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giovedì 21 marzo 2024
Trentennale di Supersonic, gli Oasis ripubblicano il singolo in edizione limitata
lunedì 25 luglio 2022
Corriere della Sera: Arriva Supersonic, il libro in cui gli Oasis si raccontano
Oasis, c’eravamo tanto amati: arriva «Supersonic», l’unico libro autorizzato dalla band
Il «demonio» Liam e il «solitario» Noel tra aneddoti personali e artistici. I Gallagher: «Noi fratelli? Siamo solo parenti»
Comincia tutto in un quartiere popolare appena fuori Manchester, lungo una strada molto trafficata, dentro una casa con le stanze piccolissime e il bagno esterno. I fratelli Noel e Liam Gallagher, cinque anni di differenza e due caratteri che non potrebbero essere più diversi, si trovano a dividere la camera da letto, non senza malumori. Qualche anno dopo, si trovano a dividere anche lo scettro di una delle rock band più famose al mondo, gli Oasis. I loro litigi scandiscono il percorso del gruppo quasi quanto la loro musica, che intanto fa la storia degli anni '90. All’ennesimo mandarsi a quel paese, nel 2009 Noel se ne va, il gruppo si scioglie e lascia i fan nella disperazione, in attesa di una reunion che ancora non si è concretizzata.
Nel 2015, però, i due fratelli, insieme al resto della band, alla madre e a tanti personaggi che ruotavano intorno all’universo-Oasis, si fanno intervistare dall’amico designer Simon Halfon per quello che diventerà il documentario «Supersonic». Ci sono 16 ore di interviste con Noel e 12 con Liam, un materiale ricchissimo che in buona parte non ha trovato posto nel film ed è invece confluito nel libro omonimo, «Supersonic», in uscita in Italia martedì 26 luglio per Baldini+Castoldi (traduzione di Riccardo Vianello, 448 pagine, 20 euro), unico libro autorizzato dalla band, tanto da essere considerato un’autobiografia.
È dalle loro parole in prima persona, caustiche ma spesso esilaranti, unite a quelle di chi li circonda, che viene ricostruita la loro storia, partendo dall’infanzia nei sobborghi di Manchester, fino al culmine del successo, con le due date inglesi a Knebworth Park nel 1996 andate subito sold out.
Liam, definito dalla madre Peggy «un demonio», fin da piccolo ha un’energia incontenibile ed è costantemente alla ricerca di attenzioni. Il fratello maggiore Noel è più tranquillo e passa le giornate in camera con la sua chitarra. «Non saprei dire perché Liam e io siamo così diversi, in fondo abbiamo avuto la stessa infanzia, no? Io sono più solitario — dice Noel —. Se anche dovessi passare qualche anno in prigione, la cosa non mi darebbe il minimo problema». E Liam commenta: «Se uno mi dice che potrebbe tranquillamente andare in prigione, io mi preoccupo. Mi fa paura». «Liam è un maledetto palo nel c… Non basta una sola parola per definire esattamente quando sia una perfetta testa di c...», prosegue poco dopo il fratello.
Entrambi senza peli sulla lingua, entrambi spregiudicati nel volersi prendere tutta la gloria per cui sentono di essere nati, sono però legatissimi alla madre che racconta come sbarcasse il lunario pulendo cinque case al giorno. Fanno i conti con un padre violento che presto esce dalla loro vita: «Le dava sempre a mia madre. Non mi ha mai toccato. A Noel e Paul (il terzo fratello, ndr) le suonava di tanto in tanto, ma a me non mi ha mai toccato», dice Liam.
«Se devo essere sincero, non so quanti padri dei miei amici fossero meglio di lui. Per me tutti i padri erano così», continua Noel che poi sostiene di non aver mai voluto riversare nella musica le cicatrici dell’infanzia: «Se volessi vendicarmi di mio padre, gli darei una mazza da baseball sulla testa. Non sono così poetico da aver fatto una cosa del genere in modo artistico, tramite una canzone».
