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sabato 28 maggio 2022

Noel Gallagher rivela: "Nel mio prossimo disco canto come David Bowie"

Noel Gallagher, alle prese, insieme agli High Flying Birds, con il seguito dell'album Who Built the Mmoon? del 2017 e dei tre EP pubblicati due anni dopo, avrebbe rivelato alcuni dettagli delle canzoni di prossima pubblicazione. 

Stando a quanto riporta il tabloid Daily Star, le cui parole vanno sempre prese con le pinze, l'ex chitarrista degli Oasis avrebbe detto che Pretty Boy, brano incluso nel prossimo disco dell'ex Oasis, avrebbe "un sound alla David Bowie". 

"Stavo lì fino a tarda notte a registrare la voce", avrebbe dichiarato Noel, "e pensavo: 'Se questa canzone suona come David Bowie, allora la canterò come David Bowie fino a quando non l'avrò scritta del tutto' ...". 

A gennaio Noel aveva fatto sapere che poco prima di Natale aveva finito di abbozzare i nuovi brani, per poi aggiungere: "L'intero album ha atmosfera. Ci sono dieci canzoni e sei di esse hanno una sezione di archi. Quando stavo scrivendo queste nuove canzoni mi ero immaginato archi e cori".

Source: Radio X 



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domenica 18 febbraio 2018

Liam Gallagher: "Sette canzoni che amo: di Stone Roses, Bowie, Lennon, T.Rex, Kinks, Elvis, Yeah Yeah Yeahs"

Mercoledì 14 febbraio Liam Gallagher è tornato a parlare con Jo Whiley per BBC Radio 2. Abbiamo tradotto integralmente la chiacchierata (audio alla fine del post). Vi stiamo proponendo in vari post la trascrizione in italiano delle sue parole.

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PARTE 2

Liam sceglie per BBC Radio 2 sette canzoni che apprezza particolarmente.

I am the Resurrection - Stone Roses

"Gli Stone Roses per me sono la band più importante, capisci? Credo che i Beatles siano i migliori, ma penso che per me gli Stone Roses siano stati quelli che mi hanno fatto entrare in una band e I am the Resurrection è LA canzone, penso. La metto su prima di salire sul palco? Sì, tutti la amano, capisci? Ti fa entrare nel clima, è un buon usher, una buona introduzione. È un fluffer, un riscaldatore!".

Starman - David Bowie

"Poi scelgo Starman di Bowie. Non so perché mi piace. È fantastica, ti porta da qualche parte visivamente. E sono quelle le canzoni migliori, quelle che ti portano in un posto. Mi piace un po' l'uomo delle stelle e mi piace guardare un po' le stelle. E pensare a cosa c'è là fuori. Anche se non c'è nulla: sta a te inventare qualcosa in testa tua".

"Sì, l'eredità di Bowie è enorme. Canzone fantastica. E anche Mick Ronson, fantastico. Il mio primo ricordo di Bowie è legato a quando vidi quel simbolo che la gente dipingeva con le bombolette spry anni fa. Lo vedevo salla stazione ferroviaria e mi domandavo cosa fosse. È un gran tipo, amico. Da ragazzo mi spaventava sempre un po', ma quando mi sono appassionato alla musica l'ho capito".

Maps - Yeah Yeah Yeah's (YouTube link)

"Dico Maps degli Yeah Yeah Yeahs. Quella ragazza mi spaventa, ma in modo buono: è un'eccezionale performer e front woman. E per essere una band di tre componenti fanno molto rumore e quella canzone mi piace".

Children of the Revolution - T.Rex

"Scelgo Children of the Revolution di T.Rex. Mi piace il titolo e penso che Marc Bolan sia un gran tipo. Bambini della rivoluzione. Perfetto!"

See My Friends - The Kinks

"I Kinks sono una band eccezionale. Due fratelli che non vanno d'accordo, quindi questo ha molto molto senso nella mia testa. See My Friends è una grande canzone, piuttosto beatlesiana, penso. Mi piace come si dipana".

Imagine- John Lennon

"Lennon per me è il più grande. So che era semplicemente un tizio di Liverpool come tanti e tutte le scemenze che si dicono, ma penso che loro quattro fossero davvero speciali e abbiano fatto un ottimo lavoro per il mondo della musica e il mondo in generale".

"Cosa amo di lui? Non lo so. Ovviamente la voce. Anche la sua voce quando parla è grandiosa. Quando canta la sua voce ha un lato rock 'n' roll che è grandioso, un lato delicato che è bellissimo. Le sue parole, la sua onestà, la sua franchezza. Non lo so, ma ogni volta che lo sento ... è divino, amica".


Hound Dog - Elvis Preasley

"Penso che questa sia la parte vocale più punk rock della sua epoca. Per me questa parte vocale è l'inizio del punk. Ovviamente non è l'inizio vero e proprio, ma è vero punk rock, amica".




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giovedì 23 febbraio 2017

Video: Noel Gallagher consegna al figlio di David Bowie il Brit Award 2017

Si è svolta ieri sera la cerimonia di consegna dei Brit Awards 2017. In questa 37° edizione sono stati omaggiati David Bowie (Blackstar è stato premiato come Album dell’anno e l'artista, scomparso nel 2016, è stato eletto Miglior artista solista maschile britannico) e George Michael. Particolarmente toccante è stata la consegna del premio per l’album di Bowie, consegnato da Noel Gallagher alle mani del figlio di Bowie, Duncan Jones. VIDEO QUI SOTTO.


"Anch'io ti amo", ha detto Noel rivolto ad una fan urlante, prima di annunciare "il re David Bowie" come vincitore.


Toccante il discorso di Duncan. "Ho perso mio padre l'anno scorso, ma anche io sono diventato papà. Ho trascorso molto tempo, dopo aver superato lo shock, a cercare di capire cosa volessi che mio figlio sapesse di suo nonno. Era quella cosa che la maggior parte dei suoi fan hanno ricevuto da lui negli ultimi 50 anni. Lui c'è sempre stato a sostenere le persone che pensavano di essere un po' bizzarre o un po' strane. È sempre stato lì per loro e questo premio è per tutti i folli (letteralmente "kooks", dal titolo del brano di Bowie, scritto quando Duncan era bambino, ndr) e per tutti quelli che fanno i folli".

PHOTOGALLERY QUI


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lunedì 12 dicembre 2016

Noel Gallagher: "I miei ricordi di Bowie e Prince. Il 2016? Anno pazzo. Definitely Maybe? Più Slade che Beatles"

Ecco un'altra parte della chiacchierata di sabato di Noel Gallagher con Steve Lamacq su BBC Radio 6 Music. L'audio è alla fine del post.

Noel parla di David Bowie, di Prince e alla fine fa un commento sull'album d'esordio degli Oasis.

"Penso che questo 2016 sarà ricordato. È stato l'anno più pazzo che io ricordi per la politica, per la gente che è morta, gli eventi mondiali", ha osservato Noel.

"David Bowie e Prince morti nello stesso anno è sconvolgente. Se pensi che è stato via per così tanto tempo e poi è tornato ... Sì, è stato un vero shock. In un certo senso penso che non sia mai morto, capisci? Perché la sua musica era una parte molto importante della vita delle persone".

"La prima cosa di Bowie che sentii fu una trasmissione di nome Five-minute Profile, penso su Channel 4. Era il 1983, credo, ero disoccupato, avevo appena finito la scuola a Manchester. Ricordo distintamente che ci fu una puntata dedicata ai Fleetwood Mac. Ascoltai il loro brano Oh Well per la prima volta e mi appassionai a Peter Green e ai Fleetwood Mac. Poi la puntata su David Bowie. Heroes fu il pezzo che mi colpì. Anche se avevo già sentito David Bowie a Top of the Pops e tutto il resto, ricordo quando vidi il video di Heroes. C'era questo rapido focus di cinque minuti sulla vita musicale di una persona e questa cosa di Heroes mi ha sbalordito. Non ricordo quale fosse il suo best of all'epoca, se Changesone o Changestwo, ma ne divenni rapidamente ossessionato".

