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martedì 4 luglio 2023
Servizio del TG1: La notte milanese di Liam Gallagher tra Oasis e sfottò all'Inter all'I-Days
domenica 2 luglio 2023
Liam Gallagher a Milano fra nostalgia degli Oasis, voce che cede e sfottò all’Inter
Source: Corriere della Sera
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(Video) Liam Gallagher dal palco: "Grazie ai tifosi del Milan per l'amore e il rispetto dimostrato a noi del Manchester City"
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Recensione, video e foto: Liam Gallagher sul palco scalda i cuori nella notte milanese dell'I-Days 2023
Ieri sera Liam Gallagher si è esibito all'I-Days di Milano, all'ippodromo La Maura, dopo i Nothing but Thieves e i Black Keys.
(Rolling Stone)
(Rockol)
La scaletta:
Morning Glory
Rock 'n' Roll Star
Wall of Glass
Better Days
Why Me? Why Not. (con un pezzo di Come Together alla fine)
Stand by Me
Roll It Over
Slide Away
More Power
Diamond in the Dark
The River
Once
Cigarettes & Alcohol
Wonderwall
Champagne Supernova
Per Liam si trattava della seconda data del tour europeo di quest'estate, dopo l'esibizione di venerdì 30 giugno al Rock Werchter, in Belgio. Prossimo appuntamento sabato 8 luglio al Mad Cool Festival di Madrid, in Spagna.
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martedì 18 ottobre 2022
Liam Gallagher torna con un video dedicato alla salute mentale: "Sono felice di essere di aiuto"
"You're too good for giving up", "sei troppo bravo per arrenderti", canta Liam Gallagher in uno dei brani contenuti nel suo ultimo album, C'mon You Know, uscito nel maggio scorso. La canzone, Too Good for Giving Up, è diventata un video, che Liam Gallagher ha pubblicato qualche giorno fa sui social dedicandolo al tema della salute mentale.
Uscita il 10 ottobre, nella giornata dedicata alle patologie psichiatriche, la clip accompagna il toccante brano musicale dell'ex cantante degli Oasis, oggi solista, che richiama l’attenzione su un tema così delicato. Per questo nuovo singolo Gallagher ha collaborato con Talk Club, un’organizzazione benefica che offre terapia e sostegno a persone in difficoltà e con problemi di natura mentale.
Nei post con cui presenta il nuovo video l’artista britannico diffonde anche un messaggio personale: "Tutti noi conosciamo qualcuno che ha dovuto affrontare le conseguenze di un suicidio, i casi sembrano essere tristemente ai massimi storici. Ho perso molte persone troppo presto e so quanto è importante parlarne. Sono molto felice di poter essere di aiuto con la mia canzone Too Good For Giving Up e di collaborare con Talk Club" .
Poi Liam, in un altro post, si rivolge direttamente al suo pubblico mostrandosi in primo piano con in mano un cartello con su scritto: "Come stai da 1 a 10?". Giovedì 13 ottobre, dall’account Twitter dell’associazione Talk Club, Liam ha poi risposto alle domande sulla salute mentale che gli hanno rivolto gli utenti.
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mercoledì 28 settembre 2022
Video (sub. ITA) Liam Gallagher intervistato da Apple: "Oasis? Finiti per i capricci di Noel. Dentro di me c'è un 17enne folle e carico"
Intervistato ad agosto da Matt Wilkinson di Apple Music (la chiacchierata è stata diffusa il 21 settembre), Liam Gallagher ha toccato vari argomenti, dalle differenze tra il concerto di Knebworth 1996 e Knebworth 2022 alla condotta prima delle esibizioni dal vivo ("ho ripreso con l'alcol prima dei live, bevo brandy, ma con moderazione"), dall'ipotesi di un supergruppo con John Squire all'ingresso di Little Barrie nella band che lo accompagna sul palco, dalla fine degli Oasis, avvenuta, a dire di Liam, per colpa dei "capricci" e delle "stronzate di Noel", al modo rabbioso di cantare che caratterizza lo stesso Liam.
Guarda il video con sottotitoli ITA by frjdoasis. Prima parte.
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venerdì 29 luglio 2022
Esce oggi Diamond in the Dark, l'EP di Liam Gallagher con una cover di John Lennon
Liam Gallagher ha reso noti i dettagli di una nuova pubblicazione, che esce oggi. Si tratta dell'EP Diamond in the Dark, che contiene la versione dal vivo dell'omonimo brano, contenuto nel disco C'mon You Know, registrata a Knebworth a giugno e una cover di Bless You di John Lennon, già apprezzata dai fan qualche settimana fa, in quanto contenuta nella versione vinile deluxe dell'album C'mon You Know.
Il brano di Lennon, contenuto nel disco solistico Walls and Bridges, del 1974, è incentrato sulla rottura tra il celebre componente dei Beatles e Yoko Ono. Parlando della cover con Chris Moyles di Radio X, Liam aveva detto: "La canto in modo molto liscio e sexy, molto alla Marvin Gaye, sai? Molto soft e cose così. Succede quello quando non bevi e non fumi quotidianamente. Sono diventato Marvin Gaye!".
La tracklist dell'EP è la seguente:
Diamond in the Dark
Diamond in the Dark (live at Knebworth 2022)
Bless You (John Lennon cover)
Source: totalntertainment.com
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sabato 9 luglio 2022
Video: Liam Gallagher lascia il palco di un festival in Francia. Concerto durato solo venti minuti
È durato solo venti minuti il concerto di ieri sera di Liam Gallagher al festival Beauregard, a Hérouville-Saint-Clair, vicino a Caen, nella regione francese della Normandia. Il cantante ha lasciato il palco dopo quattro canzoni, nel corso del brano Stand by me (VIDEO qui sotto), lasciando di sasso i trentamila fan, che hanno pubblicato il video e le immagini della sua inaspettata uscita.
Non è chiaro se alla base del gesto ci siano problemi vocali o di natura tecnica, ma è più plausibile la seconda ipotesi. Nel video qui sotto Liam si gira verso sinistra con aria arrabbiata, come se ci fossero problemi di suoni o di volume, per poi abbandonare il palco, forse contrariato con il fonico.
Il festival ha poi diramato un messaggio su un maxischermo e un comunicato su Twitter in cui si precisa che "Liam Gallagher ha interrotto il proprio concerto per ragioni indipendenti dal festival". Gli organizzatori si sono detti "desolati per questa situazione, ma la professionalità delle nostre équipe non può essere messa in discussione".
Source: Ouest France
(picture courtesy of Passione Liam Gallagher)
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giovedì 7 luglio 2022
Video, foto e recensione: Liam Gallagher accende Lucca e abbraccia un ragazzino sul palco
Liam Gallagher, preceduto dai Kasabian, si è esibito al Lucca Summer Festival mercoledì 6 luglio 2022.
Prima di Wonderwall, Liam ha chiamato sul palco un ragazzino, lo ha abbracciato e gli ha fatto introdurre la canzone. Il ragazzo è poi rimasto sul palco e ha suonato il tamburello durante la canzone.
Di seguito la recensione di Arno.it.
“This is not a tv show”. L’ingresso sul palco è dirompente, come sempre. Arriva caracollante, con quel fare sfrontato e indolente impresso sul suo biglietto da visita a lettere cubitali. Avvolto nel sudario del suo parka mimetico, anche se fuori faranno 30 gradi.
Al Lucca Summer Festival Liam Gallagher lo aspettavano da due anni. Concerto rimandato per la lunga pausa pandemica, ma non perduto. Prima, complice anche la vibrante accoppiata con i Kasabian, le code che si formano assumono proporzioni da prima esposizione universale. I fan si appiccicano alle transenne già dalle sei del pomeriggio, lavorati da un sole incessante, che asciuga pelle e pensieri.
Per fortuna lo show ricalibra i sentimenti. Il mancuniano ribelle sfodera il meglio del repertorio, agitando compulsivamente il fatidico cembalo. Morning glory, Wonderwall, Rock 'n' roll star, Once, Champagne Supernova: la mitragliata nostalgica è servita.
Il resto Liam lo condisce con pezzi dal nuovo album, sporgendosi dal palco – le mani sempre rigorosamente giunte all’indietro – e informando tutti che “se lo avete comprato bene, ma comunque non gli interessa. Se invece non l’avete preso, la raccomandazione, andate a farvi un fottuto download”.
Il pubblico bascula e canta. Un bambino di sei anni viene issato sulla scena. Volano birre e sventolano bandiere britanniche. Le magliette del Manchester City punteggiano la scena, mentre svaporano fumogeni blu.
Il più intrattabile dei fratelli Gallagher prende e porta via, tenendo il pubblico incollato per poco più di un’ora. Altri nasi che si arricciano: “È durato troppo poco”. Alla fine però restano pulsazioni benefiche. Il rock insolente dell’uomo di Manchester fende l’aria e l’anima. Per redimersi ripassare un’altra volta. A tutti, anche ai toscani, va benissimo anche così.
Segue la recensione di Luccaindiretta.
Un Liam Gallagher come non si vedeva da tempo ha riportato sul palco il meglio degli Oasis in un doppio concerto che ha lasciato i circa undicimila fan di piazza Napoleone senza fiato.
Il recupero della data lucchese dell’ex frontman della band britannica – rinviata dal 2020 – è stata infatti per l’occasione, accompagnata dai Kasabian in un binomio vincente che ha fatto registrare il sold out prima al City of Manchester Stadium di Manchester poi a Knebworth Park.
Certo la serata è cominciata con qualche intoppo: l’apertura dei cancelli alle 19,30 ha causato ritardi negli accessi e proteste da parte degli spettatori.
Riflettori e musica si internazionali si sono comunque accesi su Lucca poco dopo le 20 – con metà dei fan ancora fuori – quando la band britannica guidata da Sergio Pizzorno, alla terza presenza al Lucca Summer festival, ha aperto lo show intonando i successi di una carriera quasi ventennale, arricchita da diversi brani tratti dall’album The Alchemist’s Euphoria, in uscita il 5 agosto prossimo. Da Underdog a You’re in Love With a Psycho per poi scendere dal palco e cantare Vlad the impaler proseguire con L.s.f e Fire.
È proprio quest’ultima a lasciare il posto, dopo un intermezzo di quaranta minuti, a un Liam Gallagher inedito, ai massimi della sua carriera da solista che ha scelto proprio il Lucca Summer festival per l’unica tappa italiana del tour che ha visto approdare in città stasera centinaia di forestieri e lucchesi. Tra loro anche il patron della manifestazione Mimmo d’Alessandro e il sindaco Mario Pardini, accompagnato da Paola Granucci: per loro una foto di rito con il patron del Summer Festival, che chiude, anche simbolicamente, la querelle pre-ballottaggio scatenata da un selfie con Francesco Raspini. In tribuna anche Piero Pelù, ormai un affezionato ospite del Summer Festival.
Energico e allo stesso tempo pacato, con la sua classica posa con impermeabile, occhialini e mani dietro la schiena, il cantante ‘brit’ mette in piedi una scaletta che accontenta tutti: dai nuovi fan conquistati dalla produzione musicale in solitaria dell’artista, in ultimo con l’album C’mon You Know, ai ‘nostalgici’ degli Oasis. Infatti è proprio con Hello che Liam saluta il pubblico, dando il via a una delle migliori performance musicali di sempre. Tante le hit, che si alternano a brani ‘meno classici’, da Rock ‘n’ Roll Star a Morning Glory, e poi Wall of Glass, Everything’s Electric, Better Days, World’s in Need. Poi telefoni accesi e mani alzate per Stand by Me e Cigarettes & Alcohol per finire con gli immancabili Wonderwall e Champagne Supernova a chiudere l’immersione di Lucca nel ‘brit-pop’ più autentico.
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lunedì 6 giugno 2022
La recensione di Repubblica: Liam Gallagher torna a Knebworth per 170mila tra vecchi e nuovi fan
Il cantante si esibisce nel parco che 26 anni fa fece la storia degli Oasis per due date sold out. Come allora sul palco basta la sua presenza statica, immobile, papale e mani dietro la schiena impartisce il verbo
Mentre a Buckingham Palace sfilano i sudditi di Sua Maestà per il Giubileo di platino di regina Elisabetta, qualche chilometro a nord di Londra l'Inghilterra rende omaggio al suo re. Come Liam Gallagher sia tornato a essere la rockstar più influente del Regno Unito è difficile da dire, saranno i tre fortunati dischi solisti e una voce ritrovata che hanno risvegliato un fervore rimasto dormiente in attesa di un motivo per esplodere, sarà il sorprendente seguito di fan della nuova generazione che quando gli Oasis dominavano le classifiche nemmeno erano stati concepiti che rende Knebworth 2022 molto più di un revival per nostalgici. Ma nessuno pochi anni fa avrebbe immaginato che il 3 e il 4 giugno il minore dei Gallagher si sarebbe trovato di nuovo davanti a 170mila persone a mandare due volte sold out Knebworth, dove nell'agosto 1996 gli Oasis tennero i concerti più importanti della carriera. Magari per una reunion, ma da solista? Impossibile. E invece eccolo qua, come 26 anni fa, in luoghi iconici della storia degli Oasis e del Britpop: la stazione di Stevenage dove parte la processione verso la Knebworth House, quell'enorme prato ondulato e in pendenza con là in fondo il palco. E lui immobile, ieratico, sacrale.Nel '96 i due live a Knebworth degli Oasis furono lo show con più paganti della storia britannica: 250mila persone in due sere, 2.6 milioni cercarono di prenotare i biglietti, il 5% della popolazione inglese. Si può azzardare che se nel '96 eri un inglese tra i 16 e i 40 anni hai tentato di andare a quei concerti. Per alcuni segnò il momento più felice della vita, per molti l'ultimo giorno spensierato prima dell'età adulta. A tutti offrì l'opportunità di sentirsi parte di qualcosa più grande di sé. Ci hanno fatto film, libri, reportage: fu lo show che sancì l'egemonia culturale del Britpop, "lo show che definì una generazione".
Oggi che quella scena non esiste più Knebworth è la celebrazione privata di Liam Gallagher e di quella generazione, che non ha mai smesso di credere in lui, e in se stessa. Ma non solo, perché a raggiungerla è quella dei loro figli, che per questioni di età un concerto degli Oasis non l'hanno mai visto ma nel 2022 sono forse la maggioranza del pubblico di Liam. Come una storia che ricomincia. E allora ri-eccolo su quel palco, cinquantenne, anche se i gruppi spalla non sono epici quanto allora e tra questi solo i Kasabian scaldano. C'è invece come nel '96 il chitarrista degli Stone Roses John Squire a raggiungerlo sul palco per Champagne Supernova: "È grazie a lui che ho formato una band", ricorda il cantante soprattutto alla sua nuova fanbase che sta studiando i classici britannici.
Per alcuni gli Oasis avrebbero dovuto sciogliersi dopo quegli show, all'apice. Mai stata un'opzione per Liam: "È sempre stata una questione di vita o morte, che avrei dovuto fare? Stare a casa a contare i soldi? Fanculo". Per questo Knebworth 2022 è la storia di una resurrezione. Solo otto anni fa il naufragio dei Beady Eye, il progetto post Oasis, meno di mille paganti all'Orion di Roma. Poi il divorzio, problemi di soldi, la depressione per un fallimento musicale che era anche umano: senza una band, senza esser una rockstar, Liam Gallagher non sentiva più di avere uno scopo al mondo. Nel 2017 la svolta: una nuova manager e compagna, una figlia ritrovata, un disco solista di successo. Vederlo nel weekend su quel palco permette a tutti di credere nelle seconde chance, e che se entri a fondo nel cuore di qualcuno ci rimarrai per sempre, nonostante gli errori.
Nel weekend Londra è un mare che scorre tra bandierine britanniche e stendardi dei reali e il flusso incrociato di fedeli gallagheriani tra chi va alla data del venerdì e chi aspetta quella del sabato. Due tribù che si mescolano tra vie e pub della City, tra tagli di capelli da cosplayer di Gallagher, magliette Oasis e Pretty Green, la linea di moda da lui fondata. Qui tutti parlano come lui, ripetendo cose come "Biblical", "Celestial", "C'mon you know", slogan noti a chi lo segue sui social divenuti parole in codice per riconoscersi tra membri della stessa setta.
E qui tutti lo chiamano per nome, Liam e basta, come uno di famiglia. E forse lo è, non solo per l'immagine di rockstar sbruffona ma vicina alla sua gente che s'è creato in questa fase di carriera, forse l'unico big di cui tra sproloqui, strafalcioni e insulti siamo certi gestisca di persona il profilo Twitter. Ma soprattutto perché è parte delle loro vite, è stato compagno dei sabato sera selvaggi e psicologo nei giorni di depressione, testimone di nozze ai matrimoni e abbraccio ai funerali. "Gli Oasis non sono una band, sono una generazione, sono tutto quel che ci rappresenta", giurano i vecchi fan tra la folla. Quelli più giovani, possono dire lo stesso tramite Liam. Perché gli Oasis per tutti quanti i presenti su quel prato sono Liam, inutile girarci attorno. Noel ha scritto le canzoni, ma Liam ha dato loro un'anima che fa la differenza tra un grande gruppo e uno capace di cambiarti la vita. Il Knebworth del '96 celebrò l'epopea di cinque ragazzi della lower class mancuniana in un anno e mezzo passati dalle case popolari al più grande live della storia inglese. Ma si vestivano come loro, si comportavano come loro, frequentavano i loro stessi pub, parlavano a loro: i giovani adulti della classe operaia, i disoccupati e i rifiutati. E se per la sua gente Noel ha tradito, Liam è ancora il working class hero del rock britannico, in un'alchimia col pubblico che non ha eguali.
Facile magari trovarla coi classici del repertorio Oasis con cui lo show parte a raffica sparando subito carichi pesanti, come la Rock'n'roll Star sintesi dell'iconografia della band e incredibilmente esclusa dalla setlist 26 anni fa, o la sequenza mozzafiato di brani cult con cui si chiude. Meno ovvio riuscirci coi brani da solista che ormai sono stati mandati a memoria da tutti e hanno arruolato alla causa quella nuova generazione di fedeli gallagheriani. L'essenzialità anni '90 della scenografia, qualche luce e il maxischermo, è lì a ricordare che si è di fronte a una delle ultime icone rock. Portare sul palco macchinari alla James Bond stile Coldplay o Muse non è mai mai servito agli Oasis, non serve a Liam, basta la sua presenza statica, immobile, papale. Come sempre, si muove solo per salire sul palco, si pianta dietro al microfono, litiga col fonico per avere più volume nella voce e mani dietro la schiena impartisce il verbo. "Suonavamo negli stadi come fossimo al pub, eravamo la più grande band del mondo e non ce ne fregava niente", raccontava degli Oasis. E se Noel ha scelto altre strade, il pop, la pacatezza, per Liam è ancora la questione di vita o di morte di allora. Mentre sputa i versi finali di Live forever lo fa come fosse l'ultima cosa che farà nella vita. E anche se è questo modo di cantare che gli distrusse le corde vocali, è simbolo della connessione coi suoi fan: essere qui, ora, assieme, è la sola cosa che conta. Poi se deve finire, finirà. Non fosse stato per questo, Liam Gallagher sarebbe stato solo un cantante e gli Oasis solo una band. Ma tra gli sguardi estasiati di Knebworth, gli sconosciuti che si abbracciano, ridono, piangono assieme, persone che nulla hanno in comune ma per 100 minuti sono un'anima sola, è evidente che ci sia molto, troppo, di più.
Luca Bortolotti
Source: La Repubblica
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domenica 5 giugno 2022
Video e foto: Liam Gallagher chiude la gloriosa due giorni di Knebworth, 170.000 spettatori in due serate
Si è conclusa ieri sera, di fronte a 90.000 spettatori, la due giorni di Liam Gallagher nel parco di Knebworth.OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.




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