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lunedì 23 marzo 2026

Foto: Oasis, Liam e Noel di nuovo insieme allo stadio per seguire il Manchester City che vince la Coppa di Lega inglese a Londra

Liam e Noel Gallagher sono tornati insieme allo stadio (guarda le foto qui sotto). I fratelli degli Oasis si sono ritrovati sugli spalti dello stadio londinese di Wembley domenica 22 marzo per celebrare la vittoria del Manchester City nella finale di Coppa di Lega inglese. Il City ha battuto l'Arsenal 2–0, aggiudicandosi il trofeo per l’ottava volta e per la quinta sotto la guida di Pep Guardiola, un record assoluto. Decisivo il giovane Nico O’Reilly, autore di entrambe le reti.

È la prima volta che i due fratelli appaiono insieme in pubblico dalla data conclusiva del tour Oasis Live ’25 allo stadio di San Paolo del Brasile, lo scorso novembre. Le fotografie pubblicate sui social media dopo il fischio finale li ritraggono in tribuna mentre festeggiano e assistono alla premiazione.

Tifosi del City fin dall'infanzia e cresciuti nel quartiere di Burnage di Manchester negli anni Settanta, i Gallagher hanno sempre legato la propria identità al club. Noel, in particolare, ha recentemente contribuito al design della prima maglia del City per la stagione 2024/25 e curato una linea di abbigliamento ispirata a Definitely Maybe (1994). In gennaio aveva anche paragonato i rivali del Manchester United ai Libertines, con il suo consueto humour tagliente. Nel 2012, dopo la vittoria del titolo di Premier League, aveva confessato di aver "pianto come un bambino" alla notizia.
 
Nella prima delle foto seguenti Liam e Noel sono in compagnia di Ronnie Foden, figlio di 7 anni del calciatore del Manchester City Phil Foden. La foto è tratta dal profilo Instagram ufficiale del bambino, gestito dai genitori.
 


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sabato 22 novembre 2025

Storico ritorno a Buenos Aires per gli Oasis, in concerto di fronte a 150mila persone con l'omaggio a Maradona

 

Gli Oasis rompono ogni confine. Dopo le cinque date a Wembley sold out e un tour internazionale che segna il ritorno della band, i fratelli Gallagher si sono esibiti il 15 e il 16 novembre anche in Argentina dove, a Buenos Aires, hanno reso omaggio ad un'icona che lega indissolubilmente la capitale albiceleste a Napoli. 

Durante il loro concerto, di fronte a 75mila persone a serata, gli Oasis hanno celebrato la figura di Diego Armando Maradona.

Sulle note di Live Forever è stata proiettata sui maxi schermi un'immagine del campione argentino, mentre l'intero stadio intonava in coro ha intonato il canto "Olè Diego". Il concerto si è tenuto allo stadio Monumental del River Plate. Entrambi appassionati di calcio, i fratelli Gallagher avevano conosciuto il mito argentino durante nel 1998, in occasione della sezione sudamericana del tour dell'album Be Here Now.

I video dell'omaggio dell'altro giorno sono immediatamente diventati virali sui social citando lo stesso Noel Gallagher che aveva definito Maradona come un “calciatore molto rock 'n roll”.

Liam Gallagher ha scherzato con il pubblico: "Siete i migliori anche senza alcol", tra applausi e ovazioni delle migliaia di fan presenti.

Sul finale il Monumental ha vibrato. Alla fine di Champagne Supernova uno dei momenti più emozionanti: l'abbraccio dei fratelli Gallagher. Il segno dei tempi che cambiano, del ritrovato amore tra Noel e Liam anche con il loro pubblico, che per anni ha atteso con impazienza la reunion storica. 

Era il ritorno per gli Oasis a Buenos Aires dopo sedici anni.

 









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sabato 5 luglio 2025

La recensione: gli Oasis infiammano Cardiff nella notte della reunion dopo 16 anni

 

Dopo sedici anni rieccoli insieme sullo stesso palco. I fratelli coltelli del rock britannico, Liam e Noel Gallagher, anima degli Oasis, hanno ricostituito gli Oasis ad agosto scorso e questa sera si sono esibiti al Principality Stadium di Cardiff nella tappa inaugurale dell'attesissimo tour di reunion della band che ha riscritto la storia del guitar rock dagli anni '90. Mano nella mano, con Noel visibilmente commosso, i due hanno mandato in brodo di giuggiole i 75mila fan accorsi per questa serata memorabile in un grande impianto destinato alle partite di rugby, ma stasera teatro di un sogno divenuto realtà.

La capitale gallese si incendia per i fratelli Gallagher. L'attesa era stata spasmodica in città, tra eserciti di cappelli alla pescatora, murali e innumerevoli bancarelle che vendevano gadget sulla band più amata degli ultimi trent'anni in Gran Bretagna. L'atmosfera è elettrica, come fosse la finale di FA Cup, che da queste parti si è giocata più volte, ed è al contempo dispersiva e raccolta, dato che il tetto dello stadio, retrattile, è stato chiuso, dando la sensazione di trovarsi in un palazzetto gigante più che in uno stadio. Sul palco, insieme ai Gallagher, ci sono i reduci degli Oasis, Paul 'Bonehead' Arthurs, Gem Archer, Andy Bell, e il batterista Joey Waronker, già al lavoro con Rem e Beck, con la voce di Jess Greenfield, che fa parte del progetto parallelo di Noel, gli High Flying Birds.

