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giovedì 24 marzo 2022

Liam Gallagher: “La maggior parte delle rockstar sono inutili, come ad esempio gli U2”

Liam Gallagher ha detto la sua sulle rockstar e sulla loro attitudine.

Nel corso di una chiacchierata con il presentatore Toni Gonzalez per il podcast Loudwire Nights, l’ex Oasis ha spiegato un suo tweet di qualche giorno fa, dove ad un fan che chiedeva la sua opinione sulle parole positive di Dave Grohl – co-autore dell’ultimo singolo Everything's Electric – nei suoi confronti, Gallagher ha risposto: "Lui ci sta dentro, ma gli altri sono inutili".

"Voglio dire, non sono tutti inutili, ma la maggior parte sì", ha spiegato. "Quelli che pensano di essere delle rock star non lo sono, loro... sai, vivono solo una vita molto noiosa, e penso che il rock 'n' roll meriti un po' di più del semplice fare musica, capisci cosa intendo? Devi andare là fuori e prenderti cura di te stesso - devi vivere una vita che sia eccitante".

E Liam non si ferma qui. Per essere ancora più preciso, porta un esempio concreto, e molto conosciuto – nonché provocatorio, dato il rapporto di amicizia che lega il fratello Noel con la band citata: "Come gli U2, si spacciano per una band rock 'n' roll, ma di cosa parliamo? Dai, amico, non ho mai visto quel cazzo di Bono, voglio dire, non ho mai visto nessuno di loro fare qualcosa di lontanamente rock 'n' roll".

La riflessione del cantante passa poi al suo amore per il rock'n'roll e al suo concetto di attitudine: "Senza dubbio, penso che sia l'attitudine, molte persone diranno: ‘Oh, è tutta una questione di musica’. Ma non sono d'accordo, non penso che sia tutta una questione di musica. Ovviamente hai un certo grado di… voglio dire, le tue melodie devono essere abbastanza buone, ma penso che l'atteggiamento faccia molto. La gente pensa che il rock 'n' roll suoni un po' sciocco e un po' stupido, ma significa molto per me. Preferirei essere quello [sciocco e stupido, ndr] che fottere un fottuto idiota politicamente corretto".

Source: Virgin Radio Italia


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giovedì 12 agosto 2021

Noel Gallagher contro Liam: "Fa una vita da rockstar? È un gran ciarlatano. Tutto fumo e poco arrosto"

Noel Gallagher ha scritto una nuova pagina della interminabile sfida di parole tra lui e suo fratello Liam. Durante la prima puntata dello show che conduce su Radio X, incalzato dal dj Matt Morgan a raccontare aneddoti su qualche collega musicista che si atteggia troppo a rockstar senza esserlo, Noel ha citato subito Liam, dicendo che durante il periodo di gloria e sregolatezza degli Oasis non era così sfrenato come ha sempre voluto fare credere: «È un gran ciarlatano» ha detto Noel, chiamandolo come fa da sempre “our kid”, «Ma ce ne sono molti altri in giro. Gente che parla troppo, tanto fumo e poco arrosto».

Dopo aver messo in riga il fratello, Noel ha raccontato qualche aneddoto sulle star che invece non si tirano mai indietro quando c’è da divertirsi.

Il primo è l’attore Matt Smith, protagonista della serie televisiva Doctor Who: «È un tifoso dei Blackburn Rovers e una volta a casa mia durante una festa alle tre del mattino si è messo a cantare cori da stadio e a prendere a calci le sedie. Ho dovuto dirgli: “Amico, se prendi ancora a calci i miei mobili abbiamo un problema”».

La superstar di Hollywood Matthew McConaughey, invece, secondo Noel: «È completamente fuori di testa. Una delle persone più divertenti che abbia mai conosciuto», ma la persona a cui non è mai riuscito a stare dietro quando si trattava di fare festa, come ha già detto più volte, rimane Bono degli U2: «Con lui non si scherza proprio, è irlandese». In passato, Noel aveva descritto con una battuta i concerti come spalla degli U2 nel loro tour di Joshua Tree: «Non mi ricordo assolutamente niente, ma mi hanno detto che è andata molto bene».

Per quanto riguarda Liam Gallagher si attende la sua risposta dopo il ridimensionamento del suo status di rockstar fatto da Noel. I due fratelli sono dei veri geni della battuta e dell’ironia, e non si sono mai risparmiati quando si trattava di prendersi in giro l’uno con l’altro.

La battuta forse più bella di Noel su Liam è: «Our kid ha solo due problemi: tutte le cazzate che dice e tutte le cazzate che fa». Liam invece una volta ha detto: «Io non penso ci siano differenze tra me e Noel. Lui è un coglione, io sono un coglione».

 Source: virginradio.it

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lunedì 3 maggio 2021

Noel Gallagher si confessa a GQ: "Gli Oasis erano diventati un marchio, da solista mi sono liberato. Sui social offese nei miei confronti"

Intervista a Noel Gallagher realizzata dalla rivista britannica GQ (numero di maggio 2021). Prima parte della nostra traduzione.

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Incontriamo negli studi di Tileyard a Kings Cross, a Londra, un Noel Gallagher dal tono conviviale per parlare dei premi Uomo dell'anno di GQ ("se ci sono, ci siamo dentro") e delle sue vacanze. Forse è lecito dire che sembra che stia invecchiando in un modo più dignitoso del suo fratello rock: ha ancora i suoi capelli, la voce e – grazie a Dio –  buon gusto nella scelta delle scarpe.


Noel, non ti farò domande su tuo fratello, ma torniamo all'inizio: sei appena uscito dagli Oasis, la più grande band della tua generazione, e te ne stai seduto a casa a chiederti cosa fare. Cosa ti passava per la testa?

Ero sicuro di una sola cosa, che non avrei fatto nulla. Quindi mi sono preso un anno pieno di pausa e per quell'anno non ho pensato a niente, cosa che normalmente faccio ogni volta che finisco un tour. Ci prendevamo un bel po' di tempo libero e tornavamo alla vita normale. Poi, dopo circa un anno, una sera sono andato a letto, senza pensare a niente di particolare, e poi mi sono svegliato l'indomani e ho fatto: "Bene, facciamo un disco". Non ho avuto una band o un nome per la band finché non ho finito il disco e stavamo per uscire, per cui me la sono presa con calma. Non ho affrettato niente.  Fino a che non ho registrato l'album, non sapevo se avrei cantato. Avevo intenzione di fare queste canzoni e vedere come sarebbero parse e mi sono parse grandiose. E poi ho pensato: "Bene, è meglio che scelga un cazzo di nome per la band!".

Il nome si ispira ai Jefferson Airplane, vero?

Sì. È proprio stupida questa storia. Ricordo che una sera in auto passai vicino allo Shepherd's Bush Empire, tornavo a casa dallo studio di registrazione e provavo a visualizzare il mio nome con le luci. E pensai: "No, devo inventare un altro nome" (come dice Noel stesso, il suo nome non è esattamente Ziggy Stardust, ndr). L'indomani stavo usando la lavastoviglie e la radio era accesa. Non so su quale stazione fosse sintonizzata, ma misero su qualcosa dei Peter Green's Fleetwood Mac e poi trasmisero la cover di High Flying Bird fatta dai Jefferson Airplane. Pensai a 'Fleetwood Mac', qualcosa del genere, e poi pensai ad 'high flying birds'. Feci un rapido controllo per vedere se fosse coperto da copyright e non lo era, per cui pensai: "Grandioso!". Non ci ho pensato molto su, in realtà.

Perché l'avversione per l'idea di fare il solista?

Suppongo fosse una questione di sicurezza di sé. Venendo da qualcosa di così significativo e avendo un'identità così forte, penso che una parte di me non volesse dare l'impressione che stessi solo andando in tour a suonare i miei successi. E basta. Quindi penso sia stata un po' una cosa a metà strada. L'ho falsificato un po', dato che è un nome di una band, ma dentro ha il mio nome. E suonava fico. L'ho scritto su varie cazzo di cose, poi l'ho fissato e ho pensato: "A dire il vero sembra proprio fico. Vada per questo!".

Ho letto in varie interviste che hai detto che hai dovuto cambiare il modo in cui componi. È vero?

Totalmente. Quando scrivi per una band che è diventata un marchio e un cazzo di business enorme – e questo lo dico solo con il senno di poi, dato che all'epoca non me ne rendevo conto – stai scrivendo con il peso del marchio che incombe su di te. Le canzoni devono suonare in un certo modo per vendere 70 milioni di dischi e non vorrai mica mandare tutto all'aria per un capriccio. Molte delle prime canzoni degli High Flying Birds in realtà erano state scritte per gli Oasis, ma dato che io non sono un marchio, e gli High Flying Birds non sono un marchio, potevo fare qualunque cosa volessi. Quando sei i Metallica, i Red Hot Chili Peppers, le masse si aspettano un certo tipo di cosa da te. La maggior parte delle band famose non deviano mai dal cammino e gli Oasis erano diventati così. Sai, si fa questo: c'è un certo sound e c'è un certo posto dove si suona e la musica deve riempire quel posto. Quindi una volta che mi sono scrollato di dosso quella cosa, come compositore ho provato una sensazione di liberazione.

Ricordo che Bono una volta disse che gli U2 in studio si preoccupavano quando qualcuno diceva che quello che stavano facendo era "interessante", dato che con gli U2 non si poteva fare quella cosa lì. Si devono scrivere canzoni degli U2 che suonino grandiose in uno stadio.

