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sabato 10 ottobre 2015

Liam Gallagher: "Amo John Lennon. Nessuno bravo come lui. A mio fratello Noel manca la sua follia"

In occasione del 75esimo anniversario della nascita di John Lennon (nato il 9 ottobre 1940) la rivista NME ha pubblicato alcuni pensieri di artisti che lo hanno ammirato. Tra questi non poteva mancare Liam Gallagher, che, tra l'altro, ha chiamato un figlio Lennon ...
John Lennon per me significa tutto. Tutto e niente. Non direi che è un autore migliore di McCartney, direi che sono diversi ma entrambi fantastici. Ma a me piace di più la roba di Lennon perché è un po' più meravigliosa ed è più folle. McCartney è come Noel: è troppo nice, troppo simpatico. Lennon era contorto e a me quella roba piace. La sua voce è la cosa principale che amo. Mi piace la sua voce quando parla. È piuttosto fottutamente grandiosa. Ma è la voce quando canta quella che conta. La voce politica? Non me ne fotte un cazzo, non può fregarmene di meno della politica. Ma tutte le altre cose - la sua voce quando canta, le sue canzoni e le sue parole - significano un mondo per me.

Mi piace la prima roba rock'n'roll tanto quanto mi piace la roba successiva, ma in questo momento il mio periodo preferito è quello di Strawberry Fields Forever. C'è questo pezzo che is chiama Now And Then che è uno dei demo che fece in India con George Harrison [in realtà è un demo fatto nella sua casa di New York nel 1978, ndr] e dovresti ascoltarlo. Penso che lo abbiano mixato di nuovo come hanno fatto per Free As A Bird, ma quella cazone è fottutamente meravigliosa. Come cantautore, credo che nessuno abbia mai eguagliato Lennon e non so se mai qualcuno lo farà. Lee Mavers ci è andato vicino, ma ha seguito un'altra strada. Our kid [Noel, ndr] è bravo, ma gli manca quella cazzo di follia che Lennon aveva. È un tizio normale che scrive canzoni decenti, e Mavers era troppo folle. Ma Lennon aveva tutto quello e di più. È una fissa costante per lui e non penso che mi potrebbe annoiare. Ti annoi di John Lennon e ti annoi di te stesso, no? E io non sono annoiato di me stesso ...

Liam Gallagher

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giovedì 26 marzo 2015

Noel Gallagher: "Seguo l'istinto. Mai inseguire il successo. Mio fratello ascolta troppo Lee Mavers, gli fa male alla salute"

Noel Gallagher ha concesso un'interessante intervista ad HuffingtonPost.com

"Il problema di mio fratello Liam è che ascolta troppo Lee Mavers. E alla lunga ti fa male alla salute. Se la storia degli Oasis fosse un film sarebbe The Wolf Of Wall Street. Se farò un album reggae spero che qualcuno mi dirà di andare via dai coglioni. Quando canto Champagne Supernova penso: ma di che cazzo parla questa canzone? Poi vedo una 15enne che si commuove e alla fine penso che dei testi non frega niente a nessuno. Solo a Michael Stipe ..."

SUL TOUR 

Abbiamo fatto 11 concerti, di cui uno soltanto merdoso. Non è una cattiva media. Il concerto merdoso è stato quello di ieri sera a Düsseldorf. È stato molto spiacevole e per niente rilassante. Il resto, però, è stato grandioso. Devo ammetterlo.

Non direi che sto suonando le hit degli Oasis. Direi che sto suonando alcune canzoni degli Oasis. In questo tour sto suonando cinque brani degli Oasis, e solo uno di questi, Don't Look Back In Anger, è stato un singolo. Gli altri quattro pezzi sono per i fan, in realtà. Sono lati b e tracce di album.

A volte nelle esibizioni in acustico faccio Angel Child, ma se dovessi provare con la mia band le robe oscure sarei capace di cincischiare per un anno e mezzo. Voglio dire: con gli Oasis ho scritto un sacco di musica e quello che sto facendo ora è non provare a vendere il cazzo di catalogo di vecchie canzoni. Sai cosa intendo? Per ogni cinque canzoni che suono, una è degli Oasis. E credo in tal modo di essere rispettoso.

Alcune canzoni devono essere un po' rilavorate, per via delle tonalità diverse e perché in origine le cantava Liam. Provo a trovare l'equilibrio giusto.

