Visualizzazione post con etichetta cmon you know. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cmon you know. Mostra tutti i post

martedì 4 luglio 2023

Servizio del TG1: La notte milanese di Liam Gallagher tra Oasis e sfottò all'Inter all'I-Days

Ecco il servizio del TG1 delle ore 20.00 del 2 luglio 2023 sul concerto del giorno prima di Liam Gallagher all'I-Days di Milano. Si parla dell'attesa reunion degli Oasis e dello sfottò di Liam ai tifosi interisti (con ringraziamento ai tifosi milanisti). Guardalo qui e iscriviti al nostro canale YouTube.



OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

domenica 2 luglio 2023

Liam Gallagher a Milano fra nostalgia degli Oasis, voce che cede e sfottò all’Inter

«C’è qualche fan degli Oasis qui stasera?». Domanda retorica che Liam Gallagher ripete tre volte, per aizzare la folla. Basta guardare velocemente le t-shirt che spuntano qua e là, insieme ai tantissimi cappellini da pescatore, suo marchio di fabbrica, per avere un’idea della nostalgia che pervade il pubblico nei confronti del gruppo di Manchester, scioltosi nel 2009 dopo l’ennesimo litigio con il fratello Noel. Anzi, sarebbe da capire se qualcuno fra gli oltre 27mila accorsi sabato sera all’Ippodromo Snai La Maura, sia venuto lì per il repertorio solista di Liam e non per risentire i pezzi degli Oasis. 

Il rocker britannico, 50 anni, lo sa bene e infatti nella scaletta del suo concerto agli I-Days (preceduto da The Black Keys e Nothing but thieves, stasera arrivano i Red Hot Chili Peppers e il 15 gran finale con gli Arctic Monkeys), dosa equamente brani suoi e quelli della mitologica band Britpop, partendo in quarta con «Morning glory» dopo essersi fatto annunciare dal coro da stadio Manchester City Champions Chant e da una serie di scritte sui maxischermi che lo descrivono, tra l’ilarità della gente, come «iconico», «umile», «alla mano», «zen» e una lunga serie di altri aggettivi lusinghieri e improbabili, ad accrescere il suo ego smisurato da rockstar. 

Parka e pantaloncini corti, consueto modo di protendersi sul microfono tenendo le mani dietro la schiena, Liam conferma il suo status di icona degli anni 90, acclamatissimo dalla gente. La voce, però, almeno in questa occasione non è certo quella di una volta, nonostante l’aiuto del pubblico e delle tre coriste che si aggiungono a una band di sei musicisti: «Certe sere la voce ce l’hai, certe altre no, è la vita», dice lui scusandosi e mettendo da parte per un attimo la proverbiale strafottenza. In poco più di un’ora di concerto, iniziato alle 22 e tagliato corto subito dopo le 23 dicendo «devo proprio andare bellissima gente», l’entusiasmo sale alle stelle sui pezzi degli Oasis, fra «Stand by me» e «Roll it over», chiudendo con «Cigarettes & alcohol», «Wonderwall» e «Champagne supernova», mentre si smorza sui pezzi suoi, meno conosciuti. 

I riferimenti calcistici, dopo il trionfo in Champions League della sua squadra, non si limitano all’inno iniziale: «Ci sono tifosi dell’Inter qui fra voi?» chiede Liam, tra qualche fischio e insulto. «E ci sono tifosi del Manchester City?», prosegue, alzando la mano, mentre la sconfitta subita a Istanbul brucia ancora. «Devo dire che i tifosi del Milan sono stati molto gentili mentre ero qui, grazie per tutto il vostro amore e rispetto», conclude dedicando loro «Wonderwall». L’ironia a Liam non manca, né la voglia di punzecchiare. Quel che manca sono gli Oasis. Ma per la reunion più attesa del rock (e anche da lui) bisogna aspettare, chissà quando, il nulla osta del fratello.

Source: Corriere della Sera

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

(Video) Liam Gallagher dal palco: "Grazie ai tifosi del Milan per l'amore e il rispetto dimostrato a noi del Manchester City"

Durante il concerto di ieri sera all'I-Days di Milano, Liam Gallagher, cantante inglese e grande tifoso del Manchester City, ha ironizzato con i tifosi dell'Inter nell'introdurre la celebre canzone Wonderwall: "C'è qualche tifoso dell'Inter qui? C’è qualche tifoso del Manchester City invece?". 

