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giovedì 8 settembre 2022

L'INTERVISTA | Momblano: "Il mio amore per Definitely Maybe e gli Oasis: il giusto mix di istinto e rotondità"

Il nostro collaboratore Valerio Pieraccini ha intervistato il giornalista sportivo e critico musicale Luca Fausto Momblano, grande fan degli Oasis. È stata una bellissima intervista, che vi proponiamo qui di seguito. Grazie a Valerio e Luca.

Abbiamo raggiunto Luca Fausto Momblano, autore, giornalista sportivo e critico musicale, in esclusiva per Oasis Notizie. Appassionato di calcio applicato e narrazioni dietro le quinte, dalla carta stampata alla tv il passo è breve: per anni a Juventus Channel in qualità di opinionista tecnico, attualmente è giornalista e redattore in forza al gruppo Mediapason (TeleLombardia, Antenna, TopCalcio24).

Ciao Luca, che ricordi ti suscitano gli Oasis?

“I ricordi sono legati ad un momento della vita molto bello e speciale: quello dell’autonomia con gli amici, dell’università, dei primi lavori, dei viaggi con la fidanzata. Si tratta di un momento in cui – nel range di ascolti già molto variegato e, intorno ai vent’anni, spigoloso fatto di ricerca anche di situazioni sperimentali e “spinte” nel panorama del rock e non solo – gli Oasis hanno rappresentato una levigatura necessaria, avevano la giusta parte d’istinto e di rotondità che sono state già presenti nei primissimi singoli del gruppo. Singoli che avevo conosciuto, in particolare “Whatever”, all’interno di uno di quei “bunker” da ballo che esistevano ancora a Torino con i mitici Giorgio Valletta e Sergio Ricciardone che facevano i DJ al “Faster”. C’era un bel movimento trasversale e, tra i pezzi nuovi, ricordo anche alcuni dei primi singoli degli Oasis legati al boom di “Definitley Maybe”: all’epoca comprai il cd dell’album che comprendeva, in un’unica confezione, anche Whatever.”

Il link degli Oasis con il mondo del pallone è forte, con i fratelli Gallagher che non hanno mai nascosto la loro passione per il calcio. Associ i ricordi di una partita in particolare al gruppo mancuniano?

“Il calcio e la musica rappresentano i miei due mondi e sono molto fortunato ad averci lavorato, ma non frequentemente sono interconnessi. Se devo legare un brano degli Oasis ad un evento calcistico che mi toccava da vicino, ricordo con certezza che, nella consolazione dell’estate del post-finale di Champions League persa dalla Juventus nel 1997 contro il Borussia Dortmund – una finale giocata bene dai bianconeri, forse l’unica per la quale nutro un profondissimo rammarico – iniziavo a conoscere il primo singolo di “Be Here Now”, ossia “D’You Know What I Mean?”. Trovai azzeccatissimo e coraggioso quel brano e lo lego al video: ricordo questa estate amara, gli elicotteri e l’incedere anche abbastanza psichedelico – forse come mai prima – di un pezzo che mi è rimasto dentro”.

Parlando di Oasis, da critico musicale quale sei, mi stileresti una tua personalissima classifica degli album dei fratelli Gallagher?

“Noi leghiamo i dischi ed il loro valore a due fattori che si confondono tra loro e dei quali si mischia l’oggettivo ed il soggettivo. Il dato oggettivo di conoscenza degli Oasis è il corso naturale del tempo e delle uscite, mentre quello soggettivo è il momento della propria vita in cui si conosce e si ha voglia o meno di accogliere un determinato artista. Questa la mia classifica: 1° per distacco “Definitlely Maybe” (credo che nessun critico musicale possa disquisirne); 2° posto per “Be Here Now”, album sottovalutato: la pomposità di quel disco (nonostante Noel la considerasse un punto debole) corrisponde a quello che erano gli Oasis in quel momento, avevano bisogno di qualcosa di “zuccherino e pomposo”, un po' meno piatto di “(What’s The Story) Morning Glory?” che inserisco al 3° posto della mia classifica. Miglior pezzo di WTSMG è “Some Might Say” che, di fatto, è un brano da “Definitely Maybe” dato che alla batteria vi è sempre Tony McCarroll. 4° “Heathen Chemistry”, siamo in una fase di declino. Al 5° posto, “Standing On The Shoulder of Giants”. Credo, infine, che “Dig Out Your Soul” sia un disco da 6,5 in pagella in cui vi è stato il tentativo di recuperare la scrittura dei tempi migliori”.

Infine, parlando delle carriere da solisti di Noel e Liam Gallagher, che giudizio ne dai?

“Ritengo le carriere da solisti dei due fratelli Gallagher del tutto irrilevanti per ovvi motivi. Nel senso che la mente musicale degli Oasis era Noel, leggermente superiore a Liam, ma se un artista come il maggiore dei due abbia effettuato le cose migliori nelle collaborazioni prima che nei suoi dischi, rappresenta il fatto che io trovi abbastanza insignificanti le due carriere post. Il tenore degli artisti non è ovviamente quello di John Lennon e Paul McCartney, già le cui carriere hanno avuto diversi momenti anonimi: non è facile, lo capisco. Non ho avvertito una scossa nella produzione della carriera da solista di Noel e Liam che conquisti la mia attenzione”.

Ringrazio di cuore Luca Momblano per la cordialità, la disponibilità e la professionalità dimostrata nel corso della nostra intervista.

Valerio Pieraccini

(L'Intervista - n. 1)

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domenica 21 agosto 2022

Be Here Now compie 25 anni, ecco i vostri commenti

Oggi ricorre il venticinquennale della pubblicazione di Be Here Now, il terzo disco degli Oasis.  Abbiamo raccolto alcuni commenti che i fan hanno pubblicato per l'occasione sulla nostra pagina Facebook OasisNotizie

Amato e odiato. Atteso e rinnegato. Non esiste opera degli Oasis più controversa di Be Here Now.
I sentimenti che muovono la composizione del loro terzo album sono essenzialmente due: l'ambizione sfrenata e l'irremovibile autoindulgenza. Noel si sente intoccabile e infallibile. Il disco è in larga parte una riproposizione di quanto ascoltato in precedenza ma più "grosso": più strumenti, più sovrincisioni, più tutto.
Se nelle intenzioni del gruppo c'era la voglia di far perdurare forzatamente il loro mito, ci riuscirono egregiamente: l'album vendette 420.000 copie in un solo giorno e oltre un milione entro la prima settimana. D'You Know What I Mean? (Alessio)

Be Here Now è la risposta quando qualcuno mi chiede: "Raccontami i tuoi 15 anni!". Non avevo ancora 15 anni, quando uscì, dal momento che compio gli anni in dicembre, ricordo che non vedevo l'ora che uscisse e quando lo sentii per la prima volta, pensai che fosse straordinario e dopo 25 anni, lo penso ancora. La canzone che preferisco di questo album è Don't Go Away, per vari motivi, ma anche Stand By Me e All Around The World, per ricordi adolescenziali in discoteca. (Debora)

Essere il terzo album dopo le due pietre miliari che lo hanno preceduto non sarebbe stato facile per nessuno. A distanza di anni penso che Be Here Now rappresenti in pieno quello che erano gli Oasis in quegli anni, pomposi ma sempre strabordanti di talento. Quindi va preso così com'è senza pensare ai lavori che lo hanno preceduto (che è un po' il peccato originale che sembra scontare ogni volta). A mio modesto parere contiene pezzi (Stand By Me e All Around The World) che rientrano a pieno titolo nella top 15 della band. (Silvio)

Penso che il fatto che abbiano dato al disco un sound più pesante lo distingua decisamente dagli altri album e questo nonostante ciò che pensa Noel, è un bene. Inoltre contiene la mia preferita nonché la canzone che mi ha fatto innamorare di loro ovvero All Around the World. (Emanuele)

Il loro disco d'oro, quello che mi ha accompagnato nell'adolescenza, quello più psichedelico e diverso dai precedenti, che mi ha fatto crescere, che mi ha accompagnato in tante situazioni. Ogni suo pezzo ha un ricordo indelebile nella mente. Non capisco perché sia sottovalutato da The Chief ... (Sara)

Epocale. Anzi generazionale. (Andrea V.)

Ricordo quando è uscito....ero in Francia in vacanza e feci la fila per comprarlo. Ero giovane....avevo una vita davanti...avevo ancora i sogni...avevo gli Oasis dalla mia parte!!! Ero un MAD FER IT. (Fab)

È un’opera rock, un percorso musicale attraverso i sentimenti di una generazione. (Riccardo)

Dicevano che era un album sopravvalutato, invece ogni volta che lo ascolto penso esattamente il contrario. Partendo da "D'You Know What I Mean?". Fino a pochi anni fa, aveva ancora il record di copie vendute in una sola settimana dalla data di uscita. (Antonio)

Un buon lavoro ma se alla fine lo avessero tagliuzzato un po' sarebbe stato quasi all'altezza dei primi 2. (Maurizio)

Quando uscì ero un grande fan degli Oasis, per cui mi piacque fin dal primo ascolto; a oggi, con un po' più di obiettività, qualche brano l'ho probabilmente rivalutato, ma continuo a pensare che sia un bell'album e non sono d'accordo con quanto di negativo ha detto Noel negli ultimi anni; in particolare i singoli sono eccellenti e il videoclip di All Around The World continuo a pensare sia il loro migliore in assoluto. (Andrea G.)

Pubblica il tuo commento qui, lo inseriremo in questo post.

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giovedì 18 agosto 2022

Il fotografo degli Oasis rievoca Be Here Now con scatti inediti: "Tutto precipitò nel caos più assoluto"



Sono trascorsi 25 anni da quando comparve una delle migliori copertine di album rock and roll di tutti i tempi, quella di Be Here Now degli Oasis. Per celebrare il quarto di secolo dell'album, Sonic Editions ha svelato immagini inedite dal servizio fotografico di copertina di Be Here Now e pubblicato le foto come wall art in edizione limitata.

Disponibile per l'acquisto su SonicEditions.com, la collezione per l'anniversario di Be Here Now offre immagini del dietro le quinte del servizio fotografico di copertina, oltre a tre immagini di copertina alternative. Queste copertine alternative dell'album includono una ripresa notturna della scena della piscina della villa distrutta, un'alternativa in bianco e nero e una ripresa a colori. Nelle foto dietro le quinte si vedono i membri della band mentre bevono e lavorano allo scatto successivo.

La collezione completa delle foto di copertina di Be Here Now è acquistabile su SonicEditions.com a partire da 139 dollari. Si può scegliere tra una cornice nera, una cornice bianca o solo un supporto di stampa da inserire nella cornice.

Le foto della collezione sono state concesse dal fotografo Michael Spencer Jones, che ha scattato la copertina del leggendario album nel 1997. "La copertina di Be Here Now doveva originariamente essere un servizio fotografico notturno. Scattare foto durante il giorno era un piano di riserva, è stata una lunga ripresa", ha detto Spencer Jones a Rolling Stone. "La sessione diurna è andata bene, ma verso sera tutto è precipitato nel caos più assoluto. Alle 20.00 erano tutti al bar, c'erano scolaretti su tutto il set e la troupe delle luci non poteva avviare il generatore. Era Alice nel Paese delle meraviglie che incontra Apocalypse Now".

Per la pubblicazione della collezione , che celebra il venticinquennale del disco, Spencer Jones è tornato ai negativi del servizio fotografico del 1997. "È fantastico rivisitare alcuni scatti e soprattutto la versione notturna che ho restaurato per il venticinquesimo anniversario", dice.

Venticinque anni dopo, l'elemento più memorabile della copertina di Be Here Now è, ovviamente, la Rolls Royce affondata in piscina. Questo pezzo della copertina dell'album è ispirato alla storia di Keith Moon sull'affondamento di una Lincoln Continental in una piscina, storia che il chitarrista raccontò a Rolling Stone nel 1972.

"D'altronde, se Keith Moon abbia guidato o meno una Rolls Royce, una Lincoln Continental, una Chrysler Wimbledon o qualsiasi altra macchina in una piscina e se la piscina avesse o meno acqua in quel momento non ha molta importanza", dice Spencer Jones. "Il punto è che qualunque fosse lo scenario, era una sontuosa dichiarazione di eccessi del rock and roll, ed era quindi un'ottima base per la copertina di un album".

Oltre alla raccolta Sonic Editions Be Here Now, i fan degli Oasis possono anche celebrare il seminale album attraverso il pacchetto di due dischi in vinile in edizione limitata, pubblicato proprio per celebrare i venticinque anni dall'uscita del terzo lavoro in studio degli Oasis. Questa edizione in vinile color argento uscirà il 19 agosto e può essere preordinata su Amazon al prezzo di 39,98 dollari.

oasisnotizie - Source: Yahoo

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mercoledì 13 luglio 2022

Oasis, annunciata un'edizione speciale di Be Here Now per i 25 anni dalla pubblicazione

Il 21 agosto ricorrerà il venticinquennale della pubblicazione dell'album Be Here Now gli Oasis. Per l'occasione il management della band ha annunciato contenuti inediti e la pubblicazione del disco in una serie di formati speciali, il 19 agosto 2022.  

Big Brother Recordings pubblicherà Be Here Now in diversi formati. Già da ora è disponibile un nuovo video con testo che accompagna il primo singolo, D'You Know What I Mean?, nella versione rimasterizzata nel 2016 da Noel Gallagher e già diffusa sei anni fa. 

Tra i formati previsti un doppio LP argentato di peso, un disco in formato double picture e una musicassetta, disponibili esclusivamente nello store online del gruppo, tutti con audio rimasterizzato, già disponibile in preordine qui.

Sono attesi, inoltre, altri contenuti originali forniti dalla band per festeggiare i venticinque anni anni di Be Here Now.

Il 21 agosto 1997 gli Oasis tornavano nei negozi di dischi dopo il successo planetario di (What's The Story) Morning Glory? e due anni di tour che li avevano portati sul tetto del mondo. Solo qualche mese prima, ad agosto, la band si era esibita nel parco di Knebworth per due serate di fronte a 250 000 spettatori in totale, con una richiesta mostre di biglietti da parte di 2,5 milioni di persone.

Mai nell'epoca recente il Regno Unito aveva vissuto un'attesa e un'anticipazione tale per l'uscita di un album e la pubblicazione di Be Here Now paralizzò il paese con file chilometriche alle porte di tutti i negozi di dischi che, per l'occasione, aprirono allo scoccare della mezzanotte (tra i tanti ragazzi in fila anche un giovanissimo Pete Doherty).

Scene che oggi sembrano appartenere ad un'altra epoca - ed in effetti è proprio così - ma che rendono bene l'idea della portata dell'evento.

 L'album salì direttamente al primo posto delle classifiche dei dischi più venduti in quindici paesi e rimase in vetta alla classifica britannica degli album più venduti per quattro settimane. Ad oggi rimane il disco più venduto nella prima settimana dopo la pubblicazione nella storia della UK Official Chart e globalmente ha venduto oltre 8 milioni di copie.

Oasis – Be Here Now (25th Anniversary) 
Tracklist:

A1. D'You Know What I Mean? (Remastered)
A2. My Big Mouth (Remastered)
A3. Magic Pie (Remastered)
B1. Stand By Me (Remastered)
B2. I Hope, I Think, I Know (Remastered)
B3. The Girl In The Dirty Shirt (Remastered)
C1. Fade In-Out (Remastered)
C2. Don't Go Away (Remastered)
C3. Be Here Now (Remastered)
D1. All Around The World (Remastered)
D2. It's Gettin' Better (Man!!) (Remastered)
D3. All Around The World (Reprise) (Remastered)

Source: Hot Press

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giovedì 24 giugno 2021

Noel Gallagher: "Gli Oasis? Avremmo dovuto fermarci per 5 anni dopo Knebworth '96. Dal '97 al 2005 le nostre canzoni sono roba dimenticabile"

Noel Gallagher ha rilasciato alcune dichiarazioni sugli Oasis nel corso della trasmissione televisiva Noel Gallagher Out of the Now. Il cantautore e chitarrista ha rivendicato il proprio orgoglio per quanto raggiunto con la storica band in cui militava insieme al fratello Liam, ma ha aggiunto che ora preferisce "fare qualcos'altro". Noel, che ha definito "dimenticabili" le canzoni scritte dagli Oasis tra il 1997 e il 2005, ha anche rivelato di avere un unico grande rimpianto: non essersi preso una pausa di cinque anni dopo i mitici concerti di Knebworth del 1996.

"Il mio lascito per quanto riguarda gli Oasis è scolpito nella pietra", afferma il musicista. "Quello è stato fatto. Ed è quello che mi ripeteva David Holmes: 'L'hai già fatto. Non ti preoccupare di quello, non sarà mai dimenticato. Hai scritto Don't Look Back in Anger, che cazzo! E Wonderwall, nella stessa settimana!'. Se questo non mi libera dal dover indossare una mascherina, non so cosa possa farlo. Sai, non inseguo più quella cosa. Non saprei nemmeno dirti se qualcuno dei miei singoli di quell'album sia finito in classifica. Non ne ho la minima fottuta idea. E immagino che se ci sono finiti, saranno lì sul fondo, ma in realtà non saprei proprio dirlo. Non so quanti dischi abbia venduto e non me ne importa neanche minimamente".

"Non ho nessun problema a riconciliarmi con il passato. Gli Oasis sono la cosa più grande che mi sia mai capitata nella mia vita, la più grande. E lo sarà per sempre. Essere sul palco durante quei mega megaconcerti che abbiamo fatto e averne ammirato la grandezza. Sai, partire dalle fottute case popolari di Manchester e diventare così grandi è la cosa più incredibile che possa accadere, ma non mi tormenta. L'ho fatto, l'ho fatto. E l'ho fatto bene e ho dato tutto. E adesso preferisco fare qualcos'altro, se non vi spiace".

"Posso farci pace senza problemi. Non è che se a un concerto qualcuno mi chiede di fargli un autografo e mi mette davanti 6 CD degli Oasis e zero degli High Flying Birds, li prendo e glieli lancio dall'altra parte della fottuta strada. Il fatto che quel gruppo sia così radicato nella vita delle persone è una cosa fantastica. Il 99% dei cantautori al mondo vorrebbero aver avuto quello che io ho avuto, ma non è qualcosa a cui penso, non ne sono schiavo. E, sai, durante il mio primo tour mi scoraggiavo quando sentivo il pubblico gridare costantemente: 'Slide Away! E blarghh'. Che poi non ero nemmeno io quello che la cantava, quindi che cazzo strilli? Ma adesso gridate quanto vi pare, come ho detto al pubblico tante volte, io farò solo i pezzi che sono scritti su questa fottuta scaletta. E nessuno di questi è Slide Away, quindi ... E questo rappresenta il picco della mia abilità come venditore nei confronti del mio pubblico. È tipo: 'Se non ti piace, la prossima volta che sono in tour nella tua città , non venire, cazzo!' ...".

"Ho solo un solo rimorso, che in realtà non è proprio un rimorso. Evito di vivere con dei rimorsi, perché non puoi far nulla per cambiare le cose e ti divorano dentro. Ma se potessi magicamente tornare indietro e riordinare la narrazione dei fatti ... Dopo Knebworth e il successivo tour americano che è poi imploso, siamo andati subito in studio ed è stata una cazzo di follia. Perché Morning Glory era ancora al secondo posto nelle classifiche in America quando ci siamo messi a registrare Be Here Now. Se potessi tornare indietro, mi sarei preso almeno cinque anni di pausa e avrei fatto calmare le acque, per poi ricominciare di nuovo, ma, sai, devi avere sangue freddo per fare una cosa del genere. E noi non lo avevamo, per niente. Eravamo dei ragazzi delle case popolari. E questo è quanto. Mi sarei preso cinque anni di pausa, sperando che alla fine di quel periodo avrei trovato un altro impulso creativo. Perché da Be Here Now a Don't Believe The Truth ad essere onesti, è piuttosto fottutamente dimenticabile. Escludendo la canzone qua e là".

(traduzione a cura di Luca)

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sabato 17 marzo 2018

Noel Gallagher su famiglia, rock and roll e Be Here Now: "Lo odio. Mai comporre album in vacanza e in pantaloncini"

Noel Gallagher intervistato da Talia Schlanger di World Cafe (NPR Music) negli USA. Si parla del nuovo album, di valori familiari, di Don't Look Back in Anger, di ispirazioni, di Kanye West, delle colpe dei coffee shop e di Friends e del suo odio per Be Here Now. E di altro.

Traduzione italiana di oasisnotizie.

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Oakland, 10 marzo 2018 (@keenybaby1)
Nella creazione di Who Built the Moon? hai lavorato con il produttore di musica elettronica Dave Holmes.  Per me tu sei un vero autore delle canzoni che componi e delle cose che fai. Sembra che stavolta tu abbia accettato che lui ti spingesse in direzioni diverse.

Che lo abbia pensato consciamente o inconsciamente, non avrei potuto portare molto oltre quella cosa che inventai quando, nel 1991, mi unii agli Oasis. David mi ha detto: "Puoi startene lì seduto con quella chitarra acustica e scrivere canzoni come  The Dying of the Light, Wonderwall e Talk Tonight per il resto della tuavita e in quello sei il migliore, ma vuoi indossare per sempre gli stessi vestiti?" Quando ha detto così ho pensato: "Sai che c'è, è giusto. So fare roba così a occhi chiusi". Si è giunti ad un punto in cui in cui fai: "Proviamo qualcosa di nuovo". Mi sono messo in disparte su molte cose, devo dire, e ho lasciato che David facesse la cosa sua.

Sento molti diversi canoni rock and roll in questo album. È molto rivolto in avanti, ma dà anche la sensazione di una raccolta di ispirazioni da molti posti diversi. Hai detto che una delle canzoni l'ha ispirata "lo spirito di Blondie".

She Taught Me How to Fly.

Sento proprio l'influenza di Blondie specialmente nella batteria, quella di Clem Burke. Come lo fai? Pensi di scrivere per la voce di Blondie? Semplicemente la ascolti e filtra?

Una canzone per Blondie la scrivi così: ogni mattina prima di andare a lavorare ascolti il Best of Blondie e all'improvviso le cose iniziano a piovere dal cielo. Mentre la cantavo pensavo: "Riesco a sentire Debbie Harry che la canta e riesco a sentire Clem che suona la batteria, e riesco a sentire tutte queste cose a Top of the Pops".

Orpheum Theatre, Los Angeles, 12 marzo 2018
In quel momento cosa ti trattiene dal chiamare Blondie e dirle: "Ehi, Debbie, ho scritto una canzone per te"?

Perché la canzone è davvero bella e a Blondie non piaceva. Se fosse stata la cosa giusta da fare avrei sempre potuto chiamare Blondie. Ed è davvero eccezionale, potrà prenderla quando non mi servirà più.

Ho sentito che parli di co-autori e sembra che tu non sia un grande appassionato dell'idea di collaborare alla scrittura delle canzoni.

Lascia che te lo chiarisca: se il tuo nome è sulla copertina di un disco da solista per favore concedi almeno che tu scriva tutte le canzoni. A volte mi deludono gli artisti solisti. Penso: "Chiaramente non l'hai scritta tu". Se hai problemi a scrivere una canzone e hai bisogno di un co-autore, le band servono per quello.

Qual è la differenza tra quello e scrivere qualcosa con lo spirito di qualcuno come Blondie che giunge attraverso di te? È una sorta di scrittura a quattro mani di tipo spirituale?

Sì, penso di sì. Potrei scommettere una delle mie case che a Debbie Harry e Chris (Stein) farebbe piacere che qualcuno dalla loro musica abbia tratto l'ispirazione per scrivere una canzone così bella. Quindi quando gli Arctic Monkeys e i Kasabian, i Razorlight e i Libertines e tutte quelle band venute fuori dall'Inghilterra nel 2004, 10 anni dopo Definitely Maybe, iniziarono tutte a dire: "Ci appassionammo agli Oasis", io feci: "OK, bene, sarà meglio che sia una cosa buona questa". Perché molte persone fondano band per via di quello che fai tu. Il novanta percento delle band sono orribili. Tutte queste band sono fantastiche e mi piacciono tutte. E feci: "Bene, abbiamo fatto qualcosa di fantastico allora, dato che so che dopo quello vengono cose fantastiche".

Noel con Charlotte Marionneau, sua suonatrice di forbici
La canzone Fort Knox, che apre il disco, trae un po' dallo spirito di Kanye West.

Il giorno in cui uscì quel suo pezzo Fade capitò che fossimo in studio. L'avevo sentita quella mattina e ne ero rimasto strabiliato: quel pezzo è grandioso. Andammo in studio e io chiesi a David: "Hai sentito il nuovo brano di Kanye?". Così la mettemmo su con le casse grandi e mi disse: "Dovremmo fare un brano per Kanye". Così ascoltammo Power. Power ha quei cori di ragazze e io feci: "Allora, bene, dobbiamo ottenere quello". Così abbiamo ingaggiato le nostre ragazze e loro hanno fatto qualcosa di simile. Siamo stati attenti a non infrangere il copyright di nessuno.

Come lo fai?

Devi dire alle ragazze: "Questo pezzo è chiaramente di Kanye. Faremo qualcosa di simile, ma non uguale". Non mi piace fornire alla gente disposizioni assolute in studio. Mi piace, quando ingaggio gente che suoni per il mio disco, vedere prima cosa tirano fuori loro e poi provare ad adattarlo a cosa sto facendo.

Cosa ti piace di Kanye e di quello che fa?

Ha avuto una serie di singoli che mi hanno lasciato a bocca aperta, come Black Skinhead, Fade, Power ... È proprio sui generis. Non si fa problemi a dire quello che pensa. È piuttosto spassoso. Non so se è spassoso intenzionalmente, ma è uno spirito libero, amico.

Ci sono somiglianze tra te e Kanye?


Quando è uscita Black Skinhead mi è capitato di trovarmi ad una festa dove c'era Rick Rubin. Lui ha prodotto Yeezus. E gli ho detto: "Quanto di quella cosa è sua e quanto c'è di tuo?". In particolare quel brano, perché non suona come nessun'altra cosa che abbia fatto. E mi ha detto: "Oh, è tutta roba sua". Ho fatto: "Wow". Ho molto più rispetto per lui ora che prima di avere una conversazione con Rick.

Ho sentito dire questo di Rick Rubin, che il suo genio se ne sta seduto e fa fare alle persone quello che fanno.

@levolumecourbe | Instagram
È quello che dovrebbero fare i grandi produttori: non dovrebbero entrare e fare un disco per te. Dovrebbero trovare qualcosa dentro di te che tu non sapevi che esistesse. Per esempio io scrivevo parti di chitarra e David fermava costantemente la registrazione e diceva: "Quella suona come gli Oasis, non farla". E poi ne facevo un'altra e diceva: "Suona come gli High Flying Birds, non farla. Fai qualcos'altro". Una volta che hai esaurito tutti i tuoi trucchi e tutte le cose che ti fanno suonare come te stesso, lasci perdere e inizi ad essere creativo.

Al momento c'è qualcuno che nel Regno Unito stia facendo una musica che porti avanti la stirpe del rock and roll secondo te?


La radio in Inghilterra è pessima. La principale stazione radiofonica nazionale, Radio 1, francamente mi dà fastidio. È roba per bimbi di sette anni, il mio figlio di sette anni la ama. La guitar music non ha presenza alla radio, il che rende piuttosto incredibile che i brani di Who Built the Moon? siano state delle hit radiofoniche piuttosto importanti. In Inghilterra alla radio non ti becchi canzoni come Holy Mountain.

Cos'è per te il rock and roll?

Per me è libertà di pensiero. Libertà di espressione. Non è la fiacca di pelle e il Jack Daniels, anche se quello aiuta sempre. Peer me quando ho iniziato nel mondo della musica il rock and roll erano i Led Zeppelin e i Beatles, gli Stones e i Sex Pistols, e poi a metà degli anni '90 la gente ha iniziato a produrre in massa magliette celebrative del tour del 1971 dei Rolling Stones e magliette degli MC5. La gente faceva: "È proprio rock and roll, no?" e la cosa ha perso senso.

Noel con Charlotte, sua suonatrice di forbici
È successo quello? Le magliette hanno ucciso la rock and roll star?

Le magliette e il caffè. Dall'ascesa dei coffee shop la cultura è sparita, non credi? La gente inorridisce che si debba pagare per avere la musica. La musica! Ma 20 dollari per due caffè ... oh, sì, assolutamente.


Sento che la resistenza alle tariffe sulla musica è una cosa venuta dopo che la gente ci si è abituata. Forse il fatto è che si sono abituati a spendere per prodotti che sembrano cultura - come il caffè - e poi ha modificato le sue priorità finanziarie. O forse il fatto è che all'improvviso la musica è diventata gratuita.


Io dò la colpa a Friends.

La sitcom televisiva? Per cosa vuoi dare la colpa a Friends?

Per l'ascesa dei coffee shop. Andare in giro con i maglioni a bere caffè venduto a prezzo esagerato e parlare di scemenze.

Sei in tour per supportare Who Built The Moon?, suoni per lo più roba dei Noel Gallagher's High Flying Birds, ma anche alcune vecchie canzoni che scrivesti per gli Oasis. Quando suoni canzoni come Wonderwall o Don't Look Back in Anger cosa ne ricavi oggi?


Quando tra il pubblico vedo adolescenti — che erano appena nati quando gli Oasis si sono sciolti, figurarsi quando eravamo insieme —  penso: "Wow, abbiamo fatto qualcosa di speciale e senza tempo, che le generazioni che vengono molto dopo quella cosa lo apprezzano ancora. Quindi ecco cosa.  Direi che è tutto. È difficile mettere insieme una scaletta, perché pensi: "Ho chiuso con quella canzone? Quante altre volte la suonerò?". Sei come obbligato almeno a fare un tentativo. Quanto a Don't Look Back in Anger, non penso che mi farebbero uscire dal luogo del concerto se non la suonassi. È come la mia Hey Jude.

Volevo parlare un pochino di quella canzone. Sappiamo tutti che nel maggio 2017 c'è stato l'orribile attentato alla Manchester Arena, al concerto di Ariana Grande. Quella settimana ci fu quel momento pubblico di silenzio e proprio alla fine questa donna iniziò a cantare Don't Look Back in Anger. E poi l'intera folla scoppiò a cantare.

Lo stavo guardando in diretta al telegiornale.

Soundcheck di Noel ad Austin, 2018 (pic by Sharon Latham)
Cosa ti passava per la testa mentre lo vedevi?

In quel momento penso che per la testa non mi passasse neanche un singolo pensiero. Ero semplicemente sconvolto. Mi ha dimostrato — non che avessi bisogno di una prova a riguardo — quanto sia importante la musica, o una canzone, per la gente ... Tutte le parole che erano state dette dai leader religiosi e politici fino a quel momento della commemorazione erano cose che senti tutte le volte. Una ragazza ha deciso di rompere il silenzio con una canzone e ha riunito tutti. Ora che la canzone sia mia o meno è irrilevante: se fosse stata una canzone di qualcun altro sarei comunque rimasto a bocca aperta di fronte al fatto che la musica è quello che ha portato tutte quelle persone a condividere questa esperienza. E poi ho avuto l'occasione di riaprire l'arena qualche settimana dopo. Cantare quella sera — lì c'erano alcuni dei sopravvissuti — è stato whew, è stato sui generis.

Io e il mio produttore eravamo seduti a guardarlo stamattina mentre ci preparavamo. E ci ha fatto piangere. È davvero commovente. Ma pensavo anche a qualcosa che ho letto qualche tempo fa a proposito di quella canzone: che è come nata da un testo senza senso.

La scrissi dopo essere uscito da un locale di spogliarelli.

Ecco qua. Parlamene.

È iniziata come una canzone di ribellione, parlava di questa donna. Lei vede metaforicamente il diario della sua vita che scorre e pensa: "Sai che c'è? Non ho rimpianti". Ci fa un brindisi. Poi è diventata questa canzone di celebrazione. E ora è come un inno. Non la suono più in elettrico, non sembra più giusto suonarla in elettrico. Penso sia ancora una canzone di ribellione.

Noel Gallagher ad Austin, 5 marzo 2018
Be', lo è. Specialmente in quel contesto poi.

Quindi inizia come una canzone sul non avere rimpianti e poi finisce per essere questo inno di ribellione sul non farsi abbassare al livello dei terroristi.

Quando scrivi una canzone così hai in testa una tecnica secondo cui pensi: "Questo è ciò che posso fare con questa canzone per renderla qualcosa che diventerà davvero famoso e che sarà in sintonia con molte persone per molto tempo"?

Be', più invecchi, più successo hai e più inizi a giudicare con il senno di poi. Se avessi saputo quella sera cosa sarebbe diventata Don't Look Back in Anger non l'avrei mai portata a termine. Come avresti potuto ultimare quella canzone? Non sarebbe mai stata abbastanza bella,
È di quello che ha sofferto Be Here Now. Era la prima volta in cui mi fosse richiesto di scrivere un album in qualità di compositore più importante del mondo, così sono avvizzito sotto quella pressione, penso. Odio quell'album.

Ne eri consapevole all'epoca?

Lo scrissi in vacanza. Tanto per cominciare non dovresti scrivere dischi rock and roll in pantaloncini. Ricordo di essere tornato a Londra con le registrazioni demo e di aver pensato che andasse tutto bene. Lo feci sentire a tutti e onestamente era come se avessero sentito il disco più grande di tutti i tempi. E pensai: "Oh, forse è davvero bello allora". Tutti quelli che mi circondavano — management, casa discografica, il resto della band — faceva: "Questo è incredibile. Questa è la cosa migliore che tu abbia fatto". E io pensavo: "Forse lo è!". Pubblichiamolo, otterrà le migliori recensioni che un disco degli Oasis abbia mai ricevuto.
Così ricordo che ero in tour. I due album che dovevamo suonare erano Morning Glory e Definitely Maybe e molte di queste nuove canzoni. Divenne subito molto evidente, dopo circa quattro settimane, che queste nuove canzoni non erano assolutamente all'altezza del livello delle altre. Lo capivi quando le suonavi. Se provi a far seguire a Rock 'n' Roll Star, sai, Magi Pie, non devi essere un neurochirurgo per capirlo. Lo odio.

Quello che mi ha colpito della nuova canzone Be Careful What You Wish For è stato che ... io sono cresciuto amando quello che fai e quello che fanno molti dei miei artisti preferiti. E quello che quella canzone evocava in me era che forse la gente che ammiro non ha modo di esprimere veramente il dolore o la vulnerabilità o la verità che avrebbe bisogno di esprimere, perché deve cantare queste canzoni per noi che noi prendiamo come un surrogato. Sono proprio fuori strada?

I primi due versi sono iniziati come un messaggio ai miei figli sulla fama, sul denaro e le droghe e tutto quello. "Semplicemente fai attenzione a quello che ti auguri". I tre versi seguenti parlano di — ora sembrerò pretenzioso — un monito per i figli degli altri, capisci cosa intendo? ... La fama è incostante; non è vera. Le emozioni sono vere. Quindi ti fanno cantare la tua canzone, ma non vogliono proprio sapere come ti senti. Ora, quella cosa in sé va bene. Mi è servita tantissimo negli anni. Non voglio che nessuno sappia chi sono. Onestamente non desidero che nessuno mi chieda come mi sento. Sono qui per la musica.

Ma la gente pensa di sapere come tu ti senta, più o meno, perché tu canti quelle canzoni.

Se faccio bene il mio lavoro le mie canzoni dovrebbero dirti più di te che di me. Se scrivo e rileggo un verso ed è troppo personale lo tolgo immediatamente.

Noel Gallagher con Gem Archer durante un soundcheck
Dove finiscono quelle cose?

Nel cestino. Non mi piace ascoltare canzoni personali su altre persone, perché per me non significa nulla. Sai, ti è morta la mamma. La mia non è morta, quindi perché lo stiamo ascoltando? Capisci? Le mie canzoni tendono a parlare delle verità universali della vita. Tutti amiamo e odiamo e perdiamo e vinciamo a volte, e tutte quelle cose.
Tra le verità universali della vita giace la magia. Se sei molto pragmatico —"Questa è una canzone che parla di come mio padre abusasse di me quando ero bambino" — io faccio: "Davvero? Sarà meglio che sia una bella canzone, perché non sembra che saranno cinque minuti felici". Quando ascolto la roba solista di John Lennon e parla di sua madre a me non interessa.

L'esempio sul fatto di essere vittima di abusi del padre è interessante. È qualcosa che è successo a te.

Sì, certo.

Non hai scritto alcuna canzone a riguardo.
No. Ma ne ho parlato molto presto. I padri di molti miei amici erano uguali. Erano i tardi anni '70, i primi '80, un'epoca brutale nel nord ovest. Non avrei mai voluto parlarne, mai. Nel mondo c'è troppa gloria per scrivere di dolore.

Soundcheck ad Atlanta, 28/02/2018
In quel contesto penso a Be Careful What You Wish For. Hai detto che è stato, in parte, un messaggio ai tuoi due figli. Quanti anni hanno?

Hanno 10 e 7 anni.

So che hai parlato del rapporto con uno dei tuoi fratelli fino alla nausea e non mi interessa affatto infilarmi in quel tunnel.


Bene.


Quello che mi interessa, e va bene se non è uno stupido gioco, è come stai crescendo due figli che sono fratelli, e se ci sono cose che provi a essere consapevole di fare o non fare per assicurarti che abbiano la fraternità che vorresti che avessero.

I principi fondamentali sono facili. Se la tua casa è piena di amore e rispetto è tutto lì. Se ami i tuoi figli e ami tua moglie è tutto lì. I miei figli sono i ragazzi più felici. Non fraintendermi, demoliranno qualunque cosa io abbia di più caro, se arriveranno a metterci le mani. Non hanno rispetto per niente ... e si azzuffano come gatto e cane. Ma sono ragazzi eccezionali, impegnati, spiritosi, perché il loro ambiente è pieno di amore e rispetto.
Se vieni da una casa che non è così finisci per trasmetterlo ai tuoi figli. Qualcuno deve rompere la catena ad un certo punto. E la chiave per tutto è tua moglie: se rispetti tua moglie il gioco per i tuoi figli è facile. Non c'è nient'altro che debbano imparare.

Soundcheck ad Atlanta, 28/02/2018
Quindi è questo quello che tu non hai visto a casa? Tuo padre non rispettava tua madre quando eri piccolo?

No, era un marito terribile, un padre terribile. E per me sarebbe facile essere così, perché è quello il tuo modello, è così che sono stato cresciuto. Ma per mia fortuna ero sempre dalle mie zie; mia madre ha qualcosa come sette sorelle. Gravitavo più attorno alle donne, per un qualche motivo.
Ricordo che di recente mia moglie ha invitato degli amici a cena. Discutevano di femminismo e io facevo: "Femminismo, non importa". E Sara mi ha detto: "Di cosa stai parlando? Tu sei un femminista". E io ho fatto: "Davvero?". E poi ha elencato tutti i motivi per cui lo ero, in cui ora non mi addentrerò.

Me ne puoi fornire uno.

Ha detto: "Be', tratti le donne allo stesso modo. E non c'è misoginia né sessismo" ... Io canzonavo loro che discutevano di femminismo e loro facevano: "Whoa, aspetta un attimo". Quella cosa mi ha dato una lezioncina.
Per tornare al punto originario, i miei due figli litigano, ma si amano. Se i tuoi genitori si amano ... è una parte fondamentale della crescita dei bambini, se tua madre e tuo padre sono ancora insieme. Conosco molte persone a Londra le cui figlie hanno seri problemi con i loro padri perché sono assenti e ragazzi i cui padri vanno e vengono. Hanno seri problemi quando diventano grandi.

Quindi hai interesse a rimanere nei paraggi e gestire la situazione?


Oh, assolutamente sì. Se non altro per infastidirli.

Source: World Cafe (NPR Music)

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martedì 24 ottobre 2017

Noel Gallagher su Be Here Now: "Folle comporre quando sei in vacanza. Non c'è voluto molto sforzo, ma la gente lo ama"

pic by @andrewwhitton | Instagram
Intervistato dalla rivista Q per il numero in uscita oggi nel Regno Unito, Noel Gallagher è tornato a parlare del terzo album degli Oasis, Be Here Now, della cui uscita ad agosto è caduto il ventennale. 

"Ricordo che andai in vacanza con Kate Moss, Johnny Depp e Mick Jagger e pensavo: 'Scriverò questo album'. È folle scrivere una canzone quando sei in vacanza. Il produttore (Owen Morris, ndr) mi raggiunse e facemmo i demo, ma con il senno del poi Owen è folle quanto me. Poi tornammo a Londra e Alan McGee annunciò che avrebbe venduto 40 milioni di copie. Gli feci: 'Onestamente farebbero meglio a mandarmi in orbita, perché se riesco a vendere 40 milioni di dischi scrivendolo in vacanza in pantaloncini allora non sono più uno di questo mondo' ...".

"In studio fu fantastico e il giorno in cui uscì tutto fu fantastico. Fu solo quando andammo in tour che pensai: 'Non sta in piedi'. Quando abbiamo fatto la ristampa qualcuno mi ha chiesto: 'Perché non ne fai una versione modificata?'. E me ne sono stato seduto una settimana piena e le registrazioni non mi hanno fatto presa su di me, per nulla. L'unica cosa che sono riuscito a recuperare è stata D'You Know What I Mean?, ma non fraintendermi: ogni anno ne autografo un casino di copie di disco".

"La gente è pronta ad azzuffarsi con me per strada su questo. Fa: 'Io amo quell'album, cazzo!'. E io rispondo: 'Amico, senti, ho scritto io quella cazzo di cosa. So quanto sforzo mi ci vuole. Non è stato poi tanto' ..."

VIDEO: NOEL GALLAGHER RACCONTA BE HERE NOW DEGLI OASIS (SOTTOTITOLI ITA)


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domenica 22 ottobre 2017

Liam Gallagher a cuore aperto: "Noel? Nuovo singolo noioso, non rischia. L'odio per Be Here Now? Pecore che danno retta a Noel"

Liam Gallagher parla del suo nuovo disco, confessa di amare le interviste e sottolinea con orgoglio la volontà di rispondere a tutte le domande che gli vengono poste, senza paletti.
Sul nuovo singolo del fratello, Holy Mountain, dice: "Non fa per me. Musicalmente la trovo una canzone fastidiosa e non è troppo rischiosa". A proposito delle recensioni negative ricevute negli anni da Be Here Now, terzo disco degli Oasis, afferma: "Se Noel avesse detto che quel disco è la migliore cosa di tutti i tempi sono sicuro che avrebbe avuto una cazzo di accoglienza diversa. Il motivo per cui a lui non piaceva è che gli ricorda un periodo non proprio bello con la sua ex moglie. E molte pecore gli danno retta".

LEGGI L'INTERVISTA A VULTURE

Source: Vulture.com - traduzione italiana di oasisnotizie - 17 ottobre 2017

Nella prima settimana dopo la sua uscita il tuo nuovo album nel Regno Unito ha venduto più di tutti gli album della top 10 messi insieme. Congratulazioni.

Grazie. Lasciami dire che non è stato poi così difficile però, no? C'è molta merda qui. Niente di cui andare fieri. Che cazzo ti aspettavi? Ma è bello che stia andando bene. Ancor di più per il fatto che la gente sta apprezzando le canzoni, non solo perché è al primo posto. Ora che l'album è uscito, quando faremo il tour si spera che la gente conoscerà i testi e potremo fare una gran bella festa.

Ti piace ancora andare in tour?

Sì, amico. Non vedo l'ora. Abbiamo un paio di settimane libere ora per recuperare e poi cominceremo ad andare in giro. Ma avevo bisogno di una pausa. Ho 45 anni e se non mi prendo un paio di giorni di pausa tra un concerto e l'altro la mia voce semplicemente muore, cazzo, amico.

La tua voce suona forte come non mai nel tuo album. Cosa hai fatto per prendertene cura?

In studio sono sempre andato bene, ma non sto facendo nulla (per la voce, ndr). Mi piacerebbe potermi sedere lì e fare: "Me ne sto prendendo cura" e tutto quello, ma sai che c'è? In realtà non è così. Dovrei prendermene cura molto di più. 

Hai notato delle differenze nel suono o nell'estensione della tua voce man mano che l'età avanza?

Dio solo lo sa. Mi piace il suono che oggi ha la mia voce. Mi piaceva anche anni fa, anche se in alcuni pezzi di Definitely Maybe sembra che io abbia inalato elio. Vivo con la mia voce 24 ore su 24, 7 giorni su 7, quindi a me sembra sostanzialmente la stessa. Ma mi piace il suo suono. È bello.

Hai scritto As You Were in collaborazione con Greg Kurstin e Andrew Wyatt. Com'è scrivere canzoni insieme a te?

Ho scritto io le prime due canzoni, Bold e When I'm in Need, e poi la casa discografica mi ha chiesto: "Senti, ne hai altre?". E ho detto di no. E mi hanno chiesto: "Saresti disponibile a collaborare alla scrittura con altre persone?". E ho risposto: "Sì, facciamolo, cazzo, perché penso che abbiamo bisogno di più di due canzoni sul disco".

Non avevo mai sentito parlare di Greg. Ovviamente aveva fatto l'album di Adele e aveva lavorato con Beck, ma non l'avevo mai incontrato. Quindi andiamo in studio, lui è con Andrew, e io non avevo sentito parlare neanche di lui. Mi hanno fatto sentire il primo riff di Wall of Glass. Non per vantarmi, ma avevano probabilmente sentito parlare degli Oasis, quindi sapevano che tipo di roba mi piace. E mi hanno chiesto: "Cosa ne pensi?". E io: "Cazzo, è perfetta. Andiamo!". Così ci siamo fiondati direttamente in questa cosa e l'abbiamo scritta e registrata il primo giorno. Eravamo proprio in sintonia. Non siamo stati lì ad oziare.
Non avevamo molto tempo per rimuginare sulla musica o sulle parole. Siamo andati lì, sembrava giusta e abbiamo spaccato, ed è così che piace lavorare a me. Quando hai troppo tempo a disposizione comincia a pensarci troppo su e prima di rendertene conto cominci a succhiare via vita dalla musica. 

Bene, a proposito di un argomento simile: il terzo album degli Oasis, Be Here Now, ha compiuto 20 anni ad agosto. L'ho sempre amato e inizialmente ricevette recensioni positive, ma negli anni ha acquisito una reputazione negativa. Quale pensi che sia il motivo?

Personalmente sono con te. Non voglio tirare in ballo la gente, ma ci sono molte pecore in giro, no? E se il grande (Noel Gallagher, ndr) dice: "Oh, cazzo, le cose stanno così e colì" molta gente che non usa la propria testa dice: "Sì, concordo". Se Noel avesse detto che è la migliore cosa di tutti i tempi sono sicuro che avrebbe avuto una cazzo di accoglienza diversa. Il motivo per cui a lui non piaceva è che gli ricorda un periodo non proprio bello con la sua ex moglie. E ci sta. È un suo diritto. Io, però, me la sono spassata quando ho fatto quel disco. Penso che lì ci siano delle canzoni fantastiche. Penso di aver cantato molto bene ed è stato un bel periodo per essere vivi. Alcune delle canzoni si sono dilungate un po' troppo e sono state un po' sovraprodotte, ma questo è quello che succede, amico, se pensi di essere tu il produttore. All'epoca il nostro ragazzo (Noel, ndr) armeggiava sempre con i brani. Pensi: scrivi le canzoni, suona la chitarra e chiudi quella cazzo di bocca! Mi piace quell'album, perché è quello che ho fatto io: ho cantato le canzoni, me la sono spassata e sono andato al pub.

Per te questo è stato un bel tour promozionale. 

Sì. Sono bravissimo in questo, senza dubbio, e amo rilasciare interviste. Se qualcuno ha qualcosa da dire e ti fa delle domande penso che dovresti dargli la tua risposta sincera. Altrimenti ti stai solo prendendo in giro, no? Non sono una di quelle persone che vanno in una stanza e fanno: "Non chiedermi di questo, non chiedermi di quello". Sta a me scegliere se rispondere o meno, capisci cosa intendo? Chiedimi ciò che vuoi.

È incredibile quanto tu sia diventato assennato nelle tue recenti interviste. NME ti ha chiesto del Brexit e all'improvviso sei diventato la "voce della ragione sul Brexit". E la cosa che colpisce ancora di più è che hai fatto sembrare che sia Noel colui che non collabora alla reunion degli Oasis. In questo momento sembri il fratello Gallagher più ragionevole.

Be', se è questo il caso ora sono nei casini, cazzo. Come faccio a mantenere questa cosa per un anno e mezzo?

Ti ha mai dato fastidio che Noel fosse considerato il più equilibrato dei due?

In realtà no, perché lui lavora duro per essere noioso (dice "beige", ndr), quindi non vorrei andare a prendergli la corona e robe così. Noel è un tizio molto astuto e sicuramente sa come 'lavorare' la stampa, mentre a me non fotte un cazzo e semplicemente faccio quello che faccio e se tu ne scrivi, ne scrivi. Io sono qui per cantare canzoni meglio che posso e divertirmi più che posso, e fare il meno possibile nella vita, perché è questo il mio motto. Capisci cosa intendo?

Certo.

E non c'è nessuno al mondo che sia il mio capo, che sia Dio o il governo. Sono qui semplicemente per fare le cose con calma e passarmela bene. Quindi se lui è equilibrato buon per lui. Io ero piuttosto felice del mio ruolo nella band.

Cosa pensi del nuovo singolo di Noel, Holy Mountain?

Ovviamente sai cosa sto per dire, ma non fa per me. Musicalmente la trovo un po' fastidiosa. Penso che sia fatta di troppe note e semplicemente non è molto rischiosa. Non fa per me.

Sul tuo nuovo disco ci sono testi che sembrano parlare di tuo fratello. In For What It's Worth canti: "Lasciamoci il passato alle spalle con tutti i nostri dolori / Costruirò un ponte tra di noi e ingoierò il mio orgoglio". È un messaggio per Noel?

No, non direi che parla di Noel. Parla dei miei figli più che altro. Ho deluso i miei figli molto più di quanto ho deluso Noel. Non ho nulla di cui scusarmi con Noel Gallagher, quindi di certo non parla di lui.

Un paio di weekend fa hai cantato Come Together dei Beatles con i Foo Fighters a San Bernardino e hai usato un foglio per leggere il testo. Davvero non conosci le parole di quella canzone?

Pensavo che avremmo fatto I Am the Walrus, ma sono arrivato lì e c'era Come Together, quindi ho fatto: "Chi? Cosa? Perché?". E poi avevo anche bevuto molto. Non sono uno che sale sul palco e fa canzoni senza prima aver fatto una prova come si deve. Specialmente ora con i social media, dato che queste cose vanno in giro per un po'. Così ho pensato: "Sai che c'è? Fanculo 'sta cosa". E sono saltato sul pubblico. Quindi sì, mi sono dimenticato le parole. Ma ricordo a malapena i miei testi, figurarsi la cazzo di I Am the Walrus mischiata a Come Together. 

Sei felice che negli anni '90 non ci fossero social media?

Sì, molto. Detto questo, però, c'erano molte belle esibizioni e molte belle bravate rock and roll che eri giustificato a mostrare di fronte alle telecamere. Perché ci sono molte cose che non ti ricordi al giorno d'oggi. La gente chiede: "Oh, ricordi quel periodo?". No. Quindi sì, i social media hanno i loro pro e i loro contro.

Di recente hai attribuito la colpa della morte del rock and roll al fatto che gli artisti oggi devono prepararsi il tè da soli. Ma qual è la seconda ragione più importante per la quale il rock oggi è meno importante? È così perché oggi nessuno compra gli album? Perché gli artisti fanno interviste noiose?

Be', la gente i dischi li compra, no? Perché il mio è al primo posto in Inghilterra. Tutti fanno: "Porca troia, la guitar music e il rock and roll sono finiti". Io li ho appena smentiti, in Inghilterra almeno. Ho appena venduto più di tutti quelli della top 10 messi insieme, quindi la prova è la pagnotta nel forno: se è fatto come si deve, dall'artista giusto, il rock and roll è figo.
Ma la ragione per cui il rock and roll ha fatto schifo negli ultimi due anni è che la gente che finge di farlo non è rock and roll. Trascorre troppo cazzo di tempo nel lato business, facendo: "Quante cazzo di unità abbiamo spostato e quanti studi attivi abbiamo e quanti questi e quelli?". Farebbero meglio a trascorrere più tempo in studio a scrivere una buona cazzo di canzone, amico, invece di preoccuparsi di quanti download hanno. Quindi penso sia quello il problema.
E, quanto alle interviste, in giro ci sono molte persone che non hanno un cazzo da dire, ma rubano lo stipendio con questa cosa del rock and roll. Sanno che se dicono qualcosa di troppo vero non passeranno le loro canzoni alla radio e fanno: "Oh, la mammina potrebbe farci una tiratina d'orecchi". Quindi si tengono le loro parole per sé. Ma li ho visti in giro. Hanno molto da dire quando sono fuori alle feste a sniffare strisce di cocaina, ma appena li metti di fronte ad un microfono si cagano addosso. Ci sono molti falsi in giro.

Ci sono altri artisti rock che ti piacciono?

No, solo io.

Source: Vulture.com - traduzione italiana di oasisnotizie - 17 ottobre 2017

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venerdì 22 settembre 2017

Liam Gallagher a tutto campo: "Noel? Si vergogni per Supersonic acustica. Se gli Oasis erano lui, perché non riempie Wembley? Amo Twitter e sono senza filtri"

Nuova megaintervista a Liam Gallagher per Newsweek. Traduzione italiana di oasisnotizie. Si parla di Noel (con nuove punzecchiature), di As You Were, di Twitter, di Be Here Now, della musica pop attuale e di molto altro. 

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Da qualche anno, da quando i Beady Eye si sono sciolti, manchi dalla scena musicale. Come hai fatto a capire che era il momento giusto per tornare?

Dopo che i Beady Eye sono andati in coma ho avuto un po' di cose personali da sbrigare, poi ho pensato che amo la musica e che amo, cazzo, cantare canzoni e tutto quello. Ma ho bisogno di canzoni e in precedenza ho fatto parte di band in cui le scriveva altra gente. Ovviamente io ne ho scritte alcune ogni tanto, ma non ne avevo abbastanza per fare un album. Poi ho visto la mia chitarra e ho iniziato a suonarla. E ho scritto Bold e una canzone di nome When I'm in Need. Le ho suonate ad un po' di persone e mi hanno fatto: "Sì, sono proprio fighe, cazzo". Con quelle due ho ottenuto un contratto discografico. Poi la casa discografica mi ha detto: "Senti, hai qualche altra canzone?". Ho detto: "No, è questo tutto quello che ho al momento". Mi hanno detto: "Saresti disponibile a collaborare con delle persone per scrivere delle canzoni?". Ho risposto: "Dipende da chi". Sono volato a Los Angeles per incontrare Greg Kurstin. Abbiamo tirato fuori Wall of Glass, Paper Crown e Come Back to Me in tre giorni. Poi sono tornato in Inghilterra e ho scritto un sacco di altre canzoni. È successo tutto piuttosto facilmente, amico.

Qual era la tua routine quotidiana durante i giorni che hai trascorso lontano dalla musica?

Oh, bere. Svegliarsi al mattino. Andare a fare una corsa, forse. Poi la mia giornata era quasi fatta e finita per le 9, quindi ero tipo annoiato a morte, capisci? Alle 10 circa, dopo che ti sei fatto la doccia, cominci a girarti i pollici e pensi: "Bene, vado al pub per pranzare un po' ". Poi vai a pranzare un po'. Prima di rendertene conto sei nel pub dalle 12 alle cazzo di 2 del mattino, ubriaco in testa, a fare cose che non dovresti fare. 

Parliamo di Wall of Glass. È una grandiosa canzone di ritorno per te. Sembra un brano con un po' di insulti. È diretto a qualcuno in particolare?

Sembra cosa?

Un brano di insulti. Sai, tu sei ...

No, no, no, no, Dio no. Non scrivo musica per certe persone. Non sono così fortunate, amico. Se devo insultare una persona lo faccio proprio sulla stampa. Di sicuro non scrivo musica su di loro. Fanculo quella roba. Non mi irritano così tanto. E solo una canzone, amico, no? Dice: "Un giorno andrai in frantumi come un muro di vetro". Penso che potrebbe dare quell'impressione. Ma vale per tutti noi, no? Un giorno tutti andremo in frantumi come un muro di vetro. La vita è molto preziosa, sai cosa intendo?  

Anche il video è grandioso. Hai detto che fare dei video è una rottura. Ti è piaciuto girare questo?

Non tanto, no. Non mi piace fare video. Mi piace fare i video delle esibizioni, quando ho lì la band. Mi piacciono quei tipi di video. Quando devi fare una scenetta e tutto quello sento che sto recitando, sai cosa intendo? Se c'è una cosa che non sono, è l'attore. Devo essere me stesso costantemente, 24 ore al giorno. Altrimenti sento che sto prendendo in giro tutti e me stesso.

Non pensi che saresti bravo ad interpretare altri ruoli?

No, no. Forse sarei bravissimo a farlo, perché lo so fare. So fare tutto quello che voglio se mi ci metto d'impegno, ma preferisco essere me. Ho incontrato un sacco di attori e non sanno più chi siano, perché interpretano sempre delle parti. Ecco la cosa di me di cui vado fiero: so esattamente chi sono, sai cosa intendo?

Ho visto il tuo concerto a Brooklyn e hai cantato una manciata di canzoni degli Oasis. Suonavano grandiose. È una bella sensazione cantarle di nuovo?

È una bella sensazione. Ne abbiamo suonate alcune anche con i Beady Eye. Voglio dire: ascolta, amico. Sono un Oasis in tutto e per tutto. Eseguire quelle canzoni è come guidare una bicicletta, cazzo. È facile, amico. Ma se la gente viene ai nostri concerti, non ho la testa a tal punto infilata nel culo da pensare che siano venuti semplicemente per sentire un sacco di canzoni nuove, capisci? Lavorano duramente ogni giorno della settimana e spendono soldi. Se vogliono sentire Wonderwall e Rock 'n' Roll Star io le farò. L'ultima cosa che voglio è che la gente ai miei concerti si gratti la cazzo di testa, che stia al cellulare, che dica: "Aspetto che esca l'album, non mi convince questa, questa non suona male". Voglio che la gente saltelli su e giù e che vada fuori di melone, cazzo. Molta gente fa: "Oh, bene, non le hai scritte tu!". Non me ne fotte un cazzo di chi le abbia scritte. Le ho cantate io, le ho create io! Molta gente insiste con la storia: "Oh, be', le canzoni le ha scritte Noel". Sì, io ho prestato loro la mia cazzo di voce incredibile. Se si fosse trattato solo delle canzoni e non della mia voce, come mai lui non fa il tutto esaurito allo Stadio di Wembley e a Knebworth? Quindi le canterò quando cazzo voglio e quando non vorrò cantarle non le canterò. Vedi tutti questi piccoli fanboy che fanno: "Oh, be', non le ha scritte lui, cazzo". E a chi cazzo importa? Le ho cantate io, cazzo, stronzetto.

Ti dà fastidio che anche Noel abbia eseguito ed esegua le canzoni degli Oasis in tour?

No, non mi infastidisce per niente perché le ha scritte lui, sai cosa intendo? Può farne ciò che vuole.

Cosa pensi della sua versione di Wonderwall?

È come Ryan Adams, no? Non mi fa impazzire. Mi piace mantenerla nel modo in cui è fatta sul disco. Non ne vedo il senso. Quando ho sentito le versioni che Noel fa delle canzoni degli Oasis, lui le annulla e le fa un po' acustiche e proprio noiose. Quindi poi quando fa le sue nuove canzoni le nuove canzoni decollano. Quando le canzoni degli Oasis le faccio io, le faccio esattamente come erano, cazzo! Chi cazzo vuole sentire Supersonic acustica? Dovresti vergognarti, cazzo, capisci?

Ti manca esibirti con Noel?

Macché, no. È cambiato. È una persona diversa da quella che sono io. Ma non mi manca nessuno. Sono dove dovrei essere. Non mi manca Gem. Non mi manca Andy. Ho un gruppo di nuovi tizi che fanno parte della band e ce la stiamo spassando. 

Ho visto i tuoi commenti sulla sua performance al concerto benefico di Manchester (Manchester Arena, 9 settembre, ndr). Pensi che stesse fingendo quella reazione emotiva?

Oh, non sono stato io a scriverli. Qualcuno ha hackerato il mio profilo Twitter.

Qualcuno ha hackerato il tuo profilo Twitter?

Sì, io non lo farei. Non direi roba così. Mi credi?

Aspetta. Quei tweet sono stati scritti da qualcun altro?

Qualcuno mi ha hackerato il profilo e li ha scritti fingendosi me. Io quella roba non la farei. La polizia sta indagando mentre noi siamo qui a parlare. 

Hai uno dei migliori account Twitter del mondo della musica. Sei proprio onesto lì.

Ascolta, amico. Non mi avrai con i filtri. Non userò dei filtri. Non voglio proprio fare tanto male. Se ho turbato delle persone, sono sicuro che lo supereranno, cazzo. Dico solo un sacco di cagate. A volte quando dici un sacco di cagate lì ci trovi delle vere perle. Mi piace twittare. È un bel modo di tenersi in contatto con i fan, far sapere loro che non sono sparito dalla faccia della terra come vorrebbero certe persone. 

Quando eri a New York hai scritto su Twitter che quando sei andato a comprare le sigarette ti hanno chiesto i documenti. Cos'è successo?

Sì. Non fumo tanto. Mi sono sicuramente dato una calmata. Mi stavo godendo la giornata e ho pensato: "Sai che c'è? Ho bisogno di una cazzo di sigaretta. Quindi sono andato dal tabaccaio e il tizio mi fa: "Hai un documento di identità?". Ho detto: "Mi stai prendendo in giro?". E lui: "BE', funziona così". Ho risposto: "Ho 44 anni, amico. Guarda in che cazzo di stato sono, amico. Dai, amico". Mi ha detto: "No, devi andare a prendere i tuoi documenti di identità". Ho fatto: "Ne volevo solo una. Devo rifarmi tutta la cazzo di strada fino all'hotel e rifarla tutta per tornare qui". 

Parliamo del titolo dell'album, As You Were. È un riferimento alla firma che metti alla fine di ogni tuo post su Twitter?

Stavo per chiamarlo Bold, ma penso che As You Were sia molto meglio, per un qualche motivo. Semplicemente mi piace. As You Were, significa "guarda, siamo da quattro anni fuori dal gioco. Abbiamo un buon album, abbiamo un sacco di buone canzoni, mi sento bene, ovviamente sono sfinito, cazzo, perché ho fatto molto tour e ho cantato molto, ma prima di tutta quella roba mi sento come rigenerato spiritualmente. Quindi As You Were significa "recuperiamo tutto il tempo trascorso a cazzeggiare nel pub e con gli avvocati". As You Were significa "torniamo alla nostra faccenda, cazzo". 

Ti penti di qualcosa che hai fatto in quel periodo? La canzone For What It's Worth sembra una canzone con cui chiedi scusa.

Sì, è una riflessione del tipo "Mi scuso con le persone che ho turbato negli anni". Durante la vita in generale. Molte persone sono pigre e fanno: "Oh, deve essere una canzone su Noel". Non ho nulla di cui scusarmi con Noel. E stato lui a sciogliere la band. Se c'è qualcuno che dovrebbe scusarsi, quello dovrebbe essere lui, cazzo.

Quando la gente sente il termine "disco da solista" si aspetta qualcosa di acustico o davvero dolce. Ero proprio felice quando ho ascoltato il disco e non era affatto così. 

Contiene un po' di canzoni rock and roll. Ma c'è un paio di momenti più belli, rilassati. Voglio dire: cos'è il rock and roll? Tutti pensano che il rock and roll sia essere come gli Stooges o i Pistols o tutto quello. Per me il rock and roll sono buone canzoni, un bel cazzo di cantato che viene dal profondo dell'anima. Sai cosa intendo? 

Le cose sono molto cambiate da quando esordirono gli Oasis. La guitar music ormai alla radio non si sente più tanto. Cosa pensi della musica pop odierna?

Non so cosa sia la musica pop. Taylor Swift fa delle belle canzoni pop, sai cosa intendo? Shake It Off è una gran cazzo di canzone. Ti becchi Happy di Pharrell Williams, che è una grandiosa canzone pop. Alcune sono buone. E poi alcune sono proprio delle cazzo di stronzate senza un cazzo di senso, sai cosa intendo?

Di recente sono usciti degli articoli sul ventennale di Be Here Now, il disco degli Oasis. Ripensi a quel disco come ad un capolavoro? Cosa pensi di quel periodo?

Non so se sia stato un capolavoro. Penso sia stato un buon disco. Ci sono di sicuro alcune figate di canzoni lì. Può darsi ci sia stata una produzione esagerata e che alcune delle canzoni fossero un po' lunghe, ma penso che sia quello che accade quando non dai ascolto ad un produttore. All'epoca Noel provava a fare il produttore oltre che il compositore. Il produttore degli Oasis Owen Morris avrebbe potuto dire: "Guarda, sta diventando un po' troppo lungo, sai cosa intendo?". Ma Noel, com'è tipico di Noel, avrebbe fatto: "No, vaffanculo, facciamo un altro verso". Se c'è qualcosa che proprio non va di quell'album, penso che forse sia Noel che fa il ficcanaso, provando a farne nel contempo il produttore. Ma penso che ci siano alcune buone canzoni. In ogni caso penso che io suoni grandiosamente. Sono orgoglioso di quell'album.

Hai bei ricordi di quel periodo? Sembra che fu allora che le cose sfuggirono proprio di mano. 

Sì, ho bei ricordi di tutto. Eravamo in studio a lavorare. Era fantastico, cazzo. Può darsi che la band si sia sciolta un paio di volte. Può darsi che abbiamo assunto troppe droghe. A chi cazzo importa? Era per quello che eravamo entrati nella band. La gente ora può sedersi a tavolino e fare: Oh, prendevamo troppa cocaina". Oh, davvero, cazzo? Non ne prendevamo abbastanza! Ed era quello il nostro problema (fa una risata stridula, ndr).

Un paio d'anni fa hai scritto su Twitter che non avresti fatto un disco da solista perché non sei "uno stronzo". 

Lo so, lo so, lo so. Mentivo quando lo dicevo.

Perché i dischi da solista sono cose da stronzi?

Preferisco stare tra compagni di band, ad essere brutalmente onesti, ma al momento non c'è la band, quindi è un disco da solista. Ci sono troppi dischi solistici e non abbastanza band, per quanto mi riguarda. Almeno sto facendo un disco da solista perché devo farlo. Non ho sciolto una delle cazzo di band più grandi del cazzo di mondo perché il mio cazzo di ego aveva bisogno di qualche carezza.

Vedi dei successori degli Oasis oggi? Qualche band a quel livello?

No. Nessuna.

Nessuna nessuna?

Proprio nessuna, amico!

Voi, ragazzi, dominavate il mondo.

Penso di sì. Sì, amico, senza dubbio. Penso che avessimo delle buone personalità nella nostra band, sai cosa intendo?

Canterai Wonderwall anche tra 40 anni?

Perché no?

Se la gente vorrà ancora sentirlo, lo farai. 

Se la gente batte le mani abbastanza rumorosamente.

Traduz. italiana di oasisnotizie - Source: Newsweek 

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