Visualizzazione post con etichetta wonderwall. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta wonderwall. Mostra tutti i post

lunedì 26 settembre 2022

L'INTERVISTA | Edoardo Mecca: "Gli Oasis hanno accompagnato la mia adolescenza e Wonderwall è la mia colonna sonora"

In esclusiva per OasisNotizie, abbiamo raggiunto l’intrattenitore, attore e speaker radiofonico di Radio 105 Edoardo Mecca, per parlare di Oasis e anni '90.

Quali ricordi ti suscitano gli Oasis?

“Gli Oasis sono un grandissimo gruppo che ha fatto la storia del rock-pop: una band che ha accompagnato l’adolescenza di noi millenials. I Coldplay, attualmente, mi ricordano quello che rappresentavano gli Oasis negli anni ’90.
Gli Oasis erano un gruppo che puntava molto sul carisma dei due leader, ossia i fratelli Gallagher, che poi hanno fatto parlare di loro anche per situazioni extra-musicali e per la loro passione calcistica mai celata per il Manchester City”.


Canzoni preferite?

“Wonderwall è sicuramente la canzone degli Oasis che ricordo con maggior gioia, dato che mi ha accompagnato durante una fase molto bella della mia vita: l’età della spensieratezza.
Ci sono quelle canzoni che ti accompagnano anche nel percorso di crescita dell’adolescenza: ecco, Wonderwall è certamente una di queste. Si tratta di un brano, di una colonna sonora generazionale, per chi, come me, è nato alla fine degli anni ’80 ed ha vissuto il periodo gli anni ’90-’00”.

Il binomio anni ’90-Juventus è molto forte. Cosa ne pensi?

“La Juventus negli anni ’90 era una squadra che incuteva timore negli avversari. Era quella Juve per cui Gary Neville, intervistato in un post-partita di un match dei gironi di Champions, provava un gesto di stizza perché all’ultimo minuto i bianconeri vincevano con l’Olympiakos e superavano il girone. Era una squadra che in Europa nessuno avrebbe mai voluto affrontare”.

Professionalmente hai qualche progetto in cantiere?

“Per me è un grande piacere lavorare in radio, è un enorme traguardo: un mezzo meraviglioso, un sogno vero e proprio per me.
Sto proseguendo con lo spettacolo teatrale Avrei soltanto voluto sul tema del cyberbullismo ed è indirizzato non solo alle nuove generazioni, ma anche ai miei coetanei, ai genitori e a tutti coloro che devono capire come lo strumento tecnologico possa essere sia importante che un’incognita. È fondamentale comprendere il giusto utilizzo di questo strumento.
Poi ci sono tanti altri progetti in cantiere: serate, eventi e, in più, sto scrivendo uno spettacolo da portare in giro. L’importante è non fermarsi mai!”.

Ringrazio di cuore Edoardo per la grande disponibilità e gentilezza dimostrate nel corso della nostra intervista.

Valerio Pieraccini

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

giovedì 24 giugno 2021

Noel Gallagher: "Gli Oasis? Avremmo dovuto fermarci per 5 anni dopo Knebworth '96. Dal '97 al 2005 le nostre canzoni sono roba dimenticabile"

Noel Gallagher ha rilasciato alcune dichiarazioni sugli Oasis nel corso della trasmissione televisiva Noel Gallagher Out of the Now. Il cantautore e chitarrista ha rivendicato il proprio orgoglio per quanto raggiunto con la storica band in cui militava insieme al fratello Liam, ma ha aggiunto che ora preferisce "fare qualcos'altro". Noel, che ha definito "dimenticabili" le canzoni scritte dagli Oasis tra il 1997 e il 2005, ha anche rivelato di avere un unico grande rimpianto: non essersi preso una pausa di cinque anni dopo i mitici concerti di Knebworth del 1996.

"Il mio lascito per quanto riguarda gli Oasis è scolpito nella pietra", afferma il musicista. "Quello è stato fatto. Ed è quello che mi ripeteva David Holmes: 'L'hai già fatto. Non ti preoccupare di quello, non sarà mai dimenticato. Hai scritto Don't Look Back in Anger, che cazzo! E Wonderwall, nella stessa settimana!'. Se questo non mi libera dal dover indossare una mascherina, non so cosa possa farlo. Sai, non inseguo più quella cosa. Non saprei nemmeno dirti se qualcuno dei miei singoli di quell'album sia finito in classifica. Non ne ho la minima fottuta idea. E immagino che se ci sono finiti, saranno lì sul fondo, ma in realtà non saprei proprio dirlo. Non so quanti dischi abbia venduto e non me ne importa neanche minimamente".

"Non ho nessun problema a riconciliarmi con il passato. Gli Oasis sono la cosa più grande che mi sia mai capitata nella mia vita, la più grande. E lo sarà per sempre. Essere sul palco durante quei mega megaconcerti che abbiamo fatto e averne ammirato la grandezza. Sai, partire dalle fottute case popolari di Manchester e diventare così grandi è la cosa più incredibile che possa accadere, ma non mi tormenta. L'ho fatto, l'ho fatto. E l'ho fatto bene e ho dato tutto. E adesso preferisco fare qualcos'altro, se non vi spiace".

"Posso farci pace senza problemi. Non è che se a un concerto qualcuno mi chiede di fargli un autografo e mi mette davanti 6 CD degli Oasis e zero degli High Flying Birds, li prendo e glieli lancio dall'altra parte della fottuta strada. Il fatto che quel gruppo sia così radicato nella vita delle persone è una cosa fantastica. Il 99% dei cantautori al mondo vorrebbero aver avuto quello che io ho avuto, ma non è qualcosa a cui penso, non ne sono schiavo. E, sai, durante il mio primo tour mi scoraggiavo quando sentivo il pubblico gridare costantemente: 'Slide Away! E blarghh'. Che poi non ero nemmeno io quello che la cantava, quindi che cazzo strilli? Ma adesso gridate quanto vi pare, come ho detto al pubblico tante volte, io farò solo i pezzi che sono scritti su questa fottuta scaletta. E nessuno di questi è Slide Away, quindi ... E questo rappresenta il picco della mia abilità come venditore nei confronti del mio pubblico. È tipo: 'Se non ti piace, la prossima volta che sono in tour nella tua città , non venire, cazzo!' ...".

"Ho solo un solo rimorso, che in realtà non è proprio un rimorso. Evito di vivere con dei rimorsi, perché non puoi far nulla per cambiare le cose e ti divorano dentro. Ma se potessi magicamente tornare indietro e riordinare la narrazione dei fatti ... Dopo Knebworth e il successivo tour americano che è poi imploso, siamo andati subito in studio ed è stata una cazzo di follia. Perché Morning Glory era ancora al secondo posto nelle classifiche in America quando ci siamo messi a registrare Be Here Now. Se potessi tornare indietro, mi sarei preso almeno cinque anni di pausa e avrei fatto calmare le acque, per poi ricominciare di nuovo, ma, sai, devi avere sangue freddo per fare una cosa del genere. E noi non lo avevamo, per niente. Eravamo dei ragazzi delle case popolari. E questo è quanto. Mi sarei preso cinque anni di pausa, sperando che alla fine di quel periodo avrei trovato un altro impulso creativo. Perché da Be Here Now a Don't Believe The Truth ad essere onesti, è piuttosto fottutamente dimenticabile. Escludendo la canzone qua e là".

(traduzione a cura di Luca)

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

lunedì 31 maggio 2021

Evra sfotte Liam Gallagher per la Champions persa dal Man City: "Liam, dove sei? Ricordi quando ridevi di me? Ora tocca a te!"

L'ex calciatore di Juventus e Manchester United Patrice Evra ha pubblicato su Instagram un video in cui imita Liam Gallagher. Patrice Evra canta Wonderwall, una delle più celebri hit degli Oasis, per prendere in giro il cantante, noto tifoso del Manchester City, dopo la sconfitta in finale di Champions League contro il Chelsea, sconfitta a cui Liam ha assistito dagli spalti. 

"Liam, dove sei? Ti ricordi quando ridevi di me quando lo United ha perso? Ora è il tuo turno. Questo è un lunedì speciale per te. Smettila di dire che Manchester è blu, io da solo ho più trofei del tuo club".

Tra l'altro non è stato un compleanno felice per Noel Gallagher, anch'egli presente sugli spalti dello stadio do Dragao di Oporto. 

Thx to Riccardo

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

lunedì 2 novembre 2020

ESCLUSIVO! Noel Gallagher racconta Morning Glory: la trascrizione completa in italiano del 'track by track'

Noel Gallagher entra nelle viscere di (What's the Story) Morning Glory?, analizzandolo traccia dopo traccia per svelarne retroscena e aneddoti sulla nascita dei brani del secondo album degli Oasis.