SUL NUOVO ALBUM

I titoli diventano tali. Quanti titoli grandiosi di album ci sono nella storia del rock? Me ne vengono in mente sei, cazzo. Il resto sono tutti merdosi, no? Se mi avessero dato un'altra ora di tempo, forse avrei tirato fuori qualcosa di diverso, o di migliore, o di più accettabile per me, ma, come ho detto un milione di volte, bisogna spingersi molto in là per trovare un titolo peggiore di (What's the Story) Morning Glory? E non è quello che la gente ricorda dell'album.

Com'è nato il titolo Chasing Yesterday?  A mia scusante, ero stato in piedi sino alle sei del mattino. Era l'una del pomeriggio. Avevo i postumi di una sbronza. Ho fatto del mio meglio, mi dispiace. Non c'entra la nostalgia, il titolo è un verso della canzone While The Song Remains The Same. Se ricordo bene il testo di questa canzone, una persona dice ad un'altra persona: "Basta con questa cazzo di nostalgia di merda!". Guardiamo avanti, al futuro, e basta. E smettiamola di inseguire lo ieri.

Ho pensato che Chasing Yesterday suonasse bene come titolo, ma non mi sono reso conto che mi trovavo in un momento di debolezza, dato che avevo bevuto tequila fino alle sei del mattino. La gente non aveva ancora ascoltato l'album, e non l'avrebbe ascoltato di lì a due mesi, quindi non conoscevano il contesto. E quando me ne sono reso conto, dannazione, era troppo ardi.

I testi sono una cosa strana per me. Non presto molta attenzione ai testi, basta che suonino bene e si adattino all'umore della canzone. Non è che mi fissi di essere un grande paroliere. Non sta a me dirlo.

Ascolto il testo quando canto Champagne Supernova e tra me e me penso: di cosa diavolo parla questa canzone?  Di cosa parla? E poi vedo un 15 enne senza la camicia, che sventola mentre canta come se la sua vita dipendesse da quello. E in prima fila c'è una ragazzina di 15 anni in lacrime perché conosce ogni parola. E io penso: be', a chi cazzo frega di che cosa parla la canzone? Guarda lì! A chi cazzo frega delle parole? A Michael Stipe. Davvero, a chi cazzo importa?

SULLE BAND CHE INASPETTATAMENTE APPREZZA


Un artista o un gruppo che la gente non si aspetti che io apprezzi? I Tears For Fears. Mi piace fottutamente quella band. Mi piaceva negli anni '80. I Talking Heads. Amo fottutamente i Talking Heads. Molta della roba anni '80. Blondie. Amo fottutamente Blondie. Prendi i Talking Heads. Sembrano più fighi dei Tears For Fears.

Che ne penso di Kendrick Lamar? Hai detto Kendrick Lamar? Non l'ho mai sentito nominare in viuta mia. Sembra il nome di un personaggio di Seinfeld. Non ho idea di chi tu stia parlando. Kendrick Lamar, è un nome vero? Ah, il suo vero nome è Kendrick Lamar Duckworth? Gesù Cristo. Ho ascoltato hip hop sino al 1992 o forse il 1991 e poi, negli ultimi 10 anni, la scena è stata piuttosto noiosa. Suonano tutti allo stesso modo, no?

Di recente mio fratello Liam ha twittato: "Andate ad ascoltare Lee Mavers"?. Be', il problema di Liam è che ha ascoltato troppo Lee Mavers. I La's hanno registrato un solo album, è vero, ma se lo ascolti per una durata superiore ad un terzo della tua vita ti rovina la salute.

Mi chiedi se scriverei mai una canzone di insulti nei confronti di qualcuno? No, perché mi stai facendo una domanda su una particolare band o persona, mentre io ho un'opinione solamente sulla loro musica. Non ho nulla contro nessuno a livello personale, assolutamente. Se qualcuno dice che non mi apprezza, non stanno dicendo che non apprezzano me. Non apprezzano la mia musica. E questo è fottutamente fantastico. Non si può essere fan di tutti.

SU COME COMPONE E COSA CERCA CON LA MUSICA

Il metodo che seguo nella scrittura delle canzoni è sempre il medesimo. Sono lì che cazzeggio con un po' di accordi e non sembrano un granché finché non mi salta in mente un verso o una melodia. Quando ho scritto quella canzone, Riverman, a casa il sassofono non c'era neanche e non c'è stato fino a che non sono andato in studio. 