"Quando facevo il roadie per gli Inspiral Carpets e quando ero agli inizi con gli Oasis, di cui ero il compositore, avevo una cassetta che portavo dappertutto. Aveva, nell'ordine, due canzoni di David Bowie, due canzoni di T.Rex e due canzoni degli Slade, per un totale di un'ora e mezza. Ero solito annoiare a morte gli Inspiral. Forse sono l'unica persona al mondo che ha notato che si tratta dello stesso arrangiamento e degli stessi accordi di It's Only Rock 'n' Roll dei Rolling Stones. E per questo mi sono sempre dato una pacca 'musicale' sulle spalle".

"Quel suo album, Heathen, non so neanche se quando uscì io lo comprai, visto che ho iniziato ad ascoltarlo solo di recente, ma quel pezzo è incredibile. E penso che il penultimo disco che ha fatto, The Next Day, sia un capolavoro. Ricordo che quando uscì lo ascoltai con le cuffie a letto e pensai: 'Non può essere così bello'. L'ho sentito tre o quattro volte di fila e ho chiamato un po' di persone per dire loro: 'Hai sentito il disco di Bowie? Sono io o è straordinario?'. Certe canzoni di quel disco sono tra la roba migliore che abbia fatto, penso".

"Quando ho saputo della morte di Prince stavo per salire sul palco, ero seduto alla mensa dell'Hydro, a Glasgow, e mangiavo fagioli e pane tostato. Ero lì e la BBC ha mostrato una foto di Prince, così ho pensato: 'Che cosa combina? Oh, è morto?'. Non potevo crederci.  La gente mi chiamava e mi diceva: 'Devi fare qualcosa, devi salire sul palco tra un'ora e mezza', quindi dovevamo rendergli un po' omaggio".

"È stato un anno strano. Sono morti anche Lemmy, mio vecchio amico, e Craig Gill degli Inspiral Carpets. Brutta annata per chi ha raggiunto la fine".

"Se ascolti il sound di Definitely Maybe è un po' Slade. Ho sempre pensato che si richiamasse più agli Slade che ai Beatles".

Fine parte 3 - (continua, stay tuned)

Noel Gallagher: "Ecco le cinque canzoni di Bowie che preferisco"


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lunedì 25 aprile 2016

Noel Gallagher: "I Led Zeppelin? Ladri di canzoni anche loro, vadano a fanculo! I giovani musicisti di oggi? Tutti posa e apparenza"

Intervistato al telefono in Belgio da Humo, Noel Gallagher parla del suo odio per i videoclip e per il playback, delle condizioni del suo udito, dei Led Zeppelin ("possono andare a farsi fottere") e della sua fama di "ladro di canzoni", della sua amicizia con gli U2, di My Generation degli Who, di chi dovrebbe interpretare il suo ruolo in un film sugli Oasis, del suo incontro con il sovrano di Tonga, del suo rifiuto a partecipare alla serata tributo a David Bowie, dei suoi film preferiti, dei giovani musicisti di oggi e della loro ossessione per l'apparenza, delle intercettazioni dell'ormai defunto giornale News of the World e del Brexit. Traduz. di oasisnotizie

Dimmi qualcosa che può sapere solo il vero Noel Gallagher.

Il numero di scarpe di mia moglie è 37 e mezzo. Ora dimmi tu qualcosa che non so.

Il Manchester City è sopravvalutato.

Ciao (finge di riattaccare, ndr).

A proposito, l’anno scorso sei stato ospite del Graham Norton Show con David Beckham e gli hai proposto di figurare uno dei tuoi videoclip musicali.

Lo ha detto perché eravamo in televisione, ma scommetto che quando arriverà il momento troverà scuse per non farlo. Io ho qualcuno che ha l’autorità di rifiutare queste richieste, David per questo impiega un gruppo di persone.

Domanda seria. Quando è stata l’ultima volta che ti sei fatto un controllo all’udito? Con gli Oasis suonavi sempre a volume molto alto.

Quasi due anni fa ebbi una brutta notizia che ancora rimuovo. Mi sottoposi ad un controllo completo per l’assicurazione. E la notizia peggiore non fu né la schiena incrinata né il ginocchio rotto, ma il mio udito. Specialmente l’orecchio sinistro, che a quanto pare è in brutte condizioni. Suonare la chitarra a volume fottutamente alto per 25 anni ti rende sordo. A quanto pare a breve dovrei iniziare ad indossare gli in-ear monitor. Sono vecchio e sembro Phil Collins. No, aspetta, ho ancora i miei bellissimi capelli.

Forse conosci la storia di My Generation degli Who. In studio il manager della band, Kit Lambert, o qualcuno della loro casa discografica, suggerì a Roger Daltrey di continuare a balbettare il verso “my g-g-generation” e la versione finale della canzone conservò il verso cantato balbettando.

Aspetta un attimo. Non importa. Se non avessi mai sentito il balbettio prima, non te lo saresti perso.

Sì, e infatti lui lo sentì in tutti i modi. Il balbettio di Roger Daltrey è perfetto e sublime.

My Generation ha di sublime il fatto di essere semplicissima. E ogni cosa è giusta: l’atmosfera, lo spirito, la melodia, il riff, il ritmo, la struttura, il messaggio, la formulazione, la voce squillante di Roger … devo continuare? Orbene, Live Forever è la mia My Generation.

Un produttore ti ha mai …

No! Io lavoro comunque, anche senza un produttore. So quello che voglio. E ho abbastanza esperienza in studio per impedire che determinino loro il sound. I produttori sono una fottuta rottura di coglioni. Di solito mi fanno sprecare tempo mentre mi dicono (imita sarcasticamente, ndr): “Eccezionale, Noel. Eccezionale! Facciamo una ripresa”. Mi rifiuto di pagare tutti quei milioni per quel genere di lusinghe. So che una volta anche Brian Eno stava convincendo Bono e The Edge che Where the Streets Have No Name andasse distrutta selvaggiamente. Sarò rispettoso e non dirò cosa penso in merito, Eno. Solo questo: se qualcuno mi smontasse qualcosa ci sarebbero problemi.


Posso chiarirlo una volta per tutte? Non sto dicendo che non esistono video musicali grandiosi, ma non ho la pazienza di starmene lì in piedi per un giorno come un coglione perché il regista con una ripresa vuole vincere l’oscar per il Miglior nerd visuale o il Pignolo più ossessivo. Quella introduzione del video di Ballad of the Mighty I, in cui il regista mi chiama per sbaglio Liam e insiste perché io e lui facciamo un selfie, è una parodia di tutte le scemenze che ho sperimentato.

Nello stesso video doni il tuo costoso giubbotto ad una donna poco vestita e un minuto dopo rubi un’altra giacca. Sei un milionario! E sei padre!

E un ladro (ride di gusto, ndr). Ripensandoci non sono soddisfatto di quel video, perché alimenta i pregiudizi del mondo verso la gente di Manchester.

Alla fine della clip ti rifiuti di fare una seconda ripresa e il regista piagnucola: "Ma Chris Martin ha fatto dieci riprese senza fiatare!". So cosa pensi di Chris, ma non riesco a trattenermi dal chiedere che cosa pensi di lui.

