Visualizzazione post con etichetta giornali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giornali. Mostra tutti i post

mercoledì 28 febbraio 2024

Leggi Liam Gallagher sul Corriere della Sera: "Io e Squire, con orgoglio rock. Noel ha deciso di non fare più la rock star"



PARIGI
 - Se Liam Gallagher è diventato ed è ancora una Rock’n’Roll Star, come cantava quasi trent’anni fa nella prima canzone del primo album degli Oasis, è in virtù di una rivelazione, un’apparizione, l’aver visto in concerto la persona che gli siede accanto adesso, nell’hotel parigino. «Avevo 16 anni e sono andato a un concerto degli Stone Roses — racconta Liam —. Era la prima volta che li vedevo ed è stato il massimo. John (Squire, ndr) era il loro chitarrista, il migliore. Ho sentito che avevo trovato il mio posto nel mondo e chi era intorno a me provava la stessa cosa, non ero solo io, capisci cosa intendo? È stato uno choc per tutti noi del pubblico, fantastico. Per quanto mi riguarda, quella sera ho capito che dovevo anche io fare parte di una band e che la musica sarebbe stata la mia vita». Oggi Liam Gallagher e John Squire dopo la fine degli Oasis e degli Stone Roses pubblicano un album che è esattamente quello che ci si potrebbe aspettare dalla migliore voce e dalla migliore chitarra del rock inglese degli ultimi anni. I singoli Just Another Rainbow e Mars To Liverpool sono già in testa alle classifiche, il Brit-pop colpisce ancora con una sorta di supergruppo.

«Ma non mi è mai piaciuta la definizione Brit-pop per la musica degli Oasis e per questa — dice Liam —. Brit-pop va bene per Blur, Elastica, Menswear, non per noi, che eravamo più classici, più rivolti alla tradizione dei Beatles, Kinks, Faces, The Who». Anche John Squire rivendica radici che sono più rock che pop: «Da quando ho cominciato a suonare la chitarra, attraverso Jimi Hendrix mi sono appassionato ai grandi chitarristi di blues rock inglese, Jeff Beck, Jimmy Page, Eric Clapton, ho sempre amato gli Stones. Li ho ascoltati così tanto che viene fuori dal modo in cui suono». Per esempio in pezzi come I’m a Wheel o You’re Not The Only One, omaggi al rock psichedelico degli anni 60 e 70 più che al brit-pop di inizio 90.

Liam e John sembrano fatti l’uno per l’altro, da un punto di vista musicale e non solo. Sarà l’età (51 e 61), saranno gli eccessi nei gruppi passati, ma oggi sono due rockstar gentiluomini e tra un fucking e l’altro Liam quasi si scusa di trovare l’album favoloso: «Direte che sono il solito arrogante ma non mi sorprende che l’album stia andando bene, perché non bisogna essere scienziati spaziali per capire certe cose. Abbiamo dei gran pezzi, John suona alla grande, io canto bene, il basso (del produttore Greg Kurstin, ndr) è eccezionale, la batteria (di Joey Waronker, ndr) pure. Non sono io a essere arrogante, è proprio l’album che è venuto bene». John dice di avere mandato i primi demo «con la chitarra fuori tempo» a Liam e di averli ricevuti indietro con la voce sopra, «lì mi sono convinto che dovevamo andare avanti, perché anche su quelle registrazioni di fortuna la voce di Liam sulle mie canzoni era perfetta».

La collaborazione potrebbe continuare perché «la gente continua ad amare la musica vera, suonata e cantata davvero, anche se YouTube è pieno di fake fatti con l’intelligenza artificiale. Ma è come guardare una partita vera allo stadio, o giocare a Fifa sulla playstation», dice Liam. Per John «è una questione di respiro. Nella voce vera c’è qualcosa che si connette con l’ascoltatore a un altro livello».

La storia degli Oasis è ferma a quel 28 agosto 2009, quando l’ennesima lite tra Liam e il fratello Noel fece saltare il concerto qui a Parigi, e la band. Da allora le possibilità di una reunion sono un tormentone. Ultime puntate: «Chiami lui», «no chiami lui», «sì, bevevo, e anche lui, ma a un certo punto Noel si è trasformato in Ronan Keating (l’ex cantante perfettino dei Boyzone, ndr) e ha deciso che la vita da rockstar non andava più bene», «e tutto per andare in tour adesso con il cantante dei Kasabian, Tom Meighan» (accusato nel 2020 di avere aggredito la fidanzata). Qui a Parigi, la città della fine degli Oasis, inevitabile rifare il punto. Reunion? «No». Neanche in agosto per i trent’anni di Definitely Maybe? «No, niente da fare purtroppo». Si va avanti, c’è il tour con John Squire. «Andremo a Milano — dice Liam —, uno dei posti che mi piacciono di più perché i fan sono pazzi. Forse anche in America, ma io adoro suonare in Italia, Francia, Irlanda, Gran Bretagna. Mi piace la vecchia Europa».

Stefano Montefiori
(Corriere della Sera, 28 febbraio 2024, pag. 38)

Clicca qui per leggere l'articolo dalla pagina in alta definizione

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

mercoledì 8 novembre 2023

Noel Gallagher al Corriere della Sera: "Senza le canzoni degli Oasis Liam non riempirebbe manco un posto da 30 persone. Auguri a lui, ma io guardo avanti"


Visto che di reunion non se ne parla, le strade dei fratelli Gallagher sono sempre più divergenti. Liam, il frontman, ha annunciato un tour solista per celebrare i 30 anni di quel capolavoro che fu «Definitely Maybe». Dopo quella serata parigina del 2009 in cui volarono chitarre e si ruppero famiglia e band, Noel ha cercato una sua strada che, almeno nei suoni e nella ricerca, ha provato ad allontanarsi dal passato comune.

Noel, lei sarà questa sera al Forum di Assago per uno show dove protagonista è la sua musica più di quella del passato. Tocca a suo fratello incarnare l’eredità della band?

«Non credo sia proprio così in termini di eredità. Però sì, io ho pubblicato un album pazzesco e a dire la verità, se Liam non suonasse le canzoni degli Oasis non riuscirebbe a riempire nemmeno un posto da 30 persone. Quindi gli faccio gli auguri senza alcun problema: però io sono un artista che va avanti seguendo il proprio passo e scrivendo canzoni che sono tanto buone quanto quelle che ho scritto per gli Oasis».

Quelle dell’ultimo «Council Skies» sono dark e malinconiche... una cosa che uno non si aspetta da Noel Gallagher...

«Ho scritto un sacco in lockdown, e ho via materiale per altri due dischi: siccome è stato un momento abbastanza cupo probabilmente è un riflesso di quello. E forse conta anche il fatto che non stavo attraversando un momento personalmente felice. Nei concerti però questo elemento non si sente: sono sempre una grande festa».

Nella title track lei canta di una stella cadente da catturare per brindare a giornate migliori... Lei le ha vissute: quale è stata la stella cadente?

«Quella della stella è un’analogia per indicare la cattura di un sogno ma la frase si riferisce ai giorni migliori che devono ancora venire e non a quelli del passato. Non mi piace vivere nel passato».

Guardiamo al futuro allora. La preoccupa l’idea che quando lei non ci sarà più qualcuno possa aprire i suoi cassetti e i suoi archivi come è accaduto in questi giorni con «Now and Then», l’inedito dei Beatles?

«Non vorrei morire e lasciare tutto in un cassetto, vorrei che anche i brani che ritengo meno buoni uscissero. Anche perché tanti pezzi che ho pubblicato non mi sono piaciuti ma hanno trovato un pubblico che li ha apprezzati».

Gli U2 sono a Las Vegas con uno show tecnologico e spettacolare. La convince questa dimensione kolossal, o la musica rischia di andare in secondo piano?