È vero, anche se probabilmente sono la band più flessibile tra tutte quelle band famose, dato che ogni tanto cambiano rotta. Quando sono andato in tour con loro, ho detto ad Adam Clayton che ricevevo ancora molta merda dai fan degli Oasis perché stavo usando i sintetizzatori e lui mi ha detto che ha subito la stessa cosa con Achtung Baby. Ho detto: "Sì, ma tu non dovevi fare i conti con i social, per cui non avevi idea di cosa stesse dicendo la gente". Io non sono sui social, ma il mio business lo è, e le offese da parte dei fan degli Oasis sono peggiorate man mano che si andava avanti. Ma non puoi lasciare che loro ti ordinino cosa fare. 

Un tempo ho fatto il rock da stadio e non penso di essere capace di rifarlo. A metà del mio primo tour, avevo fatto il tutto esaurito alla O2 Arena e la cosa non mi faceva sentire a mio agio. Perché a) sentivo di non averla guadagnata e b) Pensavo che la gente stesse venendo a vedere il tizio degli Oasis "e farebbe meglio a fare queste cazzo di otto canzoni!", cosa che, ovviamente, non ho fatto, e che non ho mai suonato da allora. Mi trovo più a mio agio nei teatri, dove puoi interagire un po' con il pubblico. Nei palazzetti, invece, il pubblico si aspetta un certo tipo di resa, che non sono in grado di garantire.

Per anni Paul McCartney non ha parlato dei Beatles, ma più invecchia, più acquista titolarità di quell'esperienza. Quando hai lasciato gli Oasis hai parlato con qualcuno che aveva vissuto qualcosa di simile?

L'unica persona a cui ho chiesto è stato Paul Weller, che è uno dei miei amici di più vecchia data, e il suo atteggiamento verso tutto questo è stato: "Si fottano!", il che è grandioso. Quindi solo dopo un po' mi sono accorto che in realtà gli High Flying Birds sono i miei Style Council. Quando di recente ho visto il documentario su di loro, mi è parso tutto chiaro: avevano una ragazza di colore nella band e io ora ho una ragazza di colore e una ragazza francese, e così via. I fan dei Jam dicevano a Weller: "Che cazzo stai facendo?". E i fan dei Jam e i fan degli Oasis vengono dalla stessa stoffa, hanno quell'atteggiamento molto "da ragazzo" e sono guidati dall'identità.

Quando suoni una canzone degli Oasis, è una cosa che costruisce molto l'identità: è un pezzo che conoscono tutti e il posto va in visibilio, cazzo. Poi suoni la tua roba nuova e c'è un netto calo nel numero di persone che la apprezzano. E tra queste canzoni la gente reclama costantemente roba che hai scritto vent'anni fa, ma o affondi e nuoti o devi guardare queste persone negli occhi e dire: "Vadano a fanculo!". Weller non ha mai suonato qualcosa dei Jam, che io sappia, per dieci anni, e neanche allora suonava A Town Called Malice. Sento che se suonassi Don’t Look Back in Anger, Wonderwall e Half The World Way e non fosse abbastanza, penserei: "Non vi basta? Cos'altro volete?".

Cosa dovevi raggiungere che non avevi giù raggiunto con gli Oasis?

Ero arrivato a 43 anni ed ero in una band che aveva cambiato il mondo, ma che era costruita sui litigi. E pensavo: "Ho due cazzo di figli!". Questa era la parte che si ritiene che io dovessi godermi. Mi sarei dovuto preoccupare di comprare una cazzo di spiaggia, non di litigare con chi ci sosteneva. Viaggiare per il mondo e avere 5mila o 20mila persone che si innamorano di te simultaneamente ogni sera è la cosa più bella che tu possa fare, ma non quando, sulla strada per andare al concerto, litighi per il tour manager. Era una cosa che mi distruggeva l'anima e io volevo essere felice. Alcune persone pensano che quello che io faccia sia dannatamente terribile e alcuni pensano che sia meglio di quello che facevo prima. Quindi dipende tutto dall'ascoltatore.

Quando sono giunto al (momento di comporre il) terzo album, Who Built the Moon?, prodotto da David Holmes, ho pensato che forse fosse il momento giusto per mandare tutto all'aria, dato che avevo fatto due album basati sulle chitarre. Inoltre non volevo molti altri tizi sul palco. Ho sempre avuto ragazze che cantano nella mia roba da solista, quindi è divenuta una cosa naturale. Quando eravamo in America per una cazzo di cosa, ed eravamo tutti ammassati nello stesso camerino, ragazze e ragazzi, e le nostre ragazze si mettevano il trucco e i ragazzi erano seduti lì a parlare di calcio, uno di loro mi ha detto: "Scommetto che non avresti mai pensato che saremmo diventati così, vero?". In realtà io programmavo che fosse una cosa così, come un circo itinerante.

Anche se non sei sui social, c'è la tentazione di sbirciare oltre le spalle delle altre persone per vedere cosa si dice?

No. Come sai, non ne viene fuori mai qualcosa di buono, ma non saresti umano se la tua canzone fosse lì e non pensassi: "Mi chiedo cosa ne stia dicendo la gente". Onestamente della cosa non mi è mai importato finché è uscita Holy Mountain. Ho parlato con qualcuno del mio ufficio e ho chiesto quale fosse stata la reazione a quel brano. E mi hanno detto che era varia. Ho detto: "Be', è sempre varia". E mi hanno detto "molto varia".

Quando ho conosciuto David Holmes, il modo in cui ha parlato di come avremmo fatto il nuovo disco è stato cruciale. "Guarda, quello che fai con quella chitarra acustica è incredibile. Tutti lo amano, ma non vuoi fare della musica del tipo che ti piace ascoltare?". E io: "Sì". E mi ha tirato fuori tutti questi dischi poco noti, il cazzo di kraut rock, e mi ha fatto: "Che ne pensi di questi?". Li amavo, cazzo. E lui: "Bene, allora. Faremo un pezzo così". Ed è davvero liberatorio sentire queste parole da un produttore, perché io ho lavorato con produttori che sapevano quale disco farti fare prima di venire all'incontro, perché la cosa fa bene a loro. Per ogni cosa che facessi che avesse un minimo segno di qualcosa di tradizionale, Holmes diceva: "No, rifalla!". Sai, ricordo di aver scritto otto ritornelli per una canzone e ogni volta il ritornello migliorava. E pensavo: "Che cazzo vuole questo tizio?". Sono arrivato al nono ritornello e lui mi ha detto: "È questo!". È stato grandioso essere stimolato così. Quindi il prossimo album dovrebbe essere dannatamente grandioso.

Source: GQ UK
traduzione di oasisnotizie - Fine parte 1 di 3

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venerdì 6 marzo 2020

Noel Gallagher: "Negli Oasis ero con gente conservatrice. Più rimani lì più ti istituzionalizzi e io non avevo più nulla da dire né da fare"

Il problema nello scrivere canzoni per gli Oasis era ...

"Era una responsabilità per tutti gli altri e alcune persone della band erano molto conservatrici nelle loro opinioni sulla musica rock. Più rimani in una band del genere, più ti istituzionalizzi: il modo in cui le cose vengono fatte è il modo in cui le cose vengono fatte. Stai facendo musica per l'ambiente circostante, quindi fai musica per riempire gli stadi e, quando è grandiosa, è la cosa più bella di sempre. Ma si era arrivati al punto in cui avevo detto tutto e fatto tutto".

The Masterplan è stato solo un lato b perché ...

"I singoli dovevano avere tre lati b e mi mancavano sempre due canzoni. Ricordo di aver scritto The Masterplan a casa a Camden e poi di essere andato ai Maison Rouge [Studios] a Fulham il giorno successivo e di averla suonato con una chitarra acustica in silenzio. Scrivevo The Masterplan, Talk Tonight o Half The World Away e nessuno mi diceva: 'Vuoi tenerla da parte?'. È solo con il passare degli anni che mi sono reso conto che era una cosa folle. Ma eravamo tutti matti negli anni '90: Alan McGee era fuori di testa e gestiva l'etichetta".

Il set fotografico per la copertina dell'album Be Here Now è costato 75 000 sterline ...

"Ma quelli erano i giorni in cui dicevi: 'Cazzo, lanciamo una Rolls Royce in una piscina' e qualcuno diceva: 'Fatto!'. Nessuno diceva: 'Quanto costerà questa cosa?'. A nessuno importava, cazzo, perché tutti vendevano così tanti dischi. Ora tengo quotidianamente degli incontri quotidianamente in cui la gente dice (sussurra, ndr): 'Ho brutte notizie ... Il video ha superato il budget di 5 000 sterline. Dovremo tagliarlo da qualche parte, i Mumford & Sons non spendono così tanto per i loro video'. E io faccio: 'Suonano il banjo e masticano fottuti narcisi, a chi se cazzo frega?'. Cinquemila dollari oltre il budget, porca troia, amico! Li spendo per portare paio di forbici in volo in giro per il mondo".

Noel sul palco del Pistoia Blues nel luglio scorso
Il problema dei gruppi che non scrivono da sé le proprie canzoni è ...

"Questi ragazzi scriveranno con te solo finché la tua stella non inizierà a spegnersi, poi passeranno a qualcun altro. Quindi quella cosa dove ti lascia? Non hai talento e hai cercato di inventare un profumo negli ultimi due anni. Ora sei seduto lì con il culo che sporge a dire: 'Aspetta un minuto, le persone che hanno scritto le canzoni ora scrivono per una ragazza più giovane. O un ragazzo con più capelli rossi: 'Ha un afroamericano pel di carota, questo stronzo'. Quindi sei fottuto".

