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mercoledì 2 gennaio 2019

Noel Gallagher: "Keith Richards mi fa: Ma è più stronzo Liam o Mick Jagger? La mia risposta ..."

Noel Gallagher ha trascorso una notte di Capodanno con Keith Richards. Parlando ai microfoni di Radio X nei giorni scorsi (AUDIO QUI), l'ex Oasis ha raccontato della serata di festa in compagnia del chitarrista dei Rolling Stones nel 2017.

All'intervistatore, Johnny Vaughan, Noel ha ribadito di non amare il Natale, ma di essersela spassata quando si è imbattuto in Keith l'anno scorso.

"Lo scorso Natale siamo andati allo stesso hotel di lusso da qualche parte e lì c'era Keith Richards. Ho finito per trascorrere la notte di Capodanno con Keith Richards!"

"Lascia che ti racconti una storia divertente. Non avevo mai incontrato Keith. Lui è incredibile", ha proseguito Noel, "e conosco dei membri della sua famiglia che mi hanno fatto: 'Vieni a conoscere mio padre!'. Così sono andato lì e lui si è girato e mi ha fatto: 'Ooooh. Be' ... Ho una domanda per te. Il tuo cantante era stronzo quanto il mio?'. E gli ho risposto: 'Be', il tuo cantante ha scritto Jumping Jack Flash, quindi direi che il mio era più stronzo". Al che, secondo Noel, Keith avrebbe replicato: "Che stronzo!".

Source: Radio X

VIDEO: NOEL SUL NATALE 


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giovedì 7 giugno 2018

Liam Gallagher: "Chi terrei a casa mia? Bonehead. Fa i lavoretti. E vi dico da chi mi farei aiutare con un cadavere"

Nella recente intervista concessa ad Absolute Radio a Liam è stato chiesto di scegliere chi chiamerebbe ad aiutarlo se trovasse un cadavere nel bagagliaio dell'auto. Queste le opzioni: Keith Richards, Tom Meighan dei Kasabian e Richard Ashcroft.

"Tom manderebbe tutto a troie, amico. Attirerebbe l'attenzione. Ma l'ho ammazzata io questa persona? Ah ok, ho trovato un cadavere nell'auto. No, non chiamerei Tom perché butterebbe giù l'edificio. Neanche chiamare Keith Richards sarebbe cosa buona: lui finirebbe nel bagagliaio dell'auto insieme al cadavere, no? Ashcroft potrebbe essere ragionevole, ma anche lui è folle. Non lo so, non chiamerei nessuno di loro". 

Altra domanda di Dave Berry a Liam. "Di recente hai traslocato. Stormzy, Shaun Goater (leggenda del Man City), e Bonehead, devono venire a soggiornare a casa tua per una settimana, ma hai spazio solo per uno di loro / non sopporti l'idea che qualcuno soggiorni a casa tua. Chi scegli e perché?".

"Dev'essere Bonehead", ha risposto Liam. "Ed è un tuttofare, Bonehead. Se ci fosse qualche lavoro di costruzione da fare per risparmiare lui sarebbe disponibile. Lui comunque faceva l'operaio, lui in casa lo terrei".

ASCOLTA QUI

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venerdì 29 settembre 2017

Liam Gallagher: "Se perdo i capelli vado di parrucca. Nessuno vuole rock star pelate"

Nella stessa intervista in cui ha confermato che Noel lo evita quando fanno visita alla madre, Liam Gallagher ha spiegato che non accetterebbe di continuare a fare la rock star se perdesse i capelli. 

"Nessuno vuole vedere rock star pelate, amico. Se mai diventassi calvo mi metterei la parrucca", dice l'ex frontman degli Oasis, 45 anni. "Sarebbe troppo giusto, cazzo, senza dubbio. Non ci sarebbe nulla di cui vergognarsi. Cosa dovrei fare? Non soffrirei in silenzio. Lo farei sicuramente".

"Il mio idolo in fatto di tagli di capelli è il Keith Richards del 1968. Ha quel taglio alla Elvis e i capelli sono proprio lunghi sul collo. È il taglio perfetto quello. Ce l'avevo un paio di mesi fa, ma la settimana scorsa ho pensato: 'Qua mi sto annoianto un po', cazzo, andiamo dal barbiere'. Gli ho chiesto: 'Hai delle forbici?'. Lui ha fatto: 'Sì', così ho detto: 'Tagliali e basta' ".

"Quando farò il tour nel Regno Unito può darsi che avrò una cazzo di permanente", ha aggiunto Liam. "Una cosa alla Marc Bolan. Chissà, amico, è quello il bello della vita".

Source: NME

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domenica 17 settembre 2017

Liam Gallagher: "Rimpianti? Musicali nessuno. I dischi di Noel? Per sentirli serve troppo caffè"

La vera linguaccia del rock è la sua. Liam Gallagher ha presentato ieri a Milano il suo album As You Were, primo come solista dopo Oasis e Beady Eye. «Non cambia nulla. Ho ancora una band e faccio lo stesso tipo di musica di prima». La voglia di band non è però voglia di Oasis, l’icona del britpop messa in piedi col fratello Noel. «Non ci servono soldi. E non ho rimpianti musicali. Al limite ne ho qualcuno per la troppa cocaina e il troppo bere... È stato Noel a rompere il gruppo per il suo ego smisurato e ora vuole incolpare me. Anche mamma ha smesso di provare a rimetterci assieme. È una tosta. Ha 73 anni come Keith Richards che in confronto è una signorina. Lui non ha mai lavorato; lei da sola ci ha tirati su in tre». L’album del fratello? «Ci vogliono troppi caffè. Non ascoltatelo mentre guidate». 

Andrea Laffranchi
Corriere della Sera, 15 settembre 2017

(qui accanto l'estratto dall'edizione cartacea)




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domenica 10 luglio 2016

Noel Gallagher: "Il rock 'n' roll? Morto e sepolto. Il rock invece vive. Ecco come Ryan Adams mi ha fatto cambiare Wonderwall"

Noel Gallagher e Ryan Adams sono buoni amici da oltre dieci anni. Nel 2004 la cover di Wonderwall che Adams presentò gli fece vincere un Grammy Award e a quella cover si è ispirato Noel per una "nuova" versione acustica del brano, proposta più volte nei suoi tour dopo lo scioglimento degli Oasis.

Martedì 12 luglio Adams e gli High Flying Birds di Noel saranno sul palco del Meadow Brook Amphitheatre di Rochester Hills, Michigan. 

"La scaletta che seguo è divisa in tre sezioni: il primo terzo è la roba nuova, il secondo terzo è un misto di nuovo e vecchio e poi la terza parte è i vecchi Oasis", spiega Noel, 49 anni, 18 dei quali trascorsi in una delle più grandi band del Regno Unito. "Quindi a seconda di quale sia il tuo gusto c'è qualcosa per tutti".

Intervistato dal Detroit Free Press prima del concerto al Meadow Brook, Noel parla delle sue vecchie hit, di come Ryan Adams gli abbia fatto cambiare il modo di suonare Wonderwall, della sua nuova canzone scritta con Paul Weller per i Monkees e della distinzione che fa tra "rock 'n' roll" e "rock" di oggi.

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Tu e Ryan Adams siete noti per essere ... diciamo così, personalità elettriche. Andate d'accordo?

Tanto d'accordo quanto potresti sperare, sì. Sono sempre andato d'accordo alla grande con lui. Penso che lui potrebbe essere un po' più complicato di me. L'ho visto indossare calzini di colori diversi, sai? No, non so cosa significhi, ma io indosso sempre calzini dello stesso colore, sai? Prendila per quel che può valere. Ma lui mi piace. Quando escono i suoi dischi ci dò sempre un ascolto e possiedo il disco uscito di recente. Assumendo che non ne abbia fatti altri sei nel frattempo, che è quello che fottutamente fa.

Che ne pensi della sua cover di Wonderwall? È l'unica cover di quella canzone di cui ti ho sentito parlare bene.

Ci ha messo dentro la tristezza, la malinconia. Scrissi quella canzone e poi la registrai molto rapidamente. Poi alcuni anni dopo lui ne faceva una versione dal vivo e qualcuno che era lì in quel luogo mi chiamò e mi disse: "Sta facendo questa canzone!". Ci ha messo dentro proprio la malinconia, la tristezza. E devo dire che rimasi sbalordito quando la sentii. Veramente sbalordito. Cazzo, l'ha fatta alla grande.

Ti ha ispirato nel modo in cui ora ti approcci a quella canzone? 

Sì, ho modificato leggermente la melodia proprio per come la cantava lui. Il modo in cui Liam la cantava era fantastico, è la versione del disco e ha cambiato la vita alle persone e bla bla bla, ma quando ho sentito Ryan cantarla l'ho modificata leggermente. Ora è più blues triste, la faccio così per via di Ryan. E per questo lo ringrazio.

Ti senti ancora in grado di investire emotivamente nelle vecchie canzoni? Siamo a 25 anni da alcuni di quei brani. 

Sì, finché va avanti io lo faccio ancora. Perché molte di quelle canzoni furono scritte e registrate molto rapidamente. Quindi non sono mai invecchiate in studio. E, volendo essere brutalmente onesti su molte delle canzoni degli Oasis, a me non piace come sono state registrate. Non avevamo proprio idea di cosa stessimo facendo in studio. Eravamo molto giovani. Quindi tiri ancora fuori parti migliori, capisci? Per me quelle canzoni sono ancora molto vive. Non invecchiano. 
E, onestamente, quando guardi e tra il pubblico vedi un gruppo di ragazzi che non erano neanche nati quando l'hai scritta, e loro hanno preso questo brano e l'hanno portato nelle loro vite, non puoi permetterti di farlo invecchiare. La tua prossima generazione di fan - che sono fottutamente fortunato ad avere, il pubblico continua ad rigenerarsi - sono loro che lo mantengono giovane. Lo ascolti attraverso le loro orecchie per la prima volta. Quindi provi a non perderlo mai di vista.

Che ne pensi dello stato attuale del rock 'n' roll?

Il rock è vivo e scalcia e urla e grida. Il rock 'n' roll è morto e sepolto, tesoro. E c'è una enorme differenza. Vallo a chiedere a Keith Richards. È come se il rock fosse da qualche parte a urlare e gridare in pantaloncini corti. 
Il rock 'n' roll è suonato da vecchi come me e non sono molte le giovani band che sanno fare rock 'n' roll. Sanno fare rock. Sono sicuro che anche Justin Bieber ha una canzone rock. Quando tutte queste pop star attaccano la spina e fingono di suonare una Les Paul (fa una voce acuta, ndr): "Ehi, facciamo rock, amico!".
Rock 'n' roll è il tuo modo di camminare e il tuo modo di parlare e di fumare e il tipo di occhiali che indossi e il tuo taglio di capelli. E il rock è più di un amplificatore Marshall e una bottiglia di jack Daniel's. Anche se il Jack Daniel's aiuta (ride, ndr). 
Qualunque cosa sia artificiosa non è rock 'n' roll, no? Vedi queste mamme che accompagnano i figli e questi hanno l'obbligatoria maglietta del tour del 1972 dei Rolling Stones, che hanno comprato da Gap. Quindi dovremmo adorare i vecchi dischi e quelle cose lì.

Se ci pensi può risultare un po' triste.

Be', sì. Solo quest'anno abbiamo perso Prince, uno dei più grandi. Abbiamo perso Bowie, uno dei più grandi. Abbiamo perso Lemmy, uno dei più grandi. Ti chiedi: ci sarà lo stesso clamore il giorno in cui morirà uno dei Maroon 5? Non penso. Ce ne sono ancora un sacco: Neil Young, Iggy Pop, John Lydon, Paul Weller. Ancora grandiosi. McCartney è ancora grandioso. Di recente ero ad una festa e si è presentato David Gilmour e ha suonato, ed è stato fantastico. È un peccato. Di rado vai in un posto e vedi una band di ventenni di fronte a cui fai: "Wow!". Alcuni di loro indossano gli abiti giusti e suonano di merda. Alcuni di loro suonano bene, ma non indossano i vestiti giusti.

A proposito di Paul Weller, puoi parlarci della canzone che con lui hai scritto per i Monkees, inserita nel loro nuovo album Good Times?

Per quanto possa sembrare bizzarro, è proprio così. Allora, io e Paul Weller siamo amici da oltre 20 anni. Siamo vicini di casa, viviamo l'uno dietro l'angolo dell'altro a Londra. Talvolta ci ritroviamo insieme in studio e cazzeggiamo, scriviamo canzoni. Abbiamo scritto questa canzone intitolata The Birth of an Accidental Hipster (La nascita di un hipster casuale). Non l'abbiamo finita in tempo per inserirla nel disco che stava facendo Paul e poi neanche per il disco che stavo facendo io. Quindi è rimasta lì in uno stato di "semiscritta". Non sapevamo cosa farne. 
Poi un giorno un tizio mi ha mandato una e-mail di punto in bianco e mi ha detto: "I Monkees stanno facendo un nuovo disco, stanno chiedendo alla gente di scrivere canzoni per loro". Io ho pensato: "Chi diavolo è questo tizio? I Monkees? Pensavo fossero tutti morti". Poi mi è capitato di parlarne con Paul Weller e lui mi ha chiesto: "Che ne dici di quella canzone che abbiamo?". Siamo andati ad ascoltarla e ci siamo detti: "Sai che c'è? Suona veramente come qualcosa dei Monkees". Così abbiamo mandato loro un demo e a loro è piaciuto. 

Suppongo che sul tuo curriculum ci sia un bel rigo piccolino: "Ha collaborato ad un disco dei Monkees".

È la cosa più bizzarra che mi sia capitata in vita mia.

Eri fan di questi tizi da ragazzino?

Be', ero fan della trasmissione televisiva e tutta quella roba lì. E Porpoise Song resta uno dei grandi momenti psichedelici di cui si abbia notizia nella storia. È una canzone incredibile. Sai, sentire Mike Nesmith e Mickey menzionare il mio nome in un'intervista per Rolling Stone è stato tipo: "Wow, è fuori di testa! È pazzesco". I Monkees! È pazzesco.


Negli ultimi due anni hai detto che all'orizzonte vedi un termine, che forse tra 10 anni ti stancherai di andare in tour. Operi con un reale orizzonte temporale definito nella tua testa?

Non penso che farei tour tanto per farli. Penso che se ancora stai facendo musica sei obbligato a registrarla e pubblicarla. Perché Dio solo sa ... c'è tanto di quel dolore e sofferenza e barbarie nel mondo che pubblicare musica è ancora un atto rivoluzionario. Dovrebbe essere fatto il più possibile. Quindi finché continuerò a pubblicare canzoni continuerò a farlo.
Se smettessi di scrivere canzoni non sono il tipo di persona che se ne starebbe seduto a casa a pensare: "Oh, mi piacerebbe andare in tour perché è ciò che faccio". Finché avrò degli album andrò ancora in tour.

Fonte: Detroit Free Press - traduzione oasisnotizie

Noel Gallagher live in Atlanta - 1 July 2016 - GALLERY
Noel Gallagher live in New York - 6 July 2016 - GALLERY


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venerdì 11 gennaio 2013

Liam Gallagher: "Ecco i miei idoli in fatto di stile: Richards, Weller, Harrison e ... io"

Liam Gallagher ha spiegato quali sono le sue ispirazioni in fatto di stile. Ne ha parlato lunedì sera alla serata Pretty Green organizzata a Londra per presentare la nuova collezione autunno/inverno.

KEITH RICHARDS

"Aveva l'aspetto di uno che aveva dormito con addosso i vestiti e li indossava da circa un mese. A volte si ha un look troppo elegante. Odio quella cosa. Mi piacciono quelle scarpe che hai da secoli e che hanno un aspetto malandato. Che senso ha avere una cazzo di giacca se la indosserai solo una volta? Dovresti indossarla milioni di volte".

 PAUL WELLER

"Paul Weller all'epoca dei Jam. Ora alle band viene detto cosa indossare. Non ci sono band oggi che abbiano un bel look. Mi piacciono davvero anche i Pistols, ma indossavano pantaloni di pelle e a me i pantaloni di pelle non piacciono proprio. Non mi vedrete mai in pantaloncini corti da donna, ma non si sa mai cosa c'è dietro l'angolo".
 
GEORGE HARRISON

"Era il più figo. Qualunque cosa si mettesse addosso semplicemente la faceva diventare figa. E sapeva come indossare un kaftan. Poteva indossarne uno e dare l'impressione che fosse appena tornato dall'India, sai cosa intendo? Non so cosa avesse. So solo che ogni volta che vedo una sua foto dico: 'Va bene'".
  
LIAM GALLAGHER

"Io. Perché non me ne fotte un cazzo. Sono nato così. È così e basta. Sono figo, amico. Non so cosa sia. È questo la Pretty Green: non è lì per essere enfatizzata. Sono sicuro che neanche Keith Richards pensava molto a quello. Se la infilava senza pensarci troppo e aveva un aspetto figo".

VEDI ANCHE Liam Gallagher: "Brian Jones, George Harrison e Paul Weller i più eleganti"

oasisnotizie - via mrhyde.com

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lunedì 26 novembre 2012

Noel Gallagher: "Ora una pausa. Aspetterò l'esortazione di Sara. Il mio batterista è poco cool? Gli importa solo cosa mangiare. Il musicista? Come un pescatore che pesca con la chitarra"

Il 14 novembre Noel Gallagher è stato intervistato da Shaun Keaveny su BBC 6 Music. Vi proponiamo l'audio integrale dell'intervista alla fine di questo post.

All'inizio si è parlato di Keith Richards, ospite due giorni prima della serie Legends Week, di cui fa parte anche la puntata con Noel.

 "Com'è stato Keith? Da questa foto sembra folle, eh? Ho letto il suo libro, un libro pazzesco. Non ho mai creduto al mito di Keith Richards. OK, ha creato qualche riff, ma non l'abbiamo fatto tutti? (ride, ndr). Il mio atteggiamento era questo, ma quando ho letto il libro ho capito che percepisce la musica come fa un fan. È grandioso. Amo il suo atteggiamento. Va avanti per sé, non per la critica né per te. Quando a una certa età vedi i Beatles e i Rolling Stones, queste diventano figure onnipresenti nella tua vita".

Su Johnny Marr degli Smiths Noel ha detto: "Degli Smiths, questa band di Manchester, la città da cui provengo io, ricordo che leggevo sull'Evening News. Ricordo quando esordirono a Top of the Pops. Johnny suonava la sua grande chitarra semiacustica rossa, aveva il colletto e gli occhiali da sole. Feci: 'Wow'. Ero un vero fan degli Smiths e lo sono ancora. L'influenza che ha avuto su di me non è sulle canzoni: non puoi suonare la chitarra come lui perchè è unico ... ma come persona mi risultava fantastico quando io cominciavo. È un altro la cui percezione della musica è eccezionale: è un bel tipo ed è divertentete ed è eccezionale, indossa scarpe impeccabili ed ha un grandioso taglio di capelli".

A proposito della fine del tour Noel ha detto: "Andrò in pensione volontaria e forse mi crescerò un paio di barbe. ora che ho finito cercherò di tenermi il più possibile lontano dalla musica, perché quando fai il tour è una cosa così 'piena' ... non ci sono solo i concerti, ma anche tutta la roba che c'è intorno. Aspetterò la 'chiamata creativa', che venga dalla moglie - com'è stato l'ultima volta - o no. Aspetterò il colpetto, l'esortazione di Sara".

"Da cosa viene l'ispirazione? Faccio sempre la metafora del ragazzo britannico che fa il pescatore: ci sono sempre canzoni mentre percorri il flusso della vita. E la tua chitarra è la tua canna da pesca. Certi giorni peschi e certi giorni no".

Interrogato sul suo batterista Jeremy Stacey (gemello di Paul Stacey, produttore di alcuni album degli Oasis), definito da Keaveny uno che non bada al look, come John Bonham, Noel ha detto: "La gente a volte mi accusa di essere scontroso ... lui è stato una mia idea. Con tutta la buona volontà del mondo, soffre di un problema di immagine. È un grande batterista e un grande ragazzo, ma come immagine ... è un Ringo Starr. Quando ha suonato sul disco di questa cosa non me n'è importato, finché non ci siamo esibiti per una trasmissione televisiva francese. Indossa sempre maglioni? Il fatto è che a lui non interessa. Se a me o a te dicono: 'Questa cosa andrà sul sito' noi ci mettiamo cose eleganti, mentre a lui non interessa. A lui interessa cosa mangiare a pranzo e dove cenare. Quando ho rivisto quella trasmissione registrata ho detto: 'Questa cosa deve cambiare'. Non gli ho menzionato John Bonham, ma gliel'ho fatto capire e lui ha detto: 'Sì, grandiosa idea'. Sembra un po' Stan Laurel e Oliver Hardy (Stanlio e Ollio, ndr)". Keaveny ha aggiunto: "Sembra un incrocio tra Oliver Hardy e un personaggio di A Clockwork Orange".

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Altri dettagli nei prossimi post ...

ASCOLTA NOEL GALLAGHER SU BBC RADIO 6


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giovedì 25 ottobre 2012

Noel Gallagher: "Ho un difetto: non perdono, specie se mi querelano"

Noel Gallagher è stato intercettato dal sito avclub.com. Dall'hotel di Lilla, in Francia, dove si trovava in tour il 9 ottobre, il cantante ha toccato  vari argomenti, compresa la tanto chiacchierata reunion degli Oasis, non rinunciando a una stilettata al fratello Liam.

Alla domanda su quale sia la sua idea sull'ipotesi di formare un supergruppo con altri grandi artisti britannici, il 45enne ha detto: "Col cazzo! Non ho nessuna cazzo di intenzione di fare cricca con altri musicisti. Che siano inglesi o meno. Cerco di non frequentare i musicisti. E sapete perché? Ve lo dico io. Perché sono tutti dei fottuti idioti".

A proposito del suo disco solista Noel ha spiegato che rispetto agli album degli Oasis ora si percepisce un filo conduttore.

 "Ora il disco ha una narrazione molto precisa, perché lo scritto io e l'ho messo insieme io. Per i dischi degli Oasis c'erano sempre quattro cantautori, quindi non c'era mai un tocco o un flusso compatto. Credo sia una affermazione più personale, ma sono d'accordo con te: c'è molta gioia in questo disco".

Come mai Noel compare sulla copertina dell'album, che lo ritrae presso l'iconica stazione di servizio Jack Colker Union 76  di Beverly Hills? Vuole costituirsi come brand?

"Sono state scelte di convenienza economica. Ero lì a Los Angeles, dove ho registrato e mixato l'album, e quindi la foto per la copertina l'ho scattata lì. Non sarei neanche comparso sulla copertina se non fosse stato per il mio management, che ha insistito. No, non cerco di costituirmi come brand. Sembra che ci sia una regola per cui uno deve comparire sulla copertina dell'album se è un artista solista. Non so quando questa regola abbia preso piede, ma sicuramente sulla copertina del mio prossimo disco non ci sarò . Comunque visivamente c'è un tocco americano. Ogni cosa è stata fatta in America, quindi lo si comprende. Cosa voglia dire? Non lo so, cazzo! "

Il blog di Noel, Tales From The Middle Of Nowhere Vol. II (che qui potete leggere integralmente in italiano), che narra la sua vita in tour, riscuote grande successo. Tre anni fa il Vol. I, scritto ai tempi del tour con gli Oasis, vinse il premio NME come migliore blog e oggi il Vol. II figura regolarmente sull'Huffington Post.

"Non avevamo mai nessun coinvolgimento nei nuovi media. Eravamo dell'idea: Fanculo Internet. Non avevo neanche un computer all'epoca. Pensai: Non mi interessa. La gente che gestiva il nostro sito mi disse: Perché non fate in modo che ci sia un coinvolgimento personale? Perché non cominci un diario sul tour? Credo che uno degli altri membri della band avesse iniziato a farlo e che fosse fottutamente orribile. Era scioccante. La cosa mi è venuta naturale, ho molto da dire. È partito da lì, ma non ci illudiamo che abbia chissà quale significato. È solo un modo per portare gente sul sito così che io possa vendere loro delle merdate. È solo questo".

Poi aggiunge: "Tutto ciò che ho da dire lo dico in musica. Credo che una volta che cadi nel mondo di Internet sia molto difficile  uscirne, cazzo. Con l'ultimo album degli Oasis, a proposito del blog pensai: 'Basta, è tutto', ma il mio management mi faceva: 'Basta, ora puoi fermarti. Stiamo vendendo ai ragazzi molte merdate! Se ti fermi potremo vendere più merdate'. E io: 'Oh, mi piace vendere merdate alla gente ...'" .

Incalzato dal giornalista sulla possibilità di una reunion degli Oasis, considerando anche le recenti ricomposizioni di Blur e Stone Roses, Noel ha detto: "Bisogna parlare con i singoli individui che si prestano a queste reunion. Sono sicuro che tutti abbiano ragioni valide, non sta a me dirlo. So che è una cosa che è in voga di questi tempi e so per esperienza che l'unico modo per far sì che la gente la smetta di farti domande su queste cazzo di reunion è farle, ma temo che non sarò coinvolto in nessuna cosa di questo tipo. Non mi servono. Non sono interessato a questo tipo di cose".

Sempre su questo argomento Noel ha spiegato: "Se è ancora troppo presto per parlarne? Sì. Dio, ci eravamo divisi da circa sei settimane e la gente già mi domandava: 'Pensi che tornerete insieme?'. E io: 'Non ho fatto un cazzo di disco!'. Cazzo. Mi è costato mezzo milione di fottuti dollari uscire da quella band e quando la gente mi chiedeva 'Quando tornerete in tour?' io facevo 'Ma che cazzo?'. Se mi stanco di rispondere sempre a domande su Liam e sulla reunion? Sì, ma è una cosa come tante. Non mi importa. La cosa della reunion è un po' un dito nel culo. Fai tipo: 'Per favore, cazzo'. Che altro vogliono sapere le persone su di te? Non lo so. Non mi importa. Fammi una domanda. Non dico bugie".


Poi una stoccata alla band del fratello: "Non so se qualora avessi pubblicato il mio disco prima dei Beady Eye la sete di reunion degli Oasis sarebbe stata minore. Il fatto dei Beady Eye è che il loro cantante non rende loro un grande servizio. Va dicendo in giro che alla fine saranno più grandi degli Oasis. Io penso: "Ma per favore ...". Ma penso che abbiano ricevuto molti attacchi immeritati, davvero. È solo il loro primo album. Penso che abbiano in cantiere un grandissimo album. Ne hanno bisogno. Cazzo se ne hanno bisogno, di sicuro!"

Possibile che Liam e Noel trascorrano il Natale insieme per far felice mamma Peggy? Da cattolica praticante, la signora incoraggia l'uno a perdonare l'altro?

Noel è perplesso: "Sono sicuro che se lo facessimo lei sarebbe entusiasta, ma devo ammettere che come essere umano ho una vera debolezza: trovo molto difficile perdonare le persone. Lo accetto, ma quello è l'unico difetto che mi impedisce di essere l'essere umano superiore a tutti gli altri. È qualcosa con cui devo convivere. Lo trovo molto difficile. In particolare se sono stato querelato. Non perdono. Se serbo rancore? Oh, sì, cazzo, altroché. Oh sì. Ho dei rancori che risalgono agli anni '80. No, non li condivido con voi. Chi deve sapere sa".

Noel ha confermato che il secondo disco, frutto della collaborazione con il duo elettronico Amorphous Androgynous non sarà più pubblicato.

"Il secondo album (quello di remix con gli Amorphous Androgynous, ma guai a chiamarlo album di remix, Noel dice che erano "canzoni rifatte ex novo", ndr) non è andato in porto. Mi è costata una fortuna. Ho fatto un film sul tour che mi è costato una fortuna, neanche questo è andato in porto. Ma detto questo ne sono uscito solo con dei benefici. Mia moglie è eccitata, ha una cucina nuova. I miei figli sono eccitati, vanno a scuola senza dover passare attraverso i  metal detector. Il mio gatto ... è eccitato. Significa che ben presto verrà gettato nel canale. Come si chiama? Boots (Stivali, ndr). Non chiedetemi perché Il nome gliel'ha dato un bambino di 4 anni. Io l'avrei chiamato Mr. Whiskers. Ma va bene così. Che ne so?".

"Non penso che il disco uscirà", chiarisce. "Mi piacciono le canzoni, forse le registrerò di nuovo, ma il momento credo sia passato. Sai cosa intendo? Quando fai i dischi c'è un lasso temporale trascorso il  quale il momento è passato. Sono già più avanti rispetto a quella cosa degli Amorphous Androgynous, ho scritto un po' di nuove canzoni, temo - purtroppo - che il successo di questo album abbia ucciso quell'altro. Non avevo in programma di stare in tour per 15 mesi".

"Cos'è che non mi piace del disco? Non contiene canzoni convenzionali in stile verso-ritornello-verso-ritornello. Sono un po' insolite. Le mie canzoni di solito non si basano sul mixing. Sono composte tutte con la chitarra acustica. Questo, invece, era un disco che si basava al 100% sul mixing, perché non erano per così dire canzoni, ma dei groove e non contenevano molti accordi. E i mix non andavano bene, cazzo. E purtroppo non avevo tempo per tornare in studio e remixarlo. E ora sono scoglionato, sono stato on the road per 15 mesi, sono scoglionato. Se in futuro riprenderò questo progetto abbandonato? Chi lo sa? Forse sì".

"Quando si tratta della mia musica, sono un maniaco del controllo, quindi non lo farò mixare a nessun altro. Ho bisogno di una vacanza. Improvvisamente ho iniziato ad avere l'aspetto di Keith Richards. Questo non va bene. Se è più vecchio di me? Ha cento anni più di me!".

Infine un commento sul ritorno nel continente nordamericano in veste solista.

"Non mi interessa più avere una hit in America. Non credo che sia una cosa che mi impedirà di venire a suonare e pubblicare dischi qui. Ho un amore per gli USA. Non prendo il volo attraverso l'Oceano Atlantico desiderando di stare nella top 100 del cazzo, capisci? So solo che quando vengo qui si presenta molta gente a vedermi, gente che sembra apprezzare quello che faccio, quindi quando si tratterà di tornare qui verrò nuovamente. Ho imparato ad apprezzare l'America. Quando avevo una ventina d'anni la odiavo fottutamente. C'erano tante regole ridicole. Ma più invecchio, più me ne innamoro. Mi piace venire qui ora, è un posto fantastico, ti siedi sul tour bus e fissi fuori dal cazzo di finestrino e pensi: 'Porca troia. Potrebbero venire un sacco di persone in più qui. Perché il resto del mondo è così sovraffollato? In America non vive nessuno! Siamo tutti ammassati l'uno sull'altro a Londra. Che cazzo?"

Come andrà il tour in America (iniziato martedì 23 ottobre, ndr)?

"Farò molto bene. Avrò l'aspetto di Keith Richards, ma farò molto bene, cazzo".



 

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sabato 30 luglio 2011

Intervista tradotta a Noel Gallagher: "Passato alle spalle. Questi non sono gli Oasis" (da Mojo di settembre 2011)

Ecco in esclusiva l'intervista a Noel Gallagher pubblicata su Mojo in edicola a settembre 2011 e tradotta in italiano. Noel indica anche i suoi dieci libri preferiti, motivando le scelte.

Clicca qui per leggere l'intervista a Noel Gallagher pubblicata sul numero di NME in edicola dal 20 luglio.

Clicca per ingrandire.



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