«Io ho un approccio diverso rispetto a quello degli U2, ma quello è il più grande show sulla Terra. Io non proverei mai fare una cosa simile, ma è quello che loro fanno sempre. Non conta quanto grandi sono i loro spettacoli, hanno un frontman straordinario che è più grande dello show stesso».

Se l’A.I. è il futuro, Tik Tok è il presente. Cosa penserebbe se una sua canzone diventasse virale per merito di un balletto o una challenge adolescenziale?

«Il primo pensiero è: ma mi pagano? Se pagano non me frega nulla anche se la canta una capra...».

Il fatto che una canzone possa essere scritta da un’intelligenza artificiale la preoccupa? Il suo posto di lavoro è a rischio?

«Sparirà il ruolo di cantanti e cantautori di m... E questo non è tanto male. Ma un robot non potrà mai fare quello che faccio io. Non c’è modo che possa scrivere una canzone come “Dead to the World”: non ha la profondità emotiva per trovare quelle parole».

«Definitely Maybe» l’anno prossimo compirà 30 anni. Cosa ricorda di quel momento?

«Quando stavamo registrando quell’album pensare a 30 anni avanti nel futuro sembrava qualcosa di incredibile. Trent’anni prima era il 1964, nel mezzo dei Beatles... Pensare che sia durato così tanto fa impressione».

Lei tifa City, lo scorso giugno aveva detto di volere in finale di Champions l’Inter perché erano «scarsi»...

«In verità, l’Inter ci ha reso la serata molto difficile e sono stati quasi vicini a vincere. No, non lo ripeterei».

Intervista di Andrea Laffranchi

Source: Corriere della Sera

CLICCA QUI PER L'IMMAGINE IN HD

Qui sotto l'articolo su Noel comparso oggi su Leggo




OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

mercoledì 24 giugno 2020

Liam Gallagher, la potenza acustica degli Oasis (Il manifesto)

Questo disco nasce il 23 agosto 1996: alla Royal Festival Hall gli Oasis si esibiscono per MTV Unplugged, ma al centro del palco c’è Noel Gallagher, chitarrista e principale autore delle canzoni, e non il fratello cantante Liam, che assiste dalla balconata. Pare che Liam non fosse in grado di esibirsi a causa degli eccessivi festeggiamenti dopo l’incredibile concerto di Knebworth, dove avevano suonato davanti a 250.000 persone in due serate (e avevano ricevuto richieste di biglietti per dieci volte tanto). Secondo i biografi dei due litigiosi fratelli di Manchester è l’inizio della fine per la band che aveva dominato il Brit-Pop alla metà degli anni ’90. Ventiquattro anni dopo, e con una carriera solista finalmente sui giusti binari, Liam chiude il cerchio con la pubblicazione del suo MTV Unplugged (Warner Records), registrato la scorsa estate a Hull.

SONO DIECI CANZONI, e viene da aggiungere, «solo» dieci. Si parte con Wall of Glass, dall’omonimo album del 2017, e si chiude con una ottima versione di Champagne Supernova, il brano che chiudeva (What’s the story) Morning Glory? In mezzo, una selezione di brani dalla discografia degli Oasis e da quella solista. Tra i primi, merita una segnalazione Stand by Me, che mantiene la stessa freschezza e potenza lirica e sonora del 1997; tra i secondi, una intensissima Once, con tanto di accompagnamento di archi, dall’omonimo album del 2019. C’è anche spazio per Sad Song, pezzo degli Oasis delle origini, che originariamente era cantata dal fratello Noel.

Non c’è la potenza sonora tipica del Brit-Pop fin dalle sue origini, che era stata codificata proprio dai fratelli Gallagher, ma l’approccio acustico mette in evidenza lo stile e la voce di un Liam in gran forma, che sono i veri protagonisti di questa esibizione. È una voce che come poche altre ha definito un periodo della storia della musica, non per la sua estensione, la sua pulizia o la sua tecnica, ma per il suo essere assolutamente unica e personale. Una voce fuori dalle mode, rock’n’roll che lui ama moltissimo, come ha ribadito anche in un’intervista a Rolling Stone qualche anno fa: «Dicono che il rock’n’ roll non se la sta passando bene, sembra che non sia più di moda, capisci? . Il rock’n’roll per me è come la ricetta di uno di quei piatti che ti prepara la mamma. Una cosa che si tramanda da una generazione all’altra e che non morirà mai, perché è buona. Per quanto mi riguarda è l’unica cosa che conta».

UNA VOCE iconica quella dell’ex Oasis, che non ha risentito del tempo passato e che, soprattutto nei pezzi degli Oasis, riporta direttamente al periodo di gloria, ma che anche nei brani scritti dopo lo scioglimento della band rimane una delle più classiche voci rock degli ultimi anni. Una di quelle che non si dimenticano, e che ricordano che forse questo genere musicale ha ancora qualcosa da dire.

Daniele Funaro

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

lunedì 24 febbraio 2020

Rassegna stampa - Liam Gallagher dal vivo a Roma, la star è nuda: un vero schiaffo ai cantanti da talent show

Pubblichiamo il bell'articolo apparso sul Manifesto del 16 febbraio 2020, relativo al concerto romano di Liam Gallagher del giorno prima.

---

Liam che è sempre uguale a se stesso e invece no; che gioca col “personaggio Liam” e lo trascende; che entra sul palco dinoccolandosi, si pianta dinanzi al microfono e resta lì così. Come da sempre, come con gli Oasis. Liam che ieri sera al Palazzo dello Sport (Palalottomatica) di Roma ha disvelato che è inutile agognare una reunion degli Oasis, tanto c’è lui, che in scaletta infila classici della band come “Rock’n’roll star”, con cui apre il concerto, e a seguire – citando a caso – “Columbia”, “Supersonic”, “Morning Glory”, “Live Forever”, “Stand by Me”, “Gas Panic!”, “Acquiesce”, “Roll with it”, “Champagne Supernova”, “Wonderwall”, “Cigarettes & alcohol”. E in mezzo – ma proprio in mezzo – anche i pezzi da solista (dagli album “As You Were” e “Why Me? Why Not.”): “Shockwave”, “The river”, “Wall of glass”, “For what it’s worth”, “Come back to me”, “Once”, “Halo” e “The River”.

L’artista – che stasera suona al Mediolanum Forum di Assago – è arrivato in Italia accompagnato dalla solite turbolenze: la reunion mancata degli Oasis (per colpa di Noel? Per colpa sua? O per scelta tattica di entrambi?), la voce ballerina (giorni fa ad Amburgo ha lasciato il palco dopo quattro pezzi), le faide eterne tra fratelli. Alla fine, però, resta solo il palco, giudice supremo, punto di discrimine tra bene e male. E ieri sera Liam lo dominava circondato da una band fenomenale – gli Oasis se la sognavano così compatta e implacabile – che lo ha messo a suo agio, in grado di autorappresentarsi nella sua forma più vera e intima. Raramente Liam interloquisce – sempre stracarico di splendidi “fucking this” e “fucking that” – con il pubblico, raramente manda baci, raramente invita a “stay safe”, raramente asperge complimenti su chi sta sotto il palco, raramente si mette così in gioco e così tanto.

Saranno i 48 anni, sarà che c’è anche il figlio Gene sul palco (ai bonghi), ma questo è un altro Liam, in cui lo sguardo cupo e velenoso del passato, l’automa rabbioso degli Oasis, lascia spazio a un artista “aperto”, minimale come il palco (semplice, elegante, sempre in penombra, sistemato con un rigore quasi Bauhaus), essenziale come le riprese dello show proiettate alle sue spalle, spinto dall’urgenza di disvelarsi al meglio, senza paracaduti (Noel alla voce e chitarra, ad esempio), consapevole che ogni inciampo può trasformarsi in un abisso. E sul palco si danna, avvolto nel solito parka (stavolta bianco). Cercando di direzionare al meglio – aiutato dalle tre coriste e da un pubblico estasiato – una voce che a volte non lo aiuta, che lo manda fuori tempo, che da sempre tende a sforzare troppo. Ma poco importa, quella voce è una splendida coltellata a una schiera di “bravi” cantanti da talent show, ai tanti fenomeni sanremesi, di oggi e di ieri, tanto impeccabili e “vocalmente educati” quanto vuoti.
Gallagher no, lui arriva sul palco con tutte le sue impennate vocali sgraziate e lascia il segno per come incarna il senso del rock: immaginario e furore. E non a caso sul palco campeggia solo una scritta, “rock’n’roll”, e lui stesso apre il concerto assicurando che “questo è rock’n’roll”. E da lì si parte, è una lotta costante, come quel video iniziale proiettato alle sue spalle in cui – solo, solissimo – incede sulle macerie e tra le tensioni del mondo.