Una delle invenzioni che preferisco di meno degli ultimi tempi è ...

"Telefoni con fotocamera. La seconda domanda di tutti ora - dopo 'Sei Liam Gallagher?' - è: 'Posso fare una foto?'. Ed è divertente il modo in cui alcune persone si offendono quando rispondi di no. Non ho problemi a farlo, ma non ho problemi nemmeno a dire di no".

La migliore canzone che io abbia scritto è ...

"Be', chiaramente, Don't Look Back in Anger è quella che è entrata in sintonia con la maggior parte delle persone. Ma è la migliore canzone? Quali sono i criteri? Ha gli accordi migliori? No. Ha le parole migliori? No. È la migliore performance vocale? No. Ma la suono in tutto il fottuto mondo e anche le persone che non sanno parlare l'inglese sanno di cosa si tratti. Abbiamo appena trascorso un mese in viaggio con gli Smashing Pumpkins durante il loro tour americano e vedevi un ragazzo con una maglietta dei Kiss e un ragazzo con una maglietta dei Rancid, l'uno con le braccia attorno all'altro, che cantava in Arkansas. E pensavi: 'Cazzo, sono molto lontano da Burnage' ...".

La prima volta che ho suonato Don't Look Back In Anger dal vivo dopo l'attentato di Manchester è stato ...

"Con gli U2 allo Stadio di Twickenham. Ed è stata un'occasione persa perché pensavo che Bono avrebbe detto qualcosa (per introdurla, ndr), ma è l'unica volta nella sua fottuta vita che non ha mai detto nulla. Mi ha detto: 'Pensavo che avresti detto qualcosa'. E ho risposto: 'Non ho detto nulla per fottuti 20 anni, non puoi smettere di dire merdate! Perché non hai potuto dire qualcosa allora?' ...".

Source: NME via Musicweek

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sabato 25 gennaio 2020

Il 2020 di Noel Gallagher: "Vorrei collaborare con Brian Eno. La chitarra? Non la uso più come una stampella, scrivo col basso e faccio altro"

Noel Gallagher è una delle migliori persone da intervistare nel rock and roll. Ognuna delle innumerevoli volte in cui ci siamo incontrati da quando ha lasciato gli Oasis, non è mai stato restio a parlare di qualunque cosa sia sotto il sole ed è sempre esilarante nel suo stile inimitabilmente spiritoso e mancuniano. Ma oggi, sebbene sembri rilassato, accusa, dice, o il jetlag o i postumi di una sbornia - o entrambi - e quindi continua a indossare gli occhiali da sole mentre ci sediamo per un caffè nella sua stanza d'albergo a New York.

Siamo qui per parlare del suo nuovo EP, Blue Moon Rising, il terzo di una serie che non potrebbe essere più lontana dalla musica che ha fatto nei suoi giorni con gli Oasis, o anche dai suoi primi lavori da solista. Semmai, riprende da dove si era interrotto il suo ultimo album, Who Built The Moon?, prodotto da Dave Holmes nel 2017. Le canzoni che ha pubblicato nel 2019, e ora nel 2020, sono un mix di brani dance in stile Ibiza e canzoni pop influenzate da Bowie, Stones Roses e Smiths. Non sorprende che molti dei suoi più vecchi fan si siano allontanati.

Nel frattempo il fratello di Gallagher, Liam, ha assunto una squadra di cantautori e produttori di Los Angeles nel tentativo di catturare il mercato della nostalgia degli Oasis attraverso i suoi due album da solista, per non parlare dei suoi rumorosi spettacoli dal vivo, ed è stato premiato per i suoi sforzi.

Il maggiore dei Gallagher, cosa che non sorprende, non è impressionato.

Ma mentre iniziamo la nostra conversazione per Rock Cellar di questo mese, le cure per i postumi di una sbornia sono comunque nella mente di Noel Gallagher.

Rock Cellar: Quindi hai delle infallibili cure per i postumi della sbornia?

Noel Gallagher: Solpadeine max! Sai che sono fantastici, perché quando li compri il ragazzo al banco ti chiede: "Li hai già presi in precedenza?" Perché è come con gli antidolorifici. E quando rispondo "Sì" loro dicono sempre molto severamente: "Non prenderlo per tre giorni di fila". Quindi, per scherzo, dirò: "Li ho presi ogni giorno per tre anni ormai. Ecco perché sono qui". Sono molto, molto forti. Sono buoni per il mal di testa.


Ma poi davvero l'unica cura per i postumi di una sbornia è il goccetto ulteriore. Una Bloody Mary e una pinta di Guinness sono sempre buone.
Rock Cellar: La Guinness è come il pane.

Noel Gallagher: Sì. È come un toast.Rock Cellar: Beh, andiamo a scavare. Quando abbiamo parlato della tua carriera da solista, penso che stessi ancora lavorando al primo disco. Forse il primo singolo era uscito. Stavamo parlando di come tu non sia mai stato un frontman prima d'ora. E tu hai detto: "Parlane con me tra sei mesi". E c'è stata sicuramente un'evoluzione. Ti ho visto circa un anno fa e lì davanti sei come una persona completamente diversa rispetto a quella che eri cinque o sei anni fa.

Noel Gallagher: Devo dire che sono un frontman migliore in America di quanto lo sia in Europa.

Rock Cellar: Perché?

Noel Gallagher: Perché sono concerti più piccoli e non c'è barriera tra te e il pubblico. Quindi ci possono essere degli scambi davvero divertenti con la folla. In Europa ci sono grandi concerti e la folla è laggiù [indica lontano con il dito, ndr]. In Europa le mie canzoni devono essere due volte più buone di quelle di tutti gli altri, perché non possiedo naturalmente un palco. Ma sto migliorando.

Non ci penso, però, perché penso sempre: "Bene, quando vado ai concerti, non mi interessa quello che dice Neil Young, e sinceramente non me ne può fregare di meno di quello che dice Bob Dylan."

Rock Cellar: Lui non dice niente.

Noel Gallagher: Cazzo, lasciami senza fiato, amico! Non me ne frega niente di ciò che indossi o di ciò che stai dicendo.

Rock Cellar: Qual è la tua canzone preferita da suonare in chiave acustica dal vivo? O cambia?

Noel Gallagher: Devo dire, al momento, Stop Crying Your Heart Out. Perché è di nuovo in scaletta, quindi non l'abbiamo fatta molto. E mi piace fare Champagne Supernova in acustico. E Dead in the Water, suppongo, perché è proprio venuta fuori dal nulla.

Rock Cellar: Ci sono canzoni degli Oasis o canzoni tue da solista che sono sottostimate o sottovalutate?Noel Gallagher: Oh sì, certo. Un sacco.

Rock Cellar: Canzoni che giudichi in modo molto positivo e alle quali, invece, la gente non ha neanche fatto caso. Perché Ringo Starr mi ha parlato per 10 minuti del suo modo di suonare la batteria in Rain e di come abbia l'impressione che sia una canzone di cui la gente non si è davvero accorta.Noel Gallagher: Se Ringo Starr pensa che nessuno apprezzi la canzone Rain, allora potrebbe voler emergere di più, cazzo!

Rock Cellar: Dopotutto c'era una band che traeva il proprio nome da quel brano (i Rain, antesignani degli Oasis, ndr).Noel Gallagher: È uno dei loro momenti più belli. E il basso di Paul McCartney! Comunque suppongo ci siano. Quando mi siedo a casa e ascolto la roba mia per lavorare alla scaletta o altro, quelle che penso siano sottovalutate sono quelle che non suono o che non so suonare. Ad esempio non ho mai eseguito dal vivo "The Girl with the X-Ray Eyes" di Chasing Yesterday. Non l'ho mai suonata.Rock Cellar: È un'ottima canzone.

Noel Gallagher: Bella canzone, cazzo!

Rock Cellar: Potrebbe essere fantastic anche dal vivo.

Noel Gallagher: Sì, e non ho ancora avuto modo di suonarla. E The Right Stuff abbiamo iniziato a farla solo nell'ultimo tour. Ma in realtà ho una grande canzone chiamata Alone on the Rope, tale che, quando la suono, tutta la serata fa completamente fiasco. Lo adoro, ma è una canzone che devi ascoltare da solo, immagino.

Rock Cellar: Ma gli irriducibili amano quella canzone. Quindi vorresti che i tuoi figli intraprendessero una carriera nella musica?

Noel Gallagher: Non mi dispiacerebbe. Se fossero abbastanza bravi. (Ride, ndr) Voglio dire, il figlio di Bono, Eli, ha appena fondato una band. Ne hai già sentito parlare? Gli Inhaler. Sono dannatamente fantastici.

Rock Cellar: Oh, sì. Molto fichi e già in evoluzione.

Noel Gallagher: Sono dannatamente bravi. Quindi, se uno dei miei figli facesse qualcosa del genere e fossero bravi, avrebbero sicuramente la mia benedizione.

Rock Cellar: Li prenderesti da parte se facessero schifo e daresti loro una routine del tipo: "Whoa, frenate gli entusiasmi. Lavoriamo un po' su questo"?

Noel Gallagher: Preferirei che se facessero schifo.

Rock Cellar: Nessuna competizione in questo?

Noel Gallagher: Direi: "Sì, è davvero dannatamente bello, amico".

Rock Cellar: Lavoreresti mai con Rick Rubin?

Noel Gallagher: Gli Oasis ci andarono vicini. Ci proverei. È un ragazzo eccezionale.