Dei loro primi anni nella band Noel e Liam parlano senza filtri: ci sono quintali di droga e di alcol, stanze di hotel distrutte e il celebre arresto dopo una rissa scoppiata sulla nave che li portava ad Amsterdam per la prima data all’estero: «Tutto ciò che ricordo è che sembrava una scenetta di Benny Hill, con la polizia che ci inseguiva per tutto il dannato traghetto», rievoca Liam. Sono anni selvaggi: «Spendevamo tutto in alcol, cocaina e droghe assortite. Andavamo a casa di qualche fan oppure in albergo, e facevamo danni ovunque», descrive Noel. «Si chiama divertimento senza preoccuparsi più di tanto del futuro. Vivere il momento. Il rock’n’roll è esattamente questo», sostiene Liam. E se in Giappone i fan impazziscono per loro, negli Stati Uniti è più dura, soprattutto strafatti di metanfetamine. Così un concerto andato storto a Los Angeles porta Noel a un primo, temporaneo allontanamento.
Ma quando i due fratelli si ritrovano in studio, sono delle macchine da guerra: Noel scrive, Liam canta alla perfezione al primo colpo. Con «(What’s the story) morning glory?» inizia la rivalità con i Blur, «uno dei più grandi episodi nella musica pop inglese», dice Noel. E se i rapporti con Damon Albarn, negli anni, sono migliorati, quelli fra i due fratelli restano interrotti: «Io non amo Liam e non lo odio. Siamo semplicemente parenti», taglia corto Noel. Mentre Liam, che della band ha sempre avuto nostalgia, è molto meno gelido: «Prima di tutto è mio fratello. E questa è la cosa più importante».
Barbara Visentin
(Corriere della Sera, 24 luglio 2022)
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sabato 21 agosto 2021
Liam Gallagher: "A differenza di Noel e Bonehead, io non blatero di Knebworth '96 nel film, ma me ne tengo fuori: faccio parlare il concerto"
Liam Gallagher è intervenuto ieri durante la trasmissione mattutina di Dave Berry su Absolute Radio. L'audio è alla fine del post.
"Cosa penso di Knebworth 1996? Non ne ricordo molto, ma non lo dimenticherò mai. Sapevo che sarebbe stato grande, ma non mi spaventava affatto. Mentre sorvolavamo il luogo del concerto pensavo: 'Di sicuro potremmo riunire più gente in quel campo accanto! E in quell'altro accanto! Perché ci sono tutti questi campi vuoti? Cosa sta succedendo? La testa ce l'avevo lì: 'Telefona a Marcus (Russell, ndr) e digli di far vendere più biglietti, perché accanto ci sono un sacco di campi vuoti. Potremmo stringere più gente in quei campi!".
Liam ha parlato anche del suo nuovo disco, ma ne daremo notizia in un successivo post.
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mercoledì 5 maggio 2021
Noel Gallagher ricorda gli anni '90: "Niente telefonini ai concerti, allora sì che era bello. Con Be Here Now ho perso un'occasione perché ..."
Molta gente contestualizza la fine degli anni '90 con la morte di Diana, Principessa del Galles, la delusione finale del New Labour e Be Here Now.
Sì. E con la terza serie di The Fast Show. Sì, è vero, ecco perché con il documentario sugli Oasis ci siamo fermati al punto più glorioso, perché chi vuole documentare la cazzo di caduta di qualcosa? È come il film di Alan McGee, Creation Stories: nessuno vuole leggere di riabilitazione (post-tossicodipendenza, ndr). Qualunque cosa su quel periodo dovrebbe arrestarsi a Knebworth, perché quello che è divenuto noto come Britpop poi si è intrecciato in qualche modo con la politica e quello ha portato alla guerra e a tutta quella cazzo di cosa. Il fotografo di Manchester Kevin Cummins stava facendo il suo libro e io ho concesso un'intervista per il libro. Mi ha fatto una domanda sul Britpop e sul nazionalismo e io scherzosamente gli ho detto: "Chiedi a Paul Morley e lui ti dirà". Ha fatto così e Paul Morley incolpa letteralmente gli Oasis per il Brexit. Io ho pensato: "Wow. Porca troia! È particolarmente folle, perfino da parte tua. Ma non puoi attribuire molta riflessione a quello che la gente dice".
Con il senno di poi, come vedi il supporto alle industrie creative fornito da Tony Blair e dal New Labour?