E alla fine dell'assolo di chitarra c'era un grande vuoto. Il vuoto è rimasto lì per un po' e continuavamo a tornarci su, così un giorno ho proposto un assolo di sassofono. Conosco un sassofonista. È venuto, gli abbiamo fatto sentire Wish You Were Here e gli abbiamo detto: "Fai qualcosa di simile". Fottutamente grandioso, e l'ha fatto. Ci sono volute circa due ore per tutto. È stato incredibile.

Non penso troppo a quello che faccio. Scrivo seguendo l'istinto e compongo con il cuore, musicalmente e dal punto di vista dei testi. La cosa fondamentale è non pensarci troppo su. Una bella canzone è una bella canzone. Non è che mi sieda e faccia: "E se facessi così o se facessi in quel modo ... ?". Se riesco a suonarla da solo in una stanza con la chitarra acustica e suona grandiosa allora sono a cavallo.

Non mi interessa essere popolare o generalizzare nei miei testi. Non mi dispiace essere un po' vago. Non è che vada in giro pensando di essere la cosa più grandiosa dall'avvento del formaggio a fette. Vado in giro e scrivo queste canzoni, e sono solo fottute canzoni. E alla fine il motto chiave è: non pensarci troppo su.

Ripeto, scrivo con il cuore e con l'istinto. Non andrei mai fuori dalla mia strada per scrivere un album dal sound particolare. Tipo: "La prossima volta non useremo neanche una batteria. Prendiamoci dei cazzo di coperchi di pattumiere e picchiamoci su e vediamo come suonano". Non mi piacciono quelle merdate, sai cosa intendo? Non scrivo una canzone con l'intento di andare in studio e mandarla in vacca solo per far piacere ad un giornalista. Scrivo questa canzone per darla al mondo, perché resti nel mondo per sempre. Non qualcosa che suoni bene soltanto il giorno in cui è uscita e che poi, quattro mesi dopo, non si può ascoltare perché è fottutamente ridicola.

E il giorno in cui comincerò a dire: "Sì, amico, penso di fare un album reggae" andrò via dai coglioni. O spero che ci sarà qualcuno che mi dirà di andare via.

No, non direi che su questo disco ci sono canzoni personali al 100%, ma in ogni singola canzone ci sono versi che riguardano me. Non ne cito nessuno, altrimenti potrebbe diventare il verso preferito di qualche giovanotto e voglio che pensino che parli di loro, non di me.

SUI FILM E SULLE SERIE TV PREFERITE

L'ultimo nuovo film che ho visto è The Wolf of Wall Street. Se si potesse sintetizzare la storia degli Oasis in un film, sarebbe questo film. Perché? Sono molti gli elementi comuni con gli Oasis: la droga, i soldi, l'assurdità del tutto. Non sono un frequentatore assiduo di cinema, quindi quando vado in tour ciò che faccio è mettermi al passo e guardarli tutti. Quindi guarderò quelli di cui mi hai domandato, Birdman e Whiplash.

Ho incontrato le persone ritratte in Whiplash. Incontro tutte queste persone quando vengono a Londra. A quanto pare frequentiamo tutti gli stessi posti. Ci sono molti film che voglio vedere. Non ho ancora visto Dallas Buyers Club.

Guardo serie TV? Sì, guardo House of Cards. Non dirmi cosa succede nella nuova serie, ho dovuto sospenderne la visione a metà per andare in tour. Mia moglie ha ricevuto l'ordine tassativo di non guardarla o si beccherà un cazzo di divorzio. Non separazione, non dormite a casa di sua madre. Il divorzio.

SUI SOGNI E I CONSIGLI ALLE GIOVANI BAND

In Fade Away scrivevo che "mentre viviamo, i sogni che avevamo da bambini svaniscono"? Da bambino non avevo sogni. Quando ero bambino volevo essere un cazzo di astronauta. Quella cosa è andata, ormai. Non andrò più sulla luna ormai. Sognavo di fare il pompiere e il calciatore quando ero bambino, ma non ho realizzato nessuno di quei sogni. Il sogno che sto vivendo adesso ho iniziato a coltivarlo solo quando ero adolescente in realtà.

È una cosa buffa, hai un'obiettivo nella vita, lo raggiungi e lo vivi, e continui a viverlo, diventa una cosa meravigliosa. Davvero. Diventa una cosa che non puoi paragonare a nient'altro. Quando la gente ti fa una domanda a riguardo, non riesci a definirla perché per me è qualcosa che mi è venuta in modo talmente naturale ... La gente mi chiede: "Hai dei consigli da dare alle band o ai giovani?". E penso: "Be', no". Non lo so, cazzo. Non so neanche come abbia fatto io ad arrivare qui. Ho scritto delle canzoni e basta.

