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domenica 24 aprile 2016

La storia di Some Might Say, il primo singolo degli Oasis salito in vetta alla UK Singles Chart





N° 11

OASIS - SOME MIGHT SAY

Some Might Say uscì il 24 aprile 1995. Fu il primo singolo estratto da (What's the Story) Morning Glory?. È nella Top 100 dei singoli alla numero 1 in UK stilata da NME, che ne ha narrato la storia nel numero uscito il 29 ottobre 2012. 

Il capo della Creation Records Alan McGee voleva inizialmente includere il lato b Acquiesce in (What's the Story) Morning Glory? e pubblicarlo come primo singolo dell'album al posto di Some Might Say. Noel Gallagher si oppose all'idea, sostenendo che non era disposto a scrivere un altro lato b.

Alan McGee raccontò alla rivista Uncut nel 1998 che fu proprio Some Might Say ad arroventare il clima tra Oasis e Blur e anticipare la cosiddetta Battaglia del Britpop, che ebbe il suo culmine con la pubblicazione in contemporanea di Roll With it e Country House, il 14 agosto 1995.

"Ero amico di Damon Albarn da un po’ di tempo, così lo invitai al party organizzato dopo che Some Might Say era giunta alla numero uno. Liam, essendo Liam, trascorse la serata a prendere in giro Damon senza sosta. Gli faceva: 'Nah, nah, nah, nah, nah, nah. Noi siamo primi e voi no!'. Era veramente infantile e lo faceva apposta e la cosa diede davvero fastidio a Damon. Liam aveva appena 20 anni. E quando hai 20 anni dici cose stupide. È quasi il tuo mestiere quello di dire cazzate totali. Comunque Damon lasciò il party pensando: 'Fanculo Liam, ti darò una lezione!'. Ecco perché i Blur spostarono la data di pubblicazione del singolo Country House. Per andare contro di noi con Roll with It. La cosa migliore per gli Oasis fu che i Blur si misero contro di loro e continuarono a mettersi contro di loro".

È l'ultimo pezzo degli Oasis in cui alla batteria figura Tony McCarroll, che fu licenziato durante le registrazioni di Morning Glory. Ogni altra parte di batteria dell'album fu registrata da Alan White.

Vediamo cosa hanno detto il grafico Brian Cannon e Michael Spencer Jones, fotografo della band, a proposito della copertina del singolo.

Cannon: "È l'artwork degli Oasis di cui vado più fiero. Noel disse che voleva che nell'immagine fosse rappresentato tutto il testo. Era difficile questa. Ideammo il concept di una stazione ferroviaria in disuso perché il testo fa "Sono stato in piedi alla stazione / Con il bisogno di istruzione / Sotto la pioggia". Guidammo sino al Derbyshire e quella che trovammo, vicino Matlock, era un capolavoro. Non ho mai usato attori. Usavo amici, mia madre e mio padre e amici del bar del posto. E su questa copertina ci sono mia madre e mio padre. È una gran bella interpretazione del testo. A quel punto gli Oasis non erano superfamosi, quindi non avevamo la possibilità di rifare il servizio fotografico. Eravamo come la SAS: ognuno conosceva la sua posizione e sapeva esattamente cosa stesse facendo".

Spencer Jones: "Questo scatto è sostanzialmente una rappresentazione visiva del testo. Noel voleva che tutto il set fotografico fosse ambientato in una stazione ferroviaria funzionante, ma io pensai che sarebbe stato uno scatto più interessante e surreale se la stazione fosse stata in disuso, con un set di personaggi che aspettavano un treno che non sarebbe mai arrivato. La piattaforma poteva fare da palco. Avrò trascorso due settimane a riprovare lo scatto in giro per l’Inghilterra. Alla fine un vicino di casa mi propose di farlo alla stazione di Comford, vicino Matlock, nel Derbyshire. Andai a vedere ed era il posto ideale. Feci gli scatti in bianco e nero e trascorsi più o meno una settimana a dipingere a mano".

Il barbone in copertina è in realtà proprio Liam.

Some Might Say fu il primo singolo degli Oasis ad arrivare al primo posto della UK Singles Chart e a inaugurare una striscia di 10 anni di singoli di lancio degli album degli Oasis andati al primo posto delle chart. La striscia si interruppe nel 2008, quando The Shock Of The Lightning raggiunse solo il terzo posto.

Fu la prima canzone che Noel Gallagher scrisse dopo essersi trasferito da Manchester a Londra, nel giugno 1994. Il primo demo del brano fu registrato durante le cosiddette sessioni Whatever ai Maison Rouge Studios di Chelsea, Londra, nell’estate del 1994. Nel 2010 alla rivista Q Owen Morris, produttore degli Oasis, disse che "suonava lenta, pesante e oscura, veramente figa nel suo stile Rolling Stones". Quindi si tratta di una traccia che con il suo sound rappresenta molto bene la transizione da Definitely Maybe a (What’s The Story) Morning Glory?.

La parte vocale di Liam fu registrata in due prove e fu considerata così buona che la band mantenne comunque il primo ritornello della traccia di sottofondo, accelerato non intenzionalmente, nel caso Liam non riuscisse a replicarla in quel modo.

Ecco cosa ebbe a dire Noel Gallagher a proposito di Some Might Say.

"Fu la prima canzone che scrissi quando mi trasferii a Londra e trovai l'ispirazione quando sentivo i Faces. Alan McGee non pensava che avesse il sound di una numero uno. È un uomo fantastico, ma non ha idea di come scegliere i singoli. Appena scrissi Some Might Say ero sicuro che sarebbe stata una numero uno e avevo ragione. Non ne ho mai avuto il benché minimo dubbio. Era il gin and tonic che tirava fuori il meglio di me. Nel testo della canzone ci sono molti riferimenti a cose, anche se non ho la minima idea di cosa significhino. Mi chiedi se è voluto l'effetto per cui se capovolgi la copertina il pesce nella carretta sembra una striscia di cocaina? Penso tu abbia letto troppe teorie di cospirazione".

Il produttore Owen Morris: "È una delle mie canzoni preferite di Noel e mi piace il caos della registrazione. Superò tutto. La versione per il singolo fu sottoposta a mastering ad Abbey Road e suonava orrenda. La mia versione sottoposta a mastering per l'album Morning Glory è buona". - oasisnotizie

(dalla Top 100 dei singoli alla numero uno in UK, NME, 29 dicembre 2012 e da Oasis - The story of Some Might Say)




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lunedì 7 aprile 2014

Foto: Noel Gallagher in studio sta registrando il suo nuovo album solista

In queste due foto scattate a marzo da Brian Cannon e pubblicate oggi su Facebook, Noel Gallagher in studio durante le registrazioni del suo secondo album solista, la cui uscita è prevista per la fine di quest'anno o l'inzio dell'anno prossimo.

Vedi anche: "Il nuovo album Noel Gallagher è esplosivo, mi ricorda Definitely Maybe''. Parola di produttore




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venerdì 18 febbraio 2011

Intervista a Brian Cannon sui 20 anni della Microdot

Brian Cannon è Brian Cannon. Graphic designer, art director, fotografo, band manager e regista di video musicali, è una delle figure più rispettate nel mondo della musica britannica e non solo. Sono sue, infatti, le copertine più famose dei dischi e dei singoli di Oasis, The Verve, Cast e Suede. Uno stile innovativo ed efficace, che gli è valso un posto nel cuore di molti fan e numerosi riconoscimenti. Basti pensare che due sue creazioni sono nella lista delle 100 migliori copertine di dischi di tutti i tempi stilata dalla rivista inglese Q nel 2001.

Ad ottobre il nostro blog ha avuto l'onore di collaborare alla traduzione in italiano della brochure natalizia in cui la sua compagnia, la Microdot, ha raccolto e messo in vendita rarità e chicche su alcune delle maggiori band del Regno Unito ed è sempre un piacere dare notizia di sue interviste a madferit e non.

La Microdot ha da poco festeggiato i 20 anni di carriera e M Is For Music ne ha parlato con Brian. Il nostro blog ne approfitta per fare i migliori auguri a Brian e alla sua compagnia.

Clicca qui per altri post su Brian Cannon

Ciao Brian, grazie per averci concesso il tuo tempo per questa chiacchierata con M Is For Music. Come stai?

Benone, grazie. È bello tornare a lavorare con l'anno nuovo. Mi godo sempre questo periodo dell'anno, è particolarmente eccitante: un sacco di progetti interessanti in cantiere.

La Microdot ha già compiuto vent'anni. Come pensi di essere riuscito a rimanere nel business ed avere ancora successo dopo tanti anni?

Per me si tratta di passione e attenzione al dettaglio. Amo quello che faccio, sono ispirato continuamente dai clienti con cui lavoro. Non ci sono due giorni uguali, il lavoro mi emoziona ancora e credo che mi faccia andare avanti una combinazione di tutti questi elementi.

Ti sei laureato in graphic design, quindi presumo che sia stata qualcosa verso la quale hai sempre mostrato interesse. E come sei passato anche alla fotografia?

Mi ero ripromesso di progettare copertine di dischi già quando ero piccolo, sicuramente quando andavo a scuola. Ero proprio preso dalla scena Punk nella prima adolescenza, ma non avevo la pazienza per imparare a suonare la chitarra. Ero, però, bravo in arte, quindi pensai di farmi coinvolgere in questo modo. La fotografia è stata un approdo naturale, visto che amo le opere a base di immagini.

Ovviamente sei noto perlopiù per i lavori con gli Oasis nei primi anni Novanta. Come hai incontrato Noel Gallagher e cosa ti ha fatto scegliere di lavorare con lui e con gli Oasis?

Incontrai Noel nel 1992. Avevo un piccolo studio nello stesso palazzo in cui gli Inspiral Carpets avevano il loro quartier generale. Noel era loro roadie. Mi è piaciuto subito e andammo subito d'accordo e quando ho sentito per la prima volta gli Oasis, forse sei mesi dopo, è stata una scelta facile quella di lavorare con loro: erano eccezionali già da allora.

E che ci racconti sui Verve? “A Storm In Heaven” è stato sempre considerato una delle migliori copertine della sua epoca. Puoi raccontarci un po' dell'idea della copertina e com'era lavorare con Richard Ashcroft?

Il concept attraversa tutti i quattro lati del pieghevole del vinile (4 immagini nel libretto del CD) e rappresenta il viaggio della vita. In copertina la Nascita, la prima parte del tetrattico che segue il viaggio della vita. Scattata a Thor’s Cave, nello Staffordshire. La scritta Verve fu fatta da un costruttore del Lancashire prima di essere rivestita da un tessuto ignifugo bagnato con paraffina e rimesso al fuoco.

Immagine interna 1, Giovinezza. Scattata a Billinge, Wigan. La macchina in fiamme fu acquistata da uno sfasciacarrozze del posto alcuni metri prima di essere guidata e condotta presso il luogo degli scatti. Ogni fotogramma aveva una durata di tempo di non oltre 15 secondi, perché il calore proveniente dalla macchina era divenuto troppo intenso e la band aveva dovuto spostarsi.
Immagine interna 2, Mezza età. Scattata in una cantina di un amico a Wigan. L'uomo di mezza età che ha perso la sua strada nella vita e diventa disilluso è seduto e fissa una ripresa video di se stesso. Modello: Barry Frodsham, riposi in pace.
Quarta di copertina. Vecchiaia / Morte. Scattata nel cimitero di Birkdale, nel Merseyside. Nota sullo sfondo la grande mano di polistirene, cui si aggiungono i complimenti per lo scatto che sono ritratti in primo piano. Modello: George Wilson, riposi in pace.
Richard era un tipo fantastico, bellissimo lavorare con lui. Aveva idee forti, ma al contempo lasciava libera la mia creatività.

Ci sono artisti con cui ti piacerebbe lavorare?

Mi piacerebbe lavorare con gli Arctic Monkeys.

Hai lavorato con i Cast in passato. Se avessi notizia che stanno lavoranto ad un nuovo album saresti interessato a lavorare di nuovo con loro?

Certo che lo sarei: i Cast sono grandi tipi, me la sono spassata alla grande a lavorare con loro.

Hai una copertina di album/singolo preferita tra quelle a cui hai lavorato?

La mia copertina di album preferita è “A Storm In Heaven” dei Verve, mentre per i singoli la mia preferita è quella di “Some Might Say” degli Oasis.

E le copertine di dischi fatte da altri? Hai qualche copertina preferita?

“Ummagumma” dei Pink Floyd e “Never Mind The B*llocks” dei Sex Pistols.

Pensi che la rivoluzione digitale abbia avuto qualche effetto sulla Microdot e sulle copertine degli album in generale?

In quei giorni andati eravamo famosi per il fatto di non usare mai la digitalizzazione. Facevamo tutti gli scatti materialmente, mentre al giorno d'oggi usiamo inevitabilmente metodi più digitalizzati. Non è un surrogato della creatività, però. Ti consente solo di rendere le cose più veloci.

Hai lavorato anche per campagne pubblicitarie di Converse e Levi. Qual è la differenza rispetto al settore delle copertine dei dischi?

Quando lavori per un'azienda tendono a esserci più persone coinvolte nel processo di approvazione, il che talvolta tiene a freno la creatività. Quando lavoravo con gli Oasis se Noel approvava allora era fatta, quando lavori per un'azienda che ha un dipartimento marketing, che a sua volta deve rispondere a qualcuno che a sua volta ... le cose si fanno un tantino stancanti.

Per band/artisti/organizzazioni interessati ai tuoi servizi qual è il luogo migliore per contattarti?

Chiunque sia interessato a beneficiare dell'esperienza creativa della Microdot può contattarmi al mio indirizzo email temporaneo bjcannon66@hotmail.com.

Cosa riserverà il futuro alla Microdot?

Si spera più cose di questo stesso tipo: creare immagini grandiose per grandi band o brand e contemporaneamente divertirsi.

Per concludere: se M non stesse per Musica per cosa starebbe?

Per Microdot…. ovviamente!

tradotto da frjd

Da Brian Cannon Interview, 11 gennaio 2011
Per info: www.microdotcreative.co.uk.

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lunedì 25 ottobre 2010

Richiedi gratis la brochure Microdot Memorabilia

Mandando una email a brian@microdotcreative.co.uk è possibile richiedere una copia in formato PDF della nuova brochure promozionale Microdot Memorabilia (copertina qui sopra), che illustra numerosi gadget e rarità su Oasis e Verve acquistabili solo tramite questo canale. Questo blog ha l'onore di collaborare alla traduzione della brochure, che è disponibile da oggi.

The new Microdot Memorabilia brochure containing loads of Oasis and Verve rarities will be sent out today (see pic of cover below). To receive a PDF copy please send your email address to brian@microdotcreative.co.uk. We would also like to announce the newly appointed official Microdot translators are Arturo (Spanish) and Federico (Italian) welcome aboard chaps!

Brian Cannon - Microdot Creative

Amico di lunga data dei fratelli Gallagher, Brian Cannon è il grafico storico degli Oasis, colui che ha curato le copertine degli album e dei singoli di maggiore successo della band di Manchester. La Microdot Creative è attiva dal 1989.

Vedi anche:
Brian Cannon: "Così ho conosciuto Noel"
I ricordi di Brian Cannon in occasione dei ventun anni della Microdot

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martedì 5 ottobre 2010

Il grafico degli Oasis Brian Cannon: "Così ho conosciuto Noel Gallagher"

Dopo l'intervista concessa al sito Zani - clicca qui - Brian Cannon, ex grafico degli Oasis, è tornato a parlare della sua esperienza con la band di Manchester. Ecco la tradizione di quello che ha detto a SCYHO su Noel.

Come/quando hai incontrato Noel e qual è stata la prima impressione che ti sei fatto su di lui?
Ho incontrato Noel per la prima volta nel 1992/3. Avevo un piccolo ufficio nello stesso palazzo di Manchester dove c'erano gli Inspiral Carpets, per i quali Noel lavorava come roadie. Noel ed io ci vedevamo in giro per il palazzo, ma eravamo un po' troppo freddi per parlarci. Fu così fino a quando, un giorno, entrai in ascensore con addosso un paio di scarpe da ginnastica all'epoca introvabili in Inghilterra, le Adidas Indoor Super, che avevo comprato a Roma, dove avevo portato mia mamma per il suo 60esimo compleanno. La prima cosa che mi disse Noel Gallagher fu: 'Bene. Mi arrendo, dove ca**o hai preso quelle scarpe da ginnastica?!'. Iniziammo a parlare e mi chiese cosa facessi. Gli dissi che facevo copertine di album, lui mi domandò cosa avevo fatto e gli raccontai delle prime cose dei Verve. Rimase colpito perché gli piacevano i Verve e i loro artwork. Mentre stava uscendo dall'ascensore mi disse: 'Sono in una band e quando otteniamo un contratto voglio che l'artwork lo faccia tu'. Andò letteralmente così, mi trovai al posto giusto nel momento giusto!

Cosa ti ha spinto a lavorare con lui?
Pensavo che fosse non solo cool, ma una persona veramente scherzosa e molto simpatica. Oh .... e la sua band era eccezionale!

Che procedimento adottavate tu e Noel per creare l'artwork? Vedevi Noel più sicuro man mano che tu lavoravi con lui o era sempre sicuro di sé?
Mi diceva le sue idee. Io sentivo la musica, studiavo il testo. Non so davvero cosa succedesse. Lo facevo. Devi capire che non facevo solo l'artwork per gli Oasis, ero anche un GRANDISSIMO fan. Noel era sempre sicuro di tutto, per lo meno su ogni cosa che riguardava gli Oasis.

Noel aveva sempre l'ultima parola sull'artwork da usare?

Certamente. Nella cerchia ristretta era noto come ‘The Chief’ (Il Capo).

(...)

Secondo te quali sono le tre copertine più belle di album/singoli alle quali hai lavorato??

Posso dirne quattro? A Storm in Heaven dei Verve, Some Might Say degli Oasis, Definitely Maybe degli Oasis e This is Music dei Verve. oasisnotizie

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domenica 3 ottobre 2010

I ricordi di Brian Cannon, ex grafico degli Oasis

Intervista a Brian Cannon tratta dal sito Zani. L'ex grafico degli Oasis racconta i momenti più belli trascorsi con la band. Traduzione by oasisnotizie.


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