Gli Oasis iniziano lo show alle 20 ora inglese (le 21 italiane). Salgono sul palco e si lanciano in Hello, brano del 1995. "It's good to be back", "è bello essere tornati", ha detto Liam durante il primo brano. È anche un verso di Hello, il primo pezzo in scaletta, seguito da Acquiesce, in cui i fratelli cantano insieme "abbiamo bisogno l'uno dell'altro, crediamo l'uno nell'altro", quasi a sancire una rappacificazione aspettata dai fan oltre tre lustri. "È passato troppo tempo", sottolinea Liam tra una canzone e l'altra, per poi aggiungere, a metà spettacolo, "Che succede? Ve la state spassando tutti, no? È valso la pena spendere 4mila sterline per il biglietto?".

È il momento culturale dell'anno, forse del decennio, nel Regno Unito. Sono stati venduti in totale 900mila biglietti per questo tour e stasera e ci sono almeno tre generazioni di fan tra il pubblico. E la scaletta contiene tutti i classici. Non mancano Some Might Say, Morning Glory, Supersonic, il brano da cui tutto ebbe inizio, e poi Cigarettes & Alcohol a un volume assurdo (su questo pezzo Liam chiede ai fan di ballare la danza Poznan, popolare tra i tifosi del suo amato Manchester City allo stadio). C'è il momento in cui i riflettori sono puntati solo su Noel — con Half the World Away e Little By Little, unico brano superstite del periodo post 2000 — e poi torna Liam a cantare Slide Away e Whatever. Gli Oasis non dimenticano la tragedia dell'altro giorno, la morte in un incidente stradale del calciatore del Liverpool Diogo Jota, la cui immagine viene proiettata sul maxischermo mentre Liam canta le ultime battute di Live Forever.

"We're hard work, I know", dice Liam prima di Champagne Supernova. "Siamo una faticaccia, lo so", riferendosi alle polemiche roventi scatenate dall'uso del dynamic pricing, al centro di un'inchiesta parlamentare, e le vendite a prezzi gonfiati dei tagliandi da parte di alcuni siti non ufficiali. L'entusiasmo, però, non è stato spento da queste vicende. Già prima che sul palco salissero gli Oasis, durante l'esibizione di Richard Ashcroft, la gente si è scatenata cantando a squarciagola Sonnet, Space and Time, Song for Lovers, The Drugs Don't Work a Bitter Sweet Symphony, dedicata ai Gallagher. "Sono così orgoglioso di essere qui in questa serata storica con la più grande band rock", ha detto un Ashcroft, accolto con un'ovazione dai presenti, mentre Noel lo guardava da sotto il palco.
 
Liam conclude il concerto cantando Champagne Supernova, introdotta così: "Grazie per averci sopportato in tutti questi anni". Noel ringrazia i fan più giovani della band e inizia l'encore, la parte finale del concerto, con The Masterplan, introdotta da queste parole: "Questa è per tutte le persone che hanno tra i 20 e i 30 anni, non ci hanno mai visto prima e ci hanno fatto rimanere alla moda per gli ultimi vent'anni". Ed è proprio questo, forse, il segreto degli Oasis: unire gente di tutte le età come nessun'altra band.

Domani sera si replica a Cardiff. Il mastodontico tour si snoderà in 41 date, toccando nei prossimi mesi Regno Unito, Irlanda, Stati Uniti, Giappone, Australia e Brasile.

oasisnotizie 




Scaletta

‘Hello’
‘Acquiesce’
‘Morning Glory’
‘Some Might Say’
‘Bring It on Down’
‘Cigarettes & Alcohol’
‘Fade Away’
‘Supersonic’
‘Roll With It’
‘Talk Tonight’
‘Half the World Away’
‘Little By Little’
‘D’You Know What I Mean?’
‘Stand By Me’
‘Cast No Shadow’
‘Slide Away’
‘Whatever’
‘Rock ‘n’ Roll Star’

ENCORE:
‘The Masterplan’
‘Don’t Look Back In Anger’
‘Wonderwall’
‘Champagne Supernova’

PHOTOGALLERY - CLICCA QUI 



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sabato 24 maggio 2025

I membri degli Oasis immortalati per la prima volta dopo le prime prove per la reunion

Il tabloid britannico Daily Mirror ha pubblicato le prime foto degli Oasis dopo l'annuncio della reunion. Le prove della band, il cui attesissimo tour comincerà a luglio, sono iniziate martedì 20 maggio a Londra, ma Liam Gallagher non vi ha presenziato.

Nelle immagini si vedono Noel Gallagher, Andy Bell, Gem Archer, Paul 'Bonehead' Arthurs e Joey Waronker, il nuovo batterista, uscire da un edificio. 

Secondo il tabloid Liam terrà solo "una prova o due" prima dell'inizio del tour, previsto per il 4 luglio a Cardiff. 

Non sono ancora previste date in Italia. 


 

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martedì 8 aprile 2025

Noel Gallagher parla del caos biglietti per la reunion e svela le canzoni degli Oasis che preferisce


Noel Gallagher ha rilasciato un'intervista al fotografo Kevin Cummins per il nuovo libro Oasis: The Masterplan

Parlando con l'amico di Manchester, il chitarrista ha discusso del caos generatosi con la vendita dei biglietti per l'attesissima reunion degli Oasis, divenuta realtà nell'agosto scorso. Un caos che ha spinto gli Oasis a non adoperare più il tanto criticato dynamic pricing per i biglietti in vendita per le date in Nordamerica.

