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lunedì 6 luglio 2026
Oasis dal vivo a Roma nel 2027, ci sarebbero già le due date
domenica 5 luglio 2026
Oasis all’Olimpico di Roma? Per chi li ama davvero sarebbe una notizia che fa battere il cuore
Per anni abbiamo assistito alle frecciate tra Liam e Noel Gallagher, alle interviste al veleno, alle promesse mai mantenute e alle reunion annunciate e smentite nel giro di poche ore. A un certo punto avevamo accettato l'idea che gli Oasis fossero destinati a restare un ricordo meraviglioso degli anni Novanta. Una di quelle storie finite troppo presto.
E invece eccoci qui.
Gli Oasis sono tornati. E adesso si parla addirittura di una possibile data allo Stadio Olimpico di Roma nel 2027. Non c'è ancora nulla di ufficiale, ma per chi è cresciuto con Definitely Maybe e (What's the Story) Morning Glory? la sola idea basta a scatenare l'immaginazione.
Perché gli Oasis non sono semplicemente una band.
Sono il disco che mettevi nelle cuffie quando avevi bisogno di sentirti invincibile. Sono la voce di Liam che ti prende a schiaffi con la sua arroganza e quella scrittura di Noel capace di trasformare emozioni semplici in inni immortali. Sono quelle canzoni che hai ascoltato cento, mille volte e che riescono ancora a emozionarti come la prima.
Chi ama davvero gli Oasis sa che non si tratta soltanto di Wonderwall. Sa che dietro il successo mondiale ci sono gemme come Slide Away, Acquiesce, The Masterplan, Cast No Shadow o Listen Up. Canzoni che hanno accompagnato viaggi, amori, delusioni e sogni di milioni di persone.
La loro forza è sempre stata questa: farti sentire parte di qualcosa di più grande. Non importava da dove venissi o quanti anni avessi. Quando partiva Don't Look Back in Anger diventavamo tutti la stessa persona.
E forse è proprio questo che rende speciale l'idea di un concerto all'Olimpico. Non sarebbe soltanto un evento musicale. Sarebbe un ritrovo generazionale. Una notte in cui migliaia di persone canterebbero insieme parole che conoscono da una vita.
Perché gli Oasis non hanno mai cercato di essere perfetti. Hanno litigato, esagerato, sbagliato. Ma hanno scritto alcune delle canzoni più importanti della loro epoca. E quelle canzoni hanno continuato a vivere anche quando la band non esisteva più.
Oggi che Liam e Noel sono tornati sullo stesso palco, ci rendiamo conto che forse avevamo dimenticato una cosa: certe storie possono interrompersi, ma non finiscono mai davvero.
E se Roma dovesse accoglierli nel 2027, per una sera non conteranno classifiche, recensioni o polemiche.
Conterà soltanto quel momento in cui le luci si spegneranno, partiranno le prime note e uno stadio intero si ritroverà a cantare:
"Maybe, you're gonna be the one that saves me..."
Come se il tempo non fosse mai passato.
-Valerio Pieraccini
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mercoledì 22 aprile 2026
Liam Gallagher a Roma per due giorni fa impazzire i fan: "Concerto qui l'anno prossimo? Senza dubbio", avrebbe detto
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sabato 1 maggio 2021
Video - Noel Gallagher saluta il pubblico italiano su Rai 3 durante il festival del Primo Maggio di Roma
Nel corso della diretta del festival del Primo Maggio di Roma, Rai Tre ha mandato in onda verso le 22 un breve video con cui Noel Gallagher, nel suo studio a Londra, saluta i fan italiani e due pezzi tratti dall'esibizione in parte già mandata in onda ieri dal canale televisivo irlandese RTE, Dead in the water (la cui esecuzione è stata trasmessa ieri da RTÉ ed è già presente su YouTube) e AKA ... What a life!
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giovedì 29 aprile 2021
Video: Noel Gallagher su Virgin Radio TV Italia: "Sto scrivendo anche un disco di inediti. Il Primo Maggio non sarò in Italia". Esibizione in streaming a Roma
"Volevamo fare qualcosa per il decennale degli High Flying Birds, per tenerci occupati durante la quarantena. Dissi che avrebbe funzionato solo se ci fossero state nuove canzoni e se fossero state belle tanto quanto le vecchie. Il nuovo singolo ho iniziato a scriverlo solo nel 2015 e l'ho finito solo durante la quarantena".
"Sono nel mio studio qui. E sto scrivendo anche un disco di inediti".
"Venire in Italia dopodomani al Concerto del Primo Maggio? La gente lo sta dicendo, ma non credo di venirci. Penso che non mi sia nemmeno consentito di venire in Italia. GraziA, thank you very much" Come si vociferava (e come aveva scritto il Messaggero), l'esibizione di Noel al Concerto del Primo Maggio sarà in streaming da Londra.
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Noel Gallagher ospite di Radiofreccia oggi 29 aprile alle ore 15.20
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mercoledì 28 aprile 2021
Noel Gallagher ospite di RTL 102.5 domani alle 15.00
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martedì 27 aprile 2021
Ufficiale: Noel Gallagher torna al Primo Maggio di Roma dopo due anni. E giovedì è ospite di Absolute Radio
Alex Britti & Flavio Boltro, Après la Classe & Sud Sound System, Balthazar, Edoardo Bennato, Bugo, Chadia Rodriguez ft. Federica Carta, Colapesce Dimartino, Coma_cose, Enrico Ruggeri, Ermal Meta, Extraliscio, Fabrizio Moro con Vinicio Marchionni e Giacomo Ferrara, Fasma, Fast animals and Slow Kids & Willie Peyote, Fedez, Folcast, Francesca Michielin, Francesco Renga, Gaia, Ghemon, Gianna Nannini e Claudio Capéo, Ginevra, Gio Evan, Il tre, L'orchestraccia, La Rappresentante di Lista, Lp, Madame, Mara Sattei, Max Gazzè & The Magical Mystery Band, Michele Bravi, Modena City Ramblers, Motta, Nayt, Noel Gallagher, Noemi, Orchestra multietnica di Arezzo con Magherita Vicario, Piero Pelù, The Zen Circus, Tre Allegri Ragazzi Morti, Vasco Brondi, Wrongonyou.
Oltre sei ore di musica per l'evento promosso da CGIL, CISL e UIL e organizzato da iCompany che proverà a raccontare lo stato d'animo del Paese alle prese con uno dei suoi momenti più difficili di sempre. Sul palco del Concerto 2021 si esibiranno anche Cargo (Roma), Marte Marasco (Milano) e Neno (Torino), vincitori del contest 1MNEXT, e Y-Not, vincitore del contest, promosso da Anas, della campagna sulla sicurezza stradale "Guida e Basta".
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lunedì 24 febbraio 2020
Liam Gallagher l’antiperformer: il servizio di Studio Aperto sul suo ritorno in Italia
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Rassegna stampa - Liam Gallagher dal vivo a Roma, la star è nuda: un vero schiaffo ai cantanti da talent show
Liam che è sempre uguale a se stesso e invece no; che gioca col
“personaggio Liam” e lo trascende; che entra sul palco dinoccolandosi,
si pianta dinanzi al microfono e resta lì così. Come da sempre, come con
gli Oasis. Liam che ieri sera al Palazzo dello Sport (Palalottomatica)
di Roma ha disvelato che è inutile agognare una reunion degli Oasis,
tanto c’è lui, che in scaletta infila classici della band come
“Rock’n’roll star”, con cui apre il concerto, e a seguire – citando a
caso – “Columbia”, “Supersonic”, “Morning Glory”, “Live Forever”, “Stand
by Me”, “Gas Panic!”, “Acquiesce”, “Roll with it”, “Champagne
Supernova”, “Wonderwall”, “Cigarettes & alcohol”. E in mezzo – ma
proprio in mezzo – anche i pezzi da solista (dagli album “As You Were” e
“Why Me? Why Not.”): “Shockwave”, “The river”, “Wall of glass”, “For
what it’s worth”, “Come back to me”, “Once”, “Halo” e “The River”.
L’artista – che stasera suona al Mediolanum Forum di Assago – è arrivato in Italia accompagnato dalla solite turbolenze: la reunion mancata degli Oasis (per colpa di Noel? Per colpa sua? O per scelta tattica di entrambi?), la voce ballerina (giorni fa ad Amburgo ha lasciato il palco dopo quattro pezzi), le faide eterne tra fratelli. Alla fine, però, resta solo il palco, giudice supremo, punto di discrimine tra bene e male. E ieri sera Liam lo dominava circondato da una band fenomenale – gli Oasis se la sognavano così compatta e implacabile – che lo ha messo a suo agio, in grado di autorappresentarsi nella sua forma più vera e intima. Raramente Liam interloquisce – sempre stracarico di splendidi “fucking this” e “fucking that” – con il pubblico, raramente manda baci, raramente invita a “stay safe”, raramente asperge complimenti su chi sta sotto il palco, raramente si mette così in gioco e così tanto.
Saranno i 48 anni, sarà che c’è anche il figlio Gene sul palco (ai
bonghi), ma questo è un altro Liam, in cui lo sguardo cupo e velenoso
del passato, l’automa rabbioso degli Oasis, lascia spazio a un artista
“aperto”, minimale come il palco (semplice, elegante, sempre in
penombra, sistemato con un rigore quasi Bauhaus), essenziale come le
riprese dello show proiettate alle sue spalle, spinto dall’urgenza di
disvelarsi al meglio, senza paracaduti (Noel alla voce e chitarra, ad
esempio), consapevole che ogni inciampo può trasformarsi in un abisso. E
sul palco si danna, avvolto nel solito parka (stavolta bianco).
Cercando di direzionare al meglio – aiutato dalle tre coriste e da un
pubblico estasiato – una voce che a volte non lo aiuta, che lo manda
fuori tempo, che da sempre tende a sforzare troppo. Ma poco importa,
quella voce è una splendida coltellata a una schiera di “bravi” cantanti
da talent show, ai tanti fenomeni sanremesi, di oggi e di ieri, tanto
impeccabili e “vocalmente educati” quanto vuoti. Gallagher no, lui arriva sul palco con tutte le sue impennate vocali sgraziate e lascia il segno per come incarna il senso del rock: immaginario e furore. E non a caso sul palco campeggia solo una scritta, “rock’n’roll”, e lui stesso apre il concerto assicurando che “questo è rock’n’roll”. E da lì si parte, è una lotta costante, come quel video iniziale proiettato alle sue spalle in cui – solo, solissimo – incede sulle macerie e tra le tensioni del mondo.
Dimostrando che ormai Liam deve fare i conti solo con Liam, che stasera, come la sera prima e come nei suoi album, si gioca tutto; che questo è anche un concerto degli Oasis, che gli Oasis sono anche suoi, e poco importa che quella scaletta assomigli tanto a una sfida a Noel e alle sue riluttanze nei confronti di una reunion. L’unica cosa che conta è: “perché io? Perché no”.
(Francesco Adinolfi)
Source: Il Manifesto
Qui sotto, invece, trovate l'articolo comparso sull'edizione milanese della Repubblica di domenica 16 febbraio, in occasione dell'arrivo di Liam a Milano per la seconda tappa del tour italiano di questo mese.
Qui sotto la prima pagina di Metro Sound del 16 febbraio, numero speciale dell'edizione milanese del quotidiano gratuito Metro in distribuzione a Milano il giorno del concerto di Liam, con l'ex Oasis in copertina.
Infine ecco l'articolo del Corriere della Sera di lunedì 17 febbraio in cui si parla del concerto romano di Liam.
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domenica 16 febbraio 2020
Le recensioni: Liam Gallagher dal vivo a Roma, una rockstar eterna
Essere Liam Gallagher è uno stile di vita. L'ex Oasis arriva sul palco del Palazzo dello Sport di Roma, che ieri sera ha ospitato la prima delle due date italiane del tour indoor legato al suo nuovo album solista "Why me? Why not.", evitando ogni tipo di divismo, mentre l'arena capitolina lo saluta con l'ovazione che merita una rockstar come lui e dalle casse risuona "Fuckin 'in the bushes" degli Oasis. Con la sua camminata inguaribilmente cafona, il cantautore britannico va dritto verso il centro del palco: niente smancerie, niente "è bello essere qui", non dà neanche il benvenuto ai fan. Di apparire gentile e simpatico, si sa, non gliene importa moltissimo. E così, ignorando le urla e gli applausi del pubblico, s'aggrappa all'asta del microfono e attacca subito la prima canzone in scaletta, "Rock'n'roll star", che è al tempo stesso una dichiarazione di intenti e un modo per ricordare - come se ce ne fosse bisogno - chi è e cosa ha fatto in passato.
Liam Gallagher mancava a Roma da sei anni esatti: l'ultimo suo passaggio nella città eterna risaliva al 16 febbraio del 2014, quando insieme ai Beady Eye - la band che lanciò poco dopo la lite con suo fratello Noel che mise di fatto la parola fine alla storia degli Oasis - si esibì sul palco dell'Orion di Ciampino, a pochi chilometri dal centro della Capitale. Sul palco del palasport romano, per la verità, avrebbe dovuto esibirsi già nell'autunno del 2018, con il tour legato al suo primo album solista "As you were" (uscito l'anno precedente), salvo poi annullare il concerto senza riprogrammarlo. A distanza di un anno e mezzo, l'attesa e la pazienza dei fan sono state ripagate: tra revival degli Oasis e celebrazione della sua carriera solista, Liam infiamma il palazzetto con una ventina di canzoni che alternano il presente al glorioso passato, per un successo annunciato (la data romana è andata sold out con più di due mesi d'anticipo - su TicketOne è invece ancora disponibile qualche biglietto per il concerto di stasera al Mediolanum Forum di Assago, poi tornerà in Italia la prossima estate per una data al Lucca Summer Festival).È proprio dal repertorio della band simbolo del Britpop che Liam pesca a piene mani, riproponendo da solo mine come "Morning glory", "Stand by me", "Columbia", "Gas panic!", "Acquiesce", "Roll with it" e "Supersonic". Qualcuno lo accusa di continuare a campare grazie alle canzoni scritte dal fratello, che è in parte vero: però senza l'interpretazione di Liam, probabilmente quei pezzi non sarebbero diventati gli inni generazionali che a distanza di anni continuano ad essere, cantati a squarciagola tanto da chi la scena Britpop l'ha vissuta direttamente (e oggi, a cinquant'anni, si scatena sugli spalti o in parterre perdendo ogni dignità) quanto da chi quando uscì "Definitely maybe" non era ancora nato. Liam fa riascoltare quelle canzoni con la stessa presenza scenica e con l'attitudine sfrontata e arrogante di venticinque anni fa, piegato verso il microfono con le mani nascoste nelle tasche del parka o dietro la schiena, spalleggiato da una super band composta da Mike Moore e Jay Mehler alla chitarra, Drew McConnell al basso e Dean McDougall alla batteria (ad un certo punto sul palco arriva anche suo figlio Gene, diciott'anni, che ha deciso di seguire le orme del padre - e anche della madre, Nicole Appleton, cantante delle All Saints - fondando una band tutta sua).
Peccato che per i brani dei suoi album solisti ci sia poco, pochissimo spazio: in una scaletta che sembra essere incentrata più sul passato che sul presente, sono solamente i singoli "Shockwave", "The river", "Wall of glass", "For what it's worth", "Come back to me" e la ballata strappalacrime "Once" - oltre a "Halo" e "The river" - a provare a rendere giustizia ai due ottimi album post-Oasis e post-Beady Eye del rocker, mentre canzoni come "Paper crown", "One of us", "Now that I've found you" restano incomprensibilmente fuori. Ma tutto sommato, ai fan va bene così: (ri)ascoltare dal vivo "Wonderwall" è qualcosa che vale quasi l'intero prezzo del biglietto (e non era così scontato che Liam cantasse il classicone di "What's the story? Morning Glory", lasciato fuori dalle scalette di tutti i concerti europei di quest'anno). "Visto che siete stati così carini", dice nel finale, tornato sul palco per il bis dopo "Champagne Supernova", travolto dall'affetto, "vi suono questa cazzo di canzone". Qualche cinquantenne si commuove, i ragazzini si abbracciano e con le mani alzate verso il cielo intonano quel ritornello, tra i più iconici della storia del rock: "Maybe / you're gonna be the one that saves me / and after all / you're my wonderwall". L'ultimo - emozionante - grido della notte, prima del finale con "Cigarettes and alcohol".(Rockol)
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Per quanto mi riguarda non so quando sia accaduto di preciso, ma a un
certo punto della vita ho smesso di essere giovane e senza preavviso il
weekend è diventato principalmente un periodo di tempo di circa 48 ore
in cui sbrigare tutta una serie di faccende che non ho il tempo di
sbrigare nei giorni feriali. Non avrei mai pensato che sarebbe successo,
ma è sabato pomeriggio e sto facendo la spesa, trascino le mie gambe
stanche tra le corsie, è l’ora di punta per i centri commerciali ed è un
inferno, schivo bestemmiando i bambini mascherati che si lanciano
coriandoli di carnevale.La mia vita non doveva andare così, qualcosa non ha funzionato. Vorrei solo tornare a casa e togliermi le scarpe e invece fra meno di un paio d’ore dovrò partecipare a uno di quei riti collettivi che dopo i trent’anni hanno cominciato a pesare come un macigno sulle mie spalle: i grandi concerti. Così come pesano sulla mia digestione i buonissimi paninacci che vendono fuori dal Palazzo dello Sport all’Eur, una cena che pagherò carissima domani.
Esattamente quattordici anni fa avevo saltato la scuola ed ero qui già da dieci ore, avvinghiato ai cancelli di quello che si chiamava ancora Palalottomatica, in vista dell’unico concerto degli Oasis a cui abbia assistito in vita mia, febbraio 2006. Dovevo esserci, anche se ero in una fase già calante della mia passione più pura per la band, che del resto era in calo già da qualche anno, soprattutto dal vivo, quelli erano gli anni peggiori.
Come è possibile che a distanza di tutto questo tempo io sia diventato un rottame e il ragazzone che se ne sta lì al centro del palco sembra essere ringiovanito? Non esteticamente: barba visibilmente sbiancata, capelli un po’ più radi dalle parti delle tempie, qualche chilo e qualche ruga in più, ma a parte questo: in che anno siamo?
Liam Gallagher si presenta sul palco con un parka bianco di cui non si capisce bene il materiale neanche guardandolo dal maxischermo, a tratti sembra una specie di tunica di lino da asceta, soprattutto quando indossa il cappuccio, pare un santone e a tutti gli effetti lo è, perché il pubblico va in estasi alla prima nota di ogni canzone degli Oasis di cui è farcita la scaletta.
Questo è un aspetto che mi ha sorpreso: forse troppo distrattamente nelle ultime settimane avevo dato un’occhiata ai live più recenti ed ero preparato solo a quattro o cinque pezzi degli Oasis – i classiconi, molti neanche tra i miei preferiti – in un mare di pezzi da solista, che, per inciso, non mi dispiacciono affatto. Invece eccoci tutti catapultati in una preview della fantomatica riunione dei fratelli Gallagher che travolge il Palazzo dello Sport strapieno, agghindato come per le vere grandi occasioni, nel bene e nel male, il che significa entusiasmo che si taglia col coltello, ma anche: spegnete per un attimo quei cazzo di cellulari.
«Campeoooones campeoooones, olé olé olé olé» la parte più coatta e popolare che preferisco degli Oasis e di LG che apre il suo concerto con i cori dedicati al Man City campione – ancora per poco purtroppo per lui – seguiti subito dopo da Fucking in the bushes sparata a cannone, in piena regola con ogni sacrosanto concerto degli Oasis dal 2000 all’eternità. Ancora una volta, in che anno siamo?
Apre le danze Rock’n’Roll Star per poi lasciare spazio alla doverosa carrellata di pezzi nuovi, ai quali il pubblico reagisce bene, soprattutto quando si tratta dei singoli come Shockwave, Wall of glass o For what is worth, ma sono decibel irrisori rispetto a quelli raggiunti nella seconda parte del concerto. Liam Gallagher si muove sul palco esattamente come negli ultimi trent’anni, i rituali sono sempre gli stessi e questo in qualche modo mi fa stare tranquillo, così come, in generale, l’idea che stia in giro per il mondo in tour, ancora nel 2020. La voce risponde bene – benissimo se paragonata a quella che ho ascoltato nel 2006 – anche negli sforzi per reggere Morning glory o Roll with it.
Felicità immensa per aver assistito a Columbia e Gas Panic!, totalmente inaspettate, così come Acquiesce, per quanto sia stato sorprendente dolorosa l’assenza di Noel nel ritornello, pareva di celebrare una persona defunta e per qualche
attimo mi è sembrato assurdo. Nel bis non potevano mancare anche Champagne Supernova e Supersonic anche se, a quanto pare, la vera sorpresa è stata la chiusa con Wonderwall
acustica che non era prevista in scaletta, un regalo per una città che
ama gli Oasis nella sua maniera un po’ unica e un po’ strana come
l’incontro tra la cultura british e quella romana che a volte genera
mostri e a volte genera amore puro, come quello che continuava a vibrare
nel palazzetto anche quando le luci di sono accese e ci si riversava
fuori.Per quanto mi riguarda oggi le orecchie mi fischiano come non accadeva da tempo, il panino l’ho digerito piuttosto bene per fortuna. Sono felice di aver salutato nella mia città, quello che per me e molti altri è una figura che ormai va al di là della musica, una specie di zio lontano, di cui ti capita di trovare notizie e video simpatici nel feed che ti strappano un sorriso, anche se non lo segui più come un tempo, ti fa stare sereno saperlo sereno e in giro a godersi i cinquant’anni facendo quello che ama, un po’ ti sembra persino di capirlo, visto avete la fortuna di fare due lavori in cui è preferibile restare giovani per sempre.
(Rolling Stone)
Scaletta
Rock’n’roll star
Halo
Shockwave
Wall of glass
Come back to me
For what it’s worth
Morning glory
Stand by me
Columbia
Once
The river
Gas panic!
Live forever
Acquiesce
Roll with it
Supersonic
Champagne Supernova
Wonderwall
Cigarettes and alcohol
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giovedì 27 giugno 2019
Liam Gallagher, due date a Roma e Milano nel 2020 e il nuovo singolo The River
Il 15 febbraio 2020 Liam Gallagher sarà in concerto al Palazzo dello Sport di Roma. Il giorno dopo, il 16 febbraio, suonerà invece al Mediolanum Forum di Assago, a Milano.
I biglietti saranno in vendita dalle ore 10 di venerdì 12 luglio su TicketOne e in tutti i punti vendita autorizzati. I fan che pre-ordineranno il disco Why Me? Why Not riceveranno l'accesso esclusivo alla prevendita deibiglietti del tour dalle ore 10 di mercoledì 10 luglio fino alle ore 10 di venerdì 12. Gli iscritti a My Live Nation su www.livenation.it avranno invece modo di accedere alle prevendite dalle ore 10 di giovedì 11 luglio (per 24 ore).
Why Me? Why Not uscirà il 20 settembre: lo ha già anticipato il singolo Shockwave. Oggi è stata diffusa una nuova traccia tratta dal disco, The River, che potete ascoltare qui di seguito. È il secondo singolo dell'album.
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venerdì 3 maggio 2019
Video: Noel Gallagher intervistato da RTL 102.5 il 2 maggio
Ecco il video integrale della chiacchierata.
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giovedì 2 maggio 2019
Video: Noel Gallagher infiamma il Primo Maggio di Roma con classici di Oasis e Beatles
Primo maggio all'insegna di Noel Gallagher, accolto da un boato al tradizionale concerto di Piazza San
Giovanni a Roma. L'artista, salito sul palco dell'evento organizzato da Cigl, Cisl e Uil e condotto
da Lodo Guenzi e Ambra Angiolini, era l'unico ospite internazionale del Primo Maggio romano e ha eseguito sei brani:Fort Knox
Holy Mountain
It's a Beautiful World
Wonderwall
Stop Crying Your Heart Out
All You Need Is Love (The Beatles cover)
Clicca qui e qui per rivedere l'esibizione.
Oggi 2 maggio Noel sarà ospite di RTL 102.5 alle ore 19. E - notiziona - in mattinata sarà diffuso da alcune radio britanniche tra cui BBC Radio 2 e Absolute Radio il suo nuovo singolo, Black Star Dancing.
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lunedì 15 aprile 2019
Noel Gallagher al Concerto del Primo Maggio a Roma
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mercoledì 4 luglio 2018
Noel Gallagher a Roma nei video e nel racconto di Diego
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| foto by onstageweb |
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| foto by onstageweb |
Impressioni "a freddo" sul concerto dei NGHFB all’Auditorium Parco della Musica del 22 giugno 2018.
È molto difficile riassumere le sensazioni di un concerto così bello, Noel è stato una potenza, una vera Force of Nature, tanto per citarlo!
Facendo un paragone con il precedente concerto dei NGHFB sempre qui a Roma nel 2015, ma all'Ippodromo delle Capannelle, questo gig esce senz'altro vincitore, The Chief ha capito che un "rinforzino" alla band ci voleva, e quindi ecco Gem e Chris in forma strepitosa a supportarlo!
Un plauso anche alla sezione fiati, composta da ben 3 elementi ... su Mike lo sappiamo tutti, una vera sicurezza alle tastiere, così come Russell al basso, in questo caso poco presente ai cori, ovviamente, a differenza del precedente tour, causa abbondanza di coriste.
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| foto by onstageweb |
Noel parte bene e finisce anche meglio, con una scaletta di quasi due ore che accontenta vecchi e nuovi fan del suo nuovo progetto ma anche nostalgici degli Oasis.
Un appunto per la magistrale esecuzione di Little By Little, in cui, non mi vergogno a dirlo, ho stonato fortissimo sul ritornello scoppiando a piangere per la forte emozione!
È stata una grande festa, compresa di presentazione di tutta la band, un gruppo che si capisce essere affiatatissimo sia sul palco che fuori, terminata con una gioiosa All You Need Is Love che probabilmente avete avuto già modo di gustare, seguendo questa fantastica pagina.
Ma adesso è il momento di far "parlare" i video, ringraziando il nostro grandissimo Admin ed un nuovo amico che ha aspettato l'ingresso al gig con me (ciao George!) e ha atteso invano The Chief al termine del concerto... ovviamente ringraziamo anche le nostre mogli che erano con noi e che ci hanno supportato e... sopportato in questa magnifica serata!
"DAJE NOEL!!!"
Buona visione e buon ascolto!
Diego
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sabato 23 giugno 2018
Il rock-dance di Noel Gallagher dal vivo a Roma nell'Auditorium Parco della Musica
A poco meno di un anno di distanza (era il luglio 2017, a supporto degli U2 allo Stadio Olimpico), Noel Gallagher torna a esibirsi a Roma.Ricorda il passato glorioso ma non lo celebra. Lo Stranded on the Earth World Tour, che ha portato Noel Gallagher all'Auditorium Parco della Musica per il Roma Summer Fest, segna una nuova fase della vita artistica del re del Britpop. A cinquant'anni compiuti, Gallagher ritrova l'energia per proporsi allo scenario musicale contemporaneo in una nuova veste, di certo la più credibile da quando l'ennesimo litigio con il fratello Liam aveva provocato, nel 2009, la definitiva rottura e separazione di carriera (proprio ieri hanno suonato in contemporanea in Italia, l'uno a Napoli l'altro a Milano). Non fosse per i capelli brizzolati, l'artista sembrerebbe il ragazzo indisciplinato che negli Novanta era passato dalla quotidianità del lavoro in una ditta di costruzioni a diventare il paladino di un nuovo genere musicale battezzato "Britpop" e l'idolo - insieme e in competizione con Damon Albarn, leader dei Blur - di un'intera generazione.
La performance dei Noel Gallagher's High Flying Birds (chitarre, basso, batteria, percussioni, piano, fiati e cori, per un totale di 12 elementi compresa la voce) inizia con lo strumentale "Fort Knox", brano psichedelico dichiaratamente ispirato a The Power di Kanye West che apre ultimo album Who Built The Moon?, pubblicato lo scorso novembre. Gallagher prosegue con Holy Mountain, il singolo "gioioso" su cui punta tutto il suo nuovo lavoro, e con un altro paio di brani sempre dell'ultimo album. I fan alzano le mani al cielo, danzano a ritmo di musica, fanno selfie di gruppo.
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| Noel, store romano Stone Island (@noelthegoodrebelofficial) |
Noel Gallagher chiude il concerto con All You Need Is Love dei Beatles, omaggio a una delle sue band più care, quella alla quale tante volte gli Oasis sono stati paragonati.
L'artista di Manchester prosegue il suo tour all'I-Days Festival di Milano, accompagnato da Placebo, Ride, Isaac Gracie e Paul Kalkbrenner.
Source: ansa.it
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martedì 3 aprile 2018
Liam Gallagher in Italia a novembre: si esibirà a Conegliano Veneto e a Roma
L'ex Oasis tornerà in Italia a novembre, per due date nei palazzetti: il 15 novembre suonerà alla Zoppas Arena di Conegliano Veneto (Treviso), il 16 si esibirà al PalaLottomatica di Roma.
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mercoledì 14 marzo 2018
Noel Gallagher annuncia tre date italiane nel giugno 2018. E c'è il Sud
Come riportato da StrettoWeb.com, i biglietti per il concerto di Noel a Taormina saranno disponibili da venerdì 16 marzo in tutte le prevendite autorizzate dei Circuiti Box Office Sicilia (tel. 0957225340 www.ctbox.it) e Ticketone. La vendita online sarà effettuata solo da ticketone su www.ticketone.it. I prezzi dei biglietti, comprensivi del diritto di prevendita, variano dai 55,00 euro della Cavea Non Numerata ai 135,00 euro della Poltronissima VIP.
Il maggiore dei fratelli Gallagher ha già confermato due date in Italia: la prima avrà luogo il prossimo 11 aprile al Fabrique di Milano, mentre la seconda chiuderà la sua parentesi estiva nello Stivale, il prossimo 23 giugno, all'iDays Festival di Rho, in provincia di Milano.
Fonte: Rockol
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venerdì 10 novembre 2017
Video: Noel Gallagher, spassosa intervista su Radio 105 a Milano: "L'Italia non ha senso con la pioggia"
“L’Italia non ha senso con la pioggia”. Così ha esordito Noel Gallagher a 105 Friends, rammaricandosi con il meteo, decisamente poco clemente in concomitanza del suo sbarco nel nostro Paese. Il brutto tempo, tuttavia, non ha rovinato l’umore del cantautore di Manchester, anzi. “Who Built The Moon?”, il suo nuovo album in uscita il 24 novembre, è una grande fonte di entusiasmo. Si tratta del terzo progetto che vede a suo supporto gli High Flying Birds, band “messa assieme” (in realtà la formazione che lo segue cambia di frequente) dopo l’addio agli Oasis, nel 2009.Come singolo apripista di questo nuovo disco, Gallagher ha scelto “Holy Mountain”, pezzo che dovrebbe riassumere il mood “gioioso” dell’intero lavoro, definito dall’artista “il migliore della sua carriera”. Una cosa che dicono spesso gli artisti in corrispondenza di ogni uscita, fanno notare Tony & Ross: “Io non lo dico spesso – controbatte il britannico - Credo che sia così. È un album pieno di gioia. E fare musica gioiosa di questi tempi è un’operazione rivoluzionaria”.
Il titolo, “Who Built The Moon?”, è una specie di presa in giro nei confronti dei complottista. Nessun significato particolare dietro questo nome: “Non credo nelle teorie del complotto. Ma c’è questa teoria che è ridicola: quella che la Luna sia stata messa là da qualcun altro. Forse ho visto troppe volte Star Wars”.Nel 2018, precisamente l’11 aprile al Fabrique di Milano, Noel tornerà a suonare in Italia, dove recentemente è passato a suonare a supporto degli U2 (per il tour dedicato ai 30 anni di “The Joshua Tree”): “I concerti in Italia, sia con gli Oasis, sia con gli High Flying Birds, sono sempre memorabili. E anche con gli U2 a Roma è stato fantastico. L'Italia è un posto speciale, ogni tanto ho paura che possano uccidermi con questo amore travolgente”.
Con questo nuovo album, l’artista britannico spera di conquistare una nuova generazione di fan, soprattutto un pubblico femminile, visto che il suo zoccolo duro è costituito soprattutto da uomini. Per raggiungere questo obiettivo di sicuro potrà contare sul suo fascino di rockstar “matura”. A maggio 2017, ha infatti spento 50 candeline. L'età che avanza non lo preoccupa: “Se compi 50 anni e hai ancora i capelli è tutto a posto. Guarda Mick Jagger: se lui non avesse i capelli sarebbe finito”.
Ovviamente, non poteva mancare una stoccata a suo fratello Liam, che recentemente lo ha (per l’ennesima volta) stuzzicato, affermando che potrebbe portarsi un “pelatore di patate” sul palco. La provocazione è arrivata dopo un’ospitata televisiva in cui Noel era stato accompagnato da una suonatrice di forbici. A Tony e Ross ha confessato quale sarà il prossimo ospite speciale: “Forse in onore di mio fratello potrei portare un leone codardo”.
Source: 105.net
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