E poi i complimenti ai tifosi rossoneri: "Devo ammettere che i tifosi del Milan sono stati molto carini quando siamo stati qui. Grazie per tutto il vostro amore e rispetto. Questa si chiama Wonderwall". 

L'ex Oasis ha voluto così omaggiare la vittoria del Manchester City contro l'Inter nella recente finale della UEFA Champions League.

Ecco il video con le parole di Liam.

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

Recensione, video e foto: Liam Gallagher sul palco scalda i cuori nella notte milanese dell'I-Days 2023

Ieri sera Liam Gallagher si è esibito all'I-Days di Milano, all'ippodromo La Maura, dopo i Nothing but Thieves e i Black Keys.

"È da un po’ di tempo che penso che Liam Gallagher, la magnetica voce degli Oasis, rock’n’roll star degli anni ’90 e icona di un brit pop da birra al pub, cori da stadio (possibilmente a una partita del Manchester City) e attitude da spaccone sia ormai fuori tempo massimo. Troppo preso dai continui bisticci con il fratello Noel e dal tentativo di essere sempre e ancora supersonic con pezzi che ricordano gli Oasis abbastanza da non perdere i fan della storica formazione britannica, ma non così tanto da esserne una stucchevole imitazione, Liam sta invecchiando nella sua arroganza. 

Sempre più musicisti, più o meno giovani, si stanno mettendo alla prova in termini di tutela e valorizzazione delle differenze e delle minoranze (anche in musica, pensiamo anche solo all’attenzione per le produzioni non anglofone), di ampliamento dei propri orizzonti e di protezione dell’ambiente. In un contesto in cui avviene tutto questo, Gallagher appare terribilmente fuori luogo. Fornire prospettive inedite in termini tanto sonori quanto concettuali è uno dei compiti della musica e la musica che continua a ripetersi con irrisorie variazioni sul tema, senza prestare orecchio ai cambiamenti, presto inizia a raggrinzire. 

Anche se continua a mangiarsi il palco – Gallagher resta un grande performer e lo ha dimostrato anche ieri sera agli I-Days all’Ippodromo La Maura di Milano – il cantante britannico sta iniziando, nel suo ritenersi un celestiale profeta spirituale (parole sue, andate sul suo profilo Twitter), a parlare sempre più a se stesso e non a chi gli sta intorno. Un conto è farlo dopo la pubblicazione di album come Definitely Maybe o (What’s the Story) Morning Glory?, un altro è farlo dopo C’mon You Know, la terza prova discografica solista dell’ex Oasis uscita lo scorso anno. 

A Gallagher il pubblico non manca. Per molti fan ogni sua mossa è culto e quando partono Stand by Me o Champagne Supernova, la classica chiusura, ci si emoziona tutti. Ma la sensazione è sempre quella di un tuffo nel passato, che porta comunque una certa euforia dopo quelli che non credo dovremmo aver paura di definire brani minori, da Why Me? Why Not. a More Power, per citarne un paio. Se come dice qualcuno ciò che conta sono le idee, in questo set e nella carriera solista dell’artista non ce ne sono moltissime. 

La formula di ieri sera che all’artista britannico ha accostato i Black Keys, che pur avendo suonato prima di Gallagher non erano propriamente opening act, arricchisce l’esperienza (prima di loro si sono esibiti i Nothing but Thieves, ndr). Se vi eravate dimenticati di loro, vi aggiorno: dopo un paio di album più scarichi dei precedenti e una pausa di riflessione – e di progetti solisti – di cinque anni, nel 2019 Dan Auerbach e Patrick Carney sono tornati in forze con nuove produzioni di cui l’ultima, Dropout Boogie, del 2022".

(Rolling Stone)


"Dopo la pioggia che ha segnato e accompagnato il concerto di Travis Scott della sera precedente, il sereno è tornato su Milano ad accompagnare la serata rock proposta degli I-Days 2023 di fronte a circa 27.000 persone. Tre erano gli appuntamenti previsti nella giornata del sabato all’Ippodromo SNAI La Maura con un pubblico pronto a godersi le esibizioni di (nell’ordine) Nothing but Thieves, Black Keys e a chiusura Liam Gallagher (questi ultimi due co-headliner con set da 75 minuti cadauno).

Arrivano le 22.00 e a favor di tenebre, introdotto da cori da stadio (l’inno del Manchester campione) e un potente rock (Fuckin’ in the Bush firmato Oasis), torna sul palco dell’I-Days (dove era già stato nel 2018) Liam Gallagher, con tanto di parka d’ordinanza, bermuda e tra le mani le mitiche maracas e il tamburello. Ad accoglierlo un’ovazione del pubblico. L’attacco del concerto è tutto dedicato alla sua storia, o meglio a quella fantastica avventura con suo fratello. Ecco così che il cantante si riallaccia agli Oasis (indissolubile rapporto) per avviare i motori del concerto. Morning Glory e Rock 'n' Roll Star sono un bel e inevitabile inizio e scaldano il pubblico che ovviamente questi brani li maneggia e li appassiona. La band che lo accompagna (una “large band” composta da otto elementi e quattro coriste) spinge e picchia duro, sostenuta anche da un volume adeguato, con le chitarre protagoniste. Se quelle dei Black Keys erano anni ’70 qui siamo inevitabilmente nel mondo del rock anni ’90.

Liam sul palco fa Liam, canta sempre proteso verso il microfono, nel suo consueto modo, con la voce non perfetta e il suo fare che sembra tra lo strafottente e l’annoiato. Nelle aperture musicali viaggia per il palco, guarda in alto (forse attratto da una luna quasi piena che fa mostra sulle teste del pubblico) come su tutto ciò che lo circonda non lo riguardasse. Non è un mostro di empatia e anche quando si rivolge al pubblico lo fa con apparente “freddezza” e poco trasporto.

Nello sviluppo del concerto Liam si divide tra le sue canzoni da solista e i grandi successi della band. Ovviamente i brani storici sono ben accolti, un po’ più di distacco dalla platea sulle sue canzoni che sono molto in stile Oasis o meno li accomuna la band che lo accompagna. Tra le esecuzioni spicca Stand by Me che diventa un inno corale tra pubblico e palco.

Sul finire del set Liam punta molto sul suo repertorio e quello è il momento in cui il pubblico pare essere più distratto, lontano. Ma arriva subito una sterzata finale sulle note delle canzoni degli Oasis. Il trittico conclusivo, tutto dedicato al repertorio della band è coinvolgente, Soprattutto quando arrivano le prime note dell’iconica Wonderwall diventato un inno generazionale. Su Champagne Supernova si va tutti a casa, così, senza una parola. Tutti soddisfatti canticchiando Wonderwall ci si avvia all’uscita. L’impressione, che in realtà offre sempre Liam, è quella che il compito sia fatto, messo da parte anche questo concerto.... ma è solo un’impressione. La realtà è che si tratta di un concerto ben confezionato e più appassionante quando affonda le mani nel vecchio repertorio". 

(Rockol)

Vedi anche: Liam Gallagher dal palco di Milano ringrazia i tifosi del Milan

La scaletta: 

Morning Glory
Rock 'n' Roll Star
Wall of Glass
Better Days
Why Me? Why Not. (con un pezzo di Come Together alla fine)
Stand by Me
Roll It Over
Slide Away

More Power
Diamond in the Dark
The River
Once
Cigarettes & Alcohol
Wonderwall
Champagne Supernova

Per Liam si trattava della seconda data del tour europeo di quest'estate, dopo l'esibizione di venerdì 30 giugno al Rock Werchter, in Belgio. Prossimo appuntamento sabato 8 luglio al Mad Cool Festival di Madrid, in Spagna.
















 





OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

martedì 18 ottobre 2022

Liam Gallagher torna con un video dedicato alla salute mentale: "Sono felice di essere di aiuto"

"You're too good for giving up", "sei troppo bravo per arrenderti", canta Liam Gallagher in uno dei brani contenuti nel suo ultimo album, C'mon You Know, uscito nel maggio scorso. La canzone, Too Good for Giving Up, è diventata un video, che Liam Gallagher ha pubblicato qualche giorno fa sui social dedicandolo al tema della salute mentale.

Uscita il 10 ottobre, nella giornata dedicata alle patologie psichiatriche, la clip accompagna il toccante brano musicale dell'ex cantante degli Oasis, oggi solista, che richiama l’attenzione su un tema così delicato. Per questo nuovo singolo Gallagher ha collaborato con Talk Club, un’organizzazione benefica che offre terapia e sostegno a persone in difficoltà e con problemi di natura mentale.

Nei post con cui presenta il nuovo video l’artista britannico diffonde anche un messaggio personale: "Tutti noi conosciamo qualcuno che ha dovuto affrontare le conseguenze di un suicidio, i casi sembrano essere tristemente ai massimi storici. Ho perso molte persone troppo presto e so quanto è importante parlarne. Sono molto felice di poter essere di aiuto con la mia canzone Too Good For Giving Up e di collaborare con Talk Club" .

Poi Liam, in un altro post, si rivolge direttamente al suo pubblico mostrandosi in primo piano con in mano un cartello con su scritto: "Come stai da 1 a 10?". Giovedì 13 ottobre, dall’account Twitter dell’associazione Talk Club, Liam ha poi risposto alle domande sulla salute mentale che gli hanno rivolto gli utenti.




OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

mercoledì 28 settembre 2022

Video (sub. ITA) Liam Gallagher intervistato da Apple: "Oasis? Finiti per i capricci di Noel. Dentro di me c'è un 17enne folle e carico"

Intervistato ad agosto da Matt Wilkinson di Apple Music (la chiacchierata è stata diffusa il 21 settembre), Liam Gallagher ha toccato vari argomenti, dalle differenze tra il concerto di Knebworth 1996 e Knebworth 2022 alla condotta prima delle esibizioni dal vivo ("ho ripreso con l'alcol prima dei live, bevo brandy, ma con moderazione"), dall'ipotesi di un supergruppo con John Squire all'ingresso di Little Barrie nella band che lo accompagna sul palco, dalla fine degli Oasis, avvenuta, a dire di Liam, per colpa dei "capricci" e delle "stronzate di Noel", al modo rabbioso di cantare che caratterizza lo stesso Liam. 

Guarda il video con sottotitoli ITA by frjdoasis. Prima parte.



OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

venerdì 29 luglio 2022

Esce oggi Diamond in the Dark, l'EP di Liam Gallagher con una cover di John Lennon

Liam Gallagher ha reso noti i dettagli di una nuova pubblicazione, che esce oggi. Si tratta dell'EP Diamond in the Dark, che contiene la versione dal vivo dell'omonimo brano, contenuto nel disco C'mon You Know, registrata a Knebworth a giugno e una cover di Bless You di John Lennon, già apprezzata dai fan qualche settimana fa, in quanto contenuta nella versione vinile deluxe dell'album C'mon You Know

Il brano di Lennon, contenuto nel disco solistico Walls and Bridges, del 1974, è incentrato sulla rottura tra il celebre componente dei Beatles e Yoko Ono. Parlando della cover con Chris Moyles di Radio X, Liam aveva detto: "La canto in modo molto liscio e sexy, molto alla Marvin Gaye, sai? Molto soft e cose così. Succede quello quando non bevi e non fumi quotidianamente. Sono diventato Marvin Gaye!". 

La tracklist dell'EP è la seguente:

Diamond in the Dark
Diamond in the Dark (live at Knebworth 2022)
Bless You (John Lennon cover)

Source: totalntertainment.com


OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

sabato 9 luglio 2022

Video: Liam Gallagher lascia il palco di un festival in Francia. Concerto durato solo venti minuti

È durato solo venti minuti il concerto di ieri sera di Liam Gallagher al festival Beauregard, a Hérouville-Saint-Clair, vicino a Caen, nella regione francese della Normandia. Il cantante ha lasciato il palco dopo quattro canzoni, nel corso del brano Stand by me (VIDEO qui sotto), lasciando di sasso i trentamila fan, che hanno pubblicato il video e le immagini della sua inaspettata uscita. 

Non è chiaro se alla base del gesto ci siano problemi vocali o di natura tecnica, ma è più plausibile la seconda ipotesi. Nel video qui sotto Liam si gira verso sinistra con aria arrabbiata, come se ci fossero problemi di suoni o di volume, per poi abbandonare il palco, forse contrariato con il fonico.

