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giovedì 21 marzo 2024

Trentennale di Supersonic, gli Oasis ripubblicano il singolo in edizione limitata

In occasione del trentennale della pubblicazione di Supersonic, primo singolo degli Oasis, uscito l'11 aprile 1994, il singolo sarà ripubblicato in formato fisico. Il brano, singolo di lancio dell'album Definitely Maybe, sarà disponibile in formato CD originale e in 45 giri edizione limitata e numerata di color perla. Ad annunciarlo è stato lo stesso Liam Gallagher ieri sui propri profili social.

Clicca qui per preordinare il singolo. 



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lunedì 25 luglio 2022

Corriere della Sera: Arriva Supersonic, il libro in cui gli Oasis si raccontano


Oasis, c’eravamo tanto amati: arriva «Supersonic», l’unico libro autorizzato dalla band

Il «demonio» Liam e il «solitario» Noel tra aneddoti personali e artistici. I Gallagher: «Noi fratelli? Siamo solo parenti»

Comincia tutto in un quartiere popolare appena fuori Manchester, lungo una strada molto trafficata, dentro una casa con le stanze piccolissime e il bagno esterno. I fratelli Noel e Liam Gallagher, cinque anni di differenza e due caratteri che non potrebbero essere più diversi, si trovano a dividere la camera da letto, non senza malumori. Qualche anno dopo, si trovano a dividere anche lo scettro di una delle rock band più famose al mondo, gli Oasis. I loro litigi scandiscono il percorso del gruppo quasi quanto la loro musica, che intanto fa la storia degli anni '90. All’ennesimo mandarsi a quel paese, nel 2009 Noel se ne va, il gruppo si scioglie e lascia i fan nella disperazione, in attesa di una reunion che ancora non si è concretizzata.

Nel 2015, però, i due fratelli, insieme al resto della band, alla madre e a tanti personaggi che ruotavano intorno all’universo-Oasis, si fanno intervistare dall’amico designer Simon Halfon per quello che diventerà il documentario «Supersonic». Ci sono 16 ore di interviste con Noel e 12 con Liam, un materiale ricchissimo che in buona parte non ha trovato posto nel film ed è invece confluito nel libro omonimo, «Supersonic», in uscita in Italia martedì 26 luglio per Baldini+Castoldi (traduzione di Riccardo Vianello, 448 pagine, 20 euro), unico libro autorizzato dalla band, tanto da essere considerato un’autobiografia.

È dalle loro parole in prima persona, caustiche ma spesso esilaranti, unite a quelle di chi li circonda, che viene ricostruita la loro storia, partendo dall’infanzia nei sobborghi di Manchester, fino al culmine del successo, con le due date inglesi a Knebworth Park nel 1996 andate subito sold out.

Liam, definito dalla madre Peggy «un demonio», fin da piccolo ha un’energia incontenibile ed è costantemente alla ricerca di attenzioni. Il fratello maggiore Noel è più tranquillo e passa le giornate in camera con la sua chitarra. «Non saprei dire perché Liam e io siamo così diversi, in fondo abbiamo avuto la stessa infanzia, no? Io sono più solitario — dice Noel —. Se anche dovessi passare qualche anno in prigione, la cosa non mi darebbe il minimo problema». E Liam commenta: «Se uno mi dice che potrebbe tranquillamente andare in prigione, io mi preoccupo. Mi fa paura». «Liam è un maledetto palo nel c… Non basta una sola parola per definire esattamente quando sia una perfetta testa di c...», prosegue poco dopo il fratello.

Entrambi senza peli sulla lingua, entrambi spregiudicati nel volersi prendere tutta la gloria per cui sentono di essere nati, sono però legatissimi alla madre che racconta come sbarcasse il lunario pulendo cinque case al giorno. Fanno i conti con un padre violento che presto esce dalla loro vita: «Le dava sempre a mia madre. Non mi ha mai toccato. A Noel e Paul (il terzo fratello, ndr) le suonava di tanto in tanto, ma a me non mi ha mai toccato», dice Liam.

«Se devo essere sincero, non so quanti padri dei miei amici fossero meglio di lui. Per me tutti i padri erano così», continua Noel che poi sostiene di non aver mai voluto riversare nella musica le cicatrici dell’infanzia: «Se volessi vendicarmi di mio padre, gli darei una mazza da baseball sulla testa. Non sono così poetico da aver fatto una cosa del genere in modo artistico, tramite una canzone».

Dei loro primi anni nella band Noel e Liam parlano senza filtri: ci sono quintali di droga e di alcol, stanze di hotel distrutte e il celebre arresto dopo una rissa scoppiata sulla nave che li portava ad Amsterdam per la prima data all’estero: «Tutto ciò che ricordo è che sembrava una scenetta di Benny Hill, con la polizia che ci inseguiva per tutto il dannato traghetto», rievoca Liam. Sono anni selvaggi: «Spendevamo tutto in alcol, cocaina e droghe assortite. Andavamo a casa di qualche fan oppure in albergo, e facevamo danni ovunque», descrive Noel. «Si chiama divertimento senza preoccuparsi più di tanto del futuro. Vivere il momento. Il rock’n’roll è esattamente questo», sostiene Liam. E se in Giappone i fan impazziscono per loro, negli Stati Uniti è più dura, soprattutto strafatti di metanfetamine. Così un concerto andato storto a Los Angeles porta Noel a un primo, temporaneo allontanamento.

Ma quando i due fratelli si ritrovano in studio, sono delle macchine da guerra: Noel scrive, Liam canta alla perfezione al primo colpo. Con «(What’s the story) morning glory?» inizia la rivalità con i Blur, «uno dei più grandi episodi nella musica pop inglese», dice Noel. E se i rapporti con Damon Albarn, negli anni, sono migliorati, quelli fra i due fratelli restano interrotti: «Io non amo Liam e non lo odio. Siamo semplicemente parenti», taglia corto Noel. Mentre Liam, che della band ha sempre avuto nostalgia, è molto meno gelido: «Prima di tutto è mio fratello. E questa è la cosa più importante».

Barbara Visentin

(Corriere della Sera, 24 luglio 2022)

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sabato 21 agosto 2021

Liam Gallagher: "A differenza di Noel e Bonehead, io non blatero di Knebworth '96 nel film, ma me ne tengo fuori: faccio parlare il concerto"


Liam Gallagher è intervenuto ieri durante la trasmissione mattutina di Dave Berry su Absolute Radio. L'audio è alla fine del post.

Venerdì 27 agosto Liam sarà tra gli artisti principali del Festival dell'Isola di Wight.  "È passato molto tempo da quando ho partecipato per l'ultima volta ad un festival", ha detto il cantante. "Sarà uno spasso. La parte migliore della cosa? Forse uscire a prendere una birra con Tom Jones, perché è un gran tipo. Penso che si esibirà prima di noi. Sì, robe come quella, amico".

Sui programmi per il suo compleanno, il 21 settembre, Liam ha detto: "Celebrare per una settimana? No, non sono un tipo che fa quelle cose. Una settimana è troppo. Per il mio quarantesimo sono andato in un bel ristorante e basta. Fatto. C'è gente attorno a me che fa il diciassettesimo o diciottesimo compleanno e va in giro per il mondo per un mese. E io: cosa? Non mi meraviglio che questo paese sia messo così. No, ma di sicuro mi farò un paio di drink. Penso che il Festival dell'Isola di Wight sarà l'ultimo, per cui penso che dopo sarò fuori per sei mesi ...". 

Sul film Knebworth 1996, che uscirà il 23 settembre, Liam ha detto: "Ecco quanto ci sono dentro: non ho fatto nulla, perché io ho una mia teoria a riguardo.Io non ne faccio neanche parte. Io ci sono nel film, ma non faccio il mezzobusto che ne parla, come faccio nel film Supersonic. Il film parla da sé: ci sono i fan e c'è la musica. Non c'è bisogno che ci sia io che blateri su quanto sia stato fantastico (Knebworth, ndr). Ho detto: sapete che c'è? Ho detto la mia cosetta alla fine ed è quello il mio compito: starne fuori. È un'arte quella di non farsi coinvolgere troppo, capisci? Ovviamente Noel e Bonehead blaterano per tutto il film come due anziane. Io ho pensato: no, l'ho fatto per Supersonic. Ne rimango fuori. Voglio solo che la gente guardi il film, capisci? E che si goda l'esperienza. È quello il mio lavoro di produzione: non fare nulla. Starne fuori? Esatto, il motto è 'meno c'è, meglio è' ....".

"Cosa penso di Knebworth 1996? Non ne ricordo molto, ma non lo dimenticherò mai. Sapevo che sarebbe stato grande, ma non mi spaventava affatto. Mentre sorvolavamo il luogo del concerto pensavo: 'Di sicuro potremmo riunire più gente in quel campo accanto! E in quell'altro accanto! Perché ci sono tutti questi campi vuoti? Cosa sta succedendo? La testa ce l'avevo lì: 'Telefona a Marcus (Russell, ndr) e digli di far vendere più biglietti, perché accanto ci sono un sacco di campi vuoti. Potremmo stringere più gente in quei campi!". 

"No, non sono mai stato in prima fila ad un festival. Ho dato un'occhiata in giro a Glastonbury, ma dopo cinque minuti ho detto: 'Nah, torno dietro le quinte, amico'. Capisci? Era pure troppo. Ho dato una sbirciata veloce a cosa stava accadendo e ho pensato che non facesse per me, amico. Se mi devo camuffare per non farmi riconoscere? Forse se cammino come una persona normale, me la scampo. Potrei guardare chiunque, ma il problema è la camminata. Ho una delle camminate più rappresentative del pianeta Terra? Sì".

Liam ha parlato anche del suo nuovo disco, ma ne daremo notizia in un successivo post.

Traduzione di oasisnotizie.

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mercoledì 5 maggio 2021

Noel Gallagher ricorda gli anni '90: "Niente telefonini ai concerti, allora sì che era bello. Con Be Here Now ho perso un'occasione perché ..."

Intervista a Noel Gallagher realizzata dalla rivista britannica GQ (numero di maggio 2021). Terza e ultima parte della nostra traduzione. (PER LA PRIMA PARTE CLICCA QUI; PER LA SECONDA CLICCA QUI).

Molta gente contestualizza la fine degli anni '90 con la morte di Diana, Principessa del Galles, la delusione finale del New Labour e Be Here Now

Sì. E con la terza serie di The Fast Show. Sì, è vero, ecco perché con il documentario sugli Oasis ci siamo fermati al punto più glorioso, perché chi vuole documentare la cazzo di caduta di qualcosa? È come il film di Alan McGee, Creation Stories: nessuno vuole leggere di riabilitazione (post-tossicodipendenza, ndr). Qualunque cosa su quel periodo dovrebbe arrestarsi a Knebworth, perché quello che è divenuto noto come Britpop poi si è intrecciato in qualche modo con la politica e quello ha portato alla guerra e a tutta quella cazzo di cosa. Il fotografo di Manchester Kevin Cummins stava facendo il suo libro e io ho concesso un'intervista per il libro. Mi ha fatto una domanda sul Britpop e sul nazionalismo e io scherzosamente gli ho detto: "Chiedi a Paul Morley e lui ti dirà". Ha fatto così e Paul Morley incolpa letteralmente gli Oasis per il Brexit. Io ho pensato: "Wow. Porca troia! È particolarmente folle, perfino da parte tua. Ma non puoi attribuire molta riflessione a quello che la gente dice".

Con il senno di poi, come vedi il supporto alle industrie creative fornito da Tony Blair e dal New Labour?

Perché il thatcherismo aveva colorato tutte le nostre vite, cosa che era ancora prevalente con John Major, poi arrivò Tony Blair, io lo sentii parlare e pensai – e lo penso ancora oggi – che lui fosse fantastico. È l'ultima persona che per me abbia avuto un qualche senso. la terza via, o la politica centrista, era una cosa nuova. Pensavo: "Cazzo, questa è una cosa davvero intelligente!". Inizia a incontrarlo in varie cerimonie di consegna di premi. John Prescott era un po' un personaggio da fumetto, ma pensavo che il resto di loro non fossero male.  

I tuoi pensieri sulla Cool Britannia?

Ho amato gli anni '90 e la maggior parte degli anni '90 sono passati dalla mia cucina. Mi piaceva Damien e Kate Moss era una grande amica. Era un grande periodo, un gran bel momento storico. Nessuno lo ammetterà mai e ogni volta che lo dico viene ripreso dai fottuti membri sbagliati della stampa e stravolto, ma siamo stati tutti bambini della Thatcher, che ci siamo fatti il culo e ci siamo fatti da noi. Questo verrà preso dal Daily Mail, ma quello che intendo è che tutto questo è successo nonostante il thatcherismo. Eravamo tutti disoccupati, prendevamo tutti il sussidio e ci saremmo dovuti accorgere che non avremmo ottenuto nulla e che non ci sarebbe stato regalato nulla, per cui avremmo fatto meglio ad andare a prendercelo, cazzo!

Per me gli anni '90 sono stati un sacco di intellettuali della classe operaia che non erano per niente in sintonia, che approdarono tutti nello stesso momento nella politica, nella musica, nella moda, nella fotografia, nell'arte, nello sport. Sai, il giovane musulmano Prince Naseem fu il più grande pugile che fosse mai vissuto sino a quel momento e si diceva: "Chi cazzo è questo tizio?". Sembrava una cosa della classe operaia. Ecco cosa ho preso da quella cosa. Chiunque incontrassi era sano, più o meno, e tutti gli altri giocatori della partita, come Jarvis (Cocker, ndr), Hirsty (Damien Hirst, ndr), tutti erano dannatamente grandiosi. C'erano anche un sacco di settentrionali, un'altra cosa inusuale: non è più così. Ricordo una di quelle conversazioni alla cocaina alle cinque del mattino, in cui dissi: "Questo cazzo di decennio sarà ricordato come uno dei più grandi" e tutti gli altri mi dicevano: "Nah". All'epoca sentivo che questo gruppo di persone alla fine sarebbe diventato il mainstream. Sentivo che era un momento unico della storia, e ha finito per essere così.  

Ora gli anni '90 sono venerati come l'ultimo grande decennio in cui siamo stati liberi, perché Internet non ci aveva schiavizzato tutti e non aveva portato la nevrosi del mondo al punto della fottuta paralisi, in cui non puoi dire o fare o proporre di prendere per il culo qualcuno o essere irriverente verso nulla, nessuna parte della società. Allora, invece, era dannatamente spontaneo. Tutto era spontaneo e su due piedi, in particolare nella mia vita. Non pensavo a nulla. E ora ogni cosa è riflettuta. 

L'altra sera stavo vedendo il film di McGee e pensavo: "Questa cosa non accadrà mai più", dato che oggi ci sono troppi fogli di calcolo. All'epoca era: "Pubblicalo, vedi cosa succede e passa alla cosa successiva". Non so che sensazione avessi tu, ma io provavo questo. Voglio dire, guarda tutte le grandi cose iniziate negli anni '90.  Sai, le riviste e i cazzo di programmi radiofonici e le cose fisiche che la gente poteva possedere, mentre ora è tutto podcast e fottuto Netflix.

Uno dei pochi libri sul periodo è The Last Party di John Harris, che, pur essendo piuttosto comprensivo, è continuamente negativo.

Sì, ma lui è un coglione. Dice che è orribile perché lui è un nerd che non ne è mai stato coinvolto. ne ha scritto, ma non ne ha mai fatto parte. Non è mai venuto a casa mia. Non era amico di nessuno. Odiava gli Oasis perché gli Oasis divennero popolari. E odiava me perché accettai di andare al numero 10 (di Downing Street, ndr) perché la sua cazzo di mamma e il suo papà erano fottuti socialisti e lui non fu invitato. Fine della storia. E Paul Morley è lo stesso.

La gente ha sempre detto che gli anni '90 furono un eco degli anni '60, ma quell'eco è piuttosto forte. 

Guardiamo Top Of The Pops ogni finesettimana a casa mia, dato che non c'è un cazzo alla tele, e ora siamo arrivati agli anni '90. Mia moglie diceva, e non ricordo quale artista fosse, ma durante la trasmissione, "ci sono molti artisti gay e uomini e donne nere". Voglio dire, tutti erano ben rappresentati negli anni '90, quindi cosa è successo per arrivare a una situazione in cui ora nessuno è rappresentato o la percezione è che ormai nessuno sia rappresentato? Torna agli anni '90 e tutti erano rappresentati a pieno e senza pensarci su. Nessuno compilava delle quote.

È anche l'ultimo decennio analogico.

C'è una ripresa fantastica di Knebworth, fatta da Jill Furmanovsky dal retro del palco. Il palco è vuoto, i Prodigy stanno suonanto e Keith (Flint, ndr) è andato in mezzo al pubblico con un microfono per fare Firestarter. E ricordo perfettamente il momento. Era andato di fronte a 125mila persone e lo si riesce a vedere perché è l'unica persona con i capelli verdi. La cosa più significativa, però, è che non c'è una singola persona che abbia in mano un telefono. C'è solo la band nel momento con la gente. Questo è davvero significativo, perché ora quando vedi Glastonbury sono tutte stupide fottute bandiere e telefoni e gente che prova a catturare merdate ora per condividerle con qualcuno, ma negli anni '90 dovevi essere lì.

Qual è stato il momento più euforico degli anni '90?

Non sono proprio il tipo di persona che diventa emotivamente euforico sulle cose. Ci sono stati momenti in cui sono stato colto alla sprovvista, come quando abbiamo fatto il tutto esaurito alla Sheffield Arena, perché appena quattro mesi prima eravamo in una cazzo di sala prove. Per la maggior parte di quel periodo sono stato in una bolla. Scrivevo e scrivevo ed ecco perché nell'iniziale esplosione dal 1993 al 1997 avevo così tante canzoni dannatamente grandiose, perché ci dedicavo la vita. E poi dopo mi sono dedicato a spendere e a sniffare. 

Nelle prime dieci posizioni del canone rock, in che posizione sono gli Oasis? Prime cinque?

Di solito li collocavo sempre ad una solida posizione numero sette, la band e tutta la sua gloria. Una sera sul tour bus me ne sono uscito con questa lista: Beatles, Jam, Sex Pistols, Smiths, Happy Mondays e Stone Roses vanno insieme, poi gli Stones e poi noi.

E quanto è bello (What’s The Story) Morning Glory?

Quel disco mi fa piegare. Erano solo dei demo. Non avevo neanche finito il cazzo di disco quando siamo entrati in studio. Ecco perché la metà di quelle canzoni sul disco hanno un verso e un ritornello, perché facevo: "Fanculo! Lo farò quando arrivo lì". Ovviamente non l'ho mai fatto. Preferisco Definitely Maybe, perché per me quello è gli Oasis. ma Morning Glory, voglio dire, è una cosa incredibile. Non so dove lo metterei, ma lo metterei lì alla pari con gli altri. Viene continuamente inserito nella top due di tutti i tempi, quindi non lo contesto. 

Odi ancora Be Here Now?

Me ne sono innamorato un po' di più negli ultimi anni, ma quando penso a quel disco penso all'occasione che ho sciupato per cementarla, cazzo, per mandare la nostra eredità nella stratosfera. Nei due album precedenti avevo dedicato la mia vita a quelle canzoni e a farle per bene. E all'epoca di Be Here Now ero diventato piuttosto ricco e facevo fatica. All'epoca non l'avrei mai ammesso, probabilmente all'epoca non me ne rendevo neanche conto, ma quando la luce del mondo musicale sta splendendo da qualche altra parte e tu sei, per così dire, nell'ombra, a scrivere quelle grandi canzoni, io preferisco quello, ma quando la luce splende su di te e tutti aspettano quello che farai, io mi sono trovato un po' sballottato.

Me la spassavo alla grande con le droghe e la composizione di canzoni divenne una cosa secondaria. Ricordo che facevo i demo e poi li portavo in studio e li facevo ascoltare a tutti. Mi aspettavo che mi dicessero: "Sì, vanno bene", ma tutti impazzivano e mi dicevano: "Porca troia! Sono incredibili!". E onestamente ricordo di essere tornato da un incontro e di aver pensato: "Non può essere così facile. Non ho fatto praticamente un cazzo per questo disco!". Me ne andavo letteralmente in vacanza e non ci mettevo proprio molto impegno né dedicavo troppo tempo alla cosa. E ora tutti mi dicevano che sarebbe stato più grande di Morning Glory. Pensavo: "Amico, se è così facile, sono nei guai". Non mi piace nessuna delle mie parti di chitarra su quel disco. So che i testi sono una sega. Voglio dire, il mio ego aveva tirato fuori il meglio di me, penso. "Sì. Fanculo! Questo basterà". Mi aspettavo che qualcuno mi dicesse: "Sì, va bene, ma magari vorrai andare a ultimarli".

Quando tornai in Inghilterra, però, tutti mi dicevano che era la cosa migliore che avessi fatto e io pensavo: "Porca puttana! Forse è così". Per riprendermi da quell'episodio legato alla composizione delle canzoni mi ci è volto molto, fino al 2000 inoltrato, perché giravo in tondo e mi sforzavo dannatamente troppo. Alcune canzoni erano diventate un po' una parodia. Per esempio, Little By Little era grandiosa, ma non mi piace molto com'è stata registrata. 

Infine, quel decennio sarebbe accaduto senza le droghe?

Erano importanti? No. Erano uno spasso? Sì. Avevano tutti abbastanza soldi da potersi permettere di comprare molte droghe? Sì. E non sto parlando solo della mia cerchia di persone. Penso che forse sarebbe accaduto comunque, anche senza le droghe. Sì, cioè la cocaina, che è quello di cui stiamo parlando qui ... 

Voglio dire, il decennio è iniziato bene, con tutti che prendevano ecstasy.

Sì. Porca troia! Che droga! Se fosse successo negli anni '90, sarebbe stato un po' più ritmato. La cocaina non è la droga più creativa del mondo. E di nuovo, non è come Internet. Fa venire la nevrosi. E parli a cazzo. Voglio dire, la ragione per cui ci ho dato un taglio è che ne avevo abbastanza di conversare delle piramidi e del fottuto questo o quello alle 5 del mattino. Ogni cosa che abbia fatto sotto l'uso di cocaina andrebbe rifatto. Be Here Now fu scritto, registrato ed eseguito sotto effetto di cocaina e se hai assunto quella roba ... Incontro tanti ragazzi e ho firmato tanti autografi e mi parlano sempre di questo album. E io faccio: "Se lo ami, ottimo, cazzo!". Posso solo avere una mia opinione e basta.

Source: GQ UK
traduzione di oasisnotizie - Fine parte 3 di 3

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martedì 4 maggio 2021

Noel Gallagher a GQ: "Con gli Oasis ero pavido, ora sono un artista, ma non ho mai odiato gli Oasis e ne vado fiero"

Intervista a Noel Gallagher realizzata dalla rivista britannica GQ (numero di maggio 2021). Seconda parte della nostra traduzione. (PER LA PRIMA PARTE CLICCA QUI)

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Come prendi le critiche? Essendo stato sempre un cantautore autonomo, i produttori sono le uniche persone che ora ascolti? 

Di solito non ascoltavo mai nessuno quando ero negli Oasis, per via del marchio e per via della band. Ricordo che quando abbiamo fatto Standing On The Shoulder Of Giants con Spike Stent, c'era una drum machine nella stanza di controllo. E dissi: "Spike, di quella non hai bisogno. Crea più problemi che benefici". Non ho mai visto una persona così pavida in vita mia (parla di sé, ndr), ma una volta uscito da quella cosa, mi sono aperto a tutto. Ho co-composto circa sei canzoni nel periodo di quarantena con persone con cui ai vecchi tempi non avrei mai avuto a che fare. Penso sia dovuto al fatto che ora sono completamente soddisfatto di come gli Oasis ora si collochino e di quale sia l'eredità, perché quella cosa ce l'ho sempre. E nel peggiore dei casi se finisco per fare qualcosa che la gente vuole che io faccia, cioè tutte le canzoni degli Oasis, e ne tiro fuori una gran bella vita, sarebbe dannatamente fantastico e darà molta gioia alle persone. Come artista, però, non voglio quella cosa. Perché ho appena accettato che in realtà sono un artista.


Perché ci è voluto tanto?

Perché non era il tipo di cosa che diresti nelle case popolari. Io ero sempre il tizio delle case popolari con la chitarra, che sapeva suonare She Loves You. 

Ma quella è una cosa di anni fa.

Sì, certo, ma quando ero negli Oasis, se qualcuno mi diceva che ero un artista, io quella cosa la liquidavo sempre. Quando ho fatto Who Built The Moon? e spiegavo che sono entrato in studio senza niente e ho subito registrato e che quello significa essere un artista ... ho pensato: "Porca troia! Farei meglio a comprarmi una sciarpa, allora, e un cazzo di cappello!". Quindi solo di recente ho accettato questa cosa ed è una cosa avvincente essere in grado di farlo. 

Com'è stato cominciare come solista? Il pubblico si aspettava che tu avresti suonato le canzoni degli Oasis?

È stato difficile. E più è piccolo il concerto, più riesci a sentire, più senti il tizio che grida: "Dov'è Liam?" o cos'altro. Quando fai i concerti nei grandi luoghi chiusi, però, sei sovrastato da 16mila persone, guardi la scaletta e pensi: "Be', è solo qualcosa entro cui devi procedere", perché definirà il modo in cui andrai avanti". Nei primi tempi degli  High Flying Birds c'erano un sacco di macchine urlatrici. Sai, il tizio che fa: "Sei il tipo che scriveva le canzoni, perché cazzo non le canti?". 

Hai mai capitolato? 

No. La lista delle canzoni degli Oasis si  fatta più corta man mano che si è andati avanti. Ho iniziato suonando le canzoni degli Oasis, perché avevo un solo album. Quindi facevo 21 canzoni e metà di queste erano degli Oasis, ma metà di questa metà erano lati B. Andando avanti, ho avuto più roba da solista. Le canzoni degli Oasis sono diventate sempre meno. Ora ho trovato la formula. Quando faccio i concerti suono quello che voglio suonare, ma quando vado ai festival rigiro la cosa, perché non è il mio pubblico. La scaletta che ho fatto per Glastonbury, dove avrei dovuto suonare ma non ho suonato (a causa della pandemia, ndr), era piena di Oasis. 

Ti ho visto quando hai suonato allo stadio di Twickenham con gli U2 per il tour di The Joshua Tree qualche anno fa. Come stato fare da supporto a loro?

Mi è piaciuto tanto. È un pubblico più anziano, quindi non ci sono molte persone che urlano dannatamente.

Come sono cambiate le tue ambizioni da quando sei diventato un solista?

Non sono sicuro di averne molte altre. Le cose che avrei voluto raggiungere le raggiungerò ora, cioè un album al primo posto negli Stati Uniti.

Perché dici questo?

Perché non ho firmato per una major e non voglio firmare per una major. Ogni volta che pubblico un disco, devo fare delle licenze diverse per varie etichette indie in America, il che è una rottura di palle. E probabilmente mi sto pure svendendo un po'. Ricevo sempre offerte dalle major, ma non mi interessano, perché loro vogliono farti fare musica degli Oasis e basta. Vogliono che tu sia una versione di quello che è popolare. Scusate, ma l'ho già fatto e non voglio farlo. Voglio che questa ragazza francese parli in fottuto francese nel mezzo della sessione di registrazione di questo disco. Se facessi il disco per una major, vorrebbero che lo cambiassi e probabilmente potrei cavarmela perché sono pur sempre io, ma non voglio entrare in conflitto con nessuno.

Di cosa vai più fiero nella tua carriera?

Nel complesso, direi che la cosa di cui vado più fiero sono gli Oasis, perché significano così tanto per la gente e hanno continuato a significare così tanto che a volte ancora mi gratto la testa (mentre rifletto) su questa cosa. Quando abbiamo fatto il documentario Supersonic, è arrivata un'altra generazione di fan e l'altra faccia della medaglia di questo è che hanno una loro specifica versione degli Oasis che vogliono. Io non posso dargliela e c'è un pochino di tira e molla con questa cosa, ma è divenuta una cosa simile completamente per caso. Mi piacerebbe dire che era tutto un disegno mio, ma non è stato così. 

Mi piace tantissimo l'eredità della band. La amerei anche se non avessi scritto io tutte le canzoni. Inizialmente, quando una band si scioglie, tutti dicono cose stupide di cui presto finisci per pentirti, ma non penso di aver mai espresso odio per gli Oasis. C'è ancora una sorta di conflitto con alcune parti della fanbase, ma a parte quello lo amo dannatamente. Lo amo letteralmente. È una cosa globale. Non avrei potuto chiedere di più come cantautore. 

Source: GQ UK
traduzione di oasisnotizie - Fine parte 2 di 3

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lunedì 7 settembre 2020

Liam Gallagher punge Noel: "Quando ci sono i soldi, si interessa delle celebrazioni degli Oasis. A me non hanno invitato per i 25 anni di Morning Glory"

È di qualche giorno fa la notizia delle celebrazioni, imminenti, per il venticinquennale del secondo album degli Oasis, il pluridecorato (What's The Story) Morning Glory?

Liam Gallagher non prenderà parte ai festeggiamenti per i venticinque anni del disco, pubblicato il 2 ottobre 1995, un album che consacrò ufficialmente la band al successo mondiale. Ad annunciarlo è stato l'ex frontman degli Oasis rispondendo ad una domanda di un fan su Twitter.

Lo scorso 5 settembre suo fratello Noel, ricordando l'approssimarsi del venticinquennale del brano, aveva chiesto ai fan di porre delle domande sul celebre album del 1995 per un "progetto imminente". Il cantautore e chitarrista, intervenuto tramite la pagina Instagram ufficiale degli Oasis, aveva anche aggiunto: "Se potessi filmarti mentre fai le domande, sarebbe davvero fantastico".

Così, appena un giorno dopo l'annuncio di Noel, un fan si è rivolto a Liam su Twitter chiedendogli: "Prenderai parte al progetto o c'è solo Noel?".

La risposta dell'ex frontman degli Oasis non si è fatta attendere: "Non mi è stato chiesto di partecipare - ha dichiarato Liam - I cazzo di cowboy vorranno solo 'la patata', che per me va bene, perché risponderò alle vostre domande quotidianamente. Non c'è bisogno di farne un dramma".

Liam (47 anni), che spesso chiama "patata" suo fratello Noel (53 anni), parlando di cowboy fa riferimento alla Ignition Management, la società musicale (di Marcus Russell e Alec McKinlay) che gestisce, tra gli altri, gli Oasis e gli High Flying Birds di Noel Gallagher.

"È curioso", ha scritto ancora Liam riferendosi al fratello, "come il fesso non voglia saperne della più grande band del mondo, anzi la insulta per tutto l'anno da quando ha voltato pagina, ma appena ci sono un po' di quattrini da fare è tutto orecchi, 'la migliore cosa dopo il tofu saltato' ...". 

A proposito delle interviste rilasciate nel 2016 per il film Oasis: Supersonic, diretto da Mat Whitecross, Liam ha twittato: "Io e Bonehead ci siamo seduti per le interviste di Supersonic, abbiamo fatto tutte le conferenze stampa, tutto bene, mi è piaciuto un sacco, senza prendere un cazzo di soldo, né io né Rasta B. Non me ne importa, non lo faccio per soldi, ma uno spalatore di merda è stato pagato, quindi la prossima volta che voi gatti vorrete sapere qualcosa sui ragazzi, fatemi un tweet".

Come dicevamo all'inizio del post, qualche giorno fa era stata annunciata l'uscita per il 2 ottobre di una ristampa in vinile in edizione limitata dell'album del 1995, con la promessa di contenuti inediti.

Source: Radio X

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lunedì 7 ottobre 2019

Il manager di Liam Gallagher: "Fieri del lavoro svolto, Liam è straordinario e il nuovo disco un classico contemporaneo"

Sam Eldridge di UROK, manager di Liam Gallagher, ha parlato di come è stato accolto il nuovo disco del cantante, Why Me? Why Not., il secondo disco solista dell'ex Oasis salito in vetta alle chart in poco meno di due anni.

L'album, pubblicato da Warner Records, è entrato in classifica direttamente al primo posto, con 68 327 copie vendute in una settimana secondo i dati della Official Charts Company, e al momento è preceduto solo da Abbey Road, il capolavoro dei Beatles di recente ristampato in occasione del cinquantennale.
Anche As You Were, il disco di debutto di Liam come solista, ha sinora venduto 398 996 copie e nel 2017 era salito in vetta alla classifiche, proprio come l'album più recente.

"C'è stata vera concentrazione e intensità nell'impegno per il primo disco di Liam, al fine di aiutarlo a pubblicare qualcosa che fosse veramente degna della sua eredità", ha spiegato Eldridge, che rappresenta Liam insieme alla compagna del cantante, Debbie Gwyther, ex manager dei Beady Eye. "Una volta che Liam era tornato dove apparteneva, abbiamo dovuto lavorare il doppio per mantenerlo lì e questo ha significato che fossimo ancora più concentrati sulla fase di promozione dell'artista".

"La fiducia dell'ultimo disco e il suo successo hanno consentito a Liam di spingersi musicalmente ancora più avanti e penso che questo sia un disco migliore. Per gli artisti più famosi, a volte, il disco può essere un esercizio di mantenimento dello stato corrente, mentre per noi detta ogni elemento della campagna. Quindi volevamo assicurarci che la cosa che guidava tutto fosse la migliore possibile, ed è quello che abbiamo ottenuto".

As You Were ha segnato il ritorno trionfante per il frontman dopo lo scioglimento degli Oasis nel 2009 e l'esperienza con i Beady Eye, scioltisi nel 2014, beneficiando anche della spinta di Oasis: Supersonic, il documentario del 2016 ben accolto da critica e pubblico.

"Quel periodo di pausa aveva dato alle persone l'opportunità di rendersi conto di quanto Liam mancasse alla gente e di che voce e personalità particolari fossero le sue nel mondo musicale britannico. Le fondamenta erano state gettate dal film Supersonic, che ha mostrato l'impatto fenomenale avuto da Liam all'inizio del viaggio degli Oasis e ha ricordato alla gente il suo potere di star potentissima".

"È un artista molto moderno in molti modi, con una personalità e un'immagine uniche e un'incredibile presenza sui social media, che ci ha consentito di sentirci come se fossimo ovunque. Era spiritoso e autoironico e ci ha mostrato un lato di Liam che forse la gente prima non aveva visto. E ha permesso a tutta una nuova generazione di persone di innamorarsi di lui".

Il singolo di lancio del nuovo disco, Shockwave, ha totalizzato 71 293 copie vendute ed è diventato il secondo singolo più venduto di Liam Gallagher dopo Wall Of Glass, arrivando al numero 22 della classifica dei singoli britannici nel giugno scorso. Prima dell'uscita dell'album, tre altri brani, The River, Once e One of Us, sono stati pubblicati come singoli.

"Abbiamo discusso un po' se lanciare quella bellissima ballata che è Once, che io ritengo un'opera di classe mondiale come testo e una delle tracce più rappresentative della voce di Liam, o pubblicare un singolo assolutamente rock come io ritengo sia Shockwave".

Ben 6 216 delle copie vendute da Why Me? Why Not. nella prima settimana dopo la pubblicazione provengono dalle riproduzioni online e Eldridge rileva come l'ex frontman degli Oasis faccia colpo su un pubblico multigenerazionale.

"È fantastico vedere i numeri di riproduzioni in streaming che abbiamo avuto. I posti che abbiamo raggiunto nelle classifiche di tutte le piattaforme di streaming sono fantastici e Liam straccia i suoi contendenti sotto quell'aspetto. Siamo molto felici per il supporto che abbiamo avuto da Apple, Spotify e Amazon".

"Siamo tutti incredibilmente orgogliosi del disco e penso che anche Liam ne dovrebbe essere incredibilmente fiero. Mi piacerebbe vederci finire la campagna in un posto in cui l'album sia rispettato come un disco classico contemporaneo e con Liam saldamente integrato nei festival come headliner. E questo sembra un traguardo molto alla portata".

Liam Gallagher, che è rappresentato nel circuito dei concerti dal vivo da Alex Hardee e Adele Slater di Coda, andrà in tour nel Regno Unito a novembre e tipicamente divide equamente la propria scaletta tra materiale da solista e materiale degli Oasis.
"Liam è fatto per i palchi più grandi, è lì che risponde meglio e quello che per noi è stato eccitante di questo disco è la gente che canta le canzoni del primo album con altrettanta partecipazione e con lo stesso trasporto emotivo che ha quando si eseguono quei classici degli Oasis. Il successo del materiale da solista di Liam ci consente di continuare a eseguirlo e il risultato è che lo show diventa sempre più forte".

"Liam è stato, inoltre, uno straordinario curatore del proprio catalogo. Non ci sono state solo le solite canzoni, il che continua a far venire voglia alla gente di andare ai suoi concerti. Inoltre penso che nessuno si approcci ad un concerto rock dal vivo con la sua stessa intensità emotiva. È incredibile l'energia che emana stando essenzialmente fermo sul palco e il modo in cui sembra filtrare e distillare le emozioni della gente. È un grande evento incredibilmente comunitario e uno davvero positivo".

Quanto ai piani di Gallagher per il 2020, Eldridge dice: "Saremo in tour. I biglietti per l'Australia sono in vendita, così come quelli per l'Europa. Ci saranno date in Sudamerica e Asia e stiamo cercando ulteriori date negli USA. Negli USA abbiamo questo tour con gli Who questo mese (ottobre, ndr), che sarà incredibile, e poi un altro giro di festival per l'estate prossima, ma dovrete tenere d'occhio questo spazio per saperne di più"

Eldridge, manager del più giovane dei Gallagher dal 2016, ha concluso: "È stata una gioia assoluta lavorare con Liam e Debbie. Debbie è una partner manageriale incredibile e Liam è proprio affascinante e superspiritoso. Non ho mai incontrato qualcuno che sia così fedele a se stesso come lui e che ti renda la vita così facile e godibile, quindi è stato fantastico".

Source: Musicweek - traduz. di oasisnotizie

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giovedì 21 giugno 2018

Liam Gallagher: "Il film Supersonic? Mi piace perché è grezzo. Forse ci sarà un sequel"

Seconda di sei parti (sottotitolate in italiano) dell'intervista di Liam Gallagher a Virgin Radio (13.06.2018).

In questo video Liam parla del docufilm sugli Oasis, Supersonic, uscito nel 2016.

PRIMA PARTE QUI

SECONDA PARTE QUI



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domenica 3 dicembre 2017

Video (sottot. ITA). Noel Gallagher: "Liam, parli troppo. Nostalgia degli Oasis? Non mi interessa. In bocca al lupo"


Intervistato in TV da Your Morning, su CTV (in Canada), Noel Gallagher rievoca i giorni di gloria con gli Oasis e lancia un messaggio a Liam: "Parla troppo. Gli mancano gli Oasis? Non mi interessa proprio cosa dice. Penso parli troppo. E basta: in bocca al lupo a lui".

Ecco il video. Sottotitoli by oasisnotizie.



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giovedì 16 febbraio 2017

Due premi per gli Oasis agli NME Awards: miglior film e migliore ristampa

Gli Oasis fanno incetta di premi agli NME Awards 2017. La band dei fratelli Noel e Liam Gallagher, scioltasi quasi otto anni fa, continua a riscuotere successi. Ieri sera, nella cerimonia di consegna dei riconoscimenti, tenutasi a Londra, sono stati assegnati alla band i premio Best Music Film per Oasis:Supersonic, il docufilm diretto da Mat Whitecross, e il premio Best Reissue per la ristampa di Be Here Now.

Ricordiamo che Oasis:Supersonic esce in DVD con sottotitoli in italiano il 22 febbraio. Speriamo con una traduzione italiana migliore di quella - a tratti improponibile - vista al cinema qualche mese fa ...

Qui la lista completa dei vincitori



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giovedì 24 novembre 2016

Chris Martin: "Un documentario sui Coldplay? Non sarebbe interessante come quello sugli Oasis"

Intervistato a metà novembre, Chris Martin dei Coldplay ha detto la sua sul nuovo documentario Oasis: Supersonic, diretto dal suo amico Mat Whitecross, regista di molti videoclip della band londinese. 

"Intendi quel capolavoro che è Supersonic? Il miglior documentario musicale di tutti i tempi? Sì, l'ho visto", ha detto Chris Martin. "Dice tutto sulla vita, lo stare insieme e il potere dell'intesa. Inoltre è fatto meravigliosamente, montato in modo impeccabile e fa vedere come Mat Whitecross sia un genio cinematografico. Anche la storia è edificante, fino alla fine ... sai cosa intendo?".

Whitecross si è detto disponibile a produrre anche un documentario sui Coldplay. "Il nostro sarebbe piuttosto diverso", dice Martin. "Non so se sarebbe così interessante. Non penso che il mondo ora ne abbia bisogno. Forse un giorno ...".

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sabato 12 novembre 2016

Oasis primi ai botteghini italiani. 'Supersonic' fa il botto al cinema

Oasis pigliatutto. Oasis: Supersonic, il docufilm sulla band di Manchester, ha resistito al primo posto della top ten italiana anche l'8 novembre, con 139.177 euro, davanti a La Ragazza del Treno e Doctor Strange. La pellicola, diretta da Mat Whitecross, lunedì 7 novembre aveva fatto il botto, raggiungendo la prima posizione nella giornata di debutto in Italia con 120mila euro di incasso, pur ottenendo solo il terzo posto quanto a spettatori effettivi (va detto che il film era visibile solo in alcune sale del nostro paese).

Box Office Italia del 8/11/2016

1. Oasis: Supersonic: Euro 139.177
2. La ragazza del treno: Euro 104.662
3. Doctor Strange: Euro 101.346
4. Botticelli - Inferno: Euro 56.219
5. Non si ruba a casa dei ladri: Euro 54.724
6. In guerra per amore: Euro 49.525
7. Inferno: Euro 34.503
8. Ouija - L'origine del male: Euro 29.180
9. Sausage Party - Vita segreta di una salsiccia: Euro 26.446
10. Trolls: Euro 25.421




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sabato 5 novembre 2016

Video: Servizio di Studio Aperto su Supersonic, il nuovo docufilm sugli Oasis

Ieri, nell'edizione delle 18.30, Studio Aperto ha dato spazio al docufilm Supersonic, in arrivo anche in Italia. Guarda il video qui sotto. Grazie a Giuseppe per la segnalazione


ANTEPRIMA DI SUPERSONIC: GLI OASIS E LE METANFETAMINE - GUARDA QUI


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martedì 1 novembre 2016

"La reunion degli Oasis ci sarà quando la pressione sarà minore". Parola del regista di Supersonic

In una recente intervista a Billboard, Matt Whitecross, il regista di Supersonic, il film documentario sulla storia del quinquennio 1991-1996 degli Oasis, nei cinema italiani dal 7 al 9 di novembre, ha detto: "La cosa difficile da capire è che più pressione la gente mette loro addosso più è difficile che (i fratelli Gallagher) si riuniranno".

Il regista ha poi aggiunto: "Tuttavia, il modo in cui Noel si rivolge ai fan alla fine del film, la sua riconoscenza per il loro contributo … penso che lo farà per loro. Noel non ha mai detto di no, anche se ci scherza su. Liam, invece, ha detto: 'Forza, torniamo insieme!', lui è pronto alla reunion".

"La ragione per cui non è ancora successo è che la loro posizione glielo permette – ha commentato Whitecross – sono entrambi ricchi, non hanno bisogno di tentare a tutti i costi una reunion. Per questo motivo si spera che se torneranno insieme lo faranno per le giuste ragioni, perché entrambi vogliono farlo". 

Già in precedenza Whitecross si era espresso sull’argomento: "Noel non ha mai detto di no. Tutte le volte che qualcuno glielo chiede, e succede più o meno ogni giorno, non ha mai negato. Ci scherza su e dice che dovrebbero dargli una marea di soldi, o il tasto muto per Liam, cose del genere…Tuttavia io sento che succederà".

"Alla fine del film tutti e due concludono che si possono scrivere le canzoni più grandi del mondo, si può essere la più grande band del pianeta ma resta tutto sempre nelle mani dei fan – ha aggiunto – Noel suona quelle canzoni anche ora, da solista, gli basta suonare anche solo i primi due accordi di Wonderwall, poi potrebbe andare a casa perché tutti canteranno al suo posto".

Vedi anche Liam Gallagher contro Noel: "Colpa mia? Bugiardo. Oasis sciolti per colpa delle sue amicizie con i tabloid"


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sabato 29 ottobre 2016

"Liam Gallagher è pronto per il sequel di Supersonic sul secondo periodo degli Oasis"

Supersonic, il docufilm sugli Oasis, ha debuttato il 2 ottobre nel Regno Unito e non è ancora arrivato in Italia, ma già si parla del suo sequel. Lo ha detto Mat Whitecross, regista della pellicola.

"Liam è molto propenso a farlo e io sarei disponibile", ha detto Whitecross, che il 2 ottobre, nel corso della sessione di domande e risposte con Liam e Paul 'Bonehead' Arthurs, aveva svelato che esiste una versione director's cut di 7 ore di Supersonic, comprensiva di tutte le scene e interviste tagliate (versione per la cui pubblicazione è in corso una raccolta fondi dei fan della band).

"Sarebbe complicato", dice Whitecross a proposito del sequel. "Di sicuro sarà più caotico e coinvolgerà un cast più ampio, ma sarebbe più facile da illustrare, perché una volta che diventi famoso, la gente è più propensa a sbatterti in faccia una videocamera".

"Quindi ci sarebbe molto materiale su cui lavorare. Io sono disponibile, se qualcun altro lo è".

Whitecross dice che la realizzazione di un sequel nasconderebbe delle "insidie", ma che sarebbe bello provarci.

"A quel livello le storie diventano abbastanza simili per certi versi", osserva. "Sali su un grande aereo, viaggi verso un posto, ti infilano in una macchina, vai in uno stadio e poi torni in un bell'albergo. Quindi forse non è poi così tanto interessante. Dovremmo fare delle ricerche e vedere cosa c'è, ma a me gli album successivi piacciono molto, quindi penso che varrebbe la pena farlo".

Fonte: Radio X

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venerdì 28 ottobre 2016

Videoclip dal film Supersonic: gli Oasis e le metanfetamine (sottotitoli in italiano)

Vi proponiamo un'altra anteprima del nuovo docufilm sugli Oasis Supersonic, in arrivo nelle sale cinematografiche italiane il 7 novembre.

In questa clip si parla degli eccessi della band con le metanfetamine, che condizionarono il concerto degli Oasis al Whisky a Go Go di Los Angeles del settembre 1994 e provocarono la fuga di Noel a San Francisco, dove scrisse Talk Tonight. Sottotitoli in italiano da oasisnotizie. 


CLIP DA SUPERSONIC: Liam Gallagher arrabbiato CLICCA QUI
 

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mercoledì 19 ottobre 2016

Miniclip dal film Supersonic: gli Oasis parlano di Knebworth 1996 (sottotitoli ITA)

In quest'altro breve spezzone di Supersonic, il nuovo docufilm sugli Oasis in uscita in Italia il 7, l'8 e il 9 novembre 2016, Noel, Liam e Bonehead parlano dei grandiosi concerti di Knebworth del 1996.

Sottotitoli in italiano by oasisnotizie.



Trovi gli altri spezzoni del docufilm tradotti in anteprima e molto altro nel nostro ricco canale YouTube CLICCA QUI


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martedì 11 ottobre 2016

Videoclip dal film Supersonic: Liam Gallagher incazzato (sottotitoli ITA)


Vi proponiamo un'altra piccola videoclip tratta dal nuovo docufilm sugli Oasis Supersonic, in arrivo nelle sale cinematografiche italiane il 7 novembre.

In questa clip Liam se la prende con un disturbatore che gli aveva lanciato degli stivali e una bottiglia durante il concerto al Tivoli Theatre di Dublino del 31 agosto 1994 e minaccia di schiaffeggiarlo di fronte al pubblico.

La clip è stata diffusa oggi da Pitchfork ed è sottotitolata in italiano da oasisnotizie. 

GUARDA QUI UN'ALTRA CLIP IN CUI NOEL DICE CHE LIAM È UN CANE E SI DEFINISCE UN GATTO



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lunedì 10 ottobre 2016

Video - Liam Gallagher ringrazia la pioggia di Manchester e cita le spiagge australiane e di Milano ...

In questa videointervista sottotitolata Liam Gallagher, rispondendo a precisa domanda, spiega perché gli Oasis sono ancora la più importante band del mondo e afferma: "Grazie a Dio per la pioggia a Manchester. Mi ha costretto ad entrare in studio e fare musica. Gli Oasis avevano buone canzoni, buon cantante, buona mentalità e a agli Oasis non fregava un cazzo. Dicevamo le cose come stanno". Cita anche le "spiagge di Milano" ...

L'ex Oasis è stato intervistato alla prima di Supersonic, docufilm sugli Oasis, il 2 ottobre 2016. 

Sottotitoli ITA by oasisnotizie.



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lunedì 3 ottobre 2016

Liam Gallagher: "Reunion? No, per colpa della moglie di Noel". E si scusa per le avventure extraconiugali

In una nuova intervista per il Telegraph Liam Gallagher ha riservato nuove frecciate al fratello Noel, di cui ha parlato anche ieri sul Sunday Times, e per la prima volta ha fatto mea culpa per le sue improvvide avventure extraconiugali, che gli sono costate un matrimonio. 

Liam ha discusso del film Supersonic, alla cui prima a Manchester ha presenziato ieri sera. "La maggior parte delle scene sono comicità pura, amico!". Come quella volta che gli Oasis si fecero di potenti narcotici e sul palco di Los Angeles, dove suonavano per la prima volta, e ognuno suonava una canzone diversa, per l'incredulità del pubblico.

Liam ammette che alcune parti del documentario sono state per lui "emozionanti". "Vedere tutti noi insieme, vedere quando abbiamo iniziato da giovani e non sapevamo dove saremmo finiti. E poi come finisce, con me e our kid". Our kid è naturalmente il fratello Noel, con cui ha un rapporto tormentato.

"Quei tempi sono stati fantastici, amico, e dannatamente fugaci. I primi due anni e mezzo sono stati come un'unica lunga e grande serata fuori, come andare a tante diverse feste, una dopo l'altra. Non avevi mai il tempo di sederti e pensarci. Non volevo andare in TV a parlarne. Non volevo starmene sdraiato in vacanza. Volevo essere fottutamente lì, a cantare quelle canzoni, a spassarmela e poi a dare di matto provando a farmi esplodere la testa in mille pezzi".

Liam prende le distanze dalle altre band della cosiddetta scena Britpop. "I Blur, i Menswear e tutti quelli lì ...", dice, "Noi non ci vestivamo come loro. La loro musica era tutta allegra e uehehi! (fa ondeggiare le mani imitando un gesto stupido, ndr). La nostra musica era più seria, diretta, classica".

Il documentario traccia l'ascesa degli Oasis fino ai grandiosi concerti di Knebworth, nell'agosto 1996, quando un parco dell'Hertfordshire si riempì sino all'inverosimile per loro.

"Knebworth è stato facile", ricorda Liam. "Ero impaurito solo quando era vuoto. Pensai: Porca troia, un po' grande, no?"

Così ebbe a dire Noel il giorno dopo quell'evento epocale. "Pensavamo di essere famosi quando abbiamo suonato all'Earls Court e poi a Maine Road, ma ieri sera ... ora so cosa significa famoso. Tutto ciò che si può fare è sedersi e riderci su". Poi confessò: "Dal mio entourage ho cacciato Mick Hucknall. Mi stava rompendo il cazzo. Non volevo vedere la sua testa".

"Noel è il Ronnie Corbett del rock!", dice Liam, ripetendo quanto twittato alcuni giorni fa. Si riferisce alla sua bassa statura.

Alla prima del film, ieri sera a Londra, Liam è arrivato in elicottero, come dimostra la foto pubblicata su Twitter dal regista Mat Whitecross (che ha aggiunto: "era l'unico modo per arrivare"). Noel non c'era.

"Noel è troppo indaffarato per promuovere il film", dice sarcastico Liam, che nelle scorse settimane a colpi di tweet ha preso di mira il fratello proprio per questo suo forfait annunciato.

"A quanto pare sta facendo un album divertente e vive il presente, è troppo fottutamente impegnato per percorrere la strada della nostalgia. Il che è buffo, perché è stato il suo management a decidere di fare il film, ma lui non ci sarà alla prima e poi si rifarà vivo con qualche commento del tipo: Oh, io non ho alcun bisogno di fare questo, ma questo è tutto ciò che può fare Liam".

"Be', io lo faccio perché non lo lascio che siano quei cowboy a fare un film sulla cazzo di cosa mia". Noel è una patata, si veste come Gary Barlow e ha ingigantito l'ultimo litigio del 2009 perché voleva andare a fare il solista".

"Comunque", aggiunge Liam, "sua moglie, Sara McDonald, non gli farà rimettere in piedi quella band. Lei indossa pantaloni, amico". Poi Liam suggerisce che un ostacolo alla reunion degli Oasis è rappresentato dal fatto che metà delle canzoni furono scritte da Noel per la prima moglie, Meg Mathews. Dicendo questo non facilita certo una riappacificazione.

"Il ramoscello d'ulivo è stato porto tante volte, ma lui l'ha rifiutato", dice Liam con rabbia. "È un peccato che non sappiamo sotterrare l'ascia di guerra, ma non è che io gli stia manomettendo i freni dell'automobile o lui mi stia danneggiando le finestre. È solo canzonatura, no? Fino a che uno di noi due crescerà".

"È un peccato. Non vedo i suoi figli, lui non vede i miei figli. E la cosa ferisce mia madre e tutti coloro che hanno a che fare con questo. È tutto molto infantile e ridicolo, ma eccoci qua. A me in realtà diverte. Quindi sì, eccoci qua, vent'anni dopo, annoiati a morte. Il party è strafinito!"

Dopo gli Oasis ha tentato l'esperienza con i Beady Eye, ma - confessa - "la gente non riusciva a vedermi in un'altra band". Nel 2013 è scoppiato lo scandalo della sua paternità segreta, che ha portato, nel 2014, al divorzio dalla seconda moglie, Nicole Appleton, con cui stava insieme da 14 anni.

"La roba che è successa è successa per colpa mia", ammette Liam. "La merda succede e me ne scuso. Ho ferito un sacco di persone, ma è la vita. Sono in una buona fase con i miei due figli, il divorzio è alle spalle e voltiamo pagina".

L'anno prossimo pubblicherà per la Warner il suo primo album da solista.

"Penso sia l'ultima chance to dance, l'ultima occasione per ballare, sai cosa intendo? Ci saranno alcuni pezzi rock 'n' roll che spaccano , ma anche altri più soft, alla John Lennon. Io sono così. Sai, non so cucinare. Mi rifiuto fottutamente di cucinare. Tutto ciò che so fare è ciò che faccio".

Sin dal suo annuncio, nel novembre scorso, Supersonic ha scatenato una nuova ondata di richieste di reunion. Avverrà?

"Al momento è lontana anni luce. Mi piacerebbe molto, ma ovviamente dipende da Ronnie Corbett, no?"

oasisnotizie - via Telegraph

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