Se posso dare un consiglio, e non è proprio un consiglio, è che l'obiettivo non deve essere il successo. L'obiettivo deve essere fare le cose bene e basta. Non preoccupatevi di avere successo. Non possono avere tutti successo e comunque il 70% delle persone che hanno successo sono dei fottuti idioti!

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venerdì 29 giugno 2012

Video: ecco il nuovo pezzo dei Beady Eye del 2012

Ecco il video di The World is not Set in Stone, nuova canzone che i Beady Eye hanno presentato ieri durante il loro concerto alla Parr Hall di Warrington (gli spettatori, circa mille, erano stati sorteggiati dal sito beadyeyemusic.com).

GUARDA Morning Glory e Rock'n'Roll Star

Pare che la canzone sia stata scritta da Liam, che il 18 maggio su Twitter aveva pubblicato questo messaggio con dedica a Lee Mavers dei La's: To the mighty LEE MAVERS the world is not set in stone LG x



Setlist:

Four Letter Word
Beatles and Stones
Bring the Light
World Not Set In Stone
*Rock ‘n’ Roll Star*
The Roller
Standing on the Edge of the Noise
Wigwam
*Morning Glory*
Sons of the Stage
Three Ring Circus
The Morning Son

Vedi anche Video: i Beady Eye suonano per la prima volta brani degli Oasis

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lunedì 28 febbraio 2011

Intervista a Liam e Gem per SHOCKHOUND

I fan degli Oasis avranno probabilmente pensato che fosse un'altra della lunga serie di zuffe che fanno gridare "al lupo al lupo" quando i fratelli perennemente litigiosi della band, Noel e Liam Gallagher, giurarono che la band era finita, dopo un brutto litigio dietro le quinte del festival Rock en Seine di Parigi nell'agosto 2009.

Questa volta, però, i mancuniani chiacchieroni facevano sul serio. Il chitarrista/compositore Noel era stufo e lasciava il fratello cantante per una carriera solista. Ma non ci volle molto a Liam per lanciare immediatamente il suo nuovo marchio: lui avrebbe voluto proseguire sotto il nome di Beady Eye, con al suo fianco i membri degli Oasis Gem Archer (chitarra), Andy Bell (tornato alla chitarra dal basso), e il batterista Chris Sharrock. Quando quest'estate suoneranno in un tour intimo nei teatri degli Stati Uniti questa estate, saranno insieme al tastierista Matt Jones e al bassista Jeff Wootton.

Liam - che ha anche lanciato una linea di abbigliamento elegante, Pretty Green - non aveva gridato "al lupo", però. I Beady Eye sono presto entrati a Londra nei prestigiosi RAK Studios con il leggendario produttore Steve Lillywhite (U2, XTC, Morrissey) e ne sono usciti con un album dal suono rivitalizzato di 13 tracce con il titolo furbo Different Gear, Still Speeding. Dal suono dell'album (che esce il 1° marzo) Liam è ancora infiammato dai motori lennoniani, in particolare nell'inno pepato "Four Letter Word" e nella ballata acustica ondeggiante, "The Roller", in cui il carillon stile "All You Need Is Love" incontra "Instant Karma".

"You can carry regrets but they won’t let you live" ("Puoi serbare rancore, ma non ti aiuterà a vivere"), osserva Gallagher nel tappeto di tastiere di "Kill For A Dream", e suona proprio come se lo pensasse con tutta la convinzione che ha. Liam e Gem Archer sono stati raggiunti da SHOCKHOUND per parlare del nuovo album, la decisione di andare avanti come Beady Eye e del perché Liam non ha nessun interesse ad "continuare come solista".

(Nella foto qui a sinistra Liam e Gem a Xfm Radio Manchester qualche giorno fa).

SHOCKHOUND: Allora, come sta andando la Pretty Green?

Liam Gallagher: Sta andando tutto bene, amico, sta andando bene. Io ho tre negozi ora, anche - uno in Carnaby Street [a Londra], uno a Manchester, uno a Glasgow. E stiamo per averne uno a New York, e uno in Giappone è in arrivo. A New York apre molto presto, tipo giugno o qualcosa del genere.

SHOCKHOUND: Ti capita mai di passare dal tuo negozio, proprio per vedere cosa sta succedendo?

GEM ARCHER: Lui non è Mohammed Al Fayed, man!

GALLAGHER: Beh, ci sono stato un paio di volte. Sto solo facendo in modo che ... No, sono solo stato lì un paio di volte, amico.

SHOCKHOUND: Sei stato invitato nel mondo snob della moda di Derek Zoolander, adesso?

GALLAGHER: Non ci facciamo coinvolgere. Proprio come non ci facciamo coinvolgere nel business della musica. Io faccio solo la mia cosa e vado via. Se si deve iniziare ad uscire con loro [persone della moda]? Nessun accordo! Proprio come il music business. Devo andare in giro con il capo della Sony? No, non lo faccio.

SHOCKHOUND: Nessuna lotta tra te e Noel è mai durata così a lungo. È vero che non hai parlato con lui dopo la seperazione avvenuta nel 2009?

GALLAGHER: No, non ho parlato con lui. Non abbiamo nulla da dirci.

SHOCKHOUND: In "Kill For A Dream", tu canti "I’m here if you wanna call".

GALLAGHER: Già. Ma non ha niente a che fare con Noel. È stata scrita prima di tutto questo. E l'ha scritta Andy, e sono sicuro anche che ha avuto un po di merda personale da mandare giù, ma dovreste chiederlo a lui.

SHOCKHOUND: Cosa vuoi fare con i Beady Eye dal punto di vista creativo?

ARCHER: Non ci siamo seduti intorno a pensarci. Abbiamo solo programmato di prenderci una pausa, perché gli Oasis avevano fatto un mega tour di 13 mesi. E poi abbiamo pensato: "Beh, ancora non abbiamo appeso le nostre chitarre al chiodo: c'è ancora troppo da fare". Così c'è voluta circa una settimana per arrivare in studio e iniziare a provare le canzoni. E poi è solo una delle tante ... è solo cresciuta, cresciuta e cresciuta. Più semplice di così, man ... Prima ancora di saperlo hai sei brani. Poi una pausa per Natale e prima ancora di saperlo hai dieci brani. E poi 13. Poi si va in studio ed è una cosa che viene da sé: tutto quello che abbiamo dovuto fare è solo mostrarlo.

SHOCKHOUND: Negli Oasis ognuno scriveva e presentava canzoni separatamente. Come è proceduta la scrittura nei Beady Eye?

ARCHER: Ti dirò quello che abbiamo fatto. Ci siamo riuniti come band soprattutto per mettere carne sulle ossa dei demo, sai cosa voglio dire? Andy avrà avuto solo un demo su dittafono, con solo una voce su cassetta, e Liam probabilmente l'avrà suonata con la chitarra davanti a noi. Così, come band, siamo stati coinvolti nella creazione, formandolo pienamente. E ci abbiamo semplicemente aggiunto la batteria. Oppure: "Ci saranno chitarre? Ci sarà pianoforte? Sarà veloce? E dove sarà la chiave del pezzo?". Così con tutto. Eravamo tutti coinvolti in questo, e poi anche nella produzione.

SHOCKHOUND: Che cosa si impara da un tipo come Steve Lillywhite?

GALLAGHER: A stirare le camicie!

ARCHER: Scherzi a parte, devi mantenere le camicie ben stirate. E non mangiare troppo rapidamente e lasciare che le altre persone raccolgano le palline da ping-pong.

GALLAGHER: È un buon produttore, man. Ha esperienza. E ti dirò una cosa, man - non vorremmo sembrare arroganti, ma sappiamo già molto, comunque. E Gem sa certamente molto - lui sa davvero quello che fa in studio, sai cosa voglio dire? Così spesso non impariamo molto.

ARCHER: Ma la cosa buona di Steve è che ha un sacco di esperienza, lui non è spuntato fuori per gli ultimi due dischi che ha fatto. Non ha solo un nome: lui ha una carriera. E io credo che sia adattabile. E so che ama la voce di Liam. E il fatto è che lui non voleva che si facessero le cose secondo il copione che prevede la realizzazione di un disco. E giustamente era disponibile a cose come aprire tutte le porte e lasciare che tutti siano in diretta - roba del genere. Non ci ha mai detto di no ed è stato davvero coraggioso a questo proposito.

SHOCKHOUND: Deve essersi divertito con quei déjà vu di Lennon in "The Roller".