Rock Cellar: Come Dave Holmes, ha un modo molto definito di lavorare con i suoi artisti.

Noel Gallagher: Sì. Rick Rubin ha sicuramente un modo definito, che consiste nel non farsi coinvolgere per niente e in un certo senso presentarsi una volta e dire: "Sì, bella canzone". Ci proverei. Sai cosa? Prima di David Holmes non ho mai lavorato con un produttore al quale dicessi: "Bene, cosa facciamo?".

Rock Cellar: Perché a quel punto avevi prodotto quasi tutto.

Noel Gallagher: Sono bravo a farlo. Non mi dispiace.

Rock Cellar: Be', hai una visione.

Noel Gallagher: Con David Holmes è stata un'esperienza che mi ha proprio aperto gli occhi. Quindi ora posso lavorare con chiunque. Mi piacerebbe lavorare con Brian Eno. È quello con cui mi piacerebbe molto lavorare.

Rock Cellar: Be', immagino che il tuo amico Bono lo conosca.

Noel Gallagher: L'altra sera ero in giro con lui. È stato fantastico. Ma mi piacerebbe lavorare con lui, perché ha un'influenza così rilassante e adorabile.

Rock Cellar: Quindi cosa porta lui come produttore, secondo te? L'incoraggiamento, quell'entusiasmo?

Noel Gallagher: L'ho potuto sapere solo parlando con Bono e Chris Martin. E dicono: tutto quello che pensi di sapere sulla tua musica dimenticalo quando lavori con lui. Quindi è una cosa alla David Holmes. Ti farà mettere giù quella chitarra e suonare qualcosa come gli AC/DC, ma suonarla con una cazzo di tastiera. Ha anche le carte e tutta quella merda.

Rock Cellar: Ho un'app con quelle carte.

Noel Gallagher: Davvero?

Cantina Rock: Sì. Ce l'ho.

Noel Gallagher: Assolutamente no. Me la procurerò. Come si chiama, la app di strategia obliqua?

Rock Cellar: Sì. Lo è.

Noel Gallagher: Lo farò più tardi.

Rock Cellar: Ha una app chiamata Bloom, che crea musica ambientale anche sul tuo iPhone.

Noel Gallagher: Oh, wow.

Rock Cellar: Ma sono i migliori 5 dollari che abbia mai speso. Ti siedi lì e crei la musica di Brian Eno con un dito. Quindi questo è un periodo o una fase sperimentale? O è qui per restarci, pensi? Perché, dalla nostra conversazione prima che ci sedessimo, sembra che per il prossimo disco tu stia facendo dei demo veri e propri e che ti siederai con la chitarra acustica a comporre.

Noel Gallagher: L'unica regola che ho nel voltare pagina rispetto per il mio prossimo album è che continuerò a comporre con il basso. Non ho composto nessuna delle canzoni alla chitarra. Quindi è questa è la cosa.

Stavo solo facendo un elenco di tutte le idee per le canzoni che ho avuto con il basso, in realtà. Ma andando avanti, sì, sarà più in questa vena, penso. Non ne sono sicuro, ovviamente. Ho alcune melodie che sono un po' incerte. Ma alla fine ne verrò a capo. Questo modo di lavorare, per me, ora, è molto più interessante e stimolante. Ne parlavo con Paul Weller l'altro giorno. Ci è passato prima di me.

Rock Cellar: Molte volte.

Noel Gallagher: Ogni cantautore ci è passato: ogni volta che sono stato in studio negli ultimi ... da novembre dello scorso anno, in realtà ... ogni giorno è stato fantastico. E ogni giorno torno con qualcosa che ha ispirato qualcos'altro. Ho lavorato per anni nel modo seguente: andavo in studio, sapevo cosa stessi per registrare, sarei arrivato alla fine della giornata, e non suonava bene come pensavo, ma non suonava male. Ora sono in una condizione in cui tutto ciò che sto componendo e registrando esce alla grande.

Rock Cellar: Anche Weller è in quel periodo.

Noel Gallagher: Devi solo continuare e continuare. Quindi è questo quello che continuerò a fare.

Rock Cellar: Questa epoca è certamente folle. Sorge la questione dell'arte in contrapposizione all'artista. Morrissey ne è un ottimo esempio; sei un suo grande fan. Ma a volte è davvero difficile farselo piacere, devi ammetterlo. La sua visione politica infetta la musica per me. Puoi divorziare da quelle cose?

Noel Gallagher: Si parlava del fatto che Michael Jackson fosse stato bandito dalla radio britannica, giusto? E c'è stato un intero dibattito al riguardo. La mia osservazione su questo argomento era: "Be', Thriller non ha fatto nulla di male. È solo un disco". Quindi l'arte in sé è intoccabile. Billie Jean è intoccabile. Thriller è intoccabile.

Rock Cellar: Off the Wall.

Noel Gallagher: Sì. Ora, sarei d'accordo che Morrissey è molto difficile. Ma a lui frega meno di me. Tutto quello che vuoi sapere su di lui è nella sua musica. Ma perché, come persona pubblica, dovrei essere populista? C'è troppo di quella roba nel mondo.

Tutti vogliono dannatamente significare tutte le cose per tutte le persone. Questo è ciò che non va nel mondo. Nessuno dice: "Sai cosa? Sono un po' un coglione. Fatevene una ragione, cazzo!".

Rock Cellar: Be', è ​​esattamente quello che dice lui. E lo dice ogni giorno. Probabilmente lo dice a se stesso.

Quindi ora hai la maggior parte della formazione degli Oasis nella tua band. Ma hai anche tre donne, forbici, corni. Come si è sviluppata l'idea per la band solista per te? Perché ho visto i tuoi primissimi concerti da solista e diverse formazioni da allora, e sembra che tu stia presentando un Noel Gallagher molto diverso rispetto, per esempio, al 2012, no?

Noel Gallagher: Vorrei dirti che è stato tutto pensato, ma onestamente il mio chitarrista americano, Tim Smith,  una volta scioltisi i Beady Eye, sapeva che Gem Archer era mio amico da molto tempo. Quindi anche Tim ha detto: "Non tornerò, vero?". E io gli ho detto: "No, non tornerai". Ma lui faceva da terza voce e cantava anche.

Quindi pensavo: Gem è mio amico, devo prendermi cura di lui, ma non sa cantare, cazzo! Non voglio ingaggiare un altro ragazzo che suoni la chitarra, quindi farò cantare una ragazza e lei suonerà la tastiera. Quindi è comparsa Jessica Greenfield ed è semplicemente fantastica.

E poi, naturalmente, Charlotte Courbe ha fatto la propria parte nell'album, e quella canzone è stata così fantastica che è dovuta andare in tournée. Poi, all'improvviso, ha sviluppato questo ruolo nella band tale che lei faceva proprio parte della band. E poi YSee, be', quella cazzo di ragazza. Non mi sono reso conto di questa cosa se non quando erano trascorsi circa sei mesi, quando un concerto era stato registrato e ho dovuto approvare il suono, cosa che odio fare, ma nessun altro era disponibile a farlo.

Ho dovuto ascoltare tre o quattro canzoni di questo concerto e dire: "Sì, va tutto bene". Solo allora la cosa mi ha colpito, quando siamo scesi dal palco ho pensato: "Lei ha un aspetto dannatamente incredibile. E questa band ora sembra davvero moderna". È come la mia versione degli Style Council o dei Fleetwood Mac. In realtà stavo guardando una cosa sugli Style Council alla televisione britannica. E pensavo: "È questa cosa qua!".

Noel Gallagher: I wouldn’t be doing it if I couldn’t afford it. And I’ve got to say, I’m out on the road most of the time. I’m not sitting in an office worrying about that.

Rock Cellar: Ma deve essere finanziariamente gravoso mantenere una band di quella dimensione.

Noel Gallagher: Oh, non li pago.

Rock Cellar: So che lo fai.

Noel Gallagher: Non prendono un cazzo di soldo! (Ride, ndr) È così, ma sai una cosa? Ho abbastanza fottuti soldi.

Rock Cellar: Ma la dimensione delle cose è cambiata. Dev'essere difficile.

Noel Gallagher: Non lo farei se non potessi permettermelo. E devo dire che sono fuori on the road per la maggior parte del tempo. Non sono seduto in un ufficio a preoccuparmene.

Rock Cellar: Be', questo fa sorgere la domanda. Sono passati 25 anni da Definitely Maybe e Maine Road. Punti fondamentali nella tua vita. Ma molto è cambiato. Il tour ha preso il posto dei supporti fisici, ed è cambiato il modo in cui opera la musica. CD e nastri hanno lasciato il posto ai download degli MP3 e allo streaming, anche se il vinile è tornato. In che modo ciò ha influito sul modo in cui fai business, ma anche sul modo in cui crei? O si tratta più semplicemente di lavorare con un produttore come Dave Holmes che dice: "Butta fuori il libro delle regole?"

Noel Gallagher: Ha profondamente influenzato il modo in cui lo fai uscire. Il processo creativo sarà sempre la gente in uno studio che strimpella. Certo, adesso c'è il computer; non ci sono più registratori a nastro. Voglio dire: all'inizio, con il download della musica, tutti facevano po': "Ooh". Ma ora, credo, grazie a Dio la gente sta scaricando musica.

Grazie a Dio la gente sta ancora ascoltando musica. Perché viene marginalizzata dai social media. Quindi devi solo seguire questo andamento.

E se tu stessi iniziando ora, tutta questa conversazione non sarebbe chissà cosa. Ma poiché io e te siamo nati negli anni sessanta, e siamo cresciuti negli anni settanta e ottanta e abbiamo creato band negli anni novanta, abbiamo tutto questo con noi.

Poi finisci per essere un vecchio scontroso che dice: "Perché l'hanno fatto, cazzo?"

Rock Cellar: Roger Daltrey ha parlato molto a riguardo.

Noel Gallagher: È terribile essere così. Ma se è così che ti senti, allora diventi completamente così invecchiando.

Rock Cellar: Pensi molto a come vieni percepito? Ti importa?

Noel Gallagher: Non mi interessa finché non guardo indietro alle fotografie e penso: "Che cazzo?"

Rock Cellar: "Cosa indossavo?"

Noel Gallagher: "Mi ero appena alzato dal letto, cazzo?". Quindi mi dispiacerà non aver effettivamente cercato di fare lo sforzo. Ma sono arrivato al punto in cui avevo 50 anni, giusto?, e ho solo pensato: "Sai cosa? Non me ne frega più niente". Ho scritto e riscritto Live Forever e Wonderwall. Ed è stato David Holmes a dire: "Guarda. Puoi fare quello per il resto della tua vita ed essere il migliore. Oppure potresti fare qualcosa di diverso".

E non ci avevo mai pensato. È stato lui lui ad aprire il cancello. E io l'ho attraversato in punta di piedi. Ora la gente dice: "Le tue canzoni sono molto diverse". Be', se sei un musicista appena decente, dovresti essere in grado di fare qualsiasi disco. Se ti dicono: "Fai reggae", dovresti essere in grado di fare reggae. Ma non si tratta di cambiare gli stili musicali. Si tratta di cambiare la tua mentalità. Quindi ora c'è a malapena una chitarra in studio. Potrebbe essercene una e ci saranno un sacco di sintetizzatori e pedali in giro.

Quindi si tratta di non usare la chitarra per appoggiarvisi come una stampella e provare a fare qualcos'altro.

traduzione di oasisnotizie - Source: Rock Cellar

Leggi anche: Noel Gallagher: "Vi racconto quali chitarre uso oggi. E suono spesso pure il basso. Che mi sono perso strimpellando per anni solo la Gibson J-200!"

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venerdì 23 agosto 2019

Video - Noel Gallagher: "I consigli che mi diede Bono e quell'errore di Liam negli USA ..."

In questo video Noel Gallagher, intervistato da Sirius XM negli USA, parla dei consigli che gli diede Bono degli U2 e dell'amicizia tra la propria figlia Anais e il figlio di Bono, Elijah. Non manca una frecciatina a Liam ...

Sottotitoli ITA by frjdoasis.





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giovedì 15 agosto 2019

Noel Gallagher a tutto tondo: "Grazie Holmes: ora compongo con il basso e i pezzi cedono meno all'emozione. Eminem? Noioso: da 20 anni canta sull'uscita dalla droga. I politici? Tutti squallidi e fascisti"

Dalla sua nuova direzione musicale ai meriti del produttore David Holmes (che gli ha fatto posare la chitarra "togliendo l'emozione", invitandolo a comporre con il basso), da quella volta in cui stava per comprare il Manchester City ai suoi programmi futuri, dalla decisione di vivere in campagna fuori Londra all'epoca folle in cui a casa invitava chiunque, dal blocco dello scrittore vissuto nel 1995 e nel 1999 alle star che come Eminem si disintossicano dalle droghe in clinica e poi ne scrivono per 20 anni, dallo champagne con Tony Blair a Downing Street al "fascismo liberale e fascismo di destra" della politica attuale, dalla sua opinione sulla famiglia reale al messaggio di Lars Ulrich dopo lo scioglimento degli Oasis, dalla sua passione per MasterChef all'importanza del parere degli altri, Noel Gallagher si racconta in una lunga e interessante intervista all'Irish Independent che traduciamo qui di seguito.


Noel Gallagher una volta dichiarò: "Dissi che eravamo più grandi di Dio, ma intendevo più alti di lui. Penso che Gesù fosse 1 e 70 e io sono 1 e 74".

Anni fa un titolo su di lui era: "Noel Gallagher si è ubriacato così tanto con Bono che ha dovuto fuggire".

Fuggire da cosa?

"Dall'essere ubriaco, cazzo!", grida Noel mentre ride.

"Sembra una scena del film 'Shakespeare a colazione' ...", gli dico per scherzare.

"No! No! No! (ride, ndr). Quando ne hai abbastanza, ne hai abbastanza!", riflette Noel, che nel 2000 disse per scherzo al Guardian che prende tre pinte di Guinness "e poi crollo".

Toronto, 13 agosto 2019 (@josiedye)
La carismatica stella degli U2 non è esattamente la persona a cui si può dire più facilmente buonanotte. Noel ha dovuto mollarlo scappando via?

"Sì, l'ho mollato! Ero a casa sua (ride, ndr), ma cazzo se sa come tenere una festa! Questo te lo posso dire".

E anche Noel Gallagher lo sa. La sua casa di un tempo, Supernova Heights, a North London, è stata consegnata alla leggenda delle baccanali.

"Sai che c'è? Quella casa l'ho avuta solo per due anni e mezzo".

Hai venduto la casa quando hai smesso con le droghe?

"Sì, è la risposta breve a quella domanda. Ho avuto la casa per due ann ie mezzo e mi è sembrata una cazzo di vita. Mi è sembrato di vivere lì per una vita, per un decennio".

In quella casa si poteva presentare chiunque?

"Non chiunque", ride. "Onestamente, però, in più di un'occasione mi guardavo attorno nella stanza, vedevo qualcuno e dicevo: 'Chi cazzo è quel tizio là?'. ?Oh, ha consegnato le pizze qui circa quattro o cinque ore fa'. Era fantastico, Steve Coogan era la voce della mia segreteria telefonica".

E Kate Moss era ospite abituale. In una circostanza, quando la supermodella britannica era a Supernova Heights da due settimane, Noel stava varcando il cancello di ingresso della casa quando fu fermato da quattro ragazzine che gli misero dei libri in mano chiedendogli di farli autografare da Kate.

"State venendo qui, a casa mia, a chiedere l'autografo di una supermodella? Non volete il mio? Be', sapete che vi dico? Non ve ne andrete finché non avrete il mio. Il mio autografo ve lo beccate ora!", disse loro la superstella degli Oasis.

"Supernova Heights era fantastica per l'epoca, ma è arrivato un momento in cui ho pensato: devo uscire da questa cosa".

Dove sei andato?

"Sono andato in campagna, Purtroppo il party è proseguito in campagna. Ed è successo che se ne stavano lì per sempre, cazzo. È stato a quel punto che ho pensato: devo sbarazzarmi di tutta questa gente, cazzo!".

E come hai fatto?

"Be', dovevo farlo. Stava avvenendo la fine del mio matrimonio (con Meg Matthews, moglie di Noel dal 1997 al 2001 e madre della sua primogenita, Anais, ndr) e tutto il resto. 'Devono andarsene tutti'. A quel punto (schiocca le dita, ndr), il che è incredibile ... quando ci penso ora ... due mesi dopo aver pensato quello, mi chiedevo: 'Come lo faccio? Cosa faccio'. Ho incontrato Sara ed è stata lei la catalizzatrice di tutto. E io pensavo: 'Bene, fuggirò con lei, allora. Ecco cosa farò'. Ed è quello che ho fatto". Noel si riferisce alla moglie Sara MacDonald, incontrata ad Ibiza e sposata undici anni dopo, nel giugno 2011, con Russell Brand come testimone di nozze. Con lei ha due figli, Donovan, nato il 22 settembre 2007, e Sonny, nato il 1° ottobre 2010.

Il verso di Where Did It All Go Wrong?, brano del 2000, che fa "Conservi le ricevute degli amici che hai comprato?" si riferisce agli amici di Supernova Heights che hai eliminato?

"Sì", annuisce Noel. "Non vedevo quella gente da cinque o sei anni buoni. Da allora abbiamo ripreso confidenza e siamo divenuti di nuovo amici. Eravamo l'uno tra i piedi dell'altro per 24 ore al giorno".

Che ne pensava tua madre di te con tutta quella banda?

"A lei non l'ho chiesto. Si ritorna al discorso: una volta che lasci casa, la mamma non ha più un parere. Se si lamenta ora delle cagate, le dico: 'Sei consapevole del fatto che ho 52 anni, OK? Scusami. Quei tempi sono finiti. Ma, sai, i genitori sono genitori. Io sarò la stessa cosa con i miei figli. Li striglierò quando avrò l'età di Peggy".

Farai mai la pace con tuo padre Tommy, che per te è un estraneo?

"Non penso sia il caso, no".

In punto di morte penserai che avresti voluto appianare le divergenze e riconciliarti con tuo padre?

"No. No. Per me lui non significa niente".

Erano belli i tempi in cui ti portava a vedere le partite di calcio quando eri piccolo. (Noel mi ferma subito, ndr).

"Allora", mi guarda con sguardo perplesso. "Cosa vuoi dire?".

"La roba brutta supera di gran lunga la roba bella. OK, mi ha fatto diventare tifoso del Man City. Grazie molte. È il minimo che potesse dannatamente fare per me".

È vero che un tifoso del Manchester United ti ha rotto il naso?

"Sono rimasto coinvolto in una rissa tra tifosi del City e dello United, sì ... nei tardi ... forse a metà degli anni '80 a Manchester. Mi svegliai a una fermata dell'autobus (ride, ndr) e l'unica cosa che ricordo prima di quello è che non mi trovavo ad una fermata dell'autobus!".