Dimostrando che ormai Liam deve fare i conti solo con Liam, che stasera, come la sera prima e come nei suoi album, si gioca tutto; che questo è anche un concerto degli Oasis, che gli Oasis sono anche suoi, e poco importa che quella scaletta assomigli tanto a una sfida a Noel e alle sue riluttanze nei confronti di una reunion. L’unica cosa che conta è: “perché io? Perché no”.

(Francesco Adinolfi)

Source: Il Manifesto

Qui sotto, invece, trovate l'articolo comparso sull'edizione milanese della Repubblica di domenica 16 febbraio, in occasione dell'arrivo di Liam a Milano per la seconda tappa del tour italiano di questo mese.



Qui sotto la prima pagina di Metro Sound del 16 febbraio, numero speciale dell'edizione milanese del quotidiano gratuito Metro in distribuzione a Milano il giorno del concerto di Liam, con l'ex Oasis in copertina.



Infine ecco l'articolo del Corriere della Sera di lunedì 17 febbraio in cui si parla del concerto romano di Liam.


OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

sabato 21 dicembre 2019

Liam Gallagher racconta: "I miei pomeriggi piovosi ascoltando gli Stone Roses: capii la magia della musica"

Un altro pezzo della nuovissima intervista che Liam ha rilasciato al numero di febbraio 2020 della rivista MOJO.

---

Hai detto che non ti sei interessato di musica fino a quando hai scoperto gli Stone Roses all’età di 16 anni. Ma di sicuro prima di allora avrai sentito delle cose a casa che hanno avuto un impatto su di te.

Be’, mio padre faceva il dj part-time nei bar irlandesi. Quindi aveva un grande sistema di amplificazione e tutti questi dischi. Tornavamo da scuola, guardavamo Grange Hill o aspettavamo Top of the Pops e lui registrava i suoi dischi su nastro. Tu facevi: “Ma c’è Top of the Pops, stronzo!”. Allora lui andava a riprodurre questi nastri nei ritrovi per irlandesi. Noi eravamo lì. Eravamo i suoi roadie, penso. Poi Noel iniziò a suonare la chitarra … In realtà anche il mio babbo aveva una chitarra. Non so se fosse granché, ma penso che fu allora che Noel iniziò a prenderla in mano. Il mio fratello maggiore, Paul, era preso dai Jam e da Beat, Selecter e UB40. Noel era più preso dal punk e io condividevo la stanza con Noel, quindi mi beccavo tutto quello. La roba di Paul sembrava più normale, mentre i Damned e i Pistols, per un 13enne, erano una cosa che ti faceva dire: “Cos’è tutta ‘sta roba spaventosa?”. Arrivarono gli Smiths e pensai: “Questa roba è piuttosto buona, ma è un po’ troppo da studenti”. Poi arrivarono gli Stone Roses ed è stato tutto lì. Avevano un look molto simile a quello dei ragazzi delle nostre parti.

Quindi ti piacevano loro tanto quanto la loro musica?

Totalmente. Ian Brown non era un cantante particolarmente bravo, ma pensai: “Potrei farlo”. Sono stati la mia epifania. Andai a vedere i Roses nell’89 all’International 2 di Manchester e ricordo che tornando a casa dopo il concerto pensavo: “Non lavorerò, mi troverò una band”. La musica dei Roses era tutta movimento.

Il loro senso della melodia ti parlava?

Ogni volta che mettevo su le canzoni dei Roses non era solo roba triste. Era soleggiato, capisci? Anche se venivano da Manchester, era una cosa del tipo: “Come fanno a fare questa musica in questa cazzo di città tetra e piovosa?”. Universi paralleli. Fuori diluvia e i suoni ti portano da qualche altra parte. Cominciai a rendermi conto che la musica era magica. Ancora oggi posso mettere su quel primo album e ricordarmi cosa indossavo, con chi uscivo, quale erba fumavo, con quale punteggio veniva asfaltato il City …

traduzione di oasisnotizie - Source: MOJO, February 2020

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

sabato 26 maggio 2018

Foto: Liam Gallagher e la figlia Molly sul Corriere della Sera del 25 maggio 2018

Sul Corriere della Sera di venerdì 25 maggio 2018 compare un articolo su Liam Gallagher, che dietro le quinte del concerto dei Rolling Stones (che l'ex Oasis ha aperto) al London Stadium (21 maggio) ha riabbracciato la figlia Molly, 20 anni, avuta da Lisa Moorish.

Clicca sulla foto per leggere.

LINK ALLA FOTO ad alta risoluzione -> https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgoX2t7xU5awHRUJYGZZy9MivozcKgn0330ly85XpF9J3jpZJb3unZIExbOgR9QPeMkcjgZlW4n80gQPlOv9S1sFb4rjWxnV8yD8VzusF1Np_er0IIIyDuJ7czMNy3j5eRJfBSX-4DMAMQ/s1600/0001%25283%2529.jpg



OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

domenica 17 settembre 2017

Liam Gallagher: "Rimpianti? Musicali nessuno. I dischi di Noel? Per sentirli serve troppo caffè"

La vera linguaccia del rock è la sua. Liam Gallagher ha presentato ieri a Milano il suo album As You Were, primo come solista dopo Oasis e Beady Eye. «Non cambia nulla. Ho ancora una band e faccio lo stesso tipo di musica di prima». La voglia di band non è però voglia di Oasis, l’icona del britpop messa in piedi col fratello Noel. «Non ci servono soldi. E non ho rimpianti musicali. Al limite ne ho qualcuno per la troppa cocaina e il troppo bere... È stato Noel a rompere il gruppo per il suo ego smisurato e ora vuole incolpare me. Anche mamma ha smesso di provare a rimetterci assieme. È una tosta. Ha 73 anni come Keith Richards che in confronto è una signorina. Lui non ha mai lavorato; lei da sola ci ha tirati su in tre». L’album del fratello? «Ci vogliono troppi caffè. Non ascoltatelo mentre guidate». 

Andrea Laffranchi
Corriere della Sera, 15 settembre 2017

(qui accanto l'estratto dall'edizione cartacea)




OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

lunedì 28 novembre 2011

Sfoglia Noel Gallagher su Il Venerdì di Repubblica

Scansione dell'intervista a Noel Gallagher pubblicata sul settimanale Il Venerdì di Repubblica l'11 novembre 2011. Enjoy.

Nei link qui sopra, sotto la testata del blog, trovate anche gli articoli pubblicati su Rolling Stone e Max.



OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

lunedì 21 novembre 2011

Noel Gallagher: "Voglio che i Beady Eye facciano bene. Non mi importa quella merda"

Nessuna rivalità musicale con i Beady Eye. Lo dice Noel Gallagher nel nuovo numero della rivista Q, che sarà in edicola nel Regno Unito dal 29 novembre. "Voglio che i Beady Eye facciano bene", dice l'ex Oasis.