Ecco la trascrizione completa in italiano dell'intervista esclusiva concessa qualche settimana fa al canale YouTube ufficiale degli Oasis (video alla fine del post). 

Un grazie enorme a Luca per la pazienza e la competenza che hanno prodotto questo testo che pubblichiamo volentieri. 

---

NOEL GALLAGHER - (What's the Story Morning Glory?) TRACK BY TRACK (ottobre 2020)
 

Penso che l'intero processo durò 12 giorni di lavoro, il che è fottutamente sconvolgente se ci pensi. Abbiamo bruciato le tappe. E arrivare qui con metà delle canzoni ancora da completare è davvero unico. È qualcosa che puoi fare solo se sei giovane, perché te ne freghi.

HELLO

Hello è stata scritta per Definitely Maybe. Mi ricordo di averne fatto la demo con Marc Coyle. Sono rimasto veramente sbalordito dal ritornello, sentendolo oggi. Quando sono arrivato a quella parte mi sono detto: “Wow, cazzo..”

Hello è proprio una canzone perfetta per aprire i concerti. Dice proprio CIAO!, capisci? L'abbiamo fatta una volta a Finsbury Park nel 2000 e qualcosa e mi sono detto, “Wow, cazzo..”. È proprio una grande canzone. Un grande pezzo, Hello.

ROLL WITH IT

Mi ricordo che la prima che abbiamo fatto è stata Roll With It. È stata l'unica canzone che abbiamo registrato live, come quelle di Definitely Maybe. Io mi ero messo in quell'angolo lì, Guigsy in quell'altro. Bonehead al centro della stanza, Alan lì dietro e Liam lì da qualche parte. La versione che è finita nel disco è la seconda versione. La prima fu fottutamente buona. Per la seconda Owen ci disse: “ Wow, volete farne un'altra?” E noi: “Va bene, dai..” Qualcuno ha fatto un qualcosa che era migliore nella seconda versione e così è stato. Alan White era appena entrato nel gruppo e quindi conosceva appena gli altri membri della band. Quindi stava qui, circondato da un sacco di gente di Manchester. Lui è un Cockney (chi viene da Londra e dintorni), al suo primo giorno in uno studio con gli Oasis. E di nuovo, fu una cosa così.. Non ebbe nessun problema. Per forza, andrà tutto alla grande. Nessuno disse: “Oh abbiamo un nuovo batterista e dobbiamo farlo impratichire”. Era più del tipo: “Non vi preoccupate, funzionerà. Perché lo dico io, cazzo! E quindi è così che andrà.”

WONDERWALL 

Noel: “Questo è il muro su cui mi sono seduto quel giorno!”. 

Nick: “Sì, è proprio quello. Eri lassù”.

Noel: “Seduto come un idiota, suonando Wonderwall”. 

“Ho sempre pensato che ci fosse un campo laggiù. Non c'erano sempre delle pecore laggiù?”

“Mi ricordo il gregge di pecore che mi guardava mentre suonavo Wonderwall e io che pensavo a chi fosse il più sconvolto, io o loro.”

“Mi ricordo che era mattina presto e mi sono arrampicato su questo muro e ho pensato: 'Questa è un'idea fottutamente stupida!'. Mi era venuta la notte prima. Mi ricordo di aver detto ad Owen (Morris, produttore del disco, ndr): 'Ho questa canzone che si chiama Wonderwall e la voglio registrare su un muro'. Faceva davvero freddo e dissi nel microfono ad Owen: 'È stata un'idea di merda!'. Ma lui rispose. 'No, no, suona da paura!'. E quella registrazione l'abbiamo messa proprio alll'inizio dell'album, perché si sentono gli uccelli cinguettare”.

DON'T LOOK BACK IN ANGER

Durante il tour di Definitely Maybe un ragazzo che lavorava per noi con la nostra etichetta discografica, aveva un fratello che possedeva una cassetta dell''intervista John Lennon In Conversation, nel Dakota Building (Residenza dove viveva a New York), fatta appena prima di morire. E in quella cassetta John Lennon dice le parole : “And then they'll tell you that the brain you had have gone into your head”. E quella frase mi colpì così tanto che pensai: “Morirei se non riuscissi a infilarla in una canzone, in qualche modo”. Quella frase mi è sempre rimasta veramente impressa ed è per quello che all'inizio della canzone ci sono gli accordi di piano di Imagine. Come una specie di tributo a quella cosa.

L'ho scritta a Parigi dopo una notte passata in uno strip-club. Quindi spesso mi chiedo se Sally sia una spogliarellista. Sembra una presa per il culo ma l'ho pensato spesso. Ma proprio non so chi sia Sally. Anche se una volta qualcuno anni dopo è venuto da me, una ragazza, e mi ha detto: “Ma Sally, è Sally Cinnamon?.” E io ho pensato: “Cazzo, geniale! Che cazzo, vorrei averlo pensato io! Avrei rispolverato questa fottuta storia per anni”. La chitarra elettrica con cui ho suonato la canzone è una Fender Stratocaster che mi aveva dato Johnny Marr. Un'altra! E l'amplificatore è un VOX AC-30 del 1963, che era l'amplificatore del Cavern Club. L'avevo comprato da uno degli Hollies. Ed è per questo che suona così magnifico.

Ho fatto concerti in cui arrivavo solo al primo verso e poi smettevo. E tutto il pubblico la cantava dall'inizio alla fine. È stato folle. Quella è una canzone folle, è fottutamente folle. Non riesco nemmeno a... Perché? Chi lo sa. È semplicemente magica.

HEY NOW 

Erano solo un paio di accordi che improvvisammo in un soundcheck. Mi ricordo di averlo fatto una volta al The Marquee ( Storico club di Londra). È un pezzo strano, con degli accordi strambi. E c'è un fottuto sintetizzatore, che ho percepito oggi. Mi chiedo chi ce l'ha infilato. Non ce l'avevamo nemmeno un sintetizzatore. E quindi stavo lì ascoltandola sul treno e mi chiedevo: “Chi cazzo l'ha suonato?”. Ma, di nuovo, il testo è meraviglioso. Questo è quello che ho pensato oggi riguardo al pezzo.

“I took a walk with my fame down Memory Lane and never did find my way back”. Ci sono un paio di grandi incastri di rime in quella canzone. Ma deve essere una di quelle che avevo scritto prima di venire qui a registrare, perché ha molte parole.

THE SWAMP SONG (Estratto numero 1) 

Non so perché si chiami Swamp Song. Era solo una cosetta che suonavamo per divertirci. Va e viene in un paio di punti del disco. E ho pensato: “Wow, cazzo!”.

SOME MIGHT SAY

Ti ricordi una band chimata Grant Lee Buffalo? Nessuno se la ricorda. Era una indie band americana. Del post-grunge. Ed erano tipo ... Non sono un loro fan, ok? Però avevano questo pezzo che si chiamava Fuzzy. E puoi sentire la grande influenza che ha avuto su Some Might Say. Quando sono ossessionato da una canzone per anni, la frego e ci tiro fuori altri 12 pezzi.

Tutto quello che faccio è un tributo a una cosa. O a un'altra. Non sono un genio. Sono un appassionato di musica, capito? Paul Mcartney è un genio, e Morrissey e Bob Dylan. Io no. Sono solo un loro fan. Sono bravo a mettere insieme le varie cose. E non sono così schizzinoso da non rivelare da dove vengono. Te lo dico.

Niente è originale. Ci sono solo 12 note comunque.

CAST NO SHADOW 

Cast no shadow è la mia ... In realtà nella mia testa, credo che volevo suonasse come i Pink Floyd, perché sono gli stessi accordi di Wish You Were Here. Gli accordi iniziali sono gli stessi. Ma la stavo sentendo oggi e suona un po' sconclusionata. Ha un non so che di country e c'è qualcosa che.. Si muove in mezzo a due stili diversi ma è una canzone dannatamente bella. Ci sono alcune delle più belle parole che abbia mai scritto in quella canzone. “Bound with all the weight of words he tried to say, chained to all the places that he never wished to stay". Cioè, porca troia.. Non mi ricordo assolutamente di averle scritte ma quando l'ho sentita oggi ho pensato. Cazzo, amico mio, ben fatto! È un verso veramente bello. Profondo, se vuoi. E ancora, l'ho scritta d'istinto, senza pensarci troppo su. Ed è un peccato che la canzone non abbia un secondo verso, ma tant'è ... Mentre lo stavamo registrando qui, Morning Glory, i Verve (o i The Verve, o come cazzo si chamavano al tempo) si erano sciolti per la prima volta e mi ricordo fu una rottura davvero sgradevole, per quello che ricordo. Richard (Ashcroft, ndr) l'aveva presa veramente male. E lui e Owen erano molto legati. E gliel'abbiamo dedicata, come una specie di incoraggiamento.