Il festival ha poi diramato un messaggio su un maxischermo e un comunicato su Twitter in cui si precisa che "Liam Gallagher ha interrotto il proprio concerto per ragioni indipendenti dal festival". Gli organizzatori si sono detti "desolati per questa situazione, ma la professionalità delle nostre équipe non può essere messa in discussione". 

Source: Ouest France



(picture courtesy of Passione Liam Gallagher)

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

giovedì 7 luglio 2022

Video, foto e recensione: Liam Gallagher accende Lucca e abbraccia un ragazzino sul palco

Liam Gallagher, preceduto dai Kasabian, si è esibito al Lucca Summer Festival mercoledì 6 luglio 2022. 

Prima di Wonderwall, Liam ha chiamato sul palco un ragazzino, lo ha abbracciato e gli ha fatto introdurre la canzone. Il ragazzo è poi rimasto sul palco e ha suonato il tamburello durante la canzone.

Di seguito la recensione di Arno.it.

“This is not a tv show”. L’ingresso sul palco è dirompente, come sempre. Arriva caracollante, con quel fare sfrontato e indolente impresso sul suo biglietto da visita a lettere cubitali. Avvolto nel sudario del suo parka mimetico, anche se fuori faranno 30 gradi.

Al Lucca Summer Festival Liam Gallagher lo aspettavano da due anni. Concerto rimandato per la lunga pausa pandemica, ma non perduto. Prima, complice anche la vibrante accoppiata con i Kasabian, le code che si formano assumono proporzioni da prima esposizione universale. I fan si appiccicano alle transenne già dalle sei del pomeriggio, lavorati da un sole incessante, che asciuga pelle e pensieri.

Lo spazio per la polemica, vizio di forma tipicamente toscano – e nella fattispecie lucchese – certo non manca. La gente spinge per entrare, ma non si può. Qualcuno sbraita, accalcato e compresso. Poi, quando finalmente il semaforo diventa verde, ci si scontra con il tema approvvigionamento. Gli steward, solerti, informano che non si può più uscire dal perimetro faticosamente conquistato. Tocca scendere a patti con quel che c’è: due panini e un paio di birre? Venti euro, please. Il mugugno è inevitabile.

Per fortuna lo show ricalibra i sentimenti. Il mancuniano ribelle sfodera il meglio del repertorio, agitando compulsivamente il fatidico cembalo. Morning glory, Wonderwall, Rock 'n' roll star, Once, Champagne Supernova: la mitragliata nostalgica è servita.

Il resto Liam lo condisce con pezzi dal nuovo album, sporgendosi dal palco – le mani sempre rigorosamente giunte all’indietro – e informando tutti che “se lo avete comprato bene, ma comunque non gli interessa. Se invece non l’avete preso, la raccomandazione, andate a farvi un fottuto download”.

Il pubblico bascula e canta. Un bambino di sei anni viene issato sulla scena. Volano birre e sventolano bandiere britanniche. Le magliette del Manchester City punteggiano la scena, mentre svaporano fumogeni blu.

Il più intrattabile dei fratelli Gallagher prende e porta via, tenendo il pubblico incollato per poco più di un’ora. Altri nasi che si arricciano: “È durato troppo poco”. Alla fine però restano pulsazioni benefiche. Il rock insolente dell’uomo di Manchester fende l’aria e l’anima. Per redimersi ripassare un’altra volta. A tutti, anche ai toscani, va benissimo anche così.

Questi i brani proposti:

Hello
Rock 'n' Roll Star
Morning Glory
Wall of Glass
Everything's Electric
Better Days
Stand by Me
Roll It Over
Slide Away
Soul Love
More Power
Diamond in the Dark
Once
Cigarettes & Alcohol
Wonderwall
(Encore:)
Supersonic
Champagne Supernova

Segue la recensione di Luccaindiretta.

Un Liam Gallagher come non si vedeva da tempo ha riportato sul palco il meglio degli Oasis in un doppio concerto che ha lasciato i circa undicimila fan di piazza Napoleone senza fiato.

Il recupero della data lucchese dell’ex frontman della band britannica – rinviata dal 2020 – è stata infatti per l’occasione, accompagnata dai Kasabian in un binomio vincente che ha fatto registrare il sold out prima al City of Manchester Stadium di Manchester poi a Knebworth Park.