"Non vorrei che voi giornalisti paragonaste il mio disco a quello degli U2 o dei Coldplay o dei Beady Eye. O di qualcun altro. Quindi non è giusto per me paragonare il mio ai loro. So che volete che io dica che ho ballato sentendo una copia del loro album o che li ho tenuti l'uno in una mano e l'altro nell'altra e li ho fatti battagliare a colpi di canzonature, ma onestamente non me ne fotte un cazzo di questo. Gem e Chris Sharrock sono ancora miei amici, ho molti amici nella loro comitiva. Voglio che facciano bene, non voglio rimanere coinvolto in quella merda".

Noel parla anche della possibile reunion degli Oasis e del disco fatto con gli Amorphous Androgynous. Inoltre svela quale diva del pop potrebbe fare una cover delle sue nuove canzoni.

oasisnotizie - via qthemusic.com


OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

sabato 1 ottobre 2011

Tutti gli articoli su Noel Gallagher sui giornali italiani

Rassegna stampa completa: tutti gli articoli su Noel Gallagher pubblicati sui quotidiani italiani il 27 e il 28 settembre 2011 scansionati per voi.

Clicca per ingrandire.

Vedi anche Noel Gallagher su Rolling Stone Italia e Rolling Stone Spagna





OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

venerdì 19 agosto 2011

Noel Gallagher suona per Paul Weller

Secondo quanto riportato sul numero di ottobre della rivista Q, Noel Gallagher sarà la chitarra di due canzoni di Paul Weller. Si tratta di due canzoni contenute nel prossimo album dell'artista. Dettagli prossimamente.



OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

domenica 14 agosto 2011

Oggi nella storia degli Oasis

Il 14 agosto 1995 veniva pubblicato Roll With It, secondo singolo estratto da (What's the Story) Morning Glory?. Fu una data attesissima dal momento che anche i Blur decisero di pubblicare Country House lo stesso giorno del singolo degli Oasis, per alimentare la Band Battle, la battaglia del Britpop tra le due band del momento.

A lato la copertina del NME uscita il 12 agosto 1995, che parlava di "campionato pesi massimi britannici".

I media avevano, in verità, già iniziato da tempo a parlare di una accesa rivalità tra le due band, alla luce degli svariati attacchi verbali tra i membri dei due gruppi (in particolare quelli di Noel e Liam Gallagher contro Damon Albarn e Alex James).

Alla fine a spuntarla furono i Blur, con 274.000 copie vendute contro le 216.000 di Roll With It. L'entourage degli Oasis giustificò il dato con il minor prezzo di Country House (1,99 sterline contro 3,99) e con il fatto che le due diverse versioni del singolo dei Blur, con diverse b-side, avevano invogliato i fan a comprare entrambi i tipi di copie. All'epoca la Creation Records diede una spiegazione alternativa: il singolo dei Blur aveva venduto ufficialmente più copie perché, a causa di un problema con i codici a barre di Roll With It, non erano state registrate tutte le vendite del singolo degli Oasis.

In seguito, almeno nei numeri, la battaglia fu comunque vinta dalla band dei fratelli Gallagher, dato che il loro successivo album, (What's the Story) Morning Glory?, avrebbe venduto molto di più rispetto a quello dei Blur, The Great Escape.



OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

sabato 30 luglio 2011

Ecco chi sono gli altri High Flying Birds di Noel Gallagher

Ecco chi sono gli altri High Flying Birds, on the road dal prossimo ottobre.

David 'Macca' Donald
Chitarra


Ha fatto trapelare di essersi aggregato agli High Flying Birds a gennaio, durante un'intervista per promuovere l'album di debutto della Sand Band.

Ha suonato la chitarra anche per i Coral, quando Bill Ryder-Jones lasciò la band a metà del tour.

Ha anche suonato per il materiale solista di Richard Ashcroft.

Mikey Rowe
Tastiere

Nella sua recente conferenza stampa Noel ha affermato che Mikey ha suonato per gli Oasis nel tour di Be Here Now e per il concerto acustico di Noel a MTV Unplugged il 23 agosto 1996.

Russell Pritchard
Basso

Ex Zuton. Noel dice: "Mi ha chiamato un pomeriggio e mi ha detto: 'Avete un bassista?'. Russell è stato l'ultimo ad unirsi ai Flying Birds.


Jeremy Stacey
Batteria


Gemello di Paul 'Ragazzostrano' Stacey, storico ingegnere del suono degli Oasis, con cui ha fatto parte della band anni '90 The Lemon Trees insieme a Guy Chambers. Quest'ultimo ha scritto alcune canzoni con Robbie Williams.

thanks to Daniele R.

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

martedì 12 luglio 2011

Noel Gallagher a cuore aperto sul nuovo numero di NME


Noel Gallagher is back!

L'ex Oasis torna ad ottobre con il primo album solista e in un'intervista in esclusiva mondiale parla del suo disco, di Liam e degli Oasis sul nuovo numero del New Musical Express, in edicola questasettimana.
Non è chiaro se in realtà la rivista riporterà spezzoni della nota conferenza stampa della settimana scorsa.

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

martedì 29 marzo 2011

"Adesso chiamateci Beady Eye". Gli Oasis ripartono senza Noel.

LA BAND

Il gruppo rifondato dopo il litigio dei due Gallagher fa tappa a Milano per il tour europeo. Stesse sonorità, ma nessun rimpianto per il passato: "Eravamo forti, ma quella storia è finita". E Liam racconta: "Con mio fratello non ci vediamo più, ma so che non durerà per sempre. Purtroppo".

di Luigi Bolognini

MILANO - Come sono bravi questi Beady Eye, sembrano gli Oasis: stessa musica aperta, positiva e ottimista, ariose schitarrate senza cupezze, nel più puro stile brit pop, il genere con cui band come appunto Oasis, Travis, Coldplay, Verve, Blur hanno segnato un'epoca da metà anni Novanta. Ma se i Beady Eye sembrano gli Oasis è perché sono gli Oasis. Però depurati della scoria radioattiva, ovvero Noel Gallagher, che ha abbandonato il gruppo in un tempestoso pre-concerto a Parigi, nell'agosto 2009. Dopo aver probabilmente festeggiato, i quattro superstiti (il fratello-coltello Liam, Gem Archer alla chitarra, Andy Bell al basso e Chris Sharrock alla batteria) non ci hanno pensato troppo: hanno cambiato nome e continuato a fare musica. Il loro primo disco "Different gear, still speeding" (ovvero, diversa marcia ma sempre veloci) è uscito da poco, ora sono già in giro per l'Europa con un tour che ha toccato Milano nei giorni scorsi e tornerà in Italia il 9 luglio per l'Heineken Jammin' Festival di Venezia.

Partiamo dal nome, che significa?

"Letteralmente 'occhi a spillo', cioè un invito a stare attenti, a guardarsi intorno cauti. In realtà l'abbiamo scelto perché ci piaceva il suono e quando lo abbiamo immaginato su poster e copertine di dischi ci pareva che stesse bene. L'importante era cambiare. Gli Oasis sono stati una gran cosa, ma sono finiti. Non facciamo neanche le loro canzoni ai concerti, solo le nostre".

E i fan come prendono il fatto di non ascoltare "Champagne supernova", "Don't look back in anger" e le altre canzoni che hanno reso celebri gli Oasis?

"Benissimo. Perché le canzoni dei Beady eye sono appena uscite, quindi sono curiosi di ascoltarle dal vivo, per molti sono nuove, quindi le vecchie il pubblico neppure ce le chiede. Gli piacciono molto, a quanto pare, ma quelle del prossimo disco saranno ancora meglio: queste sono ancora molto Oasis, d'altronde molte sono state composte in quel periodo".

Gli Oasis si sono sciolti nell'agosto 2009, il vostro tour è iniziato adesso. Vi è mancato il palco?

"Sì e no. In effetti Noel se n'è andato quando stava finendo un tour dopo il quale saremmo stati in pausa dai concerti per cinque anni. Quindi in realtà l'astinenza è durata molto meno del previsto".

Liam, sappiamo che non ama domande su suo fratello. Però dobbiamo chiederle cosa sia successo davvero tra di voi.