SHE'S ELECTRIC

Era stata composta ai tempi di Definitely Maybe, ma fu scartata in favore di Digsy's Dinner. Perché credo Digsy's Dinner suonasse meglio live, essendo una canzone meno complicata. E ancora ha delle parole stupende. Non so come quella roba mi sia venuta fuori. Non so come mi è venuto fuori quel ... È come The Importance of Being Idle: una canzone con un mood anni '60, con quel tipo di storia dietro. È molto Britpop. E sentire Liam che toccava quelle note così alte, mi ha fatto dire: “Wow, porca troia!". 

Come ho detto, non eravamo degli snob. Come quando suonavo a qualcuno per la prima volta Cigarettes and Alcohol e loro dicevano: “Pff, è uguale ai T-Rex”. “No, ma davvero? Cazzo! Non l'avevo mai notato!”. “E quei due accordi uguali ad Imagine? No, ma davvero? Non puoi mica farlo!”. “Io posso, e lo farò e l'ho fatto. E tu lo comprerai. Quindi vattene a fanculo!” 

MORNING GLORY

Durante il tour di Definitely Maybe ho conosciuto questa ragazza in America e quando ci incontravamo lei diceva: “Hey, what's the story morning glory?”. E non so cosa cazzo significasse. E ieri parlavo con dei giornalisti americani e glel'ho chiesto e mi hanno risposto che non l'avevano mai sentita prima. Penso fosse una specie di espressione americana per dire “Buona giornata!” o qualcosa del genere. E ci rimuginavo su ...What's the Story Morning Glory? ... E l'ho infilata in quel pezzo. Perchè poi farla diventare il titolo dell'album? Non lo so.

Mi ricordo di aver scritto quel fottuto verso “All your dreams are made when you're chained to the mirror and the razor blade” proprio in questa stanza. Sentendola oggi mi sono reso conto che al tempo mi sembrava di essere in uno stato in cui tutto ciò che scrivevo fosse significativo. 

THE SWAMP SONG ESTRATTO 2

Quel passaggio da Morning Glory a Champagne Supernova dove senti gli elicotteri e poi passi al rumore del mare che si infrange sulla riva. Cercavo di capire. Non so perchè stia lì. Ma credo che ci fosse qualche dannato motivo per cui è lì. I concerti durante il tour di Morning Glory iniziavano sempre con il suono degli elicotteri. Erano dei momenti davvero da brividi. Perchè ogni volta che iniziava, non so, potevi sentire che presto sarebbe successo qualcosa. C'era una forte tensione. Sì ero in fissa con gli effetti sonori, all'epoca.

Ora capisco perchè quell'album stuzzica tanta gente. Capisco quando sei hai 14 anni e lo ascolti. Perchè adesso nel non c'è nulla per un ragazzino di 14 a cui piace rock e voglia trovare qualcosa che lo appassioni. E persino le band che suonano le chitarre, non fanno roba del genere. Me ne sono reso conto tipo oggi per la prima volta in 25 anni!

CHAMPAGNE SUPERNOVA

Quando ce ne siamo ansati via da qua, siamo entrati nel circuito dei festival. Per concludere l'era di Definitely Maybe suonando in alcuni festival. Quindi ci siamo ritrovati insieme a Weller, Cradock (Steve Cradock, membro degli Ocean Colour Scene) e tutta quella cricca, in vari posti. E mi ricordo che stavo seduto nel retro del tour bus di qualcuno, e gli ho fatto sentire (a Weller) i rough mix. E lui diceva: “Oh, porca troia, voglio suonare qualcosa in quel pezzo”. Quindi è venuto pensando di suonare su Morning Glory. Ma Champagne Supernova stava bramando un assolo di chitarra perchè il mio era orribile. E alla fine ha suonato su quella. Ed è pazzesca. Grazie a Dio l'ha fatto, grazie a Dio l'ha fatto.

Nessuno sapeva come Champagne Supernova sarebbe venuta fuori perchè un cazzo di nessuno l'aveva mai sentita. Sai, quella canzone dura 7 minuti e nessuno l'aveva sentita, tranne me. E nemmeno io ero tanto sicuro di come volerla finire. Ne ero sicuro di come sistemarla. Tutto quello che sapevo era che avevo un verso, il ritornello e quella piccola parte di chitarra (la canticchia) che avevo solo in testa ma che ovviamente dovevo ancora provare. Quindi lavoravi d'istinto, perchè da giovane non ci pensi troppo su. Funziona tipo: “Il mio istinto mi dice che questa cosa sarà grandiosa, quindi lo seguiremo e la faremo così.” “Si le prime cinque o sei tracce, pensavo: “Arriva Wonderwall adesso!. È fottutamente presto. E poi c'è Don't Look Back in Anger che credo sia la terza canzone”. Mi sono detto: “Wow, è proprio intenso.” Adesso inizio a capire perchè 22 milioni di persone lo hanno comprato.

BONEHEAD'S BANK HOLIDAY

È una canzone ridicola, un po' stupida, scema che si era soliti suonare in sala prove per i ragazzi. E ho pensato che sarebbe stato fantastico se l'avesse cantata Bonehead. Quindi abbiamo registrato la base musicale e lui le voci di prova. Ha preso una cassetta e se l'è portata di sopra con sé. Gli ho chiesto se davvero la sentiva e mi ha detto: “Sì cazzo, me la sento”. Poi è andato al pub a bersi qualche bicchiere per sciogliersi un po' prima di cantarla ed è tornato qui piegato in due, assolutamente devastato. E c'è una versione stupenda di lui che prova a cantarla in cui è davvero sbronzo come la merda. E mi sembra che alla fine della canzone ci sono lui e Liam ubriachi che dicono cazzate. Beh ci sono registrazioni infinite piene di quella roba. Quella canzone ha un testo un po' stupido: “She was like.. she looked like a mum who had a face like a nun in vain” (in realtà è "She was with her mum who had a face like a nun in pain", ndr). La cocaina è proprio una droga assurda! 

 LE B-SIDE

Rockin' chair l'abbiamo fatta durante le registrazioni. Poi mi ricordo che stavo qui per ultimo, se n'erano andati tutti e li tecnici stavano impachettando tutta la strumentazione. Io e Owen stavamo ultimando i rough mix e mi ricordo che stavo seduto qui e ho scritto It's better people in quasi 10 minuti. Allora ho fatto fermare tutti. Gli ho fatto riscaricare tutti gli strumenti e riportarli qua. E Owen non capiva. Ho detto:“Ho appena scritto questa canzone”. L'abbiamo registrata in un'oretta.

Quindi quella l'abbiamo fatta qui e Step Out pure. Ma per The Masterplan (fu diverso). Wonderwall sarebbe stato il singolo e ci mancava una canzone, avevamo bisogno di una B-side. Quindi sono sparito un po' e l'ho scritta. Ed è venuto fuori che al tempo ogni cosa che scrivevo era incredibile. Verosimilmente, The Masterplan potrebbe essere vista come l'ultima delle grandi canzoni, fottutamente grandi canzoni culturalmente rilevanti che scrissi. Ma mi piace questo fatto che ci sono canzoni che non non dovevano essere B-sides, che non dovevano essere A-sides, che non dovevano stare sul disco. Mi piace. E vorrei che i fan la smettessero di discuterne troppo. Perchè questo è quello che rappresenta gli Oasis. Il fatto che.. Sai, non stai lì seduto a sentire un album ancora e ancora, perchè ci sono altri 12 pezzi a cui dovresti dare un'occhiata. Tipo Listen Up, Talk Tonight, Headshrinker, The Masterplan, Acquiesce, Rockin Chair, It's Good to Be Free, Fade Away. Capisci già ne ho dette una decina che sono buone abbastanza da lanciare la carriera di qualsiasi band.

Ieri stavo facendo un'intervista e qualcuno ha detto: “Parliamo dell'iconica copertina dell'album”. E io ho fatto: “Ah, davvero? Porca troia..” Cose tipo i titoli delle canzoni e le copertine, assumono una vita propria Mi ricordo quando sono entrato nella riunione per la cover di Morning Glory e mi incazzai parecchio. Ho detto: “È tutto qui? Che diavolo è quella roba?”. Volevo che fosse scattata al mattino presto, quando le strade sono vuote. E penso che io e Liam dovevamo essere nella foto. Ma eravamo stati in giro a bere tutta la notte e non siamo riusciti a riprenderci. Ma certamente è diventata iconica e la gente ci vede dentro un sacco di roba.

