Non solo Avicii. Nel mirino di Noel Gallagher era finito anche Deadmau5, DJ e produttore discografico canadese. E, come avvenuto con Avicii, la sua risposta non ha tardato, arrivando stavolta su YouTube e su Twitter. In questo caso, però, si è creata una convergenza tra il 48enne e il 34enne disc jockey canadese, uniti dall'avversione nei confronti del giovane svedese.
Tutto è cominciato da una videointervista che l'ex Oasis ha rilasciato alla rivista NME(vedi qui) in cui aveva esordito dicendo: "Ciao, sono Deadmau5 (DJ e produttore canadese, ndr), senza il cappello fottutamente stupido, e questo è Nme.com".
Joel Thomas Zimmerman, vero nome di Deadmau5, ha pubblicato su YouTube un video (è qui sotto) in cui replica alle parole di Noel così: "Sono Noel Gallagher, senza lo stupido accento". Al di là delle punzecchiature, però, Deadmau5 concorda con Gallagher riguardo ad Avicii. Più tardi il canadese ha infatti scritto su Twitter quanto segue.
"Non me ne fotte un caaaazzo. Noel Gallagher ha ragione. E Aviciformaggio è ovviamente un permalosone del cazzo perché gli scemi mettono in play i CD. I fatti sono fatti".
"Tanto di cappello a lui, cazzo, credo ... Be', pensateci. Noel ha ovviamente tutto il diritto di essere stufo che per qualche cazzo di ragazzino mettere in play un CD sia considerato "esibirsi" ..."
"Non devo amare fottutamente il tizio, ma non posso dire che ha fottutamente torto ... ma è buffo vedere Avicii provare a svignarsela fottutamente così".
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"La musica dance è una passeggiata nel parco. Ogni coglione può farla e, onestamente, ogni coglione la sta facendo". Pensieri e parole di Noel Gallagher, che già nel 2011 bollava così la musica più in voga dell'epoca moderna.
Oggi l'ex chitarrista degli Oasis conferma quanto affermato quattro anni or sono e, com'è nel suo stile, rincara la dose, prendendo di mira il DJ e produttore EDM (electronic dance music) Avicii, che sabato 11 luglio si è esibito sul palco del T in The Park Festival, in Scozia.
L'indomani è toccato a Noel suonare al T in The Park e l'occasione era per lui troppo ghiotta per non dire la sua sul 26enne. Intervistato dalla rivista NME, Gallagher ha rilasciato dichiarazioni non proprio concilianti, diciamo così, nei confronti dello svedese.
"Non so nulla di Avicii. Non voglio sapere nulla di Avicii. Mi sembra un artista del Rinascimento. Non lo so, sono quelle insulsaggini alla David Guetta? Si esibirà il giorno prima di me? Non preoccupatevi, dopo di lui posso salvarlo io il festival".
La risposta di Avicii non si è fatta oltremodo attendere: è giunta il 27 luglio con un post su Instagram. Il giovane ha pubblicato una foto della serie animata South Park e si è rivolto direttamente a Noel, usando parole quali "rancoroso rocker della vecchia epoca" e "stupida salsiccia". Ecco il passaggio più significativo: "Ciò che è veramente triste è sentire un musicista della vecchia epoca come te confessare così schiettamente e apertamente di non avere una mente aperta alla nuova musica, insultando roba che non hai neanche sentito. Il tizio col cappello".
Evidente il riferimento all'intervista a Xfm Radio in cui Noel ha detto: "Trovo sconvolgente per il futuro dei festival di Serie A (e in un certo
senso della cultura giovanile) che tutto si riduca ad un tizio con un
cappello e un paio di false console per DJ che preme play su un lettore
CD".
Noel Gallagher ha concesso una bella chiacchierata a Xfm Radio (audio nel primo video qui sotto) dietro le quinte del T in the Park, festival che si tiene ogni anno a Kinross, in Scozia. Nell'intervista ha dapprima ricordato le sue esperienze al T in the Park con gli Oasis (come fece tre anni fa, secondo video qui sotto), e poi ha discusso dello stato attuale del music business, esprimendo la sua disapprovazione per la electronic dance music e per app come Spotify, che hanno contribuito, a suo dire, ad ammazzare i negozi di dischi.
"Ricordo la prima volta che suonammo qui. Erano le due del pomeriggio e suonammo sotto un tendone con la gente che assiepava il posto", racconta.
"Arrivammo in treno perché un cretino aveva rifornito con la benzina il
nostro furgoncino diesel. Eravamo a Leeds e prendemmo il treno per
venire qui in Scozia".
"Era appena uscita Supersonic. Ricordo che il nostro manager venne da me e mi disse: 'Canzone fottutamente grandiosa, ma dovete tagliare i vuoti tra le canzoni, sono troppo lunghi'. E io gli risposi: 'Che cazzo dici? Perché troppo lunghi? Sai dove siamo? Non hanno il concetto di tempo questi, sono fottuti cani drogati. Chi cazzo sa che ore sono?'. Porca troia, è la cosa peggiore che mi abbiano mai detto dopo 'Abbassa gli alti sul secondo verso di Rock 'n' Roll Star', frase che mi disse Alan McGee. Cosa gli risposi? Gli dissi di andare a fanculo. Temo che allora me lo disse tanto per dirmi qualcosa".
Noel analizza la scena musicale odierna con queste parole: "Trovo sconvolgente per il futuro dei festival di Serie A (e in un certo senso della cultura giovanile) che tutto si riduca ad un tizio con un cappello e un paio di false console per DJ che preme play su un lettore CD. Non lo so, trovo che sia un futuro piuttosto tetro".
Il T in the Park quest'anno vede tra gli headliner anche David Guetta e Avicii.
"Penso sia piuttosto eloquente e direi un po' triste - ma forse è una parola forte - che la maggiore attrazione in ogni festival cui assisti siano ancora band che sono in giro da dieci anni, come i Kasabian per esempio", prosegue Noel. "Radiohead, Coldplay, Prodigy, Chemical Brothers. Sono tutte band che sono in giro da quindici anni, per cui una volta che quella generazione di band degli anni Novanta alla fine avrà deciso che ha guadagnato abbastanza denaro e si ritirerà dalle scene, cosa ci rimarrà?".
"Non c'è più il 'tribalismo'. Quell'aspetto della cultura giovanile è praticamente morto oggi. Non penso che qualcuno ora si alzi la mattina e pensi: 'Sì, cazzo, sono fan dei Catfish & The Bottlemen!'. Capisci? E con questo non intendo stroncarli, mi piacciono quei tizi, ma all'epoca quando ti alzavi al mattino ed eri fan degli Smiths significava qualcosa, capisci?".
"Non penso che quella sia la cosa prevalente oggi. Ora i negozi di dischi hanno chiuso e ci sono i servizi di streaming come Spotify, inventati da e per gente che non apprezza la musica. Lo streaming è per gente che non è presa dalla musica. Non capirei nessuno che amasse la musica e che non comprasse i dischi".
Noel rincara la dose: "E tutta questa idea è stata inventata da tizi con scarpe economiche, odiosi pantaloni chino e una polo che sono da qualche parte in America. È disgustoso. Come dici? La qualità del suono è migliorata? Lascia stare la qualità del suono. E la qualità delle canzoni? Una grande canzone è sempre una grande canzone, anche se la qualità del suono è una merda".
"Viviamo in un mondo dove non ci sono più band. È un periodo buffo e terribile", è l'amara sentenza di Gallagher. "Venti o venticinque anni fa noi venivamo dagli Stone Roses, che provenivano dagli Smiths, che provenivano dai Jam, che provenivano dai Sex Pistols. C'era una discendenza. Anche le band venute fuori con l'effetto a cascata, come i Primal Scream, i Verve, erano band fottutamente incredibili. Surclasserebbero qualunque band di oggi".
Noel Gallagher con Sergio Pizzorno dei Kasabian
"Qual è stata l'ultima grande canzone prodotta da una band?", si chiede Noel. "Non me ne viene in mente neanche una, una che sia divenuta parte del tessuto sociale, capisci? I Kasabian scrivono grandi canzoni, ma le parole cosa significano? Qualcuno lo sa? Penso non lo sappia neanche Sergio. Gli Arctic Monkeys scrivono grandi brani, ma sono too cool for school, se la tirano. Non riesco a pensare a nulla in cui perdersi per molto tempo. I Libertines? Sì, forse ... o forse no".
Come mai Noel ha dedicato Riverman, suo nuovo brano, a Morrissey?
Noel in azione al T in the Park domenica 12 luglio
"Quella canzone deve la sua esistenza a Morrissey", ha spiegato l'ex Oasis. "È una lunga e buffa storia fatta di bevute. Per farla breve una sera ero in giro a Los Angeles e lui mi fece ascoltare una canzone di un tizio di nome Brian Protheroe, Pinball. Quella canzone mi diede l'ispirazione per scrivere Riverman. Fu una serata fantastica, non se eri Russell Brand però, perché lui lo bullizzammo ... Anche Kevin Bridges (comico scozzese, ndr) si è meritato una citazione da parte mia sul palco perché è un gran fottuto tipo".
Sui programmi futuri: "Mi prenderò una pausa il 29 luglio. A novembre ho in programma delle esibizioni acustiche, non sono concerti veri e propri. Non tornerò on the road prima dell'anno prossimo. Poi andrò in Sudamerica, in Australia, poi tornerò negli States e poi tornerò a fare altri concerti in Inghilterra. E poi forse a settembre avrò un mini-infarto e morirò di morte improvvisa in bagno. Potrei fondare una band di nome Ministrokes ...".
"Sì, mia moglie è qui. Ieri era il cinquantesimo anniversario dei miei suoceri, per cui ieri mi sono sentito con loro. Praticamente ormai sono fottutamente scozzese", ha detto Noel in chiusura.
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