(Ride, ndr). Conosco Chris molto bene, sì. È un tipo semi-soft, che se necessario sguazzerebbe anche nel fango, solo perché il regista poi non dica che è pretenzioso.

Nel video di The Death of You and Me spingi in una piscina una bella cameriera bionda. Quante volte avete girato la scena?

Una. Per motivi tecnici e pratici: non c’era tempo per asciugare i capelli e gli abiti dell'attrice dopo ogni ripresa. Forse come quella ripresa ne ho fatto molte altre con piacere.

In AKA … What a Life! il comico Russell Brand interpreta un prete voodoo e ci sono due donne con una fotocamera della marca Soul Sucker. Ho controllato, non esistono.

Amico, tu hai troppo tempo libero! Quel videoclip lo abbiamo registrato in Arizona, nel territorio indiano. E gli indiani credono che l’uomo bianco con ogni foto rubi un pezzo della loro anima, e quindi Soul Sucker, succhiatore di anime. Un’altra domanda sui videoclip e riattacco (ride, ndr). In realtà non avete idea di quanto sia fastidiosa una giornata sul set. Dato che i giovani musicisti raccontano di come non vedano l’ora di registrare il loro primo video musicale, sarò diplomatico.

Non è il tuo forte il silenzio diplomatico.

Di solito scompare dopo pochi secondi.

Quale film hai visto più volte e perché? Spinal tap e la pornografia non contano.

Non ci penso nemmeno. Il buono, il brutto e il cattivo. L’ho visto almeno una dozzina di volte.

Non era una domanda sugli Oasis.

Ah no, perché in quel caso il titolo sarebbe Il grande e i padri brutti. Anche Pulp Fiction. Può darsi lo abbia visto trenta volte sui tour bus e altrove. È fottutamente geniale.

Chi dovrebbe interpretare te nel film sugli Oasis?

Darth Vader. Se non è libero, o chiede troppi soldi, dico Bradley Cooper. È dannatamente bello e abbastanza carismatico.

Essere John Malkovich. Nella testa di chi vorresti trascorrere una settimana?

Del presidente degli Stati Uniti. Vorrei sapere quanto potere ha veramente, quali accordi ci sono davvero dietro le quinte e se davvero abbia la possibilità di decidere autonomamente di premere il pulsante della bomba nucleare. Vorrei sapere se davvero le banche governano il mondo o un potere ancora più oscuro. Sono tutte cose che vorrei sapere per dormire meglio. Per il bene dei miei figli, che sono tutti lì ma nulla li attrae. L’unica cosa che a loro interessa è l’ultima app. 

Sei stato in molti luoghi, hai frequentato molta gente importante. Non ti sei mai imbattuto in un presidente e non gli hai mai fatto domande a bruciapelo?

No. Una volta fui chiamato da parte dal gestore di un hotel. "Signor Gallagher, sarà presto raggiunto dai servizi di sicurezza". Pensai: "Questo sarà Obama, vuole incontrarmi per chiedermi consigli. Avrebbe dovuto farlo molto prima, ma posso capire". E invece no: alla fine era … il sovrano di Tonga. Un uomo alquanto noioso con un abito in tre pezzi, senza fanfare al seguito (ride di gusto, ndr).

Non ti annoierò con domande su Liam. Posso riassumere in questo modo: non siete ancora i migliori amici e non è in corso alcun tentativo per riunire gli Oasis?

Sì. Sai, ho visto un sacco di concerti. Quasi sempre sono talmente eccitato che vorrei saltare sul palco per unirmi a loro. Solo a Wembley nel 2000 ho desiderato veramente stare sul palco con gli Oasis. Se non ti senti parte del tuo gruppo allora è il momento di far saltare la cosa.

Amo il rock and roll, ma ha tre aspetti che mi infastidiscono: si mitizzano cose sbagliate, c’è molta vanagloria e l’autodistruzione è romanzata.

Concordo. Per me questo vale quando si romanza la distruzione in termini di senso di colpa. Lo odio fottutamente. E non solo tra gli artisti, ma in tutti gli ambiti. Non ci sono scuse per questo. La distruzione è debole, egoista, vanitosa e stupida. E prima che qualcuno mi dica: "Noel, ma tu hai toccato il fondo con la tua dipendenza da cocaina". Primo, non era una dipendenza. Secondo: me la sono spassata. Sniffare è sbagliato, stupido e a lungo andare letale, ma non l'ho fatto come posa auto-distruttiva: pensavo che fosse una grande avventura e pensavo di fare una cosa che andava molto bene. Aspetta, non so perché ne vado fiero, perché in realtà questo è anche peggio (ridacchia, ndr).

Anche l’atteggiamento lo trovo terribilmente sopravvalutato. Fottuta spavalderia. Gesù, sembra che ogni giovane musicista in tutta la sua giovinezza abbia fatto le prove per fare il passo più figo possibile. Lo stadio non è una passerella, ragazzi. Io corro come una mucca zoppa, ma le canzoni le so scrivere per davvero.

Ehm, nessuno nella musica pop degli ultimi 25 anni ha avuto l'atteggiamento tuo e di tuo fratello.

Le persone che pensano in modo saggio hanno amato il fatto che io avessi prima di tutto le canzoni. E le avevo. Molti giovani musicisti iniziano con la posa, i vestiti, il taglio di capelli, la lingua lunga e strumenti vintage costosi. Valutano se possono ottenere qualcosa con tutto quello. Lungo la strada verso le prime feste vip e lo studio dove registreranno il loro primo videoclip si dimenticano sempre quel piccolo dettaglio: la capacità di comporre dei classici.

Stamattina ho trovato per caso le immagini del ritorno di Jimi Hendrix, vestito da Babbo Natale per promuovere l’uscita del suo album Ass: Bold as Love. Ti è successo di peggio?

Il fottuto playback. Fingere di cantare in un programma televisivo. Chiamatemi "vecchio stile", ma questa è ancora la cosa peggiore che posso immaginare. Non solo perché apre la porta a pseudo-artisti che non sanno cantare, ma anche perché dimostra pigrizia e mancanza di rispetto da parte del team di produzione.

Rimanendo sul discorso televisivo, quanto hai pagato la conduttrice dei Brit Awards che avrebbe dovuto annunciarti così: "Ed ecco il più grande esempio di virilità: Noel Gallagher!"?

Mi hanno chiaramente guardato la zona bassa. Sei invidioso?

Perché non hai partecipato al tributo a Bowie? Hai fatto una cover di Heroes e hai sempre parlato di lui con rispetto. E questo la dice lunga, se pensiamo a quante altre star tu e Liam avete triturato.

Me l’hanno chiesto. E ho rifiutato dopo un attento esame, perché sospettavo che David avrebbe voluto così. E perché non me l’avrebbero mai lasciato fare come lo volevo fare, e cioè: lungo, crudo e feroce, e senza necessariamente portare sul palco i suoi più grandi successi. In più: i Brit Awards hanno trascurato Bowie a vantaggio di divinità molto minori. E sono pressoché l'unico che non ha paura di dire ad alta voce che tutti questi premi sono in gran parte truccati. È un compromesso: in primo luogo verificano se la superstar si presenterà; se così non avviene danno il loro premio a qualcun altro che vuole venire.

C'è una canzone degli Oasis che ti fa ancora venire un nodo alla gola quando la suoni?

Un nodo alla gola?! Non sono così sentimentale.

Chiedo comunque.

Hmmm ... Listen Up è stata un lato b del ... Uh, non ne ho idea.

Cigarettes & Alcohol.

Sì, a cercare su Google di nascosto siamo tutti bravi (ride). Quella canzone che abbiamo provato per caso di recente, e lì ho sentito ... qualcosa. Non ho idea del perché.