Ti mancano i vecchi e brutti tempi del tuo adorato Man City in seconda divisione?

"Noooo. Oh, cazzo, no! Ci sono passato. Ci sono andato. No, questo è dannatamente incredibile".

Non è troppo facile ora per il Man City?

"Ascolta, ce la godiamo finché Guardiola è in carica. Se ne andrò poresto. E gli faremo gli applausi mentre esce dal cazzo di stadio. Lo porterò fuori su un cazzo di trono dorato e gli dirò: 'Buona fortuna a te, amico, perché ci hai regalato i cazzo di anni migliori della nostre vite'. E poi dopo quello ricomincerà. Ma ti dico io una cosa: il presidente e il proprietario, Khaldoon Al Mubarak e lo Sceicco Mansour, sono persone proprio incredibili".

E se lo sceicco domani mettesse in vendita il club, non potresti costituire una cordata e comprarlo?

(Il famoso monociglio si alza quanto basta per indicare che la risposta è sicuramente forse no).

"Mi fu chiesto di comprarlo da Francis Lee (ex giocatore e leggenda del Manchester City, ndr) nel 1996. Lo incontrai. Andai a Maine Road per incontrarlo. Avevano quest'idea. Mi avrebbero dato un numero di maglia perché non avevano un numero uno. È iniziata come una cosa di marketing. 'Ti faremo firmare una carta. Quindi avrai una maglietta ufficiale che sulla schiena recherà la scritta Gallagher'. Dissi: 'Se mi date un cazzo di numero di maglia io vengo all'allenamento!'. Poi si parlò di investire dei soldi nel club. E io feci: 'Sapete che vi dico? Preferisco essere un semplice tifoso' ..."

Com'eri da ragazzo? Sapevi giocare?

"Sì, sapevo correre. Non ho più le gambe. I miei figli sanno correre. Mi surclassano. Riesco a malapena a restare al passo dei due ragazzi".

Quando nel 1995 dicesti all'Observer che speravi che Damon Albarn dei Blur contraesse l'AIDS e morisse, tua madre ti telefonò per dirti che non ti aveva insegnato a dire quelle cose. Hai ricevuto altre telefonate stizzite da Peggy riguardo a cose che hai detto sui media?

"Solo le solite cose, sai, su Liam".

Liam sul quale mi è stato impedito di fare domande.

"Questo è quanto. Ma una volta che ti fai di una certa età, dici: 'Mamma, non ho più 19 anni, cazzo!' ...".

E la tua dichiarazione del gennaio 1997, "assumere droghe è come prendere una tazza di tè"?

"Be', io mi drogo da quando avevo 14 anni, ma quel commento non l'ha lasciata a bocca aperta più di tanto".

L'allora Ministro degli Interni, Michael Howard, alla Camera dei Comuni disse che Noel dovrebbe essere cacciato via dal paese.

"Quello è stato uno dei giorni più belli della mia vita! Michael Howard!".

Noel e Tony Blair, 30 luglio 1997
Ulteriore allegria ci fu il 30 luglio 1997, quando Noel arrivò al numero 10 di Downing Street come ospite del nuovo Primo Ministro Tony Blair e del signor Howard disse: "Spero che tu ora stia vedendo tutto questo, cazzo!".

"Sulla mia visita al numero 10 ci furono cose che non avevo mai visto in TV", ricorda Noel. "Ci fu una cosa Newsnight, dove Jeremy Paxman disse: 'Questo è il tipo di fottute persone che stanno lasciando entrare nei corridoi del potere ora', intendendo me! Io non so cosa pensare di tutto questo episodio. Era solo un cazzo di periodo folle".

Ti presentasti al numero 10 di Downing Street in Rolls-Royce.

"Io e Alan McGee. Alan mi aveva comprato la Rolls-Royce a Natale".

E non sapevi guidare.

"Ancora non lo so fare! Non ho mai preso la patente. Sì, ci siamo presentati al numero 10 di Downing Street. Era il 1997. Avevo firmato la rinuncia al sussidio di disoccupazione appena quattro anni prima. Capisci cosa intendo? Quindi pensavo: 'Questa cosa è pazzesca, cazzo!'. Alan lavorava per le Ferrovie Britanniche e tutta quella roba. Eravamo due tizi della classe operaia che avevano conquistato il mondo della musica"

"Ricordo che mi disse: 'Lui (Tony Blair, ndr) vuole proprio incontrarti'. Pensavo: 'Per quale motivo mi vuole incontrare?'. 'Be', sostanzialmente li hai aiutati a farsi eleggere (Il Nuovo Labour e Tony Blair, ndr)'. Pensavo: 'Sì, ma non sono ...'. Alan faceva: 'Vai a incontrarli' ...".

All'epoca il tuo amico Paul Weller ti disse che era stato preso in giro e usato dal Partito Laburista a metà degli anni '80 con Red Wedge (un collettivo di famosi musicisti tra cui The Specials, The Smiths, Billy Bragg e Weller, che avevano cercato di avvicinare i giovani alle politiche laburiste)?

Noel e Meg con Tony Blair a Downing Street nel 1997
"Non andai alla ricerca di molte opinioni su quella cosa. Dissi ad Alan: 'Bene, vai avanti allora'. Ricevetti l'invito, andai e basta".

"Dopo? Sapevo che dopo ci saremmo beccati un po' di critiche. I giornalisti del Guardian e del Mirror scrivevano: 'Che cazzo ci fa lui lì?' e cose così. Ma io non andai alla ricerca di opinioni. Sì, Weller era stato bruciato da Red Wedge. La sua opinione dei politici rimane valida ancora oggi. Dice che sono tutti degli stronzi. Ci pensi perché sono persone del Partito Laburista, ma ci sono dentro tutti; sono tutti squallidi; ci sono tutti dentro solo per gli affari propri. È raro che ci siano politici che vogliono servire il loro paese. Anche in quel caso la cosa è dannatamente sospetta. È molto raro. E ora la penso allo stesso modo. Ho incontrato - e ricevo - politici di tanto in tanto. Sono l'uno peggio dell'altro, tutti. Tutti".

Per chi voteresti?

"Non voterei per nessuno. Ero per il Nuovo Labour su tutta la linea. Ci credevo. Credevo in quel balletto che lui fece in mezzo ai due partiti. Il modo in cui lo fece era dannatamente geniale. Sai, far parteggiare per te il Sun e fare in modo che i suoi lettori votassero per il Labour fu uno dei magheggi più grandiosi che siano mai stati compiuti da un politico. E per me quello era il periodo in cui ero davvero appassionato di quello che succedeva nel paese. Ora gli estremi, la destra o la sinistra, sono la stessa cosa. Ci sono fascisti liberali. Ci sono fascisti di destra. Il fenomeno è in aumento in Inghilterra".

Noel, dopo essere uscito dal numero 10 di Downing Street nel 1997, dicesti che pensavi di essere nominato cavaliere di lì a poco. L'avresti accettato?

"No, no. Speravo di ricevere uno sconticino sulle tasse".

Bobbie Gillespie dei Primal Scream ti avrebbe assassinato se avessi accettato il titolo di cavaliere.

"Davvero? Penso di no" (ride, ndr).

Aboliresti la famiglia reale?

"Quello che penso della famiglia reale è che non è colpa loro: quei ragazzi sono nati in quell'ambiente. Prendiamo William e Harry, per esempio: sono nati in quella famiglia. È la loro vita vera. Non sono le persone in sé. È l'istituto secondo cui siamo soggetti a queste persone che prendono un sacco di soldi da terre che furono sottratte a gente comune. Non sono talmente accanito da pensare di allinearli fottutamente tutti e spararli dannatamente!".

Sei cambiato. Nel 2000 dicesti che avresti voluto vedere frustare pubblicamente la famiglia reale prima di mutilarla.

"Be', quello è successo ... cosa? Diciannove anni fa!" (ride, ndr).

Hai detto pure che il Duca di Edimburgo dovrebbe perdere una gamba!

(Prorompe in una risata stavolta, ndr). "Non mi sorprende!".

Hai ancora i tuoi due gatti Benson e Hedges?

"No, Benson e Hedges sono tornati al gattile. Il mio gatto si chiama Stivali".

È vero che sei un grandissimo fan di MasterChef?

"Non direi grandissimo fan (ride, ndr), ma ogni volta che c'è una nuova serie di MasterChef c'è sempre questa situazione in cui sembra che io abbia 12 settimane libere in cui posso sedermi e vederlo. Così ho perso The Wire e il cazzo di Breaking Bad e tutto il resto perché ero in giro in tour, ma per qualche motivo per MasterChef ci sono sempre. Ci piace come famiglia. Ci sediamo a vederlo noi quattro. I ragazzi lo amano".

Tu cucini?

"Col cazzo! (ride, ndr) No! Eh cazzo, è per quello che mi sono sposato! (ride, ndr). Non cucino. Sara potrebbe gestire un ristorante per quanto è brava a cucinare. Cioè quando lei se ne va non è che io muoia di fame. So cucinare".

Noel con Sara MacDonald nel 2001
Noel racconta di quando, qualche anno fa, con Sara visionava una casa in vendita a Londra e l'agente immobiliare disse che alla fine del giardino c'era un appartamento che poteva essere convertito.