"Niente di particolare, davvero. Una discussione banalissima su neppure ricordo cosa. Ma è stata l'ultima, la corda era quasi spezzata e quello è stato lo strattone finale. Doveva succedere, visti i rapporti tra noi, è successo. Meglio così. Non ci sopportavamo, parlavamo solo sul palco e in sala incisione, poi ognuno andava per la propria strada. Non ci siamo più cercati. Ma so che non potrà continuare così in eterno e prima o poi ci parleremo di nuovo, purtroppo".

Nel disco c'è una canzone "Four letter word", che parla di qualcuno che se ne va, di scelte di orgoglio. E guarda caso Noel è una parola di quattro lettere, come dice il titolo.

"Già, un bel caso. Ma ci sono tante parole che hanno quattro lettere. Anche love. E in inglese "four letter word" è un modo per indicare una parolaccia senza dirlo. Probabilmente anche voi in italiano avrete una parolaccia di quattro lettere, e anche in altre lingue è così. Insomma, pensate quello che volete".

Liam, lei è di Manchester ed è tifoso del City. Contento della squadra? E di Balotelli?

"Sì, contento. Mi sembra che stiamo facendo un bel campionato. Se riusciamo a entrare in Champions League sarà anche meglio, ma abbiamo fatto vedere un bel calcio. Balotelli mi piace molto, anche se è criticatissimo. Se riuscirà a mettere la testa a posto diventerà uno dei più grandi in circolazione".

Se.

"Certo, se. Indubbiamente ha dei problemi, credo che non abbia avuto un'infanzia facile. Ma mi piace anche perché è un ragazzo del popolo, lo capisco".

Chiusura con la musica. Complessi e cantanti preferiti dell'ultimo mezzo secolo?

"Beatles. Rolling Stones. Stone Roses. Who. Ah, e i Beady Eye".

La Repubblica
29 marzo 2011


OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

Liam Gallagher: "Basta whisky. Gli Oasis? Finiti per una lite qualsiasi"

Non c’è che dire: Liam Gallagher è un tipo rock. Ma rock sul serio. Tanti lo hanno adorato quando i suoi Oasis sono esplosi lanciando il britpop (ma che pop scusate??). Adesso però lo snobbano solo perché è ricco e famoso, si gode la vita e forse dice ancor più scemenze di quante ne dicesse agli esordi. Però è rock. Ieri l’ho incontrato negli uffici della Live Nation ed è stato molto più convincente di qualsiasi Pete Doherty, totalmente professionale, decisamente all’altezza. Qui di seguito pubblico il pezzo che ho scritto per il Giornale. Ma prima voglio dire che Different gear, still speeding, il disco dei Beady Eye il nuovo gruppo di Liam Gallagher, è un bel disco. Non innovativo. Non travolgente. Ma bello. E suonato con le palle.

Ma certo, in fondo se il mensile fighetto lo ha incoronato «miglior frontman di tutti i tempi» mica dipende solo dal cappellino da nostromo, così bello tutto blu con le striscette rosse, che Liam Gallagher indossa stamattina sopra una frangia di capelli stile saracinesca. E neppure dalla voce: secca e liscia, appena rauca. Dipende dall’attitudine: che è rock, ma proprio rock e basta, anche se «migliore», cari signori, è un po’ esagerato. Ha fondato gli Oasis e, tanto che vendevano settanta milioni di dischi a bordo del britpop, ha sfondato suo fratello Noel dopo aver litigato per quindici anni di seguito insultandosi a vicenda la mamma. Fine della band. Poi, per vendicarsi, gli ha fregato pure quasi tutti i musicisti e ora, grazie a un disco di rock grezzo come lui, porterà i suoi Beady Eye il 9 giugno all’Heineken Jammin Festival di Mestre, tutto bello, tutto perfetto non fosse che canterà appena prima dei Coldplay, non proprio i suoi pupilli: «Infatti non ho neanche ascoltato il loro nuovo album».

E dire, caro Liam, che hanno anche un suono diverso dal solito.

«Perché, hanno un suono?».

Capito. Il vostro invece com’è?

«Quello che si ascolta nel nostro primo album, Different gear, still speeding. Ruvido. Nel prossimo saremo più omogenei e meno inquinati dagli Oasis».

Vuol dire che lei e Noel non tornerete più a suonare insieme?

«Ma siamo matti?».

Due fratelli.

«Dal banalissimo litigio che ha sfasciato la band, nel 2009, non ci siamo più parlati. Ma, a dire il vero, ci parlavamo pochissimo anche prima, giusto il minimo indispensabile. Comunque il silenzio tra noi non sarà eterno, prima o poi torneremo a scambiarci due parole. Purtroppo».

L’alcol complicava le cose, vero?

«Un po’».

L’altra sera ha festeggiato allo Shed di Busto Arsizio.

«Ma non bevo da tre mesi. Niente».
Niente?

«Non ho tempo. Poi però, appena avrò meno lavoro…».

Occhio. Lei è di Manchester, tifoso storico del Manchester City e molti accostano le sue intemperanze a quelle di Mario Balotelli.

«Infatti mi piace molto».

E ti pareva.

«Le sue pazzie sono colpa dell’educazione e della sua famiglia. Se si calma, diventerà uno dei più grandi calciatori in circolazione. Vediamo».

Liam, il suo disco inizia con un brano che si intitola Four letter word. Si riferisce a Noel? O sottintende «Fuck»?

«Mah, il significato è diverso, in qualsiasi parte del mondo vada, ciascuno gli dà la propria traduzione».
Invece sul brano Beatles and Stones non ci dovrebbero essere dubbi sul significato. Sembra quasi un gioco, un piccolo omaggio alle due band.

«Io non gioco quando scrivo musica».

Vabbé, si fa per dire. Però il giro di chitarra ricorda molto gli Who.

«Allora diciamo che è un omaggio agli Who».

Beady Eye però sembra un nome preso da un fumetto.

«Ma no, stavamo cercando un nome che risaltasse bene sui giornali e questo era maledettamente perfetto. In poche parole, vuol dire “stai in campana”, “stai in guardia”. Più o meno quello che dobbiamo fare noi che siamo all’inizio di una nuova avventura».

Va bene tutto. Ma tanto il pubblico continuerà a chiederle i classici degli Oasis.

«Invece no. Finora abbiamo suonato tredici concerti e la gente era troppo curiosa di ascoltare i nuovi brani per richiedere quelli vecchi».

Però ha pubblicato solo un disco e le canzoni sono troppo poche per riempire un intero concerto.

«Faremo anche una cover, Sons of the stage, di una grande band di Manchester, i World of twist».

A proposito di band: gli Strokes?

«Orribile la copertina del nuovo cd».

I Vaccines?

«Molto meglio. Belle melodie e grande emozione».

Alla fine, caro Liam, l’hanno paragonata a John Lennon, lei si veste spesso come fosse ad Abbey Road e tanti la accusano di copiare i Beatles senza pudore. Ma sono davvero i suoi preferiti?

«Beh certo. Però i Kinks, scusi, dove li mette?».

Paolo Giordano
ilgiornale.it


OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

sabato 5 marzo 2011

Intervista tradotta ai Beady Eye in Olanda

Intervista ai Beady Eye per una rivista olandese

Oor magazine - Paesi Bassi - febbraio 2011

Siamo nell'ufficio londinese del management dei Beady Eye, a poca distanza da Regent’s Park. Fuori nevica, le grandi tempeste di dicembre si avvicinano.
Oor conosce questa zona piuttosto bene per aver già intervistato gli Oasis in questo luogo, ma non era che una chiacchierata con Noel Gallagher, il solo seduto nella stanza. Ora, invece, abbiamo di fronte la band al completo. Sempre Oasis, ma formalmente Beady Eye.
Oor ha parlato con i componenti della band in momenti diversi.