Di recente hai suonato e cantato con gli U2 a Londra la loro I Still Haven’t Found What I’m Looking For. Com’è stato? Mi ha colpito la tua attenzione a non travalicare.

Be’, quando Bono prende per sé l’altra metà della canzone con la sua voce che è un uragano, è necessario assicurarsi di non travalicare.

Avevate concordato che Bono passasse subito a cantare All You Need Is Love?

Sì, l’avevamo già provato nel pomeriggio. Bono aveva insistito, ma gli altri hanno pensato che non avrebbe funzionato, e avevano ragione. Tuttavia è stato un momento meraviglioso. Sono orgoglioso di chiamarli miei amici.

Alcuni anni fa un pazzo ti ha buttato giù dal palco. Una volta ho avuto un incidente simile con Bob Dylan. Un matto voleva buttare giù dal palco Bob Dylan. Eravamo a due metri di distanza da Bob Dylan. Afferrai quell'uomo dal basso in modo che cadesse tra le barriere e il palco. Dovette intervenire la security.

A me è successo un’altra volta, poco tempo fa. Una donna è saltata sul palco e mi ha colto di sorpresa. Ma lei mi ha attaccato con amore. 

Dalla nostra ultima conversazione sono successe una serie di cose, tra cui la scomparsa del News of the World, il giornale che dagli anni ’90 seguiva tutti, compresi tu e Liam. Questo giornale era specializzato in intercettazioni telefoniche alle stelle britanniche.

A quanto ne so non hanno mai spiato il mio telefono. Non era necessario. In quei giorni parlavo sempre a voce alta al telefono, probabilmente avrebbero potuto sentirmi leggere l'editoriale. Una delle scemenze che hanno scritto che ora viene in mente fu qualcosa di simile: "Noel spende 4.000 sterline alla settimana in cocaina". Ridicolo. Erano 5.000 le sterline al giorno (ride, ndr).

No, sul serio, se ogni settimana inali 4.000 sterline di coca dal naso, dopo una settimana sei già morto. Eravamo bersagli facili e abbiamo determinato noi stessi quel destino per noi perché a) eravamo troppo occupati in altre cose per difenderci; b) non ce ne fregava; c) quello ci ha messo in sintonia con tutti coloro che ci odiavano e i tabloid, d) la nostra vita era molto migliore della loro.

C'è una tua canzone che avrebbe suonato peggio senza coca?

No. Le droghe non aiutano a migliorare la musica. Lo so per certo.

Sei ancora giovane e sei diventato molto ricco molto rapidamente. Quello che succede di solito è che un'orda di avvoltoi dispensa i cosiddetti buoni consigli: su quale campo bisogna puntare, in cosa si deve investire ...

Io li ho elusi. So che Bono e molti altri artisti minori sono stati punti da tali api. Non io. Io ascolto solo i buoni consigli di mia moglie. Io li ascolto, ma non me ne faccio nulla. In realtà non possiedo tanto. Sono solo un ladro che è anche un musicista in grado di fare qualcosa con le sue cose.

Si è scritto molto sulle vostre canzoni, che a volte somigliano un po’ troppo ad altri classici. Inoltre i titoli delle tue canzoni spesso sono già stati utilizzati in passato. Riverman è una canzone di Nick Drake, Be Here Now è un riferimento ai Beatles, The Right Stuff è una canzone di Bryan Ferry e Don’t Look Back in Anger ricalca Look Back in Anger, che è sia una commedia di John Osborne che una canzone di Bowie ... While the Song Remains the Same differisce solo per una parola (while) dal titolo di una canzone di una nota band degli anni ’70 …

I Led Zeppelin possono andare a farsi fottere! Anche loro sono dei ladri! Prendi Dazed and Confused ... Conosci Jake Holmes? È l’uomo che ha scritto quella canzone nel 1964. Stesso titolo, quasi stesso testo, nella stessa tonalità, stessi accordi, stessa melodia. È fottutamente incredibile! Sono degli avvoltoi spudorati! E la loro Whole Lotta Love è in gran parte fregata da You Need Love di Willie Dixon e Muddy Waters! E poi l’orco sono io, perché non ho inventato alcun titolo?! Controlla, amico. Se Jake Holmes è ancora vivo bacio i piedi e gli pago una pinta (Jake Holmes ha 76 anni, vive a San Francisco. Solo nel 2010, dopo una causa, Jimmy Page gli ha dovuto riconoscere i diritti di composizione per Dazed and Confused, ndr).

Sei almeno intelligente quanto David Cameron, quindi non vedo alcun motivo per non chiederti questo: Brexit sì o Brexit no?

No. Penso che dovremmo rimanere insieme. Una grande, forte Europa è necessaria come la Cina, la Russia e gli Stati Uniti, che stanno diventando più grandi e più potenti. Quei tre vorrebbero che la Gran Bretagna lasciasse l'Unione Europea, e solo per questo motivo dobbiamo evitare di farlo. Essere più piccoli di quello che siamo mi sembra controproducente.

(Anche se solo qualche settimana fa Noel s'era detto favorevole all'uscita dal Regno Unito dall'Unione Europea).

Fonte: Humo - Traduzione italiana di oasisnotizie

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sabato 16 aprile 2016

Superintervista a Noel Gallagher: "Tornare sul palco con Liam? Sarebbe fantastico. Il mondo è in fiamme e Adele canta 'Amore, sob, mi hai lasciato'. Oggi è pieno di musica spazzatura"

La sua band, gli Oasis, hanno fatto la storia. Oggi Noel Gallagher è celebrato in Inghilterra come come un vecchio statista. Sueddeutsche Zeitung lo ha incontrato. Una conversazione sulla moda, le droghe, sulla musica di oggi, Adele, Justin Bieber, David Bowie, Lemmy e sul declino dell'Europa, sulla capacità di serbare rancore e su Liam, l'altro fratello difficile. Traduzione di oasisnotizie
Read in English here 

CAPITOLO 1: ETÀ, MODA, DROGHE

Sembra che tu sia entrato nella tua seconda vita. Per vent'anni sei stato uno dei fratelli Oasis. Ora, dopo due dischi da solista, sei finalmente Noel Gallagher. Sei stato in copertina sul Sunday Times Style Magazine, ci sono programmi televisivi dedicati a te e non automaticamente sulla tua band. Soddisfatto?

Per strada questo non lo vedo. Gli ubriachi mi agitano ancora in faccia le loro bottiglie di birra, gridando OA-SIS! WON-DER-WALL!

Ma hai notato gli articoli?

Sì, vedo una certa differenza. Il Sunday Times Magazine ha mandato Julie Burchill, una leggendaria scrittrice punk. Pensavo che mi avrebbe distrutto, invece è stata molto cortese e l'articolo mi ha quasi lasciato sbalordito. Non solevano sparlare di più di me?

Abbastanza.

È come se i giornalisti avessero più ... rispetto. Forse questo viene con l'età. All'epoca ero più giovane dei giornalisti, mi mandavano vecchi cavalli da guerra che facevano capire che loro le avevano viste tutte. Oggi i giornalisti sono più giovani di me. Sono ragazzi che ti dicono: "Ehi, Gallagher, sono fan della tua musica da tutta la vita". Questo è toccante, di sicuro.

L'anno prossimo compirai 50 anni. L'età ti preoccupa?

Non mi importa del numero. Il problema maggiore sono i vestiti. Non riesco a trovare nulla da indossare.

Come mai?

La moda è concepita solo per i giovani. I più vecchi dovrebbero indossare solo noiosa roba comune, preferibilmente beige. Una situazione imbarazzante: se indossi la roba dei vecchi sembri un vecchio scemo; se indosso vestiti hipster sembro un vecchio scemo che vuole sembrare giovane.
 
Hai smesso di assumere cocaina anni fa. Ti mancano le droghe?


No, non me ne importava.

È stato davvero così facile?

Smettere portava solo vantaggi: riuscivo di nuovo a dormire bene, non ero così rovinato al mattino, avevo un aspetto migliore. La cocaina è una droga per giovani. Chiunque prenda cocaina dopo i 30 anni è un tipo dannatamente noioso. Dice sempre le stesse cose, vive sempre lo stesso film. Se oggi vivessi come vivevo nel 1996 sarei un imbecille. A 50 anni non vado nei bagni a tirare le strisce.

Quasi 50, potresti essere un po' più mite.

Lo sono.

CAPITOLO 2: LA MUSICA DI OGGI

No, per la stampa britannica non c'è niente di meglio di te che stronchi l'intera scena musicale pop attuale.

Quello non conta, ora sono più mite con le persone. Quanto alla musica, però, c'è tanta di quella spazzatura disgustosa e incredibile che non ti serve la mitezza.

Concordi con tuo fratello. Di recente ha twittato che la musica in Inghiltera "è stata rapita da grandissimi stronzi".

Lui è uno che non le manda a dire ...

Cosa c'è di così abominevole al momento?

Justin Bieber. Adele. One Direction. Miley Cyrus. Non devo dirne altri.

Cos'hanno di così brutto?


Tanto per cominciare non si scrivono da soli le loro canzoni.

Adele lo fa.

Non importa. Sono tutti marionette di grassi e vecchi produttori. Sai cosa ho notato? Se hanno un nuovo disco parlano sempre "del" nuovo disco. Non dicono mai "il mio" nuovo disco. Parlano del prodotto, che a loro viene consegnato già fatto. Sentono una distanza totale da quello che stanno facendo.

Esageri.

No! Facci caso! "Il" nuovo album, senza dubbio.

Di recente hai detto che Adele fa musica per nonnine.


Giusto. Perché questa donna canta sempre ballate? A chi servono ballate? Là fuori il mondo è in fiamme, i terroristi ammazzano la gente, mezza Siria sta fuggendo in Europa, Armageddon puro, e cosa fa Adele? Canta "hello, boohoo, il mio fidanzato mi ha lasciato, sniff".

Sì, ma ...

Nessun ma.

Neanche tu sei ancora noto come cantautore politico. Potresti opporre resistenza, scrivere canzoni che descrivono il mondo nel caos.

Un momento. Sta alla generazione che potrebbe veramente cambiare il futuro, sta ai giovani. Dovrei far loro la predica a 50 anni? Riderebbero di me. Quando avevo 12 anni, Paul Weller ne aveva 20, Johnny Rotten era un po' più grande. Sfidarono i problemi della loro epoca, non erano dei vecchi. Eccoci qua, io non canto al 20enne: "Fa' sì che le Nazioni Unite facciano qualcosa per il popolo siriano!". Sarebbe ridicolo quello. L'ultima cosa che vogliono a quell'età è che i loro padri facciano loro la morale.

A chi spetterebbe quel compito?

So che suona ridicolo, ma a Justin Bieber. O agli One Direction. Ma questa gente sa solo pensare a twittare: "Siria, boo = proprio brutto. xxx". Oh, cielo!

Forse hanno un modo diverso di dire le cose. Fa parte del gioco, tu non capisci i 20enni.


Forse, ma il problema è diverso. Il music business sta cambiando tremendamente attraverso gli MP3 e lo streaming. A me non importerebbe, ma le etichette danno ai musicisti molto meno spazio di quanto davano loro una volta. I ragazzi della classe operaia non si possono permettere più strumenti musicali. Ecco perché la dannata classe media sta prendendo il comando. Quindi la musica diventa anonima musica della classe media, non colpisce nessuno. Musica senza spigoli fatta da gente senza spigoli. Questi ragazzini viziati difettano dell'esperienza di vita che serve per fare della musica che veramente conti. Mammina e papino comprano loro le chitarre e loro cantano delle loro fidanzate della classe media. È questa la rovina.

Cosa c'è di diverso in te?

Ascolta il primo disco degli Oasis. Cigarettes & Alcohol parla di disoccupazione, Rock 'n' Roll Star del sogno di fuggire in qualche modo. Quelle canzoni parlano di vita vera. Non avevo neanche una vera e propria chitarra,  Johnny Marr degli Smiths mi aveva prestato la sua.

Ora interpreti il cliché secondo cui la vera arte può venire solo da una grande sofferenza.

Be', è vero, no? Viviamo in tempi difficili. Questa sarebbe l'epoca giusta per un'arte stimolante, importante. Ma la gente che potrebbe davvero fare musica rilevante - i poveri, i rifugiati, i disoccupati - non può permettersi di farlo. Può solo suonare per strada e sperare che qualcuno ascolti. Cliché 'sto cazzo: là fuori c'è Armageddon e tu accendi la radio e senti Justin Bieber. Fanculo!

Spesso tu stesso hai detto che il rock 'n' roll è prima di tutto fuga.

Sì, ma ho anche cantato l'essere disoccupati senza speranza e spero che quelle canzoni abbiano aiutato molti ragazzi delle città inglesi quando serviva. E ora mostratemi i messaggi contenuti nelle canzoni di Miley Cyrus. La musica ha lo stesso valore della forfora sul colletto della camicia.

Come si può cambiare questa situazione?

Non chiederlo a me. Io osservo e basta. Mi siedo nella mia casa gigantesca, fumo sigari gitanti, bevo lo champagne più costoso e osservo tutto. Haha.

Potresti aiutare i giovani musicisti con il tuo denaro.

Ogni CD demo che mi mandano è abominevole. La gente che manda i CD demo non ha nulla da dire, vuole solo la fama, è indicata dai media come qualcosa che vale la pena sentire. Perché a loro non importa dei contenuti, ma solo della superficie. Le telecamere e tutta quella roba. Vogliono essere come Justin Bieber. Ti chiedo: se un giorno Justin Bieber muore, pensi che il mondo sarebbe unito nel dolore e nella sua memoria come lo è stato per David Bowie? No, no, no, no.

Justin Bieber ha ancora tempo per diventare il nuovo Bowie.


Molto divertente. Ma anche quando è morto Bowie molto è andato storto. Di colpo tutti parlavano di apparenza. Dei suoi capelli, dei suoi costumi, del suo look. Si è parlato troppo poco della sua musica! Si è parlato solo di immagine, moda e arte. Gente, ascoltate le canzoni! Contengono tante cose che mostrano la differenza tra le vecchie divinità e i giovani idioti.

Cosa esattamente?

Ascolta Bowie per ventiquattro ore e avrai un rapporto totalmente personale con lui. Anche se non capirai mai veramente cosa diavolo sta cantando. Life On Mars? Ashes To Ashes? "Lo strillo del nulla mi sta uccidendo / Solo foto sintetiche di ragazze giapponesi / E io non ho soldi e non ho capelli". Cosa? Come? Nonsense totale, ciononostante verità assoluta. Perché le canzoni di Bowie parlano ad ognuno in maniera diversa. Nessuna storia strappalacrime di un malato d'amore, come quella roba di Adele.

Bowie ha sempre provato a stare in prima linea, a scoprire roba nuova.

La cosa più importante è: aveva attorno le persone giuste. Cercava con attenzione i luoghi in cui ci fosse qualcosa di nuovo e poi lo prendeva al momento giusto. Gli piacevano i Kraftwerk quando quasi nessuno sapeva che esistessero. Era a Berlino prima di chiunque altro. Era bravo a far pensare alla gente che lui avesse inventato tutto quello, ma la verità è che lui ha mostrato al mondo cosa cresceva in segreto.

Dopo la morte di Bowie hai pubblicato su Facebook una foto che vi ritrae insieme negli anni '90.

Ma non ricordo quell'incontro. Ero nervosissimo. Bene.

L'altra grande perdita: Lemmy.

Oh sì, il buon vecchio Lemmy. Ricordo quell'incontro.

Hai fatto una bella chiacchierata con lui?

Be', come parli con Lemmy? "Ehi Lemmy, come va?". "Hm hm mumble mumble whisky hehe". "Dicevi, vecchio?".

Bowie l'Innovatore, Lemmy l'Immutabile. A chi ti senti più vicino?

Be', penso a quello che ha continuato ad andare avanti stoicamente, Lemmy. Per essere come Bowie dovevi essere un genio. Io non lo sono. Bowie era come Jackson Pollock: "Colore! Versa! Azione! Sì!". E alla fine arrivava un risultato fantastico, uno che nessuno si aspettava. Io sono più un pittore di paesaggi. C'è un po' di verde, qua una nuvola ... 

Insolitamente modesto.

Sciocchezze, modesto. Quello che volevo dire è che: un po' di verde, poi un grosso sigaro, poi una nuvola, poi una bottiglia dello champagne più costoso, poi io che cammino nella mia villa gigantesca, il mio castello, finché non dipingo un grande fascio d'erba. Haha. E tra una cosa e l'altra guardo la partita, ovviamente.

CAPITOLO 3: LE MIE CANZONI

Ascolti mai le tue vecchie canzoni e pensi: "Amico, sono bravo"?


Non mi piace ascoltare le vecchie registrazoni. I primi dischi degli Oasis sono stati registrati male, hanno un sound orribile. Ma sul palco ci sono momenti importanti … Succede che nel bel mezzo di Champagne Supernova io pensi: "Ehi, bella formulazione con le parole". Ma è tutto lì.

Di recente hai detto che oggi non riusciresti a scrivere una canzone come Live Forever. Perché no?

Perché c'era un desiderio, una potenza che hanno solo le persone che hanno 25 anni. Live Forever, il sogno di essere immortali, è un pensiero così ingenuo che appartiene alla giovinezza. Un uomo che va verso i 50 non pensa e non sente in quel modo.

Ma ti ritrovi ancora in quelle vecchie canzoni?

Scrissi Don't Look Back in Anger vent'anni fa di notte su un letto di un hotel di Parigi. Se avessi saputo che un giorno quella canzone sarebbe stata messa su durante funerali e matrimoni, che per certe persone sarebbe stata "la canzone della vita", non sarei stato in grado di scriverla. Sarebbe stato troppo per me. Se allora ti avessi fatto sentire quella canzone, avresti detto: "Oh, sì, bellissima". Oggi dici: "Hit eccezionale!". Cos'è che fa la differenza? La gente. I fan. Gli acquirenti. I concerti. Quei concerti che rendono una canzone pop immensa. Non il compositore, non il cantante, la gente là fuori. Gli ascoltatori sono la parte più importante della canzone.

Quando sei sul palco di fronte a 20.000, 50.000 persone, hai una sensazione di potenza?

Potenza? Sciocchezze. Non questo. Non si tratta di me, si tratta solo della musica. Se io sto in piedi sul palco per conto mio e dico qualcosa, non importa a nessuno. Quando sono al supermercato e nel cesto ho il mangime per il mio cane, la gente non riesce a capire. Mi dicono: "Ehi, Oasis, cosa ci fai qui?". Io dico loro: "Non ci crederai, ma compro il mangime per il cane". Mi guardano come se stessero pensando: "Pensavamo che quel tizio fosse fantastico sul palco! Dev'essere stato un errore".

Fai le compere da te? Guidi la tua Jaguar estremamente costosa, che hai comprato nell'epoca dello spassoso successo con gli Oasis?

No, non ho ancora la patente, guida mia moglie. Non ho tempo per guidare da me.

Perché no?

Le mani sono piene. Devo fumare i grandi sigari e bere champagne costoso.

CAPITOLO 4: LIAM, RANCORE E REUNION DEGLI OASIS

Parliamo brevemente di tuo fratello?

Dobbiamo?

Be', si parla di nuovo di una possibile reunion degli Oasis.

Be', c'è sempre molto chiacchericcio.

Basta che tu e tuo fratello siate entrambi felici e scrivete su Twitter nello stesso momento dell'arrivo di Pep Guardiola al Man City che immediatamente i media britannici scrivono "Ora reunion degli Oasis"?


Haha, assurdi, sì.

Un altro indizio: Matt Whitecross sta facendo un film sugli Oasis. Si dice che sarà il documentario definitivo. In questo video parlate tu ...

Sì.

... e tuo fratello.

Sì, ma non insieme.

Però la stampa britannica era al settimo cielo: i fratelli Gallagher si ricongiungono!

Haha. Anche nel periodo con gli Oasis ci facevamo intervistare insieme il meno possibile. Quando provavamo andava sempre male.

Liam e Noel a Cleveland, Ohio, nel marzo 1995
Perché voi ...

Semplicemente perché dice sciocchezze.

Quando hai ricevuto un messaggio di testo da Liam l'ultima volta?

Oggi. Ieri. Sempre.

Suona bene.

Be', non so neanche se sia davvero lui. Non ho il suo numero.

L'hai cancellato?

Penso di doverti spiegare qualcosa ... Ascolta, io ho una debolezza molto considerevole. Non sono bravo per niente a perdonare. Non perdono mai. Mai. Riesco a serbare rancore per anni, per decenni. E non solo nei confronti di Liam.

Nei confronti di quante persone serbi rancore al momento?

Sette.

Non è fastidioso?


Assolutamente no, anzi è l'opposto: il rancore lo devi allevare.

Come?

Di sera me ne sto in piedi di fronte al grande camino della mia villa, poi li passo tutti in rassegna nella mente. Ah, numero 2, topo! Numero 4, grrr, quanto ti odio! E ah, numero 7, aspetta che ti veda un'altra volta ... haha.

Cosa potrebbe fare Liam per fare rappacificarsi? Se la prossima settimana ti scrivesse una lettera e ti dicesse: "Scusa, sono stato stupido. Vieni, facciamo pace e facciamo dei concerti"?

Se scrivesse una lettera simile, potrei tradurla con: "Noel, sono a pezzi".

E tu cederesti?

Non ora, non così presto. Ma non lo escludo. Devi immaginare: stare sul palco con gli Oasis un'altra volta sarebbe assolutamente fantastico. Fuori da questo mondo. Siamo stati, per un momento, la più grande band del mondo.

Sarebbe possibile esibirsi con Liam senza parlare molto?

È quello che abbiamo fatto per anni, ma, come ho detto, io sono una persona strana. Devo dirti con chi mi piace trascorrere più tempo?

Sì. 

Con me stesso. Potrei trascorrere dieci anni su un'isola deserta e non mi mancherebbe nessuno.

traduzione in italiano di oasisnotizie - Fonte: Sueddeutsche Zeitung - thanks to joladella for translating the article from German to English

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giovedì 31 marzo 2016

Noel Gallagher: "A parte me, nessuno oggi rappresenta il rock and roll. Liam? Un testone che dà fastidio, non mi manca"


Incontriamo Noel nel suo camerino, un'ora prima che salga sul palco del Lollapalooza di Santiago del Cile.
 
Noel, il Manchester United ieri ha battuto il tuo Manchester City per 1-0 in trasferta. Sei triste?

No. Sostanzialmente perché non ho visto la partita. Non ero a casa mia, altrimenti sarebbe stato molto diverso. Ero in aereo, diretto a Santiago.

Manuel Pellegrini sarà sostituito da Guardiola. Questo ti rende felice?

Dobbiamo vedere cosa succederà. Manuel ha fatto un lavoro eccezionale e loro hanno due stili molto simili. Pellegrini attrae buoni giocatori, però è un po' più anziano di Pep, che, con la sua giovinezza, può attrarre talenti di età minore. Vedremo. Se da qui a tre anni vincerà tre trofei allora sì, lo preferirei di gran lunga a Pellegrini.

Come valuti il lavoro del cileno?

È un tipo bravo, l'ho conosciuto di persona e l'ho incontrato varie volte. È un buon tecnico, ma il suo momento è già volto al termine. Nel calcio moderno gli allenatori rimangono al loro posto solo tre anni e infatti questa è la sua terza stagione, quindi è l'ora che si faccia da parte.

Ricordi qualcosa dei concerti che hai fatto in Cile?
Il ricordo preferito che ho del Cile è legato a quando suonammo qui nel 1998. Suonammo in uno stadio gigantesco (il San Carlos de Apoquindo, ndr) e quando siamo arrivati allo stadio c'era gente in fila sul cavallo. E le montagne visibili dietro erano bellissime.

Ti manca qualcosa della tua vita con gli Oasis?

A volte. Mi manca suonare la chitarra a tutto volume. ora devo anche cantare e non posso preoccuparmi di questo. Mi manca anche suonare nei grandi stadi, ma in generale non sono molte le cose che mi mancano. Il fatto che un concerto si svolga in uno stadio non lo rende migliore, ma solo che sia più spettacolare.

Ti manca tuo fratello Liam?

Certo che no! (alza la voce, ndr) È solo un testone che dà fastidio.

A differenza degli Oasis, ora sei tu il principale cantante. Com'è stato assumersi questo ruolo?

È stato semplice, non mi servono molte capacità, perché io faccio la stessa cosa che facevo prima: comporre canzoni. Mi piace cantare e il pubblico è lì per ascoltarmi. Quindi l'unica cosa ch devo fare è interpretare le mie canzoni.

Che differenze hai voluto marcare con questo secondo album?

Questo disco ha più chitarre e l'ho prodotto da me. Ora, ci sono altre differenze (fa la faccia furba, ndr): le copertine sono diverse, anche i titoli, e questo CD è un po più circolare dell'altro.

Festival come il Lollapalooza hanno avuto una svolta elettronica e hip hop. Ti piacciono questi  generi?

Mi piace la vecchia musica house, è quello che ascolto io. Non tanto Skrillex, lui è troppo rumoroso. Del rap non mi piace molto Eminem. Kanye West è bravo, più lo ascolto più mi piace, ma non sono fan di Eminem.

Il rock ha un qualche vigore?

No, non tanto. Se guardi questo festival, non c'è nessuna rock band. Florence, che amo e che è mia amica, non è rock, non lo è neanche Eminem. Questo che sta suonando è rock? (In sottofondo si sente l'esibizione degli Alabama Shakes). No, non ci prendiamo in giro, non lo è. A parte me, non conosco nessuno che oggi rappresenti il rock and roll. Di tutti i nuovi gruppi in circolazione, non c'è nessuno che negli ultimi tempi mi abbia fatto dire: "Wow, questa l'avrei voluto comporre io!".

D'altro canto è anche l'epoca delle stelle femminili.

Sì, a mia moglie piacciono Taylor Swift e Beyoncé. E chiaramente io non la penso come lei, però non so com'è Taylor Swift. Si scrive le canzoni da sola? È difficile oggi trovare gente che lo faccia. Neanche Beyoncé cattura la mia attenzione.

Pensi che la musica abbia perso tanto con la morte di Bowie?

Non penso che la gente debba sentirsi triste quando muroe qualcuno. Capita a tutti, ma dobbiamo celebrare la vita: ho avuto la grande fortuna di conoscerlo e di parlare con lui molte volte. Ho amato la sua musica e lui ha amato la mia, e mi congedo con questo.

Intervista di Claudio Vergara. Fonte: La Tercera, 20 marzo 2016



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giovedì 18 febbraio 2016

Noel Gallagher: "L'incontro con Bowie? Non ricordo, ero troppo ubriaco. Lui, T. Rex e gli Slade cruciali per Definitely Maybe"

L'11 febbraio su Absolute Radio Noel Gallagher ha condotto, con l'amico Matt Morgan, uno show che è stato trasmesso nella serata del 15 febbraio (AUDIO completo qui sotto, alla fine del post).

I due hanno scelto scelto canzoni di Nirvana, David Bowie, Patti Smith, Motörhead e altri artisti e hanno chiacchierato di molte cose, rispondendo anche a domande degli utenti di Twitter. C'è stato spazio anche per alcune considerazioni su David Bowie, su Lars Ulrich, sul terzo album degli Oasis, Be Here Now, e sui threesome ...

Vi riportiamo in parti una sintesi del dialogo. Stay tuned per le altre parti.

Sulla morte di David Bowie

Morgan: "È stato uno shock".

Noel: "Aveva posato per un servizio fotografico alcuni giorni prima e aveva un ottimo aspetto ... L'insinuazione è che abbia registrato Blackstar  quando stava già per morire".

Morgan: "Se dovessi scoprire di essere in punto di morte, ti importerebbe dire: Oh, devo fare un po' di musica?".

Noel: "Dipende da come mi sentirei, in realtà. Non sono così motivato nel migliore dei momenti. Non dovrei esserlo però se fossi sul punto di tirare le cuoia ... Quello che probabilmente farei sarebbe provare a spendere più denaro possibile e stabilire alcuni primati. Non so se sarei così interessato ad andare in studio, sai cosa intendo? Ma sono felice che lui lo abbia fatto".

Sull'incontro con David Bowie

Noel: "Lo incontrai. Andai a vederlo alla Wembley Arena (nel 1997, ndr). Gli faceva da supporter Morrissey. Qualcuno venne e mi disse: 'Ti piacerebbe incontrare David?'. E io: 'Sì, certo'. E rimpiango ... c'è una foto che ritrae me e lui e di sicuro io gli avevo detto qualcosa di buffo, perché lui sta ridendo in modo isterico. Non ho idea di cosa gli avessi detto". 

"Se non esistesse quella foto non avrei alcun ricordo di quell'incontro, ricordo solo che quella foto fu scattata nel suo camerino. Ero troppo giovane e troppo ubriaco per potermi rendere conto che stavo incontrando uno dei più grandi".

Sull'influenza di David Bowie sugli Oasis

"Ero suo fan già molto presto, ricordo che a Manchester, quando eravamo disoccupati, avevo questa cassetta C90 - le cassette C90, ragazzi! - che mettevamo su mentre guidavamo in macchina. Aveva due canzoni di David Bowie, due canzoni di T. Rex e due canzoni degli Slade. Ero stato io a disporle così, perché ero un visionario già all'epoca. Spesso attribuisco a quella cassetta i meriti per il sound di Definitely Maybe".

Morgan: "Il riff di Cigarettes & Alcohol era di Marc Bolan".

Noel (ride, ndr): "No, l'ho inventato io! Poi mi è suonato familiare ...".

Morgan: "Be', comunque si trattava di un riff molto standard".

Noel: "Sì, sì, Marc l'avrà rubato a qualcun altro". 

Su Lars Ulrich 

Noel: "Lars Ulrich è un grande fan degli Oasis ed è mio amico. Il primo autografo che io abbia firmato sul suolo americano è stato per lui e non lo conoscevo. Ero lì a gironzolare dopo un concerto e mi dissero: 'È il batterista dei Metallica!'. Gli voglio bene. Parlo con lui molto spesso. Mi ha anche chiesto di suonare per il suo matrimonio, ma mi sono rifiutato: è stato un po' strano".

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FINE PARTE 1 



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lunedì 1 febbraio 2016

Noel Gallagher: "Ecco le cinque canzoni di David Bowie che preferisco, da Blackstar alla migliore, Let's Dance"

La mattina del 10 gennaio una pessima notizia ha svegliato Noel Gallagher. "Mia moglie ha fatto irruzione nella camera da letto piangendo e ho pensato che uno dei bambini fosse morto", ci ha raccontato. "Mi ha detto: 'È morto David Bowie', e io ho fatto: 'Porca troia!' ... ”.

L’ex chitarrista e autore degli Oasis (e fan sfegatato di Bowie), che tornerà negli Stati Uniti a luglio per il suo tour, ci ha chiamato qualche giorno dopo la scomparsa del Duca Bianco per confidarci le sue cinque tracce preferite dello Starman. "Celebriamo la sua vita piuttosto che piangerne la dipartita" ci ha detto. "Tutti devono morire e cose del genere".

Così Gallagher ne ha approfittato per riflettere su quanto la musica di Bowie lo abbia ispirato negli anni. "Era coraggioso, che è una delle cose per cui lo ricorderò sempre: prendeva la sua arte e la spingeva oltre, senza alcun timore", racconta. "Per esempio ti alzi nel giorno in cui Where Are We Now? approda in tutte le radio [gennaio 2013, ndr] e pensi: 'Oh, ecco un’altro pezzo strano alla David Bowie. Ma mi piace, è fantastico'. Poi tocca all’album [The Next Day] ed è una cazzo di bomba rock da stadio! E pensi ancora: 'Ma che cazzo! È una figata!'. Poi vieni a sapere che Bowie ha fatto un nuovo album [Blackstar] e pensi: 'Ok, riuscirà a fare due album comprensibili di fila?'. E invece esce un album oscuro, bizzarro. Poi lui ovviamente muore e tu torni ad ascoltare l’album e pensi: 'Porco cazzo, ci sei riuscito ancora! È una bomba!'".

In the Heat of the Morning

Questa è davvero oscura. Non conosco nessun altro che sappia della sua esistenza, ma è davvero assurda. La prima persona che me l’ha fatta sentire è stato Steve Jones dei Sex Pistols molti anni fa. Gli chiesi: "Cos’è?" e lui mi rispose: "Cazzo, è David Bowie!". La gente parla molto dei suoi look, dei suoi personaggi e travestimenti, ma in pochi sanno che cominciò facendo un po’ il verso a Scott Walker. Questa canzone è molto brit-pop di metà anni Sessanta. Un bel suono di organo, prodotto a regola d’arte. Dovreste sentirla.

L’altro giorno stavo ascoltando In The Heat Of The Day e mi sono reso subito conto di aver attinto a questo testo qua e là negli anni. [Alla domanda "Quali parti del testo?" Noel ha risposto: "Col cazzo che te lo dico!", ndr]. 


Fashion

Bowie si è sempre circondato dei migliori musicisti. Le chitarre di Fashion [suonate da Robert Fripp e Carlos Alomar, ndr] sono una cazzo di figata. Amo il fatto che siano discordanti. È bello sincopato e ha un bel groove. Non è blues, non è jazz, non è rock. È una roba diversa. È David Bowie.

Quando ascolti la musica di Bowie, di cosa parlano le canzoni? Life on Mars non parla del fatto che ci sia vita su Marte. Nessuno sa di cosa parla. Penso che è questo che ha reso Bowie un artista speciale. Ti porta a dare la tua interpretazione – a differenza di altri artisti, tipo Roger Waters per esempio, che ti mette subito in testa l’argomento della canzone, e tu dici: "Non vuol dire più niente questa roba, me l’hai già detto di cosa parla, cazzo". Con questa canzone, Fashion, parla di moda? Cazzo, direi di no. Alcune parti del testo – "We’re the goon squad, and we’re coming to town! Beep-beep!" ti fanno dire, "Cosa? Cosa?". Non parla di scarpe o sciarpe, no? Non può essere.

Ma Fashion è un bel titolo per una canzone. È uno di quei pezzi di Bowie che non hanno un ritornello, ma è tutto un ritornello, capisci? Doveva essere uno schifo essere uno dei suoi contemporanei tra i Settanta e gli Ottanta, e dire "Wow, ho fatto una figata qui", e poi esce un nuovo singolo di Bowie, ancora meglio di quello precedente.


The Jean Genie

Perché? Perché c’è Mick Ronson, in realtà. Il suono che ha è incredibile. È forse la canzone meno British-sounding che Bowie ha mai registrato. È molto americana, ha una specie di base blues-rock. Parla di qualcuno che scappa da New York City. Prende qualcosa dai pezzi di Lou Reed.

Non la conoscevo fino a un paio di giorni fa, ma questa canzone prendeil nome da un cazzo di scrittore politico francese chiamato Jean Genet. Ma ancora una volta, parla della cazzo di Rivoluzione francese? No, non credo.


Let's Dance

Questa è probabilmente la mia fottuta preferita di tutti i tempi di David Bowie. Quando è uscita negli anni ottanta mi piaceva e mi piaceva lui. Ma era solo una canzone che sentivo in radio. Il momento in cui riesco a entrare davvero dentro una canzone è quando prendo la chitarra e provo a rifarla. Qualche anno fa ero in tour da qualche parte, in albergo ed è partita Let’s Dance. Sono corso alla chitarra, ho rifatto gli accordi e ho pensato: "Che figata di canzone da suonare alla chitarra!"

A chi non piace uscire dal letto alla mattina canticchiando: "Put on your red shoes and dance the blues"? Tutti dovrebbero farlo tutti ogni cazzo di lunedì. E comunque, puoi davvero ballare del blues in red shoes? Non penso sia possibile. Forse se sei David Bowie sì. Ma non parla di ballare davvero, capisci?

Mi piace il fatto che sia nata come una canzone acustica, ma poi arrivò Nile Rodgers a dire, "No, no, no. This fucking will not do". E mi piace che ci siano insieme Nile Rodgers e Stevie Ray Vaughn – chi altro ha questi due sulla stessa canzone?


Heroes

Questa è la prima canzone che io abbia mai sentito di Bowie. Era il 1981, credo, e io ero a casa di qualcuno, di notte, e c’erano queste cose in tv chiamate "Five-Minute Profile". Tra due programmi noiosissimi sulla cazzo di agricoltura o sulla politica, c’era un profilo di qualcuno in cinque minuti. E quella sera toccava David Bowie, un riassunto veloce della sua carriera. Non avevo mai sentito Heroes prima, e c’era questo video di lui, chiaramente in botta da cocaina, che cantava questa canzone con la luce dietro di lui. Mi aveva sconvolto, cazzo. Due giorni dopo sono andato al mio negozio di dischi usati preferito per prendermi il Best of Bowie.

E per l’argomento "Di cosa parlano le sue canzoni? Non lo sappiamo mai davvero", penso che Heroes sia molto chiara. Il messaggio è incredibile: possiamo essere eroi, anche solo per un giorno. Non tutti possiamo farcela nella nostra vita, ma possiamo sentirci realizzati, anche solo per un giorno. Questo è il motivo per cui è la mia preferita, ancora adesso.


Simon Vozick-Levinson - RollingStone.com

Leggi anche: Noel Gallagher: "I miei ricordi di Bowie e Prince"

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