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domenica 14 novembre 2021

Noel Gallagher: "Se sento in giro una versione reggae di Live Forever faccio un casino!"

Noel Gallagher ha avvertito chiunque avesse intenzione di riarrangiare una delle sue canzoni: "Sarebbe cortesia chiederlo".

Secondo quanto riporta il Daily Star (tabloid, quindi è tutto da prendere con le molle), il maggiore dei fratelli Gallagher non ha nessun problema con le migliaia di cover che compaiono online – e non solo – delle canzoni del suo repertorio. Purché queste non cambino gli accordi rispetto all’originale. Se dovesse saltare fuori una versione reggae di Live Forever, per esempio, l’autore non ne sarebbe entusiasta.

"Non devi chiedere il permesso per fare una cover delle mie canzoni – ha dichiarato il cantautore – se non cambi gli arrangiamenti. Se invece stai facendo, tipo, delle versioni reggae, allora sarebbe cortesia chiedere il permesso. Maledizione, se mai dovessi scoprire che ci sono versioni reggae di Live Forever là fuori, ci sarebbero dei fottuti guai".

L’argomento è stato toccato a margine di un'intervista riguardante un possibile album di cover, da parte di Noel, che si è dichiarato pronto ad affrontarlo, anche grazie al suo nuovo studio di registrazione casalingo: "Mi piacerebbe fare un album di cover, ora avrò il mio studio e posso essere lì tutto il tempo, non c'è motivo per me di non tirare fuori una vecchia cover tra le sei e le sette di sera. Potrei registrare una bella versione di This Guy's In Love With You di Burt Bacharach, oppure di There Is A Light That Never Goes Out degli Smiths o ancora una canzone di una band di Liverpool chiamata Shack".

In un’altra recente intervista, Noel ha rilasciato un dettaglio in merito ai rapporti col fratello Liam, che sembrano continuare sulla linea dello scontro. Protagonisti del contendere, in questo caso, alcuni capi di abbigliamento firmati Pretty Green, l’ex linea proprio di Liam, da lui donati alla band del fratello maggiore: "Liam ci ha dato un sacco di roba, non solo a me, l'ha data alla band. Io sono andato direttamente in un centro di raccolta di beneficenza e li ho lasciati sulla soglia del negozio. Lui è diventato pazzo. Ha detto: 'Se non li volevi, avresti dovuto semplicemente dirlo. Erano su un manichino del negozio di Barnardo (un'organizzazione di beneficenza irlandese ndr), un mese prima del lancio’. Se deve arrivare il momento critico, quello è stato l'inizio della fine".

Source: Virgin Radio Italia via Radio X


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venerdì 10 settembre 2021

Noel Gallagher: "Live Forever è la mia migliore canzone. Cantarla a 54 anni assume un significato totalmente diverso"

La versione acustica di Live Forever, classico degli Oasis, proposta da Noel Gallagher nella serata dell'8 settembre su BBC Radio 2 (per ascoltarla clicca qui), è piuttosto diversa dalla versione acustica che tutti conosciamo. L'altro ieri Noel ha suonato e cantato il brano in versione acustica in pubblico per la prima volta dopo sedici anni (Seattle, 2005) e, dunque, per la prima volta dopo lo scioglimento degli Oasis, avvenuto nell'ormai lontano 2009. Prima dell'esibizione il 54enne musicista di Manchester ha voluto spendere qualche parola per introdurre il brano e spiegare cosa cambia nel suonarla ora rispetto a quando era più giovane.

"Dal giorno in cui ho scritto questa canzone e dal giorno in cui l'ho cantata alla band nel 1993 in sala prove, non ho mai più cantato Live Forever, mai, neppure durante un soundcheck, mai. Anche quando Liam non si presentava ai concerti che non abbiamo mai fatto. Era sempre una sua canzone e la cantava incredibilmente bene. Non so perché, quel giorno, per qualche motivo, ho iniziato a suonare la chitarra con un'accordatura diversa e si adattava alla mia voce, l'ho strimpellata un po' e ho pensato: in realtà potrebbe funzionare".

"La versione che state per ascoltare ... all'improvviso mi è venuto in mente che l'ho scritta a 23 anni e cantandola da 54enne ha assunto un significato diverso. E mi sono emozionato a cantarla, tanto che non sono riuscito a cantarla fino in fondo".

"Ho dovuto fermarmi un paio di volte perché è un po' diversa, alcune delle strutture degli accordi sono un po' diverse, ma la melodia è la stessa e tutto il resto, perché è una canzone che ha cambiato la mia vita. Gli Oasis erano un cantiere aperto, eravamo una buona band, ma era musica indie. Il giorno dopo che ho scritto quella canzone, però, siamo diventati grandi e sapevo che avrei alzato l'asticella, che quello era il punto di riferimento. E provavo a superare quella canzone ogni volta che scrivevo una canzone. Tutto ciò che ha reso grandi gli Oasis deriva da quel momento".

"Per arrivare a cantarla fino in fondo ora da padre di tre figli. Nella sua forma originale Live Forever è un pugno di ferro, 'sai che affronteremo il mondo, io e il mio migliore amico affronteremo il mondo e nessuno si metterà sulla nostra strada e vivremo per sempre'. Cantandola ora da padre di 54 anni guardi indietro alla tua vita e assume un significato completamente diverso. E tutti quelli che l'hanno ascoltata si sono emozionati nell'ascoltarla, pensando: 'Wow, in realtà è... la migliore canzone che abbia mai scritto', perché la gente di solito pensa a Don't Look Back in Anger e a Wonderwall, ma in realtà questa è la migliore canzone che io abbia mai scritto".

Una versione acustica di Live Forever cantata e suonata da Noel Gallagher può essere ascoltata nel documentario degli Oasis Oasis: Supersonic, uscito nel 2016. Stereogum riporta che, come fanno notare i commentatori di Reddit, in realtà Noel ha cantato Live Forever durante un soundcheck a Seattle esattamente sedici  anni fa: si tratta proprio della versione presente nel documentario del 2016.

Source: Rockol  

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giovedì 9 settembre 2021

Audio: Noel Gallagher esegue Live Forever per la prima volta dal vivo dodici anni dopo aver lasciato gli Oasis

Noel Gallagher si è esibito ieri sera per la trasmissione radiofonica Sofa Session condotta da Jo Whiley, in onda su BBC Radio 2. In scaletta anche Live Forever, eseguita da Noel per la prima volta da quando ha lasciato gli Oasis, più di dodici anni fa. L'ultima volta in cui Noel aveva suonato e cantato in pubblico il brano (senza Liam) risaliva al 2005, in occasione di un'esibizione a Seattle. 

Questi i pezzi eseguiti dal cantautore:

Flying on the Ground (prima volta dal vivo)
You Ain't Goin' Nowhere (cover di Bob Dylan, pezzo suonato anche dai Byrds)
Live Forever (prima volta del brano dal vivo in versione acustica per Noel dal 2005)

L'audio integrale dell'esibizione è alla fine del post.



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lunedì 24 giugno 2019

Noel Gallagher: "Ecco il segreto dei pezzi degli Oasis. Live Forever? Bonehead ancora non crede l'abbia scritta io"

Intervistato da Chris Evans su Virgin Radio UK, Noel ha parlato di come compone le proprie canzoni e del segreto del successo dei pezzi degli Oasis (video qui sotto).

"Come cantautore provo a non rendere una canzone troppo personale o legata a una particolare situazione temporale o politica. Cerco sempre di trovare la verità universale in essa contenuta. E penso che sia per questo che le canzoni degli Oasis significano ancora così tanto, perché provengono da un luogo di verità universale. Non dovevi essere per forza in giro negli anni ‘90 o disoccupato o chissà cosa: significano ancora qualcosa per te ... Molte di quelle canzoni parlano del tempo atmosferico. Un consiglio per tutti: se menzionate la pioggia, la cosa va avanti per secoli!".

"Tutte le migliori canzoni cadono dal cielo", ha poi spiegato Noel. "Canzoni come Live Forever esistono da sempre da qualche parte. È per quello che suono la chitarra e giro attorno a qualunque occasione che posso cogliere, perché ci sono. Magari su alcune canzoni devi lavorare, limare e tornarci su, e poi finiscono per essere grandiose, e di solito sono piuttosto buone, ma quelle fantastiche le suoni un pomeriggio e ... bang ... compaiono subito".

Poco prima Noel aveva rievocato gli esordi con gli Oasis.

"Suonavo la chitarra soltanto a casa, come hobby. Ho sempre avuto la sensazione che il mio destino fosse in qualche modo nel mondo della musica. Poi ho trovato lavoro come roadie per puro caso e ho pensato: ci siamo, mi piace un sacco! L'ho fatto per tre, quattro anni ed era fantastico. Viaggiavo per il mondo, ero pagato e vivevo il sogno. E poi ricordo che un pomeriggio telefonai a casa e chiesi a mia madre: dov'è Liam? E lei: sta facendo le prove. Le prove? Di sicuro non è Shakespeare ... Lei mi fa: è in una band. Una band? Quando tornai dal tour andai a vedere le loro prove e non erano male. Mi chiesero di far loro da manager e io feci: Ahaha, state chiedendo di farvi da manager alla persona sbagliata, ma so suonare la chitarra. Così mi chiesero di andare a suonare con loro. E rimasero talmente impressionati da implorarmi di unirmi alla band. E il resto è storia".

"Se avevo già composto canzoni allora? Sì, per piacere personale. Niente di grande significato. Può darsi si trattasse di una canzone su una ragazza con la coda. Ricordo di aver scritto una canzone su una ragazza con la coda, ma la prima canzone che quando la scrissi pensai 'eccoci qua!', fu Live Forever. La scrissi un paio d'anni prima che uscisse. La portai alle prove l'indomani e dissi ai ragazzi: suonatela, unitevi. Conoscevo abbastanza la musica, avevo comprato abbastanza riviste musicali e dischi da pensare, appena la sentii suonare, che era una canzone fantastica. Era talmente bella che ancora oggi Bonehead pensa che non l'abbia scritta io".

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sabato 1 settembre 2018

Scaletta Liam Gallagher: Soul Love rivive, Live Forever con batteria e Champagne Supernova piano e voce

L'ultimo mese ha visto alcune novità nella scaletta dei live di Liam Gallagher. Passiamole in rassegna.

SOUL LOVE: Riportata in scaletta dopo un anno dall'ultima esibizione live del pezzo. Soul Love è, infatti, finora l'unica canzone dei Beady Eye ad aver avuto il privilegio di essere eseguita anche nel tour solista di Liam. È uno dei pezzi più amati dei Beady Eye. Fu scritta da Liam per il secondo ed ultimo album della band, BE, pubblicato nel 2013.

LIVE FOREVER: Proposta in chiave prettamente acustica, Liam la esegue quasi sempre fin dalla prima data del tour. Ha spesso avuto difficoltà nell'eseguire il pezzo a tempo, a causa della mancanza della batteria, ma ultimamente al Rock en Seine di Parigi pare abbia risolto il problema aggiungendo proprio la batteria e regalando ai fan una versione che rimanda a come sarebbe stata se Liam l'avesse eseguita nel lontano 1996 ad MTV Unplugged.

CHAMPAGNE SUPERNOVA: Non veniva eseguita live da Liam dall'anno dello scioglimento degli Oasis, nel 2009. Al concerto Lancashire County Cricket Club di Manchester dello scorso 18 agosto Liam ha proposto per la prima volta il pezzo in una versione totalmente inedita, solo piano e voce. Nuda e cruda con la sola presenza sul palco del pianoforte e di Liam, con la consueta posa con le mani unite dietro la schiena, e le labbra spiaccicate sulla griglia del microfono mentre sputa fuori tutto il suo veleno con la sua voce nuda e graffiante.








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giovedì 22 febbraio 2018

Video: Liam Gallagher ai Brit Awards 2018 canta Live Forever degli Oasis in ricordo delle vittime dell’attentato di Manchester

Ieri sera Liam Gallagher si è presentato sul palco dei Brit Awards 2018 per cantare Live Forever degli Oasis come omaggio toccante alle vittime dell'attentato a Manchester, avvenuto lo scorso maggio durante il concerto di Ariana Grande alla Manchester Arena.

Com'è noto, il 4 giugno Liam aveva partecipato al grande concerto benefico One Love Manchester, organizzato proprio da Ariana per ricordare le vittime della tragedia.

L'esibizione dell'ex Oasis ai Brit Awards è stata annunciata con qualche ora di anticipo, dopo l'ufficialità del forfait di Ariana Grande, costretta a saltare l'evento per l'influenza.

La cerimonia di consegna dei Brit Awards è stata trasmessa in Italia da Rai 4 dalle ore 22.30, con una differita di circa due ore.

Ecco il video della performance di Liam.  



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sabato 14 ottobre 2017

Liam Gallagher, domande dei fan e risposte: "Sax nel mio disco? Dovrei cacarmi nelle orecchie. A casa ho 2000 tamburelli"


Canteresti una canzone scritta da Noel se te la offrisse per il tuo album solista? 

Penso che al giorno d'oggi abbia bisogno di tutte le canzoni che scrive.

Ti sei fatto una bevuta con i Foo Fighters l'altra sera prima di salire sul palco del Cal Jam?

Secondo te?

Ti stai godendo la libertà di creazione di cui godi come solista rispetto a quando eri con la band? 

Non particolarmente. Amavo far parte di una band.

Come sta tua madre? Nel documentario mi è piaciuta molto. 

Sta bene, grazie

Di quale momento della tua carriera vai più fiero? 

È questo il momento della mia carriera di cui vado più fiero.

Ehi Liam, il nuovo album spacca, cazzo! Hai mai pensato di collaborare con Richard Ashcroft?

Mi piacerebbe tanto lavorare con Ashcroft. Gli voglio tanto bene.
 
Se potessi aprire il concerto di una band, quale band sarebbe?

I Rolling Stones.

Cosa vuoi per Natale?

Una spruzzata di sindrome di Tourette, stronzo del cazzo!

Ehi Liam, amo tanto As You Were, Come Back to Me è una figata. A parte questo, voglio sapere cosa sono più importanti, le scarpe o la giacca? PS Non cambiare mai. Ci vediamo a Notts/Manchester x

Le scarpe.

Ciao Liam, il nuovo album spacca, grazie! Non capisco perché Come Back to Me non è stata pubblicata come singolo, che bella sorpresa! Se avessi avuto la possibilità di essere una mosca sul muro in un momento della storia, che momento avresti scelto?

Il momento in cui John Lennon andò in elicottero con il maharishi.

Liam, per favore rispondi a questa domanda importante: "Chi ha costruito la luna?" (Who Built the Moon?, titolo del disco di Noel Gallagher, ndr)

Keith (battuta con il nome dell’ex batterista degli Who, Keith Moon, ndr).

Qual è il tuo tipo di biscotti preferito? E qual è la tua marca preferita di tè? Per me gli hobnobs e il tè Yorkshire. 

I biscotti Rich Tea, classico assoluto. E tè Yorkshire. 

Quanti tamburelli conservi accatastati a casa e qual è la forma di tamburello che preferisci? (A proposito, sabato sei stato fenomenale!)

Ho una collezione di circa 1500-2000 tamburelli. Circolari e triangolari.

Ehi Liam, sono un tuo grande fan. Domanda semplice: oltre al calcio qual è il tuo sport preferito?

Il pugilato.

Qual è la formazione degli Oasis “definitiva”?

Bonehead, Guigsy e Alan White. Ovviamente io e Noel. 

Ehi Liam, ho notato che varie volte hai cantato: "There are many things that I would like to say to you but I don’t speak Chinese/Japanese/Korean/Spanish…/Whatever". Hai intenzione di imparare qualche lingua? Se sì, quale?

Mi piacerebbe molto parlare il francese.

Eh La avrà mai una pubblicazione come si deve?

Senza dubbio.

Qualche possibilità di un secondo album da solista? Amo As You Were!

Sì, perché diamine no?

La canzone che più ti piace eseguire dal vivo?

Live Forever.

Come dovrei chiamare il mio primogenito?

Sue. 

Cosa deve succedere perché tu metta una traccia di sassofono sul tuo prossimo album? PS Verrai in Olanda a breve? Ti voglio bene, amico!

Dovrei cacarmi nelle orecchie perché accadesse.

Sei un tipo da tette, gambe o culo?

Ho un debole per lo strano gomito.

Chi ha le sopracciglia più belle che tu abbia mai visto?

Debbie Gwyther. Lei ne ha tre.

oasisnotizie - Source: reddit.com

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venerdì 22 aprile 2016

Video: a Glasgow Noel Gallagher suona Live Forever e la dedica al "gigante Prince"

È ripartito ieri sera dal SSE Hydro di Glasgow il tour britannico di Noel Gallagher. Nella città scozzese l'ex Oasis ha omaggiato Prince, scomparso proprio ieri, facendo ascoltare ai presenti la sua canzone Let's Go Crazy prima che iniziasse il concerto vero e proprio e poi dedicandogli sul palco uno dei classici degli Oasis.

Durante la parte finale dello show l'immagine di Prince è stata poi proiettata sul maxischermo e il palco è stato illuminato di porpora. E Noel gli ha dedicato il brano Live Forever degli Oasis.

Ai 13.000 fan andati a vederlo Noel ha detto: "Allora, una volta facevo parte di una band. Facemmo un album di nome Standing on the Shoulders of Giants e uno di quei giganti era Prince".

"Quindi ora mi aiuterete a rendere omaggio al grande uomo e mi aiuterete a eseguire Live Forever".

Ecco i video dell'omaggio di Noel a Prince. 




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sabato 19 marzo 2016

Noel Gallagher a Buenos Aires suona Live Forever e i fan cantano, poi incontra Tevez e Osvaldo alla Bombonera

Il tour in Sudamerica di Noel Gallagher ha fatto tappa anche a Buenos Aires. L'ex Oasis e i suoi High Flying Birds si sono esibiti il 16 marzo allo Stadio Luna Park per il Lollapalooza Festival 2016.

In questa occasione, prima di eseguire The Mexican, alla folla che invocava a gran voce il brano Live Forever Noel ha risposto: "Se la canto io non suona molto bene, cantatela voi se vi va". E si è lanciato nel giro di accordi del pezzo, cantato all'unisono dai fan argentini. VIDEO ALLA FINE DEL POST

Nella giornata di venerdì 18 marzo Noel ha approfittato della sua presenza nella capitale argentina per fare visita al mitico stadio La Bombonera, dove ha incontrato Carlos Tévez, ex stella del Manchester City, la squadra del cuore di Noel. L'ex attaccante della Juventus, che oggi gioca con il Boca Juniors, ha donato a Noel una maglietta del Boca con la scritta Noel, il numero 10 e il suo autografo.

Il chitarrista e la sua band hanno posato per alcune foto anche sul terreno di gioco e in compagnia dell'allenatore di Pablo Daniel Osvaldo, altra vecchia conoscenza del campionato italiano, e dell'allenatore del Boca Juniors ed ex tecnico del Palermo Guillermo Barros Schelotto. 





GUARDA QUI LA GALLERY COMPLETA




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mercoledì 18 dicembre 2013

Andy Bell: "Vi svelo i segreti della mia chitarra e i miei ricordi dei primissimi Oasis. Suono le parti di Noel? Sì, ma con rispetto"

Andy Bell dei Beady Eye per BBC Radio 5 Live (audio alla fine del post - audio at the end of the post). 

Sono stati mesi difficili per i Beady Eye. Ci spieghi perché?

"Abbiamo fatto e finito il minitour a giugno e ci siamo presi una pausa per stare con le famiglie e i figli. Poi a Gem sono successi quei due infortuni piuttosto gravi, il primo una brutta caduta. Eravamo off the road e aspettavamo notizie sul suo recupero. Non è tornato con noi se non tre mesi dopo, era  casa a recuperare. Non sapevamo se e dopo quanto sarebbe riuscito a reggersi di nuovo in piedi, ma devo dire che da quando ha iniziato a fare fisioterapia intensiva ha fatto progressi molto rapidi e ci ha messo molto impegno. Dalla prima prova che abbiamo fatto quando è tornato è stato il più entusiasta di tutti e siamo stati tutti carichi per ripartire".

Esattamente quattordici anni fa entrasti a far parte degli Oasis, che ricordi hai di quel dicembre 1999 quando entrasti nella sala con loro per la prima volta?

"Ero in Svezia in quel periodo. Mi telefonò Noel e mi disse ... lo sapevo già, avevo letto che due membri storici, Bonehead e Guigsy, avevano lasciato la band. Fui invitato a suonare con loro e lo feci. Abbiamo improvvisato un po' con loro in studio, poi siamo andati al pub per farci qualche drink. E a quanto pare superai la prova, perché in quel giorno stesso mi invitarono ad entrare nella band".

Di sicuro eri già fan degli Oasis.

"Assolutamente sì. Ero andato a vedere gli Oasis forse quindici volte negli anni Novanta. Io c'ero a quello che credo fosse uno dei loro primi concerti, alla Powerhouse (Londra, 4 novembre 1993, ndr), dove erano presenti solo alcune persone legate alla Creation e alla Sony che capitarono in città e ci andarono. Credo che mi trovassi proprio con Alan McGee a Los Angeles quando mi fu data per la prima volta l'audiocassetta Live Demonstration, non ricordo da chi, forse da Johnny Marr. Alan la metteva su di continuo e ricordo che io ne ero entusiasta quanto lui e pensai: 'Questa è una grande band'. Quindi sì, ero fan dal primo giorno e dal giorno zero. C'erano Married With Children, Bring It On Down, mi sembra mancasse Live Forever. Due o tre pezzi suonavano come una versione 'camera da letto' di Married With Children. Poi Alan mi passò la cassetta con la versione demo di Live Forever con l'intro di chitarra. Mi ci volle un po' per abituarmi alla versione studio che conosciamo, quella con l'intro di batteria, perché sentivo spesso quella della cassetta e con l'inizio di batteria non mi sembrava Live Forever".

Di recente avete rimesso in scaletta Live Forever con i Beady Eye e l'intro è nuovamente di chitarra. La scelta è opera tua?

"No, non è stata mia. L'abbiamo fatto alla Royal Albert Hall di Londra  in occasione di A Night for Jon Brookes (il batterista dei Charlatans morto per un tumore a 44 anni e celebrato il 18 ottobre 2013, ndr). Per noi è stato un giorno molto speciale perché Bonehead e Liam hanno suonato per la prima volta dopo tanto tempo. L'abbiamo inserita in scaletta perché Liam pensava che funzionasse alla grande e l'abbiamo fatta con l'intro di chitarra perché lo voleva Bonehead. È una bella versione, perché non è solo la versione originale riproposta. Non è un tentativo di competere con la versione originale, è una cosa che va per conto proprio".

Com'è stato approcciarsi alle canzoni degli Oasis con questa band, dato che avete provato e state provando a forgiare la vostra identità con questa nuova band? 

"Quando facciamo le canzoni degli Oasis con i Beady Eye io faccio per lo più le parti che faceva Noel, perché negli Oasis Gem faceva la sua parte di chitarra e io suonavo il basso. Quindi, riprendendo in mano la chitarra, per me la cosa naturale è stata fare le parti di Noel. Non provo a mettere il mio timbro sulle parti di Noel né altro, provo solo ad incanalarmi nel solco di Noel G. Quello del 2009, l'ultimo, per me è stato il migliore tour che abbiamo fatto. Quando devo rifare un pezzo degli Oasis vado sempre su YouTube e cerco quel concerto che abbiamo fatto in uno stadio in Argentina e provo ad imparare quella parte lì e a rifarla. So che l'assolo di una canzone come Live Forever è epico".

Sì, credo fosse nella top 50 degli assoli di chitarra di tutti i tempi su una rivista rock di qualche anno fa.

"Era molto più in alto, amico ... e quindi suonarlo è prendersi un peso sulle spalle, fai tipo: 'Farei meglio a non sgarrarlo'. È tutto fatto con grande rispetto per Noel e l'esecuzione originaria, la versione originale incisa su disco. È per i fan degli Oasis che vengono a vedere i Beady Eye. È difficile, perché stiamo provando a forgiare la nostra identità come band. Per un anno abbiamo suonato solo canzoni dei Beady Eye, ma ora l'abbiamo fatto e, avendo pubblicato il secondo album, abbiamo abbastanza canzoni da cui pescare. Abbiamo pensato (l'esordio di una canzone degli Oasis 'coverizzata' dai Beady Eye fu a Warrington il 28 giugno 2012, ndr): 'Se ci infiliamo un paio di canzoni degli Oasis, che problema c'è? La gente le vuole sentire, noi vogliamo suonarle'. Sono una grande parte della nostra vita, sai". 

È stato un po' un decidersi a prendere il toro per le corna.

"Sì, abbiamo pensato una cosa del tipo: 'La vita è troppo corta per non farlo. Abbiamo voglia di farlo. Siamo ancora i Beady Eye'. Abbiamo pensato che per noi non sarebbe stata minaccia grande come lo sarebbe stata se l'avessimo fatto agli esordi dei Beady Eye".

A sei mesi dall'uscita di BE, il vostro secondo album, siete ancora orgogliosi quanto lo eravate quando avete finito il mixaggio e lo avete mandato per la pubblicazione? 

"Sì, è di sicuro un album che più lo ascolti e più migliora. Ne vado proprio fiero. E sono fiero del primo disco. Credo che abbiamo fatto due cose diverse con i due album ed è una sensazione figa. E con il terzo album penso che riproveremo a fare qualcosa di diverso dalle due. Forse qualcosa a metà tra le due, forse più eccentrica o più tradizionale, ora è difficile dirlo. BE, però, è proprio una cosa di cui andare fieri, specie Flick of the Finger, Second Bite of the Apple, Soul Love. È stato difficile scegliere i singoli. Sapevamo solo che Flick of the Finger sarebbe dovuto essere il primo singolo, ma per il resto ... non ho neanche idea di cosa sia un singolo ormai".

Quando pubblicavi un singolo con i Ride o gli Hurricane Number 1 ti aspettavi almeno un ingresso nella top 40 o nella top 20. Ora quando una guitar band pubblica un singolo, anche se il singolo è molto popolare, a malapena entra nella top 40. Sembra che tutta l'industria musicale sia cambiata. Che ne pensi?

"Già negli ultimi anni con gli Oasis guardavamo la classifica dei singoli e facevamo: 'Non la capisco, non la capisco più'. Quindi sapevamo già che oggigiorno i singoli sono tracce da passare in radio per promuovere l'album o qualcosa del genere, non te lo so dire. Le pop band famose hanno ancora i singoli che sono hit, ma non credo che i singolo facciano ancora al caso di una band come la nostra. I vecchi come ricordano i tardi anni Ottanta, quando era così: c'erano solo pop band e sembrava non ci fosse speranza. La scena underground stava ribollendo lentamente, poi prima ancora che ce ne accorgessimo la guitar music era tornata in tutte le radio. Ogni cosa era figa, fu un crescendo di cui furono parte anche i miei Ride, una fase in cui la guitar music tornò nella testa della gente e che culminò nell'epoca degli Oasis, quando esplose".

I lati b sono morti oggi.

"No, non sono morti. Sono una cosa da boutique, che se vuoi fai. Noi proviamo a mantenere vivi i lati b, facciamo i vinili. Almeno con il primo album abbiamo messo come lati b tutte quelle canzoni che non si potevano sentire sull'album. Stavolta abbiamo fatto diversamente: abbiamo reso disponibili vari formati dell'album, uno dei quali arriva a diciassette tracce con le tracce extra. Avendone fatte diciassette, avevamo esaurito le canzoni da dare, così ci restavano solo i normali canzoni da inserire come lati b. Una sorta di compromesso, infatti i 45 giri hanno quelle tracce come lati b".

Nasci come chitarrista, negli Oasis hai suonato il basso per nove anni e con i Beady Eye sei tornato alla chitarra. I Ride erano noti per avere un gran bel guitar sound, con molti pedali. Come hai approcciato il ritorno al ruolo di chitarrista principale nei Beady Eye?

"È proprio diverso. Dagli anni Novanta ad oggi sono stati fatti enormi passi avanti con i pedali e gli effetti per chitarra. Senz'altro i nuovi effetti me li gusto. Nel primo tour dei Beady Eye in tour portavo con me dodici chitarre e cambiavo chitarra ad ogni canzone, ora sono tornato a due sole chitarre, che scambio tra una canzone e l'altra. Ho molti pedali". 

Qual è il tuo pedale per chitarra preferito al momento?   

"È un pedale della Eventide che si chiama Space Factor. Lo si incontra in tutto l'album. Lo abbiamo usato per voce, batteria, chitarra, ovunque nel disco. Ne ha portato uno Dave Sitek e ne avevamo anche un altro a Marleybone. E un altro pedale della Eventide, il Time Factor. Lo Space Factor lo uso in modalità Black Hole, se qualcuno vuole saperlo. Se suoni Different Gear, Still Speeding con quel pedale suona come BE. L'abbiamo usato molto nei finali di canzone, come in Soul Love. Dave ha fatto robe che noi non capivamo. Spesso noi finivamo di suonare e ci siedevamo sul divano, mentre lui armeggiava ancora con quei suoni per rielaborare il finale, un fade out che durava dieci minuti con continui cambi. Avveniva su Soul Love, Soon Come Tomorrow, Don't Brother Me. Usava la band come effetto".

Cosa ha in serbo il futuro per i Beady Eye?

"Non vedo l'ora di fare questi sei mesi di tour, fare i festival e oltre. Detto questo, non ho ancora visto una nostra data sui giornali. Non ho ancora informazioni concrete da darti". 

Ci sarà un altro disco? 

"Non pensiamo così oltre, stiamo ancora lanciando BE, ma non c'è motivo per cui in futuro non debba esserci un altro disco".

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Nel gennaio 2014 i Beady Eye suoneranno per la prima volta in Australia e a febbraio inizierà il tour europeo, che toccherà l'Italia con due date. Clicca qui.

Ascolta l'intervista ad Andy Bell qui sotto.



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sabato 7 gennaio 2012

Noel Gallagher: "John Lennon userebbe molto Internet. Britpop periodo fantastico, oggi è uno schifo"

L'altro ieri Noel Gallagher è stato intervistato anche da Steve Wright a In The Afternoon, in onda su BBC Radio 2. Ecco di cosa ha parlato. Sotto il post è possibile ascoltare l'audio.

All'inizio Noel ha glissato su una domanda su Liam dicendo: "Prossima domanda? ... Parliamo di sport".

Che opinione hai dell'era Britpop?

"È stato l'ultimo grande assalto alle classifiche da parte della musica alternative, ora le chart sono molto diverse. Il giorno di Natale vedevo Top of the Pops ed è stato pauroso. Ogni canzone suonava come se provenisse dallo stesso ambiente musicale: c'era un po' di rap e tutti suonavano in una voce soul di oltreoceano, era uno schifo. Credo che nel Britpop avessimo Pulp, Oasis e Blur tutti molto diversi, vendevamo tutti molti dischi e la gente allora i dischi li comprava. Ed eravamo tutti grandi band dal vivo, cosa che ora è scomparsa. È stato bello farne parte. Allora abitavo a Camden ed era più o meno il centro dell'universo. Eravamo tutti giovani e single, è stato un periodo veramente fantastico. Ci ripenso solo quando mi ci costringono le interviste, non mi rendevo conto di quanto fossimo grandi".

Stai scherzando?

"No, è stata tutta una progressione graduale: Knebworth ovviamente - che finì per essere la cosa più grande che abbiamo mai fatto - ma avremmo potuto fare sold out per 7 sere a Knebworth e pensavamo: 'Torniamo l'anno prossimo e facciamo 4 sere', capisci?".

Quando ti sei reso reso conto che le canzoni fossero così magiche e che sarebbero durate?

"Credo attorno al 2005, quando abbiamo fatto l'album Don't Believe the Truth e ci siamo resi conto che avevamo un pubblico nuovo o che i ragazzi si erano fatti più giovani. Forse ci metteva un po' a disagio ai primi concerti: 'Che ci fanno questi ragazzini qui che ci fissano? Non dovreste essere a scuola?'. E poi conoscevano tutte le canzoni dei primi due dischi. Solo allora ci parve evidente che il disco aveva acquisito una vita propria e che era diventato un classico, come un disco dei Sex Pistols o dei Beatles. Mi sono sentito immensamente orgoglioso, ma all'ora non ce ne rendevamo conto. Era solo un giovedì in cui facevi il soundcheck a Knebworth e poi wow".

Come è cominciata la passione per la musica?

"Il tarlo per me è cominciato negli anni Ottanta, quando registravo su cassetta le classifiche musicali, le top 40 dalla radio. Ricordo che l'altra sera ero seduto con mia moglie di fronte alla TV e vedevamo su un canale musicale questa maratona di video degli anni Ottanta e mi sono reso conto di quanto fosse grandioso quel periodo per la musica pop: tutti avevano un aspetto diverso, un sound diverso, ognuno aveval a cosa sua. È allora che cominciò la mia ossessione per la musica, registrando le top 40. Poi ebbi la chitarra, imparai a suonare dalle canzoni alla radio e poi andò avanti da lì. Poi sentii i Beatles e dissi: 'Wow, questa è la mia musica!'".

Quando hai ascoltato per la prima volta i Beatles?

"Sono nato il giorno che uscì Sgt. Pepper's e la mettevano alla radio in ospedale. Dò la colpa a questo per la mia ossessione con i Beatles. Ricordo She Loves You, quando morì John Lennon in TV ci fu un'enorme retrospettiva sulla sua vita e i Beatles avevano acquisito una vita propria".

Com'è successo? Eravate fratelli e quindi ...

"No, prima del Britpop c'era un movimento o una scena che divenne nota come Madchester. Ero roadie per una delle band di questo movimento ed ero felicedi andare in giro per il mondo, sistemare la strumentazione, era fantastico. Una sera ero a Monaco e telefonai a mia madre. Chiesi come stava Liam. Mi disse: 'Sta provando con una band'. E io: 'Cosa?'. 'Sì, sta in una band'. 'A fare che?'. 'Canta'. E io: 'Canta? Ho condiviso con lui una stanza per tutta la mia vita con la mia chitarra, mi sedevo lì e la suonavo di fronte a lui e lui non ha mai ... diceva solo: 'Ehi, tu, strambone'. Pensai: 'Canta?'. Alla fine del tour tornai e andai a vederlo e pensai: 'Hanno qualcosa ...'. Avevano un po' di canzoni, poi mi chiamarono per circa un mese a suonare con loro. Appena ci andai pensai ...".

E come hai cominciato a scrivere canzoni?

"Nel 1991 venivamo da quella scena Madchester e la mia musica era un po' così. Ricordo che un giorno nel mio appartamento di Manchester scrissi Live Forever. E sembrò che la sera prima avessi scritto un tipo di musica e il mattino dopo qualcos'altro. E tutto partì da quella canzone. La portai in sala prove, la suonai a tutti e Bonehead, l'altro chitarrista, disse: 'No no, non è tua, l'hai trovata da qualche parte'. E pensa ancora oggi che non sia una canzone mia! E io: 'No, mi è venuta così in un sogno' ... ma per me la registrazione delle canzoni è una cosa e il forgiare, la scrittura delle canzoni è un fatto di ispirazione. Sto lì seduto a vedere la TV e magari ho nella testa una melodia che ho suonato migliaia di volte senza che significasse nulla, poi vedi qualcosa
alla TV e ti viene il primo verso. Deve essere 'accesa' tutte le volte".

E il primo album?

"Ho fatto abbastanza album da capire quando ... in quel caso dopo il missaggio pensai che quello era un album buono. E decisi davvero di metterci dentro tutto, di spassarmela e di fare del mio meglio per trasmetterlo al pubblico".

Cosa cambia tra Oasis e High Flying Birds?

"Non hai la rete di sicurezza. Quando facevi uscire un album con gli Oasis su 11 canzoni dal vivo ne facevi in genere forse 5 o 6, tanto avevi sempe la sicurezza di un catalogo di vecchie canzoni che ti avrebbe garantito un grande concerto ovunque. Stavolta ho iniziato suonando 12 nuove canzoni di fila, quindi non posso concedermi il lusso di fare un concerto da rock'n'roll star. È ua cosa diversa, ma penso che la gente ci sia entrata dentro".

Suoni canzoni degli Oasis?

"Sì, devo farlo, non ho abbastanza materiale che mi legittimi ad estorcere alla gente una grande quantità di denaro per venire a vedermi dal vivo. Ne sto facendo 7 o 8, ci sono un po' di b-side oscure".

Sei sempre molto sicuro di te, ma sai essere ragionevole. Sei davvero così?

"Dovreste parlarne con mia moglie, non so proprio come descrivere me stesso. So cosa voglio quando sono in studio e come deve andare quando suono dal vivo. Gli Oasis erano una democrazia, ora non sono in una democrazia, ora è come dico io, raramente come dicono i tizi che pago per suonare con me. A volte faccio loro uno sguardo mortale. Faccio loro: 'Non deve andare così'. 'Ma io penso ...'. 'Non pensare ...'".

Hai incontrato John Lennon?

"No. Ora suona un po' come se colessi sminuirli, ma ho conosciuto gli altri tre. Ho conosciuto George Harrison grazie alle amicizie della sua ex moglie Meg Matthews . "Mi ha detto 'Vorresti condividere con me una Heineken?'. E io: 'Oh, Dio'. E ho incontrato Paul McCartney a Milano, ormai ci dovrei essere abituato, ma ancora lo vedo così: 'È il tipo che era nel video di All You Need Is Love!'. E la cosa mi sconvolge la testa e penso sia lo stesso per lui! Ahah!".

Sarebbe fantastica una band con te e Paul McCartney?

"Forse mi limiterei a stare lì in piedi e lui mi farebbe uno sguardo mortale dicendomi: 'Fai qualcosa'. E io: 'Guarda che scarpe che ha! Da dove le ha prese?'".

Cosa pensi che farebbe oggi John Lennon se fosse vivo?

"Era un artista incredibile, sarebbe bello vedere cosa avrebbe fatto oggi. Penso che avrebbe abbracciato massicciamente Internet, avrebbe fatto trasmissioni. Penso che nell'ultimo decennio il mondo si sia fatto molto 'politico' e penso che lui ne sarebbe stato molto coinvolto, avrebbe fatto musica politica. Nessun dubbio, sarebbe stato coinvolto nella rivoluzione tecnologica e nella politica mondiale. È una grande perdita, ma almeno ha lasciato musica favolosa".

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Noel ha detto anche che di Dream On esiste una "versione pulita" senza le parolacce che vengono censurate alla radio e che "gli High Flying Birds non sono una band. In un momento di follia una sera decisi che non mi sarei chiamato Noel Gallagher e basta, anche se è il mio nome, ma Noel Gallagher qualcosa".

Anche un parere sulla percezione dei concerti: "La cosa bella della musica è che tutti andiamo a vedere concerti e li percepiamo in maniera diversa. Sono stato a concerti che pensavo fossero terribili, invece la gente mentre uscivamo dal luogo del concerto mi fermava e mi faceva: 'È la cosa più grandiosa che abbia mai visto'. Spero che i miei la gente li afferri".

by oasisnotizie



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lunedì 8 agosto 2011

Oggi nella storia degli Oasis

L'8 agosto 1994 veniva pubblicato Live Forever, il terzo singolo estratto da Definitely Maybe e il primo singolo degli Oasis ad entrare nella top ten dei singoli inglesi, per poi rimanere in classifica oltre un anno.



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venerdì 2 luglio 2010

Oggi nella storia degli Oasis

Oasis live in Manchester - 02.07.2005
LIVE FOREVER (sottotitoli in italiano)
by frjdoasis2's channel


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