Alla nostra destra c'è il chitarrista Gem Archer con la sua lunga giacca nera. Dimostra la metà dei suoi 44 anni e assomiglia spaventosamente a Paul McCartney durante il periodo di Fool on the Hill.

Dall'altro lato c'è Andy Bell, bassista degli Oasis e ora chitarrista dei Beady Eye. È il primo a rispondere a tutte le domande e colui al quale gli altri membri della band continuano a porre domande.

Chris Sharrock, alla sinistra di Andy ... non l'abbiamo visto nel pub qui vicino? È un tipo simile l'ex batterista di Robbie Williams, che entrò negli Oasis nel 2008 dopo la pubblicazione dell'ultimo disco, Dig Out Your Soul. Il tour mondiale avrebbe dovuto essere il suo warm up, finì per essere il suo canto del cigno. Sorride di gusto: "Il nome Golden Earring (gruppo hard rock olandese, ndr) l'avevano già preso!", dice, mentre gli altri riflettono sul perché hanno chiamato la band Beady Eye.

E c'è una sedia vuota ...

Sì, manca Liam Gallagher in questo primo giorno che i Beady Eye dedicano alla stampa internazionale. È ammalato, ha l'influenza. Qualcuno del management e tra i tre membri della band ha detto che è "veramente malato". Anche Andy Bell sembra abbia la stessa influenza. Gli concediamo il beneficio del dubbio.

Torniamo a Parigi, agosto 2009, Festival Rock En Seine festival. Cos'è successo veramente?

Andy: Difficile dirlo, perché ogni cosa andava già a tutto gas prima ancora che venissimo a saperlo noi. Un litigio come ne abbiamo visti frequentemente tra loro. È stupido. Nasce sempre dal nulla.

Gem: È meglio che non ti ci immischi, lasci che lo sistemino loro. Noel se n'è soltanto andato via. Spesso se ne va via, ma stavolta ha sbattuto la porta e dopo un po' ha scritto sul suo blog. Anche se sapevamo che era una cosa definitiva. Ma non so perché dopo questo litigio. Penso sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Noel ha lasciato. Che avete fatto quella sera a Parigi?

Chris: Siamo andati a farci un drink in hotel, diventò una notte davvero lunga. Mi sentivo come se avessi vinto alla lotteria e avessi improvvisamente perso il biglietto. Penso di essere stato il più amareggiato: "E ora?". Gli altri non erano così preoccupati, piuttosto bizzarro.

Gem: Ovviamente no. A Parigi ci siamo detti: "Faremo qualcos'altro".

Andy: Eeh, non è stato così facile. Ero piuttosto scioccato per via di tutta quella confusione. Ma mi chiedi se mi preoccupavo per il futuro? No, non in quel momento.

Gem: È stato un po' come i Blur. Ci sono state un po' di telefonate. [Rivolto ad Andy] Dov'eravate tu e Liam? Sul Lago di Como?

Andy: Sì, tre giorni dopo avremmo finito il tour a Milano e le nostre mogli e i nostri bambini avevano prenotato i biglietti. Non erano rimborsabili, come succede al giorno d'oggi. Così Liam ed io siamo andati in Italia. Dopo le telefonate sapevamo per certo una cosa: non volevamo smettere di fare musica insieme. Gli Oasis erano finiti. Bisognava creare qualcosa di completamente nuovo. Ma volevamo davvero continuare l'uno con l'altro.

Gem: Sono stati i fratelli a litigare, non noi. E doveva essere quello il motivo per il quale avremmo dovuto smettere di fare musica? In un attimo spaccare la band che avevamo costruito in tutti questi anni? Noel si è defilato, era quello che ne aveva abbastanza. Liam voleva continuare. La decisione è venuta da sola.

Ragazzi, quando avete ricominciato?

Andy: Prima che gli Oasis si dividessero io e Gem avevamo già fatto i demo a tempo perso durante il tour. Spesso con Liam. Molte idee sono nate lì. Dopo il tour ci siamo presi un po' di tempo libero e ci siamo riuniti per vedere quando avremmo iniziato il nuovo programma. Abbiamo deciso di cominciare con il programma un mese dopo. Dopo un po' di birre abbiamo pensato: Vaffanculo! Ci vediamo lunedì!

Gem: Abbiamo iniziato con cose specifiche, ciascuno con una canzonee. Millionaire, Beatles and Stones e The Roller sono state le prime tre. A Natale avevamo sei canzoni. Abbiamo proseguito così finché ne avevamo tredici. Noi ne avevamo quattro ciascuno, Liam cinque e tutte sono finite sul disco in ordine cronologico di scrittura ad eccezione di Four Letter Word, che abbiamo messo come traccia di apertura. Il resto sono tutte fasi di tre canzoni.

Quando il progetto è divenuto una band?

Gem: Era sempre stata una band, amico. Sempre una band. Anche se il nome è venuto dopo. Abbiamo sempre tenuto presente che questo era un disco di debutto. Non è un seguito, non una continuazione di qualcosa. È nuovo.

Andy: Ascolta, senza Noel non ci sono Oasis. Ma ci siamo sentiti una squadra e forti abbastanza da poter fare un "progetto" simile. Capisco che ci vorrà un po' di tempo perché la gente si abitui a degli outsider. Guardi noi e vedi quattro tizi che somigliano molto agli oasis. Ma per noi la sensazione è molto diversa, nell'intimo.

I Beady Eye sono più democratici se paragonati a ...


Andy: Sì, se paragonati a conm'erano gli Oasis, Beady Eye è una democrazia. La gerarchia è totalmente diversa.

Gem: Gli Oasis erano già strutturati quando siamo venuti noi, quindi in quei termini eravamo già sotto nella gerarchia. Era sempre Noel quello che prendeva le decisioni, lui indicava la strada. Quasi sempre ero d'accordo con lui e se qualcosa non mi andava proprio a genio lui mi ascoltava sempre. Noel era un grande capo con cui lavorare.

Andy: Era un superspasso, specialmente quando la tua canzone arrivava su un album o Noel e Liam ti chiedevano la tua opinione. Ora è molto più normale, costruiamo tutti qualcosa invece di passarci i mattoni.

Gem: Se uno di noi non vuole qualcosa allora non la vuole nessuno. Capisci? Non è che votiamo e diciamo "3 a 1, quindi lo facciamo". No: o tutti e quattro o non facciamo proprio niente.

Si avverte una sensazione diversa a suonare senza
Noel?

Andy: Sì e la risposta è già nella domanda. Noel non c'è. Ha una personalità egemone, non puoi stargli dietro come musicista quando è nella stessa stanza dove ti trovi tu. Senza la sua presenza travolgente la dinamica nella stanza cambia, diventi una band diversa. Questa è la differenza: non è più la stanza, è la nostra stanza. Facciamo quello che facciamo, stiamo attenti alla gente che si trova lì e quella che non c'è.

Liam è diverso quando vicino a lui non c'è Noel?

Gem: Credo che lo conosciamo piuttosto bene, non è cambiato tanto. Quello che mi colpisce è la quantità di interesse che ora presta per l'intero processo. Notavo sempre che non gliene importava più di tanto mentre veniva fatto il disco. Spesso non c'era quando gli Oasis erano in studio. Ma questo era dovuto principalmente al fatto che Noel voleva fare comunque tutto da solo. Ora mixa, fa il mastering, fa l'artwork e tutti gli altri dettagli e non vuole stare lì solo per dire la sua su tutto, ma perché gli interessa davvero. Anche in incontri su questioni marginali lui partecipa. Ha molte intuizioni su questioni diverse, ma era offuscato dalla leadership del fratello. Il tizio aveva molto potere. Il fatto che oggi non sia qui credo che significhi che è il primo appuntamento che manca dalla notte del concerto di Parigi.
____________________________

Due settimane dopo, proprio prima di Natale, Liam è al telefono. Liam Gallagher, colui che ha appena augurato buon Natale al fratello tramite Twitter, ci porge le sue scuse per aver mancato l'appuntamento con la stampa. "Ero davvero ammalato, man", ma ora si sente molto meglio. Dice che ora a Londra sta nevicando. Al momento è stata pubblicata solo una canzone, Bring The Light. Ed è noto il titolo dell'album, Different Gear, Still Speeding. Liam è felice di come è stata accolta la band. "È fantastico. Amsterdam è sold out? Grandioso! Sapevo che avremmo catturato un po' di attenzione, ma non che le cose sarebbero avvenute cosi velocemente. Sembra che alla gente piaccia davvero vederci. E abbiamo appena cominciato! È una bella sensazione. E la cosa che mi fa ancora più piacere è che la band è grandiosa. Le prove stanno andando meravigliosamente. Stiamo mettendo giù qualcosa di veramente degno, non merdate. Sarà eccezionale!".

Nessuna tensione?

Non più, ora che suoniamo da qualche settimana. Non ho mai paura di nulla, ma a volte ti chiedi: "Riesco a pulirmi la testa da tutte le cose che sono divenute un'abitudine?". Questa è una nuova band, amico, non sono gli Oasis. Tutte le cose vecchie hanno dovuto sparire, abbiamo dovuto cominciare da zero. Per fortuna ci siamo sentiti subito a nostro agio subito, la trasformazione è stata più rapida e più agevole del previsto. Ci conosciamo da molto tempo e questo dimostra che abbiamo tutti la testa nella stessa direzione. Dalla prima sessione di prova abbiamo guardato sempre avanti, mai indietro. E facciamo ancora così.

Il nuovo titolo, ragazzi, è Different Gear, Still Speeding. Sembra un titolo ovvio ...

Sì, non è un titolo difficile. Suona bene. Ha energia, come la band. I Beady Eye sono una nuova band, abbiamo appena cominciato e suoniamo su un altro livello rispetto agli Oasis, con una marcia diversa, ma facciamo lo stesso sforzo e abbiamo la stessa intensità. L'ho detto io una notte, qualcuno l'ha scritto il mattino dopo e ha pensato: "Sarà questo, piuttosto figo!".

È più chiaro del nome Beady Eye, anch'esso opera tua, vero?

Sì, mi piace. Cosa significa? Non lo so ... Perché una band si chiama come si chiama? O suona bene o no. Beady Eye è un grande nome. Alla fine del 2011 la gente chiamerà i figli così. Un grande nome. Nel giro di alcuni mesi la gente non ne conoscerà uno migliore. Le nostre teste saranno sempre associate agli Oasis. Non volevo continuare come Liam Gallagher & band. Per molte persone sarebbe stato più facile, ma io volevo essere in una band. E se non possono continuare gli Oasis allora lo farò con i Beady Eye.

Qual è stata la prima cosa che hai fatto dopo che gli Oasis si sono divisi?

Ero a Parigi e pensavo che era un peccato, perché avevamo ancora tanta buona musica da far uscire. D'altro canto la fine la vedevo arrivare. Doveva succedere prima o poi.

Come ti sei accorto che la fine era vicina?

Le persone non lavoravano più alla stessa cosa ormai, ognuno faceva la cosa sua, Noel era sempre quello che ... Noel diceva sempre che la colpa era mia. Ciao!! Tutte le interviste per gli Oasis le faceva lui, lui era sempre in grado di controllare l'immagine che veniva mandata al mondo esterno. In realtà viveva la sua carriera solista, ci vedevamo solo sul palco. Solo per la roba tecnica. Oh be', abbiamo deciso di continuare, di fare qualcos'altro. Non è morto nessuno. Sono fiero di quello che gli Oasis hanno conseguito. È brutto che sia dovuta finire così. Ma ciò che è fatto è fatto. E oggi siamo qui!

Cos'è successo esattamente
?

La mia versione: abbiamo avuto un litigio. Noel si era comportato come uno stronzo per mesi durante il tour. Sapeva che non l'avrei sopportato a lungo, io so dirtele in faccia quando si tratta di farlo. Credo che l'abbia fatto apposta. Quella sera io ho perso le staffe, ero stufo del suo comportamento e gli ho detto quello che pensavo. Se uno si comporta come una fighetta da me può aspettarsi un pugno in faccia.

Avresti fatto o detto qualcosa di diverso se avessi saputo quali sarebbero state le conseguenze?

No, nessuno sa quello che è successo a parte noi due. Non è andato in onda in televisione, solo noi due sappiamo perché la cosa è sfuggita di mano. Ma io sono stato sempre onesto con me stesso e ho agito secondo i miei sentimenti ed ero veramente stufo. Troppo brutto per la band in ogni caso. Lui se n'è andato. E ora io ho una grande band.

Secondo gli altri componenti i Beady Eye esistevano subito dopo l'incidente.

Siamo tornati in hotel, abbiamo preso un po' di birre. Poi l'umore era tipo: pensiamo a qualcos'altro. La fine degli Oasis era un dato di fatto, lo sapevamo tutti. Era finita. Quando la polvere finisce di volare vedremo quello che sarà rimasto e con cosa continueremo. Avevamo delle canzoni. Io avevo fatto i demo di alcune cose con Andy e Gem durante i tour. Abbastanza prospettiva per il futuro. Da quelle birre di Parigi non ho mai più guardato indietro.

Hai sempre detto "Io sono gli Oasis!". Com'è stato per uno che ha vissuto come Oasis per 20 anni essere cacciato fuori dalla band all'improvviso?

Hmm, sono riuscito ad accettarlo. Ora dico a tutti che Beady Eye è solo un nome. E ho imparato che era così anche per gli Oasis. È solo un nome. Quello che conta veramente è quello che faccio, non importa sotto quale nome. Credo di non essermi lasciato dietro molto con la fine degli Oasis. SOlo la musica, le canzoni che cantavo che erano scritte da Noel. È andata. Ma io sono ancora qui. Con nuova musica, musica mia. Gli Oasis erano un guscio vuoto in cui ogni genere di persona dava il suo contributo. Il mio contributo era una di quelle cose che faceva funzionare gli Oasis. Ora sto profondendo le mie energie in qualcos'altro. È questa la differenza. Gli Oasis ora sono alle mie spalle.

Registrare questo album è stato diverso?

Oh sì! Me la sono spassata da matti! Lo studio era sotto casa mia girando l'angolo, ci potevo andare a piedi. Cominciavo a mezzogiorno e finivo a mezzanotte. Con gli Oasis l'album era già fatto quando andavo a registrare la parte cantata e lo studio era vuoto. Adesso abbiamo lavorato come band durante tutto il processo, non ero abituato a fare questo. Gem ha ritenuto di rendere la voce una parte importante nella costruzione della canzone: prima la batteria, poi il basso e poi la voce. Proprio come un aspetto da curare, non come qualcosa da mettere dopo. Per questo il sound è molto migliore, la canzone suona proprio come un'insieme. Esattamente quello che volevo. Finalmente sono riuscito a rendermi utile durante tutto il processo. È così che mi sono sentito alla fine della giornata, mi sono reso utile.

Alcuni hanno sottolineato che il ritorno delle B-side sia qualcosa che mancava agli ultimi Oasis. Cos'altro avevano perso gli Oasis?

Be', le B-side per me erano la cosa più importante. Amo le B-side, abbiamo pronte alcune canzoni eccezionali, perché no? E poi ... penso che gli Oasis avessero perso una parte della loro energia originaria nel corso del cammino. La band è diventata sempre più grande. Ogni cosa era scolpita nella pietra. Le aspettative erano altissime, sia che dipendesse da noi sia che dipendesse dal mondo esterno. Le cose SI DOVEVANO fare. Ora ci siamo sbarazzati di questo. Ora dobbiamo solo fare musica. Mettiamo tutto in um mucchio e ne tiriamo fuori della buona musica. È rinfrescante. Ti ringiovanisce, io mi sento più giovane ora che canto queste canzoni. Senza dubbio.