"Ci farò uno spazio creativo. E Sara mi disse: 'Per cosa? Perché vuoi uno spazio creativo?'. 'Per scrivere canzoni'. E lei disse: 'Non ti ho mai visto scrivere canzoni'. Pensai: 'Cazzo, ma dici sul serio?'. 'Be', io non ti ho mai visto scrivere una canzone!'. Ancora oggi non ho un cazzo di studio, ma finalmente ho esaudito il mio desiderio. È uno studio di registrazione come si deve".

Scrivi canzoni durante la cena?

"Quando sono seduto a cena batto costantemente sul tavolo a mo' di batterista. Le dico che sto pensando a una canzone. Lei fa: 'Davvero?'. Ho perfezionato l'arte di ascoltarla mentre canticchio una melodia. Mi faceva: 'Sei lontano chilometri. Che stai facendo?' ..."

Adam Clayton degli U2 abita ancora lungo la strada del distretto di Little Venice dove abiti tu, a Londra?

"Sì, abita lungo la mia strada. È mio vicino. Abita a circa cinque porte di distanza. Ci stiamo per trasferire nell'Hampshire. Non volevamo che i ragazzi crescessero a Londra".

Per via dei paparazzi?

"No. Ultimamente vicino casa nostra ci sono stati due accoltellamenti. Vivo, come potrai immaginare, in una zona piuttosto ricca. Alla fine della strada c'è un complesso residenziale e dall'altra parte c'è un altro complesso residenziale. E al momento sono in guerra".

"Un tizio è stato ripetutamente accoltellato nel bel mezzo della cazzo di giornata ed è dovuta venire l'elioambulanza, che è atterrata nel mezzo della strada e tutte le strade sono state chiuse. In ogni modo, nostro figlio ha 11 anni e ora deve andare alla scuola media e stavamo giusto dicendo che sarebbe troppo dannatamente stressante se si trovasse sulla metro sulla via del ritorno a casa e fosse derubato del suo telefono. Così abbiamo deciso di andare in campagna e di iscriverli a una scuola in campagna. Faremo i pendolari per Londra".

Il tuo nuovo singolo è This Is The Place.

"Parla del viaggio della vita e della ricerca di un luogo".

In Gas Panic, uscita nel 2000, scrivevi del panico derivante dalla disintossicazione dalla droga. Come ripensi al tizio che ha scritto quei versi?

"Be', non sono più un tossicomane. È quella la differenza principale".

Eri troppo classe operaia e troppo fico per andare alla Priory, clinica londinese per celebrità che dovevano disintossicarsi dalle droghe?

"Non penso che fossi troppo classe operaia. Non penso che fossi troppo fico. Non ne avevo bisogno. Non avevo bisogno di farlo".

"Una mattina mi sono svegliato e ho detto: 'Basta'. Ho smesso di fumare per caso. Semplicemente non avevo un'altra cazzo di sigaretta. Non è stato qualcosa del tipo: 'Oggi provo a smettere di fumare' (fa la voce di Alan Partridge, ndr). E ne avevo abbastanza delle droghe. Credo che all'epoca pensassi di smettere con le droghe per sei cazzo di mesi per vedere cosa sarebbe successo".

"Non programmavo un cambio di stile di vita così radicale, ma dopo circa due settimane pensavo: 'Cazzo, questa cosa la preferisco di gran lunga!'. E poi ... ho guardato indietro. Non mi infastidisce. Posso starmene seduto in una stanza piena di gente che si fa di cazzo di montagne di cocaina: non mi infastidisce neanche minimamente". 

Non ti sarai trasformato in un signor no noioso e predicatore?

"No. Per niente. Potrei starmene seduto con gente che fuma e tutto quello. Capisci quando spunta fuori la coca la serata sta prendendo una piega merdosa. È sempre così: ci si diverte e si gioca e poi a un certo punto uno tira fuori la coca, e poi tutto d'un tratto fai: 'Be', per me è ora di andare via, perché questa cosa ora è noiosa' ...".

All'epoca hai scritto canzoni sulla cocaina. Le hai mai risentite pensando che fossero cavolate totali?

"Sì, ma ho scritto canzoni sulla coca, sono state cavolate totali ed è stato dannatamente fantastico. Supersonic per esempio. Capisci cosa intendo? Poi ho scritto cagate come molti dei pezzi di Standing On The Shoulders Of Giants, in cui non avevo nulla da dire. E letteralmente provavo a mettere insieme parole che facessero rima, perché avevamo un tour prenotato e dovevamo andare in tour. Ma fa parte del gioco".

Noel non ama le canzoni di Eminem sulla droga
Pensi ancora che Eminem sia un idiota?

"Ehm, è uno di quei tizi che vanno in riabilitazione e poi su quella cosa scrivono canzoni per i successivi 20 anni. 'Ti sei fatto di un po' di fottuta cocaina. Ti sei fatto qualche bevuta. Non lo abbiamo fatto tutti?' ..." (batte le mani, ndr).

"Non ho mai sentito l'esigenza di essere una di quelle cazzo di persone. È noioso. Ma scrivere canzoni sulle droghe è noioso tanto quanto scrivere canzoni sull'uscita dalle droghe".

La title track del nuovo EP di Noel Gallagher, This Is The Place, "inizia", spiega Noel, "come un'altra canzone completamente diversa che stavo componendo con David Holmes. Non riuscirei neanche a dire quanto era diversa. La canzone non mi piaceva. David la amava e voleva pubblicarla. A me non andava bene, ma ne ho sempre amato la parte vocale e i versi, anche se non sono mai riuscito a sistemare per bene il ritornello. Quindi è passata attraverso varie svolte e cambiamenti. E se pensi dove è finita ora ... cazzo! Penso sia incredibile".

Di cosa parla This Is The Place?

"Di cosa parla? Qual è la parte chiave del testo? 'La strada è lunga e continuo a perdere la strada'. Penso parli del viaggio della vita e del trovare un posto. Mi piace visualizzare tutto. Quindi in testa mia sarà la prima canzone della scaletta. E in ogni città tu dici: 'È questo il posto. Dove siamo ora'. Quindi è una canzone sul vivere il momento. E il titolo, This Is The Place, è nato così: avevo il ritornello fino al verso che fa 'è questo il posto'. E pensavo: ''Come ci arrivo?'. Una sera stavo andando a letto e accanto al mio letto c'era il libro This Is The Place del poeta mancuniano Tony Walsh. Ho pensato: 'Porca troia! È adattissimo'. Ho telefonato a Tony l'indomani e gli ho chiesto: 'Faccio bene ad usare questo titolo?'. E lui: 'Assolutamente sì, amico' ...".

La poesia di Walsh è dedicata alle vittime dell'attentato alla Manchester Arena del 22 maggio 2017, in cui perirono 22 adulti e bambini e 120 furono i feriti.

"Il pezzo ha un tocco alla Haçienda (celebre nightclub di Manchester, ndr)".

Quando l'ho sentita per la prima volta ho pensato a Thieves Like Us, dei New Order vintage.

"Molte persone mi hanno detto questo anche riguardo a Black Star Dancing. Una delle canzoni del nuovo EP suona come gli Smiths, non i primi Smiths, ma come l'epoca di The Queen Is Dead, però vintage. Ce n'è un'altra che è proprio bella ritmata, con Tony Walsh che recita una poesia sulla melodia".

Un po' come 'Oh! Take me back to dear old Blighty', presente nella title track di The Queen Is Dead?

"È più ... dal punto di vista della melodia mi sa proprio di Smiths".

Sail On, presente nel precedente EP, trasmette una sensazione di libertà.

"Ascolta, quella canzone l'ho registrata per Chasing Yesterday e la reazione per quel brano mi ha davvero lasciato a bocca aperta. Ce l'avevo lì buttata e ho pensato: 'Fa al caso mio. La quarta traccia su un cazzo di EP. Fa al caso mio'. Ma appena la gente l'ha sentita ha fatto: 'Porca Eva, che canzone!'. Al che ho pensato: 'Davvero? Per me non va da nessuna parte'. È incredibile quello che pensa la gente. È una delle pochissime volte in cui i miei istinti si sono sbagliati su una canzone. Ho pensato: 'Non è grandiosa, cazzo. Semplicemente non è male' ...".

Toronto, 13 agosto 2019 (@upinthesite)
Chi ti ha detto che la canzone era fantastica?

"Le ragazze della band. Poi è uscita su Internet e tutti dicevani: 'Oh, la gente ne sta andando matta'. La reazione mi ha sbalordito. È buffo, no?".

Di norma dai ascolto alle opinioni degli altri?

"Non prima del fatto compiuto. Quando faccio musica non la faccio sentire a nessuno fino a che non ho finito. Magari ... se Weller vive vicino casa mia, si trova lì e mi fa: 'A cosa stai lavorando?' gliela faccio sentire. Non la faccio sentire a nessuno finché non è ultimata. Non mi piace andare alla ricerca di opinioni. Penso che, in quanto artista, la cosa debba venire da me. Dopo il fatto compiuto, se la gente dice ... perché quello che succede se fai sentire a qualcuno una cazzo di canzone sei settimane che sia ultimata è che quando ne sentono la versione definitiva dicono: 'Oh, preferivo l'altra versione'. E io faccio: 'Grrrrr!' (ride, ndr). Quindi non fatela sentire alle persone finché non è finita".

Qual è il tuo programma per i prossimi anni di musica?

"Quando finisco questo tour con gli U2 in Australia a novembre, mi costruirò uno studio di registrazione a Londra. Quindi ho in programma di rimanere in studio per la maggior parte dell'anno prossimo".

Prenderesti in considerazione l'idea di rimanere lontano dal tour e fare soltanto molta roba in studio?

"Be', non lo so. Se fisicamente non ce la farò ad andare in tour, non penso che smetterò di comporre. Ora mi farò il mio studio personale che potrebbe diventare un luogo da cui non riuscirò ad allontanarmi. Ma ora? No, perché scrivo sempre una canzone e penso: 'Cazzo, non vedo l'ora di suonarla dal vivo!' ...".

C'è un sound particolare nelle nuove canzoni che stai approntando?

"La roba nuova che ho scritto può suonare molto varia, da un tocco alla Young Fathers a una versione elettronica dei Kinks a ..."

Non è prevedibile.

"Su questo EP, This Is The Place, ci sono tre stili molto diversi. Non sono giunto a questo punto, non ho tirato fuori il coniglio dal cilindro. Di solito quando penso troppo alle cose finiscono per essere una merda. È solo che le canzoni ora prevedono un mnucleo di persone con cui entro in stidio e che sono grandiose e (schiocca le dita, ndr) può venire fuori qualsiasi idea! Ho questo ingegnere che è dannatamente incredibile. Qualsiasi idea con cui me ne esco posso fargliela sentire e lui dice: 'Bene, suona come gli Oasis, possiamo farla suonare come ... cazzo, non lo so ... i New Order?'. E si inventa un modo per farla suonare contemporanea. Quindi ecco dove mi trovo al momento, Ma con la roba nuova ... può venire fuori qualsiasi cosa, dai Can agli Young Fathers, dai Kinks agli Stone Roses".

È il tipo di canzoni che Noel non avrebbe mai potuto fare con gli Oasis?

"Gli Oasis nell'ultima fase comprendevano quattro autori: io, Andy, Gem e Liam. Andavamo tutti vagamente nella stessa direzione, ma questa canzone non sarebbe passata. AKA ... What A Life ... sarebbe passata, cazzo! Sai, ho dovuto litigare per quattro cazzo di mesi per far sì Fuckin' In The Bushes fosse inclusa in Standing On The Shoulders Of Giants. Quella era come ... era un no secco. Ma no, non starei facendo Black Star Dancing se fossi negli Oasis. Non mi troverei in quel punto ora. Non è che un pomeriggio abbia posato la cazzo di chitarra, abbia spento il mio amplificatore Marshall e poi mi sia dato alla musica elettronica. Per arrivare a Black Star Dancing c'è voluto un periodo di cinque o dieci anni o non so quanto di composizione. E quando lo dico alla gente durante le interviste mi fanno: 'È proprio diversa'. Non è tanto dissimile da What A Life, ma What A Life è più rock perché la mia mentalità allora era ancora quella. Ora la musica rock è uscita talmente tanto dal mio corpo che la chitarra in studio è una delle ultime cose che prendo. A casa compongo con il basso".

Toronto, 13 agosto 2019 (@upinthesite)
Il groove di Black Star Dancing è incredibile.

"Quello deriva dal fatto di comporre con il basso. Quando ho iniziato a prendere le chitarre suonava troppo melodica, troppo emozionale. È stata quella la cosa buona del lavorare con David Holmes. Mi diceva: 'C'è troppa emozione in questo pezzo. Dobbiamo tornare alle radici di questo tipo di cosa'. Penso che nei successivi due anni sarebbe accaduto questo ... Direi che lavorare con David è stato il catalizzatore di un cambiamento enorme. Enorme. Sai, mi ha fatto capire questo: 'Perché metti le chitarre in tutto? Perché iniziamo da lì? Perché non iniziamo dal basso?'. Non mi ero mai reso conto di quanto fossi bravo come bassista  finché non ho conosciuto lui".

Qual è la convinzione più errata che la gente ha su Noel Gallagher?

“Su di me? Non lo so. Non leggo abbastanza cose scritte su di me per preoccuparmi di quel tipo di cosa".

Tua moglie ... ? (mi interrompe subito, ndr).

"Se mia moglie sa come sono fatto?" (ride, ndr)

"Non mi è mai fregato un cazzo di quello che pensa la gente su di me come persona. Non me ne fotte una minchia. Quando chiudo la porta e vivo la mia vita familiare, ho delle responsabilità nei confronti delle persone con cui vivo e condivido la mia vita, per tutto il tempo in cui loro sanno chi sono. E basta. Quando esco e incontro degli estranei non me ne fotte un cazzo di quello che pensano di me. Per strada può capitarti di incontrare qualcuno e tu sei in giornata no e può capitare che ti dicano: 'Posso fare una foto?' e tu fai: 'No. Va bene, amico?'. Poi magari ti spingono e finisci per fare una cazzo di litigata. E quella persona se ne andrò pensando: 'L'ho incontrato una volta. È stato uno stronzo'. Capisci cosa intendo? Quindi non puoi permetterti di pensare a cose così".

Ti risulta più difficile comporre ora che hai un bel po' di quattrini in banca e voli su jet privati?

"Inizialmente ho faticato con questa cosa, dopo la pubblicazione di (What's The Story) Morning Glory?, perché non avevo nulla di cui scrivere. Non avevo nulla di cui potessi scrivere con nessun ... Tutto ciò che sapevo erano jet privati e cazzo di supermodelle. Capisci?".

Come hai smesso di essere una testa di cazzo totale allora?

"Oh, non lo so. Forse ha a che fare con il mio essere mancuniano e irlandese! (ride, ndr) Non lo so! Ho faticato con questa cosa per un po', perché Definitely Maybe parlava di come ero io: vivevo nella città di Manchester. Morning Glory è stato l'album del ritorno sulla terra dopo quello. Ero un po' più considerato. Dopo ho faticato per un po'. Non conoscevo niente di cui scrivere e su cui avessi una qualche autorità, a parte avere molti soldi e un cazzo di ...".

Ti penti di non esserti preso una pausa dopo il secondo album?

"L'unica cosa di cui mi pento è che tutti i lati b dei singoli di Morning Glory sarebbero dovuti comparire sul terzo album, ma avevo talmente la livrea rosso porpora che qualsiasi cosa scrivessi era dannatamente grandiosa per circa tre anni. E avrei dovuto dire, o qualcuno della Creation Records mi avrebbe dovuto dire: 'The Masterplan (come lato b, ndr)? Che cazzo stai facendo?'. Se pensi a Talk Tonight, The Masterplan, Half The World Away, quelle quattro canzoni da sole avrebbero formato la maggior parte di un terzo album e sarebbe stata una storia diversa. È questa l'unica cosa di cui mi pento. Non mi pento di nient'altro. La vita è troppo breve per avere rimpianti".

Le canzoni del passato evolvono con gli anni proprio come lo stesso Noel invecchia come autore?

"Oh sì. Prendiamo Don’t Look Back In Anger. È divenuta un inno ora. Capisci? Il mio istinto qualche anno quando andavo in tour mi diceva: 'È troppo rock. Devo riportare in scaletta una cosa così'. Così ho pensato di farla in acustico e ha ripreso tutta un'altra vita da sé. Ma ora i miei istinti mi dicono: 'Forse dev'essee un po' più rock' ...".

Faresti suonare le forbici a Charlotte Marionneau su questo pezzo?

(ride, ndr) "Charlotte ha molto tempo e molto spazio. Non so bene se il tempo e lo spazio sarebbero quelli giusti su un pezzo degli Oasis".

Gli Oasis in una foto del 1995
Qual è la storia più buffa che ci puoi raccontare sugli Oasis?

"Oh, porca troia!".

E i Brit Awards del 1997? Quando tu e Liam incontraste Jay Kay dei Jamiroquai e Liam iniziò a cantare imitando gli strumenti (canto scat) verso di lui nel bagno?

"Qual era la canzone che aveva pubblicato? (Cosmic Cowboy, ndr). Ci sono un sacco di storie sugli Oasis!".

È vero che il giorno dopo il tuo abbandono agli Oasis, il 28 agosto 2009, Lars Ulrich dei Metallica ti ha mandato un messaggio con queste parole: 'O sei incredibilmente stupido o sei incredibilmente coraggioso'? Ti sei mai sentito una delle due cose?

"No. Quello viene da un batterista. Capisci? Conosco Lars piuttosto bene, in realtà. Lo vedo di tanto in tanto, usciamo insieme. Posso capire da dove viene. Non lascerà i Metallica e loro si odiano, cazzo, quella band, capisci cosa intendo? Gli Oasis non sono mai andati veramente d'accordo".

Ma tu non hai mai ingaggiato un terapeuta da 40mila dollari a settimana come hanno fatto i Metallica nel 2004 per far sbollire l'astio tra la band (come si vede nel documentario Some Kind of Monsyer)?

"No, no, no. Ma io volevo dire questo: sono stato sul punto di lasciare la band due volte e la musica è sempre stata la molla sufficiente a farmi tornare sui miei passi. Quando è arrivata quella sera di Parigi ho pensato: 'Ne ho abbastanza ora. Non ha un cazzo di senso'. Ma sì, Lars è stato uno dei primi a telefonarmi per dire che ero un idiota o un cazzo di genio".

Hai davvero avuto un'esperienza extracorporea a Parigi?

"Quale esperienza extracorporea?", dice Noel ridendo. "Esperienza extracorporea? In che anno era? L'ho raccontato a GQ? Oh, probabilmente era per farmi due cazzo di risate. Non lo so, non ricordo di aver avuto un'esperienza extracorporea! A Parigi ho scritto Don't Look Back In Anger. Penso che roba più cosmica di così non ci sia!".

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traduzione by oasisnotizie

Source: The Irish Independent

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