Certo la serata è cominciata con qualche intoppo: l’apertura dei cancelli alle 19,30 ha causato ritardi negli accessi e proteste da parte degli spettatori.

Riflettori e musica si internazionali si sono comunque accesi su Lucca poco dopo le 20 – con metà dei fan ancora fuori – quando la band britannica guidata da Sergio Pizzorno, alla terza presenza al Lucca Summer festival, ha aperto lo show intonando i successi di una carriera quasi ventennale, arricchita da diversi brani tratti dall’album The Alchemist’s Euphoria, in uscita il 5 agosto prossimo. Da Underdog a You’re in Love With a Psycho per poi scendere dal palco e cantare Vlad the impaler proseguire con L.s.f e Fire.

È proprio quest’ultima a lasciare il posto, dopo un intermezzo di quaranta minuti, a un Liam Gallagher inedito, ai massimi della sua carriera da solista che ha scelto proprio il Lucca Summer festival per l’unica tappa italiana del tour che ha visto approdare in città stasera centinaia di forestieri e lucchesi. Tra loro anche il patron della manifestazione Mimmo d’Alessandro e il sindaco Mario Pardini, accompagnato da Paola Granucci: per loro una foto di rito con il patron del Summer Festival, che chiude, anche simbolicamente, la querelle pre-ballottaggio scatenata da un selfie con Francesco Raspini. In tribuna anche Piero Pelù, ormai un affezionato ospite del Summer Festival.

Energico e allo stesso tempo pacato, con la sua classica posa con impermeabile, occhialini e mani dietro la schiena, il cantante ‘brit’ mette in piedi una scaletta che accontenta tutti: dai nuovi fan conquistati dalla produzione musicale in solitaria dell’artista, in ultimo con l’album C’mon You Know, ai ‘nostalgici’ degli Oasis. Infatti è proprio con Hello che Liam saluta il pubblico, dando il via a una delle migliori performance musicali di sempre. Tante le hit, che si alternano a brani ‘meno classici’, da Rock ‘n’ Roll Star a Morning Glory, e poi Wall of Glass, Everything’s Electric, Better Days, World’s in Need. Poi telefoni accesi e mani alzate per Stand by Me e Cigarettes & Alcohol per finire con gli immancabili Wonderwall e Champagne Supernova a chiudere l’immersione di Lucca nel ‘brit-pop’ più autentico.



















OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

lunedì 6 giugno 2022

La recensione di Repubblica: Liam Gallagher torna a Knebworth per 170mila tra vecchi e nuovi fan

Il cantante si esibisce nel parco che 26 anni fa fece la storia degli Oasis per due date sold out. Come allora sul palco basta la sua presenza statica, immobile, papale e mani dietro la schiena impartisce il verbo

Mentre a Buckingham Palace sfilano i sudditi di Sua Maestà per il Giubileo di platino di regina Elisabetta, qualche chilometro a nord di Londra l'Inghilterra rende omaggio al suo re. Come Liam Gallagher sia tornato a essere la rockstar più influente del Regno Unito è difficile da dire, saranno i tre fortunati dischi solisti e una voce ritrovata che hanno risvegliato un fervore rimasto dormiente in attesa di un motivo per esplodere, sarà il sorprendente seguito di fan della nuova generazione che quando gli Oasis dominavano le classifiche nemmeno erano stati concepiti che rende Knebworth 2022 molto più di un revival per nostalgici. Ma nessuno pochi anni fa avrebbe immaginato che il 3 e il 4 giugno il minore dei Gallagher si sarebbe trovato di nuovo davanti a 170mila persone a mandare due volte sold out Knebworth, dove nell'agosto 1996 gli Oasis tennero i concerti più importanti della carriera. Magari per una reunion, ma da solista? Impossibile. E invece eccolo qua, come 26 anni fa, in luoghi iconici della storia degli Oasis e del Britpop: la stazione di Stevenage dove parte la processione verso la Knebworth House, quell'enorme prato ondulato e in pendenza con là in fondo il palco. E lui immobile, ieratico, sacrale.