ARCHER: È divertente che tu lo dica, perché ti dirò una cosa - abbiamo voluto provare alcune doppie tracce sulla voce per ottenere una cosa alla Lennon, abbiamo voluto provare, perché ci piace quel suono alla Lennon. Ma Steve? Lui sarebbe morto pur di impedircelo! Così il doppio tracking è stato solo per divertirci.

GALLAGHER: Già. Questo è tutto, man: le vibrazioni di Lennon.

ARCHER: E ho scritto anche "The Roller". E liricamente direi che sia a prova di proiettile, non lasciare che la vita ti spezzi. Voglio dire, tutti noi ci spezziamo. Ma a volte è bene avere un amico che è a prova di proiettile, non è vero? E poi ti possono aiutare. Così forse è lui "The Roller".

SHOCKHOUND: Una delle vostre canzoni si chiama "Beatles e Stones". Non ho mai capito perché dovevate scegliere gli uni o gli altri.

GALLAGHER: Neanche io! Ecco perché si chiama "Beatles e Stones". Ne ho scritta una, ma non è sui Beatles, e non è propriamente sugli Stones; è più sul cercare di resistere alla prova del tempo, con tutto ciò che hai messo giù. Voglio che la nostra musica suoni ancora grande tra 20 o 30 anni.

SHOCKHOUND: Quanto tempo hai impiegato a decidere di andare avanti come Beady Eye? E non un album da solista, invece?

GALLAGHER: Beh, se non altro non potrei fare un disco solista: non è nella mia natura. E non posso nemmeno suonare uno strumento, in realtà; io non sono un solista, non potrei farlo nemmeno se volessi. Ho bisogno di essere in una band: ho bisogno di un gruppo di persone intorno a me, sai cosa voglio dire? Inoltre mi piace davvero tanto stare in una band.

SHOCKHOUND: Come ti è venuto il nome Beady Eye?

GALLAGHER: Beh, ne abbiamo provati un po', ma li avevano già presi tutti. Tipo Monkey Eyes, Cat’s Eyes. Ma non lo so: devi pur chiamarti in un modo e questo era quello da cui tutti erano elettrizzati. E significa: sii consapevole delle cose. Tieni un occhio sulle cose e non lasciare che le cose ti sfuggano dalle mani.

SHOCKHOUND: Parli di una "marcia diversa" nel titolo dell'album: hai davvero rallentato?

GALLAGHER: Un po'. Non musicalmente, però. Musicalmente siamo fottutamente in fiamme, man! Stiamo accelerando il passo, siamo fottutamente eccitati, man. Ma come persona? Sì, ho rallentato un pochino. Ma non troppo.

SHOCKHOUND: Quindi in senso spirituale credi che fosse scritto che tutto doveva andare così?

GALLAGHER: Sì. Devi prendere qualunque cosa ti si trovi di fronte e devi provarlo, no? Devi solo fare quello che devi fare. Quindi sicuramente non l'abbiamo programmato. È soltanto quello che è successo: gli Oasis si sono divisi. E io credo che avrebbero potuto esserci più dischi degli Oasis, ma non doveva andare così.

SHOCKHOUND: Cosa ne pensi della nuova band inglese Brother? Quella che tutti chiamano "i nuovi Oasis"?

GALLAGHER: Non proprio. Suonano come dei Blur e degli Elastica veramente merdosi. Non suonano per un cazzo come gli Oasis e il fatto che la gente pensi che siano i nuovi Oasis mi offende. Ma almeno hanno le chitarre. Almeno ci provano. Quindi ritiro un po' quello che ho detto su di loro, perché almeno stanno facendo un tentativo. Ma non sono neanche lontanamente paragonabili agli Oasis!

SHOCKHOUND: I Vaccines sono piuttosto bravi, però, vero?

ARCHER: Sì. Mi piacciono un paio di loro canzoni. Hanno questa canzone che ha proprio un coro alla Lee Mavers. Ma in realtà siamo più presi dalla nostra roba, quindi non ci eccitiamo. Può essere che capita da qualche parte a caso, qui e là. Tipo Andy è veramente veramente eccitato dalla sua nuova cosa che ha scoperto, si chiama Rasta Mouse, il suo programma televisivo. E ho appena scoperto che i Go! Team stanno pubblicando un nuovo album, perciò sentire questa cosa mi eccita.

GALLAGHER: Mi eccita il solo fatto di cenare tra circa mezz'ora! Non so come suonerà, ma scommetto che avrà un buon sapore! oasisnotizie

(by Alex and Frjd)

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