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sabato 21 ottobre 2017

Noel Gallagher: "Reunion? Io sono un'aquila, Liam un piccione comune. Non c'è nulla da imparare"

Intervistato in Colombia da Alejandro Marín (audio alla fine del post), Noel Gallagher ha risposto all'ennesima domanda sulla reunion degli Oasis definendosi "un'aquila" e paragonando Liam ad un "piccione comune".

È il nono e ultimo dei nostri post sull'intervista che il 7 ottobre a Bogotà Noel Gallagher ha rilasciato ad Alejandro Marín per Bilingual podcast, programma di The Music Pimp, sito colombiano. L'audio della chiacchierata è disponibile alla fine di questo post (PARTE 1 qui, PARTE 2 qui, PARTE 3 qui, PARTE 4 qui, PARTE 5 qui, PARTE 6 qui, PARTE 7 qui, PARTE 8 qui).


PARTE 8  

SULLA REUNION DEGLI OASIS

"Se tornerò con Liam? No, è finita", ha esordito Noel. "Per soldi? Non ho bisogno di milioni di dollari. Lascia che te lo spieghi. Sei sposato? Sì? OK. Mettiamo che tu faccia una cazzo di litigata epica e che la tua relazione finisca e che uno di voi due impazzisca leggermente e che si comporti in pubblico come un idiota. Andresti di nuovo in vacanza con quella persona? No. Ecco qua, hai risposto. E in un mondo di gente comune che prova a librarsi come un'aquila io non posso stare in compagnia di piccioni comuni. Non c'è nulla da imparare". 

"Sono sicuro al fottuto 100% di sapere tutto ciò che mi occorre sapere degli Oasis. Non devo saperne più nulla. Non devo imparare nulla. Ho amato suonare quelle canzoni. Sai perché ho amato suonarle? Perché le ho scritte tutte io, cazzo! Non c'era nessuno lì nella stanza quando decidevo io la direzione che avrebbe preso la band. Nessuno. Quindi ho amato suonare quelle canzoni e per me significano tanto, parlano della mia giovinezza. E a volte, come quando suono Half The World Away, mi riportano all'epoca in cui le cantavo nel mio monolocale di Manchester quando le scrivevo. E penso: 'Wow, sei in uno stadio con 70.000 persone che la cantano. Cazzo, che pezzo musicale senza tempo ho inventato!' E questo mi basta. Non voglio rivivere la cosa, non c'è nulla da imparare. Questa cosa è migliore".

Ascolta qui sotto (verso la fine dell'intervista).

LEGGI ANCHE: Noel Gallagher: "Liam è una rock star, io no". E lui: "Ha ragione"


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Noel Gallagher: "Il tour con gli U2? Pranzi da sei ore con il DJ. Bono è un animale da festa"

Ottavo dei nostri post sull'intervista che il 7 ottobre a Bogotà Noel Gallagher ha rilasciato ad Alejandro Marín per Bilingual podcast, programma di The Music Pimp, sito colombiano. L'audio della chiacchierata è disponibile alla fine di questo post (PARTE 1 qui, PARTE 2 qui, PARTE 3 qui, PARTE 4 qui, PARTE 5 qui, PARTE 6 qui, PARTE 7 qui).

PARTE 8

IL TOUR CON GLI U2

Noel con gli U2 a Bogotà (@matthewfreud via @noelthegoodrebelofficial)
"Il tour con gli U2? Eccezionale, cazzo! Voi ve lo immaginate in un modo? È così, così bello. Molto spassoso".

"L'altro giorno siamo andati a pranzo ed è durato sei ore, abbiamo bevuto tequila e c'era un DJ a pranzo, cazzo! Sono sempre in questo leggero stato di post-sbronza semicosciente, perché ci sono molti irlandesi in tour con noi e onestamente è una cosa tremenda. Non c'è mai un momento in cui ti annoi, mettiamola così. C'è sempre qualcuno che telefona e fa: 'Dove sei? Che fai? Andiamo in questo e quest'altro posto'.

"E ci va la loro crew. Ci va Bono, che è un animale da festa. La gente che è attorno a loro è gente seria, cazzo, amico. Come si fa a reggere? È un trucco magico. È incredibile ed è quello che facciamo".


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venerdì 20 ottobre 2017

Noel Gallagher: "Io, Paul Weller e Johnny Marr siamo gli ultimi di una razza morente"

Quinto dei nostri post sull'intervista che il 7 ottobre a Bogotà Noel Gallagher ha rilasciato ad Alejandro Marín per Bilingual podcast, programma di The Music Pimp, sito colombiano. L'audio della chiacchierata è disponibile alla fine di questo post (PARTE 1 qui, PARTE 2 qui, PARTE 3 qui, PARTE 4 qui).

In questa parte dell'intervista Noel parla dell'amicizia con Paul Weller e di come è nata l'idea di coinvolgerlo per il nuovo disco e della collaborazione con i Chemical Brothers negli anni '90. Poi dice: "Io, Paul e Johnny Marr siamo gli ultimi di una razza morente".

PARTE 5

SULLE COLLABORAZIONI E SU PAUL WELLER

"Cosa penso della musica elettronica come quella dei Chemical Brothers (famosa la collaborazione per il brano Setting Sun del 1997, ndr)? Non esco fuori dalla mia strada per lavorare con altre persone, ma nel caso dei Chemical Brothers mi chiesero loro di collaborare alla scrittura e risposi: 'Sì, cazzo!'. Spesso pensavo che me l'avrebbero chiesto più persone, ma non me lo chiede mai nessuno, il che va bene: non me ne frega un cazzo in realtà. Di solito lavoro con amici: Paul Weller, Johnny Marr, Goldie, Chemical Brothers, Gorillaz. Non è qualcosa che vado a cercare, ma è bello farlo, perché è bello vedere altre persone in studio e come lavorano. Puoi vedere se puoi imparare qualcosa".

"Paul Weller suona per il mio primo singolo di questo album. Se è il mio eroe? È mio vicino di casa da nove anni. Viveva dall'altra parte della strada, lo vedevo in cucina. Ora si è trasferito dietro l'angolo. Siamo amici. Era un eroe quando io ero ragazzo, sul muro avevo i suoi poster, ma ora quella cosa l'abbiamo lasciata alle spalle. È ancora un gran cazzo di tipo, è una persona di cui si desidera il rispetto e la cui considerazione. È stato il primo a sentire questo mio disco e il primo al telefono a dirmi: 'Cazzo, Holy Mountain!'. Mi ha chiamato e mi ha chiesto: 'L'hai finito?'. E io: 'No, ci stiamo lavorando un po' su'. Mi ha fatto: 'Per favore, fammi collaborare'. E io: 'Avanti!'. Suona un po' di organo nel secondo verso e nel finale. È un gran tipo: io, lui e Johnny Marr siamo gli ultimi di una razza morente, gli ultimi che ancora si scrivono le cazzo di canzoni da soli, quelli che vengono da grandi band fondamentali. Jam, Smiths e Oasis. E lo fanno ancora".



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Noel Gallagher: "Odio chi spiega le proprie canzoni. Sono una macchina: compongo sempre e ho materiale per due album"

Ecco il quarto dei nostri post sull'intervista che il 7 ottobre a Bogotà Noel Gallagher ha rilasciato ad Alejandro Marín per Bilingual podcast, programma di The Music Pimp, sito colombiano. L'audio della chiacchierata è disponibile alla fine di questo post. (PARTE 1 qui, PARTE 2 qui, PARTE 3 qui).

In questa parte dell'intervista Noel parla del ruolo che la moglie Sara esercita nel processo di composizione delle sue canzoni e di come odi gli artisti che spiegano di cosa parlino i loro brani.

Noel e Sara a New York nel giugno 2015 (fameflynet.uk.com)

PARTE 4

SULL'INFLUENZA DI SUA MOGLIE SULLE CANZONI


Noel in Cile giorni fa (@cesar_m_roldan | Instagram)
Noel: "In che modo mia moglie influenza le mie canzoni? Magari quando scrivo una canzone lei mi suggerisce qualcosa che riguardi una ragazza o che sia in qualche modo romantico. Penso che siano queste le sensazioni che traggo da mia moglie, ma non mettiamola in questi termini. Le mie canzoni non parlano di Sara, ma dei sentimenti che provo per Sara".

"Chi è l'uomo del fiume di cui parla la mia canzone Riverman? Non lo so. Non mi piace parlare del significato delle mie canzoini, perché le rovina all'ascoltatore. Quando leggo interviste a gente che è rapidissima nel dirti esattamente di cosa parla la loro musica, non mi piace. Faccio: 'Non mi interessa. Pensavo che la canzone riguardasse me e tu mi stai dicendo che riguarda il tuo cane? Che cazzo?'. Quindi in questa cosa tendo a non farmi coinvolgere. Non c'è bisogno di dire che se nella canzone è coinvolta una donna come quella bellezza laggiù (indica la moglie, ndr) ..."

"Se Sara viene con me in tour? Verrà con me in tour la prossima settimana, perché sarà il suo compleanno. E verrà a festeggiarlo a San Paolo perché non è mai stata in Brasile. Bono è molto entusiasta di organizzarle una festa e ce la spasseremo. È venuta in tour in Europa, ma i tour non sono posti per mogli e figli, perché in quello che faccio io si va molto in giro e loro fanno il caos in una stanza".

"Se è difficile sederti e fare: 'OK, facciamo l'album numero tre'? No. Potrei sedermi qui e dirti onestamente ... È stato frustrante per un anno e mezzo, perché sentivo che non stesse andando da nessuna parte. E poi, una volta che ho cominciato a scrivere le canzoni, è stata una cosa molto rapida. La cosa, però, non è un problema: scrivo così tante canzoni che ... Se questo album lo stracciassi stasera e dicessi: 'Non lo pubblico più' per un cazzo di motivo bizzarro, ho due canzoni che riempirebbero due album, scritte quest'anno. Tutto ciò che dovrei fare è dar loro forma. Quindi sono una cazzo di macchina, sono come Terminator. Questo disco non sarà il mio ultimo disco. Tornerò e farò qualcosa di completamente diverso la prossima volta, per cui non so cosa farò dopo questo. È questo che mi piace fare".


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Noel Gallagher: "La buona musica? Non dove fa caldo: gli italiani vanno in scooter, a Manchester piove e sono a casa a suonare"

Ecco il terzo dei nostri post sull'intervista che il 7 ottobre a Bogotà Noel Gallagher ha rilasciato ad Alejandro Marín per Bilingual podcast, programma di The Music Pimp, sito colombiano. L'audio della chiacchierata è disponibile alla fine di questo post. (PARTE 1 qui, PARTE 2 qui).

In questa parte dell'intervista Noel parla di Manchester e fa un paragone tra zone piovose, dove a suo dire la gente rimane in casa a suonare strumenti musicali, e paesi come l'Italia, dove fa caldo e quindi non si crea, a suo dire, buona musica, perché "gli italiani sono troppo occupati a rincorrere le ragazze con gli scooter".

PARTE 3

SU MANCHESTER

Noel a Buenos Aires 13.10.2017 @romi.garibaldi | Instagram
"Perché Manchester ha un grande impatto sul mondo da oltre 50 anni? A Manchester non vivo da molto tempo, quindi non vorrei raccontarti stronzate su cosa ora bolle in pentola lì, ma posso dirti cosa avveniva quando io ero ragazzo. Era ... è un gran bel posto dove vivere perché se eri interessato alla musica era un posto molto piccolo, c'era una piccola scena e a quanto pare quando ero ragazzo io le band erano tutte dannatamente incredibili. E io ebbi modo di andare a vederle prima che diventassero famose a livello mondiale. E ci sono molti bar, l'Haçienda ... DJ fantastici e c'è un grande campus per studenti. C'è una gran bella atmosfera".

"Lì piove molto, quindi trascorri molto tempo dentro casa. ora: cosa fai dentro casa? Se sei curioso impari a suonare uno strumento musicale, perché non puoi .... I paesi caldi non hanno la tendenza a produrre musica tanto bella, perché tutti sono in giro con i pantaloncini corti. Prendi gli italiani, per esempio. Sono troppo occupati a rincorrere le ragazze con gli scooter, no? Perché imparare a suonare la chitarra? Devi stare dentro casa per fare quello. A Manchester trascorri molto tempo dentro casa".

"A Manchester ci sono band come i Courteeners, i Blossoms. Quando ci torno me la spasso. Ho modo di vedere le partite della mia cazzo di squadra, la più grande squadra del mondo, e uscire. I miei figli, però, sono a Londra, e questo significa che per lo più io sono a Londra".

Rimani sintonizzato per le altre parti della chiacchierata. 


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Noel Gallagher contro la musica di oggi: "È tutta uguale, nessuno si scrive le canzoni. L'influenza americana è orribile"

Continuiamo i nostri post sull'intervista che il 7 ottobre a Bogotà Noel Gallagher ha rilasciato ad Alejandro Marín per Bilingual podcast, programma di The Music Pimp, sito colombiano. L'audio della chiacchierata è disponibile alla fine di questo post. (PARTE 1 qui)

PARTE 2

SUL MONDO DELLA MUSICA NEL FUTURO E OGGI

Noel: "Dove andremo a finire con l'industria musicale? Non lo so. Penso che entro la fine di questo decennio la gente non comprerà più i dischi. Penso che molto sarà in streaming. Non sono sicuro che la gente pagherà per la musica, ma io provo a tenermi fuori dall'industria musicale. Non ne sono coinvolto, onestamente non mi fotte un cazzo di ciò che succede lì. Non sono sotto contratto con nessuna casa discografica, non ho contratti discografici in corso. Quindi faccio la cosa mia, in un modo leggermente rischioso e pop art, dove poi tiro fuori roba così ed è incredibile".  

Noel a San Paolo del Brasile il 19 ottobre
"Se mi sento privilegiato ora? No, perché negli Oasis ho sgobbato, cazzo, per arrivare a questo punto. Quando ho lasciato gli Oasis mi sono seduto a pensare cosa volessi fare. Il pensiero di andare a cercarmi un contratto discografico su di me non faceva colpo per niente. Pensavo di avere abbastanza denaro per guidare una mia etichetta discografica. Così ho pensato: 'Che cazzo sto fac..?'. So che ora sono sempre sotto la Universal, perché l'hanno rilevata da me, ma non avrei firmato un contratto discografico con loro, senza offesa".

"Non è una cosa adatta a me. Poi devi avere a che fare con idioti che vogliono sapere che cazzo fai. Se avessi pubblicato quel disco con un'etichetta major sai cosa avrebbero fatto? Me l'avrebbero restituito e mi avrebbero chiesto: 'Non puoi scrivere qualcosa di simile a Wonderwall o Don't Look Back in Anger?'. Forse ho un po' esagerato, ma le case discografiche sono solo una banca in realtà: ci vai per prendere in prestito dei soldi. E neanche allora detieni i diritti delle tue canzoni, quindi che cazzo? Chi cazzo te la fa fare?".

"È nostalgia o musica pop senza senso, con quella cazzo di orribile influenza americana. C'è un motivo se tutta la musica pop suona tutta uguale: è scritta tutta dagli stessi sei cazzo di tizi, perché nessuno si scrive le canzoni da solo ormai. Non è rimasta letteralmente neanche una persona come me nel mondo della musica. Tutti collaborano con altri alla scrittura di canzoni. È una disgrazia, cazzo. Quindi non hai modo di conoscere l'artista di cui sei appassionato. Non capisci quali siano i suoi pensieri, perché - cazzo! - cantano i testi di qualcun altro. Artisti così non fanno per me".

"L'album sta morendo con lo streaming? Penso che per gente come me non accadrà, perché io sono considerato un artista da album, quindi è diverso. Justin Bieber? La gente è interessata ai suoi cazzo di album o ai suoi singoli? È interessata ai singoli. Quindi è una mentalità diversa: quando la gente guarda quella bellissima persona lì (Noel, ndr) pensa: 'Mi piacciono i suoi album', quando guarda Justin Bieber invece ... Comunque penso che non smetterò di fare dischi. O forse sì. Non lo so".

Rimani sintonizzato per le altre parti della chiacchierata. 



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Audio - Noel Gallagher sul nuovo disco: "David Holmes mi ha chiesto di discostarmi dagli Oasis"

In Sudamerica per il tour con gli U2, Noel Gallagher è stato intervistato il 7 ottobre a Bogotà da Alejandro Marín per Bilingual podcast, programma di The Music Pimp, sito colombiano. L'audio della chiacchierata è disponibile alla fine di questo post.

Vediamo cosa ha detto Noel. Lo faremo in vari post.

PARTE 1

SUL SUDAMERICA

"Si gela, cazzo", ha esordito Noel. "Il fascino del Sudamerica è minimo, cazzo, quando è freddo. Avete bisogno del sole, amico. Gente con i pantaloncini e roba simile".

"In Messico è stato fantastico. L'atmosfera era strana perché c'era da poco stato il terremoto, però è sempre fantastico andarci, è uno dei posti preferiti quando si tratta di suonare".

SUL NUOVO DISCO

"Ci sono voluti tre anni o quasi. È stato registrato per lo più a Belfast e a Londra. È prodotto da David Holmes. Chi è? Un genio. Penso sia più famoso per le colonne sonore dei film. È un DJ e la sua roba è incredibile, cazzo".

"Dico che è il miglior disco che io abbia mai fatto, di sicuro il mio preferito. Quello che ho messo su più volte, quello che suona meglio. È stato scritto da zero in studio, nessuna canzone è stata scritta prima che ci entrassi. È piuttosto originale, amico".

"Come faccio a identificare la qualità peculiare di questo disco? Forse proprio perché l'ho creato dal nulla, quindi il primo giorno in studio non avevo canzoni, non avevo idee, non avevo un bel nulla. E le canzoni sono nate da conversazioni, idee, dal 'proviamo questo, facciamo quello' ...".

Noel intervistato da Danilo Gentili in Brasile
"Quindi di solito mi ne stavo seduto a casa per uno o due anni a scrivere canzoni. Poi andavo in studio, ne sceglievo dieci, dodici o quante fossero e facevo il disco. E vedevo cosa sarebbe successo".

"Per questo disco ho suonato strumenti che non sapevo proprio di essere in grado di suonare. Ho creato che melodie che non avrei ... Quello che la gente ascolterà nel disco non è ciò per cui sono conosciuto. Per esempio penso che non ci sia alcuna chitarra acustica, per niente.

"Perché? Non lo so. È stato David. Ogni volta che facevo qualcosa lui mi fermava e mi diceva: 'Suoni come gli Oasis'. E io: 'Wow, così bene?'. E lui: 'Mmm ... No, prova qualcosa di diverso'. E poi cazzeggiavo per un'altra mezz'ora e mi diceva: 'Ora inizi a suonare come gli High Flying Birds'. E io: 'Wow, ugualmente buono, no?'. E lui: 'Sì, ma hai fatto già tutte quelle cose, sei il migliore in quelle cose, sei il migliore al mondo nel fare quelle cose. Prova qualcosa di diverso'. Quindi si è trattato di quello. Scrivere canzoni alla tastiera, per esempio, scrivere una canzone al mellotron. Scrivere una canzone attorno a quel minuscolo riff di chitarra che dura dieci cazzo di decimi di secondo. Costruire tutto attorno a quello. Lasciarsi andare e seguire il proprio istinto, musicalmente e dal punto di vista del testo".

Noel all'uscita da un ristorante di San Paolo giorni fa
"Sento di essere ad un picco creativo e penso che tutto ciò che riguardi questo disco sia ... La copertina è incredibile. Sai chi cazzo è questa donna in copertina? Mia moglie. Da quanti anni siamo insieme? Da 18 anni. Lei dice 17, ma io penso siano 18. Tu le hai detto 17 e lei ti ha detto 16? Perché toglie sempre un anno? Per farci sentire meglio? Comunque sta per scoccare il 18° anno e la sensazione è che siano 5 gli anni".

"Abbiamo preso una foto da un giornale, il National Geographic Magazine, degli anni '50. Sulla foto c'era una donna a L'Avana, a Cuba. Non siamo riusciti a schiarire l'immagine e ormai mancavano due giorni prima della consegna. Ero seduto al tavolo della mia cucina e ho ricevuto una telefonata che mi ha detto: 'Non possiamo usare la foto'. E io: 'Cazzo, che facciamo? '. Mi hanno detto: 'Non ne ho idea. Dobbiamo ristampare la foto'. Come facciamo a trovare una foto così bella come quella di una cazzo di donna degli anni '50 a L'Avana?'. E ho detto: 'Aspetta un attimo. Qui seduta al tavolo della cucina c'è mia moglie'. Le ho chiesto: 'Cos'hai da fare domani?'. E lei: 'Niente. Perché?'. 'Ti piacerebbe essere in copertina sul disco?'. A lei è piaciuto tanto e ha risposto: 'Posso tenere questi vestiti? Se sì, lo faccio'. E io: 'Sarebbe ora che contribuissi, cazzo, a questa cazzo di relazione!' ...".

"L'abbiamo scattata in un seminterrato a Wimpole Street, a Londra. Non è stato per nulla affascinante, lascia che te lo dica. Era un cazzo di pomeriggio piovoso di un martedì. Non ci è voluto molto, forse un paio d'ore. Il tizio che ha fatto la copertina è il mio postino. Sì, non è neanche un artista professionista".

Noel in Argentina giorni fa
"Lui è arrivato a lavorare per il mio disco perché io credo nelle persone. Avevo visto la sua roba e gli ho chiesto : 'Vuoi fare la copertina del mio album?'. E lui: 'Oh, non lo so'. E io: 'Amico, sei un cazzo di genio!'. È veramente un genio. Abbiamo sviluppato quest'idea ed è migliorata sempre più e mi consegnava le varie bozze. Ogni volta che mi consegnava qualcosa pensavo: 'Cazzo, è la copertina più bella di tutti i tempi!'. E due settimane dopo mi fa: 'Che ne pensi di questa?'. E io gli ho detto: 'È la copertina più bella di tutti i tempi!'. Tutte le copertine dei singoli e dell'album sono incredibili, cazzo".

"E questo tizio si chiama Gareth Halliday e ora ha un sito. Dovreste tutti andare lì a vedere le sue opere d'arte. È un gran cazzo di tipo, amico".

"Influenze hip hop sul disco? Sì, sulla prima traccia c'è un pochino di Kanye West. Perché Kanye? Perché è capitato che ci trovassimo lì in studio il giorno in cui lui ha pubblicato Fade. Parlavamo di Kanye e ascoltavamo Fade e poi mi è sempre piaciuto quel pezzo, The Power. Lo ascoltavamo in studio e David ha detto: 'Dovresti scrivere un pezzo così, sarebbe facile'. E io: 'Porca troia, non lo so'. Abbiamo cominciato ed eccola qui, è la prima traccia del disco".

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