Nel '96 i due live a Knebworth degli Oasis furono lo show con più paganti della storia britannica: 250mila persone in due sere, 2.6 milioni cercarono di prenotare i biglietti, il 5% della popolazione inglese. Si può azzardare che se nel '96 eri un inglese tra i 16 e i 40 anni hai tentato di andare a quei concerti. Per alcuni segnò il momento più felice della vita, per molti l'ultimo giorno spensierato prima dell'età adulta. A tutti offrì l'opportunità di sentirsi parte di qualcosa più grande di sé. Ci hanno fatto film, libri, reportage: fu lo show che sancì l'egemonia culturale del Britpop, "lo show che definì una generazione".

Oggi che quella scena non esiste più Knebworth è la celebrazione privata di Liam Gallagher e di quella generazione, che non ha mai smesso di credere in lui, e in se stessa. Ma non solo, perché a raggiungerla è quella dei loro figli, che per questioni di età un concerto degli Oasis non l'hanno mai visto ma nel 2022 sono forse la maggioranza del pubblico di Liam. Come una storia che ricomincia. E allora ri-eccolo su quel palco, cinquantenne, anche se i gruppi spalla non sono epici quanto allora e tra questi solo i Kasabian scaldano. C'è invece come nel '96 il chitarrista degli Stone Roses John Squire a raggiungerlo sul palco per Champagne Supernova: "È grazie a lui che ho formato una band", ricorda il cantante soprattutto alla sua nuova fanbase che sta studiando i classici britannici.

Per alcuni gli Oasis avrebbero dovuto sciogliersi dopo quegli show, all'apice. Mai stata un'opzione per Liam: "È sempre stata una questione di vita o morte, che avrei dovuto fare? Stare a casa a contare i soldi? Fanculo". Per questo Knebworth 2022 è la storia di una resurrezione. Solo otto anni fa il naufragio dei Beady Eye, il progetto post Oasis, meno di mille paganti all'Orion di Roma. Poi il divorzio, problemi di soldi, la depressione per un fallimento musicale che era anche umano: senza una band, senza esser una rockstar, Liam Gallagher non sentiva più di avere uno scopo al mondo. Nel 2017 la svolta: una nuova manager e compagna, una figlia ritrovata, un disco solista di successo. Vederlo nel weekend su quel palco permette a tutti di credere nelle seconde chance, e che se entri a fondo nel cuore di qualcuno ci rimarrai per sempre, nonostante gli errori.  

Nel weekend Londra è un mare che scorre tra bandierine britanniche e stendardi dei reali e il flusso incrociato di fedeli gallagheriani tra chi va alla data del venerdì e chi aspetta quella del sabato. Due tribù che si mescolano tra vie e pub della City, tra tagli di capelli da cosplayer di Gallagher, magliette Oasis e Pretty Green, la linea di moda da lui fondata. Qui tutti parlano come lui, ripetendo cose come "Biblical", "Celestial", "C'mon you know", slogan noti a chi lo segue sui social divenuti parole in codice per riconoscersi tra membri della stessa setta.

E qui tutti lo chiamano per nome, Liam e basta, come uno di famiglia. E forse lo è, non solo per l'immagine di rockstar sbruffona ma vicina alla sua gente che s'è creato in questa fase di carriera, forse l'unico big di cui tra sproloqui, strafalcioni e insulti siamo certi gestisca di persona il profilo Twitter. Ma soprattutto perché è parte delle loro vite, è stato compagno dei sabato sera selvaggi e psicologo nei giorni di depressione, testimone di nozze ai matrimoni e abbraccio ai funerali. "Gli Oasis non sono una band, sono una generazione, sono tutto quel che ci rappresenta", giurano i vecchi fan tra la folla. Quelli più giovani, possono dire lo stesso tramite Liam. Perché gli Oasis per tutti quanti i presenti su quel prato sono Liam, inutile girarci attorno. Noel ha scritto le canzoni, ma Liam ha dato loro un'anima che fa la differenza tra un grande gruppo e uno capace di cambiarti la vita. Il Knebworth del '96 celebrò l'epopea di cinque ragazzi della lower class mancuniana in un anno e mezzo passati dalle case popolari al più grande live della storia inglese. Ma si vestivano come loro, si comportavano come loro, frequentavano i loro stessi pub, parlavano a loro: i giovani adulti della classe operaia, i disoccupati e i rifiutati. E se per la sua gente Noel ha tradito, Liam è ancora il working class hero del rock britannico, in un'alchimia col pubblico che non ha eguali.

Facile magari trovarla coi classici del repertorio Oasis con cui lo show parte a raffica sparando subito carichi pesanti, come la Rock'n'roll Star sintesi dell'iconografia della band e incredibilmente esclusa dalla setlist 26 anni fa, o la sequenza mozzafiato di brani cult con cui si chiude. Meno ovvio riuscirci coi brani da solista che ormai sono stati mandati a memoria da tutti e hanno arruolato alla causa quella nuova generazione di fedeli gallagheriani. L'essenzialità anni '90 della scenografia, qualche luce e il maxischermo, è lì a ricordare che si è di fronte a una delle ultime icone rock. Portare sul palco macchinari alla James Bond stile Coldplay o Muse non è mai mai servito agli Oasis, non serve a Liam, basta la sua presenza statica, immobile, papale. Come sempre, si muove solo per salire sul palco, si pianta dietro al microfono, litiga col fonico per avere più volume nella voce e mani dietro la schiena impartisce il verbo. "Suonavamo negli stadi come fossimo al pub, eravamo la più grande band del mondo e non ce ne fregava niente", raccontava degli Oasis. E se Noel ha scelto altre strade, il pop, la pacatezza, per Liam è ancora la questione di vita o di morte di allora. Mentre sputa i versi finali di Live forever lo fa come fosse l'ultima cosa che farà nella vita. E anche se è questo modo di cantare che gli distrusse le corde vocali, è simbolo della connessione coi suoi fan: essere qui, ora, assieme, è la sola cosa che conta. Poi se deve finire, finirà. Non fosse stato per questo, Liam Gallagher sarebbe stato solo un cantante e gli Oasis solo una band. Ma tra gli sguardi estasiati di Knebworth, gli sconosciuti che si abbracciano, ridono, piangono assieme, persone che nulla hanno in comune ma per 100 minuti sono un'anima sola, è evidente che ci sia molto, troppo, di più.

Luca Bortolotti

Source: La Repubblica





OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

domenica 5 giugno 2022

Video e foto: Liam Gallagher chiude la gloriosa due giorni di Knebworth, 170.000 spettatori in due serate

Si è conclusa ieri sera, di fronte a 90.000 spettatori, la due giorni di Liam Gallagher nel parco di Knebworth.

Come accaduto venerdì 3 giugno, anche sabato 4 giugno il cantautore ha dato il via al grande concerto con tre classici degli Oasis, Hello, Rock 'N' Roll Star e Morning Glory. Del nuovo disco sono state e seguite quattro canzoni: Everything's Electric, Better Days, More Power, C'mon You Know, Diamond In The Dark. Spazio anche per tre brani inclusi nel disco precedente: The River, Why Me' Why Not., Shockwave, Wall Of Glass and Once. Nella prima parte del concerto ancora Oasis con Stand by Me, Slide Away e Roll It Over, pezzo del 2000 mai cantato dal vivo da Liam fino alla serata del 3 giugno.

L'encore numero uno è stata all'insegna degli Oasis, con Some Might Say, Cigarettes & Alcohol, Supersonic, Wonderwall e Live Forever. Anche sabato, come venerdì, Liam e la sua band sono stati accompagnati sul palco, per la conclusiva Champagne Supernova, dal chitarrista degli Stone Roses John Squire, già sul palco di Knebworth con gli Oasis nel 1996. 

Due megaconcerti con numeri di grande rilievo per il più piccolo dei Gallagher, che in un luogo magico nella storia degli Oasis e della musica in generale ha radunato e scaldato i cuori di 170.000 persone (fonte: La Repubblica) nell'arco di due serate. 

Alla fine del post una videosintesi della serata del 4 giugno.

Scaletta

Hello
Rock 'n' Roll Star
Morning Glory
Wall of Glass
Everything's Electric
Better Days
Why Me? Why Not.
Stand by Me
Roll It Over
Slide Away
More Power
C'mon You Know
Diamond in the Dark
The River
Once

Encore 1:
Some Might Say
Cigarettes & Alcohol
Supersonic
Wonderwall
Live Forever

Encore 2:
Champagne Supernova













OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails