTA L'INTERVISTA ALLA FINE DEL POST.
Alla domanda "Ti manca essere in una rock band?" Noel risponde: "Io ero nella migliore rock band, ma c'era qualcosa di negativo. Gli altri componenti della band di cui facevo parte - e questa non è una critica nei loro confronti - avevano una visione molto ristretta di quello che ascoltavano. A quanto pare ascoltavano dai Beatles ai cazzo di Small Faces e tutto quello che c'è in mezzo, il che è grandioso e mi manca stare in una rock band, ma ora sono per conto mio e faccio cose diverse".
Noel sembra discostarsi, quindi, dalle vecchie dichiarazioni con le quali dava a Liam tutte le colpe.
E sulle rock band attuali dice: "La musica con le chitarre sta morendo, e con esse anche il concetto di band. In passato le band erano composte da un nucleo su cui ruotava tutto, c'era un cantante e c'era un chitarrista, come lo eravamo io e Liam. Gli Oasis avevano quella cosa grandiosa, quella partnership, come per le band di Mick e Keith (i Rolling Stones, ndr), John e Morrissey (gli Smiths, ndr). Adesso invece sono tutte 'one man band', un solo membro che fa tutto da solo, tende a essere il cantante e nel contempo il chitarrista. Per gli Arctic Monkeys, invece, c'è Alex Turner. Per i Kasabian c'è Sergio Pizzorno che fa tutto: suona e scrive, tutto. Non ci sono più guitar heroes? Penso perché la guitar music sta morendo".
"Il titolo dell'album", spiega poi Noel, "è tratto da un verso della canzone While the Song Remains the Same. Preso al di fuori del contesto, suona nostalgico, ma non è un titolo nostalgico, perché la canzone c'è un tizio che dice ad una ragazza 'Sono stufo di inseguire lo ieri, dobbiamo guardare al futuro'. Non è certo il miglior titolo che mi sia inventato, ma d'altronde potrei pensare a mille titoli merdosi di album".
"Sì, forse ora la mia vita è più stabile", ammette Noel. "Per me la bellezza della musica è che tutti possono percepirla in modo diverso. Penso che il disco sia piuttosto eclettico: il primo pezzo, Riverman, non assomiglia per nulla all'ultimo brano".
Sul processo di composizione dei suoi album, Noel è molto chiaro. "Quando vado in studio ho sempre 30 canzoni già finite e poi registro le migliori tra queste. È lì che diventa evidente che tipo di disco sarà. Non succede niente in realtà".
"Non ho avuto un produttore, l'ho prodotto da me il disco. Oggi i produttori possono avere idee diverse su quello da fare, perché vogliono essere coinvolti nella scrittura delle canzoni, ed è una cosa fottutamente scortese. Non mi piace questo loro modo di fare, sono diventate delle rock star. Purtroppo questo è un sintomo di come oggi le rock star siano performer e non più compositori. Ormai nessuno si scrive la sua cazzo di musica. Tre o quattro produttori diversi si sono rifiutati di produrre il mio disco perché avevo usato il software Audacity per scrivere le canzoni prima ancora di entrare in studio. Seguo l'istinto e basta".
"Ascolto di tutto", rivela Noel, "tranne l'heavy metal. Ascolto qualunque tipo di musica si possa concepire. Ora ho il lusso di poter scrivere quello che voglio come solista, in molti stili diversi. Riverman, per esempio, quando ho cominciato a scriverla suonava come una cosa di Bob Dylan. Dal 1994 a oggi i miei dischi, tutte le cose che ho scritto ... sai, non dico di fare nulla di originale. Io sono semplicemente il prodotto della mia collezione di dischi. Ho imparato a suonare la chitarra suonando i pezzi dei dischi altre persone".
Poi Noel parla di In the Heat of the Moment, primo singolo del nuovo album. "Amo fottutamente la musica dance, da quando frequentavo l'Hacienda negli anni '80. Quel giro di basso non l'ho ideato io, ma il mio ingegnere del suono. Non ascoltiamo musica in studio, io e lui agiamo così: se stiamo facendo un pezzo e inizia a suonare come un pezzo disco, allora non ascoltiamo musica disco, perché se provi a copiare è solo una copia. Invece noi abbiamo spostato l'idea che invece di sentire la cazzo di Gloria Gaynor o Donna Summer è meglio fingere di sapere cosa sia la disco, fare a modo nostro. E se lo facciamo in modo un po' sbagliato almeno esce fuori qualcosa di originale".
thanks to Chris
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In un'intervista al giornale Evening Standard in cui si scaglia contro i personaggi della musica moderna, che a suo dire "mancano di personalità", Noel Gallagher ha fatto anche il nome di Alex Turner.
"Sembra che non ci sia più gente con personalità. Quando hai personaggi veri, la musica diventa secondaria, va da sé. Pensa a band come Smiths e Jam: erano tutte fatte da grandi personaggi", dice il 47enne ex Oasis. "Io preferirei bere benzina direttamente dall'erogatore in un'officina piuttosto che ascoltare un'intervista ad Alex Turner degli Arctic Monkeys. E tu non faresti altrettanto? Non c'è più un modo alternativo di pensare. Semplicemente la cosa non vende più. È una coincidenza che tutte le etichette indie sono state acquistate dalle major e le cose hanno iniziato a diventare noiose?".
La dichiarazione segue di qualche giorno quelle non proprio amichevoli fatte a proposito di James Blunt ed Ed Sheeran.
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"Una volta io e Matt ci vestimmo per l'occasione e facemmo finta di essere gli Oasis durante un'assemblea scolastica". Lo ha rivelato Alex Turner al sito Pitchfork. Si riferisce al batterista degli Arctic Monkeys Matt Helders.
I due si improvvisarono fratelli Gallagher con una racchetta da tennis al posto della chitarra. "Io, Matt e quattro nostri amici mettemmo su Morning Glory e 'suonammo' con alcune racchette da tennis fingendoci gli Oasis. Matt era Liam Gallagher, aveva il cappello alla pescatora. Io ero il bassista".
La performance non fu, però, accolta bene. Un gruppo di ragazze che imitavano le Spice Girls fu salutato con maggiore entusiasmo. "Eravamo lì in piedi e basta, a fare quello che gli Oasis facevano su palco. Che non era molto. Non penso che la reazione che ricevemmo fu buona quanto quella che ricevettero le Spice Girls".
Turner spiega che (What's The Story) Morning Glory? è uno dei dischi che più lo hanno influenzato da adolescente, invogliandolo a intraprendere la carriera di musicista.
"Quello che sono gli Oasis è proprio l'atteggiamento, resistevano a tutto ciò che succedeva nel mondo della musica. Non so se riesci a capirlo completamente, è come un impulso, no? Specialmente a quell'età, non fai le cose con razionalità, fai solo: 'Questo sembra figo'. E sento che oggi dovrebbe andare così, cazzo, in un certo modo. La guitar music o il rock'n'roll o come lo vuoi chiamare va tipo avanti con le mode, ma non va mai via completamente. Non può morire perché è fondamentalmente attraente".
oasisnotizie - via gigwise.com
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