"Pensavo che sarebbe stata una questione seria, ma sono rimasto un po' sorpreso da quanto seria si sia rivelata", ha detto Noel, che poi ha rivelato quali sono le canzoni degli Oasis che preferisce. "Posso dirne più di una? Supersonic, Some might say, Live forever e Rock'n'roll star". Tutti brani che dovrebbero essere in scaletta per il concerto del 4 luglio a Cardiff, che aprirà il tour di reunion della band scioltasi quasi sedici anni fa. 

Il libro Oasis The Masterplan è la storia fotografica di come gli Oasis hanno cementato la propria identità durante i primi sei mesi del 1994 in vari luoghi, tra cui Londra, Manchester e Paesi Bassi. Contiene per il 75% fotografie inedite e una nuova intervista a Noel ed esce il 10 aprile. 

 Source: Brooklyn Vegan



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mercoledì 12 giugno 2024

Liam Gallagher dedica Cigarettes & Alcohol a Dave Grohl e chiude i quattro concerti londinesi del tour del trentennale di Definitely Maybe


Grande chiusura ieri sera per l'ultima delle quattro serate di Liam Gallagher alla O2 Arena di Londra. Il cantautore, che questo mese è in tour nel Regno Unito e in Irlanda per celebrare il trentennale della pubblicazione di Definitely Maybe, disco d'esordio degli Oasis, ha dedicato il brano Cigarettes & Alcohol a Dave Grohl, frontman dei Foo Fighters. "Bene, allora, pazzi del cazzo! Questa è per l'unico e solo Dave Grohl", ha detto Liam prima di cantare la canzone. 

Lo stesso Grohl è stato immortalato dietro le quinte del concerto con Liam e John Power (frontman deoi Cast, band che fa da supporto a Liam durante questo tour, vedi foto sotto).

Dave Grohl è un amico e un fan di Liam Gallagher: due anni fa definì l'ex voce degli Oasis "un cantante incredibile, una delle poche rock star rimaste" e contribuì a realizzare il brano di Liam Everything's Electric, pubblicato come primo singolo dell'album C'mon You Know, suonando poi la batteria nella versione studio della canzone.









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martedì 7 maggio 2024

Liam Gallagher si trasferisce in una villa gotica da 20mila euro al mese

Liam Gallagher ha lasciato Londra e si è trasferito nelle verdi colline di Cotswolds, 160 km a ovest della capitale britannica. È proprio qui che ha preso in affitto una lussuosa villa da quasi 20 000 euro al mese. Qualche giorno fa il cantautore ha pubblicato su Twitter (X) una foto che lo ritrae con il cane, mentre il Sun lo ha immortalato mentre passeggia nei campi con cappuccio, occhiali e una sorta di maschera, per evitare di essere riconosciuto.

Accompagnato dalla fidanzata Debbie Gwyther e dal cane Buttons, l'artista spende 16 950 sterline (ovvero 19 770 euro) per il canone mensile. Il maniero gotico risalente all'epoca vittoriana dove risiede Liam è classificato di grado II e si estende su una superficie di 16 000 piedi (circa 4 876 mq, cioè quasi mezzo ettaro), con un giardino di poco più di un ettaro.

La villa è composta da 11 diverse camere, ha una sala di meditazione, una palestra, una sauna e una stanza da ballo ed è dotata di un enorme spazio verde dove godere dell'aria aperta. A quanto pare Liam trascorre un bel po' di tempo nella sala di meditazione, visto che di recente ha dichiarato di voler adottare lo stile di vita "monacale" per prepararsi al meglio per il tour del trentennale dell'album Definitely Maybe, che inizia a giugno.

Una dimora di questo tipo era un vecchio pallino di Liam, visto che nei mesi scorsi l'ex Oasis aveva visionato una casa a schiera del XV secolo nelle vicinanze, il cui prezzo era, però, di 3,5 milioni di sterline.
 
Source: The Sun

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lunedì 8 aprile 2024

Liam Gallagher e John Squire al Fabrique di Milano: un’ora di classic rock in purezza

«Vi dico un'altra cosa. Non pensavo che avrei mai avuto voglia di cantare del cazzo di blues!», esclama Liam Gallagher davanti al pubblico del Fabrique di Milano, tutto esaurito per l’unica data italiana dell’ex cantante degli Oasis assieme a John Squire, già chitarrista degli Stone Roses. I’m A Wheel, scritta da quest’ultimo come tutti gli altri pezzi del disco che i due hanno recentemente pubblicato insieme, è in effetti quanto di più lontano da ciò a cui Liam ci aveva abituati negli ormai trent’anni della sua carriera, dal debutto di Definitely Maybe a oggi. Eppure funziona, per la gioia di un pubblico venuto da ogni parte d’Europa, complice anche il fatto che, dopo i live in Gran Bretagna e Irlanda, i due si sono esibiti soltanto a Parigi e Berlino e quella di Milano è l’ultima data in Europa.

Ieri sera, al Fabrique, abbiamo sentito parlare inglese, olandese e spagnolo. E abbiamo visto tanti bucket hat, il cappello da pescatore indossato a suo tempo da Reni degli Stone Roses e poi dallo stesso Liam, e tante magliette delle due band.

