Sabato 10 giugno a Istanbul Manchester City e Inter scenderanno in campo per la finale di UEFA Champions League. Noel Gallagher, intervistato dal sito ufficiale del club inglese di cui è tifoso, ha fatto l'ennesima promessa.
"Erling (Haaland) mi ha chiesto di fare una foto con me. Gli ho risposto: whoa, sì, ma puoi piegarti un po?", ha detto il musicista ricordando l'incontro con il centravanti norvegese, avvenuto negli spogliatoi dopo la vittoria per 4-1 dei Citizens contro l'Arsenal. "È un ragazzo adorabile e ha un gran bel sorriso, sembra proprio un bambino felice. È fantastico".
La foto di cui parla Noel, scattata il 26 aprile scorso, giorno della vittoria casalinga contro l'Arsenal, immortala Noel accanto ad Haaland che è in mutande. E ora l'ex Oasis promette di mettersi in mutande se il City dovesse trionfare in Turchia contro la squadra italiana.
"Non sarò a Istanbul", dice Noel, impegnato nel tour nordamericano dei suoi High Flying Birds. "Mi assicuro sempre che le date vicine alla Champions League siano libere e di solito la finale è sempre alla fine di maggio". Stavolta, però, ha fatto male i conti. "Quello che non è stato preso in considerazione è stato il mondiale (giocato a novembre e dicembre, ndr) e le sue ripercussioni. "Sono contrattualmente obbligato a fare il concerto quel giorno, indipendentemente da tutto, e mi va bene. Guarderò la partita in un bar di San Diego".
Poi la promessa. "Se il City vince e Haaland fa tripletta andrò sul palco in mutande".
La reunion degli Oasis, argomento sempre caldo, ha ora due tifosi eccellenti, Erling Haaland e Damon Albarn.
Haaland, l'attaccante del Manchester City che ha battuto il record di gol segnati in una singola stagione di Premier League e ha aiutato il club a vincere un altro titolo, ha puntato gli occhi su un altro incredibile obiettivo.
Durante un'intervista rilasciata a Viaplay, al centravanti è stato chiesto se fosse in grado di convincere i due fratelli Gallagher, storici tifosi del City, a riformare l'iconica band di Manchester: "Magari hanno bisogno di un norvegese, un pacificatore che li faccia tornare insieme. Sì, potrei".
Lo scorso anno il ventitreenne è stato fotografato in compagnia di Noel negli spogliatoi del City, mentre Liam non vede l'ora di portare Haaland sul palco con sé. Il calciatore ha anche un passato da cantante e per questo gli è stato chiesto se volesse unirsi ai fratelli come terza voce. Lui ha risposto: "È una bella domanda. Certo che potrei. Non significa che lo farò, ma certamente potrei".
La notizia arriva dopo la promessa di Liam Gallagher di riunire la band se il Manchester City vincesse la UEFA Champions League. La sua squadra del cuore è arrivata alla finale della competizione internazionale e affronterà l'Inter il 10 giugno a Istanbul.
Sembra proprio che il Manchester City, Haaland e i fratelli Gallagher non siano gli unici a parlare della reunion degli Oasis, dato che anche il loro rivale Damon Albarn è convinto che i due fratelli seppelliranno l'ascia di guerra: "Posso garantire che torneranno insieme", le sue parole riportate dal tabloid The Sun. "Ci ho addirittura scommesso dei soldi. Sono fratelli e sarebbe bellissimo vederli riconciliarsi".
Secondo quanto si riporta, il frontman dei Blur crede che la relazione tra Noel e Liam sia "cambiata drasticamente" dal divorzio di Noel con Sara MacDonald.
L’intervista a Riccardo Mancini tra Oasis e Manchester City.
I microfoni di OasisNotizie hanno raggiunto in esclusiva Riccardo Mancini, giornalista sportivo e telecronista di DAZN, grande appassionato di Oasis e vero "mad fer it".
Riccardo, quando nasce la tua passione per gli Oasis?
“La passione per gli Oasis nasce più o meno intorno alla prima liceo, quando avevo 14 anni. A quell’epoca non c’erano strumenti come quelli del giorno d’oggi (ad esempio, Shazam) e, sentendo le loro canzoni, avvertivo che mi piacevano molto. Poi, casualmente, un mio compagno di classe mi fece ascoltare alcuni loro brani e ricollegai tutto quanto: scoprii chi fossero e rappresentano ufficialmente i miei cantanti preferiti. Da lì è nata la passione”.
Quali sono le tue canzoni preferite degli Oasis? E gli album che ami maggiormente?
"Questa è la mia top 3: al primo posto in assoluto, metto Don’t Look Back in Anger, la canzone della mia vita a cui sono legato sin da quei tempi. Si tratta di un brano di cui non sapevo nulla, non sapevo chi la cantasse, così quando l’ho scoperto, sono “impazzito” ed ero felicissimo perché finalmente avevo dato un volto a chi la cantasse. Poi dico Stand By Me e Supersonic.
Di conseguenza, i miei due album preferiti li metto a 'pari merito' e sono Be Here Now e (What’s The Story) Morning Glory?. Dal mio punto di vista, i loro migliori album".
Il rapporto tra il mondo del calcio e gli Oasis è sempre stato molto forte. In una recente intervista, Noel Gallagher ha scelto Supersonic come canzone per definire le qualità di Erling Braut Haaland, attaccante del Manchester City. Tu che conosci benissimo il calcio inglese, sei d’accordo?
"Sicuramente, è 'supersonico'. Lo accosterei anche a Rock'n'Roll Star perché ovviamente è una star, è qualcosa di inimmaginabile fino a qualche tempo fa, soprattutto considerando il gioco di Guardiola. Invece il tecnico ha stupito ancora una volta tutti quanti prendendo un centravanti vero che, al momento, per il ruolo di numero 9 è nettamente il migliore al mondo. Al di là di quanto si dica, è lui il più forte, nonostante i suoi 22 anni: credo che possa crescere ancora molto. Fa molti gol, deve dare tanto e non ho dubbi che vi riuscirà, considerando le sue doti".
Una tua previsione sulla stagione del Manchester City? Ritieni che i Citizens possano vincere la Premier League? Credi che sia la squadra indiziata per vincere la Champions League?
"Sulla corsa Champions e Premier League, sono convinto che il Manchester City sia la squadra più forte in entrambe le competizioni, poi ci sono moltissime variabili da considerare.
Per quanto riguarda la Premier League, per il momento, nel testa a testa Arsenal-City, sono avanti i Gunners ma, per me, il City riuscirà a tener testa alla squadra di Arteta. Ad oggi, dico che la rimonta dei Citizens è possbile ed è una rimonta potenziale legata al cammino in Champions. Voglio capire se il City si manterrà più 'concentrato' in Europa (di fatto, unico obiettivo che manca a Guardiola con il Man City) oppure se cercherà di bilanciarsi. Conoscendolo e conoscendo la sua ambizione, prevarrà la voglia di vincere la Champions.
Ovviamente, non posso dire che il City sia la favorita né per l’una né per l’altra copmpetizione, sia perché in campionato l’Arsenal ha fatto meglio sia per il fatto che vi sono anche altre contendenti. Stesso discorso per la Champions, dove giocano grandi squadre, ma il City se la gioca su entrambi i fronti. Direi che forse è un po' più 'semplice' in campionato perché, ad oggi, c’è un solo avversario davanti al City, mentre in Champions dipenderà dai sorteggi, da diversi fattori e variabili.
È, comunque, una squadra in grado di fare il 'double' (al di là delle vittorie eventuali nelle coppe nazionali) e se la può giocare fino in fondo".
Ringrazio infinitamente Riccardo Mancini per la cortesia e la disponibilità che ha dimostrato nella nostra intervista.
E lo ringrazio anche per la passione che mette in ogni telecronaca e nel suo lavoro.
Valerio Pieraccini
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Noel Gallagher segue il Manchester City da quando è bambino e quando può va allo stadio. Se si trova in tournée segue la partita anche nei bar e se non la trasmettono in televisione la ascolta alla radio. Parla di calcio con la stessa competenza con la quale parla di musica e con il suo solito tono ironico. Intervistato in esclusiva per Sky Sport Italia, racconta il momento del City e spiega come pensa si svilupperà questa particolare stagione di Premier League che è stata interrotta per il mondiale.
Felice del sorteggio di Champions League?
"Sono molto contento: felice che il City sia stato sorteggiato con il Lipsia, poi lo United incontri il Barcellona e il Liverpool il Real Madrid. Il PSG affronterà, invece, il Bayern. Dunque due di queste sono fuori. Molto bene".
Come hai reagito alla notizia dell’acquisto di Haaland?
"C'era la sensazione che sarebbe arrivato, anche perché quali erano le alternative? Da quando abbiamo sentito che era sul mercato, abbiamo sempre pensato di essere in corsa per prenderlo. Potevamo pagarlo più di chiunque altro. Quando però abbiamo sentito che arrivava per davvero eravamo estatici. La squadra era già eccezionale con Guardiola e tutti gli altri giocatori. Aggiungere lui è stato incredibile. Nessuno credo si aspettasse che sarebbe stato così bravo. È al di sopra di qualsiasi scala di misura, è semplicemente incredibile. Si immaginava potesse fare bene, ma è andato oltre ogni aspettativa. Pensavo che potesse essere capocannoniere, ma ha già segnato 22 gol, è ridicolo. Dopo aver segnato la tripletta contro il Nottingham Forest ha chiesto di fare una foto con me. Io ho pensato: 'Wow'. È il ragazzo più normale che tu possa incontrare. Semplicemente un bravo ragazzo giovane, così tranquillo, fantastico".
L'atteggiamento è molto importante per un calciatore.
"Devo dire - ho spesso occasione di vedere i giocatori - che hanno davvero un bel gruppo all’Etihad. Ritengo che tutte le squadre rispecchino poi l’allenatore e Guardiola ha una personalità fantastica. Quando lo senti parlare in televisione ti ispira, mi sento ispirato da lui. Deve essere incredibile per un ragazzo giovane di circa 22 anni ascoltarlo insegnarti di calcio. Devo però dire che tutti i ragazzi del City sono bravi. Sono consapevole del fatto che sappiano chi sono e che con me si comportino diversamente, ma non senti mai storie brutte su di loro".
Cosa portano gli italiani in Premier?
"Dirò una cosa ovvia: la passione. Sono persone molto passionali, appassionati di calcio, un po’ pazzi. Odiano perdere e odiano le ingiustizie. Abbiamo avuto Mancini, Balotelli, entrambi un po’ pazzi. Conte è un grande allenatore, un grandissimo allenatore. Ci sono sempre stati grandi italiani in Premier League e credo che fare bene qua per loro significhi molto. Portano passione per lo sport e per il nostro paese".
Se potessi scegliere un giocatore da portare al City chi sarebbe?
"Jude Bellingham. Credo che a un certo punto Gündoğan andrà via e forse anche Bernardo Silva, vorrà giustamente andare in un posto più caldo. Credo che Bellingham sarebbe perfetto per noi, lo sarebbe per qualunque squadra, ma nella nostra sarebbe incredibile. In realtà la persona che vorrei vedere firmare è Pep. Vorrei vedere il mio amico Pep firmare un contratto di dieci anni e poi tutto andrà bene. Si tratta di una fantasia, ma sarebbe bello firmasse un nuovo contratto prima della fine della stagione. Se invece dovessi scegliere un giocatore, sarebbe Bellngham".
Chi vedete come vostri principali rivali?
"Il rivale principale rimane il Liverpool. Molti si stanno agitando per l’Arsenal che continua a vincere, anche partite importanti. Credo però che su 38 partite, una lunga stagione, dopo la pausa per il mondiale, rimarrà il Liverpool. Quando si arriverà all’ultimo mese della stagione il Liverpool sarà lì. Poi l’Arsenal, certo. Probabilmente loro non vorrebbero che ci fosse il mondiale in questo momento perché sono in ottima forma e si devono fermare un mese. Il City credo che darà continuità, ma sarà come avere due metà della stessa stagione. Se continuiamo come stiamo facendo credo che andrà bene".
Scegli una canzone, fra le tue, per Guardiola, Haaland e De Bruyne.
"Per Pep è 'The Masterplan', perché lui ha il piano. Per Haaland sarebbe 'Supersonic', perché lui è supersonico. Per Kevin de Bruyne dico 'What a life' perché iniziare così come ha fatto lui e poi arrivare a giocare in Premier League, essere venduti. Venire definiti un fallimento per poi ritornare in Premier per tanti soldi e avere tutti in Inghilterra che dicono che non ce l’avrebbe fatta: Infine poi fare bene come ha fatto. Lui è… non ho parole per descriverlo. Lui e Haaland si miglioreranno a vicenda".
Nuovo album, nuovi sound?
"Il singolo che c’è al momento 'Pretty Boy' è un po’ un’anomalia rispetto al resto dell’album. Non c’è altro che gli assomigli. Quando incido una nuova canzone penso sempre che tutto ricordi il mio modo di fare musica, poi esce e nessuno pensa sia così. Ci sono però alcuni elementi caratteristici: è molto orchestrale, molti archi, molti bei cori, credo piacerà molto ai miei fans. Ci sono però forse un paio di cose che non abbineresti a me, ma non voglio svelare troppo. Ogni canzone è molto diversa da quella precedente, il che è un bene".
La top 3 dei momenti che hai vissuto da tifoso del City?
"La mia prima partita, nel 1974, giocavamo in casa contro il Newcastle e abbiamo vinto 4 o 5 a 1. Questo sarebbe il primo. Il secondo sarebbe l’'Aguero moment'. Ero in tour in Cile, erano tipo le 8 del mattino e la stavo guardano in un bar vuoto. È stata una partita mai vista, da pazzi. Il terzo sarebbe contro l’Aston Villa la scorsa stagione. Ero alla partita ed eravamo sul 2 a 0 venti minuti alla fine. Quei 20 minuti sono stati pazzeschi, senza alcun senso".
Alla fine della scorsa stagione ti sei infortunato a fine partita...
"Il padre di Ruben Dias era seduto qualche fila dietro. Stavo tenendo mio figlio in braccio, avevamo appena segnato il gol della vittoria. Lo avevo appena messo giù, mi sono girato e il padre di Ruben Dias mi ha scontrato. Il mio naso... c’era sangue ovunque. Non dimenticherò mai quella giornata!"
Molti ricordi legati al City, belli e brutti.
"Sicuramente, molti anche brutti. Ho visto la squadra retrocedere per tre volte. Tempi terribili. Ora è tutto bello. Mio figlio di dodici anni viene allo stadio con me e non conosce un’altra versione del City se non quella incredibile. Non capisce fino in fondo da dove arrivi il club e non gli interessa nemmeno. Pensa solo che siamo la cosa migliore del mondo, lo siamo sempre stati, lo saremo sempre".
Source: skysport.it
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L'ufficialità dell'acquisto di Erling Haaland - arrivatal'11 maggio - è stata accolta con grandissimo clamore dai tifosi del Manchester City (e non solo). Tra di loro Liam Gallagher si è particolarmente scatenato, invadendo Twitter con post celebrativi dell'ingaggio del giovane centravanti: "Saluti e abbiate paura di Erling Haaland", "Operazione fantastica del City, lui è il futuro", "Colpo del secolo", "Assolutamente eccitato", sono alcuni dei commenti lasciati dall'ex componente degli Oasis.
Il celebre musicista si è successivamente lanciato in un paragone tecnico tra il 21enne norvegese e uno degli attaccanti più iconici della storia della Premier League, che ironia della sorte ha scritto le pagine più importanti della sua carriera sull'altra sponda della città di Manchester, tra il 1992 e il 1997. "Haaland è il nuovo Eric Cantona", ha scritto Gallagher, che con l'ex stella francese del Manchester United ha recentemente collaborato (guarda qui). E infine: "Sto ancora delirando, che giocatore!".