Perché il thatcherismo aveva colorato tutte le nostre vite, cosa che era ancora prevalente con John Major, poi arrivò Tony Blair, io lo sentii parlare e pensai – e lo penso ancora oggi – che lui fosse fantastico. È l'ultima persona che per me abbia avuto un qualche senso. la terza via, o la politica centrista, era una cosa nuova. Pensavo: "Cazzo, questa è una cosa davvero intelligente!". Inizia a incontrarlo in varie cerimonie di consegna di premi. John Prescott era un po' un personaggio da fumetto, ma pensavo che il resto di loro non fossero male.
I tuoi pensieri sulla Cool Britannia?
Ho amato gli anni '90 e la maggior parte degli anni '90 sono passati dalla mia cucina. Mi piaceva Damien e Kate Moss era una grande amica. Era un grande periodo, un gran bel momento storico. Nessuno lo ammetterà mai e ogni volta che lo dico viene ripreso dai fottuti membri sbagliati della stampa e stravolto, ma siamo stati tutti bambini della Thatcher, che ci siamo fatti il culo e ci siamo fatti da noi. Questo verrà preso dal Daily Mail, ma quello che intendo è che tutto questo è successo nonostante il thatcherismo. Eravamo tutti disoccupati, prendevamo tutti il sussidio e ci saremmo dovuti accorgere che non avremmo ottenuto nulla e che non ci sarebbe stato regalato nulla, per cui avremmo fatto meglio ad andare a prendercelo, cazzo!
Ora gli anni '90 sono venerati come l'ultimo grande decennio in cui siamo stati liberi, perché Internet non ci aveva schiavizzato tutti e non aveva portato la nevrosi del mondo al punto della fottuta paralisi, in cui non puoi dire o fare o proporre di prendere per il culo qualcuno o essere irriverente verso nulla, nessuna parte della società. Allora, invece, era dannatamente spontaneo. Tutto era spontaneo e su due piedi, in particolare nella mia vita. Non pensavo a nulla. E ora ogni cosa è riflettuta.
L'altra sera stavo vedendo il film di McGee e pensavo: "Questa cosa non accadrà mai più", dato che oggi ci sono troppi fogli di calcolo. All'epoca era: "Pubblicalo, vedi cosa succede e passa alla cosa successiva". Non so che sensazione avessi tu, ma io provavo questo. Voglio dire, guarda tutte le grandi cose iniziate negli anni '90. Sai, le riviste e i cazzo di programmi radiofonici e le cose fisiche che la gente poteva possedere, mentre ora è tutto podcast e fottuto Netflix.
Uno dei pochi libri sul periodo è The Last Party di John Harris, che, pur essendo piuttosto comprensivo, è continuamente negativo.
Sì, ma lui è un coglione. Dice che è orribile perché lui è un nerd che non ne è mai stato coinvolto. ne ha scritto, ma non ne ha mai fatto parte. Non è mai venuto a casa mia. Non era amico di nessuno. Odiava gli Oasis perché gli Oasis divennero popolari. E odiava me perché accettai di andare al numero 10 (di Downing Street, ndr) perché la sua cazzo di mamma e il suo papà erano fottuti socialisti e lui non fu invitato. Fine della storia. E Paul Morley è lo stesso.
La gente ha sempre detto che gli anni '90 furono un eco degli anni '60, ma quell'eco è piuttosto forte.
Guardiamo Top Of The Pops ogni finesettimana a casa mia, dato che non c'è un cazzo alla tele, e ora siamo arrivati agli anni '90. Mia moglie diceva, e non ricordo quale artista fosse, ma durante la trasmissione, "ci sono molti artisti gay e uomini e donne nere". Voglio dire, tutti erano ben rappresentati negli anni '90, quindi cosa è successo per arrivare a una situazione in cui ora nessuno è rappresentato o la percezione è che ormai nessuno sia rappresentato? Torna agli anni '90 e tutti erano rappresentati a pieno e senza pensarci su. Nessuno compilava delle quote.
È anche l'ultimo decennio analogico.
C'è una ripresa fantastica di Knebworth, fatta da Jill Furmanovsky dal retro del palco. Il palco è vuoto, i Prodigy stanno suonanto e Keith (Flint, ndr) è andato in mezzo al pubblico con un microfono per fare Firestarter. E ricordo perfettamente il momento. Era andato di fronte a 125mila persone e lo si riesce a vedere perché è l'unica persona con i capelli verdi. La cosa più significativa, però, è che non c'è una singola persona che abbia in mano un telefono. C'è solo la band nel momento con la gente. Questo è davvero significativo, perché ora quando vedi Glastonbury sono tutte stupide fottute bandiere e telefoni e gente che prova a catturare merdate ora per condividerle con qualcuno, ma negli anni '90 dovevi essere lì.
Qual è stato il momento più euforico degli anni '90?
Non sono proprio il tipo di persona che diventa emotivamente euforico sulle cose. Ci sono stati momenti in cui sono stato colto alla sprovvista, come quando abbiamo fatto il tutto esaurito alla Sheffield Arena, perché appena quattro mesi prima eravamo in una cazzo di sala prove. Per la maggior parte di quel periodo sono stato in una bolla. Scrivevo e scrivevo ed ecco perché nell'iniziale esplosione dal 1993 al 1997 avevo così tante canzoni dannatamente grandiose, perché ci dedicavo la vita. E poi dopo mi sono dedicato a spendere e a sniffare.
Nelle prime dieci posizioni del canone rock, in che posizione sono gli Oasis? Prime cinque?
Di solito li collocavo sempre ad una solida posizione numero sette, la band e tutta la sua gloria. Una sera sul tour bus me ne sono uscito con questa lista: Beatles, Jam, Sex Pistols, Smiths, Happy Mondays e Stone Roses vanno insieme, poi gli Stones e poi noi.
E quanto è bello (What’s The Story) Morning Glory?
Quel disco mi fa piegare. Erano solo dei demo. Non avevo neanche finito il cazzo di disco quando siamo entrati in studio. Ecco perché la metà di quelle canzoni sul disco hanno un verso e un ritornello, perché facevo: "Fanculo! Lo farò quando arrivo lì". Ovviamente non l'ho mai fatto. Preferisco Definitely Maybe, perché per me quello è gli Oasis. ma Morning Glory, voglio dire, è una cosa incredibile. Non so dove lo metterei, ma lo metterei lì alla pari con gli altri. Viene continuamente inserito nella top due di tutti i tempi, quindi non lo contesto.
Odi ancora Be Here Now?
Me ne sono innamorato un po' di più negli ultimi anni, ma quando penso a quel disco penso all'occasione che ho sciupato per cementarla, cazzo, per mandare la nostra eredità nella stratosfera. Nei due album precedenti avevo dedicato la mia vita a quelle canzoni e a farle per bene. E all'epoca di Be Here Now ero diventato piuttosto ricco e facevo fatica. All'epoca non l'avrei mai ammesso, probabilmente all'epoca non me ne rendevo neanche conto, ma quando la luce del mondo musicale sta splendendo da qualche altra parte e tu sei, per così dire, nell'ombra, a scrivere quelle grandi canzoni, io preferisco quello, ma quando la luce splende su di te e tutti aspettano quello che farai, io mi sono trovato un po' sballottato.
Me la spassavo alla grande con le droghe e la composizione di canzoni divenne una cosa secondaria. Ricordo che facevo i demo e poi li portavo in studio e li facevo ascoltare a tutti. Mi aspettavo che mi dicessero: "Sì, vanno bene", ma tutti impazzivano e mi dicevano: "Porca troia! Sono incredibili!". E onestamente ricordo di essere tornato da un incontro e di aver pensato: "Non può essere così facile. Non ho fatto praticamente un cazzo per questo disco!". Me ne andavo letteralmente in vacanza e non ci mettevo proprio molto impegno né dedicavo troppo tempo alla cosa. E ora tutti mi dicevano che sarebbe stato più grande di Morning Glory. Pensavo: "Amico, se è così facile, sono nei guai". Non mi piace nessuna delle mie parti di chitarra su quel disco. So che i testi sono una sega. Voglio dire, il mio ego aveva tirato fuori il meglio di me, penso. "Sì. Fanculo! Questo basterà". Mi aspettavo che qualcuno mi dicesse: "Sì, va bene, ma magari vorrai andare a ultimarli".
Quando tornai in Inghilterra, però, tutti mi dicevano che era la cosa migliore che avessi fatto e io pensavo: "Porca puttana! Forse è così". Per riprendermi da quell'episodio legato alla composizione delle canzoni mi ci è volto molto, fino al 2000 inoltrato, perché giravo in tondo e mi sforzavo dannatamente troppo. Alcune canzoni erano diventate un po' una parodia. Per esempio, Little By Little era grandiosa, ma non mi piace molto com'è stata registrata.
Infine, quel decennio sarebbe accaduto senza le droghe?
Erano importanti? No. Erano uno spasso? Sì. Avevano tutti abbastanza soldi da potersi permettere di comprare molte droghe? Sì. E non sto parlando solo della mia cerchia di persone. Penso che forse sarebbe accaduto comunque, anche senza le droghe. Sì, cioè la cocaina, che è quello di cui stiamo parlando qui ...
Voglio dire, il decennio è iniziato bene, con tutti che prendevano ecstasy.
Sì. Porca troia! Che droga! Se fosse successo negli anni '90, sarebbe stato un po' più ritmato. La cocaina non è la droga più creativa del mondo. E di nuovo, non è come Internet. Fa venire la nevrosi. E parli a cazzo. Voglio dire, la ragione per cui ci ho dato un taglio è che ne avevo abbastanza di conversare delle piramidi e del fottuto questo o quello alle 5 del mattino. Ogni cosa che abbia fatto sotto l'uso di cocaina andrebbe rifatto. Be Here Now fu scritto, registrato ed eseguito sotto effetto di cocaina e se hai assunto quella roba ... Incontro tanti ragazzi e ho firmato tanti autografi e mi parlano sempre di questo album. E io faccio: "Se lo ami, ottimo, cazzo!". Posso solo avere una mia opinione e basta.
Source: GQ UK
traduzione di oasisnotizie - Fine parte 3 di 3
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martedì 4 maggio 2021
Noel Gallagher a GQ: "Con gli Oasis ero pavido, ora sono un artista, ma non ho mai odiato gli Oasis e ne vado fiero"
Come prendi le critiche? Essendo stato sempre un cantautore autonomo, i produttori sono le uniche persone che ora ascolti?
Di solito non ascoltavo mai nessuno quando ero negli Oasis, per via del marchio e per via della band. Ricordo che quando abbiamo fatto Standing On The Shoulder Of Giants con Spike Stent, c'era una drum machine nella stanza di controllo. E dissi: "Spike, di quella non hai bisogno. Crea più problemi che benefici". Non ho mai visto una persona così pavida in vita mia (parla di sé, ndr), ma una volta uscito da quella cosa, mi sono aperto a tutto. Ho co-composto circa sei canzoni nel periodo di quarantena con persone con cui ai vecchi tempi non avrei mai avuto a che fare. Penso sia dovuto al fatto che ora sono completamente soddisfatto di come gli Oasis ora si collochino e di quale sia l'eredità, perché quella cosa ce l'ho sempre. E nel peggiore dei casi se finisco per fare qualcosa che la gente vuole che io faccia, cioè tutte le canzoni degli Oasis, e ne tiro fuori una gran bella vita, sarebbe dannatamente fantastico e darà molta gioia alle persone. Come artista, però, non voglio quella cosa. Perché ho appena accettato che in realtà sono un artista.
Perché ci è voluto tanto?
Perché non era il tipo di cosa che diresti nelle case popolari. Io ero sempre il tizio delle case popolari con la chitarra, che sapeva suonare She Loves You.
Ma quella è una cosa di anni fa.
Sì, certo, ma quando ero negli Oasis, se qualcuno mi diceva che ero un artista, io quella cosa la liquidavo sempre. Quando ho fatto Who Built The Moon? e spiegavo che sono entrato in studio senza niente e ho subito registrato e che quello significa essere un artista ... ho pensato: "Porca troia! Farei meglio a comprarmi una sciarpa, allora, e un cazzo di cappello!". Quindi solo di recente ho accettato questa cosa ed è una cosa avvincente essere in grado di farlo.
Com'è stato cominciare come solista? Il pubblico si aspettava che tu avresti suonato le canzoni degli Oasis?
È stato difficile. E più è piccolo il concerto, più riesci a sentire, più senti il tizio che grida: "Dov'è Liam?" o cos'altro. Quando fai i concerti nei grandi luoghi chiusi, però, sei sovrastato da 16mila persone, guardi la scaletta e pensi: "Be', è solo qualcosa entro cui devi procedere", perché definirà il modo in cui andrai avanti". Nei primi tempi degli High Flying Birds c'erano un sacco di macchine urlatrici. Sai, il tizio che fa: "Sei il tipo che scriveva le canzoni, perché cazzo non le canti?".
Hai mai capitolato?
No. La lista delle canzoni degli Oasis si fatta più corta man mano che si è andati avanti. Ho iniziato suonando le canzoni degli Oasis, perché avevo un solo album. Quindi facevo 21 canzoni e metà di queste erano degli Oasis, ma metà di questa metà erano lati B. Andando avanti, ho avuto più roba da solista. Le canzoni degli Oasis sono diventate sempre meno. Ora ho trovato la formula. Quando faccio i concerti suono quello che voglio suonare, ma quando vado ai festival rigiro la cosa, perché non è il mio pubblico. La scaletta che ho fatto per Glastonbury, dove avrei dovuto suonare ma non ho suonato (a causa della pandemia, ndr), era piena di Oasis.
Ti ho visto quando hai suonato allo stadio di Twickenham con gli U2 per il tour di The Joshua Tree qualche anno fa. Come stato fare da supporto a loro?
Mi è piaciuto tanto. È un pubblico più anziano, quindi non ci sono molte persone che urlano dannatamente.
Come sono cambiate le tue ambizioni da quando sei diventato un solista?
Perché non ho firmato per una major e non voglio firmare per una major. Ogni volta che pubblico un disco, devo fare delle licenze diverse per varie etichette indie in America, il che è una rottura di palle. E probabilmente mi sto pure svendendo un po'. Ricevo sempre offerte dalle major, ma non mi interessano, perché loro vogliono farti fare musica degli Oasis e basta. Vogliono che tu sia una versione di quello che è popolare. Scusate, ma l'ho già fatto e non voglio farlo. Voglio che questa ragazza francese parli in fottuto francese nel mezzo della sessione di registrazione di questo disco. Se facessi il disco per una major, vorrebbero che lo cambiassi e probabilmente potrei cavarmela perché sono pur sempre io, ma non voglio entrare in conflitto con nessuno.
Di cosa vai più fiero nella tua carriera?
Nel complesso, direi che la cosa di cui vado più fiero sono gli Oasis, perché significano così tanto per la gente e hanno continuato a significare così tanto che a volte ancora mi gratto la testa (mentre rifletto) su questa cosa. Quando abbiamo fatto il documentario Supersonic, è arrivata un'altra generazione di fan e l'altra faccia della medaglia di questo è che hanno una loro specifica versione degli Oasis che vogliono. Io non posso dargliela e c'è un pochino di tira e molla con questa cosa, ma è divenuta una cosa simile completamente per caso. Mi piacerebbe dire che era tutto un disegno mio, ma non è stato così.
Mi piace tantissimo l'eredità della band. La amerei anche se non avessi scritto io tutte le canzoni. Inizialmente, quando una band si scioglie, tutti dicono cose stupide di cui presto finisci per pentirti, ma non penso di aver mai espresso odio per gli Oasis. C'è ancora una sorta di conflitto con alcune parti della fanbase, ma a parte quello lo amo dannatamente. Lo amo letteralmente. È una cosa globale. Non avrei potuto chiedere di più come cantautore.
Source: GQ UK
traduzione di oasisnotizie - Fine parte 2 di 3
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lunedì 7 settembre 2020
Liam Gallagher punge Noel: "Quando ci sono i soldi, si interessa delle celebrazioni degli Oasis. A me non hanno invitato per i 25 anni di Morning Glory"
È di qualche giorno fa la notizia delle celebrazioni, imminenti, per il venticinquennale del secondo album degli Oasis, il pluridecorato (What's The Story) Morning Glory?
Liam Gallagher non prenderà parte ai festeggiamenti per i venticinque anni del disco, pubblicato il 2 ottobre 1995, un album che consacrò ufficialmente la band al successo mondiale. Ad annunciarlo è stato l'ex frontman degli Oasis rispondendo ad una domanda di un fan su Twitter.
Lo scorso 5 settembre suo fratello Noel, ricordando l'approssimarsi del venticinquennale del brano, aveva chiesto ai fan di porre delle domande sul celebre album del 1995 per un "progetto imminente". Il cantautore e chitarrista, intervenuto tramite la pagina Instagram ufficiale degli Oasis, aveva anche aggiunto: "Se potessi filmarti mentre fai le domande, sarebbe davvero fantastico".
Così, appena un giorno dopo l'annuncio di Noel, un fan si è rivolto a Liam su Twitter chiedendogli: "Prenderai parte al progetto o c'è solo Noel?".
La risposta dell'ex frontman degli Oasis non si è fatta attendere: "Non mi è stato chiesto di partecipare - ha dichiarato Liam - I cazzo di cowboy vorranno solo 'la patata', che per me va bene, perché risponderò alle vostre domande quotidianamente. Non c'è bisogno di farne un dramma".
Liam (47 anni), che spesso chiama "patata" suo fratello Noel (53 anni), parlando di cowboy fa riferimento alla Ignition Management, la società musicale (di Marcus Russell e Alec McKinlay) che gestisce, tra gli altri, gli Oasis e gli High Flying Birds di Noel Gallagher.
"È curioso", ha scritto ancora Liam riferendosi al fratello, "come il fesso non voglia saperne della più grande band del mondo, anzi la insulta per tutto l'anno da quando ha voltato pagina, ma appena ci sono un po' di quattrini da fare è tutto orecchi, 'la migliore cosa dopo il tofu saltato' ...".
A proposito delle interviste rilasciate nel 2016 per il film Oasis: Supersonic, diretto da Mat Whitecross, Liam ha twittato: "Io e Bonehead ci siamo seduti per le interviste di Supersonic, abbiamo fatto tutte le conferenze stampa, tutto bene, mi è piaciuto un sacco, senza prendere un cazzo di soldo, né io né Rasta B. Non me ne importa, non lo faccio per soldi, ma uno spalatore di merda è stato pagato, quindi la prossima volta che voi gatti vorrete sapere qualcosa sui ragazzi, fatemi un tweet".
Come dicevamo all'inizio del post, qualche giorno fa era stata annunciata l'uscita per il 2 ottobre di una ristampa in vinile in edizione limitata dell'album del 1995, con la promessa di contenuti inediti.
Source: Radio X
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lunedì 7 ottobre 2019
Il manager di Liam Gallagher: "Fieri del lavoro svolto, Liam è straordinario e il nuovo disco un classico contemporaneo"
L'album, pubblicato da Warner Records, è entrato in classifica direttamente al primo posto, con 68 327 copie vendute in una settimana secondo i dati della Official Charts Company, e al momento è preceduto solo da Abbey Road, il capolavoro dei Beatles di recente ristampato in occasione del cinquantennale.
As You Were ha segnato il ritorno trionfante per il frontman dopo lo scioglimento degli Oasis nel 2009 e l'esperienza con i Beady Eye, scioltisi nel 2014, beneficiando anche della spinta di Oasis: Supersonic, il documentario del 2016 ben accolto da critica e pubblico. Source: Musicweek - traduz. di oasisnotizie
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giovedì 21 giugno 2018
Liam Gallagher: "Il film Supersonic? Mi piace perché è grezzo. Forse ci sarà un sequel"
In questo video Liam parla del docufilm sugli Oasis, Supersonic, uscito nel 2016.
PRIMA PARTE QUI
SECONDA PARTE QUI
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domenica 3 dicembre 2017
Video (sottot. ITA). Noel Gallagher: "Liam, parli troppo. Nostalgia degli Oasis? Non mi interessa. In bocca al lupo"
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giovedì 16 febbraio 2017
Due premi per gli Oasis agli NME Awards: miglior film e migliore ristampa
Qui la lista completa dei vincitori
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giovedì 24 novembre 2016
Chris Martin: "Un documentario sui Coldplay? Non sarebbe interessante come quello sugli Oasis"
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sabato 12 novembre 2016
Oasis primi ai botteghini italiani. 'Supersonic' fa il botto al cinema
Box Office Italia del 8/11/2016
1. Oasis: Supersonic: Euro 139.177
2. La ragazza del treno: Euro 104.662
3. Doctor Strange: Euro 101.346
4. Botticelli - Inferno: Euro 56.219
5. Non si ruba a casa dei ladri: Euro 54.724
6. In guerra per amore: Euro 49.525
7. Inferno: Euro 34.503
8. Ouija - L'origine del male: Euro 29.180
9. Sausage Party - Vita segreta di una salsiccia: Euro 26.446
10. Trolls: Euro 25.421
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sabato 5 novembre 2016
Video: Servizio di Studio Aperto su Supersonic, il nuovo docufilm sugli Oasis
ANTEPRIMA DI SUPERSONIC: GLI OASIS E LE METANFETAMINE - GUARDA QUI
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martedì 1 novembre 2016
"La reunion degli Oasis ci sarà quando la pressione sarà minore". Parola del regista di Supersonic
Già in precedenza Whitecross si era espresso sull’argomento: "Noel non ha mai detto di no. Tutte le volte che qualcuno glielo chiede, e succede più o meno ogni
giorno, non ha mai negato. Ci scherza su e dice che dovrebbero dargli
una marea di soldi, o il tasto muto per Liam, cose del genere…Tuttavia
io sento che succederà".Vedi anche Liam Gallagher contro Noel: "Colpa mia? Bugiardo. Oasis sciolti per colpa delle sue amicizie con i tabloid"
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sabato 29 ottobre 2016
"Liam Gallagher è pronto per il sequel di Supersonic sul secondo periodo degli Oasis"
"Liam è molto propenso a farlo e io sarei disponibile", ha detto Whitecross, che il 2 ottobre, nel corso della sessione di domande e risposte con Liam e Paul 'Bonehead' Arthurs, aveva svelato che esiste una versione director's cut di 7 ore di Supersonic, comprensiva di tutte le scene e interviste tagliate (versione per la cui pubblicazione è in corso una raccolta fondi dei fan della band).
"Sarebbe complicato", dice Whitecross a proposito del sequel. "Di sicuro sarà più caotico e coinvolgerà un cast più ampio, ma sarebbe più facile da illustrare, perché una volta che diventi famoso, la gente è più propensa a sbatterti in faccia una videocamera".
Whitecross dice che la realizzazione di un sequel nasconderebbe delle "insidie", ma che sarebbe bello provarci.
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venerdì 28 ottobre 2016
Videoclip dal film Supersonic: gli Oasis e le metanfetamine (sottotitoli in italiano)
CLIP DA SUPERSONIC: Liam Gallagher arrabbiato CLICCA QUI
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mercoledì 19 ottobre 2016
Miniclip dal film Supersonic: gli Oasis parlano di Knebworth 1996 (sottotitoli ITA)
Sottotitoli in italiano by oasisnotizie.
Trovi gli altri spezzoni del docufilm tradotti in anteprima e molto altro nel nostro ricco canale YouTube CLICCA QUI
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martedì 11 ottobre 2016
Videoclip dal film Supersonic: Liam Gallagher incazzato (sottotitoli ITA)
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lunedì 10 ottobre 2016
Video - Liam Gallagher ringrazia la pioggia di Manchester e cita le spiagge australiane e di Milano ...
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lunedì 3 ottobre 2016
Liam Gallagher: "Reunion? No, per colpa della moglie di Noel". E si scusa per le avventure extraconiugali
"Quei tempi sono stati fantastici, amico, e dannatamente fugaci. I primi due anni e mezzo sono stati come un'unica lunga e grande serata fuori, come andare a tante diverse feste, una dopo l'altra. Non avevi mai il tempo di sederti e pensarci. Non volevo andare in TV a parlarne. Non volevo starmene sdraiato in vacanza. Volevo essere fottutamente lì, a cantare quelle canzoni, a spassarmela e poi a
dare di matto provando a farmi esplodere la testa in mille pezzi".
"Noel è il Ronnie Corbett del rock!", dice Liam, ripetendo quanto twittato alcuni giorni fa. Si riferisce alla sua bassa statura.
"Comunque", aggiunge Liam, "sua moglie, Sara McDonald, non gli farà rimettere in piedi quella band. Lei indossa pantaloni, amico". Poi Liam suggerisce che un ostacolo alla reunion degli Oasis è rappresentato dal fatto che metà delle canzoni furono scritte da Noel per la prima moglie, Meg Mathews. Dicendo questo non facilita certo una riappacificazione.
Dopo gli Oasis ha tentato l'esperienza con i Beady Eye, ma - confessa - "la gente non riusciva a vedermi in un'altra band". Nel 2013 è scoppiato lo scandalo della sua paternità segreta, che ha portato, nel 2014, al divorzio dalla seconda moglie, Nicole Appleton, con cui stava insieme da 14 anni.oasisnotizie - via Telegraph
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