Liam & John salgono sul palco alle nove e un quarto circa, dopo l’apertura affidata a un applaudito Jake Bugg e ai suoi pezzi voce-chitarra. Vestiti di scuro, Liam con giubbino Adidas Spezial, per chi ama questi dettagli che nel suo caso non sono pura frivolezza, i due sono accompagnati dal bassista Barrie Cadogan (già con Liam a Knebworth ma con un ricchissimo curriculum che va da Morrissey ai Primal Scream), dal batterista Joey Waronker (che ha suonato nell’album di Gallagher e Squire e anch’egli con un curriculum invidiabile: da Beck ai R.E.M. e molto altro) e dal tastierista Chris Madden (anch’egli membro stabile della band di Liam). I pezzi sono quelli dell’album, non uno di più, non uno di meno. Nell’intervista rilasciata a Rolling Stone in occasione della sua uscita, Liam ce l’aveva anticipato: nessuna canzone degli Oasis e degli Stone Roses. «Niente nonsense da tre ore», aveva detto. «Va bene perché in un’ora puoi fare un sacco di cose, no? Puoi centrare il punto e farti capire. Certe volte i concerti durano troppo e l’attenzione cala, capito?».

Il suono è ancora più classico che su disco. Potremmo essere a un concerto nel 1975: non c’è niente del punk e della new wave che, sia pur non così manifesti nei suoni, erano per forza di cose nel dna degli Stone Roses e degli Oasis. E se Liam non fa niente di diverso da quello che siamo abituati a vedere (e sentire), compreso agitare le maracas e provocare bonariamente il pubblico delle prime file, Squire fa il solista classico alla Jimmy Page, con assoli piazzati nelle frequenti jam strumentali dal sapore 70s che partono in chiusura dei pezzi, durante le quali il cantante esce di scena e la lascia all’amico. Classic rock in purezza, insomma.

«È più il disco di John dove ci sono io che canto», ci aveva detto Liam a proposito dell’album. Dal vivo però il protagonista è lui, a partire dai cori del pubblico che in paio di occasioni lo invoca con degli olè degni dell’Etihad Stadium. Abbiamo detto che non fa niente di diverso da quello a cui siamo abituati, ma lo fa veramente bene, sia come frontman sia come cantante: se possibile, la sua voce sale e limone è migliorata col tempo.

Eseguiti i dieci pezzi dell’album, tutti nei camerini. C’è tempo per un unico bis. «Volete sentire i Rolling Stones?», chiede Liam prima di una Jumpin’ Jack Flash durante la quale ci è parso che la sua voce ricordasse quella di Mick Jagger. Alle 10:17 è tutto finito, e nell’era di setlist.fm nessuno si sogna di chiedere più di quanto è già stato suonato nelle precedenti date del tour. Si accendono le luci, si aprono le porte e si va tutti a casa.

I brani in scaletta non si contano ma si pesano, per fortuna. Con buona pace di chi, anche in Gran Bretagna, si è lamentato dell’esiguo tasso pezzi eseguiti/costo del biglietto. L’esecuzione live dell’album che porta il nome dei due musicisti è decisamente riuscita. «Se ti piacevano Björk o chi cazzo vuoi tu, probabilmente lo odierai», aveva detto Liam a proposito del disco. In questo caso possiamo tranquillamente dire che chi invece lo ha amato, ha sicuramente apprezzato anche il concerto.

Source: Rolling Stone Italia

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Cliccando qui potete rivedere tutto il concerto da noi registrato

Cliccando qui potete vedere una ricca galleria fotografica del concerto

SCALETTA
Just Another Rainbow
One Day at a Time
I'm a Wheel
Love You Forever
Make It Up as You Go Along
You're Not the Only One
I'm So Bored
Mars to Liverpool
Mother Nature's Song
Raise Your Hands

ENCORE
Jumpin' Jack Flash (The Rolling Stones cover)







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giovedì 14 marzo 2024

Liam Gallagher e John Squire aprono il tour europeo a Glasgow, in scaletta una cover dei Rolling Stones

Ieri sera Liam Gallagher e John Squire hanno aperto il tour europeo di marzo e aprile 2024 con un'esibizione alla Barrowlands Ballroom di Glasgow. 

"Non iniziate eh ...", ha detto Liam a un certo punto, forse in risposta a chi gli chiedeva di eseguire brani come Live Forever o Fools Gold. Uno spettacolo durato 53 minuti. "Grazie per essere venuti", ha detto Liam alla fine. "Come sapete non abbiamo più canzoni, cazzo! Vecchia scuola, amici!". 

Questa la scaletta proposta: 

Just Another Rainbow - video qui sotto
Mars To Liverpool
One Day At A Time
I’m A Wheel
Love You Forever
Make It Up As You Go Along
You’re Not The Only One
I’m So Bored Mother Nature’s Song
Raise Your Hands
Jumpin’ Jack Flash (cover dei Rolling Stones) - video qui sotto

Stasera si replica a Wolverhampton








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giovedì 9 novembre 2023

Recensione del concerto di Noel Gallagher a Milano: l'importanza di essere Noel

Io questa sera ho capito per la prima volta cosa significhi essere Noel Gallagher.

Perché puoi avere avuto il coraggio di lasciare la band che hai fondato e con cui hai venduto oltre 70 milioni di dischi in tutto il globo; perché puoi pure averne fondata un’altra che porta il tuo nome e che sta sulle scene da ormai 15 anni; puoi avere avuto collaborazioni con il gotha della musica mondiale che vanno dagli Who ai Chemical Brothers, passando per Coldplay, Prodigy, Beck, Paul Weller, Johnny Marr (che ha partecipato in ben tre dei pezzi dell’ultimo album “Council Skies”) ma ci sarà sempre quello stronzo che ti chiede «Oh, mi fai So Sally can wait?!?»

E partendo da questo aspetto, allora capisci perché ti trovi di fronte ad un concerto in cui Noel insieme ai suoi High Flyng Birds riempie il Forum di Assago e lo fa cantare a squarciagola… le canzoni degli Oasis! Ma approfondiamo questo concetto con la cronaca dell’evento.

La band sale sul palco con precisione svizzera alle 20.30, in formazione classica: Gem Archer (chitarra solista), Russell Pritchard (basso), Mikey Rowe (tastiera), Chris Sharrock (batteria) e le coriste Audrey Gbaguidi, Jessica Greenfield e Charlotte Marionneau. Noel segue a ruota e si presenta con Pretty Boy, il primo singolo dell’album 2023, che è proprio uno di quei tre pezzi in collaborazione con l’ex leader dei Jam, che è anche stato di recente remixato da Robert Smith dei Cure.

Neanche il tempo di godersi il boato del Forum che lo saluta, che The Chief riparte subito con Open the Door, See What You Find, accompagnato alle sue spalle da un wall con fantasie psichedeliche anni Settanta. Al termine, del brano parte un coro per Noel che lui zittisce scherzosamente con uno «Shhhh!» e, cambiandosi la chitarra acustica con una elettrica, attacca con il brano eponimo Council Skies. Re-imbraccia di nuovo la fidata acustica e propone We’re Gonna Get There in the End, un pezzo con influenze marcatamente beatlesiana, che fai il pari con la successiva Easy Now in cui sembrerebbe quasi che John Lennon avesse fatto un’incursione in una session degli Oasis.

Dopo la carrellata dei singoli dell’ultimo album che conclude il primo set, Noel ha forse il primo vero contatto con il pubblico italiano, salutandolo con un «Ciao Milano!» che apre le danze al repertorio “storico” degli High Flying Birds: You Know We Can’t Go Back fa pestare come un matto il batterista che attiva il palazzetto, che con la prima ballad della serata We’re On Our Way Now accenna i primi cori sul ritornello, per poi portare le mani al cielo sulle note di Heat Of The Moment che sancisce il primo vero momento di sing aloud della serata. Seguono If I Had A Gun (canzone gallagheriana per antonomasia), AKA… What A Life! (che il cantante dedica ai tifosi del Manchester City) e si chiude il secondo set con la malinconica Dead In The Water che la gente canta a menadito, perché forse la percepisce come l’ideale punto di congiunzione verso i sound degli anni Novanta e della band che il Nostro aveva fondato con il fratello Liam e con altri tre squinternati di Manchester. (Il motivo per il quale credo che almeno l’80% delle persone sia qui ad Assago questa sera… a stare bassi!).

È proprio a questo punto della serata che immagino uno scenario distopico, un misto tra Squid Game e i giochi alcolici del college Americani, in cui ognuno dei presenti dovrebbe bersi a goccia un chupito ogni qualvolta che viene pronunciata la parola “Oasis“. Lo penso a ragion veduta, perchè in tutta la serata quel nome Noel non lo ha mai pronunciato e per avvisarci del cambio di repertorio, ha usato la perifrasi sibillina “adesso passiamo agli anni Novanta“: il Forum ha letteralmente ululato all’annuncio, ma forse forse dentro il cantante ha aperto la ferita che non si rimargina mai, perché in ogni data dei suoi tour il “Noel attuale” deve combattere con il “Noel degli Oasis” (Ale, bevi a goccia!) che ogni sera lo sfida a fare meglio di quello che era riuscito ad inventarsi il quel decennio mirabile. E quasi me lo vedo tornare indietro nel tempo come Marty McFly, che dice al sè stesso di (What’s the Story) Morning Glory? che se non avesse smesso di stuzzicarsi con suo fratello, a breve tutto quel successo avrebbe potuto svanire!

Mi sveglio da questo trip, quando lo sento chiederci se per caso ci ricordiamo di una canzone chiamata Stand by me cantata sempre da quel gruppetto inglese che inizia con la O: quando siamo tutti pronti a cantarla a squarciagola, lui ci dice «Bene, parlavo del suo lato B: Going Nowhere!». Nonostante l'”inganno della cadrega” (in stile mancuniano), parte ufficialmente il set delle cover degli Oasis (Ale, bevine un altro!). Con The Importance Of Being Idle, dall’alto si vede uno stormo di lucciole digitali formato dagli smartphone intenti a riprendere il primo assolo di chitarra del signor G. che poi infiamma letteralmente il Mediolanumforum con The Masterplan, un pezzo sottovalutatissimo nel ’95 (quando uscì come b-side di Wonderwall), che ha avuto una seconda giovinezza nel ’98 quando è stato pubblicato l’album omonimo (che conteneva tutti i lati b del gruppo con la O più un paio di inediti) e che oggi sembra essere diventato una sorta di inno generazionale del brit-pop: questo ovviamente a mio (in)sindicabile giudizio!. La scelta successiva di Half The World Away ad essere onesti abbassa un po’ il mood creato fino ad ora, che però ritorna immediatamente alto con Little by little che, forse complice l’acustica non troppo perfetta del palazzetto, mi è sembrata arrangiata in maniera leggermente diversa dalla versione album del 2002 – meno ballad e più distorta – chiudendo il terzo set del match tra “Noel ’90” e “Noel ’20”, avviandoci all’encore.

Il dado è tratto: la band rientra e con lei anche Noel che sadicamente ci tiene sulle spine chiedendoci se ci piaccia Bob Dylan o almeno io intendo così, ma ne ho conferma quando parte la sua cover personale di “The Mighty Quinn“.

Quando siamo pronti ad aspettarci QUELLA intro di piano, di QUELLA canzone che tutti gli chiedono e che tutti si aspettano (noi compresi, ovviamente), eccolo che ci prolunga l’attesa, proponendoci la sua versione di Live Forever che ai tempi di Definitely Maybe veniva naturalmente cantata da Liam G e che quindi nella interpretazione di Noel (comunque autore della suddetta) sortisce in qualche modo un effetto straniante. Non abbiamo però tempo di pensare alla perturbanza del pezzo appena concluso che – non prima di uno sfottò ai tifosi interisti per quanto successo nella scorsa finale di Champions – quella intro di piano arriva per davvero, viene doppiata da tre note di chitarra elettrica che lascia spazio alle parole «Sleep inside the eye of your mind…» e il resto è storia, perché ovviamente su Don’t Look Back In Anger, l’intero Forum si sostituisce alla voce del cantante per tutto il pezzo, fino ad esplodere inevitabilmente su quella benedetta/maledetta strofa «So Sally can wait, she knows it’s too late» che mi riporta al quesito iniziale, prima che The Chief e tutta la band si congedino: Noel Gallagher sarà per sempre schiavo del passato degli Oasis (Ale, bevi!) o è proprio grazie ad essi che può continuare a sperimentare in ambito musicale, con la speranza che col tempo qualcuno gli chieda implorante di fargli un pezzo dei High Flying Birds?

Con questo dubbio torno a la maison, pensando a McCartney che pur avendo ingranato qualche buon album con i Wings, si porterà per sempre dietro l’eredità ingombrante dei Fab 4; oppure a Sting, che seppur con una decina di album da solista alle spalle, avrà sempre da fare inevitabilmente i conti con il repertorio dei Police; oppure al Martellone di Boris, che nonostante tutti gli sforzi accademici ed attoriali per scampare dai suoi esordi trash-comici, si porterà sempre dietro il fardello del “bucio de culo“.

Ma per me Noel resta comunque l’icona indiscussa del brit-pop e nessuno potrà mai levargli questo scettro. Nemmeno il fratello con cui cantava nel gruppo con la O, anche se per noi Millenials sarebbe bello vederli almeno ancora una volta insieme sul palco con la formazione originaria degli Oasis (bevi!).

Articolo di Alessandro Amendolara.
Foto di Marco Arici.

Source: Rockon





CLICCA QUI per la photogallery completa

Scaletta:

Pretty Boy
Council Skies
Open the Door, See What You Find
We're Gonna Get There in the End
Easy Now
You Know We Can't Go Back
We're on Our Way Now
In the Heat of the Moment
If I Had a Gun...
AKA... What a Life!
Dead in the Water
Going Nowhere 
The Importance of Being Idle 
The Masterplan 
Half the World Away
Little by Little 
Quinn the Eskimo (The Mighty Quinn) (Bob Dylan cover)
Live Forever
Don't Look Back in Anger (video qui sotto)

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martedì 7 novembre 2023

Video e foto: Noel Gallagher in concerto a Düsseldorf, domani sbarca a Milano per il live al Mediolanum Forum

Seconda tappa del tour invernale di Council Skies, l'album di Noel Gallagher. Dopo essersi esibito ad Amsterdam venerdì 5 novembre, ieri sera l'ex Oasis è stato di scena a Düsseldorf, in Germania, mentre domani sarà in concerto al Mediolanum Forum di Assago (Milano).
Ecco la scaletta, probabilmente la stessa di domani in Italia:

Pretty Boy
Council Skies
Open the Door, See What You Find
We're Gonna Get There in the End
Easy Now
You Know We Can't Go Back
We're on Our Way Now
In the Heat of the Moment
If I Had a Gun...
AKA... What a Life!
Dead in the Water
Going Nowhere
The Importance of Being Idle
The Masterplan
Half the World Away
Little by Little
Quinn the Eskimo (The Mighty Quinn)(Bob Dylan cover)
Live Forever
Don't Look Back in Anger



VIDEO INTEGRALE DEL CONCERTO DI IERI (DIRETTA YOUTUBE)

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martedì 4 luglio 2023

Servizio del TG1: La notte milanese di Liam Gallagher tra Oasis e sfottò all'Inter all'I-Days

Ecco il servizio del TG1 delle ore 20.00 del 2 luglio 2023 sul concerto del giorno prima di Liam Gallagher all'I-Days di Milano. Si parla dell'attesa reunion degli Oasis e dello sfottò di Liam ai tifosi interisti (con ringraziamento ai tifosi milanisti). Guardalo qui e iscriviti al nostro canale YouTube.



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domenica 2 luglio 2023

Liam Gallagher a Milano fra nostalgia degli Oasis, voce che cede e sfottò all’Inter

«C’è qualche fan degli Oasis qui stasera?». Domanda retorica che Liam Gallagher ripete tre volte, per aizzare la folla. Basta guardare velocemente le t-shirt che spuntano qua e là, insieme ai tantissimi cappellini da pescatore, suo marchio di fabbrica, per avere un’idea della nostalgia che pervade il pubblico nei confronti del gruppo di Manchester, scioltosi nel 2009 dopo l’ennesimo litigio con il fratello Noel. Anzi, sarebbe da capire se qualcuno fra gli oltre 27mila accorsi sabato sera all’Ippodromo Snai La Maura, sia venuto lì per il repertorio solista di Liam e non per risentire i pezzi degli Oasis. 

Il rocker britannico, 50 anni, lo sa bene e infatti nella scaletta del suo concerto agli I-Days (preceduto da The Black Keys e Nothing but thieves, stasera arrivano i Red Hot Chili Peppers e il 15 gran finale con gli Arctic Monkeys), dosa equamente brani suoi e quelli della mitologica band Britpop, partendo in quarta con «Morning glory» dopo essersi fatto annunciare dal coro da stadio Manchester City Champions Chant e da una serie di scritte sui maxischermi che lo descrivono, tra l’ilarità della gente, come «iconico», «umile», «alla mano», «zen» e una lunga serie di altri aggettivi lusinghieri e improbabili, ad accrescere il suo ego smisurato da rockstar. 

Parka e pantaloncini corti, consueto modo di protendersi sul microfono tenendo le mani dietro la schiena, Liam conferma il suo status di icona degli anni 90, acclamatissimo dalla gente. La voce, però, almeno in questa occasione non è certo quella di una volta, nonostante l’aiuto del pubblico e delle tre coriste che si aggiungono a una band di sei musicisti: «Certe sere la voce ce l’hai, certe altre no, è la vita», dice lui scusandosi e mettendo da parte per un attimo la proverbiale strafottenza. In poco più di un’ora di concerto, iniziato alle 22 e tagliato corto subito dopo le 23 dicendo «devo proprio andare bellissima gente», l’entusiasmo sale alle stelle sui pezzi degli Oasis, fra «Stand by me» e «Roll it over», chiudendo con «Cigarettes & alcohol», «Wonderwall» e «Champagne supernova», mentre si smorza sui pezzi suoi, meno conosciuti. 

I riferimenti calcistici, dopo il trionfo in Champions League della sua squadra, non si limitano all’inno iniziale: «Ci sono tifosi dell’Inter qui fra voi?» chiede Liam, tra qualche fischio e insulto. «E ci sono tifosi del Manchester City?», prosegue, alzando la mano, mentre la sconfitta subita a Istanbul brucia ancora. «Devo dire che i tifosi del Milan sono stati molto gentili mentre ero qui, grazie per tutto il vostro amore e rispetto», conclude dedicando loro «Wonderwall». L’ironia a Liam non manca, né la voglia di punzecchiare. Quel che manca sono gli Oasis. Ma per la reunion più attesa del rock (e anche da lui) bisogna aspettare, chissà quando, il nulla osta del fratello.

Source: Corriere della Sera

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Recensione, video e foto: Liam Gallagher sul palco scalda i cuori nella notte milanese dell'I-Days 2023

Ieri sera Liam Gallagher si è esibito all'I-Days di Milano, all'ippodromo La Maura, dopo i Nothing but Thieves e i Black Keys.

"È da un po’ di tempo che penso che Liam Gallagher, la magnetica voce degli Oasis, rock’n’roll star degli anni ’90 e icona di un brit pop da birra al pub, cori da stadio (possibilmente a una partita del Manchester City) e attitude da spaccone sia ormai fuori tempo massimo. Troppo preso dai continui bisticci con il fratello Noel e dal tentativo di essere sempre e ancora supersonic con pezzi che ricordano gli Oasis abbastanza da non perdere i fan della storica formazione britannica, ma non così tanto da esserne una stucchevole imitazione, Liam sta invecchiando nella sua arroganza. 

Sempre più musicisti, più o meno giovani, si stanno mettendo alla prova in termini di tutela e valorizzazione delle differenze e delle minoranze (anche in musica, pensiamo anche solo all’attenzione per le produzioni non anglofone), di ampliamento dei propri orizzonti e di protezione dell’ambiente. In un contesto in cui avviene tutto questo, Gallagher appare terribilmente fuori luogo. Fornire prospettive inedite in termini tanto sonori quanto concettuali è uno dei compiti della musica e la musica che continua a ripetersi con irrisorie variazioni sul tema, senza prestare orecchio ai cambiamenti, presto inizia a raggrinzire. 

Anche se continua a mangiarsi il palco – Gallagher resta un grande performer e lo ha dimostrato anche ieri sera agli I-Days all’Ippodromo La Maura di Milano – il cantante britannico sta iniziando, nel suo ritenersi un celestiale profeta spirituale (parole sue, andate sul suo profilo Twitter), a parlare sempre più a se stesso e non a chi gli sta intorno. Un conto è farlo dopo la pubblicazione di album come Definitely Maybe o (What’s the Story) Morning Glory?, un altro è farlo dopo C’mon You Know, la terza prova discografica solista dell’ex Oasis uscita lo scorso anno. 

A Gallagher il pubblico non manca. Per molti fan ogni sua mossa è culto e quando partono Stand by Me o Champagne Supernova, la classica chiusura, ci si emoziona tutti. Ma la sensazione è sempre quella di un tuffo nel passato, che porta comunque una certa euforia dopo quelli che non credo dovremmo aver paura di definire brani minori, da Why Me? Why Not. a More Power, per citarne un paio. Se come dice qualcuno ciò che conta sono le idee, in questo set e nella carriera solista dell’artista non ce ne sono moltissime. 

La formula di ieri sera che all’artista britannico ha accostato i Black Keys, che pur avendo suonato prima di Gallagher non erano propriamente opening act, arricchisce l’esperienza (prima di loro si sono esibiti i Nothing but Thieves, ndr). Se vi eravate dimenticati di loro, vi aggiorno: dopo un paio di album più scarichi dei precedenti e una pausa di riflessione – e di progetti solisti – di cinque anni, nel 2019 Dan Auerbach e Patrick Carney sono tornati in forze con nuove produzioni di cui l’ultima, Dropout Boogie, del 2022".

(Rolling Stone)


"Dopo la pioggia che ha segnato e accompagnato il concerto di Travis Scott della sera precedente, il sereno è tornato su Milano ad accompagnare la serata rock proposta degli I-Days 2023 di fronte a circa 27.000 persone. Tre erano gli appuntamenti previsti nella giornata del sabato all’Ippodromo SNAI La Maura con un pubblico pronto a godersi le esibizioni di (nell’ordine) Nothing but Thieves, Black Keys e a chiusura Liam Gallagher (questi ultimi due co-headliner con set da 75 minuti cadauno).

Arrivano le 22.00 e a favor di tenebre, introdotto da cori da stadio (l’inno del Manchester campione) e un potente rock (Fuckin’ in the Bush firmato Oasis), torna sul palco dell’I-Days (dove era già stato nel 2018) Liam Gallagher, con tanto di parka d’ordinanza, bermuda e tra le mani le mitiche maracas e il tamburello. Ad accoglierlo un’ovazione del pubblico. L’attacco del concerto è tutto dedicato alla sua storia, o meglio a quella fantastica avventura con suo fratello. Ecco così che il cantante si riallaccia agli Oasis (indissolubile rapporto) per avviare i motori del concerto. Morning Glory e Rock 'n' Roll Star sono un bel e inevitabile inizio e scaldano il pubblico che ovviamente questi brani li maneggia e li appassiona. La band che lo accompagna (una “large band” composta da otto elementi e quattro coriste) spinge e picchia duro, sostenuta anche da un volume adeguato, con le chitarre protagoniste. Se quelle dei Black Keys erano anni ’70 qui siamo inevitabilmente nel mondo del rock anni ’90.

Liam sul palco fa Liam, canta sempre proteso verso il microfono, nel suo consueto modo, con la voce non perfetta e il suo fare che sembra tra lo strafottente e l’annoiato. Nelle aperture musicali viaggia per il palco, guarda in alto (forse attratto da una luna quasi piena che fa mostra sulle teste del pubblico) come su tutto ciò che lo circonda non lo riguardasse. Non è un mostro di empatia e anche quando si rivolge al pubblico lo fa con apparente “freddezza” e poco trasporto.

Nello sviluppo del concerto Liam si divide tra le sue canzoni da solista e i grandi successi della band. Ovviamente i brani storici sono ben accolti, un po’ più di distacco dalla platea sulle sue canzoni che sono molto in stile Oasis o meno li accomuna la band che lo accompagna. Tra le esecuzioni spicca Stand by Me che diventa un inno corale tra pubblico e palco.

Sul finire del set Liam punta molto sul suo repertorio e quello è il momento in cui il pubblico pare essere più distratto, lontano. Ma arriva subito una sterzata finale sulle note delle canzoni degli Oasis. Il trittico conclusivo, tutto dedicato al repertorio della band è coinvolgente, Soprattutto quando arrivano le prime note dell’iconica Wonderwall diventato un inno generazionale. Su Champagne Supernova si va tutti a casa, così, senza una parola. Tutti soddisfatti canticchiando Wonderwall ci si avvia all’uscita. L’impressione, che in realtà offre sempre Liam, è quella che il compito sia fatto, messo da parte anche questo concerto.... ma è solo un’impressione. La realtà è che si tratta di un concerto ben confezionato e più appassionante quando affonda le mani nel vecchio repertorio". 

(Rockol)

Vedi anche: Liam Gallagher dal palco di Milano ringrazia i tifosi del Milan

La scaletta: 

Morning Glory
Rock 'n' Roll Star
Wall of Glass
Better Days
Why Me? Why Not. (con un pezzo di Come Together alla fine)
Stand by Me
Roll It Over
Slide Away

More Power
Diamond in the Dark
The River
Once
Cigarettes & Alcohol
Wonderwall
Champagne Supernova

Per Liam si trattava della seconda data del tour europeo di quest'estate, dopo l'esibizione di venerdì 30 giugno al Rock Werchter, in Belgio. Prossimo appuntamento sabato 8 luglio al Mad Cool Festival di Madrid, in Spagna.
















 





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