In una canzone come For Anyone ci fai sentire un Liam totalmente diverso rispetto a quello al quale siamo abituati. Il tuo modo di cantare cambia con l'età?

Be' sei più tu che senti questo. A casa canto sempre così, il resto del mondo non lo sente. Nelle mie canzoni canto sempre diversamente da come cantavo con gli Oasis. La gente conosce principalmente la mia voce come Oasis, ecco perché sembra diverso. Ora scrivo in modo più spensierato rispetto a quando ero negli Oasis. Quello è un sound davvero grosso, pesante, in cui devi mettere molta energia per farti sentire. Specialmente dal vivo è un modo di misurarti, cantare e ringhiare. Quando sono per conto mio non ho bisogno di quello, poi posso prestare maggiore attenzione alla mia voce e alla tecnica. Quando siamo sul palco con i Beady Eye metterò una potenza maggiore. Ma su disco mi senti come quando canto a casa.

Ora che il tuo contributo come cantautore è più rilevante che mai, la cosa modifica il modo in cui scrivi?

No, quello non è cambiato. La mia opinione sulla composizione delle canzoni non è cambiata. Se non dovessi più scrivere una canzone non mi importerebbe. Forse il prossimo disco lo scriveranno solo Andy e Gem. Ma ho già canzoni per il nuovo disco... oh, scrivo quando scrivo e non c'è altra possibilità. Sono stato in una band per 20 anni, se non avessi dovuto creare le mie canzoni allora non avrei prestato tanta attenzione a questo fatto. Ma non mi vedo come scrittore, gli altri ragazzi sono molto più bravi in questo. Mi vedo come cantante e di quante canzoni mie saranno sul disco non mi importa.

Ti sei dimostrato un grande compositore di canzoni sin dalla tua prima canzone contenuta in Standing on the Shoulder of Giants.

Be', non cammino tenendo puntata una pistola alla testa della gente per costringerla ad ascoltare le mie canzoni. A volte la gente mi dice: 'Ehi, è una bella canzone, è più bella di quanto pensassi, grazie'. Mi piace, ma ancora devo fare molta strada. Le parole, quella è la cosa più difficile. Mi escono dal culo. Ma non so mai cosa voglio dire.

Cioè le parole hanno scelto te anziché te scegliere loro?

Sì, amico, va come va. Attorno a te succedono tante di quelle cose che non mi rompo la testa a inventare melodie. Quando mi piace qualcosa, ne faccio qualcosa. La musica trova te, se vogliamo metterla su questo piano. Se la cerchi fallisci.

C'è un umore o una situazione particolare in cui le canzoni trovano te?

Devo stare a casa da solo. Mia moglie fuori, i bimbi a scuola. La mia chitarra mi guarda e mi dice: vieni qui. Sono quelli i momenti. Butto giù le parole come mi vengono sul momento. Terminare una canzone in una volta non funziona mai per me, a volte mi occorrono mesi. Ma a poco a poco sto imparando.

Suonerai la chitarra sul palco?

Preferirei mangiarmi la mia merda. Odio quando i cantanti fanno questa cosa. E ancor di più quando lo fanno i frontmen. Daltrey, Jagger, persino Ashcroft. Lasciate stare la chitarra, signori! Andate a cantare! Sembra una cosa da idioti, fai una cosa migliore se la sfasci in mille pezzi!

Il disco si apre con Four Letter Word, una canzone con un testo che colpisce: "Nothing ever lasts forever" ("Niente dura mai per sempre"). È un manifesto per una missione?

Forse, fa pensare alla gente: qual è quella parola di quattro lettere? È amore? È vagina?Può essere qualunque cosa. Credo sia una grande apertura, una canzone con le palle. Ecco perché è la traccia di apertura. ha qualcosa che gli Oasis avevano perso: le palle. E con cosa le sostituivamo? Con le ballate. Si aveva bisogno di sempre più ballate. Schifo! Toglile dai piedi, amico! Cosa c'è di meglio di un'apertura grandiosa? Siamo una rock and roll band, voglio fare rumore, non cantare canzoni d'amore. Ogni tanto va bene, ma non come cosa stabile. I Beady Eye sono al 90% rock. È una percentuale più alta di quanto non lo fossero gli Oasis in questi ultimi anni.

Simpatico che la canzone si chiami Beatles and Stones e non Beatles or Stones.

Per me ci sono stati sempre entrambi, tutt'e due le band sono eccezionali. Tutt'e due le band hanno resistito alla prova del tempo. Entrambe sono state in grado di mantenere la popolarità e la qualità. Se ho un obiettivo è quello stesso obiettivo. Ascolto ancora entrambe le band oggi. Avrei voluto far parte delle loro band, sono così grandi. Le altre band verso le quali provo le stesse sensazioni sono gli Who e i Kinks. Ray Davies abita nella mia zona, mi imbatto in lui ogni tanto. È un grande tipo. Tanto rispetto per lui. Voglio che nel giro di trent'anni possa essere in grado di dire: Vorrei stare nei Beady Eye. Invece di: Mwahh, erano OK. È questo il punto. Sto provando a fare qualcosa di monumentale, qualcosa che batte la prova del tempo. Non voglio fare musica d'altri tempi, in quel caso ogni cosa non sarebbe valsa a nulla.

Qual è la canzone che metti al primo posto tra quelle di queste band?

Jumping Jack Flash. È con quella che mi sveglio e in pochi minuti sono in piedi a causa sua. Ogni giorno. Fottuto pezzo, amico. Lo amo.

Il disco sembra un melting pot di stili e influenze. Tutti conoscono il tuo legame con le leggende del pop britannico classico. Senti influenze che non ci aspetteremmo?

No, amico, io sono piuttosto semplice. Sessanta e Settanta e basta. E ne sono felice, non mi interessa il resto.

Segui la scena musicale giovanile in Inghilterra?

No, nessun interesse. Non riguarda la musica o i testi delle canzoni. Mi lascia freddo. E se c'è qualcosa di buono in giro comunque mi raggiunge. Non vado a caccia di quella cosa. Le band che devo conoscere le conosco, credimi. Ti imbatti in tante band quando sei on the road e ai festival. Con i Beady Eye saremo tra le band più giovani.

E starete bene su questa scena?

Spero di no. Non vogliamo essere una band trendy, siamo una vera band. Mostreremo loro le canzoni trendy. Canzoni, ragazzi! Dove sono le fottute canzoni? Ci saranno band vere che non ho ancora sentito. Ma datemi classici. Si trova abbastanza nel passato. Scoprire una vecchia band è musica nuova per me.

Hai mandato a Noel gli auguri di Natale?

Sì, è il periodo dell'anno in cui si è buoni con gli altri giusto?

Nessun altro contatto?

No e neanche mi interessa.

Sei curioso di sapere cosa pensi del tuo disco?

No, ci seguirà. Gli altri ragazzi lo vedono ancora, ma è qualcosa di cui non voglio sentire parlare. Lo so che sound avrà il disco di Noel. L'avete già sentito tutti. Non male, probabilmente no. Ma sarà la stessa cosa. Un po' psichedelico, un po' Britpop classico. Dovrà cantare per tutto il disco ... Santo Cielo! Riesci ad ascoltarlo per un'ora? Noel Gallagher porta Noel Gallagher. Io ti porto i Beady Eye. Io sceglierei i secondi ... Capisci cosa intendo?

Tradotto da frjd. Grazie a General Dread di live4ever per la traduzione dall'olandese all'inglese.
Intervista pubblicata dalla rivista Oor nel febbraio 2011.


OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

venerdì 25 febbraio 2011

Scansione dell'articolo sui Beady Eye sul magazine del Corriere della Sera

Scansione dell'articolo sui Beady Eye su Style, il mensile del Corriere della Sera, in edicola da oggi. Clicca per ingrandire.



OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

martedì 22 febbraio 2011

Liam nel numero di NME in edicola


OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails