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martedì 29 luglio 2025

Nei guai il fratello di Liam e Noel Gallagher: è accusato di stupro e strangolamento

È nei Paul Gallagher, fratello maggiore dei membri degli Oasis Noel e Liam Gallagher. 

 Il 59enne è stato accusato di stupro, stando a quanto dichiarato dalla Polizia metropolitana di Londra, e affronta anche accuse di comportamento coercitivo e manipolatorio e tre capi di imputazione per aggressione sessuale, nonché tre capi di imputazione per strangolamento intenzionale, due capi di imputazione per aver fatto minacce di morte e aggressione che con lesioni corporali effettive. 

I reati, che riguardano la stessa donna, sono presumibilmente avvenuti tra il 2022 e il 2024. Paul Gallagher, che in passato ha fatto da deejay in occasione dei concerti dei due fratelli, comparirà davanti al tribunale di Westminster, a Londra, il 27 agosto. 

Source: La Stampa 

Paul Gallagher con la madre Peggy Sweeney

 

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martedì 10 settembre 2019

Liam Gallagher al Corsera: "Soffro per gli Oasis. La rottura? Tutta colpa di Noel. Anni di successi, ma buttavo i soldi per la droga"

Liam Gallagher al Corsera: "Soffro per gli Oasis. La rottura? Tutta colpa di Noel. Anni di successi, ma buttavo i soldi per la droga"




Sono passati 10 anni da quella notte a Parigi. 29 agosto 2009. L’ennesima lite fra Liam e Noel Gallagher prima di un concerto mette la parola fine agli Oasis, la band che aveva segnato l’era rock della cool Britannia anni 90. Da allora i due fratelli si sono parlati solo per avvocati e quando lo hanno fatto via social la situazione è degenerata. «Alla fine tutto si concluderà per il meglio. Forse non in questa vita», commenta Liam, il frontman. E se Noel, la mente, con l’ultimo album ha preso la via della sperimentazione extra rock, Liam garantisce la continuità con il mondo Oasis.

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Le canzoni del nuovo album, Why Me? Why Not. (esce il 20 settembre), sembrano lettere. A volte il destinatario pare Noel… E il video di One of Us è disseminato di indizi… 

Più che brani su qualcuno in particolare, sono canzoni sulla vita. Molti dicono che parlano di Noel. Lui è una parte importante della mia vita, tanto quanto il mio altro fratello, mia madre, i miei figli, Debbie (Gwyther, la compagna, ndr), il Manchester City... Solo Now That I’ve Found You è per una persona specifica: mia figlia che non ho visto per molti anni e con cui ho finalmente una relazione.

Dieci anni senza Oasis: le mancano?

Sono ancora dispiaciuto. Noel voleva fare il solista. Poteva dirlo. È orribile che mi abbia fatto passare per il colpevole. Solo adesso la gente inizia a capire che è lui lo stronzo, il disonesto. Sono contento della mia musica, ma avrei preferito che non ci separassimo.

Essere fratelli ha reso tutto più doloroso?

Anche Paul Boneahd e Tony McCarroll (usciti dagli Oasis nel 99 e nel 95, ndr) sono rimasti feriti. Forse non tanto quanto me, perché io e Noel siamo fratelli e mia madre ha dovuto affrontare tutto questo.

Che dice mamma Peggy?

Che siamo due stupidi, che siamo infantili. Avrà anche ragione, ma bisogna essere in due per ballare. Non puoi litigare da solo.

È appena uscito As It Was, documentario che racconta la sua avventura post Oasis, dai momenti più duri alla rinascita legata alla consapevolezza di saper scrivere canzoni… 

Non è che siccome la tua band si è sciolta la gente smette di riconoscerti. Se non avessi fatto altra musica, quell’ombra mi avrebbe seguito per sempre. Con gli Oasis sapevo quale era il mio posto, non pensavo di fare il cantautore. Non ho mai voluto essere Bob Dylan. Anche se non allo stesso livello degli Oasis, penso che queste canzoni dureranno nel tempo.

Nelle immagini si capisce che c’è stato qualche problema con l’alcol... 

Stavo attraversando un momentaccio con mia moglie e i miei figli, c’erano di mezzo gli avvocati. Non è che bevessi una bottiglia di Jack Daniel’s al giorno ma ho fatto dei casini e ho affrontato le conseguenze. Adesso siamo tutti felici e regna l’armonia.

Era depresso? 

Direi di sì. Però non c’era da lamentarsi troppo: stavo in una bella casa, avevo molti soldi. C’è chi vive di elemosina.

In Once canta la nostalgia di "quando non avevamo nulla"…

È importante ricordarsi sempre da dove si viene. Col successo inizi a pellicce, auto, vestiti di Gucci, vacanze sulla costiera amalfitana... La gente è ossessionata dal possedere cose. Presto ti rendi conto che non hanno valore. A me è passata. Amo le cose belle, ma non sono tipo da orologi d’oro e diamanti.

La spesa più folle?

Probabilmente la cocaina. Ma già prima di essere con la band.

Nel documentario si vede mamma che vive ancora nella casa di quando eravate una famiglia working class… 

Le ho anche comprato una bella casina subito fuori Manchester, ma non ci è voluta andare. Mi ha detto: "La mia vita è qui. La tua può cambiare, la mia voglio che resti uguale". È lei che mi insegna come essere alla mano.

Nessun rimpianto per aver sciolto la band? 

Non sono stato io a scioglierla, quindi no. Era Noel quello che si drogava e beveva. Tutto il casino è scoppiato perché pensava di meritare più attenzioni anche se è un omino. Già è piccolo di statura, ma quando salivo sul palco io, lui diventava piccolo così (indica il tappo di una bottiglia, ndr). Ha talento ma sbaglia a pensare che sia tutto incentrato su di lui.

Con Paul, il primogenito, il legame sembra forte... 

Siamo molto vicini. Fa il deejay prima dei miei concerti. Io penso alla mia famiglia.

Non sarebbe stato meglio fondare una band con lui allora? 

Probabilmente sì, ma anche Paul ha un certo ego. Se fosse famoso e avesse tanti soldi, forse sarebbe uno stronzo pure lui.

Source: Corriere della Sera

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venerdì 6 settembre 2019

Liam Gallagher: "Se ascolto Noel? No, sarei in coma. È lì che affila le sue forbici cercando di convincere gli altri che è ancora un tipo straordinario"

Intervistato da BBC Future Sounds, Liam Gallagher ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni sullo scioglimento degli Oasis e sul suo presente, che abbiamo tradotto qui di seguito per iscritto in quattro parti. Ascolta qui in inglese.

Ecco la prima parte.

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"Forse non avrei dovuto formare i Beady Eye. Dopo gli Oasis avrei dovuto prendere un po' di tempo libero e andare via per un po', ma lo dovevo a Gem, Andy e a Chris".

[LG]


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Ciao Liam. Come stai?



Sto bene. Sto facendo dei giri. Sì, c'è stato il venticinquesimo dall'uscita di Definitely Maybe, il primo album che è andato bene e ci ha messo in pista e ovviamente poi c'è stato il decimo anniversario dello scioglimento degli Oasis, una cosa che è dappertutto. Sono fiero del primo album, sono fiero della musica degli Oasis e sono fiero di essere la voce di una generazione. Ed è un peccato che si siamo divisi, ma sai ... eccoci qua. 

Sei nostalgico? 

Non guardo al passato, ma non passa giorno che io non pensi agli Oasis, capisci? E a quello che significhiamo per la gente. E lo capisco, sai? Io ho delle band preferite e per me gli Stone Roses significano un mondo e poi non ho mai avuto modo di vedere i Beatles ... ma, sai, John Lennon è il mio idolo. Lo capisco. Non la prendo male.

Il video di One of Us è duro da vedere.


Non proprio. Io l'ho visto una volta. Non sono un grande fan dei video. Lo riguardo una volta e penso: va bene così. Capisci? Poi posso andarmene. No, sai, tutti sembra piacete a tutti, a tutti i miei amici e a tutte le persone che mi sono vicine, che hanno tutte tirato fuori una confezione di fazzoletti. Penso sia importante fare dei video che riflettano la canzone. E quella canzone per me significa molto: parla dell'essere fratelli, dell'amicizia e di roba così.

I tuoi fratelli hanno ascoltato One of Us?

Penso che Paul l'abbia ascoltata, l'altro tizio non lo so. L'altro tizio forse è partito per un viaggio cosmico da qualche parte, sarà lì ad affilare le sue forbici, provando a convincere la gente che è ancora un tipo straordinario.

Liam e mamma Peggy nel 1997
A Paul è piaciuta? E a tua madre?

A Paul è piaciuta, sì. A mia madre è piaciuta. L'altro giorno mi ha mandato un messaggio in cui mi ha detto che aveva visto il video e ha aggiunto: "Sono proprio fiera del fatto che tu stia ancora facendo la cosa tua". 

Dieci anni dalla notte di Parigi. Come sei cambiato da allora?

Penso di essere ancora lo stesso. Penso che la ragione sia sempre la stessa: vuoi uscire e fare buona musica e fare buoni concerti senza rimanere coinvolto nelle vecchie scemenze che la celebrità o il rock 'n' roll ti tira addosso. Io sono sempre lo stesso, amica. La penso ancora allo stesso modo e provo le stesse sensazioni. E c'è ancora molto lavoro da fare e c'è ancora molta grande musica da fare.

Vi siete sciolti a Parigi. È successo al Rock en Seine, giusto?

Penso che ci siano posti peggiori in cui dividersi. Sì, è successo lì, ma penso che sarebbe accaduto comunque. Non è successo così e basta. Penso che quella cosa fosse programmata. Avevo notato delle strane attività che hanno condotto a quello. Aspettavo solo che accadesse.

Non è stata una sorpresa, quindi? 

Non è stata affatto una sorpresa.

Il documentario As It Was mi mostra in una certa fase perso, vulnerabile.

Sì, dopo lo scioglimento degli Oasis abbiamo formato i Beady Eye. Forse avrei dovuto prendere un po' di tempo libero e andare via per un po', ma lo dovevo a Gem, Andy, che erano nella band da dieci anni, e a Chris, non potevo vederli disoccupati. Sono ragazzi di talento e sono sicuro che non sarebbero rimasti disoccupati, ma avevo la sensazione che Noel ci avesse buttato sotto un autobus e se ne fosse andato, per cui ho pensato che non sarebbe stato giusto se anch'io avessi fatto la stessa cosa. Così abbiamo pensato a dedicarci a quello che stavamo facendo e abbiamo provato a guidare la cosa. E ovviamente è finita perché non stava andando molto bene e poi dovevo sbrigare delle faccende che riguardavano la mia vita privata. Ed eccoci qui.

Dicesti: "Nel caso in cui il primo album da solista non andasse bene dovrei ripensare tutto".

Assolutamente sì, perché lo facevo da venti o venticinque anni, ora non so di preciso. Io sono un po' come la marmite (nel Regno Unito si dice di una cosa che o si ama o si odia, ndr), sono un po' "dritto in faccia", ho pensato: "Se non funziona, magari la gente ne ha abbastanza di me". E il mondo della musica e il mondo in generale cambiano in continuazione, per cui, essendo io un tizio di 46 anni che non saltella molto in giro ed è un anti-intrattenitore e indossa un parka, magari avrei potuto fare il mio tempo. Ma non è così e la gente sta ancora apprezzando la cosa, per cui eccoci qua.

Usi molto i social media e lì tu spacchi.


Sì, amo parlare con la gente e amo il contatto diretto.

Sì. E quel mezzo te lo consente.


Sì, perché quando fai solo la cosa tua ... Sul palco non parlo molto, lì mi piace andare avanti. L'unico contatto che hai con la gente è quando fai le interviste con la stampa perché hai un disco in pubblicazione. E quello succede solo ogni due anni, per cui è bello rimanere in contatto.

Tu e Noel state rilasciando interviste alla stampa nello stesso periodo ora. Ascolti la sua roba, leggi le sue interviste?

No, so esattamente cosa dice. Senza dubbio. Non leggo le sue interviste, perché se leggessi le sue interviste non sarei qui, sarei ancora in coma da qualche parte. Non fa che parlare di soldi e di quanto è fantastico.

(Fine parte 1 di 4 - continua)

traduzione e trascrizione by oasisnotizie

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martedì 7 novembre 2017

Liam Gallagher: "Io mai caduto nelle trappole del music biz. Mi manca il vecchio Noel. Nel 2009 saltò giù dalla nave in modo premeditato"

Liam Gallagher ha rilasciato alcune dichiarazioni sullo scioglimento degli Oasis per il numero 27 della rivista Fault Magazine. 

Il cantante, impegnato del tour promozionale di As You Were, il suo primo album da solista, ha raccontato come nove anni fa, dopo il famigerato episodio di Parigi che portò alla fine della mitica band di Manchester, si sentì deluso da Noel e dal proprio manager ("mi sarei aspettato almeno una telefonata da parte loro") e di come si sia risollevato, ritrovando in se stesso la forza di reagire alla "merda da me stesso causata". 

Nell'intervista, che vi proponiamo qui di seguito (per ora ne è trapelata online solo un'anteprima), Liam rivendica la propria schiettezza e il fatto di non essersi mai piegato agli interessi dello showbiz.

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Foto di Jack Alexander

Ricordi le prime 24 ore dopo che Noel lasciò la band? Cosa ti passava per la testa in quel momento?

Oh cazzo. In quel preciso momento feci: "Bene, ci sono stati dei poteri in gioco". Non era un litigio troppo importante, ne avevamo avuti di peggiori. Quello che è successo era qualcosa di premeditato.

Qual è stato l'antefatto che ha condotto a quello e che ti rende sicuro del fatto che si sia trattato di qualcosa di premeditato?

Molte cose. Molti piccoli incontri subdoli. La gente potrebbe dire che è paranoia, ma non si è mai troppo paranoici nella vita. In un certo senso sapevo che ad un certo punto avrebbe chiuso la cosa. Stava per accadere al V Festival o sarebbe accaduto a Reading. È stato solo rimandato a Parigi. Sapevo che ad un certo punto sarebbe saltato giù dalla nave. Ed è quello che mi ha fatto percepire che la paranoia era giusta. O forse sono un chiaroveggente, ho il sesto senso. 

Hai sentito l'assenza di Noel mentre scrivevi questo disco?

Sì, perché io non voglio fare il solista. Non voglio fare le cose per conto mio. Non sono un chitarrista o un autore prolifico. So scrivere un po' di canzoni ogni tanto, ma mi manca far parte di una band. Mi manca mio fratello com'era allora. Mi manca cantare quelle canzoni fantastiche che tutti noi abbiamo reso fantastiche.

Ti ha deluso il fatto che i tuoi ex compagni di band non siano rimasti in contatto con te in tempi di crisi? Covi risentimento in qualche senso?

Mio fratello maggiore (Paul, ndr) c'è sempre stato. Da Noel pensavo di ricevere almeno una telefonata, ma non c'è stata alcuna telefonata. Pensavo che avrei ricevuto una telefonata dall'altro mio manager, ma niente da quei cazzo di coglioni. Ma poi ho incontrato Debbie e lei è stata lì per tutto il tempo. Molti miei amici sono spariti. Non ho davvero nessuno a Londra e va bene. Mio amico è l'universo.

Ho passato molti momenti di merda, ma era merda che avevo causato io. Quando causi tu la merda ti fai coraggio e la affronti, cazzo. A volte le tue cagate devi affrontarle tu.

Ti sei mai sentito finito? Hai mai pensato di aver raggiunto l'apice nel '96 a Knebworth e che da quel momento fosse stata tutta una discesa?

Sento di essere rimasto come sono, senza cadere nelle trappole del business. Sono ancora schietto, parlo sempre con il cuore in mano e se alla gente piace va bene. Se no, allora no. Non sono uno yes man.

Ti immaginavi ancora una volta in cima, questa volta facendo da te?

La sera in cui si sono sciolti gli Oasis mi sentivo totalmente deluso e quando il mio album ha raggiunto il primo posto ho provato la sensazione esattamente opposta. In quest'epoca il rock 'n' roll ha le ragnatele. Non ho mai immaginato che avrei raggiunto ancora una volta il primo posto, ma se ci credi veramente le cose succedono. Io sono stato buono con il rock 'n' roll e penso che il rock 'n' roll sarà buono con me. Mi ha salvato due volte.

Pensi che Liam Gallagher abbia il potere di riportare la gente alle radici del rock 'n' roll?

Ho molti fan in giro e ne avrò sempre. Il mio figlio più grande ha 18 anni e i miei amici hanno figli della sua stessa età, quindi li porteranno ai concerti. È una cosa buona. Tutto ciò che puoi fare è fare buona musica e fare concerti. Fare buone interviste e provare a vendere la cosa per come è. Rimanere onesto con quello che sei e non farti trasportare da tutta la merda del mondo dello spettacolo. È questo tutto ciò che so fare. Di sicuro non sono il salvatore della musica, sono il salvatore di me stesso.

Io non mi faccio coinvolgere con l'industria musicale e il lato affaristico della cosa. Lascio che sia il mio manager a occuparsene. È quello il problema della musica oggi: non ha anima, cazzo. Capisco che bisogna avere la mentalità affaristica, ma ti può sopraffare. Ti dimentichi della cazzo di musica.

traduz. by oasisnotizie - Source: Live4ever Forum

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domenica 9 luglio 2017

Liam Gallagher litiga con il fratello Paul in un pub di Londra

A riferirlo sono il Sun e il Daily Mirror, tabloid britannici, quindi la notizia è, al solito, da prendere con le molle. A quanto pare oggi Liam Gallagher avrebbe avuto un litigio con il fratello Paul nel pub Prince of Wales di Londra.

Il Sun ha pubblicato alcuni scatti da cui risulterebbe evidente il dissidio tra Liam e il maggiore dei fratelli Gallagher. I due si trovavano ieri sera nel pub londinese con Debbie Gwyther, compagna di Liam, e un altro amico. A suscitare l'ira di Liam sarebbe stata questa uscita di Paul, che ha sette anni più di Liam: "Sarai sempre e soltanto il tizio degli Oasis". Liam - sempre stando a quanto riferisce il giornale - a quel punto non ci avrebbe visto più e sarebbe saltato sulla sedia, per poi inveire all'indirizzo del fratello, di sette anni più grande, con insulti e bestemmie.

La solita ineffabile fonte anonima rivela al quotidiano: "Liam gridava: 'Come osi dire questo? Sei proprio un maleducato del cazzo' ... Ovviamente era molto adirato e agitava il dito nei confronti del fratello Paul, che ha risposto per le rime. Nessuno di loro due ha fatto nulla per nascondere il litigio e hanno fatto entrambi molto chiasso. Stavano bevendo nella zona esterna del pub e gli avventori hanno messo la testa fuori dalla porta per vedere cosa diavolo stesse succedendo. Ad un certo punto sembrava che si stesse per arrivare allo scontro fisico".

Poco prima - come riferisce il tabloid e testimoniano le foto - Liam era di buon umore nel pub, in compagnia dell'attore Clive Owen.

Source: The Sun

PHOTOGALLERY QUI

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sabato 7 novembre 2015

Noel Gallagher racconta la sua infanzia: "Mia madre? Maestra di bestemmie. Mio padre? Inventò la rabbia al volante. Avessi avuto il cellulare non sarei diventato ciò che sono"

Nella lunga intervista concessa per il numero di dicembre della rivista Esquire UK, di cui vi abbiamo già parlato in precedenti articoli, Noel Gallagher è tornato anche sulla sua difficile infanzia trascorsa a Manchester, caratterizzata dalla violenza, dal degrado sociale e dall'assenza di una forte figura maschile. Ecco il suo ricco racconto.
Sono nato a Longsight, una zona di Manchester particolarmente malfamata. Negli anni Settanta demolirono la nostra strada per costruire questa cosa moderna chiamata superstore Asda e ci trasferirono in questo posto di nome Burnage, che all'epoca era un sobborgo piuttosto verdeggiante. Ma quando dagli anni Settanta si passò agli anni Ottanta divenne un po' più desolato. C'era un luogo che si chiamava Renold Chains. Produceva catene per le ancore delle navi, fottute cose grandi. Quando chiuse, fu proprio la fine. Nessuno aveva un lavoro. Ora lì non c'è un cazzo. La maggior parte dei negozi sono chiusi con assi di legno.

Mia madre viene da una famiglia di 11 figli. Direi che è la settima degli undici che si trasferirono tutti da Manchester all'Irlanda, e si sono riuniti in un'area di cinque miglia quadre. E nessuno di loro si è trasferito altrove. A qualcuno hanno sparato in faccia fuori dalla casa di mia madre circa quattro mesi fa. Lei non fa una piega di fronte alla violenza. Ama quel posto.

Duro lavoro e modo di esprimersi fottutamente sboccato, ecco cosa ho ereditato da mia madre. Ha insegnato agli anni Novanta come bestemmiare. E qual è la parola, stoicismo? Sì, lei era irriducibile. A lei non fregava un cazzo.

Ricordo che una volta, quando ero bambino, il sacerdote del posto venne a casa nostra perché lei non ci portava a messa da secoli. Lei lo trattò in malo modo in casa. Parole del tipo: "Che ha mai fatto la chiesa per me? Io conduco la mia vita. Questi ragazzi possono andare in chiesa se vogliono". Andare nella fottuta chiesa? Cazzo, stai scherzando, amico.

Da mio padre ho ereditato l'amore per il Man City, grazie al fottuto Dio, anche se gliel'ho rimproverato fino a circa otto anni fa. E lui faceva il DJ nei social club irlandesi del posto, quindi aveva una grande collezione di vinili. A dire il vero, ciò che ho preso da lui è la mia fottuta devozione totale per i Best Of… Perché era questo tutto ciò che lui aveva: Il Meglio dei Drifters, Il Meglio di Questo, Il Meglio di Quell'altro.

Il mio paparino ha inventato la rabbia al volante. Quando uscì la nuova Ford Sierra era una cosa grandiosa. Ricordo che dal finestrino chiamò un tizio che era in strada "fottuto bastardo con la faccia da Sierra!". Questa è poesia, amico.
Io sono il figlio mezzano. Conosco un po' di persone che sono figli mezzani e sono in ottimi rapporti con loro. Hanno tipo un atteggiamento rilassato. Credo che ci sia qualcosa di particolare nell'essere quel tipo di figlio. Io ero molto solitario da bambino e quella è una cosa che mi è rimasta. Non ho affatto bisogno di un sacco di persone.

Mio fratello Paul? Penso che per lui debba essere stato strano, ma posso solo supporlo. Se la cava. Fa il DJ. Quando sono in tour o quando Liam è in tour viene con noi a suonare in ogni città e gli consentiamo di mettere il logo della band sui suoi volantini. Mi segue in tutta Europa. Una cosa, però, va detta: non ha perfezionato l'arte di prendersi un respiro tra una frase e l'altra, per cui le frasi possono andare avanti per fottute ore, sino al punto che non so neanche cosa stia dicendo, sta solo dicendo un mucchio di fottute stronzate. Paul ti dirà che canta meglio di me e di Liam. Fanne ciò che vuoi. Ma è un bravo ragazzo.

Me la rido quanto sento la gente che si lamenta della sua infanzia. Di solito sono persone della classe media. Penso: "La mia è stata peggiore". La mia infanzia l'ho trascorsa avvolto nella violenza e nell'ubriachezza e non c'erano soldi. E ciononostante non andavamo in giro a rapinare fottutamente la gente. Rubavamo delle cose, non rapinavamo la gente.

È assurdo dire che sei della classe operaia quando il tuo cortile è più grande della fottuta strada in cui sei cresciuto. Ma è una cosa che c'è sempre. Se mi sento della classe operaia? In cuor mio penso di sì.

Se fossi qui a dover fare i sacrifici a quasi cinquant'anni, penserei di essere stato ingannato dalla società. Ma essere disoccupato non mi turbava. Era così e basta. Non direi che la cultura della disoccupazione negli anni Ottanta fosse figa, ma tutti i miei amici erano disoccupati e lo erano anche tutti i padri dei miei amici. E da quella cultura della disoccupazione degli anni Ottanta venne fuori quello che fu chiamato Britpop.

È una cosa buona che non abbia avuto il telefono cellulare quando ero disoccupato a 17 anni. Adesso non sarei seduto qui, te l'assicuro, cazzo. Avrei trascorso tutta la giornata a guardare i Beatles su YouTube, a sballarmi, pensando: "Questa è la cosa più grande di tutti i tempi". Oggigiorno persino le persone che hanno il sussidio di disoccupazione hanno gli iPhone 6 e i fottuti iPad e le TV a schermo piatto e tutte quelle merdate. E queste persone in fila per la distribuzione dei viveri? Che cazzo, amico? Noi non avevamo nulla da fare, così lo abbiamo dovuto inventare.

Non potevamo permetterci un tappeto ed era imbarazzante quando portavi a casa le ragazze. "Oh, non hai il tappeto?". E ricordo di essere arrivato a Londra per la prima volta e come fosse uno status symbol per le persone non avere il tappeto sul pavimento. E sono dovuto tornare indietro per dirglielo a mia madre: "Sai che a Londra non hanno i tappeti sul pavimento? Ciò che hanno fatto è stato lucidare l'asse del pavimento".
"Davvero? Perché non hanno i tappeti?"
"Porca troia, sono cockney. Come faccio a saperlo? Fottuti pazzi". Ancora oggi mi fa ridere.

Ti dirò che forse avevo 12 o 13 anni. Mi tenevano chiuso in casa in castigo molte volte perché marinavo sempre la scuola e mi scoprivano a fumare e sniffare fottutamente colla e tutta la roba tipica degli anni Settanta e Ottanta. E c'era questa chitarra dietro la porta posteriore, nessuno sa come fosse finita lì. Ero solito suonare una corda e poi tipo tutto è partito da lì. Non fu una cosa istantanea e non sono mai stato in piedi davanti allo specchio con in mano una racchetta da tennis. Non avrei mai pensato di diventare una rock star. Era solo qualcosa da fare mentre aspettavo che questi due deficienti di genitori al piano di sotto si intenerissero e mi concedessero di uscire per prendere un po' di funghi. 
trad.: oasisnotizie

Fonte: Esquire UK. Seguiranno altri stralci tradotti della lunga intervista.


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domenica 27 ottobre 2013

Gli Oasis potrebbero tornare insieme, "hanno ancora delle faccende da sbrigare". Parola del fratello di Liam e Noel

Gli Oasis hanno ancora qualche pagina da scrivere, per cui potrebbero tornare. A dirlo è Paul Gallagher, il maggiore dei ben più noti Noel e Liam. Il 48enne ha parlato ai microfoni di un canale irlandese per un documentario che indaga le origini irlandesi di alcune delle rock star più note del mondo, compresi i fratelli Gallagher, nati a Manchester da genitori irlandesi, Peggy da Charlestown, contea di Mayo, e Thomas da Duleek, contea di Meath.

"Penso che abbiano delle faccende da sbrigare", ha detto Paul. "Liam avrebbe sempre continuato a fare la sua cosa. Credo che a Noel spiaccia essersene andato nel modo in cui se ne è andato. Ho una buffa sensazione, che in futuro potrebbe accadere qualcosa, tra due anni, forse tre. Non ci vuole altro che uno dica all'altro 'Guarda, mi spiace, ti voglio bene'. Non ci vuole altro che una cosa così. Non è difficile, anzi è facile".

"Mia madre ritiene che la musica derivi da nostra nonna", ha rivelato Paul. "A quanto pare era una fantastica fischettatrice e nostro padre suonava al fisarmonica e la chitarra. Nella nostra famiglia la musica c'è sempre stata". 

Sulla difficile infanzia a Manchester ha raccontato: "Sapevamo che eravamo diversi quando tornavamo a scuola e tutti gli altri bambini avevano i maglioni intatti comprati dai negozi, mentre noi quelli tessuti a maglia".




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venerdì 8 febbraio 2013

Voci di dissapori tra Liam Gallagher e il fratello Paul. Di mezzo c'è il bassista dei Beady Eye, che rinuncia al tour

Stando a quanto riporta il tabloid inglese Mirror, Liam e Noel avrebbero rifiutato la proposta di un incontro di riappacificazione avanzata dalla madre Peggy, che il 30 gennaio ha compiuto 70 anni. 

Secondo quanto riferisce la solita "fonte" citata - che, come da tradizione per i tabloid, rimane rigorosamente anonima - Liam avrebbe detto alla madre di essere disposto a regalarle qualsiasi cosa, ma Peggy avrebbe risposto: "Desidero solo vedere te e Noel nella stessa stanza". 

Il fratello maggiore Paul (che a novembre è tornato in Italia con il suo DJ set con tre date a Bologna, Lecce e Ancona)  sarebbe stato l'unico dei tre a presentarsi in Irlanda per fare gli auguri alla madre mercoledì 30 gennaio. 

Il tabloid parla anche di dissapori tra Paul e Liam, che avrebbe accusato il fratello di invogliare il bassista dei Beady Eye, Jeff Wootton, a lasciare la band. In realtà il bassista, che in passato ha lavorato con i Gorillaz di Damon Albarn e che dei Beady Eye è membro non ufficiale, aveva fatto sapere tramite Twitter che, malgrado abbia partecipato alle sessioni di registrazione del secondo disco della band di Liam, Gem, Andy e Chris, non partirà in tour con loro perché impegnato ad ultimare il suo progetto musicale, che dovrebbe culminare con la pubblicazione di un disco nei prossimi mesi. Secondo il tabloid sarebbe stata l'intenzione - tutta da verificare - di Jeff di unirsi ai Blur o ai Gorillaz di Damon Albarn ad infastidire Liam.

I Beady Eye potrebbero rivelare entro pochi giorni il nome del sostituto.

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sabato 29 dicembre 2012

Noel Gallagher: "Il mio Natale più bello? L'ultimo senza figli, sei anni fa. E fu allora che io e Sara concepimmo mio figlio ... Il City rincorre lo United? Solo se il distacco sale a 9 o 10 punti si farà dura"

Giovedì 27 dicembre Noel Gallagher è intervenuto nuovamente a Talksport. Il musicista, che ha detto che passerà la notte di Capodanno a una festa nel castello di Edimburgo, in Scozia, ha parlato del suo Natale e del Manchester Ciy, che ha chiuso il suo 2012 con una sconfitta fuori casa.  

AUDIO ALLA FINE DEL POST

SUL NATALE

"È il secondo miglior Natale che abbia mai trascorso. Qual era il primo? Quando io e mia moglie non avevamo figli, l'ultimo che abbiamo trascorso senza figli, è stato semplicemente straordinario. È stato bello perché il nostro primo figlio (Donovan, ndr) fu concepito quel giorno ... ecco quanto fu bello! Sto rivelando troppe informazioni? Ve ne posso dare di più se volete ... Sei anni dopo ... è buono".

"Cosa ho ricevuto per Natale? Un uomo che ha già tutto cosa riceve? Niente!".

"I miei figli non sono interessati a farmi dei regali, mia moglie mi voleva regalare una specifica fotografia-ritratto di David Bowie e deve ancora trovarla. Poi ho ricevuto calzini da mia madre e due libri sul City, un libro su David Bowie e basta in verità".

"Se leggo molto? Leggo quando posso. Non leggo romanzi perché li trovo ridicoli, ma libri sui fatti: sul calcio, sulle rock star ...".

"Non mi piace il tacchino, preferisco il pollo. Il tacchino è orribile, non ha un bell'aspetto. Se a Natale cucino? No, faccio lavori di costruzione e lavori manuali: apro le cose, vedo se funzionano ...".

"Se in casa a Natale ho avuto gente che avrei preferito non ci fosse? I miei figli, mia madre, mio fratello maggiore (Paul, ndr) che non volevo da me, anche mia moglie ... Tutti!", ha scherzato Noel.

SUL MANCHESTER CITY

Il giorno di Santo Stefano il City ha perso per 1-0 in casa del Sunderland, scivolando a -7 dallo United capolista.

"Quest'anno è finito com'era cominciato. Cominciò con una sconfitta in casa del Tottenham per 1-0 e si chiude con una sconfitta", è il commento di Noel. 

"Se sono preoccupato per la corsa per il titolo? Credo che siano poche le squadre che hanno avuto successo rinunciando a giocare contro di noi, cioè standosene lì ferme ad aspettarci durante la gara. Quando giochiamo con le grandi squadre, quelle che contro di noi giocano a viso aperto, credo che andiamo bene. Contro Newcastle, Chelsea e United abbiamo fatto un'ottima impressione. Con le squadre piccole sembra che non abbiamo un piano B. Dovremmo far circolare la palla, non fare passaggi o tocchi in più come fa l'Arsenal".

"Se il vantaggio dello United dovesse salire in doppia cifra allora mi preoccuperei, ma così no. L'anno scorso eravamo 8 punti sotto e poi abbiamo comunque vinto il campionato. Se si va sui 9 o i 10 punti di vantaggio sarà difficile". 

"Bisogna dare atto a Ferguson di una cosa: ha identificato qual era il problema e ha preso Van Persie. L'anno scorso, dopo l'ultima giornata, disse che non avrebbe mai più perso il titolo per differenza reti. Hanno fatto quello che dovevano fare sul mercato per fare più gol, ma necessitano di un paio di centrocampisti e di difensori centrali. Contro lo Swansea vedevi Rooney in forma orribile e pensavi che senza Van Persie lo United farebbe tanta fatica, penso che se ne accorgano tutti".

Sul mercato del City: "Credo che nessuno dei rinforzi che abbiamo preso noi quest'estate, Scott Sinclair e Garcia compresi, avrebbero giocato nella nostra squadra dell'anno scorso. Senza De Jong senza dubbio siamo più deoli di quattro mesi fa, Alan Johnson non ci ha mai dato molto e Balotelli fa di nuovo il gangster".

Sul Chelsea: "Dobbiamo guardarci le spalle, dobbiamo ancora giocare contro di loro. Non credo possa vincere il titolo, ma non si può dire mai nulla, neanche a quattro giornate dal termine. Lo United è più forte".

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lunedì 11 ottobre 2010

Serata Pretty Green con Liam a Londra il 26 novembre

Liam Gallagher farà gli onori di casa al Relentless Garage di Londra, dove il 26 novembre si svolgerà un evento organizzato dalla sua linea di abbigliamento Pretty Green. Insieme a lui Andy Bell, nelle vesti di DJ, e gli Exit Calm, band che si esibirà dal vivo. Saranno presenti anche Paul Gallagher, fratello di Liam e Noel, Eddie Piller e Jamie Skillz.

I biglietti per la serata sono disponibili da oggi per i clienti Pretty Green e per tutti da mercoledì 13 ottobre al prezzo di 12,5 sterline oltre al costo della prenotazione. Sono acquistabili qui. oasisnotizie


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martedì 1 giugno 2010

Una pubblicità particolare per la PG

La pubblicità, si sa, è l'anima del commercio. In questa foto scattata l'altro giorno sul Lago di Como la pancia "da gravidanza" di Paul Gallagher - ironizza il Sun - funge da enorme cartellone pubblicitario per la linea di abbigliamento del più celebre fratello, il cui logo è disegnato sulla maglietta. Quale miglior modo di pubblicizzare la Pretty Green?

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giovedì 14 gennaio 2010

Esclusivo - Intervista tradotta a Paul Gallagher

Un'intervista ricca e divertente quella concessa a dicembre da Paul Gallagher, fratello maggiore di Noel e Liam, che ha parlato di presente, passato e futuro dei brothers con Paul Dykes di Crash Bang Pow. Sotto potete leggere la traduzione in esclusiva online. Clicca sull'immagine per ingrandire

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