(translated by Luca)

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

martedì 20 ottobre 2020

Oasis, i 25 anni di '(What's the Story) Morning Glory?' portano 'Wonderwall' al miliardo di stream su Spotify

Sulla scia del 25esimo anniversario della pubblicazione del disco-pietra miliare dei fratelli Gallagher, il singolo raggiunge lo storico traguardo

"Roba grossa", ha esordito ironico Liam Gallagher, da sempre allergico a tutto ciò che riguarda le piattaforme di streaming, "saranno tutti ascolti di Noel. Si sarà messo lì a cliccare di continuo per un’ora e mezzo, clic, clic, clic. Non so niente di Spotify e roba simile ma so che la gente la ama. E la gente la odia": così l'ex voce degli Oasis (la band si è sciolta nel 2009) ha commentato - non perdendo l'occasione di attaccare il fratello maggiore - il traguardo raggiunto dal singolo Wonderwall, uno dei brani più famosi della band nata a Manchester nel 1991 ed estratto dal loro secondo disco, l'album-pietra miliare (What's the Story) Morning Glory?, che ha raggiunto la considerevole cifra di un miliardo di ascolti su Spotify.

Wonderall, terzo singolo estratto da quel lavoro universalmente riconosciuto come il disco di maggiore successo della band dell'era Brit pop, è una delle poche tracce uscite dagli anni novanta ad apparire nella Top 200 di Spotify, dove naturalmente trionfano pop, hip hop e i tormentoni latino-americani.

Disco di platino nel Regno Unito, nel 2008, Wonderwall era arrivato al 76esimo posto nella classifica dei singoli più venduti nel regno Unito, dove in totale ha venduto oltre un milione di copie. Ora, però, grazie alle celebrazioni legate a (What's the Story) Morning Glory?, uscito il 2 ottobre 1995, arriverà a nuovi traguardi. Con buona pace dei portafogli di Liam e Noel Gallagher.

Source: repubblica.it

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

giovedì 3 settembre 2020

Wonderwall degli Oasis incoronato singolo britpop più venduto degli anni '90

A un quarto di secolo dalla sua uscita, arriva la certificazione di Wonderwall come canzone britpop più venduta. Gli Oasis dominano la classifica con sei brani nelle prime dieci posizioni.

Sono trascorsi 25 anni, ma solo in questi giorni Wonderwall”degli Oasis è stata incoronata singolo britpop più venduto degli anni '90. Il primato è stato rivelato in una trasmissione della BBC Radio 2 e dedicata alla storia della musica britannica del decennio che va dal 1990 al 1999. In quel periodo l’invasione del britpop era guidata proprio dal gruppo dei fratelli Gallagher che con la hit “Wonderwall” avevano raggiunto il successo internazionale. La classifica dei singoli britpop è stata elaborata partendo dai dati di Official Charts Company e sottolinea la fondamentale influenza degli Oasis nella storia della musica inglese. Il gruppo di Manchester ha infatti conquistato anche il secondo posto con “Don’t Look Back in Anger”, altro singolo presente nell’album cult “(What’s the story) Morning Glory?”. Gli Oasis sono presenti anche al quarto, settimo, nono e decimo posto, confermando a tutti gli effetti il dominio incontrastato di quegli anni.

Jo Whiley, conduttrice dello show radiofonico, ha sottolineato come questa classifica l'abbia riportata ai giorni di gloria dove il britpop dominava le radio: “È difficile credere che siano davvero passati 25 anni. Wonderwall è sempre stata una canzone speciale per tante persone, non mi sorprende che sia al primo posto, è un inno. Tutta la classifica mi ha riportato a un periodo davvero speciale della musica pop britannica, c’erano tante canzoni geniali e tante band”.

Nella top 10, oltre agli Oasis, sono presenti i Verve con due singoli “The Drugs Don’t Work” e “Bitter Sweet Symphony”, i Cornershop e i Blur, all’epoca grandi rivali proprio degli Oasis in una battaglia che aveva monopolizzato anche i tabloid britannici. 

 Questa la classifica completa:

  1. Wonderwall – Oasis (1995)
  2. Don’t Look Back In Anger – Oasis (1996)
  3. Bitter Sweet Symphony – The Verve (1997)
  4. D’You Know What I Mean? – Oasis (1997)
  5. Brimful Of Asha– Cornershop (1998)
  6. The Drugs Don’t Work – The Verve (1997)
  7. Whatever – Oasis (1994)
  8. Country House – Blur (1995)
  9. Roll with It – Oasis (1995)
  10. Some Might Say – Oasis (1995)

Clicca qui per vedere Noel che racconta l'origine di Wonderwall (video del 2010).

Source: skytg24.it

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

venerdì 6 dicembre 2019

Video: Blackout nello spogliatoio, il Manchester City canta Wonderwall degli Oasis

Noel Gallagher negli spogliatoi del City a maggio
Reagisce il Manchester City, che dimentica il pareggio sul campo del Newcastle battendo il Burnley per 4-1. Un'altra trasferta, questa volta portata a termine con il sorriso. Il Liverpool resta lontano, perché Klopp sta andando troppo veloce. Dietro i Reds, quasi il buio. Come quello che ha avvolto lo spogliatoio ospite al Turf Moor prima del calcio d'inizio. Colpa di un blackout, che ha costretto Aguero e compagni a farsi luce con i propri cellulari e con l'illuminazione d'emergenza necessaria per aiutarli a orientarsi prima che il problema venisse risolto. Tuttavia i campioni in carica non si sono persi d'animo, anzi. Hanno sfruttato l'occasione per creare un clima da concerto in cui cantare la classica canzone degli Oasis Wonderwall, inno degli ultimi successi del club inglese, visto che l'ex leader del gruppo Noel Gallagher è da sempre un grande tifoso dei Citizens. Una performance che ha portato bene, dal momento che sul campo la doppietta di Gabriel Jesus e le reti Rodri e Riyad Mahrez hanno regalato i tre punti al City.

VIDEO QUI

Una serata cominciata con un imprevisto, anche se raggirato con il sorriso e la fantasia. Poi il successo sul Burnley e infine la festa nello spogliatoio, nonostante la classifica non possa accontentare del tutto. Compreso Guardiola, che nella passata stagione ha vinto tutto quello che poteva vincere in Inghilterra e che quest'anno tenterà nuovamente l'assalto alla Champions. Proprio l'allenatore catalano si è reso protagonista di un curioso lapsus nella conferenza post partita, quando si è trovato ad elogiare Rodri: "Credo sia perfetto - le sue parole - e credo che il Bayern Monaco... scusate, il Manchester City. Non so a cosa stessi pensando". Ha sbagliato il nome della squadra, ma i suoi ragazzi non hanno sbagliato la partita. Nonostante la luce, che poi hanno ritrovato.

Già qualche mese fa i giocatori del City avevano intonato Wonderwall alla presenza di Noel Gallagher, negli spogliatoi dello stadio di Brighton, dopo la vittoria del titolo inglese.

Source: Sky Sport

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

lunedì 25 novembre 2019

Noel Gallagher: "Menomale che scelsi di cantare una tra Wonderwall e Don't Look, altrimenti i miei concerti sarebbero dannatamente noiosi"

Nella stessa intervista con Zane Lowe (per Beats 1) in cui ha detto di non aver sciolto gli Oasis dieci anni fa, ma di averli solamente lasciati (leggi qui), Noel Gallagher è tornato a parlare della famosa scelta tra cantare Wonderwall o Don't Look Back in Anger che sottopose a Liam, nel 1995.

"È vero che hai chiesto a Liam di scegliere una tra Wonderwall e Don't Look Back in Anger e lui ha scelto Wonderwall?", ha chiesto Zane Lowe al musicista.

Questa la risposta di Noel: "Le abbiamo fatte consecutivamente in studio ed erano solo basi musicali. Io avevo fatto la voce guida su entrambe. Ho detto: canto una di queste due canzoni, non mi importa quale sia. Lui ha cantato Wonderwall per prima e l'ha fatto benissimo, quindi non c'è stato bisogno di fare l'altra. Ma è andata così e ... sì, grazie a Dio ho scelto una di queste canzoni, perché, francamente, in caso contrario i miei concerti sarebbero dannatamente noiosi".

Audio qui.


OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

sabato 23 novembre 2019

"Noel Gallagher non volle Liam Gallagher sulla copertina di Wonderwall"

Michael Spencer Jones, colui che ha realizzato copertine di album per Oasis e Verve, ha rivelato che aveva pensato di fare apparire Liam Gallagher sulla copertina di Wonderwall, prima che Noel bloccasse questa idea.

Il fotografo e videomaker ha ricordato, conversando con il quotidiano inglese Mirror, che lui e Liam si stavano recando a Primrose Hill (collina nel Regent's Park di Londra) per fare una sessione fotografica per la copertina di Wonderwall, quando un taxi nero "frenò davanti a noi". Ne scese Noel per spiegare che Liam non poteva assolutamente apparire sulla copertina del disco perché "Wonderwall è una canzone d’amore. È su una ragazza".

Alla fine ad apparire sulla copertina del singolo, uscito nel 1995, fu un'impiegata della Creation Records (l’etichetta discografica degli Oasis).

Sempre a proposito della band dei fratelli Gallagher, Spencer Jones ha ricordato inoltre, che per la copertina di Be Here Now, album pubblicato nel 1997, scese il ‘caos’ ad ostacolare i suoi piani di voler fare una session fotografica notturna.
"Di notte le riprese scesero nel caos più assoluto. La band era distrutta. Un generatore saltò in aria e la pellicola venne sottoesposta. Alla fine usammo un'immagine che avevo fatto all'inizio della giornata".
 Source: Rockol


OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

lunedì 4 novembre 2019

Video e foto: Liam Gallagher premiato da MTV canta Once e Wonderwall a Siviglia

Liam Gallagher è stato protagonista a Siviglia della cerimonia degli MTV EMA 2019, gli European Music Awards conferiti da MTV. L'ex Oasis, presente in sala con la fidanzata Debbie Gwyther, è stato insignito del Rock Icon Award e poi si è esibito sul palco, cantando Once e Wonderwall.  

Queste le parole di Liam: "Grazie. Non la farò lunga. Complimenti a Siviglia, città adorabile. Sono stato qui l'anno scorso ed è stato grandioso. Voglio complimentarmi con MTV per aver riconosciuto la mia genialità. Grazie per il premio e statemi bene".

Metti like alle pagine http://facebook.com/oasisnewsita e http://facebook.com/oasisnotizieblog










OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

sabato 11 agosto 2018

VIDEO: Liam Gallagher ferma il concerto e redarguisce la security: "Lasciate divertire la gente! Non sta facendo nulla!"

Episodio curioso venerdì sera (10 agosto) al festival spagnolo di Sonorama Ribera, nella comunità autonoma di Castiglia e León. 

Liam Gallagher ha interrotto l'esecuzione di Wonderwall per redarguire la security, rea di usare modi troppo severi per contenere l'entusiasmo della folla. "No, woah! Che succede qui? Se la stanno spassando, amici. Se vieni a Manchester vedrai come vanno fuori di testa, ma non stanno facendo nulla qui. Smettetela di assillarli!".

Liam si è assicurato che la situazione fosse rientrata prima di ricominciare a cantare. Guarda il video qui sotto.

Un mese fa sempre in Spagna Liam era stato oggetto del lancio di un pesce ...

Source: Metro
 

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

martedì 12 settembre 2017

Liam Gallagher: "Ragazzi, non si fa rock col computer, ma con le chitarre. Sogno un supergruppo con Ashcroft e gli Stone Roses"

Intervista a Liam Gallagher. Consequence of Sound ha incontrato l'artista ad agosto a Santa Monica, in occasione del suo tour negli Stati Uniti e in Canada. 

Traduz. italiana oasisnotizie

  
Oggi la cosa trendy è mettere insieme un gruppo di tuoi amici famosi, pubblicare alcune foto con loro in studio su Instagram e fondare un supergruppo. Tu sei andato volontariamente a fare il solista. Perché?

Perché tutti coloro che farebbero parte di un supergruppo o che avrebbero a che fare con un supergruppo sono tutti solisti. Ci sono troppi artisti solisti in giro per i miei gusti e non abbastanza band. Sto facendo questo perché devo farlo. Preferirei di gran lunga essere in una band.

Suppongo che tu abbia una lunga lista di persone che avresti potuto chiamare per fondare qualcosa, però.

Ne conosco un po', ma fanno tutti parte di band o sono solisti. Le persone ideali sarebbero i tizi degli Stone Roses. Penso che si siano appena sciolti, quindi loro andrebbero bene. Ashcroft andrebbe bene. Ci sono tante persone in giro, ma la maggior parte di loro stanno tutti facendo la loro cosa. Ma se vogliono farne una ci facciano un fischio. Io lo farei. Ma dovrei essere io il cantante. Sono disponibile, ma non me ne starò lì, cazzo, a suonare il tamburello. Ho bisogno di stare al cazzo di microfono, amico.

Dunque, questo è l'inizio di una carriera da solista con più album sotto il tuo nome? O è solo una cosa da solista eccezionale dovuta alle circostanze?

Un disco alla volta, amico. Questa è una cosa che ho appreso negli ultimi 20 anni: spassarsela, cazzo, e cogliere il momento. Negli ultimi due concerti sono rimasto intrappolato nella bolla. Ti scorre senza che tu te ne accorga e fai: "Be', che cazzo è successo qui?". Quindi stavolta un disco alla volta e penso che vedremo come andrà. Devi vivere l'adesso, amico, perché è prezioso. Man mano che invecchi, ogni giorno è un cazzo di ... devi indossarlo, capisci cosa intendo? Pensare al futuro, fanculo quella merda. Come disse John Lennon "La vita è ciò che ti succede mentre sei impegnato a fare altri piani". Quindi abbiamo fatto questo disco, suona bene, abbiamo molti concerti da fare e saranno grandiosi, cazzo. Mi sento bene, quindi vediamo che succede alla fine del tour.

Riportami all'inizio di tutta questa cosa. Come sei finito a scrivere canzoni con il produttore di Adele, Greg Kurstin, e Andrew Wyatt dei Miike Snow?

Allora, me ne stavo a casa con il broncio senza fare niente, annoiato a morte, cazzo, avevo a che fare con molti avvocati, roba personale in corso e pensavo: "Quanto vuoi, stronzo?" (si sposta in un'altra direzione, ndr), "Tu quanto vuoi?". Quindi ho avuto quattro anni di fottuto inferno di avvocati e non è stato bello. La musica non era in cima alla mia lista. Un giorno mi sono alzato al mattino e ho preso la mia chitarra e ho pensato: "Tu sì che mi puoi aiutare, cazzo". Ho scritto una canzone di nome Bold, subito dopo ne ho scritto un'altra di nome When I'm in Need, le ho suonate ad un po' di amici e mi hanno fatto: "Oh, sono proprio belle, parliamo con qualcuno".

Facevo semplicemente: "Sono solo canzoni, non penso che mi possano chiedere di trovarmi una band o cos'altro". E dicevo: "Non voglio fare il solista perché è proprio un cazzo di ... preferisco essere in una band". L'ho suonata ad un tizio della nostra casa discografica, la Warner, e mi ha fatto: "Guarda, sono belle, vuoi un contratto discografico?". Ho detto: "Be', perché no?". Mi dice: "Hai altre canzoni?". Gli rispondo: "No, è questo tutto quello che ho al momento, ma ne troverò alcune". E mi dice: "Saresti interessato a scrivere con qualcuno?". E ho detto: "Sì, figo, non l'ho mai fatto prima, quindi non mi ammazzerà mica, no?".

Così sono volato a Los Angeles, ho incontrato Greg Kurstin, lì c'era Andrew Wyatt, abbiamo trascorso tre giorni nel suo studio e abbiamo scritto Wall of Glass, Come Back to Me e una canzone di nome Paper Crown, penso, in soli tre giorni. Quindi è stato bello. È stato un gioco da ragazzi. È stata una bella transizione, capisci cosa intendo?

Hai una delle voci più rappresentative degli anni '90 ...

Be', almeno in Inghilterra. Forse un po' in tutto il mondo. All'America non siamo mai andati molto a genio, ma in giro per il mondo tiro avanti. Ho fatto un buon lavoro negli anni '90 e tutto il resto.

E con una voce così riconoscibile e l'ascesa della musica elettronica mentre tu non c'eri, sono curioso di sapere se qualcuno ti abbia contattato per averti in qualche brano. So che ne hai fatto uno con i Prodigy all'epoca.

E i Death in Vegas. Può darsi che siano state poche le persone, comunque di sicuro non lo rifarei. La guitar music, amico, ha bisogno di un cazzo di calcio in culo. Non sono un grande fan della musica dance, l'ho fatto con i Prodigy perché conosco Liam Howlett. Per un po' è stato mio cognato (i due hanno sposato le sorelle Nicole e Natalie Appleton, ndr) e non sono male, e l'ho fatto con i Death in Vegas perché mi piace il brano e contiene molte chitarre. Ma la musica dance può andarsene proprio a fanculo per quanto mi riguarda. Qualunque cosa sia il rock and roll, quello sono io, amico.

Non pensi, però, che il rock and roll sia una mentalità? Un tizio di nome Skrillex fa della roba che è senza dubbio aggressiva quanto qualsiasi canzone rock.

Non l'ho mai sentito. L'ho sentito nominare. Ma non ho fretta di fare roba così.

Allora come lo salviamo il rock and roll? O lo rivitalizziamo? Siamo ad un punto in cui la gente definisce Jack White l'ultima rock star.

Be', non so nulla di tutto questo. Lo dicono, però. Ognuno è l'ultima cazzo di rock star. Vaffanculo, capisci? Ce ne sono un sacco, amico, sono ovunque, cazzo, devono semplicemente scuotere quella cazzo di testa. Ci sono un sacco di cosiddette rock and roll band che portano le chitarre attorno al collo come gioielli. Attacca la corrente e alza il cazzo di volume. E poi il concerto deve darci un po' dentro se non fa abbastanza rumore. Non invogli mica un cantante se suoni molto silenziosamente.

Quello che ho fatto io ... abbiamo un sacco di chitarre e sta venendo su bene, ma il rock and roll è sempre stato dalle mie parti. E non è una brutta parola. Ora sembra che dappertutto quando citi il rock and roll la gente faccia: "Cosa? Quella merda di 50 anni fa?". È sempre stato dalle mie parti. Non è mai stato fuori tempo.

Cosa diresti a questa futura generazione, però? Alla prossima nidata di ragazzi che fanno musica?

Devono imparare, cazzo, a suonare la chitarra, no? E a mettere via i computer. Non puoi fare rock and roll con i laptop.

Gli Oasis hanno un enorme catalogo e tu suoni alcuni pezzi scelti in questo tour. Ti sei rimesso ad ascoltarli per riprendere dimestichezza? Quelle canzoni come hanno trovato spazio in scaletta?

Nah, non ho bisogno di fare quello. Ce le ho in testa in ogni momento. Ma abbiamo una nuova band, no?, quindi nessuno vuole venire a vedere un concerto pieno di canzoni nuove. Non voglio fare un cazzo di concerto pieno di canzoni nuove. Non mi importa di quanto siano buone le nuove canzoni, ci vuole tempo perché la gente prenda dimestichezza. Se si fanno un culo così lavorando sette giorni a settimana per pagare quale che sia la cifra da pagare per venire al concerto, avranno alcuni classici degli Oasis. Vai lì per intrattenerti, no? Le canzoni degli Oasis sono mie tanto quanto di Noel, penso. Certe persone potrebbero dire: "Oh, non le hai scritte tu", ma le ho cantate io e le ho innalzate io, cazzo. Quindi portarle sul palco è proprio naturale per me. Cominciamo con alcune canzoni degli Oasis, otteniamo l'attenzione di tutti, poi buttiamo giù alcune canzoni nuove, quindi è un misto.

Suonate Wonderwall. Quello mi ha sorpreso.

Sì, mi ero disamorato da quella canzone un po' di tempo fa. Non mi è mai piaciuto il beat di batteria (imita suoni di batteria con la bocca, ndr), un po' troppo funky per me. Quindi non la facciamo in quel modo. La facciamo semplicemente con uno shaker e una chitarra acustica e una voce e lasciamo cantare la folla e così suona bene, cazzo. Devi dare loro quello che vogliono. È inutile strapparsi il naso a morsi per darsi la zappa sui piedi. Andare ad un concerto oggigiorno non è spensierato come era prima. Non sai se ti salterà in aria la cazzo di testa o se succederà una cagata, perché ci sono un sacco di stronzi folli nel mondo.

Pensi che questo renda la musica più importante che mai?

Sì, senza dubbio. È sempre importante e il mondo finirà in merda, ma la musica no, si spera. Se è in buone cazzo di mani.

Alcuni dicono che peggiore è il mondo migliore è la musica.

Se il mondo affonda, cazzo, penso che affondiamo con lui, quindi dobbiamo trovare un cazzo di equilibrio, no? Io tengo d'occhio ambo le cose. Vedremo come va, amico. Non vedo l'ora di fare altri concerti là fuori.

Sì, stai suonando al California Jam qui negli States. Dave Grohl ha detto che sei stato il suo momento chiave di Glastonbury.

Ho incontrato Dave un po' di volte. Abbiamo suonato un po' con loro in Inghilterra. Mi piacciono i Foo Fighters. Fanno esattamente cosa c'è scritto sul barattolo. In tutto il mondo e tutto il resto. Buona band, hanno delle buone canzoni. Il batterista è figo, mi piace la sua roba da solista. Range Rover Bitch, cazzo che canzone! Abbiamo incrociato i nostri cammini, ma è per quello che non vedo l'ora che arrivi questa cosa del California Jam, perché è sempre stato: "Come va? Ci vediamo dopo". Almeno stavolta sarà così: gireremo un po' di roba, ci faremo un paio di drink e vedremo dove andremo a finire, capisci cosa intendo?

Tutti ti seguiamo su Twitter. Cosa pensi che sarebbe successo se l'avessi avuto quando eravate al vostro apice, negli anni '90?

Direi le stesse cagate, amico. Non sono cambiato per nulla. Corro e tutto il resto e di sicuro bevo anche. Oggi ho da lavorare, quindi non ha senso che venga qui ubriaco e merdate simili. Ho roba da fare e tutto quello. Ma una volta che tutto è stato fatto potresti trovarmi laggiù in un piccolo bar a farmi un bicchierino e quella roba lì. Devi prenderti cura di te stesso quando arrivi a 45 anni. Correre mi fa bene alla testa e prima del concerto e oggigiorno la sera prima del concerto schiaccio un bel pisolino. Il concerto è la cosa più importante, ma dopo il concerto chi cazzo vuole farlo? Ce la spassiamo!

Ascolti mai gli Oasis?

Non tanto, li sento alla radio piuttosto spesso e roba così, ma di certo non mi siedo ad ascoltare gli Oasis. Ne vado molto fiero. Penso che abbiamo fatto un buon lavoro, amico, e che abbiamo fatto emozionare un sacco di persone. E significhiamo molto per le persone anche ora che non stiamo suonando. Ci sono molte generazioni che non hanno avuto l'occasione di vederci, ma vengono ai concerti e apprezzano. È una parte importante della mia ... Non me ne discosterò mai e non voglio discostarmene. Sono l'uomo degli Oasis e amo questa cosa, cazzo.

È diverso fare il solista? Ti preoccupa il fatto che la gente non lo accetti? So che hai parlato dei Beady Eye dicendo che non era esattamente quello che voleva la gente.

Ecco perché non è proprio una band, è il mio nome. Vorranno sempre le canzoni degli Oasis e io a loro le darò sempre. Non è un peso o un fardello sulla mia spalla, quella band la amo fottutamente e sono pronto ... se la band si riunisse domani sarei il primo a presentarmi, capisci cosa intendo? Quindi non sto congelando le cose e non voglio disperatamente rimettere insieme la band. Se la band si riunisce, si riunisce, ma dovrebbe essere ... non è questione di assegno e non è questione di soldi, è questione che io e il nostro ragazzo (Noel, ndr) diventiamo di nuovo fratelli e, se mai dovessimo farlo, che l'uno piaccia di nuovo all'altro. Inevitabilmente il prossimo passo sarebbe andare in tour e fare della musica.

Ma alla gente sta piacendo quello che sto facendo. Anche se la gente non lo sta apprezzando tanto quanto i cazzo di Oasis, non puoi mica infilarlo giù per la gola alla gente. Costringere qualcuno ad ascoltare la mia cazzo di nuova canzone, amico, non è così che lavoro e non è così che funziona la musica. Apprezzano o non apprezzano. E se apprezzano gli Oasis più di quanto vogliano apprezzare questo, anche così va benissimo, cazzo. Perché sai che c'è? Anche a me va bene quella roba, amico. Non me ne starò lì seduto a fare: "Awww, non apprezzano la mia musica, cazzo". Non me ne fotte un cazzo. Se lo fanno lo fanno, se non lo fanno non lo fanno. Almeno apprezzano qualcosa di quello che ho fatto, cazzo. Che sia degli anni '90 o di adesso non mi importa, perché so fare qualsiasi cosa. So fare questo o la roba degli anni '90.

Il documentario dell'anno scorso, Supersonic, fa un resoconto dell'ascesa degli Oasis, ma si interrompe a Knebworth. Avremo mai una seconda parte?

Avrebbe dovuto coprire tutto il percorso, ma sarebbe stata una lunga serata, cazzo. Credo che si interrompa a Knebworth perché quello era il momento significativo. Ma dopo quello ho avuto dei bei periodi, capisci cosa intendo? E abbiamo anche avuto dei periodi brutti. E abbiamo avuto dei periodi brutti nel percorso che ha portato a Knebworth. Forse faremo la parte successiva, chissà, non c'è molto da dire su quella, ma di sicuro non ci tiriamo indietro quando si parla dei momenti merdosi. I periodi merdosi sono stati belli come i periodi belli? Ero disoccupato e non facevo un cazzo, quindi anche i periodi merdosi sono stati belli. Non ho problemi con i periodi merdosi, amico.

Ultima domanda: sai chi è Banksy?

Oh, no. Sei tu? Ho sentito dire che è quel tizio di Massive Attack. Nah, non so chi sia, amico. Ad essere fottutamente onesti, in verità non me ne fotte un cazzo. Ho sentito che è molte persone, Theresa May e roba così, ho sentito che è lei. Ho anche sentito che è Gesù. Sei tu? Scommetto che sei tu, vero?

Traduz. italiana oasisnotizie

OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

venerdì 7 luglio 2017

Video e audio: Liam Gallagher canta Chinatown per la prima volta. E in scaletta torna Wonderwall

Ieri sera Liam Gallagher si è esibito in Serbia, all'Exit Festival di Novi Sad, e in scaletta ha presentato due novità. La prima è l'esordio dal vivo di Chinatown e la seconda è il ritorno di Wonderwall.

Guarda qui di seguito l'esibizione.




OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

martedì 4 luglio 2017

Dieci cose che non sai su (What's the Story) Morning Glory? degli Oasis

Chi non ha mai anche solo sentito parlare di (What's the Story) Morning Glory?, il terzo album più venduto nella storia della musica britannica dopo Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles e Greatest Hits dei Queen? Quasi tutti sanno che singoli come Wonderwall e Champagne Supernova, canzoni simbolo degli Oasis, sono diventate delle hit anche in America, ma forse c'è ancora qualcosa sconosciuta ai più su questo album epocale. Abbiamo cercato 10 curiosità meno note sul disco che ha definito un'intera generazione. Eccole qua.

Source: Rolling Stone

01 (What's the Story) è la controparte di Definitely Maybe, l'album di debutto della band dei fratelli Gallagher.

"Il primo album è tutto sulla fuga. Parla dello scappare dalla vita merdosa e noiosa di Manchester. Il primo album parla del sogno di essere una pop star in una band. Il secondo album parla dell'essere davvero una pop star in una band". Così ebbe a dire Noel Gallagher alla rivista Rolling Stone nel maggio 1996. Del resto anche musicalmente i due dischi sono sensibilmente diversi. Più rock con venature punk il primo, più melodico e pop il secondo.

02 Wonderwall trae il nome da un disco di George Harrison e fu scritta per l'allora fidanzata di Noel, Meg Matthews.

Il nome del celeberrimo brano è mutuato da Wonderwall Music, album di George Harrison, che compose la colonna sonora del film Wonderwall del 1968. È dedicato a Meg Matthews, prima moglie di Noel, conosciuta nel 1995 e sposata due anni dopo. Lei era a lavoro e lui le voleva far sapere quanto fosse importante per lui. Nel febbraio 1996 la musa di Noel disse al Sunday Times: "Non puoi andare da qualcuno e dirgli: 'Ciao, sono Wonderwall'. È una battuta tra me e i miei amici, ma l'uomo della strada non lo capisce. George Harrison scrisse il brano per la colonna sonora del film Wonderwall, quindi il riferimento è a quello, ma per me parla dell'essere il muro di forza di Noel. La sua solidità".

Alcuni mesi dopo l'uscita dell'album, a Rolling Stone il fratello Liam disse del brano: "Un muro delle meraviglie, un wonderwall, può essere qualunque cosa. È semplicemente una parola bellissima. È come cercare quel biglietto dell'autobus e stai provando a trovarlo, cazzo, quel bastardo, e alla fine lo trovi e tiri fuori un: 'Grandioso, cazzo, quello è il mio wonderwall!' ..."

03 I testi di due tra i brani più noti del disco, Roll With It e Don't Look Back in Anger, hanno poco senso o non ne hanno affatto.

"Don't Look Back in Anger non significa nulla, anche se è una canzone fantastica", rivelò Noel a Rolling Stone. "Quando sono sobrio rimugino troppo sul testo. Rendo al meglio quando sono ubriaco fradicio e semplicemente compongo". Liam non è d'accordo: "Non so cosa significhino, ma c'è comunque del significato. Significano cose, ma non so esattamente cosa".

04 Alan White, il secondo batterista nella storia degli Oasis, entrò a far parte della band solo una settimana prima dell'inizio delle registrazioni di (What's the Story).

"Andammo a prenderci una birra, tornammo e suonammo. Tutto lì", disse Alan alla rivista Rolling Stone nel 1996. "Pensavo fossero una manica di pazzoidi, ma in realtà non lo erano".

05 Noel ha ammesso che Champagne Supernova è stato lo sforzo più ricercato e più egocentrico che abbia compiuto per quell'album.

Al Sunday Times disse: "Champagne Supernova. Cristo santo, quanto è importante quel titolo? È come se stessi dicendo: 'Sono il sig. Noel Gallagher. Sapete chi sono? Sono il più grande. Sono come Muhammad Ali. Quando sono sobrio vi beccate Roll With It, canzoncine pop. Quando sono sotto l'effetto di droghe divento un bastardo decisamente arrogante. Lo capite?".

06 Il verso più famoso di Champagne Supernova era un'espressione casuale che si scambiavano i membri della band.

"Il verso che fa 'Dov'eri tu quando noi ci stavamo sballando?' è una cosa che ci dicevamo sempre tra noi", rivelò Noel al Sunday Times.

07 Richard Ashcroft, voce dei Verve, ha ispirato il brano Cast No Shadow.

"Scoprii che Richard non era proprio felice per un periodo, così scrissi quel pezzo per lui e circa tre settimane dopo lasciò i Verve", disse Noel alla rivista NME nel settembre 1995. "Parla in generale dei compositori che cercano disperatamente di dire qualcosa. Mi piacerebbe essere in grado di scrivere testi veramente significativi, ma finisco sempre per parlare di droga o sesso. La gente tende a chiedermi consigli su molte cose. Sono bravo a darli, ma faccio schifo a riceverli, ma gente come Richard e Paul Weller si prenderà cura di me. Si sincereranno che io sia consapevole su una sedia o che riesca ad arrivare a casa".

08 Hey Now! è una riflessione sui cambiamenti nella dinamica e nella composizione del gruppo.

"Questa canzone parla del far parte di un gruppo", disse Noel alla rivista NME nel settembre 1996. "Ad alcuni non piacerà perché vogliono più canzoni come Cigarettes & Alcohol o Supersonic. La band è cambiata molto e c'è un'atmosfera diversa. Abbiamo mandato via Tony McCarroll perché non era così bravo. Abbiamo consultato alcuni tra i migliori insegnanti di batteria del paese e ci hanno detto che non era molto bravo ... ma io credo nel destino. Doveva accadere per noi, era segnato, dalle prime sessioni di Definitely Maybe".

09 Molte delle migliori canzoni dell'album furono scritte nei momenti di lucidità prima che Noel si addormentasse.

"Scrivo un brano prima di andare a letto", svelò Noel ad Alternative Press, nel dicembre 1995. "Non avevo testi, solo una melodia. Se ce la faccio a ricordarlo come prima cosa al mattino allora so che è bello. L'ho fatto con Don't Look Back in Anger e con quasi ogni canzone di Definitely Maybe. Quando mi svegliavo ricordavo le canzoni accordo per accordo. Conoscevo le vocali e le sillabe che avrei usato".

10 Liam pensava già di lasciare gli Oasis.

"Da due mesi sono pronto ad abbandonare il gruppo", confessò al Sunday Times il 18 febbraio 1996, meno di sei mesi dopo la pubblicazione di (What's the Story) Morning Glory?. "Penso che per me questo stia arrivando alla fine. Penso di essere in grado di scrivere musica migliore, molto migliore, 100 volte migliore di quella che riesce a scrivere Noel, ma, detto questo, ora non posso farlo perché non ho tempo. Sono troppo impegnato ad andare fuori di testa e ad essere il cantante degli Oasis. Non sto dicendo che non sono felice. Sono completamente felice. Ma c'è vita dopo gli Oasis per me".

trad. by frjdoasis - originariamente pubblicato in italiano su Up in the Site nel novembre 2016



OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

domenica 10 luglio 2016

Noel Gallagher: "Il rock 'n' roll? Morto e sepolto. Il rock invece vive. Ecco come Ryan Adams mi ha fatto cambiare Wonderwall"

Noel Gallagher e Ryan Adams sono buoni amici da oltre dieci anni. Nel 2004 la cover di Wonderwall che Adams presentò gli fece vincere un Grammy Award e a quella cover si è ispirato Noel per una "nuova" versione acustica del brano, proposta più volte nei suoi tour dopo lo scioglimento degli Oasis.

Martedì 12 luglio Adams e gli High Flying Birds di Noel saranno sul palco del Meadow Brook Amphitheatre di Rochester Hills, Michigan. 

"La scaletta che seguo è divisa in tre sezioni: il primo terzo è la roba nuova, il secondo terzo è un misto di nuovo e vecchio e poi la terza parte è i vecchi Oasis", spiega Noel, 49 anni, 18 dei quali trascorsi in una delle più grandi band del Regno Unito. "Quindi a seconda di quale sia il tuo gusto c'è qualcosa per tutti".

Intervistato dal Detroit Free Press prima del concerto al Meadow Brook, Noel parla delle sue vecchie hit, di come Ryan Adams gli abbia fatto cambiare il modo di suonare Wonderwall, della sua nuova canzone scritta con Paul Weller per i Monkees e della distinzione che fa tra "rock 'n' roll" e "rock" di oggi.

---

Tu e Ryan Adams siete noti per essere ... diciamo così, personalità elettriche. Andate d'accordo?

Tanto d'accordo quanto potresti sperare, sì. Sono sempre andato d'accordo alla grande con lui. Penso che lui potrebbe essere un po' più complicato di me. L'ho visto indossare calzini di colori diversi, sai? No, non so cosa significhi, ma io indosso sempre calzini dello stesso colore, sai? Prendila per quel che può valere. Ma lui mi piace. Quando escono i suoi dischi ci dò sempre un ascolto e possiedo il disco uscito di recente. Assumendo che non ne abbia fatti altri sei nel frattempo, che è quello che fottutamente fa.

Che ne pensi della sua cover di Wonderwall? È l'unica cover di quella canzone di cui ti ho sentito parlare bene.

Ci ha messo dentro la tristezza, la malinconia. Scrissi quella canzone e poi la registrai molto rapidamente. Poi alcuni anni dopo lui ne faceva una versione dal vivo e qualcuno che era lì in quel luogo mi chiamò e mi disse: "Sta facendo questa canzone!". Ci ha messo dentro proprio la malinconia, la tristezza. E devo dire che rimasi sbalordito quando la sentii. Veramente sbalordito. Cazzo, l'ha fatta alla grande.

Ti ha ispirato nel modo in cui ora ti approcci a quella canzone? 

Sì, ho modificato leggermente la melodia proprio per come la cantava lui. Il modo in cui Liam la cantava era fantastico, è la versione del disco e ha cambiato la vita alle persone e bla bla bla, ma quando ho sentito Ryan cantarla l'ho modificata leggermente. Ora è più blues triste, la faccio così per via di Ryan. E per questo lo ringrazio.

Ti senti ancora in grado di investire emotivamente nelle vecchie canzoni? Siamo a 25 anni da alcuni di quei brani. 

Sì, finché va avanti io lo faccio ancora. Perché molte di quelle canzoni furono scritte e registrate molto rapidamente. Quindi non sono mai invecchiate in studio. E, volendo essere brutalmente onesti su molte delle canzoni degli Oasis, a me non piace come sono state registrate. Non avevamo proprio idea di cosa stessimo facendo in studio. Eravamo molto giovani. Quindi tiri ancora fuori parti migliori, capisci? Per me quelle canzoni sono ancora molto vive. Non invecchiano. 
E, onestamente, quando guardi e tra il pubblico vedi un gruppo di ragazzi che non erano neanche nati quando l'hai scritta, e loro hanno preso questo brano e l'hanno portato nelle loro vite, non puoi permetterti di farlo invecchiare. La tua prossima generazione di fan - che sono fottutamente fortunato ad avere, il pubblico continua ad rigenerarsi - sono loro che lo mantengono giovane. Lo ascolti attraverso le loro orecchie per la prima volta. Quindi provi a non perderlo mai di vista.

Che ne pensi dello stato attuale del rock 'n' roll?

Il rock è vivo e scalcia e urla e grida. Il rock 'n' roll è morto e sepolto, tesoro. E c'è una enorme differenza. Vallo a chiedere a Keith Richards. È come se il rock fosse da qualche parte a urlare e gridare in pantaloncini corti. 
Il rock 'n' roll è suonato da vecchi come me e non sono molte le giovani band che sanno fare rock 'n' roll. Sanno fare rock. Sono sicuro che anche Justin Bieber ha una canzone rock. Quando tutte queste pop star attaccano la spina e fingono di suonare una Les Paul (fa una voce acuta, ndr): "Ehi, facciamo rock, amico!".
Rock 'n' roll è il tuo modo di camminare e il tuo modo di parlare e di fumare e il tipo di occhiali che indossi e il tuo taglio di capelli. E il rock è più di un amplificatore Marshall e una bottiglia di jack Daniel's. Anche se il Jack Daniel's aiuta (ride, ndr). 
Qualunque cosa sia artificiosa non è rock 'n' roll, no? Vedi queste mamme che accompagnano i figli e questi hanno l'obbligatoria maglietta del tour del 1972 dei Rolling Stones, che hanno comprato da Gap. Quindi dovremmo adorare i vecchi dischi e quelle cose lì.

Se ci pensi può risultare un po' triste.

Be', sì. Solo quest'anno abbiamo perso Prince, uno dei più grandi. Abbiamo perso Bowie, uno dei più grandi. Abbiamo perso Lemmy, uno dei più grandi. Ti chiedi: ci sarà lo stesso clamore il giorno in cui morirà uno dei Maroon 5? Non penso. Ce ne sono ancora un sacco: Neil Young, Iggy Pop, John Lydon, Paul Weller. Ancora grandiosi. McCartney è ancora grandioso. Di recente ero ad una festa e si è presentato David Gilmour e ha suonato, ed è stato fantastico. È un peccato. Di rado vai in un posto e vedi una band di ventenni di fronte a cui fai: "Wow!". Alcuni di loro indossano gli abiti giusti e suonano di merda. Alcuni di loro suonano bene, ma non indossano i vestiti giusti.

A proposito di Paul Weller, puoi parlarci della canzone che con lui hai scritto per i Monkees, inserita nel loro nuovo album Good Times?

Per quanto possa sembrare bizzarro, è proprio così. Allora, io e Paul Weller siamo amici da oltre 20 anni. Siamo vicini di casa, viviamo l'uno dietro l'angolo dell'altro a Londra. Talvolta ci ritroviamo insieme in studio e cazzeggiamo, scriviamo canzoni. Abbiamo scritto questa canzone intitolata The Birth of an Accidental Hipster (La nascita di un hipster casuale). Non l'abbiamo finita in tempo per inserirla nel disco che stava facendo Paul e poi neanche per il disco che stavo facendo io. Quindi è rimasta lì in uno stato di "semiscritta". Non sapevamo cosa farne. 
Poi un giorno un tizio mi ha mandato una e-mail di punto in bianco e mi ha detto: "I Monkees stanno facendo un nuovo disco, stanno chiedendo alla gente di scrivere canzoni per loro". Io ho pensato: "Chi diavolo è questo tizio? I Monkees? Pensavo fossero tutti morti". Poi mi è capitato di parlarne con Paul Weller e lui mi ha chiesto: "Che ne dici di quella canzone che abbiamo?". Siamo andati ad ascoltarla e ci siamo detti: "Sai che c'è? Suona veramente come qualcosa dei Monkees". Così abbiamo mandato loro un demo e a loro è piaciuto. 

Suppongo che sul tuo curriculum ci sia un bel rigo piccolino: "Ha collaborato ad un disco dei Monkees".

È la cosa più bizzarra che mi sia capitata in vita mia.

Eri fan di questi tizi da ragazzino?

Be', ero fan della trasmissione televisiva e tutta quella roba lì. E Porpoise Song resta uno dei grandi momenti psichedelici di cui si abbia notizia nella storia. È una canzone incredibile. Sai, sentire Mike Nesmith e Mickey menzionare il mio nome in un'intervista per Rolling Stone è stato tipo: "Wow, è fuori di testa! È pazzesco". I Monkees! È pazzesco.


Negli ultimi due anni hai detto che all'orizzonte vedi un termine, che forse tra 10 anni ti stancherai di andare in tour. Operi con un reale orizzonte temporale definito nella tua testa?

Non penso che farei tour tanto per farli. Penso che se ancora stai facendo musica sei obbligato a registrarla e pubblicarla. Perché Dio solo sa ... c'è tanto di quel dolore e sofferenza e barbarie nel mondo che pubblicare musica è ancora un atto rivoluzionario. Dovrebbe essere fatto il più possibile. Quindi finché continuerò a pubblicare canzoni continuerò a farlo.
Se smettessi di scrivere canzoni non sono il tipo di persona che se ne starebbe seduto a casa a pensare: "Oh, mi piacerebbe andare in tour perché è ciò che faccio". Finché avrò degli album andrò ancora in tour.

Fonte: Detroit Free Press - traduzione oasisnotizie

Noel Gallagher live in Atlanta - 1 July 2016 - GALLERY
Noel Gallagher live in New York - 6 July 2016 - GALLERY


OasisNotizie è di nuovo su Facebook. Aiutaci a ripartire e crescere con un like alla nostra pagina. Clicca qui.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails